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ⓘ Responsabilità penale degli enti, ordinamento italiano. La responsabilità penale degli enti, nellordinamento giuridico italiano è una fattispecie di responsabil ..




                                     

ⓘ Responsabilità penale degli enti (ordinamento italiano)

La responsabilità penale degli enti, nellordinamento giuridico italiano è una fattispecie di responsabilità penale derivante da illecito amministrativo.

È stata introdotta dal d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e dalla legge 16 marzo 2006, n. 146.

                                     

1.1. Cenni storici Le ragioni

La responsabilità penale degli enti ha trovato una propria disciplina normativa dopo anni di discussioni in ambito giuridico riguardo al tema, in particolare per i principi le idee innovatrici apportate dal legislatore. Questa normativa infatti tende ad allontanarsi dal vecchio e consolidato brocardo latino societas delinquere non potest, creando notevoli perplessità nei critici più puristi.

Sono state due sostanzialmente le situazioni di fatto che hanno spinto il legislatore italiano ad emanare nel 2000-2001 un atto normativo che disciplinasse la materia: labuso sempre più massiccio da parte di società di pratiche illegali che spesso costituivano reato ma lasciavano impuniti gli artefici; la spinta normativa dellUnione europea, dato che ogni paese membro era tenuto a disciplinare la materia come previsto dallart. 3 del trattato sullUnione Europea. Va sottolineato comunque che sia laccordo PIF che lOCSE non vincolavano gli stati a prevedere una nuova forma di responsabilità penale, ma solo di garantire forme efficienti di tutela. È stata pertanto scelta del legislatore italiano.

                                     

1.2. Cenni storici Modelli derivati

Da questa importante tipologia di responsabilità sono sorte altre forme atipiche o particolari; ad esempio con il d.lgs. 19 luglio 2004, n. 197 è stata introdotta la responsabilità per banche ed intermediatori finanziari: sebbene disciplinati distintamente, le modifiche effettuate col Testo Unico a CONSOB e Banca dItalia hanno praticamente allineato entrambe le situazioni.

Le principali differenze con laltro processo speciale sono in questo caso liscrizione della notizia di reato in un registro particolare e la comunicazione oltre che allente interessato, anche alla Banca dItalia e, per certe questioni, alla CONSOB. Il PM non può richiedere lapplicazione delle misure cautelari già viste, ma nel caso dei promotori finanziari non delle banche possono agire i due organi di controllo con altre misure, per questo motivo vengono informati. CONSOB e Banca dItalia possono essere sentite sia durante le indagini preliminari che durante il processo, sia che siano chiamate dal PM, dalle parti o spontaneamente. La loro presenza in giudizio non necessita di autorizzazioni e non partecipano come parti, ma danno pareri sui modelli organizzativi degli enti finanziari sotto processo. Sia CONSOB che Banca dItalia possono inoltre offrire di propria sponte relazioni scritte, associate da buona dottrina ad autentiche consulenze di fatto. Per il ruolo sociale preminente e delicato che svolgono tali enti è preclusa al giudice la possibilità di sanzionare con interdizioni previste dallart. 9 del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 o di provvedere a commissariamento. Possono in ogni caso intervenire a questo scopo con misure simili la CONSOB e la Banca dItalia.

Altro modello particolare è quello relativo agli illeciti amministrativi derivati da ulteriori illeciti amministrativi, come da legge 18 aprile 2005, n. 62 legge comunitaria per lanno 2004.

                                     

2.1. Destinatari e presupposti I soggetti

La norma testualmente prevede:

Quindi, tra i soggetti destinatari delle disposizioni risultano quindi inclusi:

  • persone giuridiche di diritto privato riconosciute fondazioni, associazioni;
  • società di persone, anche di fatto;
  • società di capitali, nessuna esclusa;
  • associazioni non riconosciute.

Si applicherebbe infine anche agli enti pubblici economici. Non si applica infine alla pubblica amministrazione italiana in quanto la responsabilità della pubblica amministrazione italiana può essere solo di tipo civile e non penale.

