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ⓘ Comunione e Liberazione è un movimento cattolico laico fondato dal sacerdote Luigi Giussani nel 1954 nellambiente studentesco milanese inizialmente come branca ..




Comunione e Liberazione
                                     

ⓘ Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione è un movimento cattolico laico fondato dal sacerdote Luigi Giussani nel 1954 nellambiente studentesco milanese inizialmente come branca dellAzione Cattolica. Si caratterizza per porre il messaggio della fede cristiana come fondamento di ogni aspetto della vita. Inizialmente noto come Gioventù Studentesca, dopo alterne vicende e un periodo di crisi nel 1968, venne riorganizzato negli anni settanta quando assunse l’attuale denominazione, riuscendo poi a estendersi in tutta Italia. Si stimano circa 300.000 membri. Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo. Partendo dai suoi ideali fondativi, il movimento è impegnato in cause sociali, nella creazione di scuole private e in alcuni progetti caritatevoli come il Banco Alimentare. Negli anni ha subito accuse di conflitti di interesse e lobbismo e alcuni importanti membri e cooperative collegate sono stati condannati per reati di corruzione e frode.

Don Giussani affermava di non aver mai realmente inteso fondare un movimento. In relazione ad una lettera di papa Giovanni Paolo II, aveva affermato a proposito di Comunione e Liberazione: "Non solo non ho mai inteso "fondare" niente, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito lurgenza di proclamare la necessità di tornare agli aspetti elementari del cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali, e basta." La presenza di CL nel mondo della scuola ha ancora il nome di Gioventù Studentesca. La sigla CLU Comunione e Liberazione - Universitari definisce invece informalmente lintera presenza di CL nelle università indipendentemente dalle varie forme di associazionismo. Del movimento fanno parte anche esperienze di vita consacrata quali ad esempio i Memores Domini, la Fraternità San Giuseppe e la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, le Suore di carità dellAssunzione, oltre a numerose vocazioni nellambito di famiglie religiose già esistenti. Dopo la morte di don Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, la guida del movimento è passata al sacerdote spagnolo don Julián Carrón. Nel 2014 la Diaconia Centrale di Comunione e Liberazione ha rinnovato a Julián Carrón il mandato di Presidente della Fraternità per un sessennio.

                                     

1.1. Storia Periodo di GS 1954-1969

Lorigine di Comunione e Liberazione risale al 1954, quando Don Giussani decise di lasciare il magistero presso il seminario di Venegono per insegnare religione cattolica al liceo classico Giovanni Berchet di Milano. In seguito ai quotidiani incontri con gli studenti don Giussani divenne assistente di Azione Cattolica per il ramo di Gioventù Studentesca GS che in pochi anni si diffuse allinterno e oltre la diocesi di Milano. La prima comunità fuori Milano ebbe inizio nel 1960 a Catania, seguirono Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì dove GS, come ricorda don Giussani, compì la "prima storica uscita nel settembre del 61 in Campigna", dal gruppo di Forlì ebbe inizio la comunità di Sansepolcro nel 64 prima in Toscana. Solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dallAzione Cattolica.

Già durante la seconda metà degli anni cinquanta il cardinale di Milano Giovanni Battista Montini futuro papa Paolo VI riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dellAzione Cattolica in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili ed aveva privilegiato lapostolato dambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: "io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti le dico: vada avanti così".

Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di Crema riportava alcune critiche tra cui "GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui" ; mons. Franco Costa, assistente nazionale della FUCI Federazione Universitaria Cattolica Italiana, chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di Azione Cattolica e FUCI continuarono, finché nel 1965 GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento dambiente nelle strutture di AC avendo come presidente lallora studente Luigi Negri, oggi vescovo, ed il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli USA dal cardinale di Milano Giovanni Colombo per studiare teologia protestante. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un intervento chirurgico alla cistifellea, e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" allUniversità Cattolica del Sacro Cuore di Milano cattedra che tenne fino al 1990. Nel frattempo lallora studente Angelo Scola futuro patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano, veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese.

Nel numero di luglio del 1966 della Rivista Diocesana Milanese il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di Azione Cattolica, e che i ragazzi avviati in GS proseguissero la loro formazione nella FUCI. Nello stesso anno Giuseppe Lazzati chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC Gioventù Italiana Azione Cattolica in quanto troppo legati a GS.

Nel febbraio 1966 vengono denunciati da GS gli autori dellinchiesta pubblicata da "La zanzara", giornale studentesco del Liceo Parini di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze doggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quellepoca. GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità delloffesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia. Il caso de la zanzara rimbalzò sulle cronache nazionali, dividendo il paese. Democrazia Cristiana e Movimento Sociale Italiano costituirono il "partito della colpevolezza", mentre la sinistra e i cattolici progressisti intervennero in difesa degli studenti. Ne nacque un caso simbolo nella società italiana seguito anche da Le Monde e dal New York Times, presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dellinchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo dallaccusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.

I rappresentanti di GS presentarono le proprie ragioni il 24 marzo successivo, in una sede del PIME, dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali ed alle autorità di Milano.

