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ⓘ Viggianello, Italia. Viggianello è un comune italiano di 2.896 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, situato ai piedi del massiccio del Pollino, n ..




Viggianello (Italia)
                                     

ⓘ Viggianello (Italia)

Viggianello è un comune italiano di 2.896 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, situato ai piedi del massiccio del Pollino, nella Valle del Mercure. Nel suo territorio ha origine il fiume Mercure-Lao.

                                     

1. Storia

Le prime testimonianze parlano di un Castrum Byanelli, presidio romano sulla Via Appia. Il toponimo deriva infatti dal possessivo gentilizio romano Vibianus, diminutivo di Vibius. Secondo una leggenda barbarica, invece, si racconta che una regina barbara di passaggio sulle sponde del Mercure, intenta a dissetarsi alle fonti del fiume, fece cadere lanello nuziale in acqua. Ordinò così ai suoi fedeli di setacciare in ogni dove il fondo del fiume e quando uno di questi intravede lanello rispecchiarsi tra le acque, non può che esplodere in un urlo incontenibile di gioia: "Vidi anello", regina! E la regina poté riprendere felice il cammino non prima di aver battezzato quel luogo in "Vidianello".

Nella "Bolla di Alfano", arcivescovo di Salerno, del 1079 si trova per la prima volta il toponimo Vineanellum. Dalla stessa si apprende anche che Viggianello faceva parte della Diocesi di Policastro, oggi Policastro Bussentino frazione di Santa Marina. Il toponimo Vinea-nellum starebbe ad indicare la particolare dedizione del terreno agricolo viggianellese caratterizzato, allepoca, dalla mancanza di vigne.

Un documento greco del 1132 riporta il toponimo Bigianitu. Dal registro della cancelleria angioina anni 1278 - 79 è riportato il toponimo Byanelli. Ma già in tempi di dominazione aragonese, documenti del 1483 e del 1494 riportano il nome Viggianello. Dal XII al XV secolo si può così ricostruire la trasformazione graduale del nome, secondo questa probabile successione: Byanellum, Byanelli, "Vincianelli", "Vingianello", "Viggianello".

Unulteriore ipotesi è che il nome potrebbe derivare da un legno speciale della zona che serviva per produrre armi da guerra, il Vincalegnum.

Le origini del paese sono poco chiare. Fonti parlano di primi insediamenti di monaci basiliani risalenti al X secolo: lEparchia monastica del Mercurion vi promosse un incisivo processo di antropizzazione ed evangelizzazione le cui testimonianze - cappelle ipogee e laure eremitiche - sono tuttora presenti sul territorio comunale. Ma lorigine storica è sicuramente da ricercare nei secoli precedenti. Altre fonti, infatti, assicurano che sia stato fondato da profughi achei in conseguenza della distruzione di Sibari o ai torbidi della seconda guerra punica divenendo, secondo Tito Livio, roccaforte romana sulla via Popilia. Questa è una ricostruzione storica avallata dalla presenza su tutta larea agricola della "Spidarea" e della Serra di ritrovamenti di insediamenti abitativi di piccola-media dimensione. In particolare, nella località "Spidarea" sono venuti alla luce numerosi reperti di superficie. Da dicerie locali risulta essere quello il luogo in cui sorgeva in passato il "paese" distrutto da un "diluvio". Anche la Geografia di Tolomeo riporta un insediamento preromano nel territorio viggianellese di probabile origine greco-achea. La presenza umana sul territorio si consolida con larrivo dei Romani. I nuovi conquistatori realizzarono sul colle dellattuale Viggianello, proprio dove più tardi sarà edificato il castello, un castrum con funzione di contenimento e sbarramento delle popolazioni lucane che si apprestavano a conquistare larea. I Lucani, giunti dal Sannio, approdarono presto anche nella Valle del Mercure mettendo in crisi che in quei luoghi si era accasato.

