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ⓘ Antiche unità di misura italiane. Le antiche unità di misura italiane furono unità di misura locali in uso nel corso dei secoli nelle diverse zone del territori ..




Antiche unità di misura italiane
                                     

ⓘ Antiche unità di misura italiane

Le antiche unità di misura italiane furono unità di misura locali in uso nel corso dei secoli nelle diverse zone del territorio italiano. Pur avendo spesso nomi simili, ebbero origini e valori molto diversi tra loro.

Fin dallepoca comunale le diverse realtà locali realizzarono proprie unità di misura; nel corso dei secoli, le mutazioni di confini portarono a riunire sotto la stessa amministrazione unità di misura eterogenee con ovvie problematiche per dazi, tassazioni e commerci; rari e poco fruttuosi furono alcuni tentativi di unificazione delle unità di misura.

Nel corso del XIX secolo le unità di misura locali vennero progressivamente sostituite dal sistema metrico decimale.

                                     

1. Ricostruire le antiche unità di misura e di peso

Allinizio del Medioevo in Italia erano in uso le unità di misura romane conviventi però con unità locali, come il versus in Campania, alle quali si aggiunsero in molte zone le unità introdotte in epoca longobarda.

Con il tempo le unità si alterarono e diversificarono per cause molto diverse:

  • in molti luoghi lopera di verifica delle misure venne assegnata dalle comunità, dietro pagamento, a privati che si interessarono principalmente alle relative riscossioni e non alleffettiva verifica
  • nuove unità di misura vennero introdotte per lapertura di nuove vie commerciali
  • intervennero alterazioni involontarie dovute allusura e alla deformazione dei campioni
  • il frazionamento del territorio diminuì i traffici e, di conseguenza, i confronti tra i campioni

Oltre a queste continue modificazioni, a rendere arduo determinare il valore di ununità di volume intervenivano diversi fattori, poiché della stessa unità esistevano campioni dal valore molto diverso, a causa di privilegi o diritti consuetudinari; inoltre spesso i mercanti avevano un contenitore per la merce da acquistare e un altro per la merce da vendere, pur nei limiti di tolleranza del campione ufficiale.

                                     

1.1. Ricostruire le antiche unità di misura e di peso Unità e metodi di misura

La misura della superficie e la misura del grano

In molti luoghi dEuropa lunità di misura dellestensione di terreno coltivata e lunità di misura per il grano ebbero nomi identici o similari. La tendenza era di misurare un terreno in base alla quantità di grano utilizzato per la semina in modo da poterne valutare facilmente il valore. Lunità di superficie risultava perciò scarsamente legata alle unità di lunghezza, come nel caso di Ancona dove si usavano tre diverse some in relazione al tipo di terreno.

Stabilire leffettivo valore delle unità di misura del grano è particolarmente arduo, perché il contenitore poteva essere riempito a raso riempito e pareggiato con una rasiera rettilinea, a colmo riempito fino a oltre il bordo superiore o a rasiera tonda riempito e pareggiato con una canna incurvata per mantenere parte del colmo. Inoltre per compattare il contenuto, alterando la misura, il contenitore veniva picchiato o percosso oppure si versava il grano da maggiore altezza.

La misura del pane

Il pane presentava diversi problemi per il controllo della vendita e per evitare le frodi. Un sistema adottata in diversi luoghi stabiliva un prezzo fisso per ogni pane, facendo variare il suo peso in relazione al prezzo della farina.

Ad esempio, a Milano nel XIV secolo era stabilita una corrispondenza esatta tra unità di volume e unità di peso per le farine, cioè uno staio di farina di grano per il pane bianco era pari a 16.5 libbre mentre uno staio di farina di segale e miglio per il pane di mistura era di 15 libbre. Per i pani di mistura, ognuno del valore di un denaro, la proporzione era semplice: se uno staio di farina di segale e miglio valeva 60 denari, anche 15 libbre di pane di mistura dovevano valere 60 denari e contenere 60 pani da un denaro, perciò ogni pane doveva pesare 7 once; se uno staio di farina valeva 48 denari, 15 libbre di pane dovevano valere 48 denari e ogni pane da un denaro doveva pesare 8.75 once.

Per il pane bianco si utilizzava lo stesso metodo, ma al valore della farina si aggiungeva un compenso per i panettieri, così come a Como.

La misure dellolio

Considerata la variazione della densità dellolio in funzione della temperatura, quasi ovunque si utilizzavano unità di peso per la misura dellolio. Inoltre in caso di unità di volume immerse completamente nellolio si considerava anche la parte che aderiva alle pareti esterne.

                                     

1.2. Ricostruire le antiche unità di misura e di peso Le pratiche di mercatura

Una delle principali fonti di informazioni sulle unità di misura in uso in Italia è data dalla informazioni raccolte dai mercanti che nelle varie epoche dovettero districarsi per le conversione tra unità diverse: dalle piccole guide manoscritte del XIV sec. fino alle opere in più complete e dettagliate del XVIII sec. alle quali si affiancarono alcuni testi di natura matematica.

Le fonti più antiche, dette pratiche di mercatura, risalgono al XIV sec. e furono create per listruzione dei commercianti, ma spesso contengono dati ripresi da opere precedenti. Questa stratificazione rende oggi complicata la datazione delle unità di misura indicate.

Il Libro di divisamenti di paesi e di misuri di mercatanzie e daltre cose bisognevoli di sapere a mercatanti di diverse parti del mondo di Francesco Balducci Pegolotti, redatto attorno al 1340, è ritenuto una delle fonti più antiche. Altre fonti dei secoli XIV e XV sono lo Zibaldone da Canal e il Libro di gabelle, pesi e misure di più e diversi luoghi di Giovanni di Antonio da Uzzano.

