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ⓘ Repubblica Popolare Socialista dAlbania fu il nome ufficiale dellAlbania comunista fra il 1976 e il 1991. Tale denominazione fu adottata in seguito allentrata i ..




Repubblica Popolare Socialista dAlbania
                                     

ⓘ Repubblica Popolare Socialista dAlbania

Repubblica Popolare Socialista dAlbania fu il nome ufficiale dellAlbania comunista fra il 1976 e il 1991. Tale denominazione fu adottata in seguito allentrata in vigore di una nuova costituzione, sostituendo quella della Repubblica Popolare dAlbania in uso dal 1946.

                                     

1.1. Storia Consolidamento del potere e riforme iniziali

Nel novembre 1944 i tedeschi sgomberarono dallAlbania in seguito allo sfondamento dellArmata Rossa nei Balcani; a colmare il vuoto lasciato dalla partenza tedesca intervennero i gruppi comunisti locali, prendendo di fatto da quel momento il potere in tal modo. Il gruppo di comunisti, formatosi rapidamente durante la seconda guerra mondiale, eliminò tutti i potenziali nemici politici, stabilendo la Repubblica popolare dAlbania. Entro i primi mesi del 1945, i comunisti avevano liquidato, screditato, o inviato in esilio la maggior parte dellélite culturale danteguerra del paese, cresciuta sotto il dominio italiano. Il ministro degli affari interni, Koci Xoxe, ha governato sia il processo che lesecuzione di migliaia di oppositori politici, capi clan, e degli ex membri dei governi albanesi, successivamente condannati come criminali di guerra ". Migliaia di loro familiari vennero incarcerati per anni in campi di lavoro situati in aziende agricole sorte nei pressi di paludi o di posti insalubri. Perfino gli stranieri, tra cui molti italiani, furono trattenuti forzatamente nel paese. I comunisti rafforzarono il controllo, anche attraverso uno spostamento del potere politico in Albania dalle popolazioni del nord, i Gheghi, verso gli abitanti del sud, i Toschi. La maggior parte dei leader comunisti provenivano infatti dalla borghesia Tosca, Vlaka e ortodossa, mentre i Gheghi, con la loro secolare tradizione di opposizione al potere centrale, erano guardati con sospetto ed emarginati.

Nel dicembre 1945 gli Albanesi elessero una nuova Assemblea popolare, ma solo i candidati del Fronte Democratico, ribattezzato NLM, apparvero nelle liste elettorali; i comunisti utilizzarono tattiche di terrore soprattutto per imbavagliare lopposizione. Lo scrutinio ufficiale mostrò che il 92% degli elettori aveva votato e che il 93% degli elettori aveva scelto il Fronte Democratico. Lassemblea convocata nel mese di gennaio 1946 sfiduciò la monarchia, rappresentata da re Zog, trasformando lAlbania in una "Repubblica popolare". Dopo mesi di acceso dibattito, lassemblea adottò una Costituzione simile a quella della Repubblica jugoslava di Macedonia, che si richiamava alla costituzione sovietica. In primavera i membri dellassemblea scelsero un nuovo governo. Enver Hoxha, primo segretario del Partito Comunista, divenne sia primo ministro che ministro degli esteri e della difesa, nonché comandante delle forze armate, mentre Xoxe ricoprì la carica di ministro degli interni e diresse la segreteria organizzativa del partito comunista albanese. Tra la fine del 1945 e linizio del 1946, Xoxe ed altri esponenti della linea dura eliminarono gli elementi moderati che avevano sollecitato i compagni a stringere i contatti con lOccidente, ed avere un minimo di pluralismo politico, chiedendo inoltre un ritardo nellintroduzione di severe misure economiche di tipo comunista, fino a quando lAlbania non avesse sviluppato uneconomia di mercato. Hoxha invece spinse il paese verso un isolazionismo sempre più accentuato, sulla base di un marxismo-leninismo antirevisionista; Hoxha rimase al potere, tuttavia in unoccasione sostenne il ripristino delle relazioni con lItalia e fu consentito ad alcuni albanesi anche di studiare in Italia.