Ai Romani subentrarono i Longobardi ed i Bizantini. Il colle viggianellese da sede di castrum diventa kastrion, ovvero luogo fortificato abitato da agricoltori. Avanzi del kastrion bizantino si notano nel rione Cella e Ravita. La presenza bizantina è attestata anche da numerose laure eremitiche abitate dai monaci basiliani e da numerosi ruderi di antiche chiese e conventi.

Con i Normanni comincia a consolidarsi linsediamento sulla collina di Viggianello grazie alla creazione della roccaforte con torre quadrata tipica dellarchitettura normanna e della chiesa del castello dedicata a San Nicola di Bari di cui restano oggi solo pochi ruderi. Viggianello rientra nei possedimenti della principessa Amabile, figlia di Roberto il Guiscardo e moglie di Guglielmo di Grandemasilio, per poi passare alla famiglia feudale Chiaromonte che teneva nel feudo pedemontano suoi vassalli e soldati.

Successivamente Carlo dAngiò donò il Castrum Byanelli a Goffredo Sarzin, suo cancelliere e ciambellano. Da Sarzin passò alla figlia Isabella di cui questa fu, però, presto privata. Nuovo feudatario di Viggianello diventò Roberto de Altricia Roberto Autriasche. In età angioina Viggianello divenne luogo di asilo degli abitanti della Valle dellalto Mercure. Gli Svevi consolidarono la roccaforte che assunse le sembianze dei tipici manieri federiciani. Dal XV secolo Viggianello è feudo della nobile famiglia dei Sanseverino, principi di Bisignano per poi passare in mano ai Della Ratta, famiglia feudale originaria di Barcellona. Con gli Aragonesi inizia una fase negativa per il centro lucano, infeudato alla famiglia Bozzuto, la più avida del casato aragonese.

Nel XV secolo la fortezza di Viggianello fu espugnata dal Gran Capitano Consalvo de Cordoba e riannessa ai possedimenti che la monarchia di Spagna vantava in Italia. Il centro storico è costellato da numerosi nuclei abitati di diverse dimensioni, una tipologia di insediamento anomala, che caratterizza ancor oggi questo territorio, peraltro storicamente sempre documentata, come attestano alcune carte del 1797.

Durante il breve governo della Repubblica Napoletana del 1799, quando il comune era menzionato col nome di Aviglionello, rientrò nellordinamento amministrativo del dipartimento del Crati e, a livello più strettamente locale, del cantone di Lauria. La dinastia borbonica del Regno di Napoli, ritornata al potere, cadde nuovamente pochi anni dopo e Viggianello si organizzò in comune nel 1808 secondo i nuovi emendamenti francesi; partecipò, poi, attivamente alle fasi dellunità dItalia. In particolare queste terre furono teatro di scontro fra briganti ed esercito piemontese: loralità conserva ancora gesta ed aneddoti di uccisioni, razzie, battaglie e imboscate.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Le chiese ed i monasteri

Oltre alle numerose chiesette di campagna edificate in epoca bizantina nei diversi villaggi agricoli, si può affermare che la più antica chiesa di Viggianello, era collocata nei pressi del castello, di origine bizantina o normanna. Era dedicata a San Nicola e da qualche decennio è in rovina. Conserva tracce degli antichi affreschi.

La cappella di San Sebastiano, di origine bizantina e ristrutturata nel XV secolo ospita una preziosa statua lignea dedicata al Beato Stefano Seno. Nei pressi si trova il Calvario, opera in pietra locale, del 1611. La cappella della Santissima Trinità conserva una cupola tipica dellarchitettura bizantina-basiliana. Divenne confraternita e sede di ospedale nel XV secolo. Ancora conserva tracce di affreschi.

La Chiesa di san Francesco da Paola è lunica che ancora conserva la sua esposizione est-ovest presente in tutte le chiese bizantine.

La chiesa madre di Santa Caterina dAlessandria anchessa di origine bizantina ma ampliata o, probabilmente, ricostruita ex novo sotto la baronia dei Bronzuto 1634. Conserva numerose opere, una reliquia della santa di Alessandria e una cripta dove si trovano, tra le tante sepolture, tre preti mummificati seduti su una panca e ricoperti di paramenti sacri doro.

