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ⓘ Ittiti. Gli Ittiti furono un popolo indoeuropeo che abitava la parte centrale dellAsia Minore nel II millennio a.C. e il più noto degli antichi popoli anatolici ..




Ittiti
                                     

ⓘ Ittiti

Gli Ittiti furono un popolo indoeuropeo che abitava la parte centrale dellAsia Minore nel II millennio a.C. e il più noto degli antichi popoli anatolici.

                                     

1. Storia

I risultati degli studi sulla storia ittita sono in continua evoluzione per la grande quantità di materiale in tavolette dargilla recuperato principalmente nella capitale Ḫattuša ma anche in altri siti come le rovine di Suppinuwa, importante centro amministrativo ittita a disposizione degli studiosi che deve ancora essere tradotto e interpretato. Ogni conclusione riguardo alla storia ittita deve quindi essere assunta come provvisoria e la branca degli studi storici detta Ittitologia deve essere vista nella sua progressione continua. Questa progressione e revisione continua rende anche conto delle numerose controversie e opinioni divergenti fra gli studiosi del settore.

Lo studio della storia di questo popolo, inoltre, non può essere disgiunto dallo studio sia storico-archeologico sia filologico e linguistico dei popoli limitrofi per le forti influenze reciproche, testimoniate anche dal gran numero di lingue in cui è scritto il materiale ittita. Questa molteplicità di lingue parlate sembra significare che il regno ittita era abitato da popoli diversi. Il nome Ittiti è infatti nato in epoca moderna, derivato dal termine biblico Hitti che era però riferito ad alcune tribù Cananee della Palestina; questi uomini in realtà definivano loro stessi come popolo della terra di Hatti, senza utilizzare designazioni etniche, ma in base alla localizzazione geografica. Laffermazione del nesita o ittita come lingua più diffusa nel regno può essere spiegato sia con il fatto che questa lingua si era già diffusa dalla città di Nesa-Kanesh alla maggior parte dellAnatolia ancora ai tempi delle colonie commerciali Assire i Karum come lingua internazionale dei commerci, sia con il fatto che era usata dalla famiglia reale e dagli amministratori del regno come lingua sia ufficiale sia quotidiana era quasi una caratteristica distintiva della classe dominante.

La storia del popolo ittita viene abitualmente divisa in due fasi: Antico Regno e Nuovo Regno, con eventualmente una fase intermedia. Anche questa suddivisione però presenta problemi: mancano infatti nella storia ittita cambiamenti importanti tali da giustificare una divisione in periodi diversi come accade invece per la storia egiziana e assira. Durante tutti i 500 anni della storia ittita questo popolo è stato dominato da re appartenenti tutti a un ristretto numero di famiglie imparentate tra loro. Se è vero che la storia dei reali ittiti è stata funestata da numerosi colpi di stato e usurpazioni, questi episodi avvenivano sempre allinterno della stessa famiglia reale. Una suddivisione in due fasi come quella seguita in questa pagina: Antico e Nuovo Regno può avere solo lo scopo di rimanere sulla traccia di una convenzione didattica ormai consolidata anche se basata su considerazioni ormai superate.

                                     

1.1. Storia Linsediamento in Anatolia

Il presunto arrivo degli Ittiti in Anatolia, dalle steppe a nord del Mar Nero attraverso il Caucaso oppure, più probabilmente, da ovest attraverso i Balcani, è di datazione difficile, posta la problematicità dei collegamenti di movimenti migratori con mutamenti della cultura materiale attestati archeologicamente collegamento abituale, ma semplicistico.

Si è dovuto trattare di un fenomeno di durata notevole, che ha portato in Anatolia varie ondate di popolazione indoeuropea, e a questo insediamento scaglionato probabilmente risalgono le differenze linguistiche tra i vari gruppi della famiglia linguistica anatolica pure assai affini tra loro: oltre agli Ittiti al centro cerano i Luvi a sud e i Palaici a nord-ovest.

Tutti questi nuovi arrivati si sono sovrapposti allantica popolazione non indeuropea, che viene chiamata convenzionalmente Hatti; in passato la lingua dei Pre-Ittiti era detta hattili "della terra di Hatti", mentre la lingua di quelli che chiamiamo Ittiti era detta nesita "della città di Nesa-Kanesh". La situazione etnico-linguistica dellarea ittita è ulteriormente complicata da infiltrazioni hurrite nel sud-est. Questo quadro è già sostanzialmente costituito quando i testi paleo-assiri sec. XIX-XVIII a.C. rinvenuti a Kaneš e in altre località della Cappadocia offrono per la prima volta un ricco materiale onomastico anatolico.