El libro de mercatantie et usanze de’ paesi di Giorgio di Lorenzo Chiarini fu il primo di questo tipo di testi mercantili ad essere pubblicato a stampa e fu inserito integralmente anche nelle edizioni del 1494 e del 1523 della Summa de Arithmetica di Luca Pacioli.



                                     

1.3. Ricostruire le antiche unità di misura e di peso Le riforme

Nel corso dei secoli le norme che modificavano le unità di misura e di peso ebbero spesso poco seguito, perché si scontravano sia con linteresse locale a mantenere privilegi e consuetudini locali consolidate sia con le consuetudini mercantili che avevano una notevole influenza.

Linosservanza di nuove norme si verificò allinizio del Seicento sia per la riforma nel Regno di Sicilia nel 1601 sia per la riforma nel Ducato di Milano nel 1604, entrambi stati legati al Regno di Spagna.

Con la riforma di misure e pesi nel Ducato di Savoia del 1612 furono pubblicate dettagliate tavole di ragguaglio per la corrispondenza tra le vecchie le nuove unità di misura.

Nellultimo quarto del Settecento, nuovi interventi legislativi, grazie soprattutto allo studio sistematico delle unità esistenti, portarono alla raccolta di numerosi dati:

  • nel 1781 a Milano si pubblicarono le tavole per lunificazione del braccio milanese
  • tra il 1782 e il 1784 nello Stato pontificio Teodoro Bonati effettuò uno studio delle unità locali
  • tra il 1781 e il 1782 nel Granducato di Toscana vennero unificate le unità di misura per la maggior parte del territorio

Nel 1787 a Napoli fu pubblicata una Memoria per richiedere lunificiazione delle unità di misura nel Regno, ma la riforma non avvenne prima del 1840.

                                     

2.1. Il sistema metrico decimale in Italia Lepoca napoleonica

Per la realizzazione del nuovo sistema metrico decimale, nel 1798 in Francia venne organizzata una Commissione internazione per la riforma dei pesi e delle misure, comprendente anche rappresentanti di territori soggetti alla conquista dellesercito francese: Lorenzo Mascheroni per la Repubblica Cisalpina, Ambrogio Multedo per la Repubblica Ligure, Pietro Franchini per la Repubblica romana, Prospero Balbo poi sostituito da Antonio Vassalli Eandi per il Piemonte e Giovanni Fabbroni per la Toscana.

Alcuni di questi studiosi, tornati in patria, si dedicarono alla misurazione delle unità di misura e di peso in uso nel territorio, pubblicando tavole di conversione tra le vecchie le nuove unità di misura. A queste tavole si aggiunsero poi le tavole pubblicate in modo ufficiale dalle diverse amministrazioni, prima repubbliche e poi regni.

Unica eccezione per il periodo è data nel 1809 dalla Sicilia, non soggetta ai francesi, dove fu stabilito di unificare le unità di misura senza utilizzare un sistema decimale, ma mediando tra le unità locali.

                                     

2.2. Il sistema metrico decimale in Italia Lunità dItalia le tavole del 1877

Nel neonato Regno dItalia con legge del 28 luglio 1861 venne adottato definitivamente il sistema metrico decimale.

Solo nel 1877 fu possibile pubblicare le tavole relative alle unità di misura e di peso utilizzate precedentemente in tutti i territori del regno.

Si riportano le unità di misura e di peso secondo le suddivisioni territoriali dellepoca, cioè in province e in circondari.

Per alcune zone sono disponibili anche informazioni relative agli Stati preunitari.

* A causa del metodo di misurazione utilizzato, le tavole realizzate nel 1808 per la Toscana vennero considerate non affidabili; per le tavole del 1877, a causa della mancanza di campioni autentici, venne stabilito di utilizzare i valori del 1808 approssimati.

                                     

2.3. Il sistema metrico decimale in Italia Altre tabelle

  • Unità di misura della Basilicata
  • Unità di misura storiche della Sicilia
                                     

3. Utilizzi attuali

Queste tavole ufficiali, alle quali si aggiungono usi e consuetudini delle diverse località, possono avere rilevanza giuridica; ad esempio, le Camere di Commercio hanno il dovere di registrare tutti gli usi di una data piazza commerciale, comprese le unità di misura consuetudinarie per alcuni negozi giuridici. Per essere giuridicamente valido, il riferimento a queste misure devessere convenzionale, le parti debbono cioè attribuire il medesimo valore allunità di misura adottata; in caso di dubbio sulla precisa consistenza del valore metrico, possono giovare le relazioni storiche peritali, in genere basate sullesperienza professionale o sulle registrazioni camerali.

La conoscenza delle misure di riferimento locale si rivela inoltre estremamente vantaggiosa quando si debbano estrapolare dati metrici da contratti o comunque atti redatti prima della venuta ad obsolescenza di tali riferimenti; il caso, invero, non è infrequente soprattutto in materia di diritto immobiliare, come si verificò copiosamente quando negli anni trenta si procedette alla liquidazione degli usi civici o quando, nel dopoguerra, si diede attuazione alla riforma del Catasto.

In Italia dal 1982 il Sistema Internazionale è il sistema legale di misura da adoperarsi obbligatoriamente. Dal 31 dicembre 2009 luso di tutte le unità di misura non comprese nel Sistema Internazionale è vietato, ad esclusione di alcuni settori specifici navigazione marittima e aerea, traffico ferroviario.