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ⓘ Niño de La Guardia. Il Santo Niño de La Guardia sarebbe stata la vittima di un omicidio rituale, con crocifissione e asportazione del cuore della vittima, che s ..




Niño de La Guardia
                                     

ⓘ Niño de La Guardia

Il Santo Niño de La Guardia sarebbe stata la vittima di un omicidio rituale, con crocifissione e asportazione del cuore della vittima, che sarebbe stato commesso nel 1489 La Guardia nellambito di una congiura anticristiana che sarebbe maturata in ambienti ebraici. La responsabilità dellomicidio fu attribuita ad alcuni ebrei e conversi che furono per questo processati dallInquisizione spagnola e giustiziati ad Avila durante lautodafé del 16 novembre 1491.

Si conservano alcuni documenti del processo tra cui il procedimento completo contro uno degli accusati, Yucef Franco, che dimostrano lesistenza di molte irregolarità e la mancanza di qualsiasi prova in grado di dare consistenza reale al supposto crimine.

Il processo, intentato e portato alle estreme conseguenze dallinquisitore Torquemada, è considerato da alcuni autori come il mezzo "più efficace" tra quelli destinati a propiziare un clima antisemita in grado di garantire una migliore accoglienza alleditto di Granada che, pochi mesi dopo, nel marzo 1492, avrebbe sancito lespulsione degli ebrei. Sempre secondo alcuni autori il caso del bambino di La Guardia sarebbe stato decisivo nel persuadere il re di Spagna Ferdinando II dAragona ad avallare leditto, anche se sarebbe esagerato attribuire allevento del Santo Niño un peso determinante nel determinare la decisione.

Durante il secolo XVI si affermò una leggenda agiografica sul Santo Niño, in grado di farne loggetto di un culto devozionale e di celebrazioni annuali La Guardia. La storia dellomicidio e della macellazione rituale è stata ritenuta vera non solo dalla credulità popolare ma, a volte, anche da studiosi.

                                     

1. Contesto storico e culturale

Durante il Medioevo europeo erano state frequenti, già dalla prima metà del XII secolo, le cosiddette accuse del sangue contro gli ebrei, ovvero le insinuazioni circa luso rituale del sangue di cristiani. Si trattava, secondo lo storico francese di origine ebraiche Salomon Reinach, del frutto delle credulità popolare ma tali insinuazioni, come egli fa notare, finivano per riprodurre nei confronti degli ebrei proprio le medesime accuse di cui erano fatti segno i cristiani delle origini dai pagani a cui sfuggiva il senso della celebrazione liturgica della Comunione dei Cristiani nel Corpo mistico di Gesù. Ma a suggellare laura di credibilità di questa elaborazione della bassa credulità popolare sarà perfino una personalità di spicco come Alfonso X, il Savio, il "re legislatore" e "delle tre culture", lispiratore di una cospicua tradizione letteraria che porta il suo nome: egli infatti, nelle Siete Partidas, argomenta in maniera tale da rendere implicitamente plausibile la diceria popolare, sancendo la necessità di perseguire eventuali simili omicidi di cui si avesse prova:

In un libro pubblicato nel 1449 dal frate converso Alonso de la Espina, Fortalitium Fidei. Contra judíos, sarracenos y otros enemigos de la fe cristiana, si faceva linventario di una lunga lista di crimini attribuiti agli ebrei. Appaiono vari racconti di crocifissioni di bambini, tutte date per certe.

Veniva infatti dato per certo che episodi simili si fossero verificati in Spagna e altrove. Uno dei più noti è stato quello della presunta crocifissione del bambino Domenico del Val, a Saragozza nel XIII secolo, o quella del bambino di Sepúlveda, nel 1468. Questultimo episodio si legò non solo allesecuzione di 16 ebrei condannati a morte come colpevoli del delitto, ma anche allassalto popolare all aljama, la comunità ebraico-moresca di Sepúlveda, un episodio in cui si contarono molti più morti. Proprio qualche anno prima dellepisodio di La Guardia si era verificato quello di Simonino di Trento.

                                     

2. Storia

Nel giugno 1490, ad Astorga, mentre era sulla via del ritorno da un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, fu arrestato un converso, di nome Benito García, con laccusa di portare nella propria bisaccia unostia consacrata, una pratica vietata ai laici salvo autorizzazione canonica e, per quanto concerne la consacrazione, riservata ai soli sacerdoti cattolici. Pedro de Villada, vicario episcopale, lo sottopose a torture fino a ottenerne una confessione con cui il confesso chiamava in causa altri cinque conversi e sei ebrei quali autori di un complotto destinato a mettere in atto una congiura sacrilega: spingere alla follia e alla morte tutti i cristiani, distruggere lintera cristianità e determinare il trionfo del Giudaismo, servendosi di un cuore umano e di unostia consacrata. Di García si conserva ancora la confessione, recante data 6 giugno 1490, dalla quale si apprende, peraltro, che egli era accusato solo di cripto-Giudaismo. A tale proposito, laccusato confessava infatti un suo segreto ritorno alla religione ebraica, avvenuto cinque anni prima, nel 1485, su incoraggiamento di un altro converso di La Guardia, chiamato Juan de Ocaña, e di un ebreo della vicina Tembleque, il cui cognome era Franco.