                                     

1.2. Storia Lappoggio iniziale

Fino a quando la Jugoslavia non venne espulsa dal Cominform nel 1948, lAlbania agì come un "paese satellite" della nazione di Tito, che mirava ad una sua annessione. Dopo il ritiro della Germania dai paesi slavi verso la fine del 1944, i partigiani comunisti jugoslavi presero possesso del Kosovo, e, come ritorsione contro gli albanesi compirono massacri efferati. Contrariamente alla linea politica tenuta prima della seconda guerra mondiale, quando il partito comunista jugoslavo sosteneva lunificazione del Kosovo con lAlbania, nel dopoguerra insistette sul mantenimento del Paese entro le frontiere anteguerra. Nel 1943 ripudiando laccordo di Mukaj, e sotto la pressione delle autorità jugoslave, lAlbania comunista aveva acconsentito, al termine della guerra, alla restituzione del Kosovo alla Jugoslavia. Nel gennaio 1945, i due governi firmarono un trattato di riannessione, quale provincia autonoma. Poco dopo, la Jugoslavia divenne il primo paese a riconoscere il governo provvisorio albanese.

                                     

1.3. Storia Gli accordi economici

Nel luglio 1946, la Jugoslavia e lAlbania firmarono un trattato di amicizia e di cooperazione, rapidamente seguito da una serie di accordi tecnici ed economici con lintento di porre le basi per lintegrazione delle economie albanese e della repubblica jugoslava di Macedonia. I patti stabilivano la coordinazione dei piani economici di entrambi gli Stati, standardizzando i loro sistemi monetari, la creazione di un sistema di prezzi comune e una comune unione doganale. Il rapporto con la repubblica jugoslava di Macedonia era così stretto, che persino il serbo-croato divenne materia di studio nelle scuole superiori albanesi. La Jugoslavia inoltre, firmò un trattato di amicizia simile con la Bulgaria, e, sia il maresciallo Tito che il presidente della Bulgaria Georgi Dimitrov ipotizzarono la possibilità di creare una federazione balcanica che includesse Albania, Jugoslavia, e Bulgaria. Consulenti jugoslavi si riversarono, sia negli uffici del governo, che nellesercito albanese. Tirana, immediatamente dopo la guerra, cercava disperatamente aiuti allestero, e nel dopoguerra solo grazie a circa 20.000 tonnellate di grano provenienti dalla repubblica jugoslava di Macedonia evitò una carestia. Ricevette inoltre 26.3 milioni di dollari USA dalla United Nations Relief and Rehabilitation Administration, organizzazione delle Nazioni Unite. Tuttavia dovette fare affidamento principalmente sulla Jugoslavia, sia per gli investimenti che per gli aiuti allo sviluppo.

Il governo jugoslavo chiaramente considerava gli investimenti in Albania come fondamentali per il futuro della Jugoslavia stessa. Vennero create imprese congiunte tra Albania e la repubblica jugoslava di Macedonia, per lestrazione mineraria, la costruzione delle ferrovie, la produzione di petrolio e di elettricità, e anche per il commercio internazionale. Gli investimenti della repubblica jugoslava di Macedonia condussero alla costruzione di una raffineria di zucchero a Coriza, un impianto di trasformazione alimentare ad Elbasan, una fabbrica di canapa a Rrogozhine, un conservificio ittico a Valona, una tipografia, una centrale telefonica e una manifattura tessile a Tirana. Gli jugoslavi rafforzarono anche leconomia albanese pagando il triplo del prezzo del mercato mondiale per il rame ed altri materiali di produzione albanese.



                                     

1.4. Storia Gli attriti

Le relazioni tra lAlbania e la Jugoslavia peggiorarono, tuttavia, quando gli albanesi iniziarono a lamentarsi che la Jugoslavia pagasse troppo poco le materie prime albanesi e sfruttasse lAlbania attraverso le joint-ventures. Inoltre gli albanesi richiedevano fondi di investimento per sviluppare industrie, elettrificazione ed una raffineria di petrolio, mentre gli jugoslavi avrebbero voluto che gli albanesi si fossero concentrati sullagricoltura e sullestrazione delle materie prime. Nako Spiru, capo della Commissione di pianificazione economica albanese e uno degli alleati di Hoxha, diventò il principale critico degli sforzi economici jugoslavi mirati ad esercitare una sorta di controllo politico-economico sullAlbania. Tito perdette la fiducia sia in Hoxha che negli altri intellettuali albanesi, e, attraverso Xoxe e i suoi fedeli, tentò di scalzarli dal potere.