                                     

2.2. Destinatari e presupposti Criteri dimputazione

Una delle principali problematiche al fine di disciplinare una così particolare materia normativa è quello di fissare dei criteri dimputazione e colpevolezza logici, pratici e non incostituzionali. Va escluso a priori il fine illecito, sia estrinseco che intrinseco, in quanto direttamente vietato dalla fonte primaria del nostro ordinamento, la Costituzione allart. 41, laddove sancisce che liniziativa economica privata "non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana". In questo caso ovviamente, tralasciando la responsabilità delle singole persone fisiche, la soluzione immediata è lo scioglimento dellente.

Ai sensi del d.lgs 231/2001, presupposto fondamentale per attribuire il reato allente è lesistenza di un rapporto di carattere organico sussistente con la persona fisica autore del reato, e che esso sia commesso al fine di garantire un interesse illecito o un vantaggio a favore dellente:

La stessa disposizione normativa specifica poi che linteresse/vantaggio non deve essere pienamente riferibile allente ma anche in parte. Questa previsione, così come lespressione "interesse o vantaggio" ha suscitato un dibattito in dottrina, dato che una chiave di lettura errata potrebbe portare ad errori di interpretazione e a conseguenze inique: interesse o vantaggio possono anche non coesistere, anche uno dei due è sufficiente autonomamente a generare lipotesi di responsabilità, anche perché in questo caso qualsiasi condotta anche contraria agli interessi, statuari e non dellente, purché abbia arrecato un vantaggio comprometterebbe la posizione dellente stesso. Cè chi invece al contrario ha prospettato unendiadi composta necessariamente da entrambe le situazioni. Parte della dottrina ha trovato un punto di mediazione tra le figure del delitto tentato e consumato: linteresse si aggancerebbe al reato tentato mentre il vantaggio ad un reato consumato la cui azione è indiscutibilmente volta a realizzare linteresse dellente almeno in parte.

Sembrerebbe irrilevante invece il motivo a delinquere del reo, non menzionato dallarticolo 5, mentre le lettere a) e b) stabiliscono differenze a seconda della posizione che questi occupa allinterno dellorganizzazione dellente, se di vertice-organizzativa o subordinata. Che il criterio dimputazione della persona fisica sia quasi totalmente scollegato da quello dellente risulta invece dalla disposizione dellart.8:



                                     

2.3. Destinatari e presupposti I modelli organizzativi

La dimostrazione del criterio dimputazione dellente è affidata a determinati sistemi organizzativi e di controllo predisposti dallordinamento: se lente non si adatta, è pressoché automatica la volontà di commettere il reato. Hanno duplice funzione, ovvero adottati ex ante funzionano come scriminante tranne per la confisca, ex post come una sorta di ravvedimento. A dire il vero suscita notevoli perplessità questa soluzione, in quanto lorganizzare certi strumenti per evitare commissioni di reato può comportare notevoli costi che a volte possono anche superare lentità della sanzione, per cui determinati enti potrebbero preferire il rischio di commettere il reato piuttosto che adattarsi. Questo va contro il principio generale del diritto penale che la legge dovrebbe prevenire la commissione di reati.

Tace la legge su come vadano predisposti in seno allente, stante anche la notevole differenza dei soggetti previsti dalla normativa. Si ritiene generalmente in dottrina che sia lassemblea a dover decidere i modelli da attuare le modalità, anche se ci si deve attenere allarticolo 6. Nei casi previsti, cioè per le Associazioni di Enti, può essere coinvolto il Ministro di Giustizia al fine di concertare le soluzioni migliori. Si apre successivamente un procedimento bifase: una preliminare dove vengono valutate le questioni relative alla rappresentatività della Categoria o dellAssociazione, alla validità dello statuto e questioni simili; una seconda, valutativa, nella quale il controllo tiene conto degli strumenti indicati sia per la loro efficacia che validità rispetto alle linee guida dellarticolo 6.

                                     

3. Sanzioni

Le sanzioni previste dalla nuova normativa sono di due tipi:

  • sanzioni di tipo pecuniario latu sensu a carattere sanzionatorio.
  • riparazioni per danni dovuti al reato;
  • pecuniarie
  • restituzione di utili percepiti illecitamente;

Sono stabilite dal giudice in una valutazione bifasica per azioni che non ecceda il milione e mezzo di euro. Sono criticate per la loro convenienza rispetto alle misure che lente deve adottare.

