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ⓘ Walter Monier ha lavorato come operaio a Villadossola e ha iniziato la sua vita di combattente antifascista l8 novembre 1943, due mesi dopo lArmistizio, con una ..




                                     

ⓘ Walter Monier

Walter Monier ha lavorato come operaio a Villadossola e ha iniziato la sua vita di combattente antifascista l8 novembre 1943, due mesi dopo lArmistizio, con una delle prime insurrezioni contro loccupazione tedesca e la neonata Repubblica Sociale Italiana. Gli insorti occuparono i punti strategici della cittadina e gli stabilimenti industriali. Combatté con il Battaglione Camasco.

Il 5 agosto 1944 partecipa al cosiddetto "assalto alla corriera", che viene così descritto da Aldo Aniasi:" In località Prato di Viganella a ridosso del ponte tra San Pietro e Viganella 12 uomini del Battaglione Camasco arrestano la corriera per Villadossola su cui viaggiavano otto soldati tedeschi, due militi e tre avieri. Alla proposta di resa i tedeschi aprono il fuoco. Il comandante Piero e i suoi garibaldini, pronti alla reazione, uccidono sette tedeschi, i due militi e due avieri fascisti. Riescono a scampare un ufficiale tedesco, pure ferito, e un aviere. Perdono purtroppo la vita, nella breve ma violenta scaramuccia, due civili italiani. Recuperate le seguenti armi: 1 mitragliere, 1 mitra tedesco, 10 fucili”.

Dopo la guerra è stato mandato in URSS per curarsi ed è rimasto per tre anni a studiare allUniversità di Mosca, lavorando anche per le delegazioni italiane in URSS e quel periodo viene così ricordato da Teresa Vergalli: Al ritorno era felice, contento di come era stato curato, arricchito della conoscenza di quella lingua difficile, lui che era stato da ragazzo un operaio in fabbrica. Era anche contento di raccontarci una sua storia sentimentale con una giovane attrice che avevamo visto da poco in uno di quei film sovietici. Ce ne mostrava le foto. Sono certa che fosse una storia vera. Forse quella ragazza era rimasta affascinata da questo giovane straniero, così diverso e vivace, niente male. Credo che Walter, anche grazie alla sua acquisita padronanza della lingua, abbia saputo guardare tra le ombre, e che vi abbia riflettuto.

Tornato in Italia ha cominciato la sua attività di giornalista e traduttore, lavorando per il quotidiano LUnità, la rivista Slavia, lAssociazione Italia-URSS e presso la redazione de La lotta.

Walter Monier si spegne a Roma il 4 gennaio 2009 alle ore 17.47.

                                     

1. Traduzioni

  • La strada, traduzione di Walter Monier, Slavia, Roma, 1962.
  • Radiografia dellex PCUS, traduzione di Walter Monier, Slavia, Roma.
  • Vladimir Lenin, Discorsi registrati nel 1919, traduzione di Walter Monier, collana Orientamenti, Editori Riuniti, Roma, 1969, pp. 260 pp.
  • Anatolij Andreevic Gromyko, John F. Kennedy e la macchina del potere, collana Orientamenti, Editori Riuniti, Roma, 1969, pp. 260 pp.
  • Anton Pavlovič Čechov, Con gli occhi di Čechov, traduzione di Walter Monier, Slavia, Roma.
  • Le prospettive del Partito socialista in Russia, traduzione di Walter Monier, Slavia, Roma.