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ⓘ Campo di concentramento. Il campo di concentramento è una struttura carceraria allaperto adatta alla detenzione di civili eo militari. Si tratta solitamente di ..




Campo di concentramento
                                     

ⓘ Campo di concentramento

Il campo di concentramento è una struttura carceraria allaperto adatta alla detenzione di civili e/o militari. Si tratta solitamente di una struttura provvisoria, adatta a detenere grandi quantità di persone, in genere prigionieri di guerra, destinati a essere scambiati o rilasciati alla fine del conflitto.

Comunemente è formato da file di baracche o container disposti ordinatamente, contenenti dormitori, refettori, uffici e analoghe costruzioni necessarie alla reclusione dei prigionieri, e circondate da reticolati di filo spinato o altri tipi di barriere. Il perimetro del campo era sorvegliato da ronde di guardie armate.

I metodi le finalità di sistematica eliminazione dei prigionieri, attuati in queste strutture nel XIX secolo nella guerra di secessione americana da ambedue le parti in conflitto, e nel XX secolo, soprattutto da parte degli inglesi durante la seconda guerra boera, nella Germania nazista e nellUnione Sovietica negli anni intorno alla seconda guerra mondiale, hanno fatto sì che nel linguaggio comune campo di concentramento sia spesso assimilato a campo di sterminio, che ne è invece un sottotipo anomalo.

Il trattamento di prigionieri civili e militari nei campi di internamento in tempo di guerra è regolato dalla III e IV Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949. I campi dinternamento sono tuttora usati da unità politiche in guerra, regimi illiberali o come soluzione estrema nella regolazione dei flussi migratori verso alcuni paesi campo per rifugiati.

                                     

1. La repressione spagnola a Cuba 1896-1898

Il primo utilizzo dei campi di concentramento nella storia contemporanea risale allinsurrezione cubana del 1896 quando il generale dellesercito spagnolo Valeriano Weyler, dorigini prussiane, attuò, dal 16 febbraio 1896, un "riconcentramento" della popolazione. Dapprima ne bruciò case e campi e poi la deportò, con i soli vestiti indossati, in zone ove era permesso costruire capanne di foglie di palma, circondati da una trocha, sorta di trincea al cui interno erano gettati tutti i rifiuti ed esternamente circondata da una recinzione di filo spinato e ai lati dessa erano presenti degli escubitorii con 2-10 soldati ognuno. Scopo del riconcentramento fu la privazione dellappoggio popolare ai guerriglieri impedendo ogni contatto tra questi ultimi e i deportati che secondo lesercito spagnolo svolgevano attività informativa in favore della guerriglia.

Nel 1898 la guerra ispano-americana pose fine, con la cessione da parte ispanica dellarcipelago delle Filippine agli Stati Uniti per 25 milioni di dollari, alla dominazione spagnola. Lintervento statunitense motivato umanitariamente come la necessità di porre termine allattività di concentramento e allo sterminio causato dalla guerra civile, come detto nel febbraio 1898 dal presidente William McKinley, si rivelò poi una politica dingerenza dato che i cubani non furono ammessi ai trattati di pace e, dal 1901, furono poste forti limitazioni allindipendenza dellisola. Dai documenti pervenuti a oggi i reconcentrados furono circa 300.000, in maggioranza donne e bambini, ne decedettero almeno 100.000.

La fondatrice della Croce Rossa Americana, Clara Barton, dichiarò che i massacri hamidiani furono meno violenti, comparati a quanto gli si presentò a Cuba, ove arrivò il 9 febbraio 1898 per svolgere attività di soccorso ai deportati.

                                     

2. La guerra filippino-americana

Dal 1899 nelle Filippine, durante la guerra filippino-americana, morirono centinaia di migliaia di civili. Causa di tali decessi fu la strategia del riconcentramento e della terra bruciata per la cui attuazione gli statunitensi poterono confrontarsi con quanto già fecero, nei due anni precedenti, gli spagnoli a Cuba e, dal 1900, gli inglesi in Sudafrica.