                                     

1.2. Storia La fase delle città-Stato

Gli Ittiti si erano progressivamente organizzati in staterelli di raggio cittadino. La documentazione, essendo costituita da lettere e documenti contabili dei mercanti assiri che frequentavano la regione, offre un quadro parziale, ma risulta chiaro che gli Stati anatolici erano indipendenti politicamente rispetto allAssiria, con la quale intrattenevano solo rapporti commerciali. La diffusione delluso del bronzo lega di rame con stagno al 10% rendeva sempre più importante il consolidamento di strutture amministrative cittadine in grado di regolare i commerci. LAnatolia infatti era relativamente ricca di rame ma priva di stagno, che doveva essere importato dal sud est mesopotamico.

I regni locali erano numerosi: oltre a quello di Kaneš cerano Burushanda, Salatiwar, Tarhumit, Nenassa, Zalpa, Ḫattuša, Hahhum, e tanti altri per lo più di incerta localizzazione. Il re di Kaneš, Zipani, e il re di Hattuŝa, Pamba, citati nella tavoletta KBo III 13 CTH 311.1, figurano nella lista dei diciassette regni che si ribellarono al potere del re akkadico Naram-Sin, dato che dimostra sia il potere raggiunto da questi regni sia la loro capacità di operare militarmente collegati.



                                     

1.3. Storia LAntico Regno

Intorno al 2300 a.C. un gran numero di questi insediamenti soprattutto nellovest e nel sud, vanno incontro a una rapida decadenza e la popolazione autoctona viene progressivamente sostituita da popolazioni di lingua indoeuropea: I Luvi nel sud-ovest, i Palaici al nord e gli Ittiti che parlavano una lingua detta nesite al centro e allest.

Intorno al 2000 a.C. gli Ittiti, una popolazione di pastori nomadi provenienti dalla Russia meridionale, fondarono un regno nella penisola anatolica nellattuale Turchia.

Il fondatore dellimpero ittita fu il re Pithana di Kussara circa 1800 a.C., che riuscì a riunire alcune tribù sotto il protettorato della città di Kutelpe; era questo il primo nucleo del futuro impero ittita e il primo nucleo unitario per questo popolo fino ad allora organizzato in città-Stato indipendenti. A Pitkhana successe il figlio Anitta, che estese il dominio di Kussara, distruggendo Ḫattuša e trasferendo la capitale a Neša dove un suo palazzo è documentato.

Dalla stessa città di Kuššara proviene la dinastia che diede vita al primo grande regno ittita. Ne fu iniziatore il re Labarna I ca. 1680-50, figura in parte leggendaria e additata dai successori come modello di buon governo e di successo politico e militare. Certo è che con Labarna, Kussara, da regno cittadino, divenne capitale di uno Stato regionale abbastanza vasto, che toccava forse il Mar Mediterraneo.

Il suo successore Labarna II, dopo aver trasferito la capitale a Ḫattuša, mutò il suo nome in Hattušili I ca. 1650-20. Egli continuò lespansione militare sia verso ovest sia verso la Siria settentrionale, con la conquista di Ursum, Hassum, Hahhum, Alalakh.

Lo Stato ittita venne così a fronteggiare il potente regno di Yamkhad Aleppo col quale iniziò una dura lotta. Ai successi militari non si accompagnò la solidità politica interna; lo attestano una rivolta generale verificatasi mentre il re era impegnato contro Arzawa, e soprattutto il "Testamento di Hattušili I" col quale il re diseredava i suoi discendenti diretti e designava come erede un nipote adottato come figlio, Muršili I, denunciando le trame cui era stato sottoposto allinterno stesso della corte e della famiglia reale.

Muršili I ca. 1620-1590 proseguì lespansione verso sud-est, realizzando la conquista e annessione di Aleppo, e persino in una fortunata spedizione contro la lontana Babilonia, dalla quale riportò ricco bottino e grande prestigio.

