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ⓘ Istituto nazionale Ferruccio Parri. L Istituto nazionale Ferruccio Parri. Rete degli istituti per la Storia della Resistenza e delletà contemporanea è un sistem ..




                                     

ⓘ Istituto nazionale Ferruccio Parri

L Istituto nazionale Ferruccio Parri. Rete degli istituti per la Storia della Resistenza e delletà contemporanea è un sistema federativo di istituti storici diffusi in tutta Italia. Fondato da Ferruccio Parri nel 1949 allo scopo di conservare e studiare il patrimonio documentario del Corpo volontari della libertà e del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, ha in realtà allargato il suo raggio di intervento alla storiografia contemporanea, di cui ha promosso lo sviluppo e lelaborazione su base scientifica in Italia. La sede nazionale è a Milano.

LIstituto cura una serie di pubblicazioni, tra cui una rivista trimestrale dal titolo "Italia Contemporanea" in precedenza "Il Movimento di liberazione in Italia", e dal 2007 cura ledizione aggiornata e consultabile sul web delle "Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza Italiana", mentre nel 2016 ha realizzato insieme allANPI l"Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia".

                                     

1. Storia

La creazione del Comitato promotore per la fondazione dellIstituto nazionale, presieduto da Ferruccio Parri, risale al gennaio del 1949 su iniziativa dei Comitati direttivo degli Istituti storici del Piemonte, della Liguria e della Lombardia. Nel corso dellassemblea del comitato, tenutasi il 20 febbraio dello stesso anno viene decisa la "costituzione dellIstituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia".

Latto costitutivo risale al 19 aprile 1949, i soci fondatori sono Ferruccio Parri, presidente dellIstituto storico della Resistenza in Lombardia, Andrea Guglielminetti rappresentante dellAssociazione per la storia della Resistenza in Piemonte e Luciano Bolis delegato per lIstituto storico della resistenza in Liguria. Viene nominato presidente Ferruccio Parri, il vicepresidente è Amedeo Ugolini.

Il 26 giugno viene costituito il comitato direttivo della pubblicazione bimestrale di studi e documenti "Il Movimento di Liberazione in Italia", composto da Franco Antonicelli, Mario Bendiscioli, Mario Dal Pra, Ferruccio Parri e con direttore responsabile Giorgio Vaccarino, il primo numero esce nel luglio 1949. Il 14 dicembre del 1952 il presidente Luigi Einaudi inaugura la nuova sede in piazza del Duomo, 14 presso il Palazzo Reale.

Nel 1956 viene nominato un secondo vicepresidente, il primo a ricoprire la carica è Achille Marazza. Nel 1965 viene istituita la Commissione scientifica per coordinare il lavoro di ricerca composta da Franco Catalano, Fausto Fonzi e Guido Quazza.

Il riconoscimento giuridico dellIstituto avviene con la legge n. 3 del 16 gennaio 1967, nello stesso anno viene presentata al Consiglio direttivo la proposta di un progetto di raccolta delle di notizie e fonti con relativa rappresentazione cartografica, lembrione di quello che diventerà l"Atlante storico della resistenza italiana" un progetto di ricerca che solo nel 2000 si concretizzerà nella pubblicazione dellomonimo libro.

Nel 1971 Ferruccio Parri, per motivi di salute, lascia la carica di presidente che passa nel 1972 allo storico Guido Quazza, Parri rimane vicino allIstituto mantenendo la carica di presidente onorario. Dal 1974 la pubblicazione periodica cambia nome divenendo "Italia contemporanea".

LIstituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia è oggi un sistema federativo denominato "Rete degli istituti storici della Resistenza" che comprende 65 Istituti associati e 12 Enti collegati, diffusi sullintero territorio nazionale.

                                     

1.1. Storia Sede

Situato inizialmente nei locali del Castello Sforzesco prima sede, lIstituto nazionale si è trasferito poi in via Friguglia e nel 1952 al Palazzo Reale in Piazza Duomo, traslocando infine nel 2001 al numero civico 336 di viale Sarca, allinterno dellarea che ha ospitato per quasi un secolo ed in parte ospita tuttora gli stabilimenti di alcune importantissime industrie italiane, come Ansaldo, Breda, Ercole Marelli e Pirelli.

