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ⓘ Gilles Deleuze è stato un filosofo francese. In ragione dei suoi lavori Differenza e ripetizione e Logica del senso, Michel Foucault scrisse la celebre frase: u ..




Gilles Deleuze
                                     

ⓘ Gilles Deleuze

Gilles Deleuze è stato un filosofo francese. In ragione dei suoi lavori Differenza e ripetizione e Logica del senso, Michel Foucault scrisse la celebre frase: "un giorno, forse, il secolo sarà deleuziano". Benché ascritto allambito dei filosofi post-strutturalisti, il pensiero di Deleuze risulta in realtà di difficile classificazione.

                                     

1. Biografia

Gilles Deleuze nacque in una famiglia della classe media di Parigi, città in cui visse gran parte della sua vita. Parte dei suoi studi si svolsero durante la seconda guerra mondiale presso il Lycée Carnot. Durante loccupazione nazista, Georges, fratello di Deleuze, fu arrestato per la partecipazione alla resistenza francese e morì durante il trasferimento in un campo di concentramento. Nel 1944 Deleuze si iscrisse alla Sorbona. Fu allievo di importanti professori come Georges Canguilhem, Jean Hyppolite, Ferdinand Alquié, Maurice de Gandillac, Jean Wahl e Maurice Merleau-Ponty, i quali fecero maturare in lui un particolare interesse per la storia della filosofia e per i movimenti filosofici contemporanei, interesse che egli integrò avvicinandosi a intellettuali extra-accademici come Jean-Paul Sartre. Sempre alla Sorbona conobbe fra gli altri il futuro romanziere Michel Tournier, Michel Butor e altri intellettuali. Durante questo periodo di studi, frequenta il castello di La Fortelle, dove venivano organizzati incontri culturali ai quali partecipavano, fra gli altri, Jacques Lacan e Pierre Klossowski. Nel 1948 conseguì la laurea in filosofia e labilitazione allinsegnamento della filosofia nei licei, e dal 1948 al 1957 svolge la professione di insegnante in alcuni licei parigini.

Nel 1953 pubblica la sua tesi su David Hume, intitolata Empirismo e soggettività e dedicata a Jean Hyppolite. Nel 1956 si sposa con Denise Paul Fanny Grandjouan. Fino al 1960, è assistente di storia della filosofia alla Sorbona, e poi, fino al 1964, ricercatore presso il Centre National de la Recherche Scientifique. In questo periodo pubblica il fondamentale Nietzsche e la filosofia e incontra per la prima volta Michel Foucault.

Nel 1964, viene nominato docente universitario allUniversità di Lione, dove insegnerà fino al 1969. Nel 1968 pubblica le sue due tesi di dottorato: Differenza e ripetizione e Spinoza e il problema dellespressione. Nel 1969, anno in cui conosce Félix Guattari, pubblica Logica del senso e si trasferisce nel nuovo polo universitario di Paris VIII: Vincennes. Qui Deleuze rimase fino al pensionamento.

È morto suicida nel 1995, gettandosi dalla finestra del suo appartamento in rue de Bizerte, dopo aver sofferto di una lunga malattia polmonare che gli aveva impedito, negli ultimi anni, di parlare o scrivere liberamente, a causa della tracheotomia e delle operazioni cui si era dovuto sottoporre.

Ha avuto due figli, Emilie e Julien.

                                     

2. La collaborazione con Guattari

Dopo il maggio parigino del 68 Deleuze comincia una collaborazione con lo psicoanalista e psichiatra Félix Guattari attivo alla clinica davanguardia di La Borde e militante politico dellestrema sinistra. Così dopo aver scritto saggi che riprendevano i suoi corsi universitari, dedicati allo studio dellempirismo, del bergsonismo, dellespressione in Spinoza e soprattutto del pensiero di Friedrich Nietzsche, improvvisamente Deleuze acquista notorietà anche in ambito extra-accademico con due opere di grande respiro e complessità: LAnti-Edipo 1972 e il suo seguito Mille piani 1980, sottotitolate entrambe Capitalismo e schizofrenia. Bersaglio critico principale de LAnti-Edipo è la psicoanalisi, accusata di "familiarismo", ovvero di ripiegare il desiderio, geneticamente rivoluzionario e creatore di nuovi ordini, sul cosiddetto "romanzo familiare": l Edipo. In altri termini laccusa rivolta agli psicoanalisti è di aver depotenziato il concetto dinconscio, finendo così con lasservire la psicoanalisi ai dispositivi di potere dello Stato, della Chiesa e del Mercato. In questi due libri Guattari e Deleuze gettano le basi per una nuova disciplina: la schizoanalisi, ovvero una sorta di analisi del funzionamento delle istituzioni viste alla luce dei rapporti di potere che esse sviluppano con individui e società. Al successo dei libri, seguono precisazioni e interviste. Importante anche lultimo libro scritto insieme dalla coppia Deleuze-Guattari nei primi anni novanta: Che cosè la filosofia? In questo testo i due autori chiariscono ciò che cè in comune e ciò che vi è di differente fra tre delle discipline della conoscenza: filosofia, arte e scienza. Ciò che queste discipline hanno in comune è un certo rapporto nei confronti del caos. Ognuna di queste differenti modalità della conoscenza, secondo Deleuze e Guattari, si configura come una risposta specifica alla caoticità essenziale dellessere, ognuna cerca di effettuare un taglio nel caos, strappando da questo una porzione di ordine e cercando di creare un senso. La creatività sarebbe laspetto comune a tutte e tre le discipline, tanto che tutte e tre potrebbero essere definite come delle arti. La filosofia sarebbe larte di creare concetti, la scienza larte di inventare funtivi cioè un nuovo uso e senso per delle funzioni, larte tout court invece si occupa di creare affetti e percetti, cioè oggetti che siano aggregati di sensazioni e percezioni e che li condensino nel tempo.

