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ⓘ Eruzioni dellEtna. Dal collasso del Mongibello Antico in poi lEtna ha raggiunto una fase di relativa quiescenza che alterna con eruzioni di tipo basaltico. Il v ..




Eruzioni dellEtna
                                     

ⓘ Eruzioni dellEtna

Dal collasso del Mongibello Antico in poi lEtna ha raggiunto una fase di relativa quiescenza che alterna con eruzioni di tipo basaltico. Il vulcano attuale presenta molteplici piccole bocche laterali, dette crateri avventizi, prodotte dalle varie eruzioni nel tempo. Esistono anche dei centri eruttivi eccentrici caratterizzati dalla non condivisione del condotto vulcanico con il vulcano principale, ma del solo bacino magmatico, quali i monti Rossi e il monte Mojo.

Non si è in grado di produrre una cronologia completa delle eruzioni etnee, nel periodo storico, a causa dellincertezza o dellimprecisione delle fonti. La moderna ricerca geologica e stratigrafica sta progressivamente facendo ordine sulle indicazioni basate su memorie storiche; meglio testimoniate sono quelle dal XVI secolo in poi.

                                     

1. Preistoria e protostoria

Gli eventi eruttivi che hanno interessato larea ionica più antichi sono certamente quelli pre-etnei, caratterizzati da lave colonnari, pillows e neck. Tali fenomeni eruttivi vengono datati a partire da 600.000 anni a.C.

Dall80.000 al 60.000 a.C. circa lo scheletro costruito nei millenni precedenti permette la nascita del Trifoglietto.

Solo a partire dalle eruzioni del V millennio a.C., a seguito del crollo del Trifoglietto, si possono invece stabilire le eruzioni relative al Mongibello. Secondo la tavola cronologica di Romé de lIsle la prima eruzione nota sarebbe del 1500 a.C., mentre secondo Diodoro Siculo fu il fuoco dellEtna la causa della trasmigrazione dei Sicani dalla costa orientale a quella occidentale dellisola, verso il 1470 a.C.

Unaltra grande eruzione avrebbe avuto luogo poco dopo la venuta dei Siculi, verso lanno 1280 a.C.; secondo Tucidide sarebbero avvenute altre tre eruzioni nel 737, 477 e 427. Non tutte tali colate, tuttavia, sono bene identificabili.

Le diverse colate del Mongibello che hanno interessato la città di Catania possiamo riconoscerle con relativa precisione, tuttavia sono poco databili:

  • lave del Larmisi, risalente alla formazione di Monpeloso, di molto posteriore alla precedente, forse la prima eruzione a raggiungere il territorio catanese ancora non abitato. Prende il nome dallomonima scogliera dove terminò il suo percorso incontrando il mare;
  • lave del Ponte, forse prossima alletà della colonizzazione e della fondazione di Katane, si estende al di sotto del porto di Ognina.
  • lave dellOgnina, della stessa epoca delle lave del Larmisi e della stessa conformazione, per questo spesso confuse con esse. Tuttavia si riconoscono dalle altre a causa della loro facile alterabilità da parte degli agenti esterni salsedine. È probabile lesistenza di una grande insenatura tra queste lave, il Porto Ulisse ovvero quello di Ognina, ricordato dalle fonti;
  • lave di Santa Sofia, di incerta datazione, sviluppatesi nel rione omonimo a nord-est del quartiere Cibali di Catania e sepolte sotto le eruzioni del 693 a.C.;
                                     

2. Eruzioni in periodo storico

Il periodo cosiddetto storico copre circa 3 millenni, tuttavia le informazioni relative presentano, per varie ragioni, molti periodi lacunosi; altre sono inaffidabili e soprattutto non permettono alcuna valida individuazione dei centri eruttivi o del volume dei prodotti emessi. La carta geologica ottenuta con le ricerche più recenti ha permesso di individuare 35 colate di lava tra il 122 a.C. e il 1600 d.C. e per solo 7 di esse la datazione coincide con quella in precedenza ritenuta aderente alle antiche fonti.

A partire dalla seconda metà degli anni settanta del XX secolo la frequenza delle eruzioni, sia dai crateri sommitali che dalle fenditure laterali è aumentata notevolmente; anche il tasso medio annuo di lave emesse ha subito un netto incremento.

                                     