La zona, che allinizio del Novecento costituiva uno dei principali centri della produzione industriale lombarda, nella primavera del 1943 è stato uno degli epicentri della massiccia ondata di scioperi contro il regime fascista. Dopo larmistizio un gran numero di operai impiegati nelle fabbriche qui dislocate hanno aderito al movimento di liberazione, impedendo oltretutto la distruzione degli impianti durante la ritirata nazista del 1945.

A partire dagli anni 70, e fino ai primi anni 80, un progressivo processo di deindustrailizzazione ha portato ad una complessiva riorganizzazione dellintera area, grazie soprattutto al contributo della stessa Pirelli, che nel 1985 ha indetto un concorso pubblico per il recupero delle proprie strutture industriali dismesse. Verso la metà degli anni 90, progetti di riqualificazione parziale sono stati avviati anche da altre imprese della zona, nota attualmente come" ex-Breda ed ex-Marelli”. La palazzina numero 15 di viale Sarca 336, originariamente di proprietà di Ansaldo e acquistata successivamente da Pirelli, è anchessa frutto del globale progetto di risanamento.

                                     

2.1. Struttura e attività Struttura

Dal 2018 il settimo presidente dellIstituto è Paolo Pezzino, succeduto a Valerio Onida.

I suoi predecessori sono stati Ferruccio Parri 1949-1971, Guido Quazza 1972-1996, Giorgio Rochat 1996-2000, Laurana Lajolo 2000-2002, Oscar Luigi Scalfaro 2002-2011 e Valerio Onida.

Tina Anselmi ne è stata vicepresidente dal 1998 al 2003 e presidente onorario fino al momento della sua morte nel 2016, dallaprile 2012 la vicepresidenza è ricoperta da Alberto De Bernardi. Il Consiglio di Amministrazione è composto da Marilena Adamo, Marco Borghi, Paola Carucci, Gianluca Fulvetti, Isabella Insolvibile, Stefano Pivato, Mario Renosio. Direttore generale è Mirco Carrattieri; direttore scientifico è invece Filippo Focardi. Membri del comitato scientifico sono Giulia Albanese, Irene Bolzon Coordinamento dei responsabili scientifici, Lucia Ceci, Costantino Di Sante Coordinamento dei responsabili scientifici, Emanuele Felice, Enzo Fimiani Coordinamento dei responsabili scientifici, Carlo Greppi, Santo Peli, Elisabetta Ruffini Coordinamento dei responsabili scientifici, Silvia Salvatici, Antonella Salomoni, Giorgio Vecchio. Del comitato fanno parte anche il Direttore di Italia contemporanea Nicola Labanca e la Direttrice di Novecento.org Agnese Portincasa.



                                     

2.2. Struttura e attività Archivio storico

LArchivio dellIstituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia di Milano fu costituito nel 1949 su iniziativa di Ferruccio Parri, con il concorso di studiosi di tutte le componenti resistenziali, allo scopo di conservare i documenti prodotti nel corso della Resistenza, promuovendone lo studio e la conoscenza. Lanno precedente, il Consiglio superiore per gli Archivi di Stato si era pronunciato a favore del deposito del patrimonio archivistico resistenziale presso gli Istituti della Resistenza Isr che andavano costituendosi: gli Isr venivano autorizzati a conservare, al pari degli Archivi di Stato, i documenti prodotti dalle formazioni partigiane e dagli organi politici della Resistenza.

Il nucleo originario dellarchivio dellIstituto è costituito infatti dal patrimonio documentario prodotto nel corso della Resistenza. Sono conservate infatti le carte del Clnai, del Cln lombardo, dei Cln provinciali, comunali e aziendali, dellarchivio del Corpo Volontari della Libertà Cvl e materiale proveniente dagli uffici stralcio dei comandi militari regionali ligure e lombardo. La documentazione sugli organismi militari è completata dai fondi Brigate Garibaldi, Brigata Stefanoni, Comando militare provinciale di Novara. Si segnalano gli archivi di protagonisti del movimento di liberazione quali Cesare Merzagora, Ferruccio Parri, Giuliano Pischel, Vincenzo Calace, Adolfo Scalpelli, Ettore Tibaldi, Natale Mazzolà, Luigi Campolonghi, Carlo a Prato, Giuseppe Bacciagaluppi, Mario Alberto Rollier, Alfredo Pizzoni, Antonino La Rosa, Ettore Bonomi. Accanto al patrimonio resistenziale è in continua espansione la documentazione relativa a tutta letà contemporanea riguardante partiti, sindacati, associazioni, strutture della società civile oltre ad archivi di singole persone.