Lo Stato ittita in questa fase detta "Antico Regno" mostra vitalità ed energia soprattutto sul piano militare, ma anche una forte instabilità. In effetti il re doveva difendere la struttura del potere dallingerenza della potentissima cerchia nobiliare e forse anche dellassemblea, il Panku, il cui compito era eleggere il nuovo sovrano in base alle sue gesta eroiche in battaglia, una volta morto quello in carica.

Le contraddizioni interne diventarono presto vistose: Muršili I fu ucciso dal cognato Hantili I, che gli succedette sul trono dando inizio a una lunga serie di torbidi intrighi e parallelamente alla decadenza politica del regno antico i possedimenti siriani andarono perduti.

                                     

1.4. Storia Decadenza dellAntico regno

Congiure a catena fecero salire al trono Zidanta I che uccise il figlio di Hantili, poi Ammuna che uccise suo padre Zidanta, poi Huzziya I, infine Telipinu ca. 1525-1500. Questultimo si presentò come restauratore dellordine e descrisse a tinte fosche il regno dei suoi predecessori; ma il testo delle "Riforme" da lui promulgate sembra puramente velleitario. Sul piano internazionale lo Stato non aveva più la preminenza assoluta neppure in Anatolia, come mostrano trattati stretti su un piano paritetico tra i re ittiti e quelli di Kizzuwatna.

La situazione peggiorò ulteriormente per lascesa del regno di Mitanni che conglobò nella sua sfera di influenza sia Aleppo sia Kizzuwatna.

                                     

1.5. Storia Il Medio Regno

Il Medio Regno, che si suole far iniziare alla morte di Telipinu, si riapre con un lungo periodo per il quale non disponiamo ancora di fonti accurate e che sembra essere nuovamente caratterizzato da conflitti interni e sconfitte. Il primo sovrano documentato e con cui Hattuša recupera floridezza e stabilità è Tudhaliya I/II, autore di numerose campagne anatoliche e della presa di Aleppo persa dopo il regno di Muršili I. La conquista di Kizzuwatna determina lintroduzione di elementi hurriti nella cultura ittita, fra cui luso del doppio nome anatolico-hurrico dei sovrani e delle loro consorti. Al regno di Tuthaliya va ricondotto anche il primo trattato con lEgitto Trattato di Kuruštama, che prevedeva linvio di manodopera ittita nel paese africano in segno di amicizia.

Successore di Tuthaliya è Arnuwanda I, per il quale la fonte principale è costituita dagli Annali, in cui lintroduzione storica narra di come egli fosse stato scelto da Tudhaliya I/II nonostante non fosse suo figlio. Periodo caratterizzato da guerre e incursioni nemiche. Aleppo le città siriane perdute in seguito alla fine dei conflitti tra lEgitto e Mittani. Il Medio Regno si conclude con il regno di Tuthaliya III, ampiamente documentato dalle tavolette ritrovate nei siti di Hattuša, Masat antica Tapigga e Ortaköy antica Šapinuwa. Grande contrazione territoriale con le incursioni dei Kaska a nord e soprattutto con lavanzata inarrestabile da ovest degli Arzawa, popolazione spesso vassalla degli Ittiti, che sotto la guida di Tarhuna-Radu sottrae larea centro anatolica al controllo di Tudhaliya III. La capitale venne probabilmente spostata a Šamuha, la cui collocazione odierna è sconosciuta, dopo il saccheggio e lincendio di Hattusa. Di questo periodo sono le due lettere scambiate tra la corte di Arzawa e quella faraonica, le prime lettere in lingua ittita mai trovate, scoperte nel sito di Tell Amarna che testimoniano come gli Ittiti avessero perso la supremazia in Anatolia.



                                     

1.6. Storia Šuppiluliuma I e Muršili II

Fu il figlio di Tudhaliya, Šuppiluliuma I ca. 1350-22, a ristabilire dapprima la sicurezza del territorio ittita lottando contro i barbari Kaska del nord anatolico, e a portare poi lo Stato a un nuovo inserimento internazionale e infine a una posizione di preminenza quale mai aveva raggiunto. Con lEgitto giunse a un accordo per la spartizione della Siria, mentre la trasformazione di Mitanni in regno vassallo degli Ittiti portò Šuppiluliuma a promuovere rapporti ostili con lAssiria.