2.1. Eruzioni in periodo storico Eruzioni tra il VII secolo a.C. e il V secolo

  • Eruzione dellEtna del 737 a.C. - menzionata da Tucidide assieme ad altre eruzioni che sarebbero avvenute negli anni 477 e 427 a.C.;
  • Eruzione dellEtna del 44 a.C. - Forte evento esplosivo dal cratere sommitale; secondo le fonti storiche i prodotti piroclastici emessi si depositarono fino a Reggio Calabria. Secondo Virgilio anche colate laviche;
  • Eruzione dellEtna del 36 a.C. - secondo Appiano di Alessandria;
  • Eruzione dellEtna del 425 a.C. - Riferita da fonti antiche, come Tucidide ed Eschilo. A questa, o a una delle precedenti eruzioni citate nelle fonti storiche, è collegata la "Leggenda dei Fratelli Pii" Anfinomo e Anapia;
  • Eruzioni dellEtna del 140, 135, 126 a.C. - riferite da Julius Obsequens; dalle ultime due potrebbe essere scaturita la formazione dei coni di Mompileri e di Salto del Cane;
  • Eruzione dellEtna del 32 a.C. - secondo Dione Cassio;
  • Eruzione dellEtna del 49 a.C. - Evento esplosivo e colata sul fianco occidentale;
  • Eruzione dellEtna del 479 a.C. - Riferita da fonti antiche. Probabilmente corrisponde a un campo lavico individuato avente origine dal Monte Arso;
  • Eruzione dellEtna del 396 a.C. - Le lave arrivarono sino al mar Ionio, impedendo al generale cartaginese Imilcone di giungere a Catania da Naxos. Il campo lavico è quello corrispondente allabitato di Santa Tecla e proruppe dal Monte Gorna come riferisce Diodoro Siculo;
  • Eruzione dellEtna del 560 a.C. circa - Riferita da Tucidide;
  • Eruzione dellEtna del 122 a.C. - Secondo alcuni autori durò dal 122 al 121 a.C., secondo altri dal 123 al 122 a.C.; leruzione fu di tipo pliniano. Durante leruzione una grande quantità di prodotti piroclastici, cenere e lapilli, coprì il versante sud-orientale del vulcano causando notevoli danni allantica città di Catania. La città venne esonerata per dieci anni dal pagamento delle tasse;
  • Eruzione dellEtna del 693 a.C. o 695 a.C. I residui della colata si sono trovati in pieno centro storico di Catania, al di sotto degli strati ellenistici e in alcuni casi coprenti ruderi arcaici. Leruzione coprì in parte il fiume Amenano, forse dando luogo alla nascita del Lago di Nicito. In questa eruzione, durata fino allanno dopo, si formò secondo alcune fonti il cratere Mompileri, un cratere eccentrico sviluppatosi in cono piroclastico a sud-ovest di Nicolosi;
  • Eruzione dellEtna del 252 - Leruzione ebbe origine dal Monpeloso e interessò il territorio di Nicolosi e Mascalucia fermandosi alla quota di 450 m s.l.m. Secondo gli Acta Sanctorum, uno dei miracoli di SantAgata, postumo, fu quello di fermare leruzione con il velo sindonico lanno dopo la morte della Santa; secondo tale tradizione la lava venne fermata alle porte della città, secondo alcuni autori presso lAnfiteatro raggiunto, ma non distrutto. Tuttavia negli Acta Sanctorum è chiaramente espresso che "il fiume di fuoco" correva in direzione di Catania, senza specificare dove concludesse la sua corsa: linvenzione dellAnfiteatro appare solo dalla fine del XIX secolo, mal interpretando i passi dal latino degli scritti bollandeschi.

Tra il periodo di fine impero romano e lanno mille la ricerca ha permesso di riconoscer diverse colate, non riferite da fonti storiche la cui datazione con un margine di errore di ± 50 è indicata negli anni 350 e 450 sul versante sud-orientale a bassa quota San Giovanni la Punta e SantAlfio; sul versante occidentale, negli anni 250, 350, 450 Bronte. Eruzioni di rilievo, almeno 4, sul versante meridionale e orientale tra il 500 e il 700. Tra il 1000 e il 1330 eruzioni laterali a quote basse su tutti i versanti con formazione del Monte Sona e del Monte Ilice con colata fino alla costa ionica Stazzo, frazione di Acireale.



                                     

2.2. Eruzioni in periodo storico Eruzioni tra il XII secolo e il XV secolo

  • Eruzione dellEtna del 1329 - Secondo Niccolò Speciale ebbe inizio il 28 giugno con un fortissimo terremoto; una parte della colata invase il territorio di Mascali mentre laltra si spinse a nord di Acireale; una terza colata minacciò Catania;
  • Eruzione dellEtna del 1444 - Secondo le fonti avvenne il crollo della vetta del vulcano e la colata minacciò Catania, passando per gli attuali comuni di San Giovanni la Punta e SantAgata li Battiati; le lave tuttavia non sono identificabili probabilmente perché sepolte da altre successive.
  • Eruzione dellEtna del 1381 - Secondo fonti antiche raggiunse Catania coprendo anche questa il Porto Ulisse e seppellendo il fiume Longane. In realtà questa colata non è stata ancora identificata, probabilmente perché sepolta da altre colate successive mentre il percorso tradizionalmente indicato collima con quello datato al 1169;
  • Eruzione dellEtna del 1169 - Leruzione scoppiò violentissima nei primi giorni di febbraio. Nel cataclisma la parte orientale della cima dellEtna, secondo il cronista medievale Ugo Falcando, sprofondò le lave arrivarono fino in mare, tradizionalmente passando a ponente del Castello di Aci lattuale Aci Castello, in realtà secondo le indagini geologiche le datazioni al radiocarbonio giunse a mare più a sud, coprendo lantico Porto Ulisse quello del quartiere costiero catanese di Ognina e seppellendo il fiume Longane che diede appunto il nome al quartiere proprio fino a dove sfociava. Originatasi dai Monti Arsi di Santa Maria, fra Tremestieri Etneo, Gravina di Catania e Mascalucia a 450-350 metri di quota, estendendosi per oltre 8 km verso est;
  • Eruzione dellEtna del 1408 - Investì Pedara, Trecastagni e Viagrande;
  • Eruzione dellEtna del 1285 - Secondo il cronista Niccolò Speciale fu preceduta da un violento terremoto; le lave uscite fuori dal lato orientale divise in molti rami circondarono leremo bizantino di Santo Stefano e devastarono una grande estesa di campagne; il vulcanologo del Settecento padre Giuseppe Recupero opina tra "Dagala del Re" e "Bongiardo" entrambe frazioni di Santa Venerina; mentre il geologo ottocentesco Wolfgang Sartorius von Waltershausen la mappò nella sua carta;
                                     

