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Colori e simboli del Football Club Internazionale Milano
                                     

ⓘ Colori e simboli del Football Club Internazionale Milano

In questa pagina sono riportati i colori e simboli del Football Club Internazionale Milano, società calcistica italiana con sede a Milano.

Fondata nel 1908, i suoi colori distintivi sono da sempre lazzurro e il nero che furono scelti dal disegnatore nonché socio-fondatore del club Giorgio Muggiani, il quale intese in questo modo rendere omaggio rispettivamente al cielo e alla notte che avevano tenuto a battesimo la nascita della nuova squadra, ispirata da principi di fratellanza. Dallemblema distintivo della famiglia Visconti, fondatrice del Ducato di Milano - antico Stato dellItalia settentrionale con capitale lomonima città - deriva ladozione tra i simboli societari di un biscione, declinato nel corso degli anni in varie forme più vicine a quelle di un serpente che comparve per un breve intervallo di tempo sullo stemma del club che non alla classica bissa storicamente legata alla città meneghina. Dalla bandiera del Ducato di Milano venne presa a prestito la croce rossa su campo bianco che servì da ispirazione per il disegno della casacca distintiva della Società Sportiva Ambrosiana, nuova realtà calcistica nata dalla fusione con i rivali cittadini dellUnione Sportiva Milanese - imposta dal regime fascista e mai realmente digerita - che ebbe tuttavia vita breve in favore di un ritorno al classico nerazzurro.

La simbologia adottata dallInter è stata, nel corso della sua storia, fonte dispirazione per le denominazioni, le divise e gli stemmi di numerose società calcistiche italiane e straniere, tra cui il Pisa, il Renate, lo Chambly, il Martigues, lInter Club dEscaldes, lInter Turku, lInternacional, lIndep. del Valle, lInter Miami e lInterclube.

                                     

1.1. La maglia Dagli albori agli anni 1930

A scegliere i colori della tradizionale maglia a strisce nerazzurre fu lillustratore Giorgio Muggiani. Originariamente, il numero delle strisce sulla maglia - in realtà una camicia di cotone pesante e di flanella, in considerazione del fatto che si giocava quasi esclusivamente nei mesi primaverili - variava a seconda del manufattore, dato che venivano confezionate da sartorie artigianali varie o addirittura in casa indossava ancora casacche realizzate da maglifici diversi pur cercando una certa uniformità: in ogni caso le righe nere variavano da un massimo di tre a un minimo di cinque, mentre quelle azzurre da un minimo di tre a un massimo di quattro. La maglia poteva presentare scollo a V nero, più o meno ampio, colletto nerazzurro o ancora colletto bianco e laccetti.

Fino alla fine degli anni 1920 non ci furono novità sostanziali a parte la comparsa sul petto di uno stemma con il biscione di Milano nella stagione 1913-1914.

Nel 1928, a seguito della fusione con i concittadini dellUnione Sportiva Milanese - voluta dal regime fascista, che impose anche il cambio di denominazione in Società Sportiva Ambrosiana - la tradizionale divisa a strisce nerazzurra fu accantonata in favore di una maglia bianca con scollo a V crociata in rosso, sulla quale venne apposto allaltezza del petto uno stemma ovale con fascio littorio. La nascita della nuova realtà fu osteggiata sia dai tifosi, che continuavano a chiamarla Inter, sia dai dirigenti che nellamichevole Ambrosiana-Newcastle Utd del 19 maggio 1929 usarono la maglia nerazzurra con lo stemma della Milanese. Nella stagione 1929-1930 si ritornò alla maglia che aveva caratterizzato il club prima della fusione, con lo stemma della Milanese sul petto.

                                     

1.2. La maglia Dagli anni 1930 ai 1950

Nel 1930-1931, la squadra appose per la prima volta sulla maglia lo scudetto con fascio littorio - che aveva esordito per la prima volta sulla maglia del Genoa nel campionato 1924-25 - mentre per quanto riguarda le variazioni stilistiche si segnalò lo scollo a V a scacchi che richiamava i colori sociali bianco e nero della Milanese. Dal 1932-1933 lInter tornò a usare la maglia che aveva indossato nei campionati 1927-1928 e 1929-1930, senza lo stemma della Milanese. Nella stagione 1938-1939, la divisa fu impreziosita dallo scudetto.