Il 17 novembre 1967 esplose il Sessantotto italiano, proprio con unoccupazione allUniversità Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a Lotta Continua e al Movimento Studentesco di Mario Capanna: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia.

                                     

1.2. Storia Progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL 1965-1972

Gioventù Studentesca era inserita nellAzione Cattolica ma la differenza nel metodo ne provocò, attraverso gli anni, il distacco e la crisi. Nel periodo del 68 molti aderenti abbandonarono il movimento ma altri, più fedeli a don Giussani, si riorganizzarono.

Nonostante la tensione con lAzione Cattolica, fino ai primissimi anni settanta ai vertici dellAC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 Massimo Camisasca venne eletto vicepresidente per il Settore giovani dellAzione Cattolica della diocesi di Milano, carica che avrebbe mantenuto fino al 1972.

La realtà da GS da tempo comprendeva anche universitari e adulti; i primi si organizzavano allinterno della FUCI, i secondi in comunità che si davano localmente nomi diversi. Allinizio degli anni 70 si cercò una denominazione nuova per lintero movimento, e si iniziò ad usare Comunione e Liberazione quindi CLU per gli universitari e CLL per i lavoratori. Il nome deriva da un volantino diffuso da alcuni universitari nel 1969 e rimanda al contrasto col mondo culturale del tempo: mentre la cultura dichiarava che lo spirtito rivoluzionario era il cammino della liberazione delluomo, gli aderenti al movimento affermavano che tale cammino è possibile solo nella comunione cristiana, da cui la liberazione ; la Salvezza è Gesù Cristo e la liberazione della vita e delluomo, qui e nellaldilà, è legata continuamente allincontro con Lui. Il 18 giugno 1971 la presidenza nazionale della FUCI emise un comunicato in cui diceva: "Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale è risultato più realistico considerare la FUCI e CL come due realtà distinte" ; nellottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che "i gruppi di CL non sono unalternativa allAC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato". Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani che fino allultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera allinterno delle strutture ecclesiastiche esistenti.

Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria.

                                     

1.3. Storia Dallaccusa di "integrismo" al riconoscimento 1972-1982

Negli anni immediatamente successivi al 1968, un periodo in cui tutte le associazioni ecclesiastiche erano in crisi, presso alcuni ambienti si vedeva con perplessità lespansione di un movimento che faceva capo non ai vescovi ma ad un sacerdote. Il vescovo Franco Costa, incaricato dalla CEI di tracciare un documento su CL, formulò unaccusa di "integrismo" che a causa dellimportanza dellestensore rimase a lungo come etichetta di CL. Nel documento di Costa, laccusa di "integrismo" coesisteva con unaccusa diametralmente opposta quella di essere un movimento carismatico a causa della rapida diffusione di CL in tutta Italia. Giussani ha sempre spiegato tale diffusione nei termini di propagazione di unamicizia cristiana. CL veniva criticata gruppi di ispirazione cristiana come Gioventù ACLIsta e Cristiani per il Socialismo.

Un primo informale incoraggiamento pontificio al movimento venne il 23 marzo 1975 da parte di papa Paolo VI. Dopo un incontro in piazza san Pietro, in cui erano presenti diciottomila ciellini, Paolo VI fermò Giussani per dirgli "questa è la strada: vada avanti così! Coraggio, coraggio, lei e i suoi giovani, perché questa è la strada buona", ripetendo lo stesso incoraggiamento di ventanni prima.

Paolo VI incaricò esplicitamente lallora segretario della CEI mons. Enrico Bartoletti di seguire CL. Con Bartoletti sembrò che il riconoscimento fosse vicino, ma la sua morte improvvisa nel marzo 1976 riportò tutto in alto mare per altri quattro anni.

Papa Paolo VI, nelludienza del 28 dicembre 1977, disse agli universitari di CL presenti: "siamo molto attenti allaffermazione che andate diffondendo del vostro programma, del vostro stile di vita, delladesione giovanile e nuova, rinnovata e rinnovatrice, agli ideali cristiani e sociali che vi dà lambiente cattolico in Italia", ricordando anche il loro "fondatore" don Giussani. Pochi anni dopo, CL avrebbe ottenuto il riconoscimento pontificio.

Durante gli anni settanta, con la progressiva crescita del movimento, ne aumentò lesposizione mediatica tanto che nel marzo 1973 Lespresso pubblicò una serie di articoli evidenziando la consistenza numerica di CL e qualificandola come "gli extraparlamentari della DC". Dal febbraio del 1974 si registrarono a Milano le prime aggressioni agli aderenti di CL sia nella scuola nello stesso liceo Berchet e allITIS Molinari che alluniversità alla Statale da parte di organizzazioni sia di sinistra come Avanguardia Operaia e Movimento Studentesco che di destra come FUAN e Avanguardia Nazionale. In vista del referendum sul divorzio maggio 1974, a causa della posizione dichiaratamente contraria al divorzio del movimento, le organizzazioni ostili a CL la definirono "organizzazione giovanile della DC", "organizzazione squadristica di CL", "gruppo reazionario clerico-fascista al soldo di DC e padronato" ; aumentarono le aggressioni tese a impedire assemblee e volantinaggi di CL, stavolta anche in altre regioni dItalia. Nel giugno successivo gli universitari ciellini vennero aggrediti da esponenti del Movimento Studentesco durante una funzione religiosa nella chiesa della Statale di Milano; nei volantinaggi del Movimento Studentesco si chiedeva sempre di "togliere agibilità politica a CL" poiché "CL non ha il diritto di parlare in università". Nel dicembre successivo il manifesto afferma che sarebbero presenti in CL "alcuni squadristi di Ordine Nuovo", notizia smentita da Roberto Formigoni. "È una colpa sociale essere cristiani", commenterà amaramente il cardinale Ugo Poletti sulle pagine de LOsservatore Romano.

