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ⓘ Nazionale di calcio della Danimarca. La nazionale di calcio della Danimarca è la rappresentativa calcistica della Danimarca e ha come colori il bianco e il ross ..




Nazionale di calcio della Danimarca
                                     

ⓘ Nazionale di calcio della Danimarca

La nazionale di calcio della Danimarca è la rappresentativa calcistica della Danimarca e ha come colori il bianco e il rosso, che si richiamano al cromatismo della bandiera nazionale.

Nella sua bacheca spiccano la vittoria del campionato dEuropa nel 1992 e della seconda edizione della FIFA Confederations Cup nel 1995. Al campionato del mondo il migliore risultato ottenuto dai danesi sono i quarti di finale nel 1998. La nazionale danese degli anni ottanta fu una delle squadre più ammirate nella storia del calcio mondiale, pur non avendo vinto né leuropeo, né il mondiale.

Fra i giocatori più importanti nella storia della nazionale danese figurano John Hansen, Karl Aage Præst, Harald Nielsen, Allan Simonsen Pallone doro 1977, Morten Olsen, Frank Arnesen, Peter Schmeichel, Preben Elkjær Larsen, Michael Laudrup, Brian Laudrup, Martin Jorgensen, Thomas Helveg e Jon Dahl Tomasson.

Nella classifica mondiale della FIFA, istituita nellagosto 1993, la Danimarca ha ottenuto come miglior piazzamento il 3º posto del maggio 1997, mentre la posizione peggiore è il 51º posto dellaprile 2017. Occupa attualmente il 16º posto della graduatoria.

                                     

1.1. Storia Gli inizi

Le prime partite ufficiali della Nazionale risalgono al 1908, alle Olimpiadi di Londra: il 19 ottobre vi fu lesordio contro la Francia B, sconfitta per 9-0. Il 22 ottobre fu poi sconfitta la Francia A con il clamoroso risultato di 17-1, rimasto negli annali come la vittoria con il maggiore scarto di tutti i tempi per i danesi. Nellincontro, Sophus Nielsen realizzò ben 10 reti che gli permisero, insieme a quella messa a segno nella prima gara, di laurearsi capocannoniere del torneo. I danesi furono poi sconfitti per 2-0 dalla Gran Bretagna in finale.

Quattro anni dopo, ai Giochi di Stoccolma, la Danimarca sconfisse prima la Norvegia per 7-0, quindi per 4-1 i Paesi Bassi in semifinale, e dovette accontentarsi del secondo argento consecutivo perdendo nuovamente con la Gran Bretagna, questa volta per 4-2. Dopo leliminazione subita al primo turno dalla Spagna ai Giochi di Anversa, la Federazione danese iscrisse la Nazionale solo a tornei minori fino al 1948, oltre a farle disputare incontri amichevoli. La squadra vinse la Nordisk Mesterskap 1924-1928, prima edizione dei Campionati nordici, battendo Svezia e Norvegia. Si sarebbe aggiudicata il trofeo anche nelle edizioni 1978-80 e 1981-85.

                                     

1.2. Storia Il mantenimento del dilettantismo

Rientrò in una competizione di alto livello alle Olimpiadi del 1948, tenutesi per la seconda volta a Londra, dove conquistò la medaglia di bronzo imponendosi sulla Gran Bretagna nella finale per il terzo posto, dopo la sconfitta con la Svezia in semifinale. Ebbe grande risonanza la vittoria nei quarti contro i campioni uscenti dellItalia, e negli anni successivi si trasferirono in club di Serie A alcuni dei membri della squadra, tra i quali John Hansen, Præst e Jorgen Sorensen.

Nonostante il calcio professionistico si stesse affermando in molti Paesi, la Federazione danese scelse di conservare il dilettantismo e gestire la Nazionale con un budget limitato. Continuò a disertare i Campionati mondiali e proibì ai professionisti di giocare in Nazionale, rinunciando ai successi che una generazione di grandi giocatori avrebbe probabilmente conseguito. I migliori talenti danesi avevano iniziato a giocare in club professionistici stranieri e divenne sempre più difficile mettere insieme una buona squadra con i dilettanti rimasti in patria.