Questa maglia fu usata anche nel 1939-1940 mentre la stagione 1940-1941, segnò limmediato ritorno dello scudetto sul petto dopo un anno di assenza. Dal 1941 al 1946 venne usata prevalentemente una divisa a sei righe - tre nere e tre azzurre - mentre per il 1946-1947 fu usata una maglia con sette righe, tre nere e quattro azzurre. Dal 1947 al 1959 la casacca ebbe in prevalenza quattro strisce nere e tre azzurre. Nella stagione 1958-1959 comparve lo stemma societario sul petto. Lanno seguente la maglia restò invariata, ad eccezione dello stemma societario che fu rimosso.

                                     

1.3. La maglia Anni 1960 e 1970

Nel 1961-1962 e nel 1962-1963, le righe divennero nove - quattro nere e cinque azzurre - ma nella stagione immediatamente successiva tornarono a essere sette, quattro nere e tre azzurre. La divisa per il 1963-1964 fu impreziosita dal tricolore, che celebrava il campionato conquistato lanno precedente. Fu un periodo di grandi soddisfazioni sportive per la squadra che contribuì alla formazione di una divisa iconica, che infatti subì poche modifiche e non sostanziali fino al 1971, se si eccettuano il tricolore che tornò a campeggiare sulle maglie nella stagione 1965-1966 e la stella celebrativa del decimo titolo italiano in quella 1966-1967. Dal 1967-1968 sul petto rimase solo la stella.

Nel 1971-1972 la maglia fu impreziosita dal tricolore. Da quella stagione e fino a quella 1976-1977 la divisa non subì modifiche degne di nota; il numero delle strisce fu prevalentemente pari a sette. A partire della stagione 1977-1978 comparve stabilmente sulla maglia il logo del fornitore tecnico, quello della Puma. Nellannata successiva la maglia si fregiò per la prima volta della coccarda tricolore in virtù del successo dellanno prima nella Coppa nazionale. La maglia della stagione 1979-1980 rimase invariata rispetto a quella dellannata precedente, eccezion fatta per ladozione di un nuovo stemma sociale allinterno del quale faceva bella mostra di sé un serpente.



                                     

1.4. La maglia Anni 1980

Per la stagione 1980-1981, la divisa tornò a esporre il tricolore in luogo dello stemma che trovò spazio solo sulla manica destra. Inoltre, le strisce si fecero più fitte e vennero adottati dei pantaloncini azzurri. Dal 1981 lInter abbandonò il fornitore tecnico tedesco per legarsi allazienda italiana della Mec Sport le strisce tornarono leggermente più larghe. Lanno successivo comparve sulle maglie nerazzurre pure il primo sponsor ufficiale. Già dal 1983-1984 tornarono i pantaloncini neri e la divisa rimase sostanzialmente invariata fino al 1986.

Lannata 1986-1987 vide lesordio di un nuovo fornitore tecnico, il francese Le Coq Sportif, che si distinse nel biennio di sponsorizzazione per ladozione di un numero di strisce variabili da un minimo di sette a un massimo di nove e per aver riportato lo stemma sociale sul petto. Nella stagione 1988-1989, la prima dellazienda tedesca Uhlsport, si assistette alla comparsa sulle maglie di una versione dello stemma leggermente ritoccata che apportava sopra anche la denominazione del club. La casacca della stagione 1989-1990 fece segnare il ritorno del tricolore, che spostò il nuovo stemma sociale - ancora cambiato e più simile adesso a quello originario - sulla manica destra.

                                     

1.5. La maglia Anni 1990

Nel 1991 si registrò un nuovo cambio di fornitore tecnico dopo laccordo con la Umbro: lazienda inglese esordì con una maglia contraddistinta da un numero di strisce pari a sette, tre nere e quattro azzurre. La divisa per lanno successivo si caratterizzò per luso di una tonalità di azzurro più chiara rispetto alle precedente e per un numero di righe più elevato. Dal 1993 al 1995 le strisce furono stabilmente nove, cinque nere e quattro azzurre.

