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ⓘ Luigi Orlando, industriale. Esponente della quinta generazione di industriali Orlando, entra nel gruppo di famiglia GIM-SMI dopo la laurea in fisica nel 1951, a ..




                                     

ⓘ Luigi Orlando (industriale)

Esponente della quinta generazione di industriali Orlando, entra nel gruppo di famiglia GIM-SMI dopo la laurea in fisica nel 1951, a 24 anni, iniziando dalle mansioni più umili della fabbrica, come da tradizione nella famiglia Orlando. Sono anni di grande cambiamento poiché il Gruppo è riconvertito dalle attività di munizionamento alle attività civili. Nominato dirigente dal 1955, assume la carica di direttore generale di SMI due anni dopo insieme a quella di amministratore delegato di GIM, le due holding del gruppo di cui è stato presidente rispettivamente dal 77 e dal 75 fino al maggio 2004. Con GIM che svolge il ruolo di holding della famiglia Orlando e controlla SMI, unaltra finanziaria che a sua volta controlla le attività industriali. Partecipazioni a cascata che saranno conosciute negli anni ottanta come scatole cinesi.

Per cinquanta anni è esponente di rilievo di quel capitalismo familiare italiano che fa ricorso al sistema delle "scatole cinesi" permettono di controllare le società industriali con i soldi degli altri e che si regge grazie alla ragnatela di partecipazioni azionarie incrociate tra i maggiori esponenti dellestablishment economico e finanziario sostenuto da Mediobanca di Enrico Cuccia e legato fino al 2007 ad un patto di sindacato. Il cosiddetto "salotto buono" del nostro capitalismo. È stato tra i grandi soci di Gemina con il 10% e di Pirelli, di cui nei primi anni novanta arriva a possedere oltre il 10%.

Per 16 anni è vicepresidente di Confindustria.

Come industriale riesce a trasformare il Gruppo Orlando in una primaria realtà nazionale liberandosi, a partire dagli anni settanta, delle attività nella produzione dei laminati in acciaio inox Ilssa Viola e dei manufatti in argenti Broggi. Quindi pensa allespansione in campo europeo con acquisizioni in Francia Tréfimetaux, Germania Kme, Spagna Sia e Gran Bretagna Yct. Tali acquisizioni triplicano il fatturato e i volumi daffari e concentrano la produzione del Gruppo nei semilavorati di rame e leghe di rame ma fanno crescere lindebitamento. Nel 2003 il Gruppo conta circa 8.000 persone, 16 stabilimenti in Europa e un fatturato di circa due miliardi di euro ma con i conti in forte sofferenza: le perdite, dovute in parte allacquisizione della tedesca Kme e in parte alle turbolenze delle quotazioni dei metalli, ammontano a 235 milioni. Nel 2004, prima di diventare presidente onorario lasciando la presidenza a suo figlio Salvatore, esponente della sesta generazione degli Orlando industriali, decide un aumento di capitale di 131 milioni e laccorciamento della catena di controllo con la fusione tra GIM e SMI in seguito la fusione sarà tra GIM e la Intek di Vincenzo Manes che fa degli Orlando azionisti di minoranza con l8-9%.

Schivo, amante della campagna, della caccia e dei cavalli, era legato soprattutto a due luoghi: la tenuta di San Marcello Pistoiese sullAppennino tosco emiliano 1.200 ettari di boschi e di prati, oggi sede del Dynamo Camp, e Firenze, la "sua" città, anche se era nato a Milano. Muore nel maggio 2005 a 78 anni.