Un volantino delle Brigate Rosse nel dicembre 1975 indica CL come uno strumento della "campagna clerico-fascista scatenata dal Vaticano contro il pericolo comunista" e i ciellini come "provocatori di professione al soldo dellimperialismo". Ancora nel 1975 Il Messaggero pubblica una notizia intitolata: "Picchiati studenti integralisti di Comunione e Liberazione". Il 14 febbraio 1976 appare contemporaneamente su La Stampa e il manifesto la notizia che CL sarebbe "unorganizzazione politica creata dalla CIA e foraggiata con due miliardi di lire". Nonostante le smentite e la pubblicazione dei dati sullautofinanziamento di CL e la querela ai due giornali, la notizia viene amplificata dalla stampa le aggressioni si moltiplicano: già nello stesso febbraio ci furono diversi attacchi con bombe Molotov contro sedi di CL, con lo slogan "le sedi di CL si chiudono col fuoco", devastazioni o distruzioni di locali usati da ciellini, auto, proprietà, aggressioni con spranghe e mazze il 17 giugno 1979 La Stampa e Il manifesto smentiranno quelle che erano state definite assurde calunnie. Un attentato con bombe Molotov devasterà anche la sede della Jaca Book, una casa editrice che annoverava tra i suoi fondatori alcuni giovani di CL.

Nel luglio 1977 le Brigate Rosse gambizzano Mario Perlini, in quanto "segretario regionale dellorganizzazione di Comunione e Liberazione" volantino BR del 14 luglio 1977, il 23 ottobre 1977 gambizzano Carlo Arienti, in quanto "uomo di punta di Comunione e Liberazione".



                                     

1.4. Storia Anni ottanta

Il desiderio di proseguire lesperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la scuola e luniversità, si condensò nei primi anni settanta nella Fraternità di Comunione e Liberazione, riconosciuta l11 febbraio 1982 dalla Chiesa cattolica quale associazione laicale di diritto pontificio. La Fraternità di Comunione e Liberazione si incontra annualmente per gli esercizi spirituali a Rimini.

Con un decreto dell11 luglio 1980, infatti, labate di Montecassino, Martino Matronola, conferì la personalità giuridica allassociazione laicale denominata "Comunione e liberazione" ed eresse la Fraternità di Comunione e Liberazione, invitando gli altri Ordinari diocesani a che venisse "accolta, aiutata e incoraggiata". Nel novembre successivo il cardinale Ugo Poletti la riconobbe a Roma, e prima della fine dellanno fu riconosciuta anche a Catania ed in numerose altre diocesi italiane. Il 30 gennaio 1982 una nota del Pontificio Consiglio per i Laici considerò lapprovazione pontificia della Fraternità un fatto compiuto, "anche perché il Santo Padre ha manifestato la sua augusta mens, favorevole alla concessione della personalità giuridica pontificia" ; il decreto pontificio di papa Giovanni Paolo II seguì poco meno di due settimane dopo, l11 febbraio 1982. Come presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione fu nominato don Luigi Giussani.

                                     

1.5. Storia Anni 2000

L11 febbraio 2002 lo stesso Giovanni Paolo II scrisse a Giussani una lettera per i ventanni di riconoscimento pontificio, in cui affermò che CL "ha voluto e vuole indicare" alluomo di oggi "non una strada, ma la strada", e tale strada "è Cristo".

Il 24 marzo 2007 papa Benedetto XVI ha voluto ricevere in udienza in Piazza S.Pietro lintera comunità di CL in occasione del venticinquesimo anniversario della Fraternità. Agli oltre centomila presenti ha ricordato le parole del predecessore e rinnovato la stima e la benedizione nel cammino verso Cristo.

                                     

2. Caratterizzazione dellassociazione

Fin dalle sue origini come Gioventù Studentesca, la vita del movimento di Comunione e Liberazione è centrata sulla preghiera svolta nella liturgia. Lesperienza di vita proposta allinterno di CL valorizza i tre aspetti che don Giussani indicava come fondanti lesperienza cristiana: cultura, carità e missione.