La stagione 1995-1996 fu segnata dallutilizzo di una tonalità di azzurro più scura che fu confermata anche nelle due successive annate. Nella stagione 1997-1998 la maglia presentava nella parte inferiore una caratteristica serigrafia del logo sociale. Esaurito il rapporto con lazienda inglese nel 1998-1999, il club firmò un nuovo contratto con il fornitore tecnico americano della Nike, che esordì presentando una maglia sostanzialmente nel solco delle precedenti.

                                     

1.6. La maglia Anni 2000

Nella stagione 2000-2001 la Nike non apportò elementi di grande novità, mentre nel 2001-2002 decise di introdurre nella tradizionale maglia a strisce nerazzurre degli inserti gialli, che vennero confermati anche nellannata successiva. Nella stagione 2003-2004 la divisa si caratterizzò per una generale predominanza dellazzurro sul nero, soprattutto nella parte inferiore della stessa, mentre non ci furono grosse novità lanno successivo.

Nella stagione 2006-2007 tornò a campeggiare sulla maglia del club il tricolore - a distanza di diciassette anni dallultima volta - mentre la coccarda tricolore, simbolo della Coppa Italia conquistata nellannata precedente, trovò spazio solo sulla manica sinistra. La stagione 2007-2008 rappresentò per il club quella celebrativa dei primi cento anni dalla sua fondazione. Per celebrare la ricorrenza, la Nike elaborò una divisa più classica: la maglia presentava sette righe - tre nere e quattro azzurre - con lo scudetto tricolore disposto al centro della stessa. Per il 2008-2009 lazienda americana pensò a degli inserti di color oro sulle maniche e nella parte inferiore della maglia. Nella stagione 2009-2010 la maglia presentò nove strisce - cinque nere e quattro azzurre - mentre lo stemma societario venne circondato dai colori della bandiera italiana verde, bianco e rosso per celebrare i cento anni dal primo scudetto.



                                     

1.7. La maglia Anni 2010

Lannata 2010-2011 fece segnare una sostanziale innovazione: per la prima volta le strisce nerazzurre non furono definite ma presentarono un effetto sfumato che richiamava la pelle del biscione, simbolo della squadra. Novità anche per lo stemma, che venne racchiuso in tre cerchi concentrici con i colori sociali oro, blu e nero e per lo scudetto tricolore che, dopo la sopravvenuta vittoria nel Mondiale per club nel dicembre dello stesso anno, andò ad affiancare la coccarda nella parte destra della maglia lasciando spazio al centro al FIFA Champions Badge. Dopo una stagione così innovativa, lanno seguente la Nike scelse di tornare, in un certo senso, alle origini. Le classiche strisce nerazzurre infatti, divennero più sottili, in controtendenza con i campionati passati. Degno di nota fu il colletto a polo con chiusura a due bottoni. Per il 2012-2013, le strisce della maglia, a girocollo, divennero cinque - tre azzurre e due nere - mentre le maniche furono completamente nere con risvolto azzurro. La casacca della stagione 2013-2014 presentò bande leggermente più strette rispetto a quella della passata stagione e una tonalità di azzurro più scura del solito, tendente al blu. Il colletto fu per la prima volta alla coreana, più basso e rotondo, di colore nero.

Lannata 2014-2015 fece segnare una vera e propria rivoluzione: la maglia fu caratterizzata da un colletto a polo prevalentemente nero, con una rifinitura azzurra sulla parte superiore, e strisce nere più strette, ulteriormente definite da tredici pinstripes azzurre, quasi a ricordare un elegante gessato. Le maniche seguivano la trama principale per poi finire con una striscia sottile azzurra e una banda di colore nero ai bordi. La maglia 2015-2016 si ispirò a quella del 1990-1991 per celebrare i venticinque anni dalla vittoria della prima Coppa UEFA: fece così ritorno la classica divisa a strisce nere e azzurre. Lanno successivo la Nike confermò le tradizionali righe verticali nerazzurre, ma aggiunse una particolare grafica a linee ondulate; inoltre, vennero proposti dei curiosi calzettoni gialli.

