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ⓘ Tecnologia dellinformazione. La tecnologia dellinformazione, in acronimo TI, è linsieme dei metodi e delle tecnologie che vengono utilizzate in ambito pubblico, ..




                                               

Televisione

La televisione, abbreviato TV, è un servizio di diffusione corrente di contenuti audio-video, tipicamente sotto forma di programmi televisivi diffusi da emittenti televisive, fruibili in diretta, in differita o con un breve ritardo, a utenti situati in aree geografiche servite da apposite reti di telecomunicazione e dotati di specifici apparecchi elettronici detti televisori, o di altri impianti di telecomunicazioni per la ricezione del segnale. Da un punto di vista sociologico la televisione è uno tra i mezzi di comunicazione di massa più diffusi, utilizzati e apprezzati al mondo e natura ...

                                               

World Wide Web

Il World Wide Web, abbreviato Web, sigla WWW o W3, è uno dei principali servizi di Internet, che permette di navigare e usufruire di un insieme molto vasto di contenuti amatoriali e professionali collegati tra loro attraverso legami, e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet. Questa facile reperibilità di informazioni è resa possibile, oltre che dai protocolli di rete, anche dalla presenza, diffusione, facilità duso ed efficienza dei motori di ricerca e dei web browser in un modello di architettura di rete definito client-server.

                                               

Programmazione (informatica)

La programmazione, in informatica, è linsieme delle attività e tecniche che una o più persone specializzate, programmatori o sviluppatori, svolgono per creare un programma o applicazione, ossia un software da far eseguire ad un computer, scrivendo il relativo codice sorgente in un determinato linguaggio di programmazione. Con lavvento dellingegneria del software lattività di programmazione rappresenta in realta solo la fase implementativa dellintero ciclo di sviluppo del software con lobiettivo ultimo di soddisfare le specifiche funzionali richieste dal committente secondo una predefinita ...

                                               

Computer

Un computer, in italiano elaboratore o calcolatore, è una macchina automatizzata programmabile in grado di eseguire sia complessi calcoli matematici sia altri tipi di elaborazioni dati. Concepito come una macchina per automatizzare alcune capacità della mente umana, come ad esempio il calcolo e la capacità di memorizzazione potenziandone la portata e applicandole alla soluzione di particolari problemi scientifici e ingegneristici, solo a partire dalla seconda metà del XX secolo, evolve in macchina in grado di eseguire le elaborazioni dati più varie. Ci si riferisce comunemente al computer ...

                                               

Programma (informatica)

Un programma, in informatica, è un procedimento algoritmico ad un problema dato da automatizzare, tipicamente codificato in una serie di linee di codice scritte in un certo linguaggio di programmazione da un programmatore in fase di programmazione a formare un software, che può essere eseguito da un elaboratore, ricevendo in input determinati dati e restituendo in output gli eventuali risultati ottenuti a seguito dellesecuzione/elaborazione delle sue istruzioni.

Tecnologia dellinformazione
                                     

ⓘ Tecnologia dellinformazione

La tecnologia dellinformazione, in acronimo TI, è linsieme dei metodi e delle tecnologie che vengono utilizzate in ambito pubblico, privato o aziendale per larchiviazione, la trasmissione e lelaborazione di dati e informazioni attraverso luso di reti, elaboratori e attrezzature di telecomunicazione. In generale hardware, software, e comunicazione digitale sono i 3 settori su cui vengono sviluppate le tecnologie IT che oggi sono impiegate in modo diffuso nei contesti sociali, commerciali ed economici di tutto il mondo.

Il termine si usa comunemente come sinonimo di computer e reti di computer, ma ricomprende anche altre tecnologie di distribuzione dellinformazione come la televisione, i telefoni e internet. Parecchie industrie sono legate alla tecnologia dellinformazione, inclusi hardware, software, elettronica, semiconduttori, attrezzature per telecomunicazione, commercio elettronico, web design e servizi informatici.

