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ⓘ Moggio, unità di misura. Il termine moggio deriva etimologicamente dal latino mòdius il quale, venendo da modus cioè misura, vuol dire proprio unità di misura, ..




Moggio (unità di misura)
                                     

ⓘ Moggio (unità di misura)

Il termine moggio deriva etimologicamente dal latino mòdius il quale, venendo da modus cioè "misura", vuol dire proprio "unità di misura", ed era usato per la misurazione del grano, ma più spesso come unità di misura del volume corrispondeva a circa ~ 8¾ litri, specie degli aridi.

Dallepoca romana generalmente la sua misura era cresciuta, insieme con quella del suo principale sottomultiplo lo staio, dal latino sextarius. A Milano corrispondeva ad esempio a 225.1 litri, a Como a 153.9. Secondo un documento a Venezia equivaleva a 347 litri.

Nel tempo a questo significato si è sovrapposto quello di area di terreno necessaria a seminare un moggio di grano, e di conseguenza era anche ununità di misura agraria.

                                     

1. Misura di superficie

Questuso non mancava nellItalia settentrionale, per esempio ad Alessandria si usava il moggio pari a 8 staia superficiali circa 4.716 m 2. Era però soprattutto al sud, specialmente a Napoli nel Regno delle Due Sicilie, che il moggio era estremamente diffuso come misura agraria.

A Napoli corrispondeva a 3.364.86 m 2. Variava però da diocesi a diocesi, e in alcuni casi cambiava anche da comune a comune. Per esempio, nel dipartimento, poi provincia, di Terra di Lavoro, variava dai 3.387.36 m 2 di Caserta ai 3.333.33 m 2 di Teano e Capua, che si divideva in 30 passi, suoi sottomultipli, i quali, a loro volta, si suddividevano in 30 passitelli, loro sottomultipli "Esercitazioni Teorico-Pratiche sulla geometria elementare e sublime degli antichi" dellarchitetto Raffaele Caterino. Napoli dalla stamperia di Barnaba Cons. 1842. Il moggio di Aversa corrispondeva a 4.259 m 2 e si divideva in 10 quarte, suoi sottomultipli.

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