Nella stagione 2017-2018 lazienda americana rivoluzionò ancora le righe, proponendole asimmetriche, prima di tornare ad uno stile più classico nellannata seguente, quando lelemento più interessante fu la grafica a pelle di serpente nella parte inferiore della casacca. Questo fu anche il terzo anno consecutivo in cui vennero proposte le maniche monocolore nere. Nella stagione 2019-2020 lazienda americana pensò ad un inserto a strisce diagonali allaltezza del petto che si intersecava con le classiche righe verticali nere e azzurre.

                                     

1.8. La maglia Storia

Dagli anni 1910 e fino alla prima metà degli anni 1940, le maglie da trasferta dellInter furono prevalentemente bianche, talvolta con inserti nerazzurri. In alcune gare della stagione 1914-1915 la squadra scese in campo con una particolare maglia bianca con scollo a V, girocollo con laccetti e polsini nerazzurri e fondo della stessa azzurronero nella quale spiccava la scritta F.C.I. sul petto. Nella stagione 1927-1928 i giocatori dellInter indossarono una maglia granata con scollo a V - riproposta nel 1951-1952, nella variante con girocollo -, mentre nella stagione nel 1937-1938 e nel 1941-1942 comparve una maglia arancione a girocollo.

A partire dalla seconda metà del decennio venne introdotta stabilmente una muta da trasferta di colore bianco che poteva avere girocollo e polsini nerazzurri - ciò avvenne dal 1946 al 1949, e nel 1951 -, oppure scollo a V e laccetti, girocollo, fascia e polsini azzurroneri - nel 1946 e nel 1952 -, o ancora fascia azzurronera, girocollo azzurronero e polsini nerazzurri, come nel 1950. Dalla stagione 1952-1953 a quella 1954-1955 tornò la maglia arancione, con girocollo e polsini neri oppure con girocollo azzurro e polsini neri.

Dal 1956 al 1965 fu adottata una maglia bianca con sbarra nerazzurra, con scollo a V e laccetti, con ununica variazione nella stagione 1964-1965 rappresentata dal girocollo azzurronero. Per lannata 1965-1966 e fino a quella 1969-70, venne scelta ancora una casacca bianca con girocollo azzurronero e polsini nerazzurri, ma tornò la fascia azzurronera come nellimmediato secondo dopoguerra. Dal 1971 al 1976 fu utilizzata una casacca bianca con scollo a V, colletto e polsini nerazzurri; fece eccezione il 1975, quando tornò la maglia bianca con girocollo, fascia e polsini nerazzurri. Nellintervallo di tempo dalla stagione 1976-1977 a quella 1985-1986 i giocatori indossarono una maglia bianca con colletto e polsini neri e striscia nerazzurra sulle maniche. Nellannata 1986-1987 venne utilizzata una casacca bianca con colletto nerazzurro e polsini neri, che venne confermata fino al 1988 salvo leggere variazioni.

Nella stagione 1988-1989 venne introdotta una curiosa fantasia azzurronera allaltezza del petto che caratterizzò la maglia da trasferta fino alla stagione 1990-1991. Dal 1991 al 1993 la casacca bianca con colletto e polsini nerazzurri fu contraddistinta da unaltra fantasia azzurronera ma questa volta allaltezza delle spalle, mentre dal 1993 al 1995 tornò la maglia bianca con colletto e polsini nerazzurri e striscia azzurronera trasversale. Nella stagione 1995-1996 la parte superiore della maglia fu occupata da un curioso collage dello stemma societario mentre in quella 1996-1997, la casacca fu bianca con colletto e striscia nerazzurra sulle maniche e fascia orizzontale azzurronera. Nel 1998 una fascia verticale azzurronera occupò la parte sinistra della maglia. Dal 1998 al 2001 la maglia, a parte alcune leggere variazioni, fu pressoché bianca con scollo a V, mentre nel 2001-2002 fu usata una maglia grigia con girocollo nero. Nella seconda metà degli anni 2000 furono proposte maglie bianche con la tradizionale fascia azzurronera trasversale - come nel 2003 - od orizzontale - ciò accadde nel 2006 e nel 2010 -, o ancora con inserti di vario tipo azzurroneri, come nel 2005, nel 2007 e nel 2009; tuttavia non mancarono curiosi esperimenti come nel 2003-2004, quando venne adottata una maglia gialla. Discorso a parte per la divisa bianca rossocrociata della stagione 2007-2008, che ebbe un chiaro intento celebrativo in vista del centenario del club.