2.3. Eruzioni in periodo storico Eruzioni tra il XVI secolo e il XVII secolo

  • Eruzione dellEtna del 1603 attività persistente dal cratere sommitale proseguita negli anni successivi con tracimazioni laviche;
  • Eruzione dellEtna del 1646 - notevole eruzione laterale sul lato NE che formò il cono eruttivo di Monte Nero;
  • Eruzione dellEtna del 1556 - La lava proruppe da una fenditura apertasi, a nord, nella zona di Selletta di Collabaxia e si fermò poco a nord di Passopisciaro;
  • Eruzione dellEtna del 1651 - grande eruzione laterale sul fianco occidentale; formazione del vasto campo lavico detto "Sciara di SantAntonio". Danneggiò coltivazioni e parte dellabitato di Bronte. Iniziata a febbraio, leruzione ebbe una durata di circa tre anni con successive colate che si sovrapposero per oltre 12 chilometri e per la larghezza media dì 3 km;
  • Eruzione dellEtna del 1556 - sullanno esatto non cè però concordanza delle cronache detta di SantEgidio, interessa il versante nord-est. Sulla lava fredda sorse labitato di Linguaglossa;
  • Eruzione dellEtna del 1634-1636 - la colata lavica emessa dal versante meridionale della Valle del Bove distrusse aree boschive e coltivazioni a vigneto tra Zafferana e Fleri.
  • Eruzione dellEtna del 1610 - Tra il 6 febbraio 1610 e la fine del mese di agosto dello stesso anno due distinte colate di lava minacciarono da presso Adernò oggi Adrano;
  • Eruzione dellEtna del 1614-1624 - Leruzione più lunga del periodo storico avvenne sul versante settentrionale del vulcano formando il vasto campo lavico denominato "Sciara del Follone". Il fenomeno durò ben dieci anni ed emise oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie; le colate ebbero origine a quota 2550 m e presentarono la caratteristica particolare di ingrottarsi ed emergere poi molto più a valle fino alla quota di 975 m s.l.m., al di sopra comunque dei centri abitati. Lo svuotamento dei condotti di ingrottamento originò tutta una serie di grotte laviche, oggi visitabili, come la Grotta del Gelo e la Grotta dei Lamponi ;
  • Eruzione dellEtna del 1536-1537 - Sia le cronache del tempo che Tommaso Fazello, testimone diretto, la descrivono come tra le più violente. Le lave proruppero dal cono principale il 22 marzo; il 25 avvenne un enorme squarcio nellalta regione boschiva a libeccio del cono e da molte bocche venne un torrente di fuoco che si divise in tre rami: uno verso Nicolosi distrusse il tempio di San Leone, un secondo avanzò verso Valcorrente, un terzo verso Paternò;
  • Eruzione dellEtna del 1579-1580 - Le scarne fonti indicano forte attività esplosiva e colata verso Acireale, danno alle aree coltivate; non individuata nelle ricerche stratigrafiche e radiometriche;
  • Eruzione dellEtna del 1643 - breve colata sul lato settentrionale non più individuabile;
  • Eruzione dellEtna del 1607 - Il 28 giugno si aprì una fenditura a NO nei pressi di Monte Spagnolo con una colata di circa 3 miglia. Si forma la Grotta degli archi nel territorio di Nicolosi ;
  • Eruzioni dellEtna del 1682, 1689, 1702 - eruzioni laterali nella Valle del Bove;
  • Eruzione dellEtna del 1669 - Originatasi presso i Monti Rossi, a nord di Nicolosi. Durante questa eruzione la lava raggiunse Catania, intercettò ad occidente il fiume Amenano con il Lago di Nicito, che fu colmato e, tornando a seguire questo fiume oggi in gran parte sepolto, costeggiò il lato meridionale delle Mura di Carlo V, arrivando oltre il Castello Ursino realizzato dagli Svevi a ridosso del mare ed il cui fossato fu riempito dalla colata, e creando oltre un chilometro di nuova terraferma, sulla quale vi si costruiranno quartieri come San Cristoforo e Angeli Custodi. Leruzione fu annunciata da un fortissimo boato e da un terremoto che l’11 marzo distrusse Belpasso ai tempi chiamata "Malpasso" e Nicolosi; inoltre danneggiò Trecastagni, Pedara, Mascalucia e Gravina. Poi si aprì unenorme fenditura a partire dalla zona sommitale e, sopra Nicolosi, partì lemissione di unenorme quantità di lava estremamente fluida e quindi molto veloce. Il gigantesco fronte lavico avanzò inesorabilmente seppellendo Malpasso, Mompilieri, Camporotondo, San Pietro, San Giovanni Galermo oggi frazione di Catania e Misterbianco oltre ad altri casali minori dirigendosi verso il mare. A seguito delleruzione si formarono i due coni piroclastici che oggi sono denominati "Monti Rossi", a NO del centro urbano di Nicolosi. Leruzione durò 122 giorni ed emise un volume di lava di circa 600 milioni di metri cubi producendo un campo lavico di 40 km² con una lunghezza massima di 17 km;
                                     

2.4. Eruzioni in periodo storico Eruzioni nel XVIII secolo

  • Eruzione dellEtna del 1766 - notevole eruzione verso sud;
  • Eruzione dellEtna del 1787 - attività esplosiva e fontana di lava con colonna eruttiva alta circa 3 km dal cratere centrale;
  • Eruzione dellEtna del 1764-1765 - riportata da una fonte: lunga eruzione sul fianco di settentrione
  • Eruzione dellEtna del 1780 - notevole eruzione verso sud;
  • Eruzione dellEtna del 1792-1793 - originatasi a sud est con notevole campo lavico il cui fronte giunse a minacciare Zafferana Etnea. Le bocche vulcaniche si aprirono sia dentro che fuori la Valle del Bove. La lava fuoriuscì anche dai crateri sommitali dirigendosi verso Adrano, rimanendo però in alta quota.
  • Eruzione dellEtna del 1755 - frattura eruttiva con lahar nella Valle del Bove;
  • Eruzione dellEtna del 1723 - attività sommitale con trabocchi di lava;
  • Eruzione dellEtna del 1763 - due eruzioni, rispettivamente, dal Monte Nuovo in febbraio e dalla Montagnola a giugno;


                                     