  • Carità: Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Questo impegno settimanale affonda le sue radici nellabitudine dei primi giessini di riversarsi nel fine settimana nella povera Bassa Milanese per fare compagnia ai bambini, giocare con loro e fare catechismo. La caritativa non è intesa come volontariato o come gesto di solidarietà, ma come strumento di educazione del cuore alla gratuità. Attualmente le forme sono le più disparate: per esempio, dedicare unora della settimana a fare compagnia ai carcerati, ai malati, a fare doposcuola ai bambini, ecc.
  • Liturgia e preghiera: Don Giussani ha sempre utilizzato per sé e per il movimento semplicemente le preghiere e la liturgia della Chiesa, senza aggiunte o modifiche ad eccezione dellAngelus che viene recitato in forma abbreviata con un solo Ave Maria. Nella Messa si utilizzano spesso canti della tradizione della Chiesa. Le celebrazioni eucaristiche, aperte a tutti, sono ridotte allessenziale: senza "segni", senza "monizioni" né interventi spontanei, secondo quanto permette il Messale Romano. Don Giussani ha sempre promosso la liturgia delle Ore, che è recitata quasi sempre in gruppo ed in recto tono. Agli inizi degli anni settanta fu compilata una versione semplificata del breviario ambrosiano, racchiusa in un ciclo di una sola "settimana" anziché quattro, che è in uso ancora oggi; i consacrati Memores Domini, etc. utilizzano invece il breviario della Chiesa cattolica. Sulla scia della devozione mariana di don Giussani, la recita del rosario è frequente, e sono raccomandati in modo particolare anche lAngelus, il Regina Coeli, il Memorare, la preghiera di san Bernardo presente nel canto XXXIII della Divina Commedia e linvocazione allo Spirito Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam.
  • Missione: Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare ad ogni uomo la persona viva di Gesù. Lattenzione alla realtà missionaria propriamente detta è grandissima e affonda le sue radici negli anni sessanta, quando alcuni giessini milanesi partirono per il Brasile paese cui il movimento sarebbe sempre stato legato come missionari. In realtà quasi tutti i ragazzi di GS partiti dopo il 68 passarono nelle file dei movimenti marxisti, abbandonando il movimento, ad eccezione di don Pigi Bernareggi e di Rosetta Brambilla, ancora attualmente in Brasile a Belo Horizonte.
  • Scuola di comunità: Unattività tipica del movimento è la catechesi detta scuola di comunità generalmente sui testi di don Giussani o del Magistero organizzata dalle singole comunità e aperta a tutti. Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, don Giussani aveva stabilito come scopo primario leducazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita. La scuola di comunità intende essere in primo luogo un metodo per verificare la presenza di Cristo nella propria vita, approfondendo il rapporto fede-ragione e come la ragione umana possa approcciarsi al mistero di Dio e dellIncarnazione, aiutando chi vi partecipa a prendere coscienza di come possa nascere dalla comunione con Cristo attraverso la Chiesa unumanità nuova. Ogni comunità comincia il raduno con una preghiera o un canto; cè quindi una lettura di un testo di don Giussani. Segue una breve discussione, confrontando quanto letto con la propria esperienza personale, e si conclude con un canto, una preghiera e gli avvisi, ritenuti le "gambe su cui può camminare la comunità".
  • Canto e musica: La passione di don Giussani per la musica ed il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è "lespressione più alta del cuore delluomo", "la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero". Giussani stesso racconta che fin "dalla prima Messa di GS, la prima in assoluto" insegnò ai suoi ragazzi i classici della devotio moderna, a cui seguiranno poi canti solisti, popolari o polifonici del Cinquecento e del Seicento. Inizialmente circoscritti allambito della sola liturgia, i cori di CL si sono poi formati anche su altri generi. Già nei primissimi tempi dellinsegnamento al Berchet don Giussani faceva ascoltare in classe, nelle sue lezioni di religione, dischi di Beethoven, Chopin, Brahms, e altri: lascolto e il commento di musica e canti è rimasto poi come uno dei fattori fondamentali della vita del movimento. Negli ultimi anni della sua vita don Giussani ha fondato e diretto la collana di CD Spirto gentil con i pezzi che riteneva meglio eseguiti, non solo di musica classica ma anche canti e musiche di altre tradizioni. Non per questo CL rinnega la canzone moderna in quanto tale: anzi, il movimento ha accolto anche compositori, come il cantautore Claudio Chieffo, che don Giussani chiamava semplicemente "il poeta". Lattenzione alla musica è tale che negli esercizi spirituali, ad eccezione dei momenti degli incontri, cè sempre lesecuzione di un canto o di un pezzo di musica classica.
  • Cultura: La preoccupazione di don Giussani di presentare la lettura di alcuni testi di personalità cristiane e non cristiane che potessero favorire una migliore comprensione dellesperienza cristiana cominciò con la proposta del "libro del mese" che continua ancora oggi sotto forma di una collana della BUR, denominata I libri dello spirito cristiano. La proposta sullascolto della musica è invece nella collana di CD denominata Spirto gentil. In CL si presta grandissima attenzione allarte, intesa come una delle espressioni più alte delluomo.