Nella stagione 2010-2011 la maglia bianca da trasferta presentò sul fianco sinistro il disegno di un biscione stilizzato, con la testa che sbucava sulla manica. La seconda maglia per lannata 2011-2012 fu come di consueto bianca ma si caratterizzò per il ritorno della storica sbarra nerazzurra. Per la maglia della stagione 2012-2013 il colore scelto fu il rosso, voluto dal presidente Moratti stesso, che si ispirò a quello dello stemma cittadino; inserto nerazzurro per il bordo delle maniche. Nel 2013-2014 la seconda maglia tornò a essere interamente bianca, con colletto alla coreana azzurro e bande orizzontali nerazzurre sulle maniche, dopo che la scelta del rosso era stata oggetto di contestazione della maggior parte dei tifosi. La maglia dellannata successiva fu bianca, con una grafica a righe grigio chiaro che disegnava al centro la croce di San Giorgio. Nella stagione 2015-2016 venne realizzata una casacca bianca con una fascia orizzontale azzurronera e con una grafica tono su tono che richiamava il disegno della pelle di un serpente. Il bianco venne confermato anche nelle tre annate successive: nel 2016-2017 con il particolare delle maniche cinte di nerazzurro, nel 2017-2018 con quello delle maniche bicolore grigia e azzurra e nel 2018-2019 con quello della grafica a rombi grigio chiaro sul busto, a richiamare la pelle del serpente. Nella stagione 2019-2020 la Nike propose, invece, una maglia color acquamarina con un ricamo oro e nero intorno al collo a V e alle maniche.

                                     

1.9. La maglia Storia

Nonostante si possa parlare dellutilizzo in pianta stabile di una terza maglia solo a partire dagli anni 1990, già nella stagione 1950-1951 i giocatori dellInter indossarono saltuariamente una maglia nera a girocollo con una fascia orizzontale azzurra. Nella stagione 1980-1981 invece venne realizzata una maglia gialla con colletto e polsini nerazzurri e sulle maniche una striscia nerazzurra.

Dal 1991 al 1994 fu prodotta una maglia gialla con colletto e polsini nerazzurri e una particolare fantasia azzurronera allaltezza delle spalle. Lanno dopo venne realizzata una maglia rossa con colletto blu e bianco ma non fu mai utilizzata in gare ufficiali. Nella stagione 1995-1996 la terza casacca fu di colore verde venne utilizzata solo nella partita contro il Napoli 24 settembre 1995 mentre già dallannata 1996-1997 tornò la consueta maglia gialla. Nellannata 1997-1998, specificamente per le gare di Coppa UEFA e di Coppa Italia, fu realizzata una maglia con righe orizzontali nere e grigie e una serigrafia del logo sociale nella parte inferiore della stessa. Nel 1999 invece si tornò a una più consueta casacca di colore blu. Nella prima metà degli anni 2000 vennero prodotte maglie nel solco stilistico di quelle precedenti, due di colore giallo - nel 2000 e nel 2003 - e due di colore arancione, nel 2001 e nel 2002. Nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006 fu utilizzata una casacca con righe orizzontali blu e grigie. Dallanno seguente non venne più prodotta una terza maglia, e in caso di necessità venne riutilizzata la seconda maglia della stagione precedente.

Nella stagione 2015-2016 la Nike decise di tornare a produrre una terza divisa, realizzando una maglia, caratterizzata da due tonalità di azzurro, chiaro sul fronte e scuro sul retro, divise da una striscia nera che partiva dal colletto a polo e terminava sui calzettoni. Nella stagione 2015-2016 la maglia, con colletto a girocollo e stemma sociale monocromatico, aveva una grafica nera che sfumava dalle maniche e dal bordo dei pantaloncini accentuando il giallo vivace. Lanno successivo la casacca si caratterizzò per un motivo a righe orizzontali, formate dai colori azzurro e verde elettrico; la divisa si completava con pantaloncini e calzettoni verdi. Nella stagione 2017-2018 la Nike propose una divisa blu scuro, con una particolare trama geometrica sul busto; gli inserti invece, compresi gli sponsor, erano di colore giallo fluorescente.

