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ⓘ Lentini è un comune italiano di 22 908 abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia. Cittadina barocca di origine greca di cui conserva ingenti ..




Lentini
                                     

ⓘ Lentini

Lentini è un comune italiano di 22 908 abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia. Cittadina barocca di origine greca di cui conserva ingenti resti archeologici, fu un importantissimo centro culturale e agricolo durante il dominio romano e una delle più influenti città dellisola nel periodo bizantino, islamico e svevo.

Situata nella Piana di Catania, alle pendici dei Monti Iblei e in vicinanza del Lago di Lentini, è rinomata per la produzione dellArancia Rossa di Sicilia IGP, insieme ai comuni di Carlentini e Francofonte, nonché per il Pane di Lentini.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Lentini è un comune di 215.84 km², situato a 52 km a nordovest del capoluogo di provincia, Siracusa, che sorge a 53 m s.l.m., sulle prime propaggini collinari al margine meridionale della piana di Catania.

È lantica Leontinoi, una delle prime colonie greche in Sicilia, ed ha notevoli resti archeologici. Poco lontano dallabitato, a Nord-Ovest, si estende la conca dellantico lago di Lentini Biviere, un tempo interamente prosciugato e oggi ricostruito nel vecchio sito. Il mare golfo di Agnone Bagni dista 12 km dal centro abitato.

Lambiente del territorio di Lentini è caratterizzato principalmente dai numerosi agrumeti che la circondano, difatti è denominata la "Città delle arance", per lelevata produzione di Arancia Rossa di Sicilia IGP.

Clima

  • Gradi giorno: 915
  • Classificazione climatica di Lentini
  • Zona climatica: C