Muršili II ca. 1321-1295 fu impegnato soprattutto allovest, contro i vari regni di Arzawa ai quali impose trattati di vassallaggio: gli Annali del re mostrano che il mantenimento dellimpero era ottenuto solo a costo di continue spedizioni militari.

                                     

1.7. Storia Muwatalli e la Battaglia di Qadeš

Muwatalli II ca. 1295-1272 si scontrò ben presto con le velleità espansionistiche del giovane faraone egiziano Ramses II, il quale cercò di sottrarre agli Ittiti alcuni dei possedimenti siriani, in modo particolare il regno di Qadeš e il regno di Amurru, con i suoi preziosi porti sul Mediterraneo. I due popoli si fronteggiarono nella Battaglia di Qadeš ca. 1274, che pur conclusasi senza una vittoria netta da parte di nessuno dei due popoli, vide, comunque, gli Ittiti rientrare in possesso dei territori siriani di Qadeš e Amurru, che avevano precedentemente defezionato dalla parte degli Egizi.

In ogni caso, la battaglia fu rivendicata come vittoriosa sia dagli Ittiti sia dagli Egizi.

In politica interna, Muwatalli si rese protagonista dello spostamento della capitale che da Hattusa fu trasferita più a sud, a Tarhuntassa; parimenti il sovrano affidò al fratello Hattušili III la difesa del nord dellimpero contro i turbolenti nomadi Kaska.

                                     

1.8. Storia Gli ultimi re

Dopo il breve regno di Urhi-Tesub, Hattušili III prese a sua volta il potere ca. 1265-37, mutò politica venendo a un trattato di pace con Ramses II 1259 a.C. al quale diede, successivamente, in moglie 1246 a.C. sua figlia suggellando così unalleanza che in effetti non venne più turbata. Tudhaliya IV ca. 1237-09 poté così riservare tutte le sue energie allo scontro con lAssiria, che aveva da tempo annesso Mitanni e fronteggiava gli Ittiti sullEufrate.

La frontiera dellEufrate resistette, ma limpero cominciò a disintegrarsi dallinterno: i vassalli siriani dipendevano ormai dai re di origine ittita di Karkemiš, mentre nel sud-ovest anatolico gli Ittiti ebbero non pochi problemi con alcuni gruppi etnici locali, primo fra tutti i Lukka, come dimostrano le iscrizioni in geroglifico di Tudhaliya IV.

Gli ultimi re ittiti, Arnuwanda III ca. 1209-07 e Šuppiluliuma II ca. 1207-1180 sembrarono preoccupati soprattutto di assicurarsi la fedeltà sempre più sfuggente dei vassalli e dei funzionari di corte.

                                     

1.9. Storia Il collasso delletà del Bronzo e linvasione dei Popoli del mare

La fine dellimpero Ittita, attorno alla decade degli anni 1170 a.C., ebbe luogo nel contesto generale della crisi delle civiltà delletà del Bronzo nel Mediterraneo orientale e nel Vicino Oriente. Tra le cause di tale crisi, che sono ancora oggetto di dibattito tra gli storici, ci furono gli attacchi dei cosiddetti popoli del Mare. Limpatto di queste genti indoeuropee fu causa di profonde trasformazioni in Egitto, nellarea del Mar Egeo e nel Vicino Oriente, dove favorì lemergere del Nuovo Regno assiro.

                                     

1.10. Storia Gli Stati neo-ittiti

La fine dellimpero non coincise dovunque con la fine della storia ittita. Nella situazione politicamente ed etnicamente mutata dopo il 1200 emerse tutta una serie di piccoli Stati detti "neo-ittiti", caratterizzati dalluso della scrittura geroglifica anatolica nelle iscrizioni monumentali.

Stati neo-ittiti sono presenti in Siria Karkemiš, Hattina, in Cilicia Que, Hilakku, nellalto Eufrate e in Cappadocia Tabal, che è lunico di una certa estensione.

Tra i secoli XI e IX la situazione politica internazionale abbastanza fluida permise loro notevole libertà di esistenza; ma col crescere della potenza dellimpero neo-assiro la loro sorte fu segnata.

La vittoria di Tiglatpileser III sugli Urartei 743 rese gli Assiri padroni della zona neo-ittita, e i singoli Stati dovettero capitolare e furono ridotti a province assire dallo stesso Tiglatpileser, e dai suoi successori Salmanassar V e Sargon II tra il 740 e il 710.