Gli esseri umani memorizzano, recuperano, manipolano e comunicano informazioni fin da quando i Sumeri in Mesopotamia svilupparono la scrittura cuneiforme verso il 3000 a.C. ma il termine tecnologia dellinformazione nel suo senso moderno apparve per la prima volta in un articolo del 1958 pubblicato nella Harvard Business Review ; gli autori Harold J. Leavitt e Thomas L. Whisler commentavano che "la nuova tecnologia non ha ancora un unico nome consolidato. La chiameremo tecnologia dellinformazione TI." La loro definizione consiste di tre categorie: tecniche di elaborazione, lapplicazione di metodi statistici e matematici al processo decisionale e la simulazione di pensieri di ordine superiore attraverso programmi informatici.

In base alle tecnologie di memorizzazione ed elaborazione impiegate, è possibile distinguere quattro diverse fasi dello sviluppo della TI: pre-meccanica 3000 a.C. – 1450 d.C., meccanica 1450–1840, elettromeccanica 1840–1940 ed elettronica 1940–oggi. Questa voce si focalizza sul periodo più recente, cominciato allincirca nel 1940.

                                     

1. Storia della tecnologia del computer

Dispositivi per aiutare la memoria umana nelleffettuare calcoli numerici sono usati da migliaia di anni. Probabilmente i primi ausilii furono i bastoncini di contrassegno. La macchina di Anticitera, risalente allincirca al principio del I secolo a.C., è considerata generalmente il primo computer analogico e il primo meccanismo a ingranaggi conosciuto. Meccanismi a ingranaggi comparabili non emersero in Europa fino al XVI secolo, e fu solo nel 1645 che fu sviluppato il primo calcolatore meccanico capace di eseguire le quattro operazioni aritmetiche elementari.

Gli elaboratori elettronici, utilizzanti relè o valvole, cominciarono ad apparire nei primi anni 1940. Lo Zuse Z3 elettromeccanico, completato nel 1941, fu il primo computer programmabile del mondo e - secondo i criteri moderni - una delle prime macchine che potesse essere considerata una macchina informatica completa. Colossus, sviluppato in Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale per decrittare i messaggi tedeschi, fu il primo computer digitale elettronico. Sebbene fosse programmabile, non era multiuso, essendo progettato per eseguire solo un unico compito. Gli mancava anche la capacità di immagazzinare il suo programma in una memoria: la programmazione era condotta usando spine e interruttori per alterare la cablatura interna. Il primo computer a programma memorizzato digitale elettronico riconoscibilmente moderno fu la Small-Scale Experimental Machine SSEM, ossia "macchina sperimentale su scala ridotta", che eseguì il suo primo programma il 21 giugno 1948.

Lo sviluppo dei transistor alla fine degli anni 1940 presso i Laboratori Bell permise a una nuova generazione di computer di essere progettati con un consumo elettrico notevolmente ridotto. Il primo computer a programma memorizzato disponibile commercialmente, il Ferranti Mark I, conteneva 4.050 valvole e aveva un consumo elettrico di 25 kilowatt. Per fare un paragone, il primo computer transistorizzato, sviluppato allUniversità di Manchester e operativo a partire dal novembre 1953, consumava solo 150 watt nella sua versione finale.

                                     

2. Memorizzazione dati

I primi computer elettronici come Colossus facevano uso di un nastro perforato, una lunga striscia di carta sulla quale i dati erano rappresentati da una serie di buchi, una tecnologia ora obsoleta. La memorizzazione elettronica dei dati, che si usa nei computer moderni, risale alla Seconda guerra mondiale, quando fu sviluppata una forma di memoria a linea di ritardo per rimuovere leco spurio dai segnali radar, la cui prima applicazione pratica fu la linea di ritardo al mercurio. Il primo supporto di memoria digitale ad accesso casuale fu il tubo Williams, basato su un normale tubo a raggi catodici, ma linformazione memorizzata in esso e la memoria a linea di ritardo era volatile in quanto doveva essere aggiornata continuamente, e così si perdeva una volta che era rimossa la corrente. La prima forma di memorizzazione per computer non volatile fu il tamburo magnetico, inventato nel 1932 e usato nel Ferranti Mark 1, il primo computer elettronico multiuso del mondo disponibile commercialmente.