Nel 1952, la Danimarca fu eliminata ai quarti del torneo olimpico di Helsinki dalla Jugoslavia, che si sarebbe poi aggiudicata la medaglia dargento. Dopo aver saltato i Giochi olimpici del 1956, la Nazionale dei dilettanti danesi fu iscritta per la prima volta a un Mondiale nelledizione del 1958, venendo eliminata con 4 sconfitte contro Irlanda e Inghilterra nelle qualificazioni. Si ripresentò alle Olimpiadi nelledizione romana del 1960 ed ottenne una sorprendente medaglia dargento, sconfitta in finale dalla Jugoslavia. Nella squadra si distinse il diciottenne Harald Nielsen, vice-capocannoniere del torneo, che lanno dopo si trasferì in Italia e, in qualità di professionista, dovette abbandonare la Nazionale.

Non fu iscritta al campionato del mondo 1962, e due anni dopo approfittò dei facili accoppiamenti nei turni preliminari per qualificarsi alla fase finale a 4 squadre del campionato dEuropa 1964, allesordio nella manifestazione. Non potendo schierare i professionisti chiuse al quarto posto, sconfitta in semifinale dallUnione Sovietica e nella finale per il terzo posto dallUngheria. Quello stesso anno non riuscì ad accedere al torneo olimpico di Tokyo, sconfitta nelle qualificazioni dalla Romania. Giunse quindi ultima sia nel girone di qualificazione per il Mondiale del 1966 che a quello per il campionato dEuropa 1968, mentre non fu iscritta al torneo olimpico del 1968. La parentesi dilettantistica ebbe fine dopo che la Danimarca chiuse al terzo posto su 4 squadre il girone di qualificazione vinto dalla Cecoslovacchia per il campionato del mondo 1970.

                                     

1.3. Storia Apertura al professionismo

Fu solo nel 1971 che la Federazione diede lassenso a schierare anche i professionisti in Nazionale. Nel frattempo la squadra non riuscì ad evitare lultimo posto nel girone di qualificazione al campionato dEuropa 1972, ma quello stesso anno riuscì a entrare nel torneo olimpico di Monaco, dove fu eliminata nella fase a gruppi che dava accesso alle semifinali. Il processo di allineamento alle maggiori realtà calcistiche continentali avrebbe portato nel 1978 allintroduzione del professionismo anche nei campionati nazionali danesi.

Il primo banco di prova per la Nazionale dei professionisti furono le qualificazioni al campionato del mondo 1974 e si rivelò un fallimento, la Danimarca chiuse allultimo posto con un solo punto in 4 partite il girone vinto dalla Scozia. Non ebbero sorte migliore le qualificazioni al campionato dEuropa 1976, nelle quali fu nuovamente ultima con 1 punto in 6 partite. La squadra non riuscì a disputare neanche il campionato del mondo 1978, fermata nelle qualificazioni da Polonia e Portogallo. Unaltra delusione fu la mancata partecipazione a Italia 1980, finendo ultima nel girone di qualificazione vinto dallInghilterra.

In quegli anni si formarono comunque dei giovani calciatori di livello internazionale, che avrebbero portato la squadra ai successi degli anni ottanta e novanta. Uno dei primi fu Allan Simonsen, attaccante del 1952 a cui fu assegnato il Pallone doro 1977 e che trascinò con le sue reti il Borussia Mönchengladbach a tre titoli di Germania tra il 1975 ed il 1977. Un altro importante giocatore fu Morten Olsen, centrale difensivo classe 1949 diventato il regista arretrato della Nazionale.



                                     

1.4. Storia Periodo doro

Dopo le molte delusioni patite, fu negli anni ottanta che la Danimarca mise in mostra un calcio moderno, atletico e di alto livello tecnico. Tra i protagonisti vi furono Frank Arnesen, Soren Lerby, Jesper Olsen e Jan Molby, maturati nellAjax sotto linfluenza di Johan Cruijff, nonché Preben Elkjær Larsen, potente attaccante formatosi in Belgio, e Michael Laudrup, raffinata punta diventato famoso in Italia. Molti dei membri della squadra non avevano il senso della disciplina né prendevano con serietà limpegno calcistico; preferivano darsi agli eccessi notturni, bevendo spesso alcolici fino a tarda notte. Trassero giovamento dallarrivo nel 1979 del CT tedesco Sepp Piontek, la cui rigidità li spronò a una maggiore professionalità. Fu il primo allenatore professionista della Nazionale, arrivato grazie alla sponsorizzazione della Carlsberg. Piontek cercò di sfruttare al meglio le grandi doti offensive dei suoi giocatori, proponendo un martellante e spettacolare gioco dattacco che avrebbe caratterizzato tutta la sua gestione tecnica.