  • interdittive: previste nei casi più gravi e inflitte anche congiuntamente alle pene pecuniarie. Solitamente sono più efficaci e di carattere meramente afflittivo
  • commissariamento dellente: può essere applicata dal giudice se ritiene che ci siano ampi margini di recupero dellente verso la legalità
  • confisca del profitto: non ha limiti valutativi, quindi fornisce un ottimo deterrente;

Entrambe le forme di sanzione hanno subito critiche di vario tipo. Le sanzioni pecuniarie sono state ritenute ad esempio troppo poco incisive, sia per il limite di valore, sia per le scappatoie che gli enti possono avere. Inoltre tendono ad affossare enti piccoli o giovani, statisticamente meno inclini alla commissione dun reato, mentre risultano estremamente deboli con le grandi imprese che per le loro dimensioni e il vasto numero di persone coinvolte possono più facilmente cadere nella tentazione. Il limite dun milione e mezzo di euro per un grande ente può tranquillamente costituire una causa di perdita affrontabile: si preferirebbe a quel punto patire la sanzione e commettere il reato. A volte inoltre gli strumenti da attuare per evitare la commissione del reato sono più costosi della sanzione stessa, che perde quindi la sua capacità di deterrente. Ed ancora, ci sono cause di diminuzione della pena pecuniaria, molto simile alle cause attenuanti nei reati comuni soggetto ha agito quasi esclusivamente per proprio profitto; vantaggio dellente irrisorio; ecc., che arrivano a dimezzarla. Particolare discorso meritano invece le misure interdittive: se è vero che sono più efficaci, cedono dinanzi a numerose scappatoie. Un ente può tranquillamente infatti scorporarsi o effettuare una scissione parziale, lasciando isolato il ramo nel quale è stato commesso il reato o meglio, nellinteresse del quale lasciandolo al suo destino. Denota stupore anche una caratteristica del commissariamento: il commissario nominato dal tribunale non agisce infatti da solo, ma rimane comunque affiancato dalla dirigenza che ha commesso o sotto la quale è stato commesso il reato.



                                     

4.1. La disciplina del processo Imputazione della responsabilità e costituzione

Crea notevoli problemi poter ritenere lente imputato in un processo: a tal fine la legge delega era stata abbastanza chiara, disponendo che limputazione per gli enti fosse quanto più simile dalla figura ordinaria prevista dal codice di procedura penale. Il legislatore delegato ha seguito in maniera particolare le disposizioni della delega, tanto che un gruppo nutrito di giuristi ha lamentato lincostituzionalità del provvedimento per eccesso di delega. La questione, mai giunta comunque alla Corte Costituzionale, sembra esagerata in quanto lesecutivo doveva comunque adattare i criteri dimputazione ad una realtà diversa e fittizia: in ogni caso i criteri adottabili sono stati tutti inseriti, come i criteri dindividuazione dellorgano giudicante e i poteri cognitivi del giudice, pressoché invariati rispetto ai giudizi normali.

Il modus operandi per notificazioni e comparizioni invece è, per la natura non fisica dellente, permeata di molti istituti di diritto processuale civile. Allo stesso modo non è stata consentita lazione civile per danni nei confronti dellente, in quanto non artefice materiale del reato stesso, né ovviamente la richiesta per danni civili da parte dellente nei confronti del reo-persona fisica, per evitare che una stessa parte potesse risultare in giudizio imputato e parte civile. Più complicato invece il caso dellente che eserciti unazione di rivalsa nei confronti della persona fisica: se non è sempre e totalmente negato, appare comunque difficile e insensato a quel punto imputare un ente, magari condannandolo con una sanzione pecuniaria, per poi vederlo recuperare il tutto dal soggetto fisico. Sarebbe completamente inutile il giudizio penale e assolutamente svuotato e contraddittorio il nuovo tipo di responsabilità penale.