LIBM introdusse il primo disco rigido nel 1956, come componente del suo sistema di computer 305 RAMAC. La maggior parte dei dati digitali oggi sono ancora memorizzati magneticamente sui dischi rigidi, oppure otticamente su mezzi come i CD-ROM. Fino al 2002 la maggior parte delle informazioni era memorizzata su dispositivi analogici, ma quellanno la capacità di memorizzazione digitale superò per la prima volta quella analogica. Al 2007 quasi il 94% dei dati memorizzati in tutto il mondo era conservato digitalmente: il 52% su dischi rigidi, il 28% su dispositivi ottici e l11% su nastro magnetico digitale. È stato stimato che la capacità mondiale di memorizzare informazioni su dispositivi elettronici crebbe da meno di 3 exabyte nel 1986 a 295 exabyte nel 2007, raddoppiando grosso modo ogni 3 anni.

                                     

2.1. Memorizzazione dati Basi di dati

I sistemi di gestione delle basi di dati emersero negli anni 1960 per affrontare il problema di memorizzare e recuperare grandi quantità di dati in modo accurato e rapido. Uno dei primi sistemi fu lInformation Management System IMS dellIBM, che è ancora ampiamente utilizzato più di 40 anni dopo. LIMS memorizza dati gerarchicamente, ma negli anni 1970 Ted Codd propose un modello alternativo di memorizzazione relazionale basato sulla teoria degli insiemi e sulla logica dei predicati e sui concetti familiari di tabelle, righe e colonne. Il primo sistema per la gestione di basi dati relazionale relational database management system, RDBMS di tipo commerciale fu reso disponibile dalla Oracle nel 1980.

Tutti i sistemi per la gestione di basi di dati relazionali consistono in un numero di componenti che insieme consentono ai dati che memorizzano di essere acceduti simultaneamente da molti utenti, pur mantenendo la loro integrità. Una caratteristica di tutte le basi di dati è che la struttura dei dati che contengono è definita e memorizzata separatamente dai dati stessi, in uno schema di base di dati.

Negli ultimi anni l extensible markup language XML "linguaggio marcatore estensibile" è diventato un formato per la rappresentazione dei dati molto diffuso. Sebbene i dati XML possano essere memorizzati in normali file system, sono conservati comunemente in basi di dati relazionali per trarre vantaggio dalla loro "robusta implementazione, verificata da anni di sforzi sia teorici che pratici". Come evoluzione dello Standard Generalized Markup Language SGML "linguaggio marcatore generalizzato standard", la struttura basata sui testi dellXML offre il vantaggio di essere leggibile sia dalle macchine che dalluomo.



                                     

3. Recupero dati

Il modello delle basi di dati relazionali introdusse un linguaggio di interrogazione strutturato, il cosiddetto Structured Query Language SQL, indipendente dal linguaggio di programmazione e basato sullalgebra relazionale.

I termini "dato" e "informazione" non sono sinonimi. Qualunque cosa sia memorizzata è un dato, ma diviene uninformazione soltanto quando è organizzata e presentata in un modo significativo. La maggior parte dei dati digitali del mondo sono non strutturati e memorizzati in una varietà di formati fisici diversi anche allinterno di ununica organizzazione. I "magazzini di dati" data warehouses cominciarono a essere sviluppati negli anni 1980 per integrare queste archiviazioni disparate. Essi contengono tipicamente dati estratti da varie fonti, comprese fonti esterne come Internet, organizzati in modo tale da facilitare i sistemi di supporto alle decisioni decision support systems, DSS.

                                     

4. Trasmissione dati

La trasmissione dati ha tre aspetti: trasmissione, propagazione e ricezione. Essa in linea di massima può essere categorizzata come una radiodiffusione, nella quale le informazioni sono trasmesse unidirezionalmente a valle, o una telecomunicazione, con canali bidirezionali a monte e a valle.

XML è sempre più impiegato come mezzo per lo scambio di dati fin dai primi anni 2000, particolarmente per interazioni orientate alle macchine come quelle nei protocolli orientati al web come SOAP, che descrivono "dati-in-transito piuttosto che. dati-a-riposo". Una delle sfide di tale uso è convertire i dati da basi di dati relazionali in strutture con un modello a oggetti di un documento Document Object Model, DOM XML.