Il nome degli Ittiti fu ancora usato per qualche secolo, con un significato diverso: gli Assiri continuarono a chiamare Hatti la Siria settentrionale e poi estesero il nome a tutta la regione siro-palestinese, e nellAntico Testamento gli Ittiti figurano come una delle popolazioni che abitavano la Palestina prima della conquista israelitica.



                                     

2. Religione

Di natura politeistica come tutta la cultura ittita, la religione nasce per influsso della civiltà mesopotamica, con unelaborazione originale di elementi oriundi ittiti e indigeni pre-ittiti, oltre che mesopotamici.

                                     

2.1. Religione La religione dellimpero

Formatasi con limpero ittita, la religione è ragione della sua edificazione, ed è pertanto lecito cercare in essa la chiave della concezione ittita dellimpero stesso. Punto di partenza fu la situazione politico-sociale che gli Ittiti trovarono in Anatolia: una costellazione di città-Stato templari, di tipo mesopotamico, ossia comunità territoriali facenti capo a un tempio. Gli dei che adoravano sono Tarhunta, Almahasuitta e Siunasummi.

La penetrazione o la conquista del Paese da parte degli Ittiti consistette sostanzialmente nella loro sostituzione agli indigeni nel governo dei templi e delle comunità che ne dipendevano. In altri termini, gli Ittiti si misero al "servizio" degli dèi che ordinavano territorialmente lAnatolia; lespressione "servi degli dei" fu in effetti la definizione che essi diedero a sé stessi.

Su questa linea dellacquisizione territoriale intesa come acquisizione di un servizio divino si sviluppò limpero. Un solo uomo, colui che era diventato il capo della comunità templare di Hattu, realizzò lidea di sostituirsi gradatamente ai capi delle altre città templari. LAnatolia divenne il Paese di Hattusas ; gli abitanti furono detti Ittiti da Hattu; e divennero sudditi, sia pure tramite i templi cui facevano capo, di questa nuova figura di monarca-sacerdote.

                                     

2.2. Religione Il re-sacerdote

Il re ittita era in effetti un sacerdote: era lunico che poteva sacrificare direttamente; gli altri sacrificavano soltanto mediante i sacerdoti specializzati. La fonte del suo potere era il servizio che prestava a tutti gli dei che avevano sede in Anatolia; il suo titolo, a questo riguardo, era quello di "servo degli dei" per antonomasia. Tutti questi principi dordine religioso si rilevano nella realizzazione dellimpero ittita che si configura come una confederazione di comunità templari aventi per unico capo quello della comunità templare di Hattu.

Consolidata questa situazione nella regione anatolica, poteva essere conquistato anche il resto del mondo: dove si trovavano comunità templari, si costringevano a riconoscere il re ittita come "servo" del rispettivo dio; se le città-Stato erano diversamente organizzate, venivano espropriate ai loro abitanti e ridotte a una città templare, proprietà di un dio, amministrabile dal re ittita.

Il "servizio" reso dal re agli dei era una specie di sublimazione delloriginario servizio templare che consisteva sostanzialmente nel nutrire il dio titolare del tempio, ovvero nel dargli la sua spettanza come proprietario del suolo su cui viveva la comunità. Il re, invece, offriva, più che il nutrimento, la sua azione regale: le sue imprese, le sue conquiste. E così come era scrupolosamente registrato presso ogni tempio qualsiasi prodotto destinato al dio, il re faceva registrare ogni sua azione, sia imprese belliche sia cerimonie o altro, che egli dedicava, sotto forma di atti, agli dei. Tali atti venivano redatti come veri annali e offerti annualmente; pure annualmente il re doveva recarsi in pellegrinaggio a tutti i templi dellimpero per dare atto formale del "servizio" divino da cui derivava il suo potere.

                                     

2.3. Religione Il pantheon ittita

Di qui la singolarità del politeismo ittita per il quale gli dei non erano forme di realtà universali, ma di unità territoriali: dio nazionale dellimpero era un dio sovrano con caratteri del "dio della tempesta" siriano; il suo nome era indicato con lideogramma IM, poi U, comune a vari dei di località diverse in una lista, troviamo ben 21 U. Evidentemente ogni U si distingueva dallaltro non per una diversa natura, ma per una diversa sede di culto, e quindi serviva a identificare un territorio. Lo stesso dicasi della divinità indicata con lideogramma mesopotamico UTU sole. Risulta esserci più di un UTU, e UTU era anche la dea-sole della città di Arinna, la quale, nella sistemazione teologica ittita, appare come sovrana e sposa del dio della tempesta. Ai piedi di questa dea venivano deposti, come offerta agli dei, gli atti che registravano le imprese del re.