                                     

3. Le guerre boere in Sudafrica

In Sudafrica durante la seconda guerra boera, fra il 1900 e il 1902, il comandante britannico Horatio Kitchener praticò su larga scala la strategia della terra bruciata. Per far sì che i boeri si arrendessero bruciò 30.000 fattorie e deportò in 58 campi di concentramento circa 120.000 boeri il 50% della popolazione, dei quali, a causa delle cattive condizioni, morirono 4.000 donne, 22.000 bambini e 1.676 uomini.

Luso dei campi di concentramento ebbe un ruolo non secondario nel garantire la vittoria allesercito britannico. Alla fine della guerra si conteranno non meno di 26.000 donne e bambini boeri morti nei campi di concentramento britannici, a cui vanno aggiunte le vittime della popolazione nera che viveva nelle fattorie boere, che seguirono la sorte dei loro padroni nei campi di concentramento.

                                     

4. La prima guerra mondiale

In seguito alla rotta di Caporetto circa 300.000 soldati italiani furono fatti prigionieri dagli eserciti degli imperi centrali. Essi furono avviati con una marcia, in cui molti morirono, nei campi di concentramento austro-ungarici e tedeschi. Le condizioni di vita nei campi furono assai difficili. Le scarsità alimentari che tormentarono tutti i paesi coinvolti nel primo conflitto mondiale si riversarono in misura particolare sui prigionieri con la conseguenza di una mortalità molto elevata allinterno dei campi.

Alcuni prigionieri di guerra italiani furono internati nel castello di Kufstein in Tirolo. Oggi il castello, trasformato in museo, ospita una targa con i nomi di tutti i prigionieri di guerra ospitati nelle sue celle. I prigionieri italiani ebbero unassistenza e un trattamento non benevolo da parte della autorità austriache.

In Italia i prigionieri degli imperi centrali furono detenuti in campi situati principalmente in Sardegna e nel Centro-Nord Italia nelle città di Alessandria, Avezzano, Asti, Cuneo, Voghera, Bracciano, Servigliano e altre.



                                     

5. I Gulag

Nel 1917 Lenin annunciò che tutti i "nemici di classe", anche in assenza di prove di alcun crimine contro lo Stato, non potevano essere fidati e non dovevano essere trattati meglio dei criminali. Dal 1918, vennero ristrutturate le attrezzature di detenzione in campi, quali ampliamento e riassetto dei precedenti campi di lavoro forzato della Russia Imperiale.

Negli anni venti, il partito comunista aveva adottato i campi di concentramento per internare dissidenti, nemici del regime e persone non politicamente affidabili. Nelle terribili purghe degli anni trenta, fu fatto un intenso uso dei campi, organizzati nel sistema Gulag, narrato da Aleksandr Solženicyn nel suo libro Arcipelago Gulag.

Il sistema rimase attivo fino al 1970 circa, anche se dopo il terrore staliniano con lammorbidirsi delle opinioni allinterno del partito comunista le condizioni di prigionia migliorarono. Il termine Gulag è diventato nelluso corrente sinonimo di "campo di concentramento sovietico" ma è in realtà una sigla che identifica il sistema organizzativo "Glavnoye Upravleniye LAGerey" cioè "direzione generale dei lager".

Il regime comunista fece uso molto esteso dei campi. Il numero complessivo di detenuti fra il 1929 e il 1953 è valutato provvisoriamente a circa 18 milioni. Il numero di morti è valutato provvisoriamente a 2.749.163. Le esecuzioni per motivi politici valutate provvisoriamente a 786.098. I Kulaki contadini benestanti morti durante la collettivizzazione sono valutati provvisoriamente a circa 600.000.

                                     

6. Campi coloniali dellItalia fascista

Il governo fascista di Benito Mussolini, durante la guerra di riconquista della Libia, fra il 1930 e il 1934, deportò oltre 80.000 seminomadi in campi di concentramento lungo la costa desertica della Sirte, in condizioni di sovraffollamento, sottoalimentazione e mancanza di igiene che ne portarono circa la metà alla morte nei tre anni seguenti - in assenza di documentazione specifica, dobbiamo rifarci alle cifre generali dei censimenti italiani.