2.5. Eruzioni in periodo storico Eruzioni del XIX secolo

  • Eruzione dellEtna del 1865 - nascita dei monti Sartorius, la lava minaccia Vena;
  • Eruzione dellEtna del 1874 - eruzione dal versante settentrionale;
  • Eruzione dellEtna del 1883 - fenditura con eruzione lavica di tre giorni da fianco sud e a bassa quota; formazione di Monte Leone;
  • Eruzione dellEtna del 1809 - colata sul versante nord. In 14 giorni la lava percorse 7 chilometri;
  • Eruzione dellEtna del 1896;
  • Eruzione dellEtna del 1879 - eruzione da due versanti, a SO e a NE; minacciato da questultima il fiume Alcantara;
  • Eruzione dellEtna del 1811 - leruzione durò fino al 1812; originò il Monte Simone nel settore N-NO della Valle del Bove.
  • Eruzione dellEtna del 1886 - dalla fenditura del 1883 a quota 1400 m viene emesso un vasto campo lavico che minaccia seriamente Nicolosi, evacuata prudenzialmente;
  • Eruzione dellEtna del 1852 - La colata lavica, che formò lapparato eruttivo dei Monti Centenari, nella Valle del Bove, minacciò labitato di Zafferana Etnea;
  • Eruzione dellEtna del 1819 - La mattina del 28 maggio si aprirono 4 bocche eruttive in corrispondenza della Sciara del Filosofo da cui proruppe un gran quantitativo di cenere a forma di pino e lava. Si aprirono successivamente altre bocche dalle quali continuò lemissione di lava raggiungendo la Val Calanna. Leruzione ebbe termine il 1º agosto.
  • Eruzione dellEtna del 1800 - viene citata da Carlo Gemmellaro, il quale dà solamente la notizia di una grande esplosione nel cratere centrale;
  • Eruzione dellEtna del 1802 - colate nella Valle del Bove
  • Eruzione dellEtna del 1892 - originata da una fenditura a circa 1900 m di quota ebbe una durata di circa 6 mesi; formazione dei Monti Silvestri;
  • Eruzione dellEtna del 1832 - forte eruzione laterale sul fianco occidentale; minacciò Bronte.
  • Eruzione dellEtna del 1843 - violenta eruzione sul fianco occidentale che minacciò da vicino Bronte. Il 25 novembre, a causa di unesplosione freatica, vennero colpite una settantina di persone delle quali persero la vita almeno 36.
  • Eruzione dellEtna del 1899 - Interessò il cratere centrale. Losservatorio astronomico subì gravi danni.
                                     

