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ⓘ Mnasea di Patrasso. Mnàsea Patrense è stato un mitografo e storiografo greco antico, vissuto tra il tardo III secolo e linizio del II secolo a.C., che si ritien ..




                                     

ⓘ Mnasea di Patrasso

Mnàsea Patrense è stato un mitografo e storiografo greco antico, vissuto tra il tardo III secolo e linizio del II secolo a.C., che si ritiene esser stato allievo di Eratostene.

                                     

1. Biografia

Nonostante la scarsità del materiale tramandato, Mnasea, che è citato anche da Plinio il Vecchio, è degno di nota per aver svelato alcune notizie e dettagli di culti esoterici, secondo una sua peculiare attitudine "razionalizzante", ricollegabile allevemerismo di cui egli è considerato un seguace.

Tra i suoi frammenti si rinviene anche uninsinuazione a carico degli Ebrei, laccusa di praticare lonolatria: si tratta di un passaggio testuale che è considerato unimportante testimonianza storica dellaffiorare di un particolare atteggiamento anti-giudaico nellintellettualità dellepoca, inedito nella civiltà greca, tradizionalmente filosemita.

                                     

2. Opere

Scrisse un Periplo, o Periegesi, opera composta da sei, o forse, otto libri, in cui egli descriveva lEuropa, lAsia occidentale e il Nord Africa.

Unaltra sua opera, intitolata Sugli oracoli, sembrerebbe esser stata una raccolta di responsi oracolari delfici, accompagnati dal relativo commento esegetico.

Delle sue opere sopravvivono comunque solo sparuti frammenti, circa una sessantina in tutto, incorporati come scholia o come citazioni in raccolte lessicografiche o altri testi, alcuni dei quali nei Papiri di Ossirinco. Da questi frammenti emergono alcuni pregi delle sue opere, come laffidarsi a buone fonti e la manifestazione di un certo spirito critico.

                                     

2.1. Opere Edizioni dei frammenti

Lo scarno materiale relitto delle sue opere è stato per buona parte raccolto da Karl Wilhelm Ludwig Müller, nei Fragmenta historicorum Graecorum.

Solo di recente, nel 2003, i frammenti di Mnasea sono stati pubblicati per intero da Pietro Cappelletto.

Almeno in apparenza, quelli traditi sembrano essere stati scelti, dagli autori antichi che ce li hanno tramandati, in virtù di qualche insolita interpretazione cherano in grado di offrire o per qualche piccola informazione chessi contenevano. Si tratta per lo più di annotazioni riguardanti eventi mitologici e meravigliosi o genealogie locali: sono informazioni interessanti per molti versi, anche se, a quanto sembra, non sorrette da una grande accuratezza storica.

                                     

2.2. Opere Opera mitografica

Dai rari frammenti pervenuti sembra emergere una particolare disposizione della mitografia di Mnasea, lapparente inclinazione a voler offrire uno svelamento "razionalizzante" di eventi altrimenti mitici, congeniale alla sua adesione alla corrente dellevemerismo che gli autori gli attribuiscono. È il caso del distruttore Echeto, nel XVIII libro dellOdissea di Omero, da lui interpretato come una figura reale di tiranno siciliano; o della filogenesi da lui proposta dei Dattili Idei, su basi onomastiche: il loro nome, secondo il mitografo, rivelava infatti una discendenza Ida e da un padre di nome Daktylus.

                                     

2.3. Opere Svelamento di culti misterici

Allattitudine di Mnasea si deve anche la preziosa rivelazione di notizie esoteriche riguardanti le religioni misteriche: i quattro nomi dei Cabiri, oggetto di culti esoterici dei Grandi Dei nel Santuario di Samotracia, sono conosciuti proprio grazie a lui; sempre a lui si deve lo svelamento dei dettagli del culto di Atargatide ad Ascalona e del culto di Artemide a Perga.

                                     

2.4. Opere Argomentazioni anti-giudaiche

Riguardo alla scarsa accuratezza storica, va detto ad esempio, che Mnasea fu il primo autore a propalare la falsa notizia della celebrazione di un culto di una testa dasino doro nel tempio di Gerusalemme. Laccostamento del Dio dellebraismo alliconografia di Seth-Tifone dovette godere di un certo seguito, se anche Posidonio di Apamea, per altri versi autore accurato e scrupoloso nonché ammiratore di Mosè, vi avrebbe accordato un certo credito; la notizia sarà poi ripresa anche da Tacito.

La notizia da lui riportata sulla presunta onolatria nel tempio di Gerusalemme, benché infondata, è tuttavia interessante da un punto di vista storico, perché testimonia di un mutato atteggiamento che iniziava ad affiorare in alcuni settori dellintellettualità greca: una forma dironia, se non di vera e propria ostilità, andava sostituendosi alla manifesta tendenza filosemita espressa dagli scrittori del IV secolo a.C. Laffermazione di Mnasea si aggiungeva a unaltra, anchessa infondata, che iniziava a circolare allincirca nello stesso periodo, senza però beneficiare di un seguito altrettanto importante: riguardava la presunta pratica giudaica di celebrare sacrifici umani nei loro riti. Entrambe le "insinuazioni" saranno rivolte in seguito ai Cristiani.