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ⓘ Poggiomarino. Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-statunitense a Salerno, avvenuto il 9 settembre 1943, i tedeschi, nel tentativo di fermar ..




Poggiomarino
                                     

ⓘ Poggiomarino

Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-statunitense a Salerno, avvenuto il 9 settembre 1943, i tedeschi, nel tentativo di fermare lavanzata alleata, furono costretti a risalire verso nord, per poi appostarsi sul monte Cassino che era lunica via daccesso. La guerra cominciò così a interessare la Campania suscitando paura e timori tra le popolazioni che non erano state ancora toccate, in modo diretto, dal conflitto.

La popolazione tirò un sospiro di sollievo quando, il 25 luglio di quellanno, vi fu la caduta del regime fascista, iniziando così a sperare che in pochi giorni la guerra sarebbe finita. Quando poi in un pomeriggio dell8 settembre, sempre del 1943, un comunicato radio riferì che il 3 settembre, a Cassibile, in provincia di Siracusa, era stato firmato larmistizio, tutta la popolazione si riversò per le strade in preda alleuforia mentre le campane suonavano a festa. Purtroppo lentusiasmo durò poco perché il giorno seguente la guerra arrivò nelle strade di Poggiomarino. Infatti a notte fonda del 9 settembre. una lunga colonna di carri armati tedeschi proveniente da Terzigno, percorrendo via Piano del Principe, si fermò a "Pizzo lampione" della località Flocco terrorizzando gli abitanti del luogo. La colonna avanzò poi nel pomeriggio del giorno dopo, attraversando Piazza de Marinis a Poggiomarino per poi proseguire verso San Marzano, per ostacolare lavanzata anglo-americana.

Lartiglieria tedesca intanto aveva piazzato alcuni cannoni in località Fornillo e da li, per alcuni giorni, di tanto in tanto venivano sparate delle granate verso la valle del Sarno. La gente terrorizzata dai colpi che facevano vibrare le case come in un terremoto si rifugiò nelle campagne circostanti. Nel cielo sereno di quellestate ebbero luogo vari combattimenti aerei fra i velivoli statunitensi "a due code" e gli "Stuka" tedeschi.

Nel frattempo, per impedire lavanzate delle truppe alleate, i nazisti fecero saltare il ponte sul fiume Sarno di San Marzano, stabilendosi a Poggiomarino. Il 25 settembre, tramite manifesti pubblici, a tutti i cittadini, compresi i carabinieri e vigili urbani, fu intimato di consegnare le armi. La maggioranza della popolazione rispettò gli ordini per paura di rappresaglia. Tutte le armi vennero ammucchiate in piazza De Marinis, dopodiché furono schiacciate con un carro armato.

Intanto con un altro manifesto venne ordinato, pena la fucilazione, a tutti gli uomini dai 18 ai 60 anni di presentarsi in Piazza De Marinis. Ovviamente nessuno si presentò e tutti si occultarono nelle campagne. Allora i tedeschi nella notte fra il 25 e il 26 settembre rastrellarono le zone di Striano, della contrada Marra e di Poggiomarino, riacciuffando quasi tutti. Gli uomini furono incolonnati lungo la via Piano del Principe e condotti verso la stazione delle FF.SS. di Terzigno per essere deportati in Germania. Alcuni di loro riuscirono a scappare attraverso le siepi della strada, rifugiandosi nelle campagne circostanti.

Nelledificio della scuola in contrada Tortorelle venne allestito un ospedale militare tedesco per i feriti del fronte di Scafati e San Marzano. Nel cortile adiacente la scuola venivano seppelliti i morti che successivamente, dopo la guerra, vennero esumati e portati in patria.

La retroguardia tedesca intanto iniziò a devastare e incendiare molte case lungo il tragitto al fine di impedire il passaggio delle colonne corazzate alleate che stavano avanzando. Purtroppo gli alleati tardarono a risalire verso Poggiomarino le devastazioni furono ingenti: la linea elettrica fu totalmente distrutta; la Circumvesuviana in completa rovina; le strade bloccate dalle macerie.