                                     

3. Organizzazione

  • Dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto, si svolge a Rimini il Meeting per lamicizia fra i popoli, manifestazione in cui tramite incontri, eventi, mostre e dibattiti con esponenti del mondo della cultura, della politica, dellindustria e della finanza sia italiani che stranieri, è evidenziato il coinvolgimento di CL con le più varie realtà religiose, politiche e sociali. Nel 1981 nasce a Milano il Centro Culturale San Carlo dietro un invito rivolto direttamente a don Giussani oggi CMC Centro Culturale di Milano, per dare vita a un luogo di incontro e cultura, dove potesse emergere il contributo che la ragione può portare allesperienza della fede, attraverso la condivisione e il dialogo tra diverse esperienze di vita. Da lì nascono, negli stessi anni e in diverse città numerosi Centri Culturali che si riuniscono nellAssociazione Italiana Centri Culturali. A Milano aderirono subito numerosi intellettuali, tra cui Giovanni Testori ed oggi docenti, professionisti, scrittori, come Luca Doninelli, Silvano Petrosino, Giulio Sapelli, Salvatore Carrubba.
  • Dallambiente di CL è nata la Fondazione Banco Alimentare, una ONLUS per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze alimentari a cui si è poi aggiunto il Banco Farmaceutico e lAVSI Associazione dei Volontari per il Servizio Internazionale.
  • Nellinsegnamento di don Giussani, la fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa assai più che per il tradizionale ambiente delle parrocchie. Al movimento è legata, ad esempio, lassociazione Compagnia delle Opere, nata nel 1986 e che riunisce migliaia tra imprenditori e opere di carattere assistenziale ed educative.
  • Da CL nasce nel 1982 il Sindacato delle Famiglie SIDEF, per la promozione dei diritti delle famiglie ed il riconoscimento della loro soggettività sociale, ipotizzando che lItalia sia uno dei paesi europei che più penalizza le esigenze delle famiglie.
  • Da CL sono nate anche numerose altre iniziative dei più diversi àmbiti: Club Papillon, Teatro de Gli Incamminati, Consorzio Pan progetti asili nido, Famiglie per Accoglienza, Associazione Cilla, Euresis, Teatro Elsinor, Federazione Opere Educative, Arcipelago Musica, ecc. Lassociazione di fedeli Russia cristiana, daltra parte, pur con posizioni vicine a CL e annoverando tra i propri aderenti molti ciellini, ha avuto genesi ed evoluzione propria e gode tuttora di una propria fisionomia non direttamente dipendente da CL,
                                     

3.1. Organizzazione Nellambiente universitario

  • Il movimento di Comunione e Liberazione è presente nelle scuole e nelle Università. Alcuni aderenti al movimento partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie, così come alla politica locale, nazionale ed europea. Questo per seguire linsegnamento della Chiesa di portare Cristo in tutti gli ambienti della società cfr. Gaudium et Spes. La presenza di CL nelle università inizia a partire dalla fine degli anni sessanta con la sigla informale CLU Comunione e Liberazione - Universitari ancora oggi utilizzata per indicare tutti i gruppi universitari ispirati a CL. Tale presenza è stata spesso però vista, soprattutto negli anni 70, solo come un elemento politico, tanto che Giussani stesso, nel febbraio 1976, richiamò i suoi sottolineando che "CL in università è un fatto politico più che un fatto ecclesiale, e questo ci strozza" e indicando un nuovo modo di stare in Università più aderente al messaggio cristiano. La storia delle liste universitarie nate da aderenti a Comunione e Liberazione ha conosciuto negli anni successi ed insuccessi legati soprattutto al radicamento di CL sul territorio e nelle singole Università e attualmente fa riferimento a sigle come Student Office, Obiettivo Studenti, Lista Aperta per il Diritto allo Studio, Ateneo Studenti, Universitas o ListOne riunite in una federazione nata negli anni novanta e denominata Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio CLDS. Negli atenei italiani il movimento di CL ha fatto sentire la sua voce con nette prese di posizione, dimostrazioni, volantinaggi, manifestazioni durante incontri pubblici su alcuni temi scottanti della politica italiana ed europea, esprimendosi contro laborto, lutilizzo delle cellule staminali embrionali e a sostegno della legge 40/2004 sulla procreazione assistita cfr. Politica italiana e CL, opponendosi al divorzio e al riconoscimento legale di coppie omosessuali e sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e per linsegnamento della religione cattolica. Recentemente, anche negli atenei, CL ha preso posizione per quanto riguarda linserimento nel testo della Costituzione Europea del riferimento alle radici cristiane. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2008, ovvero nei momenti di tensione tra governo da una parte e studenti, ricercatori e professori dallaltra, a causa della legge 133 che prevedeva tagli orizzontali nellambito delluniversità pubblica, della ricerca e del settore lavorativo universitario il movimento di CL ha assunto una posizione generalmente poco critica rispetto alla situazione, assumendo posizioni in parte favorevoli al decreto, in parte contrarie; gli esponenti di CL si sono generalmente astenuti dalle manifestazioni di piazza. Nellultimo decennio diversi studenti provenienti dallesperienza di CL hanno aderito a partiti, buona parte a Forza Italia, militando nelle sue file e presentando candidati nelle sue liste. Per esempio, a Milano, Lorenzo "Lollo" Malagola, studente di Comunione e Liberazione e rappresentante degli studenti in seno al CNSU, è stato eletto nel 2006 come consigliere comunale nelle liste di Forza Italia, seguendo le orme di Carlo Masseroli, che è stato assessore allurbanistica del comune di Milano, passando dagli organi universitari fino ai banchi del consiglio comunale. La posizione delle liste vicine al movimento di CL per quanto riguarda la riforma Moratti sullo stato giuridico della docenza e la struttura dei corsi di laurea è stata di un sostanziale appoggio al Ministro sia pure con alcuni distinguo, in opposizione ad alcuni settori del mondo accademico e della sinistra studentesca allepoca maggioranza in seno al CNSU. Un altro aspetto rilevante della presenza di CL in Università è rappresentato dalle iniziative cooperative. Nel 1977 alcuni studenti di CL fondarono infatti la Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro CUSL per offrire servizi di fotocopisteria, libri, materiale di cancelleria, convenzioni con negozi, oltre a gestire con i propri proventi iniziative legate al diritto allo studio con borse e facilitazioni. Alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco di tradizione comunista erano le uniche realtà organizzate ad usufruire degli spazi universitari per offrire servizi agli studenti e la CUSL, che per diversi anni aveva operato con "banchetti volanti", acquisì la prima sede stabile solo nellagosto del 1982, con loccupazione, la pulizia e lallestimento in uno scantinato abbandonato del Politecnico di Milano. Sempre alla sfera di CL appartiene lassociazione culturale Universitas University, con base a Milano e che raccoglie un ampio numero di docenti universitari facenti parte del movimento. Tra i documenti degni di nota si trova la difesa degli estensori della "Lettera ad una professoressa" vedi CLDS firmata da 18 docenti dellUniversità degli Studi di Milano.
                                     