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2. Storia

Lentini ha una storia che risale allVIII secolo a.C., quando venne fondato il nucleo abitato di Leontinoi ad opera di alcuni coloni calcidesi provenienti dalla Grecia.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Chiesa della Santissima Trinità e San Marziano - Monumento nazionale, fu costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba. Conserva allinterno il pavimento in ceramica di Caltagirone del XVIII secolo, gli affreschi della volta di Sebastiano Lo Monaco, Giuseppe Velasco con tre dipinti, un polittico della scuola di Antonello da Messina ed il tabernacolo dellaltare maggiore in lapislazzuli.
  • Chiesa dedicata a San Francesco allImmacolata - Costruita nel XVIII secolo, conserva allinterno un leone crinito di epoca romanica, un Cristo alla colonna, la lapide sepolcrale della regina Maria del 1402 e un artistico simulacro della Beata Vergine Maria Immacolata, che viene portato in processione l8 dicembre di ogni anno.
  • Chiesa dei 3 Santi, comunemente chiamata della Fontana - Sorta sul luogo del martirio dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino, fu ricostruita nel 1805 sopra un pozzo in cui, secondo la leggenda, fu gettata la lingua santAlfio. Di pregevole fattura le tele, fra cui una che raffigura il martirio dei Santi, che abbelliscono gli altari laterali le statue in gesso seicentesche dei Tre Santi Martiri nellaltare centrale.
  • Chiesa dedicata a San Luca - Fu edificata nel XVIII secolo. Di un certo valore, sono conservati allinterno: una Crocifissione della seconda metà del 500 della scuola del Tintoretto dalle grande dimensioni, precedentemente collocata presso la chiesa del convento dei Frati Minori Cappuccini, un San Francesco orante di scuola del Bassano, la Nascita della Vergine del Gramignani del 1760.
  • Ex cattedrale Santa Maria la Cava e SantAlfio, Filadelfo e Cirino XVIII sec. - La chiesa madre, in stile barocco, edificata nel 1693, attribuita allarchitetto Vella da Malta, ha un impianto basilicale a tre navate, con facciata settecentesca a tre ordini. La porta centrale in legno con i simboli della passione dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino e gli stemmi del papa, del viceré, del vescovo Trigona e della città di Lentini. Allinterno sono di particolare interesse: licona bizantina della Madonna Odigitria, detta "del Castello" del XII secolo, nellabside di sinistra; il fercolo in argento di SantAlfio del XIX secolo e tre arcosoli paleocristiani, i sepolcri dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino nella navata di destra; tele del XVII e XVIII secolo lungo le navate. In sagrestia si trova un armadio ligneo intarsiato di considerevole valore raffiguranti le sante lentinesi Tecla e Giustina.
  • Chiesa di SantAntonio - Dedicata al Santo di Padova è la chiesa più recente costruita a Lentini. Allinterno si conserva un pregevole simulacro ligneo di S.Antonio del maestro scultore Hussner G. Vincenzo di Ortisei. Viene festeggiato e portato in processione per il quartiere e città il 13 Giugno.
  • Chiesa di Cristo Re - Costruita con uno stile moderno, sorge in via Termini, nella zona vicino al campo sportivo comunale. In questa chiesa si venera anche la Madonna delle Grazie, la cui festa ricade ogni anno lultima domenica di aprile.
  • Chiesa dedicata a San Francesco da Paola - Edificata nel XVIII secolo, di architettura settecentesca,con un impianto a croce greca. Conserva un antico e raro organo a mantice alla sommità di una scala ed opere raccolte da chiese distrutte dal terremoto del 1693, fra cui una bellissima statua seicentesca raffigurante San Sebastiano. A sinistra dellaltare maggiore vi è una roccia con delle impronte, secondo la leggenda lasciate dai santi Alfio Filadelfo e Cirino, quando Lentini fu liberata dalla peste per loro intercessione.
  • Chiesa Santa Croce - La Chiesa della Santa Croce dedicata a Maria Santissima delle Grazie del Battifolle: distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita nel 1705 e dedicata alla Santa Croce. A pianta rettangolare, senza abside, fu ristrutturata negli anni cinquanta del XX secolo. Al suo interno si conserva una bellissima statua della Madonna Addolorata e un crocifisso che ha incastonato delle reliquie della S.Croce.
  • Chiesa di San Giovanni della Commenda di Malta San Giovanni dei Bagni - In Piazza San Giovanni. Costruita dopo il terremoto del 1693 sul sito della vecchia chiesa di San Giovanni Battista. Danneggiata dai bombardamento della seconda guerra mondiale attualmente sconsacrata.
  • Chiesa di Gesù e Maria comunemente conosciuta come Santa Lucia - Edificata nel XVIII secolo, conserva allinterno pregevoli tele del 700. Nellaltare centrale spicca il pregevole simulacro di Santa Lucia, la cui festa il 13 dicembre richiama molti fedeli che accorrono in questa chiesa per le funzioni.