Tra le caratteristiche che fecero grande il gioco dattacco di quella Danimarca, ribattezzata dai suoi entusiasti tifosi "Danish Dyanamite" dinamite danese, vi fu un eccezionale dinamismo, lo spirito di gruppo e leccezionale cambio di passo nel dribbling di giocatori come Arnesen, Elkjær, Laudrup e i due Olsen, in grado di creare continuamente superiorità numerica. I primi segnali del nuovo corso si ebbero nelle qualificazioni ai Mondiali di Spagna 1982, dove la Danimarca, pur eliminata da Italia e Jugoslavia, fu lunica Nazionale in grado di sconfiggere gli Azzurri nelle partite ufficiali che li portarono alla trionfale vittoria nella finale di Madrid.

                                     

1.5. Storia Danish Dynamite

Il primo successo dellera Piontek fu nei Campionati nordici, dove la Danimarca conquistò per la seconda volta il titolo nelledizione 1978-1980, dopo che dal 1933 era stato appannaggio esclusivo della Svezia. I bianco-rossi ripeterono il successo anche nella successiva edizione 1981-85. Ma la prima consacrazione a livello internazionale per la Danimarca di Piontek arrivò con il campionato dEuropa 1984 di Francia. Nel girone di qualificazione eliminarono lInghilterra di Bobby Robson, sconfitta 1-0 a Wembley con un rigore trasformato da Simonsen. Si confermarono nella fase finale dopo aver perso la gara di esordio con i padroni di casa francesi, in cui lo stesso Simonsen subì un grave incidente a una gamba che lo tenne lontano dai campi di gioco alcuni mesi. Proseguirono il torneo rifilando un 5-0 alla Jugoslavia e vincendo per 3-2 in rimonta contro il Belgio, che conduceva 2-0. Persero infine la semifinale ai rigori contro la Spagna quando Elkjær fallì lultimo calcio dal dischetto, al termine di un incontro molto spettacolare e ricco di tensione emotiva.

La conferma si ebbe nel successivo campionato del mondo 1986 in cui la nazionale, al suo esordio nella fase finale della manifestazione, raccolse unanimi consensi per il grande gioco espresso, il migliore mai esibito da una squadra danese. I danesi vinsero il girone di qualificazione con autorità, nel corso del quale sconfissero 4-2 a Copenaghen lUnione Sovietica al termine di un apertissimo incontro di rara bellezza. Affrontarono poi la prima fase a gruppi della rassegna iridata messicana con grande determinazione. Dopo una difficile vittoria per 1-0 sulla Scozia nella partita desordio, la Danimarca inflisse un pesante 6-1 allUruguay, campione uscente del Sudamerica. Già qualificati agli ottavi, i danesi avrebbero affrontato il Marocco in caso di sconfitta nellultima gara del girone contro la Germania Ovest. La filosofia di Piontek impose la vittoria, i tedeschi furono superati per 2-0 e lavversaria agli ottavi fu lostica Spagna, in una sorta di rivincita dalla semifinale europea di due anni prima. A pochi minuti dalla fine della gara con i tedeschi era giunta lespulsione di Arnesen, che fu squalificato e privò la squadra di una pedina fondamentale.

Al termine della fase a gruppi, molti inserirono i danesi nel lotto dei favoriti alla vittoria finale, in virtù del gioco e dei risultati spettacolari ottenuti. Dopo essere passata in vantaggio su rigore, la squadra controllò il gioco negli ottavi contro la Spagna fino agli ultimi minuti del primo tempo, quando un disastroso retropassaggio di Jesper Olsen liberò Emilio Butragueño che, solo davanti al portiere, segnò facilmente. Nella ripresa i danesi si gettarono con rabbia allattacco e andarono vicini al raddoppio, ma furono sorpresi nuovamente da Butragueno che portò la propria squadra in vantaggio. Con la Danimarca totalmente sbilanciata in avanti, la Spagna completò lopera in contropiede aggiudicandosi lincontro per 5-1. La stampa accusò Piontek di non aver saputo gestire gli enormi sforzi profusi dai suoi giocatori alle temperature elevate del Messico, mentre questi imputò la sconfitta al senso di appagamento provato dai danesi per lottimo torneo fino ad allora disputato.