Dubbi sono sollevati anche per il rischio, non del tutto etereo, che la macchina giudiziaria possa subire grossi intoppi a livello funzionale: è possibile infatti levenienza che un giudice debba valutare il merito della responsabilità penale del singolo, di quella amministrativa dellente, dellazione civile per danni verso la persona fisica nonché verso lente in qualità di responsabile civile o obbligato.

                                     

4.2. La disciplina del processo Divisione e riunione dei procedimenti

Controtendenza rispetto al codice di rito ordinario come riformato nell89, il d.lgs. prevede la celebrazione del processo riunito, in virtù della discendenza dellillecito amministrativo dallo stesso reato e, in maniera più pragmatica, per evitare giudicati contrastanti e giudizi difformi a livello di assunzione probatoria e durata.

La norma prevede 3 deroghe sostanzialmente:

  • qualora il giudice ritenga necessaria la separazione.
  • temporanea ma perdurante incapacità del reo;
  • differenza di rito, che causa comunque una sospensione dellaltro procedimento fino alla definizione di quello speciale;

Lultima previsione è sembrata a parte della dottrina una previsione generale da contemperare con gli articoli del codice di procedura penale in materia. Tuttavia non possono essere applicate le disposizioni generali in quanto porterebbero al paradosso di creare ulteriori deroghe che, combinate a quanto previsto dalla normativa, tendono addirittura ad ampliare le ipotesi di separazione previste dallo stesso ordinamento generale. In realtà la lettera C) va letta comunque come uno strumento eccezionale e di deroga, rimanendo quella che è stata definita come riunione preferenziale lordinario modo di operare. La dottrina ha isolato alcune fattispecie che rientrerebbero nella lettera C), come la mancata imputazione della persona fisica autrice materiale in quanto non individuabile sarebbe impossibile fare un processo congiunto ad un ente e a un "nessuno" o lirreperibilità della persona giuridica. Non sembra invece appartenere a questa situazione la previsione dellart.65, che contempla la richiesta di riparazione dellillecito da parte dellente durante il processo qualora lente dimostri che non poteva effettuarla prima. In questo caso non si verifica infatti una sospensione sine die ma la riparazione deve essere effettuata in un periodi temporale fissato dal giudice, adattandosi molto meglio una stasi contemporanea di entrambi i processi.

                                     

4.3. La disciplina del processo Indagini preliminari

La fase anteriore al dibattimento è disciplinata ricalcando la normativa principale in materia con qualche opportuno adattamento. Sostanzialmente le indagini preliminari devono essere svolte contemporaneamente sia per quel che riguarda lente, sia per il reo materiale. Il procedimento sinstaura, ex art.55 del d.lgs., con liscrizione nel registro delle notizie di reato dellillecito amministrativo: tra i requisiti della registrazione vi è lobbligo di annotare gli elementi identificativi dellente nonché, se possibile, il legale rappresentante. Alquanto curiosamente, invece, è previsto che vada annotato anche il reato dal quale discende lillecito amministrativo, che tuttavia viene già annotato per le indagini relative allautore persona fisica.

Diverse controversie ha creato la previsione normativa relativa allarchiviazione delle indagini. Diversamente, infatti, da quanto previsto dalla normativa ordinaria, larchiviazione è disposta non dal giudice per le indagini preliminari ma direttamente dal PM con decreto motivato, mentre la riapertura delle indagini va effettuata paradossalmente con richiesta al GIP. Per quel che riguarda larchiviazione automatica da parte del PM è stato sollevato il dubbio relativo ad abusi e di incostituzionalità dato che lazione penale viene a mancare della sua obbligatorietà: in realtà è dato evidenziare che il PM non agisce incontrollato, dato che il suo decreto motivato deve essere trasmesso al Procuratore generale della Repubblica Italiana, il quale può assumere le indagini con una sorta di avocazione. Esaminando a fondo anche quella che sarebbe a prima vista una previsione paradossale, cioè la comunicazione in caso di riapertura e non in quella di archiviazione, in realtà ci si rende conto che è uno strumento inserito dal Legislatore per evitare meccanismi da parte della pubblica accusa per aggirare i termini di prescrizione.