Nella notte del 27, si udirono molti spari di fucili, raffiche di mitraglie e rombi di cannoni dei pochi soldati nazisti che tentavano di coprire la ritirata del grosso delle truppe. Poi, il mattino seguente, finalmente arrivarono da Scafati le truppe inglesi del 1/7° Queens Royal Regiment, protette dagli aerei che sorvolano la zona e accolte con esultanza dal popolo che vedeva in loro i liberatori. Gli inglesi entrarono abbastanza facilmente nel paese, ma a nord di esso dovettero affrontare una forte resistenza dei tedeschi.

Nel gennaio del 1944, nelle campagne fra la località di Fornillo attualmente frazione di Poggiomarino e Terzigno, gli statunitensi allestirono in brevissimo tempo un aeroporto militare, che per la sua vicinanza alla più conosciuta cittadina di Pompei, venne denominato Pompeii Airfield Campo daviazione Pompei. Il campo ospitò gli aerei B-25 Mitchell del 340º stormo bombardieri, utilizzati per radere al suolo la fortezza di Montecassino. Intorno allaeroporto vi erano gli accampamenti delle varie squadriglie. Larea di atterraggio, il Quartier Generale, la 486ª e la 488ª Squadriglia si trovavano nella zona di Terzigno, mentre le campagne di Poggiomarino al confine, ospitavano la 487ª Squadriglia. Sul diario di guerra della 487ª il 5 gennaio cè una simpatica descrizione della cittadina:

Oltre alla 487ª, la periferia di Poggiomarino ospitò anche la 489ª squadriglia. Entrambe arrivarono nel luogo il 4 gennaio dove trovarono molti edifici vuoti perché precedentemente molte famiglie erano state sfrattate con la forza. Malgrado il dramma di quelle povere persone, gli statunitensi ebbero la fortuna di non dover erigere delle tende personali, vivendo così nelle case abbandonate.

I militari avevano a disposizione grandi quantitativi di cibo e materiale di ogni genere e ciò favorì lo sviluppo di traffici fra i soldati e la popolazione locale, che in quel periodo di carestia era sempre alla ricerca di cibo e generi di prima necessità. Il 15 marzo del 1944 vi fu uneruzione del Vesuvio che con polveri e lapilli danneggiò tutti gli aerei del campo costringendo gli statunitensi a rimorchiarli e abbandonare precipitosamente il campo trasferendosi, il 23 marzo, al Paestum Airfield. Finita leruzione la gente del luogo saccheggiò quello che gli statunitensi avevano lasciato, mentre i proprietari dei terreni si affrettarono a riappropriarsi delle loro terre.

                                     

1.1. Luoghi dinteresse Longola

Nel novembre del 2000, in una discarica fra Sarno e San Valentino Torio furono individuati cumuli di terreno di scarto ricchi di resti ceramici, faunistici e lignei, di epoca protostorica e di conseguenza fu avvisata la Soprintendenza Archeologica di Pompei oggi Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei che subito avviò unindagine. Claude Albore Livadie, direttore di Ricerca presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica CNRS, indagò sulla provenienza del terreno portato come rifiuto scoprendo che proveniva dalla vicina località Longola di Poggiomarino, dove si stava scavando una vasca per la costruzione di un depuratore del fiume Sarno. I lavori furono immediatamente sospesi dalla Soprintendenza e fra febbraio e gennaio del 2001 fu istituito un team di archeologi sotto la direzione della stessa Claude Albore Livadie per effettuare il primo saggio di scavo.

Lo scavo mise alla luce alcune capanne di un villaggio protostorico, costruito su degli isolotti artificiali affiancati da canali navigabili in unarea paludosa. Lambiente anaerobico ha permesso agli archeologi di ritrovare lintera struttura degli isolotti e alcune piroghe in legno in un ottimo stato di conservazione. I reperti, di straordinaria importanza, come la serie di abitati sovrapposti, sono databili dal Tardo Bronzo 2000–1750 a.C. fino agli inizi del VI sec. a.C. e attribuiti al popolo dei Sarrasti. Linsediamento, avrebbe avuto probabilmente la funzione di porto fluviale sulle rive del fiume Sarno.