Malgrado il pesante passivo, in un sondaggio del 2007 condotto tra giornalisti sportivi, la Danimarca del 1986 fu inserita dalla rivista sportiva britannica World Soccer al sedicesimo posto tra le migliori squadre calcistiche al mondo di tutti i tempi. È stata la sola formazione ad essere paragonata da molti alla grande Olanda di Cruijff e ritenuta anche migliore di questultima sotto il profilo del dribbling, con un numero maggiore di uomini in grado di saltare luomo. In un servizio della ESPN, è stata presentata come la quinta nazionale più forte tra quelle che non hanno vinto il Mondiale, alle spalle di Brasile 1950, Ungheria 1954, Olanda 1974 e Brasile 1982. È stata anche definita il più grande al mondo tra i cult team, per aver conquistato la fantasia e la simpatia di intere generazioni di sportivi. Il grande allenatore scozzese Alex Ferguson la riteneva a quel tempo la più grande squadra europea.

                                     

1.6. Storia La vittoria allEuropeo del 1992

Il periodo che seguì fu di transizione, la Danimarca si qualificò agli Europei di Germania Ovest 1988 eliminando la pericolosa Cecoslovacchia, ma non ripeté le prestazioni degli ultimi anni nella fase finale, perdendo tutte e tre le partite del suo gruppo. La prima sconfitta fu per 3-2, nuovamente ad opera della Spagna, mentre le successive furono entrambe per 2-0 rispettivamente contro Germania Ovest e Italia. Con i migliori giocatori arrivati a fine carriera, la squadra tornò nellanonimato e non riuscì a qualificarsi per i Mondiali di Italia 1990, eliminata dallemergente Romania di Gheorghe Hagi. I deludenti risultati portarono alla fine della gestione Piontek, che in quel periodo fu anche accusato di aver depositato fondi neri in un conto bancario in Liechtenstein. Il tecnico tedesco diede le dimissioni e accettò lofferta di allenare la Turchia.

Il risultato più prestigioso della nazionale danese fu linattesa vittoria agli Europei di Svezia 1992 sotto la guida tecnica di Richard Moller Nielsen, subentrato a Piontek del quale era assistente. Il nuovo allenatore dovette far fronte al declino dei protagonisti del decennio precedente e assegnò la maglia titolare a giovani emergenti, fra i quali si distinsero il portiere Peter Schmeichel, i centrocampisti Kim Vilfort e John Jensen e gli attaccanti Brian Laudrup fratello di Michael e Flemming Povlsen. La spina dorsale della squadra era composta da giocatori del Brondby IF, in quel periodo la più forte squadra danese, e della nazionale Under-21. Furono i primi professionisti veri e propri nella storia del calcio nazionale, al contrario dei loro predecessori che avevano continuato ad interpretare la disciplina con una mentalità amatoriale.

Dopo essere giunta seconda nel gruppo di qualificazione, la nazionale fu ripescata per lesclusione della capolista Jugoslavia in seguito alla risoluzione ONU relativa ai conflitti in corso nei Paesi balcanici. La tattica difensivistica imposta da Nielsen era stata oggetto di violente critiche, gli stessi fratelli Laudrup e Molby avevano abbandonato la nazionale durante le qualificazioni, in disaccordo con latteggiamento tattico del selezionatore, anche se Brian sarebbe rientrato nellorganico per la rassegna europea. Lannuncio del ripescaggio fu dato solo 10 giorni prima dellinizio della manifestazione e la squadra si fece trovare pronta perché stava preparando unamichevole contro la CSI, che era già qualificata.

Lincredibile trionfo fu ottenuto con un crescendo di prestazioni; dopo il pareggio per 0-0 nellesordio contro lInghilterra, arrivò la sconfitta per 2-1 contro i tradizionali rivali della Svezia. Il turno fu superato battendo 2-1 la Francia allenata da Platini. In semifinale furono battuti ai rigori i campioni uscenti dei Paesi Bassi, dopo che i supplementari si erano chiusi sul 2-2. Decisiva fu la parata di Schmeichel sul tiro dal dischetto di Marco van Basten, leroe della precedente edizione. Nella finale disputata il 26 giugno a Göteborg, i danesi sconfissero 2-0 la Germania grazie anche alle grandi parate di Schmeichel. Oltre alle ottime prestazioni del portiere del Manchester United durante tutto il torneo, furono determinanti per la vittoria il solido impianto difensivo, lo spirito di sacrificio collettivo e il grande impegno professionale della squadra, che comunque mai si avvicinò ai livelli tecnici e di spettacolo offerti dallundici di Piontek.