                                     

4.4. La disciplina del processo Costituzione in giudizio ed episodi pre-dibattimentali

Lente si costituisce in giudizio mediante il suo legale rappresentante: questultimo può essere sia il rappresentante solitamente scelto dallente stesso nellambito del proprio potere decisionale, a meno che non sia anche lautore materiale; ma può essere anche tuttaltro rappresentante scelto ad hoc per la rappresentanza in processo, perfino estraneo allente. Il fatto curioso è che in caso di mancata comparizione del legale rappresentante nel processo, diventa automaticamente rappresentante legale il difensore.

In caso di modificazione della struttura dellente trasformazione, scissione e fusione, il giudizio viene proseguito dallente successivo: deve però ripresentarsi tramite legale rappresentante in giudizio, altrimenti viene dichiarato successivamente contumace, anche se precedentemente il vecchio ente era costituito.

                                     

4.5. La disciplina del processo Misure cautelari

Sono previste misure cautelari di natura interdittiva, che hanno una funzione però dissimile rispetto alle misure cautelari previste dallordinamento per le fattispecie base: a livello processuale infatti il loro profilo è basso, non costituendo un limite a fatti come linquinamento delle prove. Hanno piuttosto una funzione inibitoria per evitare la continuazione o ripetizione dellillecito.

Possono essere inflitte con due presupposti: gravi indizi di colpevolezza ed il pericolo che possa ripetersi il reato; e solo per le ipotesi di reato previste. La misura cautelare può subire tre modificazioni: sospensione, revoca e sostituzione.

La prima è senzaltro la più interessante dato che non è prevista per le misure cautelari ordinarie, e consiste, ovviamente, nel bloccare gli effetti temporaneamente della misura inflitta. La sospensione è richiesta dallente con una domanda che fa sorgere un procedimento incidentale: il giudice valuta con ampia discrezionalità nellambito di due parametri, ovvero dellattendibilità delle promesse fatte dallente e purché non si stia giudicando lipotesi prevista dallart.16 3. Se accoglie la domanda il giudice impone una cauzione e fissa un termine per ladozione delle misure da parte dellente per ripristinare i danni e i risultati dellillecito; se alla fine del termine lesito è soddisfacente, avviene la revoca, altrimenti il ripristino.

La revoca non si discosta molto da quella ordinaria, se non per il fatto che può essere disposta anche ex officio. Anche la sostituzione, benché più articolata, non differisce molto: comprende due ipotesi, ovvero che una preesistente misura cautelare alla quale ne subentra unaltra necessariamente meno afflittiva, oppure che la misura cautelare rimanga la medesima ma le sue modalità esecutive risultino meno gravose. Non opera ex officio.

Le misure cautelari interdittive sono impugnabili tramite appello in via esclusiva, quindi impossibile ricorso per saltum in Cassazione ed eventualmente ulteriormente per questioni di legittimità alla Suprema Corte ma solo per le ipotesi alle lettere b) e c) dellart.606 c.p.p. Quelle reali sono invece suscettibili, su richiesta, di riesame durante il giudizio. Sono previste anche due misure cautelari reali, entrambe sotto forma di sequestro, uno sequestro conservativo art.54 ed uno preventivo art.53. Il primo ricalca quasi in toto la previsione ordinaria codicistica. Ben diverso invece è il sequestro preventivo, previsto dalla normativa soltanto come strumento per la successiva ed eventuale esecuzione della confisca ex art.19. Tra le caratteristiche comuni mantiene la sua natura di atto a sorpresa disposta inaudita altera parte.



                                     

4.6. La disciplina del processo Udienza preliminare

È prevista solamente da una norma, lart.61. La prima cosa che salta allocchio è che la richiesta di rinvio a giudizio promossa nei confronti dellimputato persona fisica opera anche per lente automaticamente, instaurando ludienza preliminare anche per questultimo.

Sono disposti soltanto tre variazioni, per adattare la normativa alla natura dellente: innanzitutto la verifica della regolare costituzione delle parti, nella quale non è prevista la notifica per irreperibilità ex art. 159 c.p.p., ma la sospensione delludienza in corso; limpedimento a comparire giustificato viene spostato sul rappresentante legale, non potendo comparire un ente personalmente, ma nel caso sia ingiustificato diviene rappresentante legale il difensore, anche nominato dufficio; infine la modificazione dellimputazione per la persona fisica comporta lautomatica modifica anche per lente purché il nuovo reato sia tra quelli previsti dalla normativa speciale e sia tra quelli che comportano una sanzione amministrativa.