                                     

3. Per un pensiero rizomatico

Fra i tanti residui sistemici che rientrano nella critica condotta da Deleuze, presenziano anche quelli di concetto e senso, intesi tradizionalmente. Includendo tali fattori, si potrebbe dire che ciò che viene criticato è de facto listituzione dialettica dominante dopo Hegel, il senso della storia, la linearità del concetto nella sua evoluzione storica. Ebbene, a tale forma di pensiero tutto storico, costretto e addensato nellalveo duro della storicità, Deleuze oppone e propone un pensiero rizomatico. Il nome fa riferimento a radicelle vegetali, come quelle della gramigna, che si originano in un unico punto per poi dispiegarsi apertamente in molteplici direzioni. Fuor di metafora, un pensiero rizomatico avrebbe fondamentalmente il carattere di consentire una circolazione aperta fra i concetti, favorendo percorsi differenziati e connessioni inedite. Il senso tradizionale dellunivocità del significato, così come la deterministica produzione dialettica della forma concettuale verrebbero meno, istituendo la non-relazione del pensiero aperto.

In termini più semplici: si potrebbe dire che Deleuze intende opporre allalbero il rizoma. Il primo rappresenterebbe il paradigma tradizionale della conoscenza filosofica che, a suo parere, si avvale di questo modello verticale e quindi autoritario dellalbero anche inteso come albero genealogico per rappresentare in modo univoco e unidirezionale il senso dei collegamenti tra i vari autori oppure a dei vari concetti filosofici le loro derivazioni. Il secondo invece vorrebbe mettere in gioco un paradigma più orizzontale e pertanto meno autoritario espresso per restare nella metafora botanica proprio dal rizoma. Questultimo modello risulterebbe anche più coerente con lidea di una filosofia nomade e la teoria duna diffusione dei concetti e delle idee "per contagio" che ha caratterizzato molte pagine della sua opera.

A Gilles Deleuze si deve anche linvenzione durante gli anni 70 del concetto di pop-filosofia che consiste principalmente nell’affermare una possibile connessione tra la filosofia e la cultura popolare intesa come l’insieme della produzione culturale di massa del mondo contemporaneo.



                                     

4. Lalba di una contro-cultura

Oltre a scrivere di filosofia, scrisse anche di letteratura, cinema, politica e arte ma è, secondo Deleuze, nella lettura di Nietzsche che hanno radice i temi che hanno segnato il suo pensiero.

"Questa è forse la maggiore profondità di Nietzsche, la misura della sua rottura con la filosofia: aver fatto del pensiero una potenza nomade. E anche se il viaggio è immobile, da fermo, impercettibile, imprevisto, sotterraneo, dobbiamo chiederci quali sono oggi i nostri nomadi, chi sono veramente i nostri nietzschiani." Dallintervento di Deleuze al convegno di Cerisy-La-Salle sul tema "Nietzsche" del 1972

In questo stesso intervento, Deleuze mette in guardia dal considerare i tre maestri della cosiddetta "scuola del sospetto" Marx - Nietzsche - Freud come "alba" della cultura contemporanea: "Può ben darsi che Marx e Freud siano lalba della nostra cultura, ma Nietzsche è unaltra cosa, è lalba di una contro-cultura". perché "se si considera non la lettera di Marx e Freud ma il divenire del marxismo e del freudismo" si vede che essi hanno esorcizzato ogni carica eversiva del pensiero dei loro iniziatori, in quanto hanno fatto funzionare il marxismo e la psicoanalisi come mezzi di ristabilimento di codici mentre Nietzsche è proprio il contrario, la negazione di tutti i codici, la rivendicazione di un nomadismo del pensiero e della vita. Cè qui unesplicita distinzione tra significato originario del messaggio di Marx e Freud e gli sviluppi istituzionalizzati delle loro "scuole".

Le sue opere principali sono: Nietzsche e la filosofia 1962, Differenza e ripetizione 1968, Spinoza e il problema dellespressione 1968, Logica del senso 1969.

Fondamentali in ambito critico-letterario sono lo studio su Marcel Proust, Marcel Proust e i segni 1966 e quello su Franz Kafka insieme con Guattari, Kafka. Per una letteratura minore 1975, così come alcune pagine su Lewis Carroll, Samuel Beckett, Leopold von Sacher-Masoch, Herman Melville, Raymond Roussel, Carmelo Bene e Alfred Jarry. Molto interessanti anche i lavori che il filosofo ha dedicato al cinema in generale e allarte di Francis Bacon.

                                     

5. Critiche dalle scienze "dure"

Nel 1997, i fisici Alan Sokal e Jean Bricmont dedicarono un capitolo del loro libro Impostures intellectuelles allutilizzo maldestro e incauto che Deleuze fece della matematica e della fisica in alcuni dei libri che, da solo o in collaborazione con Félix Guattari, lo resero famoso a partire dai tardi anni Sessanta. Gli autori illustrano cfr. ad esempio le pagg. 154-168 della prima edizione americana limprecisione e la confusione nellutilizzo di termini fisici o matematici e la quasi completa mancanza di chiarezza nel collocare quei concetti, vuoi in senso letterale vuoi anche solo metaforicamente, nei contesti in corso di trattazione.