                                     

7. I Lager

Tra il 1933 e il 1945, sul modello dei gulag sovietici, la Germania nazista fece uso su vasta scala dei campi di concentramento i Konzentrationslager o KZ e dei campi di sterminio, per detenere ebrei, renitenti alla leva tra i quali i testimoni di Geova, che facevano obiezione di coscienza, zingari, omosessuali, prigionieri di guerra e dissidenti politici e sterminarli sistematicamente.

I primi lager vennero istituiti già nel 1933, ed erano già attivi circa un mese dopo lavvento al potere di Adolf Hitler, al posto delle Case di lavoro previste dalla Costituzione di Weimar come strumento di aiuto ai più bisognosi. A partire dallinvasione della Cecoslovacchia e della Polonia, e ancor più negli anni della seconda guerra mondiale, il sistema concentrazionario nazista venne esteso a tutti gli stati occupati dai nazisti o alleati con la Germania: troviamo perciò dei campi di lavoro e/o di sterminio in Austria, Cecoslovacchia, Italia, Polonia, Ungheria. In tutti i casi ci fu collaborazione locale nellistituire i campi, sebbene la memoria ufficiale o collettiva del dopoguerra abbia teso a rimuovere tale correità, e la deportazione venga ora dimenticata o attribuita soltanto ai nazisti.

Alcuni sopravvissuti sono diventati scrittori e hanno raccontato la vita dei lager nei loro romanzi, tra questi litaliano Primo Levi in Se questo è un uomo e in La tregua e lungherese Premio Nobel per la letteratura Imre Kertész in Essere senza destino.

Il campo di concentramento nazista per antonomasia, ma non lunico ce nerano più di 1.600, è considerato quello di Auschwitz. Allinterno del lager nazista, la baracca in tedesco: Block era, generalmente, ledificio adibito a dormitorio dei deportati. Vi erano diverse tipologie di baracche, sia per dimensioni e/o per materiali con cui erano state costruite potevano essere in legno o in muratura, sia per lo scopo cui venivano adibite.

Fra le varie tipologie di baracca si ricordano: ricoveri per i deportati, baracche di quarantena, infermeria, infermeria speciale chiamata anche blocco della morte, era riservata ai deportati destinati a essere soppressi entro breve tempo, lavanderia, cucina, edificio del carcere, camere a gas, forni crematori, locali adibiti alle esecuzioni capitali e alle torture, locali adibiti agli esperimenti su esseri umani, officine, baracche dei sorveglianti, edifici degli uffici interni.

I deportati erano rinchiusi nelle baracche tutte le sere e anche durante il giorno, in occasione di quelle operazioni di eliminazione che le SS volevano condurre in segreto.

Nei campi di concentramento e di sterminio venivano usati dei simboli, appuntati sui vestiti in corrispondenza della parte sinistra del torace, per lidentificazione degli internati. Per gli internati di tipo politico veniva usato il triangolo rosso, per gli "anti-sociali" il triangolo nero, per gli omosessuali il triangolo rosa, per i renitenti alla leva tra cui i Testimoni di Geova il triangolo viola, per Rom e Sinti il triangolo nero, per gli immigrati il triangolo blu, e per i criminali comuni da cui venivano attinti i Kapo, perché erano già abituati a commettere atti di violenza il triangolo verde.

La stella di Davide, di colore giallo-oro e con la scritta jude, identificava invece gli ebrei.



                                     

7.1. I Lager Lista dei campi di concentramento nazisti

Il seguente elenco indica solo alcuni dei principali e più conosciuti campi di concentramento/sterminio/lavoro nazisti, e pertanto non è un elenco esaustivo:

  • Bergen-Belsen
  • Bitterfeld
  • Buchenwald
  • Stutthof
  • Dachau
  • Theresienstadt
  • Auschwitz
  • Breitenau
  • Flossenbürg
  • Bredtvet
  • Sachsenhausen Oranienburg
  • Risiera di San Sabba
  • Majdanek
  • Riga
  • Ravensbrück
  • Mauthausen
                                     

8. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale

Campi in Ungheria

  • Campo di concentramento di Kistarcsa
  • Campo di concentramento di Sighet

Campi nella Francia Occupata

  • Campo di internamento di Drancy
  • Velodromo dInverno
                                     

8.1. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi di concentramento europei di altri paesi dellAsse