Nel 1947, i leader jugoslavi organizzarono unoffensiva contro i comunisti albanesi anti-jugoslavi, tra cui Hoxha e Spiru. Nel mese di maggio, Tirana annunciò larresto, il processo e la condanna di nove membri dellAssemblea popolare, tutti noti per opporsi alla Jugoslavia, con laccusa di attività contro lo Stato. Un mese più tardi, il Comitato Centrale del partito comunista jugoslavo accusò Hoxha di aver seguito politiche "indipendenti" e sobillato il popolo albanese contro la Jugoslavia. È probabile che, nel tentativo di acquistare il sostegno allinterno del Partito comunista albanese a Tirana, Belgrado avesse fornito crediti per un valore di 40 milioni di dollari USA, un importo pari al 58% del bilancio statale albanese del 1947. Un anno più tardi, i crediti jugoslavi rappresentavano quasi la metà del bilancio dello stato. Le relazioni peggiorarono in autunno, tuttavia, quando la commissione di Spiru mise a punto un piano economico che enfatizzava lautosufficienza, lindustria leggera e lagricoltura.

Gli Jugoslavi disapprovarono aspramente liniziativa albanese e, quando Spiru venne a trovarsi al centro delle critiche, non riuscendo a guadagnare lappoggio di nessuno tra il gruppo dirigente comunista albanese, si suicidò.

La marginale posizione albanese allinterno del blocco comunista, venne chiaramente sottolineata quando le altre nazioni emergenti dellest Europa, nel 1947, non invitarono il partito comunista albanese allincontro fondante del Cominform. Per contro, fu la Jugoslavia a rappresentare lAlbania agli incontri del Cominform. Benché lUnione Sovietica avesse dato allAlbania un aiuto nel costruire limpianto tessile e lo zuccherificio ed altre fabbriche ed a fornire allAlbania macchinari agricoli ed industriali, Stalin riferì a Milovan Djilas, al tempo un membro di alto grado della gerarchia comunista jugoslava, che la Jugoslavia avrebbe dovuto inglobare lAlbania ".

                                     

1.5. Storia Il tentativo di ammissione nella Federazione Jugoslava

In Albania, la fazione pro-Jugoslavia ottenne il potere politico decisivo prima del 1948. Ad un plenum del partito in febbraio e marzo, la dirigenza comunista votò per fondere le economie le forze armate jugoslave ed albanesi. Hoxha, opportunista fino in fondo, denunciò anche Spiru per aver tentato di deteriorare le relazioni jugoslavo-albanesi. Durante un incontro del Politburo del partito un mese più tardi, Xoxe propose di appellarsi a Belgrado per lammissione dellAlbania come settima repubblica jugoslava.

Quando il Cominform espulse la Jugoslavia il 28 giugno 1948, comunque, lAlbania fece un rapido voltafaccia. La mossa salvò sicuramente Hoxha da una squadra di assassini, così come condannò Xoxe. Tre giorni più tardi, Tirana diede ai consiglieri Jugoslavi in Albania 48 ore per lasciare il paese, rescindendo tutti gli accordi economici, lanciando una virulenta campagna di propaganda anti-Jugoslava che trasformò Stalin in un eroe nazionale albanese, Hoxha in un combattente contro laggressione straniera e Tito in un mostro imperialista.

LAlbania entrò nellorbita dellUnione Sovietica e, nel settembre 1948, Mosca entrò in gioco per compensare la perdita albanese dellaiuto jugoslavo. Il passo si rivelò proficuo per la nazione adriatica, in quanto Mosca aveva molto più da offrire di quanto non avesse la meno florida Belgrado. Il fatto che lUnione Sovietica non avesse confini comuni con lAlbania era positivo per il regime di Tirana perché rendeva più difficile per Mosca esercitare pressioni. Nel novembre 1948, al primo congresso del partito albanese del lavoro APL, il partito comunista albanese cambiò nome su suggerimento di Stalin.