Il convento di SantAntonio in località "Pantana" del XVI secolo costruito dai padri di Collereto su autorizzazione del barone di Viggianello Giovanni Giacomo Sanseverino, conte della Saponara. Rifatto nel XVII secolo. Conserva una bellissima scultura in marmo bianco della madonna con bambino, realizzata dal Bernini, sul cui basamento si trovano incise le parole Virgine deipara patrona V.lli ovvero "Vergine madre di Dio patrona di Viggianello".

La chiesa di Santa Maria della Grotta con portale in pietra bianca del Rinascimento. La cappella dellAssunta voluta dai principi Sanseverino nel XV secolo che conservava fino a qualche anno fa loriginale pavimento in cotto del Cinquecento. Nel territorio sono sparsi ruderi di monasteri basiliani, distrutti dallesercito e dalle leggi di Napoleone, ancora non identificati con precisione. In particolare, il Pedio conferma la presenza nel territorio viggianellese del monastero di San Pasquale; mentre si pensa alla presenza di un monastero basiliano fortificato nel luogo dove, poi, i normanni costruirono il castello.

Infine, in località "Zarafa" ancora si conservano i ruderi dellabbazia di Santa Maria del Soccorso che ebbe grande importanza nel corso del XVIII secolo.

                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Castello

Nel punto più alto dellabitato di Viggianello sorge il Castello. Il primo insediamento fortificato risale al periodo romano con la costruzione di un castrum a controllo della valle sottostante e delle numerose arterie viarie che si incrociavano sul colle Serra e già utilizzate dagli achei. In seguito i bizantini ne fecero il centro amministrativo del kastrion che inglobava, entro solide mura, anche il borgo agricolo che si sviluppò tra i rioni "Cella" e "Ravita".

I normanni costruirono la solida torre a base quadrata e ripristinarono le mura di cinta del borgo di cui restano poche e sporadiche tracce. Gli Svevi ampliarono la struttura e labbellirono dei fregi tipici dellarte federiciana. Sede di feudatario in età angioina ed aragonese, il mastio assunse notevoli dimensioni e divenne il centro militare ed amministrativo di un vasto territorio. Fu espugnato nel XV secolo da Consalvo de Cordoba. Nel XVI secolo i principi Sanseverino trasformarono la fortezza in palazzo, cessate ormai le esigenze di difesa.

Si conserva lantica cisterna ma non si hanno tracce del più volte citato passaggio segreto che attraverso le viscere del paese conduceva nel canale "Carella", permettendo ai castellani di mettersi in salvo nel caso in cui il castello venisse espugnato. Entro le mura del castello si rifugiò il generale francese Grasson con la sua guarnigione nel 1806 inseguito dal brigante locale Muscariello a capo di una folta banda di filo-borbonici.



                                     

2.3. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzi gentilizi

  • Palazzo Caporale.

Situato nella zona alta del paese, il palazzo fu abitato dal medico Vincenzo Caporale e da sua moglie, morta prematuramente per un male incurabile. Adibito oggi ad albergo, lo caratterizzano arredi depoca e un museo dedicato al dott. Caporale.

  • Palazzo De Filpo.

Costruito alla fine del Settecento, il palazzo appartiene ad una delle famiglie che, in bene e male, hanno influenzato la vita economica e socio culturale di Viggianello agli inizi del Novecento. La famiglia De Filpo era una famiglia di ricchi proprietari terrieri, quella aristocrazia che spesso al sud ha condizionato la storia di intere generazioni. Lultimo dei De Filpo che ha vissuto nel palazzo è stato Giuseppe De Filpo, figlio di Luigi De Filpo, deputato della Costituente nel Partito Comunista Italiano, e di Filomena De Rinaldis. Il palazzo è stato in parte restaurato e comprende, tra laltro, una biblioteca, una cappella palatina e magazzini.

  • Palazzo Marino-Siniscalchi.