In questo panorama il pantheon ittita era composto di divinità dallorigine più varia e non rifletteva una visione del mondo, ma piuttosto denominava il territorio ittita, dovendo la sua formazione unicamente alle divinità che gli Ittiti avevano trovato in Anatolia. Il "servizio" agli dei, che fondava la presenza ittita in Anatolia, comportava il massimo adeguamento alla volontà divina; il che si otteneva mediante un gran numero di tecniche divinatorie, tra cui si ricorda, per la sua importanza, lauspicio, ossia la consultazione del volo e del comportamento degli uccelli ornitomanzia.

Il peccato per eccellenza, anzi il "reato" data la sua punibilità, era la trasgressione alle norme o agli ordini divini. La ricerca e lespiazione di eventuali trasgressioni essendo di fondamentale importanza, acquistò particolare rilievo listituto della confessione. Lidea stessa del peccato fu personificata in un dio, Wastulassis, che assieme ad altre divinità astratte come Hantassas equità e Istamanassas esaudimento, a differenza degli altri dei che ordinavano il territorio, regolavano i rapporti tra uomini e dei, e quindi il comportamento umano.

                                     

2.4. Religione La mitologia

Della ricca mitologia ittita si ricordano i due miti più estesi: quello del dio Telipinu e quello della lotta vittoriosa del dio dellordine il "dio della tempesta" contro il serpente Illuyankas, personificante le forze del caos.

Un terzo mito, quello dellevirazione del dio-cielo il mesopotamico Anu da parte del dio Kumarbi, va ricordato in quanto, anziché riallacciarsi alla tradizione mesopotamica, trova un singolare riscontro nel mito greco della evirazione di Urano da parte di Crono. Un distacco dalla tradizione mesopotamica, che presso gli Ittiti è presente nelle idee sullaldilà, nei rituali, negli scongiuri, nelle formule magiche, ecc., si ha anche nella pratica funeraria dellincinerazione.

                                     

3. Arte

Larte ittita, su cui agì, oltre allinflusso siriaco, una conoscenza più o meno diretta dellarte mesopotamica, è nota soprattutto attraverso gli scavi di Bogazköi o Bogazkale lantica Ḫattuša, Alacahöyük, Yazilikaya, che hanno riportato alla luce templi, palazzi, mura e fortificazioni del periodo imperiale 1400 - 1200 a.C. ca. Le poderose mura urbane Bogazkale, Alacahöyük, con imponenti porte incassate fra torrioni, racchiudevano il palazzo reale e i templi, strutturati in maniera analoga: basamenti a grossi blocchi quadrati o massicce lastre poste verticalmente, e parte superiore in mattoni crudi e travi di legno.

Larchitettura templare, come è dimostrato dai cinque templi di Bogazkale, contemplava la presenza di un cortile circondato da numerosi ambienti, di una sala del trono e di una cella per il simulacro della divinità.

La scultura, monumentale ma non priva di originalità e caratterizzata da una certa vivacità di resa plastica, è documentata dai rilievi rupestri il maggior ciclo è quello del santuario di Yazilikaya, con processione di dei e dee dagli ortostati a rilievo porta di Alacahöyük, con processione di sacerdoti e offerenti guidata dallimperatore e dallimperatrice, dai rilievi che ornano le porte urbane protomi leonine e sfingi a Bogazkale e Alacahöyük.

Interessanti appaiono anche le manifestazioni delle arti minori, con particolare riferimento ai sigilli cilindrici finemente intagliati alle statuette-amuleto doro e dargento riproducenti in piccolo le statue cultuali dei templi, oltreché alla ceramica monocroma e dipinta a decorazione geometrica rappresentata prevalentemente da vasi a forma di animale.

                                     

4. Media

  • La società ittita fa da sfondo al manga Anatolia Story di Chie Shinohara, la saga di una ragazza del XX secolo trasportata nel XIV secolo a.C. per via di un maleficio.