3.2. Organizzazione Editoria

  • La rivista ufficiale del movimento è il mensile Tracce, pubblicato in undici lingue, tra cui il russo e il giapponese. Allesperienza di CL si rifaceva il settimanale Il Sabato pubblicato tra il 1978 ed il 1993. Fino agli anni ottanta la casa editrice dei testi legati al movimento è la Jaca Book che prende nome da una pianta sudamericana, la jaca nota come "pianta del pane"; dalla fine degli anni ottanta i libri di Giussani e di altri autori legati a CL vengono pubblicati da diverse case editrici principalmente Marietti editore e RCS MediaGroup.
                                     

4. Impegno politico

Il movimento si è interessato in vari casi rivolti anche alla sfera politica, come per esempio la questione dellaborto. Un episodio particolarmente significativo avvenne durante unassemblea alla Cattolica nel 1973, quando il coro di CL cantò La ballata del potere di Claudio Chieffo. Il giornalista Walter Tobagi riporta che nel momento in cui il coro intonò la strofa "forza compagni: rovesciamo tutto e costruiamo un mondo meno brutto", i membri del Movimento Studentesco, inizialmente stupiti e cominciarono ad applaudire; lapplauso però si trasformò in fischi di disapprovazione quando il coro arrivò allultima strofa: "Ora tu dimmi, come può sperare un uomo, se ha in mano tutto, ma non ha il perdono?". Limpegno politico risale allinizio degli anni settanta, generalmente in appoggio alla Democrazia Cristiana. La prima vera battaglia politica fu il referendum sul divorzio del 12 maggio 1974, in cui il fronte cattolico si presentava diviso: per esempio le ACLI furono favorevoli, lAzione Cattolica non prese una posizione ufficiale, altre formazioni ecclesiali – fra cui CL – si dichiararono contrarie. CL organizzò manifestazioni e incontri pubblici per promuovere le ragioni del "sì" allabrogazione della legge sul divorzio ma il referendum fu vinto dai "no"; ciò portò ad una lunga riflessione allinterno di CL sullefficacia delle manifestazioni e degli incontri. Un anno dopo, il 29 maggio 1975, nacque il Movimento Popolare a opera di Roberto Formigoni e altri membri di CL. Alle amministrative del 15-16 giugno 1975 la formazione guadagnò cinque eletti al comune di Milano, e diversi altri nel resto dellItalia. Il 27 giugno 1975 il primo comunicato stampa di CL sulle elezioni affermava: "nonostante il calo percentuale della DC, un nuovo movimento cattolico è nato". Il movimento fu denominato Movimento Popolare, senza laggettivo "cattolico", perché non si voleva scomodare un riferimento così impegnativo alla Chiesa cattolica. Nel Movimento Popolare confluirono molti dalla CISL, dalla DC, dalle ACLI, dallAzione Cattolica e da altri ambienti, ma la stampa continuò a considerarlo come lespressione politica di CL. Giussani stesso, nel febbraio del 1976, ebbe ancora a lamentarsi che nelle università CL veniva considerata "un fatto politico più che un fatto ecclesiale" ; nel maggio successivo Giussani e Formigoni scrissero ufficialmente a tutti i responsabili di CL che "il soggetto pubblico promotore di tutte le iniziative in campagna elettorale deve essere il Movimento Popolare, non CL; ciò al fine di evitare gravi equivoci sulla natura ecclesiale del nostro movimento Non esistono candidati di CL, né nelle liste DC, né in alcuna altra lista. Esistono nella lista DC dei candidati che liberamente condividono lesperienza di CL". I responsabili del Movimento Popolare affermarono che "alla radice del nostro modo di fare politica cè un atteggiamento religioso", ma alliniziale sostegno dato alla DC si affiancò gradualmente una polemica sul metodo democristiano, in particolare sul tema dellaborto. Altre attività del Movimento Popolare riguardarono lattività a favore dei boat people in particolare i profughi che fuggirono dal Vietnam del Sud in guerra e della Polonia di Solidarność. Con Tangentopoli e la messa in crisi della DC e della Prima Repubblica, il Movimento Popolare si sciolse il 2 dicembre 1993.