Nel 2018 è stato creato, al fine di preservare il sito, il Parco Archeo-Fluviale di Longola che ospita la ricostruzione di alcune capanne del villaggio fluviale e unarea per il birdwatching.

                                     

2.1. Architetture religiose Il miracolo di SantAntonio di Padova

Dal lontano 1800, gli abitanti di Poggiomarino venerano con somma devozione SantAntonio da Lisbona. Si narra che durante leruzione del Vesuvio del 1906, SantAntonio protesse Poggiomarino, fermando la lava che avanzava distruttrice proveniente dal Vesuvio, dopo aver colpito gravemente Boscoreale, Boscotrecase, Torre Annunziata, Terzigno, San Giuseppe Vesuviano ed Ottaviano. Fu tale il miracolo della protezione del Santo – davanti agli occhi di tutti – che si fece una petizione plebiscitaria a Roma, al Papa, per ottenere SantAntonio come protettore di Poggiomarino. Con decreto della S. Congregazione dei Riti, in data 21 Agosto 1906, il Papa Pio X° dichiarò SantAntonio da Padova, Patrono di Poggiomarino

                                     

2.2. Architetture religiose Chiesa SS. Rosario

La chiesa, risalente alla metà del 700, si trova in piazza SS. Rosario, in località Flocco. Dispone di una sola navata ma è circondata da altre strutture adiacenti quali il campanile, lufficio del parroco, la cappella della Riconciliazione, la sacrestia e la cappella dellAddolorata. Al piano superiore cè la canonica.

A suo interno laltare è in stile barocco e accoglie nellabside la statua seicentesca fatta in legno della Madonna del SS. Rosario. Ai due lati dellaltare prendono posto le statue del Cristo e di SantAntonio di Padova. Il soffitto è decorato con dipinti su tela, del pittore Angelo Mozzillo, allievo di Giuseppe Bonito.

                                     

2.3. Architetture religiose Miracolo della Vergine del Flocco

Nel marzo 1875, nella chiesa del SS. Rosario di Flocco, allepoca appartenente al comune di Boscoreale, lantica statua lignea della Vergine del Rosario sudò abbondantemente soprattutto nel volto. Il prodigio si manifestò sotto forma di scuotimento della statua, di effusione di sudore e di lacrime, anche nel 1876 e nel 1877. Nessun fedele riusciva ad asciugare il volto della Vergine, chiunque ci provava con un panno, questultimo restava asciutto, senza impregnarsi. Il prezioso liquido poteva essere raccolto solo da Brigadella Giuliani, una contadinella di 14 anni, molto devota del Rosario. In riferimento a questi prodigi Bartolomeo Longo, più volte testimone, scrisse:

Si racconta che Bartolo Longo, osservato il fenomeno, pensò di fondare a Flocco il santuario da lui progettato, ma a causa dellintemperanza della famiglia Orsini, abbandonò lidea e così l8 maggio 1876, pose a valle di Pompei la prima pietra del Santuario.



                                     

3.1. Architetture civili Palazzo dei Carotenuto

Il "Palazzo Carotenuto" è della fine dell800 e fu costruito da Don Ettore dAlessio, amministratore dei Principi de

Marinis. Si tratta di una solida costruzione su tre piani. La facciata esterna è divisa, in due parti simmetriche, da un

portone attraverso cui si accede alle scale interne e al cortile retrostante che guarda il grande giardino.