  • Chiesa della campana - La chiesetta fu edificata alla fine del XVIII secolo nel luogo dove anticamente era presente lantica Cattedrale di Lentini consacrata alla Beata Vergine Maria sotto il titolo di "Santa Maria La Cava" Piazza Alemagna. Oggi viene utilizzata come oratorio della Chiesa di SantAlfio. Durante i festeggiamenti in onore dei 3 Santi, il 9 Maggio pomeriggio, fino ad inizio della sua processione, viene esposta la "Reliquia": un busto reliquiario di San Cirino che porta sul petto la reliquia del cuore di SantAlfio in processione.
  • Chiesa dedicata alla Madonna del Carmine - Costruita nel XVIII secolo ad ununica navata, fa parte di un unico e antico complesso monastico insieme al convento attaccato ad essa. Oggi il convento è sede di uffici comunali, ma la chiesetta è tuttora rimasta. Essa si presenta molto semplice, alle pareti dei quadri antichi di pregevole fattura, una fonte a colonna, creata utilizzando un vecchio capitello, una bellissima fonte battesimale in marmo del XVI secolo incisa su di essa la data 1589, un crocifisso di pregevole mano e la statua della Madonna del Carmine, nella nicchia sopra laltare, decorata nel 900.
  • Chiesa di San Giuseppe - Dedicata al Santo Patriarca, la Chiesa di San Giuseppe, quasi adiacente alla Chiesa Madre, venne costruita proprio durante la costruzione della stessa matrice. Al suo interno, oltre a degli antichi quadri, un pregevole simulacro di San Giuseppe che fino agli anni 90 veniva portato in processione nel giorno della sua festa.
  • Carcere dei Tre Santi - Esempio di chiesa rupestre lentinese, di forma quadrata, secondo la tradizione fu il carcere in cui vennero rinchiusi i Santi Patroni Alfio Filadelfo e Cirino e altri martiri. Allinterno si conservano i simulacri dei tre santi in catene e di Santa Tecla.
  • Chiesa di Santa Maria degli Archi o Santa Maria Bambina - Ristrutturata di recente, è situata in via Niccolini, a pochi metri dalla Chiesa della Santissima Trinità. Al suo interno purtroppo non resta nulla, tranne un arco un pietra dove doveva esserci laltare come la statua della Madonna. Viene comunemente chiamata dai lentinesi Santa Mariula.
  • Chiesa di San Giovanni di Dio - Lospedale antico, con annesso il Monte di Pietà, fu fondato nel 1551, sotto il titolo di San Giacomo della Spada o San Giacomo apostolo. Accanto fu costruita una chiesa dedicata allImmacolata Concezione 1552. Distrutto dal terremoto del 1693, il complesso ospedaliero e la chiesa furono ricostruiti, sicché nel 1715 vi erano alloggiati sei religiosi e 12 ammalati. Nel sito dellantico ospedale in via dei Vespri, i cui locali sono passati in mano a privati, rimane oggi la piccola chiesa dedicata appunto a S.Giovanni di Dio.
  • Convento dei Frati Minori Cappuccini - Il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Lentini, posto sulla sommità del colle San Francesco, risale circa al 1550. Distrutto dal terremoto del 1693, fu ricostruito, più a valle, e ultimato nel 1704, come testimonia la lapide posta in cima al prospetto della chiesa. Con l’unificazione d’Italia il Convento fu chiuso e un atto, conservato allarchivio storico di Lentini, datato 27 giugno 1867, testimonia il passaggio a favore del Comune di Lentini dell’intero complesso e del terreno annesso. Nel corso degli anni, il Convento fu destinato a vari usi e il terreno circostante servì per ospitare il nuovo cimitero. È uno dei più grandi e antichi conventi della Sicilia Orientale.
  • Chiesa rupestre di San Giuseppe il Giusto - Si trova presso il colle San Mauro, a poca distanza dalle rovine dellantica città di Leontinoi e vicino alle città di Lentini e Carlentini. Probabilmente si tratta di una chiesa medievale, ma non si hanno notizie a quale ordine appartenesse. Leggende invece dicono che fu edificata da cavalieri templari. Allinterno della chiesa possiamo ammirare i resti degli affreschi che adornavano la chiesetta in tutti i suoi spazi; laltare in pietra è la parte dove rimangono maggiormente affreschi, raffiguranti la Madonna con bambino e san Giuseppe, attorniati da santi e angeli musicanti.
  • Chiesa rupestre del Crocifisso - La Chiesa delle grotte Crocifisso è una chiesa del VII secolo ancora poco conosciuta ma ricca di un bel ciclo di affreschi.
  • Chiesa dedicata alla Madonna della Catena Bedda Matri a Catina - La chiesa e lattuale convento delle Carmelitane sorgono sullarea occupata una volta dal convento dei Minori Osservanti, eretto nel 1470. La chiesa annessa allantico convento fu dedicata a Santa Maria di Gesù dal vescovo di Malta, Antonio Alagona. Il nome di Maria Santissima della Catena si deve ad una statua di alabastro che il Barone Sebastiano Sgalambro compro a Venezia e fece trasportare a Lentini, facendone dono alla chiesa. In questa chiesa venivano seppelliti i nobili della città di Lentini, in sontuosi monumenti funebri. Tra questi ricordiamo Eleonora Branciforti, che venne tumulata in un mausoleo di marmo bianco di notevole bellezza e pregio artistico, attualmente esposto nel museo di Palazzo Bellomo a Siracusa. Distrutti dal terremoto del 1693, la chiesa e il convento furono ricostruiti nello stesso luogo. Con la soppressione degli ordini conventuali nel 1866, lantico convento venne abbattuto, rimase solo lattuale chiesetta, ristrutturata di recente.