Oltre alla Germania nazista anche altri paesi europei alleati o cobelligeranti con le forze dellAsse istituirono e gestirono in proprio dei campi di concentramento, prigionia e Lavoro. Principali paesi che organizzarono questi campi furono: la Romania, lUngheria, la Croazia, la Francia di Vichy:

                                     

8.2. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi in Romania o gestiti dai Rumeni

  • Campo di concentramento di Limbeni
  • Campo di concentramento di Peciora
  • Campo di concentramento di Vapniarca
  • Campo di concentramento di Grasulovo
  • Campo di concentramento di Noi
  • Campo di concentramento di Falticeni
  • Campo di concentramento di Bogdanovka
  • Campo di concentramento di Bardujeni
                                     

8.3. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi in Ungheria

  • Campo di concentramento di Kistarcsa
  • Campo di concentramento di Sighet
                                     

8.4. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi in Croazia

  • Campo di concentramento di Dakovo
  • Campo di concentramento di Tenja
  • Campo di concentramento di Jasenovac
  • Campo di concentramento di Sisak
  • Campo di concentramento di Gospić
  • Campo di concentramento di Krušćica
  • Campo di concentramento di Loborgrad
  • Campo di concentramento di Koprivnica
                                     

8.5. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi nella Francia Occupata

  • Campo di internamento di Drancy
  • Velodromo dInverno
                                     

8.6. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi di concentramento italiani con prigionieri civili o degli eserciti alleati

Durante la seconda guerra mondiale, fra il 1940 e il 1945, vennero istituiti sul territorio italiano e sui territori jugoslavi annessi numerosi campi di concentramento, campi di confino, campi di smistamento e di lavoro forzato.

  • Campo di internamento di Lanciano in Abruzzo. È famoso per aver ospitato Maria Eisenstein, autrice del libro Internata n°6 - Donne fra i reticolati del campo di concentramento pubblicato nel 1944.
  • Campo di transito di Bolzano
  • Campo di concentramento di Fossoli
  • Campo di concentramento di Gonars
  • Campo di concentramento di Vo Vecchio. A Vo Vecchio PD presso villa Venier, dal 3 dicembre 1943 alla metà di luglio del 1944 fu allestito un campo di raccolta per gli ebrei provenienti dalla provincia di Padova e di Rovigo in attesa di essere deportati ad Auschwitz. Gli ebrei deportati dal campo di Vo furono 47 e solo 3 sopravvissero.
  • Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia - In località Ferramonti di Tarsia CS venne creato il più grande campo di detenzione di prigionieri di origine ebraica, che successivamente ospitò anche prigionieri slavi. Il campo venne liberato dagli alleati dopo l8 settembre 1943.
  • Campo di concentramento di San Primo
  • Campo di concentramento di Arbe
  • Campo di concentramento Risiera di San Sabba Trieste
  • Campo di internamento di Urbisaglia
  • Campo di internamento di Manfredonia
  • Campo di concentramento di Avezzano
  • Campo di internamento di Corropoli
  • Campo di internamento di Campagna
  • Campo di internamento "Le Fraschette" di Alatri FR
  • Campo di internamento di Renicci
  • Campo di internamento di Tortoreto
  • Campo di concentramento di Monigo
  • Campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo
  • Campo di internamento di Bagno a Ripoli
  • Campo di internamento di Isola del Gran Sasso
  • Campo di internamento di Nereto


                                     

8.7. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi di jugoslavi con prigionieri civili e militari italiani

In territorio jugoslavo vennero costruiti diversi campi di concentramento per italiani. Tristemente noto è il campo di concentramento a Borovnica, attivo dalla metà di maggio del 1945 fino al gennaio del 1946. Le testimonianze delle torture e degli assassini che furono compiuti a Borovnica sono state documentate da vari scrittori, tra cui Norberto Biso, Rossi Kobau e Gianni Barrel. Altri campi furono quelli di Aidussina, Goli Otok, Maribor, Skofia Loka, Sveti Grgur.