Larchivio custodisce inoltre una rilevante sezione iconografica, comprendente fotografie circa 15.000 – soprattutto del periodo resistenziale – e cartoline storiche illustrate. Accanto a queste tipologie di documenti, si affianca poi una serie eterogenea di altro materiale, come ad esempio microfilm, manifesti e volantini del periodo clandestino e non solo. Di particolare rilevanza sono poi i 73 pannelli originali di una mostra sulla Resistenza italiana preparata per unesposizione a Bordeaux nel 1946, presentati per la prima volta al pubblico in occasione della mostra" Unimmagine dellItalia”, organizzata dallIstituto per il 60º anniversario della liberazione.

                                     

2.3. Struttura e attività Biblioteca ed emeroteca

La Biblioteca di storia contemporanea "Ferruccio Parri" possiede serie di documenti diplomatici e di fonti europee e nord-americane; studi, saggi e riviste italiani e stranieri di storia e storiografia, di politica, economia, scienze sociali, pedagogia e diritto; volumi di storiografia, storia militare, memorialistica e di storia locale.

Cura in particolare gli ambiti tematici del movimento antifascista e della Resistenza italiana ed europea; del nazifascismo e dei totalitarismi del Novecento; del colonialismo e della decolonizzazione; delle guerre mondiali; della Costituzione della Repubblica Italiana e della costruzione della Repubblica; della ricostruzione economica e industriale; dei movimenti politici e culturali e del pensiero politico.

La biblioteca raccoglie e cataloga estratti di saggi, tesi di laurea specialistiche e di dottorato e favorisce le donazioni di fondi pubblici e privati garantendone la conservazione e la valorizzazione. Possiede oltre 70.000 titoli monografici e 4.700 testate di periodici italiani e stranieri di cui circa 300 correnti.

                                     

2.4. Struttura e attività Italia contemporanea

Fondata nel 1949 da Giorgio Vaccarino con il nome di Movimento di liberazione in Italia, la rivista è stata un punto di riferimento fondamentale per gli studiosi di storia contemporanea, contribuendo a porre le basi della disciplina in Italia. Nel 1974 il titolo della testata è stata modificato in "Italia contemporanea", proprio per sottolineare lampliamento degli interessi a tutta la vicenda novecentesca, pur senza dimenticare unattenzione costante agli sviluppi della ricerca relativa alla Resistenza.

                                     

2.5. Struttura e attività Ricerca

Uno dei compiti fondamentali dellIstituto è promuovere la ricerca sulla storia contemporanea e fare in modo che i suoi risultati siano divulgati utilizzando tutti gli strumenti comunicativi a disposizione: pubblicazioni, riviste, convegni, seminari, mostre, audiovisivi, strumenti informatici, eccetera. Rientra in questo ambito anche limpegno di mettere a disposizione degli studiosi le fonti per lo studio della storia contemporanea nazionale e internazionale, attraverso ledizione di cataloghi, repertori, banche dati informatizzate.

Le aree tematiche su cui si concentra questa attività di ricerca possono essere riassunte nel modo seguente: Resistenza, Antifascismo, leggi razziali, seconda guerra mondiale, Shoah, deportazione, nascita e storia della Repubblica. Tutti questi filoni tematici sono collocati in un contesto internazionale di adeguata ampiezza, sicché lIstituto nazionale si è caratterizzato negli ultimi anni per risultati di eccellenza nel campo degli studi sul colonialismo fascista, sullintervento della Chiesa cattolica nella politica e nella cultura, sui rapporti internazionali del movimento di liberazione, ecc.

