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ⓘ Apofonia. In linguistica, apofonia è lalternanza di suoni vocalici eo consonantici allinterno del tema di una parola che dà informazioni di tipo grammaticale, m ..




                                     

ⓘ Apofonia

In linguistica, apofonia è lalternanza di suoni vocalici e/o consonantici allinterno del tema di una parola che dà informazioni di tipo grammaticale, marcando le differenze tra casi, categorie o tempi verbali.

"Apofonia" è un termine coniato dal greco, dai termini ἀπό apò, "via da" e φονή phoné, "suono". Per quanto riguarda la lingua greca antica dialetto attico, questa può essere qualitativa o quantitativa; nel primo caso si ha un mutamento nel timbro della vocale, mentre nel secondo si ha un cambiamento di quantità della vocale, che muta da lunga a breve.

                                     

1. Descrizione

Lapofonia è un fenomeno di mutamento fonetico presente in tutte le lingue indoeuropee; ad esempio, in greco si può notare nei diversi temi verbali di un verbo:

  • p i th-/p ei th-/p oi th- πιθ-/πειθ-/ποιθ-
  • ph e r-/ph o r- φερ-/φορ-
  • tr a p-/tr e p-/tr o p- τραπ-/τρεπ-/τροπ-

O anche in latino:

  • f a cio, f e ci
  • v ĕ nio, v ē ni

Ma è visibile anche in altre lingue, come in inglese e in generale, nelle lingue germaniche:

  • b i nd, b ou nd
  • r i se, r ai se
  • s i ng, s a ng, s u ng, s o ng
  • g oo se, g ee se

O in italiano come nelle lingue romanze:

  • d o vere, d e vo
  • b e ne, b uo no, b o ntà
  • s a pere, s e ppi

La mutazione vocalica allinterno del tema di un verbo segna una differenza in termini di tempo o modo dovere/devo ; facio/feci ; sing/sang/sung ; bind/bound, di transitività verbale rise/raise: il primo è intransitivo, il secondo transitivo, di parti del discorso, o di numero grammaticale goose/geese.

Allo stesso modo, ci sono alternanze consonantiche che possono anche essere usate grammaticalmente.

In inglese:

  • hou s e nome, hou s e verbo foneticamente: verbo)
  • belie f nome, belie v e verbo

In italiano:

  • vo l ere, vo gl io
  • de v o, do bb iamo

Che queste alternanze fonetiche siano usate grammaticalmente si può vedere dal fatto che spesso sono equivalenti ai suffissi. Compara i seguenti esempi:

Mentre in latino, e anche in italiano lapofonia può equivalere a suffissi verbali le desinenze, in altre lingue come il tedesco o linglese può equivalere anche a suffissi nominali:

Dunque, mentre normalmente per indicare i tempi verbali o i modi vengono utilizzate le desinenze, alcuni verbi utilizzano lapofonia, con la stessa funzione che hanno le desinenze: determinare tempo e/o modo verbale, ma anche in alcune lingue il numero o la funzione morfologica es. bene → bontà o sing → song.

La maggior parte dei casi di apofonia nelle lingue idoeuropee si sono sviluppati nel tempo, da cambiamenti dovuti allassimilazione fonologica, che vengono successivamente grammaticalizzati o morfologizzati quando lambiente che ha causato lassimilazione si perde. Ed è il caso dellinglese goose/geese e belief/believe.

                                     

2. Tipi di apofonia

Lapofonia può implicare vari tipi di alternanze, incluse quella vocalica, consonantica e prosodica.

Le alternanze fonetiche possono essere presenti a livello di flessione o di derivazione delle parole. Le particolari funzioni di una data alternanza variano da lingua a lingua.

                                     

2.1. Tipi di apofonia Apofonia vocalica

Lapofonia spesso coinvolge le vocali. Lapofonia indoeuropea spesso anche chiamata gradazione vocalica è la più conosciuta. Gli esempi succitati dimostrano casi di apofonia. Un altro esempio è riscontrabile nella lingua dinka:

Bauer 2003:35

Lalternanza vocalica può implicare più di un semplice cambio qualitativo nella vocale, o quantitativo passaggio cioè da un suono breve ad uno lungo, come nel greco υ/ευ. Nelle lingue atabasche così come nel greco antico, come il navajo, i verbi hanno una serie di temi in cui la vocale subisce apofonia talvolta con laggiunta di un suffisso, indicando così un diverso aspetto temporale. Lapofonia vocalica del navajo, a seconda del verbo, può essere un mutamento nella vocale, nella lunghezza vocalica, nella nasalizzazione, e/o nella tonalità. Per esempio, il tema verbale -kaah/-ką́ "maneggiare e aprire un contenitore" ha un totale di 16 combinazioni dei 5 modi e dei 4 aspetti, risultando così 7 diverse forme di tema verbale.