Antichissima ed assai nobile famiglia, originaria di Genova, ove godette la primaria carica della Repubblica, dal momento che il dogado Boemondo Marino ne fu console nel 1146. Un ramo di questa illustre famiglia risiedeva a Viggianello, nel palazzo appena sotto la chiesa madre di S. Caterina. I Marino abitarono a Viggianello fino alla metà degli anni sessanta, poi si trasferirono a Roma, dove ancora abitano. Il palazzo è stato venduto a privati e lo caratterizzano saloni in stile barocco, numerose sculture in pietra del Settecento e il sontuoso portale in pietra con lo stemma nobiliare della famiglia.

                                     

2.4. Monumenti e luoghi dinteresse Altri luoghi dinteresse

  • Cappella di SantOnofrio, in località SantOnofrio;
  • Cappella Maria SS Miracolosa in località "Torno"
  • Sorgenti del Mercure–Lago, in località "Mulino".
  • Area Faunistica dei Cervi.
  • Vicoletti del centro storico, con caratteristiche piazzette.
  • Il Calvario 1611, ricavato da un unico blocco di pietra.
  • Abbazia, in località "Zarafa".
  • Chiesa Beata Maria Vergine del Carmelo, in Piazza San Francesco di Paola in contrada Gallizzi
  • Biblioteca Comunale F. Santoro, in Corso Senatore De Filpo.
  • Tomba del Senatore del Regno dItalia Vincenzo De Filpo XIX secolo, in stile gotico.
  • Portali in pietra lavorata XVIII secolo, nel centro storico.
  • Orto Botanico nei pressi dellAnfiteatro Mercurion.
  • Laure eremitiche in località "Gavarro-Prantalato".
  • Ruderi degli antichi mulini ad.
  • Fornace di epoca medievale, in località Piano la Pirara.
  • Cappella di S. Pasquale in località "Prastio".
                                     

2.5. Monumenti e luoghi dinteresse Fontane

  • Fontana Malita XIX secolo, sullantica strada romana Viggianello-Pedali.
  • Fontana di Marcaldo XIX secolo situata nel rione Marcaldo.
  • Fontana di Gioia XIX secolo situata nel rione San Francesco.
  • Fontana Acquaro XIX secolo situata nella contrada Prastio.
                                     

2.6. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

Pur mancando campagne di scavo da parte della Sovrintendenza numerosi sono i siti interessati da rilevanze archeologiche. Grazie agli studi condotti dallarcheologa Paola Bottini, si può affermare che per il periodo di dominazione greca e romana vanno segnalate le località "Spidarea" e "Valle Laura", aree dense di reperti di superficie. Si possono notare numerosi frantumi di tegoloni usati per le tombe. Inoltre, si rinvengono cocci di anfore, vasi a figure rosse e piatti. Vi furono anche rinvenuti armi, armature e mura.

Altre aree interessate dalla dominazione magnogreca sono "Caloie", "Agropoli", "Serra". Zone interessate da ritrovamenti di età romana sono "Capiale" dove era presente una villa, "Campo le Rose" vi si rinvennero elmi ed armi e "Valle Laura" presenza di numerose ville sul territorio. Aree che conservano memorie bizantine, a ricordo della "Nuova Tebaide Mercuriana", sono le località Malita laura, Capiale gruppo di laure, Mulino laure, i grutti i perna laure, Valle Laura laura, Prantalato laure, rione Cella avanzi delle mura di cinta del kastrion.

La popolazione si concentrava in nuclei abitativi ubicati a valle, ai piedi degli attuali insediamenti di Viggianello e Pedali, in prossimità dei corsi dacqua che scaricano nel Mercure-Lao. Un tempio pagano dedicato al dio Mercurio, protettore dei poeti, si trovava presso le sorgenti del Mercure, in località Mulino-San Giovanni, dove fu rinvenuta una statuetta bronzea di Mercurio e della madre Maia.



