Топ-100
Indietro

ⓘ Anatolij Onoprijenko in ucraino: Анатолій Онопрієнко? è stato un serial killer ucraino, conosciuto anche con i soprannomi di La bestia dellUcraina e Il Terminat ..




Anatolij Onoprijenko
                                     

ⓘ Anatolij Onoprijenko

Anatolij Onoprijenko in ucraino: Анатолій Онопрієнко? è stato un serial killer ucraino, conosciuto anche con i soprannomi di "La bestia dellUcraina" e "Il Terminator".

Dopo essere stato arrestato dalla polizia alletà di 37 anni, Onoprijenko confessò di aver ucciso 52 persone.

                                     

1. I primi anni

Onoprijenko nacque a Lasky nel luglio 1959, e perse la madre a 4 anni. Dopo la morte della madre, suo padre faticò molto ad accudire da solo i due figli, fino a quando dopo tre anni decise di affidare Anatolij a un orfanotrofio russo, tenendo con sé il primogenito; questa scelta peserà molto sulla psiche di Onoprijenko. Intorno a 17 anni, Onoprijenko divenne un marinaio e conobbe una ragazza che diventò sua moglie che lasciò pochi anni dopo.

                                     

1.1. I primi anni Gli omicidi: 1989-1996

Onoprijenko commise i suoi primi due omicidi nel 1989. In quel periodo aveva fatto amicizia con un uomo di nome Sergej Rogozin, conosciuto in una palestra. I due diventarono molto amici, e un giorno di quellanno decisero di diventare criminali, mettendo a segno alcuni furti svaligiando piccoli appartamenti. Tutto filò liscio per qualche tempo, fino a quando, una notte, mentre stavano svaligiando una casa isolata fuori città, i due furono sorpresi dai proprietari della casa la famiglia Bratkovyči. Onoprijenko e Rogozin, che avevano agito senza maschere, decisero che, per essere ancora liberi, dovevano sterminare lintera famiglia. Così fecero, uccidendo a colpi di pistola i due coniugi e i loro otto figli. Quando furono ritrovati i cadaveri della famiglia, Onoprijenko interruppe i rapporti con Rogozin, e decise di uccidere in un altro villaggio adiacente. Passati alcuni mesi, commise il suo primo omicidio in azione solitaria: una notte si avvicino in unauto, dove dormiva unintera famiglia di cinque persone.

Anatolij voleva derubarli, ma qualcosa andò storto e decise di ucciderli tutti e cinque a colpi di fucile, compreso un bambino di 11 anni. Dopo che tutti furono morti, per riposarsi, si sedette in auto insieme ai cadaveri e, quando questi cominciarono a puzzare, diede fuoco allauto carbonizzandoli. Uccise anche due testimoni. Dopo questi due massacri, il serial killer si trasferì da un suo lontano cugino, tenendo a bada i suoi istinti omicidi per più di cinque anni.

Cinque anni dopo, la notte del 24 dicembre 1995 in un piccolo villaggio dellUcraina in una zona rurale, uccise senza motivo la famiglia Zajčenko, composta da un insegnante di selvicoltura, sua moglie e i due figli lultimogenito era nato nel settembre 1995, a colpi di fucile a canne mozze rubato tempo prima e incendiò la casa. Dopo lennesimo sterminio, la psiche andò di nuovo in frantumi: nove giorni dopo, il 2 gennaio 1996, uccise a colpi di pistola tutti e quattro i componenti di unaltra famiglia; mentre fuggiva dalla scena del crimine, lassassino incrociò un altro uomo che passava di lì e, senza pensarci due volte, sparò anche a lui.

Quattro giorni dopo, uccise quattro persone in tre eventi separati, su unautostrada, deciso ad uccidere il maggior numero di automobilisti che poteva. Ricorrendo a vari stratagemmi, riuscì a fermare ben tre auto ed uccidere quattro persone: un marinaio, un taxista e un cuoco con sua moglie. Passarono solo 11 giorni che di nuovo sterminò unaltra famiglia; il 17 gennaio 1996 penetrò nella casa della famiglia Pilat a Bratkoviči, composta da cinque persone, uccise tutte a colpi di fucile, compreso un bambino di sei anni. Uscito dalla casa in fiamme, Onoprijenko trovò casualmente sulla sua strada una ventisettenne operaia delle ferrovie ed un uomo di 56 anni e, senza perdere tempo, li uccise entrambi. Passarono solo due settimane che, il 30 gennaio, a Fastiv, villaggio ucraino, uccise una ragazza di 28 anni, i suoi due figli e un amico di 32 anni a colpi di fucile. Poco tempo dopo, nelloblast di Žytomyr, a Olevsk, la famiglia Dubčak di quattro persone, venne massacrata.