Anche le sentenze di non luogo a procedere hanno un regime particolare, verificandosi in casi non pensabili nel processo ordinario: estinzione della sanzione amministrativa o improcedibilità della stessa prescrizione del reato, amnistia ecc.; gli altri casi sono importati dal regime ordinario e plasmati sullillecito amministrativo qualora non sussista o non sia dimostrata la responsabilità dellente, che incida sugli elementi del reato o sullimputabilità. Questo va esteso anche nella mancanza o inidoneità probatoria a dimostrare la responsabilità dellente che giustifichi poi un rinvio a giudizio.

                                     

4.7. La disciplina del processo Fase istruttoria

È forse la parte processuale che più si discosta dal processo penale ordinario, sia per quel che riguarda lammissibilità dei testimoni, sia per le modalità di assunzione delle prove. Nel processo ordinario infatti lonere probatorio è essenzialmente previsto per il PM, mentre in questo caso abbiamo un onere definito "a carichi differenziati", e la differenziazione dipende dalla posizione nella piramide gerarchica aziendale del soggetto imputato.

Fa discutere il carattere sintetico delle previsioni normative della fase istruttoria, tutte contenute in ununica norma composta oltretutto da vari richiami lacunosi. Uno dei più grandi problemi riguarda lincompatibilità testimoniale, data la complessità della struttura di una persona giuridica rispetto alla semplice identità di una fisica. Leggendo la norma si deve desumere quanto segue: è sempre incompatibile come teste il presunto autore materiale del reato già imputato nel processo, che sia diviso quanto unito, assumendo questi la posizione di un co-imputato o di un sottoposto a processo per reato con concorso necessario; molto diversa la posizione invece di autori di reati separati connessi art.12 c.p.p. o collegati art. 371 2 c.p.p., ascoltabili come testimoni. I problemi maggiori li comporta però il rappresentante legale dellente, dato che a prima vista sembrerebbe netta la sua incompatibilità a testimoniare. In realtà ad una lettura più attenta si scopre che lincompatibilità non è assoluta, ma presente soltanto se la rappresentanza legale è conferita al soggetto anche nel giudizio in corso se ricopriva tale carica anche durante la commissione del reato. Le considerazioni critiche vengono automaticamente: lente può scegliere se dare veste di testimone o di imputato a un soggetto di vertice con semplici cambi di timone e rappresentanza; il rappresentante legale è sottoposto ad interrogatorio, magari anche durante le indagini, con tutte le garanzie concesse agli indagati o imputati, per poi essere esaminato come teste con bel altre prerogative. Ovviamente se il reo materiale del reato è proprio il rappresentante legale non può essere chiamato a rappresentare lente, dato che è lo stesso dlgs a prevedere che vada sostituito.

                                     

4.8. La disciplina del processo Dibattimento e giudizio

Lart.34 rimanda quasi interamente al processo ordinario, avendo preferito il Legislatore disciplinare più attentamente lesito.

Il richiamo generico trova alcune difficoltà ad armonizzare però la disciplina speciale a quella ordinaria: innanzitutto per la sospensione prevista del processo qualora prima dellapertura del dibattimento lente abbia fatto richiesta di voler riparare tutti gli effetti dannosi del reato, purché non ne avesse avuto possibilità prima lente ha interesse spesso a questa soluzione per evitare le sanzioni interdittive o cercare di sospendere le misure cautelari interdittive. In questo caso il giudice, compiendo prima la valutazione se lente avesse potuto o meno ottemperare prima a queste riparazioni parametro ancora discusso in dottrina e giurisprudenza, può sospendere il processo, dando termine sotto cauzione allente di effettuare le riparazioni e disponendo una nuova udienza, senza che ciò sospenda però la decorrenza della prescrizione.

In caso di sentenza di proscioglimento anticipato, necessitando il consenso dellimputato, lente non costituitosi deve necessariamente essere portato in giudizio e poi prosciolto in contumacia il difensore è rappresentante ma solo dopo linstaurazione.