                                     

3.1. Società Evoluzione demografica

Come dimostrano i dati statistici, la popolazione viggianellese è in costante calo. Viggianello ha raggiunto il suo massimo storico negli anni sessanta quando la maggior parte della popolazione risiedeva nel centro storico ed era dedita ad attività commerciali, artigianali, agricole, zootecniche. Numerosi erano i liberi professionisti. Negli anni successivi uninesorabile flusso migratorio verso le principali città del centro-nord Italia ha dimezzato la popolazione residente che, attualmente, supera i 3000 abitanti.

Abitanti censiti

                                     

3.2. Società Tradizioni e folclore

  • Festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola. La prima settimana dopo la Pasqua e lultima settimana di agosto. La festa, con i complessi e riti arborei, rappresenta un unicum nel ventaglio delle tradizioni orali del Mezzogiorno. Nei boschi del Massiccio del Pollino e nella montagna di basso di Viggianello vengono abbattuti gli alberi pitu e rocca destinati al trasporto con i buoi in paese. Prima del trasporto, gli animali paricchi ed i bovari gualani vengono benedetti sul sagrato della chiesa, in ossequio alla sacralità dei gesti che si consumano durante lintero rito. Al giovedì avviene labbattimento degli alberi, al venerdì quello della rocca labete, che è poi lelemento "femminile" posto in cima alla cuccagna, al sabato avviene il faticoso trascinamento degli alberi da parte dei buoi in paese. Queste giornate sono scandite da pernottamenti in montagna, balli, canti e musiche tradizionali al suono di organetto, fisarmonica e zampogna. La domenica è dedicata allinnalzamento della cuccagna in piazza e alla processione religiosa che fa da cornice al rituale pagano. Miracoli e fatti straordinari sono legati alle spesso pericolose operazioni di taglio e innalzamento della cuccagna, sempre a mano e con laiuto dei buoi animali cari al santo, come la tradizione vuole. Riti simili si svolgono in Portogallo. Questo dimostrerebbe che non è improbabile che furono i conquistatori spagnoli, nel corso del XVI secolo, ad importare questa tradizione nel centro cittadino.
  • Madonna del Carmine. La terza domenica di agosto. È legata ai raccolti, in particolare a quelli del grano, e alla fertilità dei campi. In omaggio alla Madonna, i fedeli offrono i cirii, dei covoni in legno ricoperti di grano, alcuni decorati con nastri colorati che ricordano il corredo dei tarantolati di Galatina, alcuni di grosse dimensioni a cui si appendono animali di allevamento. Rimane ancora intatto, durante il percorso dei cirii, lo strano rituale del ballo con la falce una danza a carattere pantomimico, che risale a pratiche pre-cristiane legate al culto di Giunone, e lasta dei doni con il vecchio imbonitore in piazza questua.
  • Processione del venerdì Santo. La via crucis viene riproposta ogni anno in tutta la sua drammaticità e purezza. A rendere più intenso questo particolare momento liturgico contribuiscono alcune pratiche devozionali legate ai canti in polifonia al Calvario "pianti" o "lamenti", a crisi di cordoglio non controllate durante il racconto della Passione o nei "lamenti", alla gestualità rituale, soprattutto da parte delle donne, nel piangere il Cristo. I testi in dialetto sulla Passione, con riferimenti al dramma sacro e al dolore umano, allautoidentificazione della donna che piange in Maria Addolorata, alla teatralizzazione degli eventi sia nel canto che nella mimica gestuale. Suggestiva la messa in scena della Via Crucis Vivente, interpretata dai giovani del luogo.
  • Pellegrinaggio alla Madonna dellAlto. Santuario della Madonna dellAlto-Centro Storico, lultima domenica di maggio e la prima domenica di settembre. Un semplice gesto di devozione popolare fatto di preghiere e canti che si carica di fatica e arditezza per il lungo e ripido percorso che congiunge il centro storico al Santuario circa 15 km. A maggio, la Madonna sale al monte dove resta per tre mesi, fino a settembre, per poi essere riportata nella Chiesa di San Francesco da paola in paese. La chiesa della Madonna dellAlto 1775 sorge a circa 900 m s.l.m., con la porta rivolta le cime e il silenzio dei monti del Pollino.
                                     

