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ⓘ Stojan Furlan fu un partigiano italiano bilingue italiano e sloveno. Comunista e seminarista cattolico, lasciò gli studi nel 1942 per formare la prima banda par ..




                                     

ⓘ Stojan Furlan

Stojan Furlan fu un partigiano italiano bilingue italiano e sloveno. Comunista e seminarista cattolico, lasciò gli studi nel 1942 per formare la prima banda partigiana giuliana e italiana. Morì, appena ventenne, in uno scontro con i nazifascisti.

                                     

1. Biografia

Nel luglio 1941 il futuro uomo politico e scrittore Giorgio Visintin ricordiamo a tale proposito il suo Diario di Guerra è in villeggiatura presso la famiglia Furlan a San Daniele del Carso e diviene amico del giovane Stojan, comunista e cattolico, nonostante sua madre ricopra un ruolo dirigenziale nel PNF, come responsabile della locale sezione femminile fascista. Stojan studia nel seminario di Trieste ed è in contatto con studenti albanesi che gli riferiscono quanto, secondo loro, sta avvenendo nel loro paese a seguito delloccupazione italiana del Regno di Albania. Visentin ha allepoca 12 anni e Stojan Furlan 17; fra i due amici si parla sia di problemi politici inerenti al comunismo, sia di come strutturare la Resistenza antifascista. Giorgio accompagna lamico più grande a visitare diversi villaggi del Carso, qui il seminarista incontra altri giovani che si vogliono opporre alloccupazione italiana.

                                     

2. La lotta armata

Agli inizi del 1942, un anno e mezzo prima dellarmistizio dell8 settembre 1943, Stojan Furlan, allepoca seminarista a Trieste, lascia gli studi e diviene, con Janko Premrl - Vojko Giovanni Premoli un ufficiale disertore del Regio Esercito, comandante della prima formazione partigiana slava della zona giuliana. Ne fanno parte sia contadini che operai. Nel febbraio di quello stesso anno la formazione si fa subito conoscere per unazione tesa a scardinare il sistema di comunicazioni carsico. Vengono infatti danneggiati i binari della galleria più lunga del Carso tramite brillamento di mine artigianali. Le autorità italiane non forniscono alcuna pubblicità allevento.

La prima azione su territorio italiano è progettata ed attuata da Stojan Furlan e dalla sua "banda" il 4 giugno 1942. È stato appena strutturato un presidio della milizia fascista a San Daniele del Carso e la formazione guidata da Stojan e da Premoli, ufficialmente denominata da allora "Compagnia dassalto", si impossessa delle armi e delle munizioni del presidio approfittando di un momento di distrazione dei militi, intenti a consumare il rancio. Tale azione è considerata la prima di una certa rilevanza in territorio italiano effettuata dalla Resistenza contro le potenze dellAsse nel corso della seconda guerra mondiale. Precedentemente vi erano state solo scaramucce e azioni di sabotaggio di lieve entità generalmente occultate dallapparato fascista. Tale accadimento mette in agitazione anche i quadri superiori dellesercito e della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e viene fatta intervenire sia la questura che i carabinieri che non concludono niente a livello investigativo a causa della solidarietà della popolazione della zona con la appena nata banda partigiana. Iniziano le prime scaramucce con i soldati italiani che, alla fine, sono costretti ad ammettere gli scontri con la "Compagnia dAssalto" comandata da Furlan e da Premoli, che, tra laltro, sta usando contro i propri avversari una mitragliatrice pesante sottratta al Regio Esercito in scontri precedenti.

La "Compagnia dAssalto" subisce anche numerose perdite fra cui quella di otto partigiani caduti in val Vipacco. Su Premoli, più facilmente individuabile in quanto ex ufficiale italiano, viene posta una taglia di 50.000 Lire, cifra assai ragguardevole per Lepoca. Nessuno però lo tradirà e il capo partigiano morirà nel 1943 vicino a Idria in uno scontro a fuoco.

Molti dei giovanissimi partigiani della "banda" di Stojan Furlan e di Luigi Premoli sono contadini sloveni provenienti dai paesi di Branizza, Gabrovizza, Cobia, S. Vito e Cobidil, località attorno a Sgonico, altri sono invece ex-operai e studenti di varie località giuliane soprattutto di Monfalcone.

                                     

3. La battaglia di Gorizia e la morte

A Monfalcone, il 9 settembre 1943, circa 1000 operai formano la Brigata Proletaria e riuniscono le proprie forze nei pressi di Gorizia. A comandarli vi sono Camillo Donda e Ferdinando Marega. Nei giorni successivi si uniscono a loro partigiani sloveni inquadrati in massima parte nella "Compagnia dAssalto" di Stojan Furlan. Una delle staffette della Brigata Proletaria sarà la celebre Ondina Peteani. Sia gli audaci e volenterosi operai monfalconesi che i più esperti partigiani della Compagnia dAssalto di Stojan Furlan, combatteranno valorosamente in quella che ormai si conosce come la battaglia di Gorizia.

Stojan Furlan troverà la morte ad Ossegliano in val di Vipacco, il 10 dicembre 1943 in uno scontro con i nazifascisti.