                                     

8.8. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi di concentramento partigiani

  • A Legino, nel comune di Savona, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento nello spazio oggi destinato alle Scuole Medie Guidobono, sezione distaccata.
  • A Mignagola, nel comune di Carbonera, nellimmediato dopoguerra fu istituito un campo di prigionia nella locale cartiera. In questo campo le guardie partigiane delle Brigate Garibaldi si resero colpevoli di sevizie e omicidi ai danni del prigionieri che configurarono una vera e propria strage.
  • A Segno, nel comune di Vado Ligure, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento sito al fianco della chiesa nei pressi del cimitero.
  • Il Campo di concentramento di Novara fu istituito nel dopoguerra nello stadio comunale. Secondo lo storico Cesare Bermani raccolse tra i 1.500 e i 1.800 prigionieri.
  • A Vercelli, nel dopoguerra fu istituito un campo di concentramento allinterno dellOspedale psichiatrico. Gli abusi ai danni dei prigionieri commessi dalle guardie sono noti come Eccidio dellospedale psichiatrico di Vercelli.
  • A Finalborgo nel comune di Finale Ligure, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento.
  • A Varazze, alla fine della guerra fu istituito un campo di concentramento nella Villa Astoria in cui il 1º maggio 1945 vennero uccisi 10 fascisti.
                                     

8.9. Altri campi di concentramento nella seconda guerra mondiale Campi di concentramento per gli italiani

  • Campo di internamento di Zonderwater a Cullinan in Sudafrica; qui sono stati reclusi un gran numero di prigionieri di guerra italiani tra il 1941 e il 1947 che avevano combattuto nel Nordafrica durante la seconda guerra mondiale.
                                     

9. Campi di concentramento statunitensi

Campo di concentramento di Ellis Island

Durante la Seconda guerra mondiale vi furono detenuti cittadini giapponesi, italiani e tedeschi. Dal 1990 ospita il "Museo dellImmigrazione".

                                     

9.1. Campi di concentramento statunitensi Internamento degli italiani negli Stati Uniti

Linternamento degli italiani negli Stati Uniti è un fenomeno avvenuto nel corso della Seconda guerra mondiale, in particolare tra il 1941 e il 1944, che ha riguardato parte degli italoamericani, considerati come possibile nemico da parte del governo degli Stati Uniti.

A differenza degli americani di origine giapponese, che sono stati internati durante la guerra, gli italo-americani perseguitati non hanno mai ricevuto risarcimenti. Nel 2010 la legislatura della California ha approvato una risoluzione, chiedendo scusa per i maltrattamenti subiti dai residenti di origini italiane.

                                     

9.2. Campi di concentramento statunitensi Linternamento dei giapponesi americani 1942

A seguito dellattacco giapponese a Pearl Harbor, Franklin Delano Roosevelt autorizzò Executive Order 9066 nel febbraio 1942 linternamento in campi dedicati degli individui di origine giapponese residenti nella zona militare del Pacifico, indipendentemente dalla cittadinanza. Se le motivazioni addotte furono quelle di sottrarre la riconoscibile minoranza giapponese allisteria collettiva seguita allattacco a sorpresa dellimpero giapponese, lo scopo reale era lallontanamento di potenziali spie dalla costa occidentale, in cui si stava organizzando il contrattacco. 117.000 persone, due terzi cittadini americani, donne e bambini inclusi, furono deportati nei campi di Tule Lake California, Minidoka Idaho, Manzanar California, Topaz Utah, Jerome Arkansas, Heart Mountain Wyoming, Poston Arizona, Granada Colorado e Rohwer Arkansas. Finita la guerra i campi furono sgomberati, ma non tutti preferirono tornare alla propria città di provenienza.

Nel 1988 tramite la Public Law 100-383 il governo offrì 20.000$ come risarcimento agli internati. Nellottobre del 1990 il presidente statunitense George Bush Sr. scrisse loro:

                                     

9.3. Campi di concentramento statunitensi Campo di concentramento di Ellis Island

Durante la Seconda guerra mondiale vi furono detenuti cittadini giapponesi, italiani e tedeschi. Dal 1990 ospita il "Museo dellImmigrazione".

                                     

9.4. Campi di concentramento statunitensi Internamento durante la Guerra al terrorismo 2001-?

Alcuni osservatori indicano come campo di concentramento la struttura appartenente agli Stati Uniti dAmerica, predisposta allinterno della base di Guantánamo a Cuba, che ospita sospetti appartenenti ad al-Qāʿida e al regime talebano a partire dal 2001 fino a oggi.