I più noti esponenti politici italiani direttamente legati a CL sono lex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, lex vicepresidente del Parlamento Europeo Mario Mauro, il fondatore dellIntergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà Maurizio Lupi e, in passato lex ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione.

Con lo scioglimento del Movimento Popolare e la dissoluzione della Democrazia Cristiana, attraverso Rocco Buttiglione e Roberto Formigoni, CL partecipò alla costituzione del Partito Popolare Italiano nel 1994. Buttiglione, negli scontri interni che seguirono, si oppose allalleanza elettorale con LUlivo di Prodi, contrapponendovi laccordo con il Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi; operò quindi una scissione e fondò il CDU Cristiani Democratici Uniti, che poi, assieme al CCD di Casini, aderì al Polo delle Libertà assieme a Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord. Il sostegno di CL alla Casa delle Libertà si mantenne negli anni, pur con alcune eccezioni, come ad esempio il sostegno di parte del movimento a Democrazia Europea nelle elezioni politiche 2001, e a esponenti di centro-sinistra soprattutto in occasione di elezioni amministrative per esempio in Campania e Toscana.

Dopo le esplicite prese di posizione in occasione dei referendum sullaborto e sul divorzio sui quali il mondo cattolico si era presentato frammentato e diviso, in occasione dei referendum abrogativi del 2005 in materia di procreazione medicalmente assistita lintero movimento si è compattato attorno alla campagna per lastensione, che ha visto impegnato la stragrande maggioranza del mondo cattolico italiano; CL si è sempre espressa negativamente sulluso delle cellule staminali embrionali a scopo di ricerca.

Per le elezioni politiche del 2013 alcuni membri di CL, tra i quali Giorgio Vittadini fondatore della Compagnia delle Opere e limprenditore Graziano Debellini leader del movimento ciellino veneto ed ex-presidente della Compagnia delle Opere, hanno manifestato il loro appoggio per il premier uscente Mario Monti a scapito di Silvio Berlusconi.



                                     

5. Controversie

Le critiche espresse nei confronti di CL si possono riassumere in tre categorie: quella politica-economica, quella dellambito religioso e sociale espressa da ambienti esterni alla Chiesa cattolica, e quella religiosa e sociale espressa da ambienti della Chiesa.

                                     

5.1. Controversie Su aspetti politico-economici

Le critiche riguardanti aspetti politici sono pervenute sia dalla destra e dalla sinistra, con una forte predominanza da questultima a causa dellaccentuata presenza di movimenti studenteschi in ambienti universitari, posti in opposizione e alternativa, per esempio, al Movimento Studentesco, detentore negli anni settanta della maggioranza dei consensi nelle università milanesi e il più prolifico di critiche ed attacchi a CL.

Fino a tutti gli anni settanta negli ambienti di GS prima e di CL poi si era utilizzato un linguaggio e uno stile prossimo a quello della sinistra. Ciò non poteva che portare a critiche da parte di ambienti di estrema sinistra, storicamente ostili a CL e che hanno sempre criticato tale movimento ecclesiale in termini di politica e di economia, per esempio contestando una presunta "economia parallela" nella Compagnia delle Opere capace di portare la sua influenza nel mondo politico italiano.

Nel 2003 scoppiò uno scandalo, legato allambiente cooperativo vicino a Comunione e Liberazione. Vennero inquisiti diversi dirigenti e fornitori della società cooperativa di ristorazione "La Cascina" con laccusa di truffa aggravata, frode in pubbliche forniture, falso ideologico, turbativa dasta, somministrazione di sostanze alimentari in modo pericoloso per la salute pubblica. Il procedimento si è poi concluso con il proscioglimento degli indagati. La cooperativa, attiva dal 1978, è ancora oggi uno dei leader nazionali nel settore della ristorazione collettiva e si occupa di gestire mense universitarie, scolastiche, ospedaliere e dal 2002 anche la buvette del Senato; la cooperativa si occupa anche della gestione dei buoni pasto Break Time.

Una critica poco visibile è quella rivolta agli esponenti di CL che hanno raggiunto posizioni di rilievo nella società: essa ha ad oggetto losservazione che tutti i collaboratori sarebbero scelti tra gli esponenti di CL secondo unusanza ormai consolidata di occupazione silenziosa e vincente delle posizioni di potere. Secondo i sostenitori di questa tesi, ovunque vi sia una posizione rilevante acquisita anche da un solo esponente di CL seguirà loccupazione delle poltrone da parte di altri esponenti di CL e la privazione di potere per gli esponenti di qualunque altra idea religiosa o politica

Un esempio è quello della regione Lombardia, ove, dal momento in cui è divenuto presidente, Formigoni si è circondato nel suo incarico, e quindi in posti di lavoro nellEnte pubblico, di un gran numero di simpatizzanti e persone interne al movimento, escludendo di fatto gli oppositori.