                                     

1.7. Storia Risultati altalenanti tra il 1992 e il 2000

Dopo il trionfo europeo ebbe inizio un lungo periodo caratterizzato da risultati altalenanti. La prima delusione arrivò con la mancata partecipazione alla fase finale del campionato del mondo 1994 malgrado il ritorno in squadra di Michael Laudrup, che finì per accettare le direttive del CT. La nazionale fu eliminata dopo un serrato testa a testa con Spagna e Irlanda, giunte prima e seconda nel gruppo di qualificazione. Ottenne gli stessi punti e la stessa differenza reti degli irlandesi, che si qualificarono in virtù dei 19 gol segnati contro i 15 dei danesi. Nel 1995 conquistò la Confederations Cup svoltasi in Arabia Saudita, a cui partecipò in veste di campione dEuropa. Con il successo per 2-0 in finale sui campioni del Sudamerica dellArgentina, divenne la prima nazionale europea ad aggiudicarsi una competizione ufficiale disputata in un altro continente. Fu questo lultimo trofeo vinto dalla Danimarca.

Si qualificò per leuropeo 1996 giungendo seconda nel gruppo di qualificazione vinto dalla Spagna, che si confermò per lennesima volta la bestia nera dei danesi. Fu eliminata nella fase finale in Inghilterra con la sconfitta subita dalla Croazia, chiudendo il girone a 4 punti dietro anche al Portogallo. Le critiche e la discontinuità di risultati portarono alle dimissioni di Moller Nielsen, che divenne il CT della Finlandia. Il suo posto fu preso dallo svedese Bo Johansson, che due anni prima aveva guidato al titolo nazionale il piccolo club danese del Silkeborg IF. Il nuovo CT avrebbe conquistato la fiducia dei giocatori e dellopinione pubblica rivitalizzando la nazionale e restituendole la mentalità offensiva offuscata nel periodo precedente.

La Danimarca partecipò alla fase finale dei Mondiali per la seconda volta nella sua storia nelledizione di Francia 1998. Vinse il girone di qualificazione davanti alla Croazia, costringendola agli spareggi. In Francia stentò nella prima fase, vincendo per 1-0 allesordio contro lArabia Saudita, pareggiando 1-1 con il Sudafrica e perdendo dai padroni di casa per 2-1. Questi incerti risultati le permisero di accedere alla fase a eliminazione diretta, dove la squadra si trasformò e diede spettacolo. La vittoria per 4-1 negli ottavi contro la Nigeria, ottenuta con una convincente prestazione, permise alla Danimarca di giocare per la prima volta un quarto di finale del Mondiale. Avversario fu il favorito Brasile, campione uscente, contro il quale i danesi disputarono una grande gara senza alcun timore reverenziale. I sudamericani dovettero dare il meglio di sé per vincere 3-2 una delle più spettacolari partite del torneo.

Dopo essersi qualificata di misura a spese della Svizzera, lesperienza dellEuropeo 2000 si rivelò disastrosa: i danesi persero tutti e 3 gli incontri del proprio girone subendo 8 gol e non segnandone alcuno, ritrovandosi ultimi nella classifica generale del torneo. La delusione fu grande e venne quindi chiamato alla guida tecnica Morten Olsen, il capitano dei Danish Dynamite degli anni ottanta.

                                     

1.8. Storia La gestione di Morten Olsen

Si qualificò ai Mondiali 2002 vincendo il proprio gruppo. Nella fase finale fu battuta per 3-0 agli ottavi dallInghilterra dopo aver eliminato nella fase a gruppi la Francia campione del mondo in carica. Nella fase finale del successivo campionato europeo, ottenne il secondo posto nel girone alle spalle della Svezia grazie al pareggio per 2-2 nellultimo incontro con la stessa Svezia che qualificava entrambe. Il risultato fu contestato invano dagli italiani, la cui contemporanea vittoria sulla Bulgaria divenne inutile e li eliminò per aver segnato meno dei danesi. Nei successivi quarti di finale, la Danimarca fu sconfitta con un netto 3-0 dalla Rep. Ceca.

Non riuscì poi a qualificarsi né per la fase finale dei Mondiali 2006, classificandosi terza nel girone vinto dallUcraina, né per quella degli Europei 2008, inserita nel girone con Spagna e Svezia, qualificatesi arrivando rispettivamente prima e seconda. Le critiche suscitate da tali risultati furono messe a tacere dagli ottimi risultati nel girone di qualificazione per il campionato del mondo 2010. Fu inserita nel difficile girone con le favorite Portogallo e Svezia, contro le quali ottenne tre vittorie e un pareggio, e si qualificò con un turno di anticipo battendo la Svezia.