2.6. Eruzioni in periodo storico Eruzioni del XX secolo

  • Eruzione dellEtna del 1975-1976;
  • Eruzione dellEtna del 1928 - Il 2 novembre si apre una frattura sotto il cratere centrale; il 3 novembre si attiva una seconda frattura da cui viene emessa una colata che si riversa in una zona disabitata; il 5 novembre una terza frattura si apre sopra Ripa della Naca. Da qui viene emessa una colata lavica che il 6 novembre taglia la ferrovia Circumetnea e il 7 novembre raggiunge e distrugge Mascali in pochi giorni. La colata fuoriuscì da diverse bocche laterali sul versante orientale del vulcano e minacciò anche SantAlfio e Nunziata. Leruzione termina il 20 novembre dopo che il fronte lavico più avanzato ha raggiunto quota 25 metri sul livello del mare. In quei giorni di panico dovuto allavanzare della lava verso le abitazioni due persone perdono la vita;
  • Eruzione dellEtna del 1961-1964 - Eruzione dal cratere centrale e dal cratere di nord-est;
  • Eruzione dellEtna del 1923 - Tra il 17 e il 29 giugno la lava coprì circa 3 km² di terreno coltivato a vigneto e noccioli, distrusse la stazione ferroviaria di Castiglione di Sicilia della ferrovia Circumetnea, le case di Cerro e parte del villaggio Catena frazione di Linguaglossa;
  • Eruzione dellEtna del 1974 - Originatasi lungo il versante Ovest, ha formato i Monti De Fiore;
  • Eruzione dellEtna del 1942 - Colata lavica in direzione SO;
  • Eruzione dellEtna del 1979 - Dal cratere di sud-est. Caratterizzata da fenomeni esplosivo-effusivi al cratere subterminale di sud-est e con lave che dalla Valle del Bove arrivano a minacciare Fornazzo. Nove morti e trenta feriti per unimprovvisa esplosione di massi presso la voragine ovest del cratere centrale;
  • Eruzione dellEtna del 1910 - In cui si formano i Monti Riccò, la lava minaccia Belpasso;
  • Eruzione dellEtna del 1911 - Localizzata sui crateri sommitali, caratterizzata da una forte attività stromboliana. Nasce il cratere di nord-est. La lava sfiora il villaggio di Solicchiata, nel comune di Castiglione di Sicilia, in località Imboscamento;
  • Eruzione dellEtna del 1949 - Versamenti sui crateri sommitali in varie direzioni ;
  • Eruzione dellEtna del 1947 - Colate sul versante settentrionale nei comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo;
  • Eruzione dellEtna del 1971 - Dal 5 aprile al 7 maggio diverse bocche intorno a quota 3050 da una voragine dalla quale lemissione di prodotti piroclastici formò il cono sub-terminale di Sud-est. Vennero distrutti losservatorio vulcanologico e la Funivia dellEtna. Dal 7 maggio al 12 giugno, 7 fessure da quota 2800 m a quota 1800 m nella valle del Leone. La colata che partì dalla quota più bassa, appena sopra il rifugio Citelli, spinse un imponente fronte lavico fino ai margini dellabitato di Fornazzo Milo. Nasce il cratere di Sud-Est;
  • Eruzione dellEtna del 1960-1961 - Eruzione dal cratere centrale e dal cratere di nord-est;
  • Eruzione dellEtna del 1966-1967 - Eruzione dal cratere centrale e dal cratere di nord-est;
  • Eruzione dellEtna del 1957-1958 - Originatasi dal cratere di nord est;
  • Eruzione dellEtna del 1955 - Con origine dal cratere di nord-est;
  • Eruzione dellEtna del 1950-1951 - Eruzione a nord di Milo: durò 372 giorni da quota 2800 e 2250 m s.l.m. est. Minaccia ai centri di Milo e Zafferana Etnea. Produsse 171 milioni mm³ di materiale effusivo;
  • Eruzione dellEtna del 1983 - Dura 131 giorni e distrugge gli impianti sportivi, la funivia dellEtna, vari ristoranti ed attività commerciali oltre che lunghi tratti della S.P. 92. È nota anche per il primo tentativo al mondo di deviazione per mezzo di esplosivo della colata lavica. Leruzione si presentava abbastanza imprevedibile, con numerosi ingrottamenti ed emersioni di lava fluida a valle, che fecero temere per i centri abitati di Ragalna, Belpasso e Nicolosi. Pur tra molte polemiche, e divergenze tra gli studiosi, vennero praticati, con notevole sacrificio date le altissime temperature che arrivavano a rovinare le punte da foratura, decine e decine di fornelli per consentire agli artificieri di immettere le cariche esplosive. La colata venne parzialmente deviata ma i pareri sulla reale riuscita furono discordi. Leruzione ebbe comunque termine entro un paio di mesi dallintervento dopo aver prodotto circa 100 milioni di m³ di materiale lavico
  • Eruzione dellEtna del 1991-1993 - Il 14 dicembre 1991 ebbe inizio la più lunga eruzione del XX secolo 473 giorni, con lapertura di una frattura eruttiva alla base del cratere di Sud-est, a quote da 3100 m a 2400 m s.l.m. in direzione della Valle del Bove. Lesteso campo lavico ricoprì la zona detta del Trifoglietto e si diresse verso il Salto della Giumenta, che superò il 25 dicembre 1991 dirigendosi verso la Val Calanna. La situazione venne giudicata pericolosa per la città di Zafferana Etnea e pertanto venne messa in opera una strategia di contenimento concertata tra la Protezione civile e il Genio dellEsercito. In venti giorni venne eretto un argine di venti metri daltezza che, per due mesi, resse alla spinta del fronte lavico. La tecnica dellerezione di barriere in terra per mezzo di lavoro ininterrotto di grandi ruspe ed escavatori a cucchiaio si rivelò efficace anche nel tentativo di salvataggio del rifugio Sapienza nel corso delleruzione 2001, ed è stata oggetto di studio da parte di équipe internazionali, tra le quali di tecnici giapponesi. Tuttavia tali azioni non furono risolutive per arrestare il fronte lavico; furono pertanto impiegati gli incursori della Marina Militare che operarono sul canale di scorrimento lavico principale, a quota 2200 m, con impiego di cariche esplosive speciali per intercettare il flusso lavico deviandolo verso linterno della valle del Bove allo scopo di abbassare la pressione del fronte di lava più avanzato. Loperazione, perfettamente riuscita, richiese lutilizzo di esplosivo plastico C4 pari a 7 tonnellate e 30 cariche cave fatti esplodere in rapidissima successione.
  • Eruzione dellEtna del 1986 - 1987 - Leruzione cominciò il 29 ottobre 1986 con lemissione di colate laviche e di fontane di lava nella parte settentrionale della Valle del Bove, a quota 2600 m; successivamente le fratture si estesero verso E - NE, a quote via inferiori e lemissione di colate avvenne da una bocca posta a quota 2300 m lattuale Monte Rittmann. Leruzione durò fino al 27 febbraio del 1987 e produsse un esteso campo lavico confinato nella zona settentrionale della Valle del Bove; il fronte più avanzato si arrestò a quota 1400 m, nei pressi di Monte Fontane;
  • Eruzione dellEtna del 1981 - Leruzione di Randazzo ebbe inizio il 17 marzo e si rivelò minacciosa: in poche ore si aprirono fenditure da quota 2625 via fino a 1115. Le lave emesse, molto fluide, raggiunsero e tagliarono la Ferrovia Circumetnea; un braccio si arrestò circa 2000 metri prima di Randazzo. Il fronte lavico tagliò la strada provinciale e la Ferrovia Taormina-Alcantara-Randazzo delle Ferrovie dello Stato, proseguendo fino alle sponde del fiume Alcantara. Si temette un disastro ecologico per la pittoresca e fertile vallata, ma la colata si arrestò alla quota di 600 m;
  • Eruzione dellEtna del 1989 - Avvenne in due fasi, tra 11 e 27 settembre dal cratere di Sud-Est e tra 27 settembre e 9 ottobre da una serie di fratture sul versante sud-orientale verso la Valle del Leone, tra 2.670 e 2.550, e sino ai 1.500 m di quota.
  • Eruzione dellEtna del 1985 - Leruzione cominciò il 10 marzo con un violento parossismo al cratere di Sud-Est; successivamente alcune fratture si formarono sul fianco meridionale del vulcano, nella zona già interessata dalla precedente eruzione del 1983. Il 12 marzo ebbe inizio lattività effusiva da tali fratture, nei pressi del Piccolo Rifugio, il quale, già gravemente danneggiato due anni prima, venne completamente distrutto. Lattività fu piuttosto modesta e caratterizzata da un basso tasso di emissione lavico: per questo motivo le colate si estesero soltanto per 2–3 km in direzione sud-ovest. Leruzione si concluse il 13 luglio;
                                     