                                     

3.2. Architetture civili Palazzo Nunziata

Fu realizzato verso la fine del 700 assieme a una cappella, in stile neoclassico, per volere di Francesco dellAnnunziata. Si racconta che il terremoto del 1830, oltre a causare ingenti danni al paese, mandò in frantumi tutte le cristallerie le porcellane facenti parte dellarredo del palazzo. Dopo un periodo di abbandono, Giacinto Nunziata ebbe lidea di prendere tutti i cocci delle ceramiche e cristallerie varie per decorare gli stucchi del palazzo e della cappella, in modo tanto originale che da allora la residenza fu ribattezzata "Palazzo di Cristallo", nome che ha conservato nel tempo fino a oggi. Ledificio è stato la sede della Prima Scuola Media" E. De Filippo” fino a gennaio 2019.

                                     

3.3. Architetture civili Portone di Boccapianola

Nella periferia sud-ovest di Poggiomarino, in via Passanti Flocco, proprio allingresso della cittadina, è possibile ammirare il "Portone di Boccapianola" che conduce alla "Masseria Croce." Sebbene oggi faccia parte del comune di Boscoreale, per motivi storici e per la sua posizione allingresso della città, il portone viene attribuito a Poggiomarino. La masseria nel 1700 apparteneva alla nobile famiglia dei Boccapianola che vi fecero costruire lomonimo portale dingresso. Nell800 la proprietà passò al Barone del Flocco, Don Nicola Croce, che vi fece costruire una villa divenuta poi sede di una scuola di agraria, tra il 1893 e i primi anni del 900. Nel 2018 è stata scelta come location per le riprese di varie scene della quarta stagione della serie televisiva "Gomorra"

                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

A partire dagli inizi del 1990 Poggiomarino ha aumentato di molto la sua popolazione in quanto nel suo territorio si sono stabiliti numerosissimi immigrati provenienti prevalentemente dal Maghreb e dalla Cina. Essi ammontano a circa 2 000 unità contando quelli che hanno dichiarato la residenza e tuttora inizi del 2011 continuano gli arrivi. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1 248 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Ucraina 240 1.12%
  • Marocco 276 1.29%
  • Cina 274 1.28%
  • Romania 276 1.29%

Religione

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenente principalmente alla Chiesa cattolica. Il territorio del comune è spartito tra due diocesi ed è suddiviso in due parrocchie.

Laltra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità:

  • Chiesa Evangelica Pentecostale ADI.


                                     

5. Cultura

Istruzione

Scuole medie superiori
  • I.S.E. F. Istituto e Formazione scuola paritaria in Via Nappi Palazzo Boccia
  • I.T.G.C.L.S. Statale in via Turati che comprende

Polo liceale: liceo scientifico, scienze applicate, linguistico francese inglese e cinese mandarino classico e indirizzo sperimentale matematico Polo tecnologico

                                     

6.1. Sport Calcio

A Poggiomarino è nato e vissuto lex calciatore italiano Luciano Gaudino. Sempre a Poggiomarino è vissuto il calciatore italiano Gaetano Vastola.

A Poggiomarino sono presenti attualmente due squadre di calcio: la A.S.D. Atheltic Poggiomarino, che milita nel campionato di Prima Categoria Campania nel girone E, giocando gli incontri casalinghi nello stadio comunale "Europa" di Poggiomarino; e la A.S.D. Real Poggiomarino, che milita nel campionato di Eccellenza Campania girone A. Dalla stagione 2018/2019 disputa le partite casalinghe nella vicina SantAntonio Abate.

                                     

6.2. Sport Calcio a 5

LIsef Poggiomarino aveva sia una squadra maschile sia una femminile. La maschile riuscì a raggiungere la promozione in Serie A2 al termine della stagione 2009-2010 e ci rimase per due anni fino al fallimento della squadra. La femminile riuscì a vincere il campionato di Serie A1 2009-2010, primo trofeo nazionale vinto da una squadra poggiomarinese. Nel 2017/18 nasce il Real Poggiomarino C5, che milita attualmente nel campionato di Serie D.

                                     

6.3. Sport Pallavolo

Poggiomarino può contare tre società di pallavolo: A.S.D. Volley Poggiomarino, Azzurra Volley P.S.V. e La Fenice Club ASD.