                                     

5.2. Controversie Da ambienti della Chiesa cattolica

Un appunto spesso mosso a CL, fin dai primissimi anni del Concilio Vaticano II, è che in CL "non si parla del Concilio". A questa obiezione già allepoca rispose don Giussani: "Non ne parlavamo, lo vivevamo". Lo stile di CL, che le gerarchie ecclesiastiche indicheranno inizialmente come "movimento di apostolato dambiente", per giunta propagatosi attraverso un sacerdote anziché nellambito organizzativo dei vescovi, non poteva incontrare immediatamente il gradimento di quanti erano convinti della necessità dellistituzionalizzazione di ogni movimento cattolico entro il sistema delle parrocchie in realtà, ciò è storicamente avvenuto solo per lAzione Cattolica. Giussani stesso ebbe a lamentarsi col cardinale Colombo di sentirsi "emarginato", dichiarando di non aver mai voluto creare una nuova struttura da affiancare alle altre esistenti nelle parrocchie. Solo con il riconoscimento pontificio e con lemergere di numerose altre aggregazioni ecclesiali, così come auspicato dal Concilio Vaticano II, si ridurrà questo genere di polemiche.

Come altri movimenti ecclesiali di rapida e grande diffusione, Comunione e Liberazione è stata accusata più o meno velatamente di proselitismo, anche da parte di alcune associazioni cattoliche tradizionali, con particolare riferimento agli ambienti della scuola e delluniversità. Da tale accusa CL si difende ricordando la diffusione del movimento attraverso rapporti di amicizia piuttosto che con "discorsi o progetti organizzativi": secondo linsegnamento di don Giussani, "non si costruisce una realtà nuova con dei discorsi o dei progetti organizzativi, ma vivendo gesti di umanità nuova nel presente" intervento ad Assago del 1976.

Sempre allinterno della Chiesa, CL fu accusata di modernismo dalle ali più tradizionali e di tradizionalismo da quelle più progressiste. Tali critiche non sono mai state accolte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

                                     

5.3. Controversie Su aspetti religiosi, sociali e culturali

Da ambienti esterni a Comunione e Liberazione provengono critiche di tipo "religioso": cè per esempio chi ha parlato di una sorta di "americanizzazione" di CL che porterebbe ad un cristianesimo "degenerante per la cultura occidentale" ; in questo movimento, infatti, gli Stati Uniti dAmerica sarebbero visti come un "punto di partenza per rilanciare levangelizzazione del mondo". Don Giussani aveva in più occasioni parlato di "svuotare lo Stivale" cioè diffondere fuori dellItalia il movimento, in obbedienza alle indicazioni missionarie del papa.

Poiché, secondo gli aderenti, limpostazione della cultura di CL è la testimonianza dellincontro cristiano in ogni ambito della vita, critiche a CL sono giunte anche da questi ambiti. Alcune critiche fanno riferimento alla massiccia presenza di CL negli ambienti scolastici, in particolare, i licei classici. Sono note le polemiche circa la presenza nelle scuole di insegnanti di religione facenti riferimento al movimento e che organizzerebbero le lezioni in classe sullo schema di quanto avviene per la scuola di comunità. A ciò si aggiungono accuse di "comunicazione della celebrazione di una Messa" e di "domande strutturate sulla base dei due discorsi del papa" nei confronti di professori e studenti non appartenenti al movimento, in seno allambiente scolastico.

Ulteriori critiche a CL sono sorte a seguito di particolari prese di posizione in campo sociale e culturale. CL è stata accusata di revisionismo storico per quanto riguarda il Risorgimento italiano.

                                     

6. Cardinali, arcivescovi e vescovi provenienti da CL

  • mons. Gianni Danzi † arcivescovo prelato di Loreto, in Italia
  • mons. Giancarlo Petrini vescovo di Camaçari, in Brasile
  • mons. Eugenio Corecco † vescovo di Lugano, in Svizzera
  • mons. Francisco Javier Martínez Fernández arcivescovo metropolita di Granada, in Spagna
  • cardinale Carlo Caffarra † arcivescovo emerito di Bologna, in Italia
  • mons. Michele Pennisi arcivescovo di Monreale, in Italia
  • mons. Giuliano Frigeni vescovo di Parintins, in Brasile
  • mons. Luigi Negri arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, in Italia
  • mons. Guido Zendron vescovo di Paulo Afonso, in Brasile
  • cardinale Angelo Scola arcivescovo emerito di Milano, in Italia
  • mons. Corrado Sanguineti vescovo di Pavia
  • mons. Paolo Pezzi, F.S.C.B. arcivescovo metropolita di Mosca, in Russia
  • mons. Valter Dario Maggi vescovo di Ibarra, in Ecuador
  • mons. Massimo Camisasca, F.S.C.B. vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, in Italia
  • mons. Giancarlo Vecerrica vescovo emerito di Fabriano-Matelica, in Italia
  • mons. Filippo Santoro arcivescovo metropolita di Taranto, in Italia
  • mons. Adelio DellOro vescovo di Karaganda, in Kazakistan

Al momento della nomina episcopale hanno tutti lasciato ogni attività direttiva di CL.