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ⓘ Prestito linguistico. Si definisce prestito linguistico, o semplicemente prestito, una parola, una struttura sintattica o un fonema che entrano a far parte del ..




                                     

ⓘ Prestito linguistico

Si definisce prestito linguistico, o semplicemente prestito, una parola, una struttura sintattica o un fonema che entrano a far parte del patrimonio di una determinata lingua e provengono da una comunità di lingua diversa, in seguito al contatto tra culture diverse. Con la stessa parola si intende anche il fenomeno stesso di adozione della parola straniera.

È corrente anche il termine di forestierismo: anche in questo caso si indica una parola, un modo di dire, una frase o altra costruzione linguistica importata da altra lingua. Deriva dal basso latino foristarius, "persona che sta o viene da fuori".

                                     

1. Caratteristiche

Inizialmente lestraneità dei prestiti è ovviamente più forte, per cui per la storia di un prestito è molto importante il fattore tempo: un termine può essere considerato "straniero" e poi far parte a tutti gli effetti del lessico dei parlanti con o senza adattamenti; può essere considerato accettato quando il suo uso è percepito come normale dai parlanti non importa se essi conoscano molto, poco o nulla la lingua e la cultura da cui proviene. Già Machiavelli aveva delineato alcuni principi base delladozione dei prestiti linguistici in particolare, la possibilità di un prestito "di necessità" e quella delladattamento delle forme provenienti dallesterno a quelle più consuete per la lingua che riceve:

Secondo Vinay e Darbelnet, spesso i prestiti linguistici diventano di uso comune grazie a una traduzione.

Come nota Paolo DAchille, "il fenomeno del prestito, comune a tutte le lingue, è dovuto a fattori extralinguistici": può infatti essere causato da contiguità territoriale tra due lingue, da movimenti migratori, da vicende socio-politiche, da rapporti economici e culturali. Loccasione dellaffermarsi di un prestito è data dalla presenza di parlanti bilingui.

                                     

2.1. Tipologia Prestiti di necessità e prestiti di lusso

Si distinguono prestiti "di necessità" e prestiti "di lusso" a seconda della reale esigenza che la lingua che li adotta ha di essi:

  • prestiti di lusso o "di prestigio": teoricamente superflui in quanto esiste già nella lingua un termine col medesimo significato; si usano per la particolare sfumatura espressiva che hanno e per aumentare il prestigio di ciò che designano.
  • prestiti di necessità: sono parole introdotte quando ad esempio viene scoperto un nuovo oggetto o comunque entra un nuovo referente, riempiendo un vuoto lessicale o semantico;

Di fatto la distinzione tra prestiti di necessità e prestiti di lusso "non regge dal punto di vista scientifico, perché da un lato tutto può essere denominato attraverso meccanismi interni di formazione delle parole, dallaltro le parole straniere possono avere connotazioni diverse dalle corrispondenti voci" della lingua che accoglie il prestito. Ad esempio, dopo la scoperta dellAmerica, litaliano, per indicare il Solanum tuberosum, ha adottato, attraverso la mediazione dello spagnolo, una voce indigena, giungengo così alla voce patata, mentre per il Solanum lycopersicum sono state usate le parole italiane pomo e oro, ottenendo pomodoro ; il francese, per indicare le stesse piante, ha operato in modo opposto pomme de terre e tomate. Per altro verso, la voce baby sitter non corrisponde affatto alla figura della bambinaia del passato e la voce gay ha una connotazione diversa rispetto a omosessuale.

                                     

2.2. Tipologia Prestiti integrati e prestiti acclimatati

Nella lingua scritta le parole, locuzioni o in generale le costruzioni linguistiche straniere, eventualmente trascritte se non appartenenti allo stesso sistema di scrittura, possono avere effetti direttamente sul lessico oppure sulla morfologia della lingua ospite. In particolare, le parole possono entrare nella lingua ospite in varie forme:

  • un prestito si dice "adattato" o "integrato" o anche "adeguato" quando la lingua che lo accoglie ne modifica la forma per adeguarlo attraverso adattamento al proprio sistema morfologico o fonologico.
  • si dice invece "integrale" o "acclimatato" o anche "non adattato" quando il materiale fonico non viene modificato o viene modificato solo inconsapevolmente sul piano intonativo oppure, se trasmesso attraverso la lingua scritta, viene modificato per via della pronuncia abituale della lingua che riceve così gli italofoni usano la parola inglese starter ma non la pronunciano come gli anglofoni.


                                     

3.1. Contenuti del prestito Prestito lessicale

Il fenomeno del prestito nasce dallesigenza di nominare un concetto o un oggetto che nella lingua di destinazione non ha un nome proprio. Il prestito ha dunque la funzione di colmare una lacuna lessicale presente nella lingua che accoglie il termine.

Il vocabolo viene generalmente adeguato al sistema fonologico e talvolta ortografico della lingua che lo riceve. Ad esempio, quando gli spagnoli giunsero nel Nuovo Mondo, gli europei dovettero dare il nome a piante, animali e frutti fino ad allora sconosciuti nel Vecchio Mondo; in italiano:

  • avocado viene dal nahuatl āhuacatl, attraverso lo spagnolo aguacate, poiché i primi esportatori di tale frutto furono gli Spagnoli;
  • puma, in modo simile, risale al quechua, sempre attraverso lo spagnolo;
  • caffè, invece, viene dallarabo qahwaʰ قَهْوَة, attraverso il turco kahve.

Nida afferma che "il prestito linguistico di parole straniere è spesso considerato una pratica più sicura della creazione di parole usando componenti lessicali indigene", ma quando si diffondono nella cultura ricevente "sono sempre soggette a cambiamenti di significato e spesso modificano il proprio orientamento semantico".