La terza maglia dellannata 2018-2019 fu concepita per essere un omaggio alla città di Milano: il colore scelto, il grigio, e il design richiamavano il marmo utilizzato per costruire il Duomo mentre nella parte frontale della maglia spiccava la croce di San Giorgio, con riprodotta al suo interno la mappa della città meneghina. Lanno dopo lazienda americana realizzò un completo nero con inserti gialli; il logo Nike fu proposto nella versione vintage mentre i colori usati per il logo della Pirelli rimandavano direttamente al mondo dellautomobilismo.

                                     

1.10. La maglia Storia

Dagli albori fino alla seconda metà degli anni 1970, la divisa dei portieri dellInter fu monocromatica o quasi: un completo tutto nero con dettagli azzurri. Sul finire degli anni 1970 vennero introdotte nuove colorazioni per la maglia degli estremi difensori: grigio, verde o giallo le più utilizzate.

Questa generale sobrietà lasciò spazio durante gli anni 1990 a divise dai colori sgargianti e dalle fantasie più disparate, come la maglia con cui i portieri scesero in campo nella stagione 1995-1996 che si caratterizzava per la particolare disposizione dello sponsor ufficiale.

Con larrivo del XXI secolo la maglia dei portieri tornò ad assumere uno stile più classico: giallo, verde e grigio le tinte più adoperate. Nella stagione 2010-2011 la casacca del portiere presentava degli inserti seghettati sulle maniche.

                                     

1.11. La maglia Divise speciali

Discorso a parte meritano le maglie indossate dai giocatori dellInter e del Milan quando si trovarono a giocare per la stessa bandiera, quella della Rappresentativa di Milano. Il 27 novembre 1949, in occasione della partita contro lAustria Vienna per i festeggiamenti del 50º anniversario di fondazione del Milan, la rappresentativa milanese scese in campo con una particolare maglia bianca fasciata dove lazzurro dellInter e il rosso del Milan trovavano spazio nella fascia rossonerazzurra che attraversava il busto.

Il 13 ottobre 1965, in un incontro valido per la Coppa Principe Filippo dEdimburgo contro il Chelsea, i giocatori di Inter e Milan indossarono a San Siro una maglia bianca rossocrociata, simile a quella adottata dallAmbrosiana nella stagione 1928-1929. Quattro anni dopo, l11 giugno, la mista milanese affrontò a Lione la squadra locale nellambito dei festeggiamenti per il gemellaggio tra le due città, sfoggiando una casacca bianca a strisce rossonerazzurre.

Infine, per la sfida benefica del 17 dicembre 1980 con il Bayern Monaco, volta a sostenere i terremotati irpini, e per quelle dinizio 1982 in cui fece da sparring partner alle nazionali polacca e peruviana in vista del campionato del mondo 1982, il MilanInter scese in campo al Meazza in una divisa azzurra che richiamava quella italiana.



                                     

1.12. La maglia Divise celebrative

Per quanto concerne invece la sola Inter, in occasione della gara contro la Reggina dell8 marzo 2008, la Nike approntò una versione rivisitata della maglia di quella stagione per celebrare i 100 anni del club nerazzurro. La casacca aveva il logo dello sponsor tecnico e il nome dello sponsor Pirelli in oro.

Oltre un decennio più tardi, in concomitanza con la stracittadina del 17 marzo 2019, la Nike realizzò una maglia speciale per celebrare i 20 anni della partnership con i nerazzurri: la casacca era un collage dei dieci template più iconici dellultimo ventennio interista, cinque sul fronte e cinque sul retro; la maglia era disponibile in edizione limitata a 1908 pezzi, richiamando lanno di fondazione del club. La casacca fu successivamente riproposta, nello stesso campionato, nelle partite casalinghe contro Lazio e Atalanta.

