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ⓘ Sukeban. Il termine sukeban indica le bande femminili in voga in Giappone negli anni settanta. È una crasi delle parole suke e banchō, e si riferisce solamente ..




Sukeban
                                     

ⓘ Sukeban

Il termine sukeban indica le bande femminili in voga in Giappone negli anni settanta. È una crasi delle parole suke e banchō, e si riferisce solamente alle leader delle gang.

                                     

1. Caratteristiche

Il termine era inizialmente usato soltanto dalle componenti delle bande, ma dal 1972 è stato usato anche dalla popolazione giapponese. La caratteristica principale delle sukeban sono i capelli vistosi, colorati o con la permanente, mentre come uniforme adottano il classico fuku alla marinara modificato, con calze colorate o la gonna allungata.

Le sukeban erano dedite alla prostituzione, al furto e alla violenza, e si scontravano più volte tra di loro. Solitamente erano ragazze emarginate o studentesse fallite che si riunivano in bande per contrapporsi in modo violento alla società giapponese. Le armi utilizzate erano catene, taglierini e lamette.

                                     

2. Il termine nella cultura di massa

Il termine sukeban è stato utilizzato come titolo originale di molti anime, manga e film giapponesi. Nei manga è stato utilizzato soprattutto nei seinen, come Oira Sukeban, scritto e disegnato da Gō Nagai nel 1974, mentre manga come YajiKita Gakuen Douchuuki e Hana no Asuka-gumi hanno per protagoniste alcune sukeban.

Negli anni settanta esplose nel cinema giapponese il sotto genere cinematografico detto Pinky Violence, avente per protagoniste molte sukeban, interpretate da Reiko Ike, Miki Sugimoto e da Reiko Oshida. Tra i titoli più importanti del genere vi sono Girl Boss Guerilla, il cui titolo originale è Sukeban gerira e Girl Boss Revenge: Sukeban Sukeban, entrambi diretti da Norifumi Suzuki. Nel 2006 Noboru Iguchi diresse la commedia erotica Sukeban Boy, tratta dal manga omonimo Oira Sukeban.

Dal 1990 il termine è stato soppiantato dalle enjo kōsai.