                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Area archeologica del Castellaccio

Poco distante dal centro abitato possiamo ammirare i ruderi del castellacciocastrum vetus, costruito seguendo in qualche modo il disegno della sommità piatta della rupe su cui poggia. Le prime informazioni riguardanti il castello medievale risalgono allepoca normanna.

Il sito, durante il corso dei tempi, ha subito delle modifiche e riparazioni che noi siamo in grado di ricostruire grazie a preziosissime fonti riscontrabili poi nel sito stesso: fra le più importanti da ricordare le testimanianze di Ugo Falcando che ci parla del terremoto del 1169 che devastò il paese e quelle di Edrisi, dalle quali emergono notizie riguardo ad una roccaforte di epoca normanna che con molta probabilità sorgeva dove oggi possiamo vedere i resti dellesteso complesso edilizio che venne restaurato poi da Federico II di Svevia durante la prima metà del XIII secolo. Dopo Federico il castello è stato nel tempo roccaforte e prigione di personaggi famosi ed è stato sottoposto a continue ristrutturazioni e ampliamenti per riparare ai danni dovuti alle battaglie militari e soprattutto ai cataclismi a cui è stato sottopostosecondo storici Lentini venne colpita da un altro terremoto nel 1542. Il 1693 è la data del gravissimo terremoto che rase al suolo intere città come Catania e colpì anche Lentini: il Castellaccio ne uscì devastato e nonostante i vari restauri il castello era troppo danneggiato e quindi venne abbandonato, fino ai giorni nostri.

Il Castellaccio è posto al centro di un sistema fortificato non solo artificiale, ma anche naturale: a nord-ovest troviamo il colle Tirone, mentre a sud-est il colle Lastrichello, inoltre questi due colli sono divisi dalla fortezza da due vasti fossati tagliati nella rupe: il primo divide il Castellaccio dal colle Tirone, il secondo divide il Castellaccio dal colle Lastrichello. Lisolamento è più accentuato a nordla cosiddetta valle del Crocifisso e a sudla valle di san Mauro, dove troviamo delle mura a strapiombo che isolano lintero complesso.

Dei quattro lati sicuramente quello meridionale è quello che ha conosciuto meno la mano delluomo per quanto riguarda il muro difensivo che potremmo definire naturale, a differenza dei rimanenti tre lati dove si nota il lavoro delluomo. Probabilmente il Castellaccio era recintato da un cinta muraria che formava una sorta di parallelepipedo; di questa cinta è possibile ancora ammirare ai giorni nostri alcune parti nella parte meridionale, nella parte nord-orientale, dove la parte di muro ad est va a congiungersi ad angolo retto con limponente cinta muraria settentrionale; in questa imponente parte di cinta muraria ad angolo retto che si affaccia sul fossato che divide il Castellaccio dal colle Lastrichello doveva esserci la cosiddetta "arx triangularis, unopera muraria di cui rimane solo una sorta di torre triangolare che, secondo le fonti, è collassata a causa del terremoto del 1542 ne rimane solo una porzione inferiore; al suo interno è possibile osservare ciò che rimane di un ambiente rettangolare e tracce di una porta larga circa 2 metri.