                                     

5. Manipolazione dati

Hilbert e Lopez identificano il ritmo esponenziale del cambiamento tecnologico una specie di legge di Moore: la capacità delle macchine, specifica per ogni applicazione, di elaborare informazioni pro capite raddoppiò grosso modo ogni 14 mesi tra il 1986 e il 2007; la capacità dei computer multiuso del mondo raddoppiò ogni 18 mesi durante gli stessi due decenni; la capacità pro capite delle telecomunicazioni globali raddoppiò ogni 34 mesi; la capacità di memorizzazione pro capite richiese grosso modo 40 mesi per raddoppiare ogni 3 anni; e linformazione pro capite trasmessa è raddoppiata ogni 12.3 anni.

Massicce quantità di dati sono memorizzate in tutto il mondo ogni giorno, ma a meno che non possano essere analizzati e presentati efficacemente essi risiedono essenzialmente in quelle che sono state chiamate tombe dei dati: "archivi di dati che sono visitati raramente". Per affrontare questo tema, alla fine degli anni 1980 emerse la tecnica dellesplorazione di dati o data mining, "il processo di scoprire modelli e conoscenze interessanti da grandi quantità di dati".



                                     

6. Prospettiva accademica

In un contesto accademico, l Association for Computing Machinery associazione per i macchinari informatici definisce la TI come "programmi di laurea di primo livello che preparano gli studenti a soddisfare i bisogni di tecnologia informatica di aziende, pubblica amministrazione, sanità, scuole e altri tipi di organizzazioni. Gli specialisti in TI assumono la responsabilità di selezionare i prodotti hardware e software appropriati per unorganizzazione, integrando quei prodotti con i bisogni organizzativi e con linfrastruttura, e installando, personalizzando e mantenendo quelle applicazioni per gli utenti informatici dellorganizzazione."

                                     

7. Prospettiva commerciale e occupazionale

In un contesto commerciale, l Information Technology Association of America associazione per la tecnologia dellinformazione dAmerica ha definito la tecnologia dellinformazione come "lo studio, progettazione, sviluppo, applicazione, implementazione, sostegno o gestione di sistemi informativi basati sui computer". Le responsabilità di coloro che lavorano nel campo includono lamministrazione di reti, lo sviluppo e linstallazione di software e la pianificazione e gestione del ciclo di vita della tecnologia di unorganizzazione, in base al quale lhardware e il software sono mantenuti, aggiornati e sostituiti.

Il valore commerciale della tecnologia dellinformazione risiede nellautomazione dei processi aziendali, nella fornitura di informazioni per la presa di decisioni, nel connettere le imprese con i loro clienti e nella fornitura di strumenti di produttività per aumentare lefficienza.

                                     

8. Prospettiva etica

Il settore delletica dellinformazione fu fondato dal matematico Norbert Wiener negli anni 1940. Alcuni dei temi etici associati alluso della tecnologia dellinformazione comprendono:

  • email non richieste;
  • violazioni del diritto dautore da parte di coloro che scaricano file memorizzati senza il permesso dei detentori del diritto dautore;
  • hacker che accedono alle banche dati in linea;
  • siti web che installano cookie o spyware per monitorare le attività in linea di un utente.
  • datori di lavoro che controllano le email e altri usi di Internet da parte dei loro dipendenti;
                                     

9. Ulteriori letture

  • Shelly, Gary, Cashman, Thomas, Vermaat, Misty e Walker, Tim, Discovering Computers 2000: Concepts for a Connected World, Cambridge, Massachusetts, Course Technology, 1999.
  • Webster, Frank e Robins, Kevin, Information Technology – A Luddite Analysis, Norwood, NJ, Ablex, 1986.
  • Allen, T. e Morton, M. S. a cura di, Information Technology and the Corporation of the 1990s, New York, Oxford University Press, 1994.
  • Gleick, James, The Information: A History, a Theory, a Flood, New York, Pantheon Books, 2001.