Il mondiale in Sudafrica si rivelò una delusione, malgrado la squadra schierasse buoni giocatori come i difensori Daniel Agger e Simon Kjær, Martin Jorgensen a centrocampo e in attacco Dennis Rommedahl ed il veterano Jon Dahl Tomasson. Fu sconfitta allesordio dai Paesi Bassi, che sarebbero arrivati alla finale con la Spagna, e vinse in rimonta per 2-1 con il Camerun. Costretta a vincere contro il Giappone, in vantaggio nella differenza reti, fu invece sconfitta con un netto 3-1 ed eliminata.

La squadra si riscattò ottenendo il primo posto nel raggruppamento per le qualificazioni a Polonia-Ucraina 2012, grazie e sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Si assicurò laccesso alla fase finale allultima partita battendo per 2-1 il Portogallo, che si classificò secondo. Inserita in un girone proibitivo, nel primo incontro sconfisse a sorpresa gli olandesi vice-campioni del mondo per 1-0, nel secondo fu battuta dal Portogallo per 3-2 subendo il gol decisivo negli ultimi minuti e venne eliminata dalla Germania, che la sconfisse per 2-1.

Ottenne poi risultati altalenanti alle qualificazioni al campionato del mondo 2014. Riuscì a piazzarsi al secondo posto dietro allItalia, ma i negativi risultati conseguiti allinizio le impedirono di qualificarsi agli spareggi tra le migliori seconde. Nelle qualificazioni al campionato dEuropa 2016 la Danimarca giunse terza dietro Portogallo e Albania e mancò laccesso alla fase finale.

                                     

1.9. Storia La gestione Hareide

Dopo la delusione per la mancata partecipazione ad Euro 2016, il ct Morten Olsen, da 15 anni alla guida della nazionale, si dimise di comune accordo con la federazione. Fu ingaggiato al suo posto il norvegese Åge Hareide, già allenatore della Norvegia e di alcune quotate squadre di club scandinave, allo scopo di portare la squadra alla qualificazione al mondiale 2018 in Russia.

Nel girone di qualificazione a Russia 2018 la Danimarca fu inserita con la favorita Polonia, la Romania, Montenegro, lArmenia e il Kazakistan. Dopo un avvio stentato la squadra inanellò una serie di vittorie consecutive che la portarono al secondo posto finale dietro alla Polonia e quindi agli spareggi con unaltra seconda qualificata per giocarsi un posto al mondiale. Qui la Danimarca riuscì a ottenere la qualificazione dopo aver battuto lIrlanda agli spareggi pareggio per 0-0 in casa e vittoria per 5-1 in trasferta con tripletta di Christian Eriksen. Al Mondiale la Danimarca viene inserita con Francia, Australia e Perù. Riesce a passare i gironi da imbattuta, vincendo 1-0 con il Perù e pareggiando con Francia ed Australia. Quindi conclude la fase a gironi seconda con 5 punti. Agli ottavi di finale incontra la Croazia. La partita finisce 4-3 dopo i rigori e, nonostante una buona prova e il rigore parato nei supplementari da Kasper Schmeichel, viene eliminata.

Dopo il Campionato mondiale di calcio 2018, la Danimarca si preparò per la partecipazione alliterazione inaugurale della UEFA Nations League, ma, a causa di una disputa con il sindacato dei giocatori, la federazione danese convocò una squadra interamente dilettante, composta da una combinazione di giocatori di calcio a 5 e provenienti dalle serie inferiori del Campionato danese di calcio, in vista sia dellamichevole contro la Slovacchia che della gara ufficiale contro il Galles. La controversia è nata a causa dei diritti di immagine dei giocatori, con Hummel International che ha il diritto esclusivo alla produzione e alla commercializzazione di kit danesi e la DBU che voleva impedire ai calciatori di fare accordi individuali con società e marchi che sono in concorrenza con la stessa; lo stesso allenatore, Åge Hareide, è stato temporaneamente sostituito da John Jensen. Alla fine lo sciopero è rientrato e la sola gara contro la Slovacchia è stata giocata dai dilettanti.

                                     

2. Confronti con altre Nazionali

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, la Danimarca presenta i seguenti saldi:

Saldo negativo

NB: Come da regolamento FIFA le gare terminate ai rigori sono considerate partite pareggiate.