Hoxha, strumentalmente, accusò la Jugoslavia di essere responsabile dei problemi del paese. Hoxha rimosse Xoxe dalla carica di ministro per gli affari interni nellottobre 1948, rimpiazzandolo con Shehu. Dopo un processo segreto, avvenuto nel maggio 1949, Xoxe venne ucciso. Le successive purghe anti-titoiste in Albania portarono alla liquidazione di 14 membri del Partito, 31 del Comitato Centrale e 32 dei 109 deputati dellAssemblea del Popolo. Soprattutto, il partito espulse circa il 25% dei suoi membri. La Jugoslavia rispose con un contrattacco propagandistico, cancellò i suoi trattati di amicizia con lAlbania e nel 1950 ritirò la sua missione diplomatica da Tirana.

                                     

1.6. Storia Il periodo filo-sovietico 1948-1961

Hoxha si dichiarò marxista-leninista ortodosso, grande ammiratore del dittatore sovietico Stalin. Prese come modello lUnione Sovietica e irrigidì le relazioni con i suoi vecchi alleati, i comunisti jugoslavi, in seguito alla condanna della loro ideologia decisa a Mosca nel 1948. Il suo ministro della difesa, Koçi Xoxe /kɔʧi ʣɔʣɛ, fu condannato a morte e giustiziato un anno dopo per attività filo-jugoslave.

Fino a quando la Jugoslavia non venne espulsa dal Cominform, nel 1948, lAlbania agì come un satellite della federazione di Tito, che la rappresentava allinterno del comitato dei partiti comunisti. In caso di una possibile invasione occidentale o jugoslava, dal 1950, Hoxha fece costruire in tutto il paese migliaia di bunker in cemento per essere usati come posti di guardia e ricoveri di armi; il loro numero potrebbe essere superiore ai 500.000. La loro costruzione accelerò quando, nel 1968, la Nazione uscì ufficialmente dal Patto di Varsavia, aumentando il rischio di un attacco straniero.

Hoxha rimase comunque un convinto stalinista nonostante la relazione del ventesimo congresso del Partito Comunista dellUnione Sovietica, e questo significò lisolamento dellAlbania dal resto dellEuropa orientale comunista. Hoxha era deciso a seguire la politica stalinista criticando i revisionisti russi per aver cambiato il loro sistema economico.



                                     

1.7. Storia Il periodo filo-cinese 1961-1978

Nel 1961 iniziò lavvicinamento politico albanese alla Repubblica Popolare Cinese in seguito alla crisi sino-sovietica, e Hoxha, negli anni seguenti, compromise le relazioni con Mosca e si ritirò dal Patto di Varsavia come reazione allinvasione sovietica della Cecoslovacchia.

Nel 1967, dopo due decenni di ateizzazione sempre più forte, Hoxha dichiarò trionfalmente che la nazione era il primo paese al mondo dove lateismo di stato era scritto nella Costituzione. In quella del 1976 larticolo 37 recitava: Lo Stato non riconosce alcuna religione e sostiene la propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialista del mondo ", mentre il 55 proibiva la creazione di ogni tipo di organizzazione di carattere fascista, anti-democratico, religioso o anti-socialista e vietava lattività o propaganda fascista, anti-democratica, religiosa, guerrafondaia o anti-socialista, come pure lincitazione allodio nazionale o etnico ". Larticolo 55 del codice penale del 1977 stabiliva la reclusione da 3 a 10 anni per propaganda religiosa e produzione, distribuzione o immagazzinamento di scritti religiosi. Parzialmente ispirato dalla Rivoluzione Culturale in Cina, procedette alla confisca di moschee, chiese, monasteri e sinagoghe. Molti di questi furono trasformati in musei o uffici pubblici, altri in officine meccaniche, magazzini, stalle o cinema. Ai genitori fu proibito dare nomi religiosi ai figli. I villaggi con nomi di santi furono rinominati con nomi non religiosi.

Secondo un rapporto di Amnesty International pubblicato nel 1984, lo stato dei diritti umani in Albania sotto Hoxha era estremamente critico. A causa dellisolamento e del deperimento dei rapporti con il blocco sovietico, alcuni diritti civili come la libertà di parola, di religione, di stampa e di associazione, sebbene la costituzione del 1976 li enunciasse, vennero sensibilmente compressi da una legge del 1977, con la giustificazione che fosse necessario per garantire stabilità ed ordine sociale.