2.7. Eruzioni in periodo storico Eruzioni nel XXI secolo

  • 2013 Durante la notte fra il 9 e il 10 gennaio si ha linizio della prima attività eruttiva dellEtna nel 2013, di carattere stromboliano, allinterno della Bocca Nuova, che durerà fino al 15 gennaio. Si registra attività, oltre che allinterno della Bocca Nuova, anche nel cratere denominato Nuovo c. di Sud-Est, nella notte tra il 22 e il 23 gennaio e nella sera del 28 dello stesso mese. Nella serata del 30 gennaio, un altro episodio di forte attività stromboliana allinterno della Bocca Nuova dellEtna. Nel secondo mese del 2013 lEtna non tarda a farsi sentire: nella mattina del 2 febbraio, per poi ripetersi il 6 e l8 dello stesso mese, si registra attività nella Bocca Nuova. Durante la mattinata del 19 primo parossismo del 2013: fontane di lava fuoriescono dal Nuovo Cratere di Sud-Est, per la prima volta dopo il 24 aprile 2012. Levento si ripete durante le prime ore del giorno successivo e poi, ancora, durante il pomeriggio. Attività parossistica così intensa, dal punto di vista della frequenza 3 eventi in meno di 36 ore, si era verificata per lultima volta solo nel 2000. Nonostante ciò i parossismi continuano nella mattina del 21 e nella sera del 23 febbraio. Il 27 dello stesso mese si registra attività esplosiva, con qualche colata di lava, sia nella Bocca Nuova dellEtna che alla Voragine che nei 13 anni precedenti era rimasta in quiete. Durante la notte dello stesso giorno, attività stromboliana, sia alla Voragine che alla Bocca Nuova, precede il nuovo parossismo del Nuovo Cratere di Sud-Est: la lava riesce a raggiungere la stazione di monitoraggio del Belvedere e la nube di materiale piroclastico arriva fino a Giarre, sulla costa ionica. Nella notte tra il 5 e il 6 marzo nuova eruzione dal Cratere di Sud-Est che si ripete ancora il 16, dello stesso mese. Entrambi caratterizzati, come i precedenti, da alte fontane di lava, emissione di colate di lava, e produzione di una nube di materiale piroclastico. Nel pomeriggio del 4 aprile, dopo 18 giorni dallultima eruzione, forti esplosioni e colate di lava caratterizzano il nuovo parossismo. Il 3 aprile un ulteriore evento parossistico. Tra l8 e il 12 aprile, si registra attività stromboliana, dapprima con esplosioni ed emissioni di cenere e – in un secondo momento – caratterizzata da emissioni di lava, a intermittenza. È la decima dallinizio del nuovo anno. Altri tre eventi ad aprile avvengono il 18, il 20 con fontane di lava alte fino a 1000 metri 1 e il 27. Dopo una pausa di sei mesi, il 26 ottobre il vulcano dà vita al 14° parossismo del 2013, durante il quale, dopo anni di silenzio, è tornato in scena il cratere di Nord-Est, che ha prodotto per diverse ore una colonna molto densa di cenere. Altri parossismi si verificano l11 novembre, nella notte tra il 16 e il 17 novembre, il 23 e il 28 novembre e nella notte tra il 2 e il 3 dicembre, per un totale di 19 attività parossistiche nel 2013. Quello che inizia nella tarda serata di sabato 14 dicembre e viene definito come il 20° parossismo, si rivelerà presto come una vera e propria eruzione terminale, che terminerà solo nei primi giorni del 2014.
  • 2010 Lanno è caratterizzato da una serie di piccole attività vulcaniche, talora associate ad attività sismica. Annunciato da una serie di scosse sismiche la più intensa di magnitudo 4.2 registrate qualche giorno prima, il pomeriggio dell8 aprile, dal cratere a pozzo presente alla base orientale del Cratere di Sud-Est si alza per circa 1 km un pennacchio di fumo scuro contenente cenere lavica che ricadrà nei territori di Milo, Fornazzo e Linguaglossa; il fenomeno dura alcune decine di minuti. Il 25 agosto dalla bocca occidentale della Bocca Nuova, alle ore 15.09, una forte esplosione genera una nube di cenere alta circa 1 km, provocando una leggera caduta di cenere nella zona Est del vulcano e nei giorni seguenti si verificano eventi simili, seppur di intensità molto inferiore. Lattività vulcanica riprende il 1º novembre con una sequenza di tre esplosioni in area sommitale nellarco di pochi minuti, si tratta della manifestazioni esterna di unattività vulcanica che ha prodotto nei giorni a ridosso di questo evento, sciami sismici di lieve entità interessanti il versante orientale del vulcano. Il 22 dicembre avviene una forte esplosione dalla bocca occidentale della Bocca Nuova che genera una nube di cenere alta alcune centinaia di metri, causando una leggere ricaduta di cenere sul comune di Linguaglossa.
  • 2011 A partire dal gennaio del 2011 lEtna ha nuovamente dato segnali di vivace attività eruttiva caratterizzata da intense fasi parossistiche simili a quelle avvenute nel 2000. Gli eventi eruttivi avvenuti nellarco del 2011 sono stati 18: 12/13 gennaio, 18 febbraio, 10 aprile, 12 maggio, 9-19-25-30 luglio, 5/6-12-20-29 agosto, 8-19-28 settembre, 8-23 ottobre, 15 novembre e hanno portato alla formazione del ribattezzato "Nuovo Cratere di Sud Est", un cono di piroclasti addossato allapparato del 1971. Si può ben notare che dal mese di luglio gli eventi si sono verificati con un intervallo di tempo tra loro più ristretto per poi riprendere ad allungarsi a partire dalla fine di settembre. Il 3 dicembre, unimprovvisa esplosione ha interessato la Bocca Nuova, la quale aveva dato già segni di ripresa nel luglio dello stesso anno con attività stromboliana interna e blande emissioni di cenere. Lattività eruttiva del "Nuovo Cratere di Sud Est" ha provocato la caduta di diverse piogge di cenere sui paesi etnei. Il traffico aereo dellAeroporto Fontanarossa di Catania è andato incontro a diversi disagi e a chiusure forzate dello scalo a causa delle imponenti nubi di volta in volta formatesi. Fra questi eventi i più violenti sono stati quelli del 9 luglio, 20 agosto, 28 settembre e 15 novembre tra i quali gli ultimi due sono stati caratterizzati da fontane di lava alte 800 metri.