                                     

3.1. Tutte le rose Mondiali

Coppa del Mondo FIFA 1986 1 Rasmussen, 2 Sivebæk, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 I. Nielsen, 6 Lerby, 7 Molby, 8 J. Olsen, 9 Berggreen, 10 Elkjær, 11 Laudrup, 12 Bertelsen, 13 Frimann, 14 Simonsen, 15 Arnesen, 16 Qvist, 17 K. Nielsen, 18 Christensen, 19 Eriksen, 20 Bartram, 21 Andersen, 22 Hogh, CT: Piontek Coppa del Mondo FIFA 1998 1 Schmeichel, 2 Schjonberg, 3 Rieper, 4 Hogh, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 Nielsen, 8 Frandsen, 9 Molnar, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Colding, 13 Laursen, 14 Wieghorst, 15 Tofting, 16 Krogh, 17 Goldbæk, 18 Moller, 19 Sand, 20 Henriksen, 21 Jorgensen, 22 Kjær, CT: Johansson Coppa del Mondo FIFA 2002 1 Sorensen, 2 Tofting, 3 Henriksen, 4 Laursen, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 Gravesen, 8 Gronkjær, 9 Tomasson, 10 Jorgensen, 11 Sand, 12 N. Jensen, 13 Lustü, 14 C. Jensen, 15 Michaelsen, 16 Kjær, 17 Poulsen, 18 Lovenkrands, 19 Rommedahl, 20 Bogelund, 21 Madsen, 22 Christiansen, 23 Nielsen, CT: Olsen Coppa del Mondo FIFA 2010 1 Sorensen, 2 C. Poulsen, 3 Kjær, 4 Agger, 5 Kvist, 6 Jacobsen, 7 Jensen, 8 Gronkjær, 9 Tomasson, 10 Jorgensen, 11 Bendtner, 12 Kahlenberg, 13 Kroldrup, 14 J. Poulsen, 15 S. Poulsen, 16 Andersen, 17 Beckmann, 18 Larsen, 19 Rommedahl, 20 Enevoldsen, 21 Eriksen, 22 Christiansen, 23 Mtiliga, CT: Olsen Coppa del Mondo FIFA 2018 1 Schmeichel, 2 Krohn-Dehli, 3 Vestergaard, 4 Kjær, 5 Knudsen, 6 Christensen, 7 Kvist, 8 Delaney, 9 N. Jorgensen, 10 Eriksen, 11 Braithwaite, 12 Dolberg, 13 M. Jorgensen, 14 Dalsgaard, 15 Fischer, 16 Lössl, 17 Stryger Larsen, 18 Lerager, 19 Schöne, 20 Poulsen, 21 Cornelius, 22 Ronnow, 23 Sisto, CT: Hareide


                                     