                                     

2.1. Simboli ufficiali Stemma

Lo stemma dellInter fu disegnato dallillustratore Giorgio Muggiani, uno dei soci fondatori del nuovo sodalizio. La scelta dei colori, il nero e lazzurro, fu dettata dalla volontà di opporsi anche simbolicamente a quelli che erano i colori del Milan nero e rosso: allepoca, infatti, si potevano usare solo matite a due colori, rosse da una parte e blu dallaltra. Ispirato a quello dei club inglesi, il simbolo riportava al suo interno le lettere FCIM sovrapposte in bianco su uno sfondo costituito da un cerchio dorato, circondato da un cerchio nero, che a sua volta era circondato da un cerchio azzurro.

Il monogramma disegnato da Muggiani fu abbandonato nel 1928, in seguito alla fusione con la Milanese e il cambio di denominazione in Ambrosiana per ragioni politiche: venne quindi adottato uno stemma formato da un cerchio blu con al centro il fascio littorio, sulla sinistra lo scudo con il biscione e sulla destra lo scudo rossocrociato di Milano. Dal 1929 al 1932 fu proposto un cerchio nero, con al proprio interno un rombo contenente dieci strisce verticali blu e nere e affiancato a destra dalla lettera A di Associazione e a sinistra dalla lettera S di Sportiva, entrambe su campo bianco; in basso era presente una striscia nera orizzontale contenente la parola AMBROSIANA. Dopo aver cambiato nuovamente denominazione in Ambrosiana-Inter nel 1932, il club fu costretto ad apportare una nuova modifica allo stemma, che divenne un rombo con i lati blu, allinterno dei quali era scritto ASSOCIAZ. SPORTIVA AMBROSIANA INTER ; nel rombo campeggiavano nove strisce verticali, cinque nere e quattro blu, con un pallone nel mezzo.

Con la caduta del regime fascista, nel 1945 lAmbrosiana-Inter tornò a chiamarsi solamente Inter; adottò, quindi, uno stemma più simile a quello tradizionale, pur con una variazione di colori: le lettere FCIM erano di colore oro, mentre lo sfondo era costituito da un cerchio bianco, circondato da un cerchio nero, a sua volta circondato da un cerchio blu.

Nel 1960 si assistette ad un grande cambiamento, quando venne introdotto uno scudo diviso a metà: a destra figuravano sette strisce verticali nere e azzurre, a sinistra un biscione blu e più in basso la scritta 1908 e un pallone giallo; nella parte superiore dello scudo erano presenti le lettere FCIM. Nel 1962 fu adottato come stemma un ovale, nella cui parte superiore figuravano le lettere FC su campo blu e la scritta INTER su campo nero; nella parte inferiore, lovale era diviso in cinque strisce verticali, tre blu e due nere, con un biscione dorato al centro. Dal 1963 al 1979 lInter ritornò allo stemma originario, anche se con qualche lieve modifica: le lettere bianche FCIM furono poste dentro un cerchio dorato e circondate da un cerchio nero a sua volta circondato da un cerchio blu, ma la vera novità fu la presenza di un ulteriore cerchio dorato attorno al cerchio blu.

Dal 1979 al 1988 fu adottato uno scudo con al suo interno un biscione bianco che si muoveva su due strisce trasversali, una nera e una azzurra, mentre in alto a destra vi era la stella vinta nel 1966. Nel 1988 lo stemma era pressoché identico al precedente ma con la scritta INTER in alto su sfondo bianco. Dal 1989 al 1999 si ritornò allo stemma del 1963, di dimensioni più piccole e sormontato da una grossa stella doro.

Nellestate 1999 vennero apportati alcuni cambiamenti: le lettere FCIM erano gialle su campo nero e accanto ad esse venne inserita, in piccole dimensioni, la stella che in precedenza sormontava il bollo; inoltre, le lettere erano circondate da un piccolo cerchio blu scuro, circondato a sua volta da un cerchio nero, attorniato da un altro cerchio blu scuro, ma con la scritta INTER nella parte superiore del cerchio e con lanno di fondazione 1908 nella parte inferiore del cerchio. Nel 2007 avvenne una nuova modifica, con la stella che venne posta nuovamente sopra il cerchio. Sempre nel 2007, in occasione delle celebrazioni per il centesimo anniversario di fondazione del club, venne realizzato un logo speciale: lo stemma era circondato da una striscia dorata distanziata dallo stemma, nella parte superiore cera scritto 1908-2008 e nella parte inferiore 100 ANNI INTER.