3.3. Società Asociacion de Viggianello en Buenos Aires

A Buenos Aires, presso il Barrio de Abasto, è stata creata unassociazione che riunisce i tanti emigrati Viggianellesi residenti nella capitale Argentina. Lassociazione rappresenta un importante centro di incontro per tutta la comunità Viggianellese di Buenos Aires, favorendo socializzazione ed associazionismo attivo tra gli immigrati e la salvaguardia del patrimonio culturale del paese di origine.

                                     

4.1. Cultura Cucina

I piatti tipici di Viggianello sono legati alla sua storia e tradizione. Grano, peperoni, patate, fave, pomodori, ceci, mais e ortaggi vari sono i prodotti della terra. Lallevamento di bovini, ovini, suini e caprini, produce carni e formaggi come il pecorino, il caprino, e la ricotta. Il sottobosco offre naturali delizie come fragoline, che secondo la tradizione vengono lavorate per confezionare marmellate e liquori artigianali. I funghi possono essere consumati freschi, oppure essiccati e conservarti, al naturale o sottolio.

Le tradizioni gastronomiche viggianellesi sono collegate ai cicli stagionali della vegetazione. Tra i primi più preparati troviamo:

  • la Minestra mpsstata minestra" impastata” con patate e verdure di stagione, Rappasciona misto di cereali e legumi,
  • i Rafajùoli ravioli, Tagghjulìni ku làtt tagliolini con il latte, Tappicèdd ku i fasuli pasta- quadrucci- con fagioli, Pàsta ku a muddica di pàn pasta con la mollica di pane.
  • i "Lagan e Fasuli" lasagne con fagioli
  • i "Laganedd" Lasagne
  • i Rasckatìeddri fusilli, i Kavatìeddi gnocchetti, frascàtula polenta,

I secondi tipici della tavola viggianellese sono:

  • "Pittinedde du puorcu costolette di maiale
  • la Brasciòla involtini di carne di maiale, A scòrza du pùorcu cotica di maiale,
  • "Lainu chi patan" agnello con le patate
  • "Trippa chi Fasuli" trippa e fagioli
  • la Frittata ku zzafaràni e sauzìzzu frittata con peperoni e uova salsiccia, Ciambotta peperonata, Rummulèddi polpette.

I dolci a Viggianello sono semplici e poco elaborati, preparati per la maggior parte con farina e uova. I dolci più tradizionali sono:

  • le crispedde crespelle, currìeddu dolce pasquale, rosecatàrr chiacchiere.
  • i Cannariculi, Sanguinàcciu o Timbàgnu sanguinaccio, ciciràta struffoli,


                                     

4.2. Cultura Eventi

Antica tradizione del borgo è la sagra dei falò. Il 19 marzo ed il 2 aprile vengono bruciate nelle piazze del centro storico e delle frazioni le "fascine", in segno di buon auspicio e di augurio di una primavera propizia e feconda I falò nel centro storico vengono chiamati "i Fagùni", mentre nella zona di Pedali "i Focalazzi".

Il 25 novembre si svolge la fiera di Santa Caterina di Alessandria, patrona del paese. Questa fiera è di antichissime origini e molto probabilmente già in uso al tempo del monachesimo basiliano XIX secolo.

                                     

5.1. Geografia antropica Rioni

I rioni in cui si suddivide la popolazione sono:

  • Ravita, edificato dai saraceni alla fine del X secolo. Si sviluppa nella parte inferiore del colle viggianellese, in prossimità della Canalea dove si incontrano i torrenti Lavona e Tofile. Presenta una struttura tipica degli insediamenti arabi con un reticolo intricato di viuzze e slarghi.
  • Nanza Madonna, antico nucleo abitativo che si sviluppa in prossimità della cappella dellAssunta.
  • Parapillatto-Rione Nuovo, moderno rione residenziale sviluppatosi in prossimità di antichi mulini ad acqua. È attraversato dal Viale Unità dItalia.
  • San Sebastiano, in origine le abitazioni si trovavano nelle vicinanze della chiesa di San Sebastiano, lungo unantica mulattiera.
  • Suppuorto, è situato vicino al rione Ravita.
  • Timpone, collocato al margine della Ravita ed è attraversato dalla vecchia provinciale che porta a Pedali.
  • San Giovanni-Capiale, piccolo sobborgo situato lungo lantica strada che porta alle sorgenti del Mercure.
  • Carella, comprende tutta larea della villa comunale e dellanfiteatro. Conserva il ponte daccesso al centro storico realizzato in epoca fascista.
  • Marcaldo, moderno rione il cui toponimo è di origine longobarda.
  • Immacolata Concezione, piccolo rione tra la piazza Umberto I e la Ravita. Buona parte del rione è occupata dal vasto complesso immobiliare di Palazzo Marino.
  • Curuvaru, il Corvaro si sviluppa a partire dal Cinquecento tra la cappella di Santa Maria della Grotta e il corso De Filpo.
  • Santa Barbara, incastonato tra il municipio e via Marconi. Prende il nome dalla cappella dedicata alla martire dellAsia Minore.
  • Cedda, le fondamenta risalgono al dominio bizantino. Si sviluppa in prossimità della Chiesa Madre.
  • Anzoleconte, sobborgo sorto recentemente lungo la strada per Pedali. In esso si trovano le scuole, la sede del 118, gli ambulatori medici e numerose attività commerciali.
  • Staccato, si sviluppa lungo via Roma e vi si trova il vecchio edificio scolastico.
  • Cuozzo il colle, rione incastonato tra via Roma e via Marcaldo. Ha inizio da piazzetta dellAssunta e termina sotto le mura del castello. È attraversato da via Marconi.
  • Chiano Pagghiaro, così denominato perché anticamente vi erano molti magazzini per la raccolta della paglia, appunto pagliai. Oggi è denominato rione San Francesco, dalla chiesa del Santo di Paola. Popolato a partire dal cinquecento.
  • Corso De Filpo, rappresenta il centro del paese. Si sviluppa lungo il corso aperto nel 1900 e su di esso si affaccia limponente palazzo De Filpo e il Municipio.
  • Spina Santa, tra via Roma e il Corso De Filpo.
  • Ponte Castello, noto anche come Voticastieddu. È collocato ai piedi del castello lungo la strada che porta alla piazza Assunta. Qui si insediarono i notabili normanni e angioini.
  • Calvario, piccola area residenziale collocata in prossimità del cimitero.
                                     

6. Economia

Lagricoltura è limitata ad alcune località e produce olive, uva, cereali e frutta. Importante è lallevamento, soprattutto caprino e bovino, che produce prodotti genuini e di elevata qualità. Prodotti di punta sono formaggi come il pecorino, il caprino e la ricotta e salumi.

Lindustria come in tutta la zona è poco sviluppata anche se è presente un importante stabilimento per limbottigliamento delle acque minerali della società veneta San Benedetto, commercializzata col nome di "San Benedetto Fonte del Pollino".

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, legate alla cultura contadina e pastorale. Queste attività si distinguono per la lavorazione del legno finalizzata sia alla produzione di mobili sia di oggetti casalinghi, oltreché per lintaglio a fini artistici.

                                     

6.1. Economia Turismo

Viggianello fa parte dellassociazione I borghi più belli dItalia. Le maggiori presenze turistiche, ancora piuttosto modeste, di registrano nel periodo invernale, nel periodo estivo e soprattutto durante la stagione autunnale. Oltre a visitare luoghi e monumenti storici, a Viggianello è anche possibile visitare luoghi naturali, tra cui la Riserva del Cervo.

                                     

7. Sport

Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D. Viggianello 2009, che ha disputato vari campionati dilettantistici regionali.

La squadra di calcio a 5 è la Castrum Byanelli, militante in serie C1 2017-2018.