Onoprijenko uccise a colpi di fucile il capofamiglia e il figlio, dopo si accanì a martellate contro la moglie costringendola ad aprire la cassaforte, ma rifiutatasi, le spaccò il cranio. Dopo aver ucciso le tre persone, Onoprijenko si accorse che una bambina era ancora viva e aveva assistito terrorizzata allo sterminio della sua famiglia massacrando senza pietà pure lei dopo anche il suo rifiuto di aprire la cassaforte. Qualche settimana dopo, il 27 febbraio 1996, nelloblast di Leopoli, nellestremo ovest dellUcraina, Onoprijenko entrò nella casa dei Bodnarčuk, e uccise marito e moglie a colpi di fucile, mentre le due figlie di 7 e 8 anni vennero fatte letteralmente a pezzi a colpi di ascia. Unora dopo, un uomo daffari vicino di casa della famiglia uccisa, si trovava nei pressi a passeggiare e Onoprijenko decise di ucciderlo con una fucilata e di finirlo con lascia usata per massacrare le bambine. Il 22 marzo, nel piccolo villaggio di Busk, fu uccisa la famiglia Novosad di quattro persone, e la casa fu data alle fiamme, fu lultimo massacro.

                                     

2. Indagini

Nonostante lenorme mobilitazione di uomini e mezzi, nessuno fu mai incriminato, perché non cerano concreti sospetti su nessuno. Solo il 7 aprile, quasi tre settimane dopo il suo ultimo massacro, Petr Onoprijenko, cugino di Anatolij, telefonò alla polizia raccontando un episodio che laveva preoccupato: Un giorno aveva trovato nascosta in un armadio una gran quantità di armi. Spaventato, intimò a suo cugino di prendere la propria roba ed andarsene. Per tutta risposta, Anatolij si arrabbiò molto, disse che lo stava accusando ingiustamente e lo ammonì di stare attento alla sua famiglia perché avrebbe potuto fare una brutta fine. Entro pochi giorni, Anatolij si trasferì a Žytomyr insieme ad una donna e al figlio di lei, portando con sé tutta la sua roba, ma Petr, ancora preoccupato per quella minaccia, decise di contattare la polizia, che prese molto seriamente la situazione e si recò a casa di Anatolij pochi giorni dopo, mentre sua moglie e il figlio stavano in chiesa.

Dopo larresto si chiuse in un mutismo assoluto, rifiutando di rispondere alle domande e negando la responsabilità nelle uccisioni, nonostante la montagna di accuse contro: venne allora chiamato lispettore Bohdan Teslja, noto per la sua capacità di rilassare e mettere a proprio agio i sospetti. Proprio grazie al suo intervento, entro la notte Onoprijenko iniziò una confessione di alcuni giorni molto dettagliata riguardo alla sua vita. Il processo iniziò il 12 febbraio 1999, prima del processo, occorre procedere alla lettura di tutti i capi daccusa allimputato che, nel caso di Onoprijenko, erano qualcosa come 99 volumi pieni di informazioni, testimonianze, foto di corpi smembrati, foto di oggetti rubati e altro ancora. Onoprijenko fu trovato colpevole di 52 omicidi e per questi condannato alla pena di morte tramite fucilazione il 31 marzo 1999, ma siccome lUcraina voleva entrare nellUnione europea, gli fu cambiata la condanna in ergastolo. Sergej Rogozin, complice di Onoprijenko nel primo massacro, quello della famiglia Bratkovyči nel 1989, è stato invece condannato a 13 anni di carcere.



                                     

3. Morte

Anatolij Onoprijenko è morto per insufficienza cardiaca il 27 agosto 2013 alle 17:15 alletà di 54 anni mentre scontava la sua pena nella prigione di Žytomyr.