Il resto del dibattimento non si discosta molto e tende a camminare parallelamente per imputato ed ente, salvo in alcune situazioni come la morte del reo, limputato non ha commesso il fatto comunque imputabile allente, prescrizione del reato ed amnistia a cui lente non ha rinunciato.

Le sentenze sono disciplinate dagli artt. 66-70. Il primo di questi riguarda una onnicomprensiva sentenza di esclusione della responsabilità dellente, ben diversa da una sentenza di assoluzione di una persona fisica, di tipo dichiarativo e senza diversificazioni.

                                     

4.9. La disciplina del processo Riti alternativi

Gli artt. 62, 63 e 64 del d.lgs. prevedono la possibilità di giudizio abbreviato, patteggiamento e decreto penale di condanna, ma soggiacciono ad un limite abbastanza ferreo: che non ricorra lastratta prevedibilità di una sanzione interdittiva in via definitiva.

Questo parametro, specialmente per quel che riguarda il giudizio abbreviato, è stato aspramente criticato in quanto rende molto più duro e rigoroso il trattamento riservato allente rispetto ad una persona fisica, magari imputata anche di reati molto gravi, ed inoltre crea il notevole paradosso che una situazione di rito possa essere decisa arbitrariamente dal giudice su unastratta previsione. Incongruenze ci sono anche tra la richiesta spontanea dellente di riparare gli effetti del reato che come noto convertono le pene interdittive in pecuniarie e la richiesta di giudizio abbreviato.

Come il giudizio abbreviato, il patteggiamento ricalca sostanzialmente le previsione ordinarie del 444 c.p.p., ma il testo riservato agli enti crea delle situazioni piuttosto complicate: se la sanzione è presumibilmente solo pecuniaria, si applica la disciplina ordinaria infatti, mentre se la sanzione è interdittiva il regime può essere applicato solo se il giudizio dellimputato persona fisica è definito o definibile ex art.444. Questa previsione può portare a tre conclusioni diverse: che la persona abbia già optato per il patteggiamento in giudizio separato, che la persona voglia congiuntamente allente il patteggiamento in giudizio congiunto, che lente voglia il patteggiamento al contrario dellimputato. Nei primi due casi non ci sono problemi, mentre nel terzo lente è costretto a convincere il giudice che qualora ipoteticamente la persona fisica avesse chiesto il patteggiamento ne sarebbero ricorsi i presupposti. Dimostrazione decisamente gravosa che si complica qualora limputato non sia perseguibile o non sia stato identificato. A differenza del giudizio abbreviato, il giudice può respingere la domanda soltanto per fatti concreti di irrecuperabilità dellente, e non astratti.

                                     

4.10. La disciplina del processo Impugnazioni

Sono previste dagli artt.71-73 e, in ossequio al principio di comparazione tra ente ed imputato, includono appello, ricorso per Cassazione nonché annullamento con revisione. Soggettivamente previste sia per difensore che per rappresentante legale per lente rimane preclusa ogni possibilità. Sorgono in questa prospettiva notevoli difficoltà e perplessità, stante anche il silenzio del legislatore, nel caso di divaricazione e divisione dei procedimenti. Nel caso di pena interdittiva lente non è legato allesito del processo alla persona, potendo comunque appellare il provvedimento.

                                     

4.11. La disciplina del processo Esecuzioni

A livello di procedura non molto difformi dal rito ordinario: il giudice è lo stesso che ha redatto la sentenza e provvede il PM con una notifica. Il termine di durata della sanzione interdittiva inizia dal giorno della notifica, che è anche dies a quo per lultima possibilità, entro 20 giorni, di richiedere la conversione della sanzione interdittiva in pecuniaria. Questa opzione apre un piccolo rito in camera di consiglio nella cui udienza fissata entro 10 giorni il giudice, accertato che lente ha riparato gli effetti del reato, può accogliere o momentaneamente sospendere lesecuzione in caso negativo dellaccertamento ovviamente rigetta. Non è una facoltà ma un dovere del giudice convertire la pena una volta accertato che ricorrano i parametri dellart.17.