                                     

1.8. Storia Lultimo comunismo autarchico di Hoxha 1978-1985

La morte di Mao nel 1976, e la sconfitta della cosiddetta Banda dei quattro nella successiva lotta intestina al Partito Comunista Cinese nel 1977 e 1978 portò alla rottura tra Cina e Albania, che si ritirò in un ulteriore isolamento politico, mentre Hoxha si ergeva a baluardo anti-revisionista criticando sia Mosca che Pechino.

Nel 1981 Hoxha ordinò larresto e lesecuzione capitale di diversi dirigenti di partito e di governo accusati di corruzione e di attività controrivoluzionaria. Probabilmente per questo motivo il Primo ministro Mehmet Shehu, la seconda figura politica del regime, si "suicidò" nel dicembre 1981.

La repressione politica di Hoxha in Albania provocò migliaia di vittime. R. J. Rummel aveva ipotizzato, tra il 1945 ed il 1987, ben 100.000 uccisioni. Il Washington Times il 15 febbraio 1994 ha stimato da 5.000 a 25.000 esecuzioni politiche. Il WHPS ha stimato lesistenza di 5.235 oppositori del regime giustiziati dal 1948 al 1952. Lultima cifra, che appare come la più verosimile, è quella fornita l8 agosto 1997 dal New York Times, che ha valutato la presenza di 5.000 esecuzioni politiche. Invece la prima cifra, quella di Rummel, è molto probabile che sia stata esagerata.

                                     

1.9. Storia Il comunismo albanese di Ramiz Alia 1985-1992

Dopo la morte di Enver Hoxha 1985, Ramiz Alia assunse anche la carica di segretario del Partito Comunista Albanese. Il regime di Alia diede avvio ad una certa distensione politica sia interna che estera, mentre il potere del partito comunista si indeboliva.

Alia si impegnò nelle pubbliche sedi a mantenere i princìpi del suo predecessore, ma prendendo il potere diede inizio ad una tendenza parzialmente riformista incentrata sia su un decentramento economico che su incentivi materiali ai lavoratori. Tuttavia i problemi del sistema che Hoxha aveva lasciato in eredità con la propria politica erano di una natura e dimensione tale da rendere necessaria unattenzione drastica ed immediata, e il tentativo di Alia, tra il 1985 ed il 1989, volto a revisionare il sistema, fu insufficiente a scongiurare la crisi e il conseguente disastro. Rieletto alla guida dello Stato dopo le elezioni presidenziali del 1987, avviò una timida apertura politica.

                                     

1.10. Storia La caduta del comunismo

La caduta del comunismo in Albania è iniziata nel dicembre del 1990, prima attraverso manifestazioni studentesche. Le elezioni del marzo 1991 lasciarono i comunisti ancora al potere, ma uno sciopero generale e una decisa opposizione cittadina, hanno esercitato le necessarie pressioni per la creazione di un governo di coalizione, che includeva anche formazioni politiche non-comuniste. Infine, i comunisti furono sconfitti alle elezioni del marzo 1992, questo tra disordini sociali ed un vero e proprio collasso economico e finanziario.

                                     

1.11. Storia La transizione democratica del 1992

Nel 1990, contestualmente alla caduta dei regimi comunisti dellEuropa orientale, Ramiz Alia introdusse il multipartitismo. Eletto nel 1991 alla presidenza della repubblica, si dimise il 3 aprile 1992 dopo la vittoria elettorale del Partito Democratico dAlbania di Sali Berisha. In seguito fu arrestato con laccusa di corruzione, ma venne comunque rilasciato nel luglio 1995.

                                     

2. Elenco dei leader

Primi Segretari del Partito del Lavoro dAlbania:

  • Enver Hoxha 1946-1985
  • Ramiz Alia 1985-1991

Presidenti del Presidio dellAssemblea popolare:

  • Ramiz Alia 1982-1991
  • Ömer Nishani 1946-1953
  • Haxhi Lleshi 1953-1982

Presidenti del Consiglio dei Ministri della Repubblica Popolare Socialista dAlbania:

  • Adil Çarçani 1981-1991
  • Mehmet Shehu 1954-1981
  • Enver Hoxha 1946-1954