Nel 2014 lo stemma subisce un nuovo restyling, con leliminazione delle scritte cancelleresche e della stella, la quale tornerà solo sulla maglia col suo significato originale, ossia quello di dieci scudetti vinti. Vi è inoltre la semplificazione delle linee del monogramma e la riduzione del numero dei cerchi. Nel 2018, in concomitanza con i centodieci anni del club, è stato realizzato un logo speciale: uno scudo bordato doro con allinterno lo stemma dellInter su sfondo bianco rossocrociato; in alto cè la scritta CENTODIECI INTER mentre ai lati della croce gli anni 1908 e 2018.

                                     

2.2. Simboli ufficiali Inni e canzoni

Linno ufficiale dellInter si intitola Cè solo lInter ed è stato pubblicato dal duo Elio e Graziano Romani per letichetta discografica Hukapan nel 2002. Linterprete del brano è il cantante emiliano Graziano Romani, mentre Elio è presente nel singolo in qualità di pianista, corista, chitarrista ritmico e coautore della title-track. Linno risuona ogni volta che la squadra nerazzurra disputa una partita di calcio allo stadio Giuseppe Meazza di Milano.

Tra le altre canzoni dedicate alla squadra, merita una menzione speciale Pazza Inter che è una canzone cantata dai giocatori stessi, registrata il 22 agosto 2003 negli studi del network radiofonico RTL 102.5 e parte di Inter Compilation, progetto discografico pubblicato dalletichetta DinDonDan e distribuito da Sony Music Italia dal 26 settembre 2003. La realizzazione di Pazza Inter è stata curata da Paolo Barillari e Dino Stewart testo, Goffredo Orlandi musica e Luca Vittori digital editing. È stato prodotto altresì un videoclip che mostra i calciatori durante la registrazione e in varie scene di una giornata-tipo presso il centro sportivo della Pinetina. Pazza Inter ha de facto sostituito linno ufficiale nerazzurro nelle occasioni pubbliche - come la trasmissione allo stadio prima delle partite casalinghe - per quasi tutto il primo decennio del XXI secolo; il suo utilizzo è stato però oscurato dal club interista a partire dalla stagione 2012-2013, a causa di un mancato accordo economico tra la società nerazzurra e Rosita Celentano, detentrice dei diritti della canzone. In seguito, le due parti hanno trovato unintesa e il brano è stato nuovamente riproposto dalla stagione 2014-2015.

                                     

3. Soprannomi

LInter è principalmente nota come il Biscione, avendo fatto proprio nel corso degli anni uno degli elementi più ricorrenti delliconografia della città di Milano, oppure come Nerazzurri, per via dei colori che ne hanno da sempre caratterizzato la tradizionale maglia a strisce verticali. Meno frequente ma di tanto in tanto ancora utilizzato dai mass media lappellativo di Beneamata, affibbiatole dal giornalista sportivo Gianni Brera per via del numeroso seguito di tifosi su cui poteva contare in ogni parte dItalia.

Il soprannome baùscia fa invece riferimento alla credenza popolare che voleva che il tifo per lInter fosse appannaggio dei borghesi, a differenza di quello per la sua rivale cittadina, il Milan, supportato invece dalle classi popolari. Infatti, se i tifosi nerazzurri soprannominavano i rivali del Milan casciavìt - che in milanese significa "cacciavite" - proprio per indicare lestrazione operaia della maggior parte di loro, i tifosi milanisti a loro volta apostrofavano i loro cugini appunto baùscia - termine dialettale che significa "sbruffone", uno degli stereotipi dei milanesi - essendo allora la tifoseria interista composta perlopiù dalle classi altolocate: il tifoso nerazzurro poteva permettersi il "lusso" di andare a San Siro in motoretta muturèta, altro soprannome dato aglinteristi dai milanisti; daltro canto, i rossoneri erano i tramvèe cioè in grado di arrivare allo stadio solo coi mezzi pubblici. Questo divario tra le due tipologie di tifosi andrà spegnendosi sul finire degli anni 1960, in coincidenza con lavvenuta riconfigurazione dellassetto socio-economico dellItalia e della realtà lombarda.