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ⓘ Armoraro. L armoraro, anche armiere o corazzaio, è colui che fabbrica le armature e, più in generale, le armi bianche destinate alla difesa attiva o passiva del ..




Armoraro
                                     

ⓘ Armoraro

L armoraro, anche armiere o corazzaio, è colui che fabbrica le armature e, più in generale, le armi bianche destinate alla difesa attiva o passiva del combattente. Da non confondersi con armaiolo, ossia colui che generalmente fabbrica le armi doffesa, in particolare le armi da fuoco. Col passare del tempo il termine armoraro è caduto in disuso, tanto da essere stato associato ed usato come sinonimo di armaiolo.

Uno dei maggiori armorari di tutti i tempi è da considerasi Pompeo della Cesa, che operò a Milano dalla seconda metà del Cinquecento.

Il santo patrono degli amorari, come quello degli armaioli, è San Giorgio.

                                     

1.1. Storia Antichità

La figura del fabbro, uomo capace di modellare a suo piacimento il metallo, ricoprì sempre un ruolo preminente nelle comunità umane primitive e nei loro sistemi mitologici. Con la nascita degli eserciti organizzati ai tempi delle prime grandi civiltà e la sempre più massiccia produzione di armi nei centri urbani, il fabbro generico scomparve, specializzandosi o come umile maniscalco o come armaiolo addetto alla produzione dei manufatti metallici più pregiati: le spade.

Fu nellAntica Grecia, luogo dorigine della fanteria pesante vera e propria, che si distinse, a partire dal VII secolo a.C., una nuova tipologia di fabbro specializzato in armi: larmoraro. Questo professionista era preposto non tanto alla realizzazione di spade e lance, quando del grande scudo in bronzo, l oplon, rivoluzionario apporto ellenico allarte della guerra, e della corazza pettorale thórax. In un contesto bellico dominato dalla figura del guerriero pesantemente corazzato, uso a schierarsi in ranghi compatti con i suoi commilitoni equipaggiati nel medesimo modo v. falange, la cura per le armi bianche destinate alla difesa equiparò e, forse, superò quella per le armi destinate alloffesa. Già in epoca micenea i fabbricanti di corazze avevano dato prova di una grande capacità tecnica, basti considerare linteressantissimo esemplare di armatura in lamina di bronzo ripiegata rinvenuto in una tomba di guerriero nel sito di Dendra, nellArgolide, la "Panoplia di Dendra". Si trattava però di modelli prototipali, non ancora elevati a sistema, privi dellopulenza decorativa che caratterizzerà invece scudi ed armature della Grecia Classica.

La mitologia greca attribuisce al dio-fabbro Efesto la paternità di numerosi manufatti, tra i quali spiccano edifici ed automi ma anche, inevitabilmente, delle armi. A ricorrere con più frequenza però non sono tanto armi offensive quanto difensive: famosissimo lo scudo di Achille, minuziosamente descritto da Omero, parte di unintera panoplia realizzata dal dio per leroe; ugualmente noti la panoplia di Memnone e lo scudo di Zeus, lEgida Αιγίδα. I reperti archeologici hanno ampiamente confermato agli studiosi la maestria degli armorari greci nella lavorazione delle superfici metalliche destinate a proteggere il corpo dei guerrieri elleni. Gli esemplari museali di elmi κράνος, krános, scudi e corazze oggi a disposizione della comunità scientifica testimoniano la grande capacità artistica, oltre che metallurgica, degli artigiani dorici: sulle piastre di bronzo e ferro dei reperti occhieggiano figure umane, animali e creature mitologiche contornate di intricate composizioni fitoformi. Una simile qualità era forzatamente opera di professionisti di primordine, ormai capaci di fornire ai loro committenti sia prodotti destinati ad un mero uso pratico che esemplari "cerimoniali" veri e propri: pensiamo allelmo calcidico con cresta dargento e cimiero in foggia di testa dariete al City Art Museum di Saint Louis Missouri.

Dalla Grecia, la passione per corazze anatomicamente sagomate v. Lorica musculata ed elmi dal sontuoso apparato decorativo passarono allAntica Roma. Lesercito romano, tradizionalmente legato alla figura del legionario vestito con una cotta di maglia di ferro di derivazione celtica, ricorse invece sempre a manufatti dispirazione ellenica per vestire i propri alti ufficiali, le cui statue riproposero poi ai posteri le sontuose armature da parata decorate a sbalzo e cesello es. Augusto loricato dei Musei Vaticani. Il legionario stesso, che allapogeo dellImpero romano I secolo-II secolo vestiva una complessa armatura in lamine articolate di metallo v. Lorica segmentata, beneficiava della maestria metallurgica degli armorari sotto forma di elmi dalla foggia complessa e dallevidente robustezza v. Elmo imperiale gallico.

Il costruttore di armature era dunque già nellantichità un professionista altamente specializzato i cui servigi erano resi costosi sia dalla qualità del suo lavoro che dalla grande quantità di materie prime utilizzate.

                                     

1.2. Storia Medioevo

Con la Caduta dellImpero romano dOccidente e la conseguente dissoluzione del sistema economico romano, la produzione di manufatti pregiati quali erano le splendide armature da parata imperiali venne progressivamente meno. Ancora nel corso del VI secolo, corazze romane di pregio, come del resto altri manufatti artistici, erano certamente prodotte nelle terre del vecchio impero per i capi barbari subentrati ai romani nel controllo del territorio. I dati relativi allEtà Carolingia ci confermano poi che la brunja "armatura" del guerriero imperiale franco era un manufatto di pregio dal costo notevole.

Fu il diffondersi della cotta di maglia, capillare a partire dal X secolo, a segnare una drastica battuta darresto nellattività artistica degli armorari medievali.

A partire dal XIV secolo, con il sistematico ed inesorabile imporsi dellarmatura a piastre a discapito della semplice cotta di maglia, larte del "fabbricare armature" torna a fiorire in Europa. Nel corso del Trecento, quando i conflitti tra le varie entità statali monarchie nazionali o signorie territoriali che fossero aprirono la strada per le guerre rinascimentali, grandi centri di produzione di armature sempre più sofisticate sbocciarono nelle terre gravitanti intorno al Sacro Romano Impero Germanico: primeggiano i centri italiani di Milano e Venezia, seguiti dai centri tedeschi di Norimberga, Dresda, Augusta ed Innsbruck e dalla fiamminga Anversa. Famosi per i procedimenti di lavorazione i centri di Brescia e Toledo, due città ben note anche per la produzione, di spade prima ed armi da fuoco poi, di eccellente qualità. In ogni città, fossessa famosa per le sue botteghe di armorari, la produzione di corazze, elmi, bracciali e quantaltro veniva regolamentata da precise normative municipali ed affidata a maestri artigiani patentati, organizzati in apposite corporazioni es. Arte dei Corazzai e Spadai, una delle "Arti Minori" nelle corporazioni di arti e mestieri di Firenze. Nel corso del XV secolo, nel generale contesto di unEuropa soffocata da un continuo aprirsi e chiudersi di focolai di conflitto più o meno estesi