Nel fronte occidentale non esistono vere e proprie opere di difesa, visto che la rupe è stata tanto intagliata da formare essa stessa una difesa con i nemici; la parete infatti è alta 20 metri ed oltre alla valle naturale sono stati fatti altri 3 grandi fossati. Sempre lungo il fronte occidentale si conservano tracce di un grande muro con uninterruzione mediana che si pensa sia lingresso; questopera muraria sia pensa si identificabile con una delle tre torri difensive, molto probabilmente la torre ottagonale.

Il fronte settentrionale si presenta in pessime condizioni e poche conservato, anche a causa di diverse frane che hanno danneggiato o abbattuto le cinte murarie, la parte più integra è quella precedentemente analizzate a nord-ovest; però bisogna soffermarsi si di una più recente scoperta, ovvero i resti di un edificio a pianta semicircolare che ricorda unabside, quindi si pensa ad una cappella di cui si parla in alcuni documenti angioini del 1253.

Allincirca al centro del sito troviamo lingresso con delle scale che conduce al sotterraneo del castello, la cosiddetta "sala ipogea": lentrata è coperta con una volta a botte, mentre la sala, di pianta regolare, è formata da 4 semipilastri che dovrebbero reggere la volta, anche se la sala è troppo in basso e quindi non è sicuro che quei semipilastri abbiano una funzione di reggenza o siano solo di abbellimento, perché si pensa anche che la sala sia stata intagliata nella roccia. I semipilastri poggiano su di un banchinamento perimetrale che ricorda quello del castello maniace e della basilica del Murgo; sfortunatamente il pavimento è andato perduto. Inoltre la camera presenta delle feritoie che si pensa abbia la funzione di far entrare laria nella stanza. Si pensa che la sala sia collegata da cunicoli segreti a delle grotte che si trovano alla base del castellaccio, fra cui, la più famosa, "caverna delle palle".

Si possono notare, uno vicino allingresso della sala e uno vicino al muro settentrionale, due cisterne per lapprovvigionamento dellacqua, anche se si pensa che quelle due cisterne siano troppo piccole per un castello di una tale grandezza e quindi si suppone che ci siano altre cisterne ancora sotterrate e quindi non scoperte.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Oratorio di Santa Lucia al Tirone

Allinterno del parco archeologico del Castellaccio è possible ammirare anche il cosiddetto "Oratorio di santa Lucia", una grotta usata dalle suore tra il XII° ed il XIV° secolo come luogo di culto.

Sul sito è ancora possibile osservare ed ammirare i resti degli scalini dentrata dellepoca, una sepoltura scavata nel pavimento ed un preziosissimo ciclo di affreschi, datati intorno al XIV° secolo: tra di essi quello che da il nome al alloratorio, ovvero quello di Santa Lucia,in abiti sontuosi, insieme ad una persona in ginocchio sulla sua sinistra probabilmente colui che ha commissionato gli affreschi, un Cristo Pantocratore sulla sinistra, alla sua destra un santo barbuto si pensa san Nicola, una mater Domini Madonna che tiene in braccio Gesù e i resti di un affresco raffigurante un santo a cavallo probabilmente san Giorgio.

Questi affreschi sono di grande importanza per il territorio, perché insieme ad altri esempi, come quelli delle grotte del crocifisso nei paraggi, sono un calzante esempio della ricchezza e proliferazione di questo genere di pitture rupestri nel paese.

  • Leontinoi, larea archeologica in cui sorgeva lantica città greca
                                     

4. Società

Tradizioni e folclore

La festa dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino si celebra in onore dei tre santi patroni del comune, si svolge annualmente, in maggio e settembre.

La memoria della traslazione delle reliquie dei santi martiri, il 2 settembre, fa rivivere in piena estate i giorni della festa patronale di maggio, nel ricordo del rientro delle reliquie avvenuto nel 1517 dal monastero di Fragalà, in provincia di Messina. Le celebrazioni si svolgono in Chiesa Madre, i simulacri dei Tre Santi Patroni vengono esposti davanti al portone centrale, allinterno della chiesa. Da qualche anno in questo giorno di festa, il Sacro Fercolo di SantAlfio viene esposto solennemente alla venerazione dei fedeli allinterno della sua cappella.