  • Eruzioni dellEtna del 2010-2013 - Parossismi dal Nuovo Cratere di Sud-Est più o meno violenti. In questa fase il cratere cresce notevolmente di qualche centinaio di metri: record per un vulcano attivo.
  • 2012 Lattività vulcanica dellEtna è ricominciata nel gennaio del 2012 con uno dei più lunghi e violenti parossismi degli ultimi anni, avvenuto nella mattinata di giorno 5. Il 20° parossismo dal gennaio del 2011 ha avuto poi luogo tra l8 ed il 9 febbraio del 2012, preannunciato da una discontinua attività stromboliana del Nuovo Cratere di Sud Est, ripresa il 27 gennaio. Il 21° escalation eruttivo parossistico, molto violento, si è verificato il 4 marzo del 2012, anche questo preceduto da blanda attività stromboliana nel mese di febbraio. Il 22º episodio è avvenuto due settimane dopo il precedente, nella mattinata del 18 marzo 2012, mentre il 23° parossismo avvenuto sempre due settimane dopo il precedente è avvenuto nella nottata del 1º aprile 2012, e sono stati entrambi molto violenti. Il 12 aprile un altro episodio molto violento ma breve ha dato spettacolo in tutta la Sicilia orientale e la Calabria Meridionale. Da segnalare, per questi ultimi sei eventi eruttivi, la formazione di piccoli flussi piroclastici e lahar, causata dallinterazione esplosiva fra le colate di lava e la spessa coltre nevosa che ricopre il vulcano. La 25a crisi parossistica, analoga alle precedenti, si è verificata nella notte tra il 23 e il 24 aprile. A partire dal 28 giugno 2012, il tremore vulcanico dellEtna ha mostrato improvvisamente segnali di incremento dovuti alla risalita del magma, verso una nuova eruzione, ma nella notte del 3 luglio si ancora risvegliata la Bocca Nuova dando vita a una debole attività stromboliana intracraterica che è terminata del tutto nei primi di settembre, quando ha preso posto con una serie di piccole esplosioni il Nuovo CSE. Nel mese di ottobre, è nuovamente ricominciata una vivace attività stromboliana alla Bocca Nuova cessata completamente il 19 ottobre 2012. Dal 21 novembre al 2 dicembre 2012, sono iniziati dei deboli bagliori al NCSE provocati dallemissione di gas caldo. I bagliori hanno raggiunto la maggiore intensità nella notte del 1-2 dicembre e successivamente sono rapidamente diminuiti per ricomparire nuovamente il 24 dicembre 2012. Durante lintervallo 25-27 dicembre, il NCSE ha prodotto sporadiche e deboli emissioni di cenere accompagnate da un cospicuo aumento nellemissione di gas.
  • Nel 2016 lEtna è protagonista di una sola sequenza eruttiva, dal 17 al 26 Maggio. 17 Maggio: dopo diversi episodi di emissione di cenere nei mesi precedenti, in serata dal Cratere di Nord-Est ha inizio unattività stromboliana, che prosegue con intensità variabile durante la notte e il mattino del giorno successivo. 18 Maggio: alle ore 12:50 ha inizio unattività stromboliana al cratere Voragine, che si evolve rapidamente in fontana di lava pulsante. Si origina un trabocco lavico dallorlo occidentale della Bocca Nuova, già colma dei prodotti eruttati dalla Voragine a Dicembre 2015, e la colata si dirige verso Ovest percorrendo un paio di chilometri lungo il fianco occidentale dellEtna. Durante levento parossistico si aprono due bocche esplosive alla base del Cratere di Nord-Est. Il fontanamento lavico alla Voragine si esaurisce alle ore 16:30. 19 Maggio: alle ore 7:00 ha inizio un nuovo episodio parossistico alla Voragine e si verifica un nuovo trabocco lavico dallorlo occidentale della Bocca Nuova, sovrapponendosi a quella emessa il giorno precedente. 21 Maggio: dalle ore 3:40 alle ore 8:00 ha luogo un terzo episodio parossistico alla Voragine e da una frattura sul fianco sud-orientale del cratere si verifica lemissione di una modesta colata lavica. 22 Maggio: nel pomeriggio si osserva la ripresa dellattività stromboliana al Cratere di Nord-Est. 23 Maggio: nella notte si esaurisce lattività stromboliana al Cratere di Nord-Est. Alle ore 21:00 riprende lattività stromboliana alla Voragine, che raggiunge il culmine nella notte tra il 24 e il 25 Maggio ed esaurendosi del tutto la notte successiva.
  • Eruzioni dellEtna del 2006 - Nella tarda serata del 15 luglio si aprì una fessura eruttiva sul fianco orientale del cratere di sud-est, da cui cominciò a fuoriuscire una colata che si riversò allinterno della Valle del Bove fino al 24 luglio. Il 16 novembre lattività del cratere di sud-est aumentò; ciò causò alcuni crolli nel suo fianco orientale, dando origine a piccoli flussi piroclastici che avanzarono per qualche centinaio di metri;
  • Eruzioni dellEtna del 2014 - Tra il 22 Gennaio e il 26 Marzo si registra attività persistente al Nuovo Cratere di Sud-Est, con esplosioni stromboliane e occasionali episodi di debole fontanamento lavico. L11 Febbraio si verifica il crollo di una parte del cono e una nube di materiale piroclastico si riversa in Valle del Bove. Tra il 15 e il 18 Giugno si assiste ad un nuovo episodio eruttivo del Cratere di Sud-Est, di carattere stromboliano. Il 5 Luglio si apre una frattura eruttiva alla base orientale del Cratere di Nord-Est, che rimane attiva fino al 10 Agosto. Sulla frattura si aprono diverse bocche, la più attiva delle quali forma un nuovo cono di scorie. Dal 10 Agosto al 16 lattività torna a concentrarsi al Cratere di Sud-Est. Il 28 Dicembre si registra un nuovo episodio parossistico allo stesso cratere, con fontane di lava e colate in direzione della Valle del Bove e sul versante sud-ovest.
