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Alfeo Brandimarte
                                     

ⓘ Alfeo Brandimarte

Alfeo Maria Brandimarte è stato un militare e ingegnere italiano che prestò servizio con il grado di capitano e poi di maggiore nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale.

Fece parte del programma di sviluppo del radar militare italiano EC3/ter "Gufo".

Dopo larmistizio del 1943, partecipò alla Resistenza italiana, ma fu catturato dai nazisti e trucidato nel corso delleccidio de La Storta. Fu insignito della medaglia doro al valore militare alla memoria

                                     

1.1. Biografia Carriera militare

Laureatosi nel 1928 come ingegnere meccanico ad indirizzo elettrotecnico allora lelettronica non esisteva neanche come definizione, e lelettricità era considerata afferente alla meccanica, lanno successivo entrò nel Regio Esercito come sottotenente di complemento. Lanno successivo fu trasferito come effettivo alla Regia Marina dove, nelle Armi Navali, svolse vari incarichi, dal 1933 in poi dopo la nomina a capitano svolse vari incarichi accademici e tecnici legati alla sua laurea.

Dopo aver ricoperto la cattedra di elettronica allAccademia Navale di Livorno, fu inviato nel 1935 in Somalia come direttore dei servizi di telecomunicazione militari. In seguito, nel 1937, fu trasferito ad Addis Abeba appena conquistata per rimettere in servizio la stazione radio e, una volta terminato, tornò in Italia per assumere lincarico di vicedirettore dellIstituto Elettrotecnico dellAccademia Navale. Nel 1940 chiese il proscioglimento dal servizio permanente effettivo, che ottenne, ma fu mantenuto in servizio di complemento fino al settembre 1941 e nominato maggiore.

Tra laltro farà parte di una commissione inviata in Germania nel giugno 1940 per valutare i prototipi tedeschi di apparati radar. Successivamente assunse lincarico di amministratore delegato di una azienda civile. Alfeo Brandimarte fu uno dei principali artefici allinterno del Regio Istituto Elettrotecnico e delle Comunicazioni della Marina RIEC, insieme ai professori Ugo Tiberio e Nello Carrara, del lavoro che portò, dopo il suo proscioglimento, al primo radar operativo navale italiano della seconda guerra mondiale, lEC3/ter "Gufo", costruito insieme al suo omologo terrestre "Folaga" da un gruppo di ricercatori civili e militari.

                                     

1.2. Biografia La morte

Dopo l8 settembre 1943 fece parte del Fronte Militare Clandestino, contro loccupante tedesco a Roma. Tradito, fu catturato dalle SS il 23 maggio 1944 e imprigionato nelle carceri di Via Tasso, precisamente nella cella n.3. La sera del 3 giugno 1944, con le forze alleate già in ingresso nella capitale, fu caricato dai tedeschi su un autocarro insieme ad altri prigionieri italiani e stranieri, in un convoglio in direzione nord lungo la via Cassia. La mattina dopo, i prigionieri Alfeo Brandimarte, Bruno Buozzi, Pietro Dodi, Eugenio Arrighi, Saverio Tunetti, Lino Eramo, Edmondo Di Pillo, Enrico Sorrentino, Vincenzo Conversi, Luigi Castellani, Libero De Angelis, Alberto Pennacchi, il polacco Borian Frejdrik e il capitano inglese John Armstrong trovarono la morte nelleccidio de La Storta le loro salme recuperate dopo la liberazione di Roma. Il 15 febbraio 1945 fu insignito della medaglia doro al valore militare alla memoria.