Talvolta il vocabolo viene acquisito senza che la lingua di adozione introduca una nuova parola per sostituire il prestito. Questo può essere determinato dalla supremazia di una lingua in un determinato settore. Un esempio di quanto appena affermato è il linguaggio informatico inglese, da cui litaliano ha attinto molti vocaboli quali scanner, mouse o webcam.

                                     

3.2. Contenuti del prestito Prestiti dalla lingua italiana

Numerosi sono altresì gli italianismi, ossia i prestiti ad altre lingue di termini italiani. Per ragioni storiche i prestiti dallitaliano si concentrano soprattutto in singoli settori, nei quali litaliano, soprattutto in epoca rinascimentale, aveva il ruolo di lingua di riferimento. Si trovano quindi prestiti linguistici in campo finanziario: ad esempio, in inglese bank da "banca" o "banco", con lo stesso significato e bankrupt da "bancarotta" ; in tedesco Konto, Risiko e Kredit, rispettivamente da "conto", "rischio" e "credito".

Vi sono numerosi prestiti nel campo semantico delle arti: per la musica, molto simili nelle diverse lingue europee, si hanno viola, piano, crescendo e così via, pressoché identici anche nella morfologia non però nella pronuncia; per le arti figurative si ricordano, in francese, italianismi come aquarelle, graffiti e fresco dallitaliano rinascimentale "al fresco", moderno "affresco", ed i paralleli in altre lingue.

Altri prestiti dallitaliano sono linglese antenna o il tedesco Antenne; il tedesco e inglese alarm sostantivo derivato a sua volta dalla locuzione allarme!.

Infine, numerosissimi i prestiti nel campo della gastronomia e dellalimentazione, per linnovazione portata nei secoli in tali settori dalla cultura italiana: su tutte, la parola pizza, prestata a diverse lingue. Alcuni altri esempi: linglese parmesan da parmigiano, salami da salami, plurale di salame, lo spagnolo ñoqui da gnocchi, plurale di gnocco ecc.

                                     

3.3. Contenuti del prestito Induzione di morfemi

Anche se per lo più il prestito riguarda i sostantivi, le lingue si imprestano anche verbi e aggettivi. Nel caso di prestiti di verbi e aggettivi, solitamente le due lingue coinvolte sono in rapporto di contatto linguistico o di bilinguismo.

Anche unità minime come i morfemi possono venire scambiate. Ad esempio, per litaliano, sono prestiti i suffissi di origine germanica - ingo in casalingo o ramingo, - ardo in bugiardo o codardo; di origine francese è - iere in ragioniere o giardiniere; dal greco provengono i suffissi nominali - essa in badessa o ostessa, - ismo, - ista e - ico, nonché il suffisso verbale - izzare.

                                     

4. Fenomeni analoghi

Le esigenze che portano a un prestito possono portare in alternativa alladozione di un neologismo "semantico", che è lestensione del significato di un termine già presente nella lingua di adozione ad esempio in italiano realizzare ha assunto il significato di rendersi conto come calco semantico dellinglese realize. Va comunque detto che se per "neologismo" in senso stretto si intende la parola nuova che in una certa lingua è formata con materiali propri di quella lingua, in senso lato anche i prestiti possono essere intesi complessivamente come neologismi.

Anche alcune strutture sintattiche, formalmente scorrette, sono entrate in uso: il sintagma la seconda città più grande non è corretto in quanto vi è la contraddizione di un superlativo relativo, però è ammesso nella lingua inglese.

La scelta di ricorrere ad un prestito piuttosto che ad un calco è legata normalmente al prestigio di cui gode, nel particolare campo semantico di riferimento, la lingua da cui si preleva il termine; ad esempio a cavallo tra XX e XXI secolo il linguaggio scientifico e quello tecnologico presentano molti prestiti dallinglese ; oppure il linguaggio musicale, sviluppatosi e diffusosi quando litaliano godeva di un notevole prestigio culturale.



                                     

5. Latteggiamento delle culture nei confronti del prestito

Ogni cultura ha un atteggiamento particolare nei confronti dei prestiti linguistici." In alcune società si dà per scontato che è necessario usare parole straniere per le cose nuove, come in inglese”. Linglese, infatti, ha sempre preso in prestito parole straniere provenienti dalle culture con cui è entrato in contatto e la loro diffusione non è mai stata limitata per via dellassenza di unaccademia nazionale che si incaricasse di circoscriverli e di preservare la purezza della lingua nei paesi anglofoni. Altre società, invece, preferiscono creare equivalenti descrittivi, basati su propri modelli grammaticali o di formazione della frase, come in tedesco, in spagnolo e in francese.

                                     

6. Critica al prestito: il forestierismo

Il prestito linguistico è spesso visto criticamente ed assume allora spesso la denominazione di forestierismo. In alcuni stati, la legge tutela la lingua del paese con norme severe. Per contenere luso indiscriminato di forestierismi ritroviamo ad esempio in Francia lAcadémie Française, la quale ha anche lo scopo di stilare una lista di termini francesi equivalenti ai forestierismi per ogni ambito della vita sociale ha pubblicato per esempio un vocabolario di termini informatici. LAcadémie Française si impegna inoltre attraverso il suo dizionario, pur escludendo che al giorno doggi si possa parlare attualmente di una invasione di anglicismi, almeno in Francia.

                                     
  • vista microsociolinguistico rappresenta un aspetto del fenomeno del prestito linguistico dal punto di vista macrosociolinguistico, rappresenta uno dei quattro
  • contemporaneo e riflessi metalinguistici, Il Calamo, 2005, p. 96. Definizione del termine air in wordreference.com. Neologismo Prestito linguistico
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