  • Nel 2017 alle ore 18:00 del 27 febbraio lattività stromboliana presente già dal 23 febbraio si è intensificata dando luogo ad una colata lavica dalla sella tra i due coni di sud-est; la colata si è diretta a sud-ovest, verso Monte Frumento Supino. Imprudentemente raggiunta da una troupe della BBC, la colata è stata interessata da esplosioni di tipo freato-magmatiche, causando una decina di feriti leggeri, tra cui il noto vulcanologo Boris Behncke.
  • Eruzione dellEtna del 2001 - Intensa attività stromboliana ai crateri sommitali; soprattutto il cratere di sud-est è interessato da violente fasi parossistiche con fontane di lava che raggiungono anche i 1000 metri. In maggio sciami sismici preannunciano la risalita del magma. Il 12 luglio comincia una crisi sismica; nei giorni successivi si conteranno oltre 2500 eventi sismici. Profonde fratture si aprono a Pian del Lago, sopra la Montagnola. Leruzione comincia nella notte tra il 17 e il 18 luglio, sul versante meridionale, da una fenditura che si apre a quota 2100 m, a qualche centinaio di metri dal rifugio Sapienza fortunatamente questa struttura verrà risparmiata. Il 19 si apre la più grande delle bocche, a Pian del Lago; le sue colate laviche distruggono il terminale della funivia. Agli inizi di agosto le colate si fermano a pochi chilometri da Nicolosi. Grande il disagio causato dalla continua ricaduta di cenere su Catania e sui centri pedemontani, che inoltre causa la chiusura dellaeroporto di Fontanarossa. Leruzione termina tra il 9 e il 10 agosto;
  • Eruzione dellEtna del 2004-2005 - Eruzione laterale allinterno della Valle del Bove;
  • Il 2018 è stato contraddistinto da uninstabilità delle condizioni dellEtna caratterizzate da emissioni di cenere e degassamento di breve durata o con brevi colate; lattività sismica, concentrata sui due fianchi ovest e sud-est ha dato luogo a vari terremoti che hanno interessato larea tra Ragalna e Adrano-Biancavilla-Paternò e quella tra Zafferana e Acireale. A metà agosto del 2018 lEtna ha prodotto nuove eruzioni dopo una lunghissima fase di degassamento, con attività sia esplosive di tipo stromboliano che effusive. Le attività stromboliane avevano inizialmente interessato la Bocca Nuova e il Nord-Est. Si è quindi aperta la bocca nellintrasella tra il Sud-Est e il Nuovo Sud-Est apparentemente la medesima dellanno precedente da cui è fuoriuscita una colata in direzione nord. Alla fine di novembre 2018 la bocca nuova di sud-est ha alternato episodi violenti a relativa quiete; a dicembre la stessa bocca nuova di SE ha prodotto varie fuoruscite di lava. Alle 9:30 circa del 24 dicembre ha avuto inizio una nuova eruzione laterale con uno sciame sismico importante in varie zone sommitali e ipocentro poco profondo. Le ulteriori scosse nella Valle del Bove hanno superato la magnitudo 4.0. Il 26 dicembre, alle ore 3:19, è avvenuta unulteriore forte scossa di terremoto che ha interessato tutto il fianco sud-orientale del vulcano con una magnitudo locale Ml pari a 4.8 sulla scala Richter e magnitudo momento Mw 4.9, provocando il danneggiamento di varie centinaia di abitazioni e oltre un migliaio di senzatetto. Il giorno 27 la colata lavica risultava non più alimentata.
  • Eruzioni dellEtna del 2015 - Nei giorni 2 e 3 Gennaio dal Cratere di Sud-Est si verifica una cospicua emissione di sabbia vulcanica; in concomitanza con tale evento, ha inizio unintensa attività stromboliana intracraterica al cratere Voragine, che si conclude solo il 18 Gennaio. Il giorno 1 Febbraio riprende lattività eruttiva al Cratere di Sud-Est, con attività stromboliana intensa e lapertura di una frattura alla base del cono e lemissione di una colata in direzione SO. Nella notte dell11 Maggio ha inizio una nuova fase di attività stromboliana allo stesso cratere; si apre una frattura sul fianco orientale del cono con lemissione di una colata che avanza in direzione NE, verso la Valle del Leone e Monte Simone. Lepisodio eruttivo cessa completamente il 16 Maggio. Dopo diversi mesi di silenzio, il 19 Ottobre lEtna torna in attività con una modesta attività stromboliana alla Voragine, che si protrae ininterrottamente fino al 2 Dicembre. Il 25 Novembre entra in attività anche il Cratere di Sud-Est, con lapertura di un nuovo cratere a pozzo sullalto fianco orientale. Tra il 3 e il 5 Dicembre la Voragine è protagonista di 4 episodi parossistici di eccezionale intensità, tra i più violenti degli ultimi 20 anni, con fontane di lava alte più di 1000 metri e ricaduta di sabbia vulcanica che ha coinvolto anche Messina e Reggio Calabria.
  • Eruzione dellEtna del 2002 - Grande eruzione durata dal 27 ottobre al 29 gennaio 2003. Questa eruzione è stata denominata leruzione perfetta. Essa è da considerarsi tra le più esplosive degli ultimi 100 anni. È da considerarsi anche la più distruttiva dal punto di vista infrastrutturale. Nella notte del 26 ottobre 2002 una forte scossa sismica avviò la fase eruttiva, che distrusse tutta la zona turistica di Piano Provenzana sul versante Etna-Nord in località di Linguaglossa. Tutte le infrastrutture turistiche-ricettive e sportive furono ricoperte dalla colata lavica, che in una nottata azzerò trentanni di investimenti e progetti di unintera comunità. Le ferite della colata sono tuttora visibili non appena si raggiunge la località Piano Provenzana, dove uno scenario lunare ha preso il posto del un paesaggio che offriva la vista della pineta incastrata ai piedi dellenorme montagna.
  • Eruzione dellEtna del 2007-2009 - Parossismi del Cratere di Sud-Est ed eruzione laterale allinterno della Valle del Bove.