Un altro tema verbale, -géésh/-gizh tagliare’, ha un differente sistema di alternanze e combinazioni modo-aspetto, risultando così 3 diverse forme:



                                     

2.2. Tipi di apofonia Apofonia prosodica

Vari elementi prosodici, come tonalità, lunghezza sillabica, e accento, possono trovarsi come oggetto delle alternanze. Ad esempio, la lingua vietnamita ha le seguenti alternanze di tonalità che sono di uso derivazionale:

Nguyễn 1997:42-44

Lalbanese usa differenti lunghezze vocaliche per indicare il numero e il genere dei sostantivi:

Asher 1994:1719

Linglese ha accentazioni alternate che indicano se le parole in questione sono nomi prima sillaba accentata o verbi seconda sillaba accentata:

Nellultimo esempio, laccento distingue anche il sostantivo cóntent dallaggettivo contént.

In russo, laccento è in molti casi lunico elemento distintivo di casi diversi: ad esempio окна è gentivo singolare se laccento è sullultima sillaba oknà = della finestra, mentre è nominativo plurale se cade sulla prima sillaba òkna = finestre. | Talvolta, le alternanze prosodiche sono considerate non un tipo di apofonia ma piuttosto affissi prosodici, che sono altrimenti conosciuti come sopraffissi, superfissi o simulfissi.

                                     

2.3. Tipi di apofonia Apofonia consonantica mutazione

Lalternanza consonantica è comunemente conosciuta come mutazione consonantica. La lingua bemba esprime i verbi causativi tramite lalternanza della consonante finale del tema. Qui lalternanza implica spirantizzazione e palatalizzazione:

Kula 2000:174

Le lingue celtiche, come il gaelico, sono conosciute per le mutazioni che avvengono per la prima consonante dei temi, ad esempio la lenizione e leclissi.

                                     

2.4. Tipi di apofonia Alternanze tematiche e altri processi morfologici

Le modificazioni tematiche, come appunto lapofonia, possono concorrere con altri processi morfologici, come laggiunta di affissi. Un esempio di questo si può vedere nella formazione dei plurali della maggior parte dei sostantivi tedeschi:

Qui la distinzione fra plurale e singolare è indicata tramite lablaut, e allo stesso tempo laggiunta di un suffisso -er/-e nella forma plurale. Anche linglese presenta forme simili di apofonia visibili nella pronuncia piuttosto che nella grafia, quando il plurale si forma con il suffisso -ren, o quando il participio passato irregolare si forma con il suffisso -en:

Un esempio più complicato ci viene dalla lingua Chickasaw, dove la distinzione nei verbi fra forma positiva e negativa si presenta nellablaut vocalico assieme allaggiunta di un prefisso ak- e di un infisso --:

                                     

3. Apofonia qualitativa nelle lingue indoeuropee

Nella linguistica indoeuropea, lapofonia o gradazione vocalica è lalternanza vocalica che si manifesta nei temi di alcune parole, come si è visto ad esempio in s i ng canto’ ~ s a ng cantai’ ~ s u ng cantato’ inglese, in f a ccio ~ f e ci italiano, in f i nden trovare’ ~ f a nd trovai’ ~ gef u nden trovato’ tedesco. La mutazione delle vocali deriva dallalternanza nella lingua protoindoeuropea della vocale e con la vocale o passaggio dal grado medio al grado forte, o con la vocale a passaggio dal grado debole o ridotto.

Per citare alcuni altri esempi di apofonia indoeuropea, linglese ha alcune classi di verbi paralleli ai verbi forti della lingua tedesca in cui la vocale cambia per indicare un diverso tempo o aspetto grammaticale.

Come si vede negli esempi, un cambiamento nella vocale del tema verbale crea un tempo/aspetto diverso notare che alcuni verbi hanno anche laggiunta di un suffisso nel participio passato.

Nella linguistica indoeuropea, la metafonesi è lalternanza vocalica presente nelle parole f oo t piede’ e f ee t piedi’, o t e ll raccontare’ e t o ld raccontai, raccontato’. La differenza nelle vocali deriva dallinfluenza, nella lingua proto-germanica o altre lingue germaniche posteriori, di una i o una y che da allora si sono perse che divengono e.

Per citare un altro esempio di metafonesi, alcuni verbi inglesi paralleli a quelli deboli tedeschi mostrano la metafonesi nel tempo presente.



                                     

3.1. Apofonia qualitativa nelle lingue indoeuropee Apofonia nel greco antico

Come nelle 3 declinazioni, anche e soprattutto nel verbo vale lapofonia a stabilire la differenza totale di un tema verbale, che ne caratterizzano anche laspetto e il tempo stesso. Lapofonia è lalternanza o la gradazione vocalica, il cambiamento di timbro della radice, di un suffisso o di una desinenza, che si può manifestare anche attraverso la totale assenza di una vocale verbi in -μι. Lapofonia sottolinea funzioni morfologiche e lessicali diverse: temi dei vari tempi verbali, casi e numeri della declinazione nominale soprattutto per la III, radici nominali o verbali.