Dal 2005 al 2011 lIstituto ha costituito nel suo ambito una Scuola Superiore di Studi di Storia Contemporanea, con lobiettivo di formare giovani studiosi, laureati o con dottorato di ricerca, delle diverse regioni nazionali. Le ricerche degli studenti sono state finora pubblicate nella collana "Studi di storia contemporanea".

Lattività scientifica dellIstituto si sviluppa in raccordo con la progettualità proveniente dalla rete degli Istituti storici. La programmazione delle attività scientifiche è garantita dal Comitato scientifico, coordinato dal Direttore scientifico dellIstituto Marcello Flores.



                                     

2.6. Struttura e attività Didattica e formazione

LIstituto nazionale Ferruccio Parri è stato sensibile fin dagli anni settanta alle tematiche relative allinsegnamento della storia contemporanea, promuovendo incontri e corsi di formazione. Tale attività è andata consolidandosi con il tempo e si è concretizzata in una serie di protocolli di intesa firmati con il Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca già Ministero della pubblica istruzione fin dal 1996.

Limpegno formativo è rivolto tanto agli insegnanti che agli studenti, con unampia gamma di iniziative. Negli ultimi anni una forte attenzione è stata riservata ai temi dell"Educazione alla cittadinanza" e di "Cittadinanza e costituzione".

                                     

2.7. Struttura e attività Infotelematica

Il portale dellIstituto, è on line dal 17 dicembre del 2005. Attraverso di esso è possibile accedere a diversi servizi, nonché ai siti web dei singoli istituti storici associati allistituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.

Per rendere accessibile e consultabile il patrimonio archivistico e documentario in possesso dellIstituto e rendere pubblici i risultati delle ricerche compiute, sono state realizzate alcune applicazioni informatiche consultabili on-line.

Innanzitutto vi sono le banche dati archivistiche, che raccolgono le descrizioni dei fondi archivistici conservati presso la sede dellIstituto nazionale e di buona parte dei fondi custoditi presso gli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea ad esso associati. A seconda della tipologia di documenti descritti, essi si suddividono in:

  • Database GUIDA, concernente i documenti cartacei.
  • Database CARTO, concernente le cartoline storiche.
  • Database FOTO, concernente i documenti fotografici.

I tre strumenti sono consultabili simultaneamente da un unico ambiente, denominato Metaopac archivistico.

La base di dati" Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza Italiana” è on line dal 26 aprile 2007. Essa è costituita essenzialmente dai fondi archivistici donati allIstituto Nazionale da Piero Malvezzi tra il 1985 e il 1986 e da Mimmo Franzinelli nel 2005. Questultimo corpus documentario raccoglie i risultati delle ricerche condotte da Enrica Cavina, Paolo Ferrari, Manuela Lanari, Bruno Maida e Chiara Saonara, e realizzate nellambito del progetto proposto e coordinato dallo stesso Mimmo Franzinelli. Negli anni successivi alla pubblicazione on line, la ricerca di documenti è proseguita ad opera della redazione della banca dati, che è tuttora impegnata nel reperimento delle lettere, siano esse autografe o trascrizioni, edite o inedite.

Nel 2016 invece lIstituto Nazionale ha realizzato insieme allANPI lAtlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, banca dati con un sistema di georeferenziazione che censisce tutti gli episodi di violenza con esito letale avvenuti sul territorio nazionale nel periodo 1943-1945, commessi dalle forze di occupazione naziste e/o dai loro alleati fascisti. LAtlante è il risultato di una ricerca biennale, finanziata dal Fondo italo-tedesco per il futuro, che ha coinvolto oltre 120 ricercatori in tutta la penisola. Il coordinamento scientifico è stato affidato a Paolo Pezzino. Attualmente nel database sono censiti oltre 5300 episodi comprese le cosiddette "uccisioni singole", per un totale di quasi 24000 vittime inclusi i partigiani catturati e giustiziati dopo essere stati disarmati.

                                     

3. Rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dellEtà Contemporanea

Il seguente è lelenco completo aggiornato alla data del 5 ottobre 2018 degli Istituti Associati e degli Enti Collegati alla Rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dellEtà Contemporanea: