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ⓘ Orto botanico di Cagliari. Il primo tentativo di creazione di un orto botanico a Cagliari risale allimpianto realizzato tra il 1752 ed il 1769 in un quartiere a ..




Orto botanico di Cagliari
                                     

ⓘ Orto botanico di Cagliari

Il primo tentativo di creazione di un orto botanico a Cagliari risale allimpianto realizzato tra il 1752 ed il 1769 in un quartiere ad est del capoluogo sardo, Su Campu de Su Rei in italiano il "campo del Re" nellattuale quartiere Villanova, in un luogo che successivamente aveva mantenuto a lungo la denominazione di" Sa Butanica” la botanica.

Nel 1820 nella valle di Palabanda, tra lanfiteatro romano e la villa di Tigellio, fu individuato il terreno dove oggi sorge lattuale orto botanico; questo fu realizzato, su progetto del professor Giovanni Meloni Baylle, che si interessò anche dellacquisto dei terreni idonei, con laiuto del ministro Giovanni Lanza.

I lavori di sterro e di allestimento dellarea, che era abbandonata ed adibita a discarica, iniziarono nel 1864, e durarono circa due anni. Fu inaugurato infatti il 15 novembre 1866 dal noto botanico Patrizio Gennari. Attorno al 1874 lOrto poteva già mettere in commercio 193 piante diverse.

Nel 1885 lOrto ha iniziato a ospitare un Index seminum per la catalogazione e lo scambio dei semi.

Ai primi anni del Novecento, listituzione scientifica raggiunse il suo pieno sviluppo, contando 400 piante acclimatate, "provenienti dalle Indie occidentali e America australe 116, America boreale 64, Africa australe e Madagascar 66, Africa boreale, Arabia e Isole Atlantiche 30, Indie orientali, Cina e Giappone 92, Australia, Malaja e Isole Oceania 62".

Dal 1926 al 1929 la direzione dellOrto Botanico fu affidata alla studiosa sassarese Eva Mameli Calvino; la quale conosceva da tempo lambiente naturale di questo orto infatti, già nel 1906, aveva pubblicato i risultati delle sue ricerche, eseguite nel giardino, sul genere Fumaria.

Durante la seconda guerra mondiale lorto, che era sede di un battaglione di cavalleria, nei primi mesi del 1943 fu bombardato. La biblioteca e lerbario si salvarono, essendo stati prudenzialmente trasferiti in una chiesa sconsacrata a Ghilarza OR.

Terminato il conflitto, occorsero molti anni di duro lavoro per ripristinare la funzionalità dellistituzione.

Agli inizi degli anni ottanta, era però ancora rilevabile la povertà di specie presenti.

                                     

1. Resti archeologici

Allinterno dellOrto si trovano vestigia del periodo preromano e romano, fra queste: il pozzo romano, detto libarium, dove si abbeveravano gli attori che si esibivano nel vicino anfiteatro; la grotta Gennari, un Calidarium; una cisterna romana ed un tratto dellacquedotto romano che, da Villamassargia, portava lacqua in città. Lorto è stato recentemente risitemato.

Oggi lorto, che si organizza fondamentalmente su una superficie di 5 ha, presenta specie arboree e arbustive tipiche delle fasce vegetazionali della Sardegna e mediterranea, compresi superbi esemplari di Ceratonia siliqua, Pinus halepensis, Olea europea, Rhamnus alaternus, Pistacia lentiscus, Quercus ilex, Arbutus unedo, Erica scoparia, Quercus coccifera, Juniperus spp., Buxus balearica e Buxus sempervirens, giganteschi Ficus magnolioides, un palmeto con numerose specie di differenti generi, bellissimi esemplari di cipressi e di Sterculie, una collezione di circa 1.000 piante succulente, aree rocciose popolate da Agave, Yucca, Aloe, Cereus, Euphorbia, Opuntia, Dracaena draco, mentre nelle varie vasche trovano posto esemplari di Nymphaea, Nelumbo e di papiri.