Alcuni media nella primavera/estate del 2004 hanno usato il termine per la prigione irachena di Abu Ghraib, allora oggetto dellindignazione dellopinione pubblica seguita alla pubblicazione delle foto di torture ai detenuti.

Una struttura analoga alla prigione di Abu Ghraib esiste anche in Afghanistan. Si tratta della prigione di Bagram, dove sono stati documentati abusi molto simili a quelli avvenuti ad Abu Ghraib, e che hanno suscitato le proteste della Croce Rossa Internazionale.

In questi casi la differenza fra prigione e campo di concentramento è labile e condizionata dalluso spregiativo del termine più che dalla pertinenza di un suo uso per i casi specifici. In generale, il termine prigione intende prevalentemente una struttura civile, con persone detenute in attesa di processo o condannati che scontano una pena, o raramente una struttura militare in cui sono detenuti militari in attesa di processo o condannati che scontano una pena. Il termine campo di concentramento intende una struttura quasi sempre militare in cui sono provvisoriamente detenute persone genericamente nemiche in attesa della pace. Nelluso di uno o dellaltro termine è altresì implicita una precisa presa di posizione politica su questioni di scottante attualità, per cui bisognerà attendere la storicizzazione dei fatti seguiti agli attentati dell11 settembre 2001 per tentare una trattazione più obiettiva della questione.

                                     

10. Campi di concentramento cinesi

I primi campi di concentramento in Cina appaiono nel corso della Guerra civile cinese. La quinta campagna di annientamento delle forze comuniste era basata sul progressivo accerchiamento delle aree ove esse erano attive. La deportazione dei residenti in tali aree e la loro reclusione in appositi campi fu praticata per privare lEsercito Rosso di ogni possibile appoggio da parte della popolazione.

Riferendosi al periodo successivo al 1949, alcune fonti e in particolare ex detenuti, chiamano "campi di concentramento" i "campi di riforma attraverso il lavoro" della Repubblica Popolare Cinese, più noti in passato come Laogai. Come nel caso di Guantánamo, questuso è più legato al significato peggiorativo di "campo di concentramento" come "luogo di violazione dei diritti umani" che al significato ordinario dellespressione.

I "campi di riforma attraverso il lavoro" e i "campi di rieducazione attraverso il lavoro" cinesi, infatti, sono strutture civili anziché militari, destinate ai cinesi condannati per reati comuni e per i cosiddetti "illeciti amministrativi" anziché ai prigionieri di guerra. In essi i detenuti scontano la propria pena svolgendo lavori forzati. Secondo la dottrina giuridica cinese, lo svolgimento di lavori manuali avrebbe la duplice finalità di favorire il recupero delle devianze, e di garantire la sostenibilità economica del sistema di campi.

Il sistema dei campi raggiunge la sua forma attuale nei primi anni cinquanta. Limiti massimi per le pene detentive scontate nei campi di rieducazione furono introdotti solo intorno alla metà del periodo Maoista 1949 - 1976

                                     

11. Campi di concentramento in Corea del Nord

In Corea del Nord sono presenti campi di concentramento, in cui si stima si trovino 200.000 persone. Amnesty International ha reso pubbliche immagini satellitari e testimonianze di prigionieri politici ed ex guardiani riusciti a fuggire dei campi di prigionia. Secondo tali testimoni, i detenuti sono costretti a lavorare in condizioni che rasentano la schiavitù e sono frequentemente sottoposti a torture e altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti e nella maggior parte dei casi essi hanno assistito a esecuzioni pubbliche. Secondo la testimonianza di Jeong Kyoungil, ex detenuto al campo di concentramento di Yodok tra il 2000 e il 2003, circa il 40 per cento dei detenuti nella zona rivoluzionaria di Yodok è morto di malnutrizione tra il 1999 e il 2011. Inoltre secondo Amnesty International in tali strutture non verrebbero forniti capi di abbigliamento e i prigionieri soffrirebbero i rigori di inverni assai freddi, spesso svolgendo lavori manuali estenuanti e al tempo stesso privi di senso.