                                     

5. Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Lentini conta 46 quartieri storici e toponimi:

Badduzza, Badia, Bedda Matri a Catina, Biviratura, Buffetti, Cacciri, Calata e Signureddu, Campana, Carrubbazza, Cuddaria, Gghianata a Matri Ddiu, Ghianata de Pupazzi, Gghianata do Canonicu Finucchiaru, Gghianata do Spitali vecchiu, Lavatoriu, Machina o Ghiacciu, Maronna o Casteddu, Ortu aranci, Ponti, Potta iaci, Purrazzitu, Puttazza, Quattarari, Quatteri cinisi, Roggiu, Rua ranni, San Cristofuru, San Giulianu, San Giuvanni, San Paulu, Santa Cruci, Santa Mara vecchia, Santa Mariula, Santuzzi, Scala, Scala o Suretu, Scanneria, Sibba, Supra a fera, Tririci vaneddi, Urfaneddi, Villa Badda, Vutata o Santu, Vutata do scupitteri.

                                     

6. Economia

Leconomia del territorio dipende in buona parte dalla coltivazione degli agrumi, soprattutto dellarancia rossa che, con la varietà "moro" e "tarocco", raggiunge in questa zona livelli deccellenza. Sono anche presenti piccole realtà manifatturiere legate alla produzione di calzature e abbigliamento sportivo. In anni recenti lo sviluppo di attività ricettive e della ristorazione ha mostrato una propensione a sviluppare un sistema daccoglienza legato alle risorse archeologiche, paesaggistiche e alle tradizioni gastronomiche. In questo senso è esemplare lo sforzo di salvaguardare e promuovere il pane di Lentini, fra i pochi in Sicilia a essere cotto nei forni a legna secondo la tradizione.

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

  • Strada statale 385 di Palagonia.
  • Strada statale 194 Ragusana collegata con la Strada statale 114;
  • Autostrada Catania-Siracusa collegata con lAutostrada A18 Italia;

Ferrovie

La città è servita da due stazioni ferroviarie, la stazione di Lentini la principale e la stazione di Lentini Diramazione, poste sulla linea Messina-Siracusa della rete ferroviaria della Sicilia.

Aeroporti

  • Aeroporto di Catania-Fontanarossa;
  • Aeroporto Cosimo Di Palma, in contrada Sigonella aeroporto militare;
  • Aeroporto di Comiso.
                                     

8. Sport

Ha sede nel comune la società di calcio Sicula Leonzio. Squadra militante nel campionato di Serie C,facendo ben quattro salti di categoria consecutivi, dalla promozione alla Serie C.

Nel comune è presente anche lA.S.D. Leontinoi Calcio a 5 iscritta al campionato di C1 girone B con colori sociali bianco-neri.

Nel comune ha sede da aprile 2006 la "A.S.D. I leoni di Lentini MTB", scietà sportiva dilettantistica che pratica la mountain bike e negli anni ha modificato la sua vocazione passando dallagonismo dei primi anni 2006-2009 al cicloturismo, con lorganizzazione di raduni ed eventi come la "ricottabike" la "salsicciata nbike" o il "Santa Claus in bicicletta" che ogni anno attirano centinaia di amatori. Dal Novembre 2018 fa parte, come team fondatore, del Sicily Excursions mtb, un sodalizio di società provenienti da tutta la Sicilia che organizzano raduni cicloturistici con lintento di diffondere la pratica della mountain bike e far conoscere il territorio le sue tradizioni.

Nel comune ha sede una società di pallacanestro chiamata Basket Lions Lentini.

Ha sede, inoltre, una società di atletica leggera lA.S.D. Atletica Scuola Lentini.