Nellesempio, la radice λειπ- ma ci sono molti altri temi verbali a triplice grado apofonico che esprime il concetto di "lasciare", assume tramite la gradazione vocalica forme diverse:

  • λειπ-, tema del presente λείπω
  • λοιπ-, tema del perfetto λέλοιπα e dellaggettivo verbale sostantivato corrispondente τό λοιπόν
  • λιπ, tema dellaoristo ἔλῐπον

La gradazione vocalica fa dunque da tratto differenziale tra le varie forme attraverso il mutamento delle vocali, mentre le consonanti restano invariate Le serie apofoniche sono per lo più basate su forme monosillabiche a vocale breve in genere, e in altri casi la ε - ο lunga; meno frequenti sono i casi di radici bisillabiche, nelle quali è possibile avere lapofonia in entrambe le sillabe. Si tratta di un fenomeno caratteristico delle antiche lingue indoeuropee, che si è conservato in modo netto nelle numerose lingue moderne, come nellinglese e nellitaliano.

Lapofonia si presenta in due tipi: quantitativa e qualitativa. La prima ha tre diversi gradi:

  • Grado pieno o normale o ancora medio: il presente, di timbro vocalico -ε/-ο
  • Grado allungato: allungamento del grado pieno in dittongo ει-/οι o in vocale lunga -ω-/η, usato nel perfetto e nel piuccheperfetto.
  • Grado zero o debole: detto anche ridotto, nellesempio di λείπω riguarda laoristo

Lapofonia qualitativa invece ha la caratteristica di potersi realizzare anche con un grado zero, anche con lassenza totale della vocale stessa, come nella radice γν di γίγνομαι, questa forma del presente si trae appunto con γν, con il tema raddoppiato iniziale γι, mentre laoristo si trae dal secondo tema verbale γεν: ἐγενόμην.

Insomma con questa apofonia cambia la quantità della vocale, a differenza della quantitativa, si può avere un timbro vocalico per una realizzazione e un altro per una realizzazione diversa della radice stessa, come per il radicale τρε-/τρο del verbo "τρέφω", forma presente realizzata con il timbro vocalico -ε; per il perfetto dallo stesso tema, con il timbro vocalico -ο, si avrà il perfetto τέτροφα.

Questa apofonia a tre gradazioni tuttavia non si realizza per tutte quante le radici verbali e nominali, così come nella declinazione, non è che debbano per forza essere impiegati i due timbri vocalici ε e ο, ma le regole si adattano i base al tema stesso del radicale. Sostanzialmente lapofonia è frequente nel dialetto ionico attico, con lallungamento delle vocali. Un esempio è la tipica "declinazione attica" che usa i termini della II greca, con allungamento delle desinenze, i cui termini più famosi sono λαός > ληός > λεώς con abbreviamento per legge di Osthoff, oppure ναός > νηός > νεώς.

Per la terza declinazione, molto più apofonica delle altre. Nella terza declinazione una triplice apofonia che usa tutte e tre le gradazioni vocaliche, si ha nel caso-genere-numero, nella declinazione dei termini "di parentela", come πατήρ, μήτηρ e θυγάτηρ.

                                     

4. Apofonia e transfissazione

La morfologia non-concatenante delle lingue afro-asiatiche è talvolta descritta in termini di apofonia. Lalternanza fonetica in molte di queste lingue infatti molto spesso implica una geminazione vocalica e consonantica ad esempio, consonanti doppie. Le alternanze qui riportate sono esempi dallarabo standard moderno il simbolo < ː > che segue una vocale indica la geminazione della consonante precedente

Per altri esempi, vedi lingua amarica.

                                     
  • L apofonia latina è un tipo di apofonia riscontrabile nella lingua latina, diversa dall apofonia indoeuropea, comune a tutte le lingue indoeuropee compresa
  • senza apofonia con vocale predesinenziale debole Temi con apofonia che alternano vocali predesinenziali diverse fra loro I temi senza apofonia sono costituiti
  • riferisce. Le lingue flessive possono anche operare la flessione interna apofonia cioè indicare le diverse categorie grammaticali variando la vocale della
  • seguire il modello di puer con il mantenimento della e o di ager con apofonia di grado zero in tutta la declinazione eccetto il nominativo e il vocativo
  • appaiono parisillabi per il fenomeno fonetico dell alternanza vocalica o apofonia ovvero la variazione nel corso della flessione del timbro e o della quantità
  • cultura degli Indoeuropei, Bologna, Il Mulino, 2005, ISBN 88 - 15 - 10763 - 0. Apofonia Indoeuropeistica Lingua ittita Lingue indoeuropee Linguistica comparativa
  • trasformarsi in una - i - breve ĭ per effetto del fenomeno noto come apofonia latina. Un verbo che si può prendere a suo esempio può essere lego, - is
  • L allungamento organico è un fenomeno di apofonia nella lingua greca antica che comporta il passaggio da una vocale breve alla sua corrispondente lunga
  • passato apofonia La presenza di due distinti tipi di coniugazioni di verbi: debole usando il suffisso dentale e forte usando l apofonia L inglese
  • λειπ λοιπ λιπ - si forma il presente λείπω, l aoristo II è ἔλιπον, con apofonia grado zero, che risulta distinto oltretutto dall imperfetto ἔλειπον. L aoristo
  • nella maggior parte delle lingue indoeuropee storiche note non presentano apofonia La situazione originaria è conservata, verosimilmente, dal sanscrito