3.2. Tutte le rose Europei

Campionato d’Europa UEFA 1964 P L. Nielsen, P Rask, D Amdisen, D B. Hansen, D J.J. Hansen, D K. Hansen, D Larsen, D Wolmar, C Bertelsen, C Jorgensen, C E. Nielsen, C Sorensen, A Danielsen, A Madsen, A Rasmussen, A Sondergaard, A Thorst, CT: Petersen Campionato d’Europa UEFA 1984 1 Kjær, 2 O. Rasmussen, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 Nielsen, 6 Lerby, 7 Bertelsen, 8 J. Olsen, 9 Simonsen, 10 Elkjær, 11 Berggreen, 12 Molby, 13 Lauridsen, 14 Laudrup, 15 Arnesen, 16 T. Rasmussen, 17 Thychosen, 18 Sivebæk, 19 Brylle, 20 Qvist, CT: Piontek Campionato d’Europa UEFA 1988 1 Rasmussen, 2 Sivebæk, 3 Busk, 4 M. Olsen, 5 Nielsen, 6 Lerby, 7 Helt, 8 Frimann, 9 Heintze, 10 Elkjær, 11 Laudrup, 12 L. Olsen, 13 Jensen, 14 J. Olsen, 15 Povlsen, 16 Schmeichel, 17 Berggreen, 18 Eriksen, 19 Kristensen, 20 Vilfort, CT: Piontek Campionato d’Europa UEFA 1992 1 Schmeichel, 2 Sivebæk, 3 K. Nielsen, 4 Olsen, 5 Andersen, 6 Christofte, 7 Jensen, 8 Molby, 9 Povlsen, 10 Elstrup, 11 Laudrup, 12 Piechnik, 13 Larsen, 14 Frank, 15 Christensen Arensoe, 16 Krogh, 17 Christiansen, 18 Vilfort, 19 P. Nielsen, 20 Bruun, CT: Moller Nielsen Campionato d’Europa UEFA 1996 1 Schmeichel, 2 Helveg, 3 Rieper, 4 Olsen, 5 J. Hogh, 6 Schjonberg, 7 B.S. Nielsen, 8 Thomsen, 9 Beck, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Piechnik, 13 Larsen, 14 Risager, 15 E.B. Andersen, 16 L. Hogh, 17 A. Nielsen, 18 Vilfort, 19 Tofting, 20 Laursen, 21 S. Andersen, 22 Krogh, CT: Moller Nielsen Campionato dEuropa UEFA 2000 1 Schmeichel, 2 Schjonberg, 3 Henriksen, 4 Hogh, 5 Heintze, 6 Helveg, 7 A. Nielsen, 8 Gronkjær, 9 Tomasson, 10 Jorgensen, 11 Sand, 12 Colding, 13 Laursen, 14 B.S. Nielsen, 15 Tofting, 16 Sorensen, 17 Goldbæk, 18 Molnar, 19 Bisgaard, 20 Gravesen, 21 Beck, 22 Kjær, CT: Johansson Campionato dEuropa UEFA 2004 1 Sorensen, 2 Bogelund, 3 Henriksen, 4 Laursen, 5 N. Jensen, 6 Helveg, 7 Gravesen, 8 Gronkjær, 9 Tomasson, 10 Jorgensen, 11 Sand, 12 Kahlenberg, 13 Kroldrup, 14 C. Jensen, 15 D. Jensen, 16 Skov-Jensen, 17 Poulsen, 18 Priske, 19 Rommedahl, 20 Perez, 21 Madsen, 22 Andersen, 23 Lovenkrands, CT: Olsen Campionato dEuropa UEFA 2012 1 Andersen, 2 C. Poulsen, 3 Kjær, 4 Agger, 5 S. Poulsen, 6 Jacobsen, 7 Kvist, 8 Eriksen, 9 Krohn-Dehli, 10 Rommedahl, 11 Bendtner, 12 Bjelland, 13 Okore, 14 Schöne, 15 Silberbauer, 16 Lindegaard, 17 Pedersen, 18 Wass, 19 J. Poulsen, 20 Kahlenberg, 21 Zimling, 22 Schmeichel, 23 Mikkelsen, CT: Olsen
                                     

3.3. Tutte le rose Confederations Cup

Coppa re Fahd 1995 1 Kjær, 2 Friis-Hansen, 3 Rieper, 4 J. Hogh, 5 Risager, 6 Schjonberg, 7 Steen Nielsen, 8 J. Hansen, 9 Strudal, 10 M. Laudrup, 11 B. Laudrup, 12 Laursen, 13 Kristensen, 14 Wieghorst, 15 Hemmingsen, 16 L. Hogh, 17 Rasmussen, 18 B. Hansen, 20 Krogh, CT: Moller Nielsen
                                     

3.4. Tutte le rose Giochi olimpici

Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1908 P Drescher, D Buchwald, D H. Hansen, C Bohr, C K. Hansen, C K. Middelboe, C N. Middelboe, A Andersen, A Beck, A Bjarnholt, A Gandil, A Lindgren, A E. Middelboe, A S. Nielsen, A O. Nielsen, A Rasmussen, A Wolfhagen, CT: Williams Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1912 P Drescher, P S. Hansen, D Buchwald, D Castella, D H. Hansen, C Berth, C Dyrberg, C Jorgensen, C Lykke, C Malmqvist, C Middelboe, A Christoffersen, A Morville, A P. Nielsen, A S. Nielsen, A O. Nielsen, A Olsen, A Petersen, A Thufason, A Wolfhagen, CT: Ostrup Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1920 P Graae, P S. Hansen, D Blicher, D Vil. Jorgensen, D N. Middelboe, D Ringsted, D Tarp, C Aaby, C Berth, C Grothan, C Jensen, C Lykke, C K. Middelboe, C Thorsteinsson, A Andersen, A Dannin, A Forchhammer, A C. Hansen, A Vig. Jorgensen, A Nielsen, A Olsen, A Rohde, CT: Carr Calcio ai Giochi Olimpici Estivi 1948 P O. Jensen, P Nielsen, D Bastrup-Birk, D Colberg, D V. Jensen, D Knudsen, D Overgaard, D Petersen, C E. Hansen, C E. K. Jensen, C I. Jensen, C Ornvold, C Pilmark, A K. A. Hansen, A J. Hansen, A J. W. Hansen, A Lundberg, A Præst, A Ploger, A Seebach, A E. Sorensen, A J. Sorensen, CT: Mountford

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.