                                     

2.1. Storia Personaggi coinvolti

I nomi dei personaggi coinvolti nel presunto omicidio rituale furono i seguenti:

  • I quattro fratelli Franco, di mestiere carrettieri.
  • Juan de Ocaña.
  • Conversi
  • Benito García, ebreo battezzato, il primo a essere individuato. Era un pettinatore che aveva molto viaggiato.
  • Mosé Abenamías, di Zamora
  • Ebrei
  • Ça "Isaac" Franco, di 84 anni, già residente a Tembleque e in seguito a Quintanar;
  • Yuce Tazarte, Gran Maestro e medico di Tembleque.
  • David de Pereyon, un poveretto di La Guardia, che sembra fosse incaricato di cerimonie rituali nella piccola comunità.
  • I due figli di Isaac: Mose e Yuce Franco. Questultimo, appena ventenne, calzolaio a Tembleque, debole di intelletto, fu il testimone chiave del processo.

Su tutti pendeva laccusa di aver praticato un rituale di magia nera, servendosi di unostia consacrata e del cuore prelevato dal petto di un bambino crocifisso: la fattispecie comportava laccusa di eresia, apostasia e di crimini contro la fede cattolica.



                                     

2.2. Storia Il processo

Yuce Tazarte, Mose Franco, e David de Pereyon, morirono prima che il processo potesse iniziare, ma gli altri furono catturati e messi sotto accusa dallInquisizione. Solo dopo un anno passato a torturare gli accusati, spuntò infine la storia della crocifissione di un bambino cristiano La Guardia, con lasportazione del cuore per le finalità sacrileghe della congiura.

La sede del processo, per decisione di Torquemada, fu stabilita ad Avila, derogando al diritto processuale spagnolo che individuava in Toledo la naturale sede giurisdizionale. Il processo vero e proprio iniziò il 17 dicembre 1490, nel domenicano Real Monasterio de San Tomás, costruito con i beni sottratti agli inquisiti di criptogiudaismo

Gli inquisitori incaricati del processo furono Pedro de Villada, il laureato Juan López de Cigales, che era stato inquisitore a Valencia dal 1487, e il frate domenicano Fernando de Santo Domingo, attivo come inquisitore a Segovia. Tutti e tre erano uomini vicini a Torquemada, soprattutto Fernando de Santo Domingo, che, in particolare, si era già distinto come autore di un prologo a un libello antisemita, destinato a istruire gli inquisitori sulla conoscenza del Talmud, quale elemento centrale per formulare accuse contro i conversi cripto-giudaizzanti. Questi ultimi, ma anche i loro sobillatori era questi la tesi riaffermata dal libello, ma già in auge in quel secolo non andava mossa laccusa di idolatria, bensì di eresia.

                                     

2.3. Storia Discrepanze emerse nel processo

Lintreccio emerso dalle torture era così contraddittorio "che fu impossibile riconciliare le discrepanze nelle confessioni degli accusati, nonostante, in maniera insolita, si fosse fatto ripetuto ricorso al loro confronto".

Gli accusati si contraddicevano lun laltro riguardo a tutta una serie di elementi: letà del bambino, il nome della famiglia, il luogo di nascita e quello di residenza, e il posto nel quale il crimine fu commesso. Una persona testimoniò che il bambino era stato catturato a Lilla; un altro indicò la città di Toledo; un terzo testimoniò che il rapimento era opera di Moses Franco a Quintanar. Una sola persona fu in grado di indicare il nome del padre in Alonzo Martin, residente a Quintanar.

Non si ebbe poi alcuna notizia di bambini scomparsi e nessun resto umano fu trovato nel terreno indicato come luogo della sepoltura.

Gli inquisitori, infine, rinunciarono al tentativo di tirar fuori da quelle confessioni un quadro narrativo coerente e il processo si concluse nel novembre 1491 Si è conservata la sola testimonianza chiave di Yuce Franco, considerata con particolare enfasi dal tribunale, mentre tutte le altre andarono perse o furono distrutte.

                                     

2.4. Storia Epilogo

Lepilogo del processo si ebbe il 16 novembre 1491, quando tutti gli accusati furono mandati a morte in un autodafé indetto ad Avila. Al posto degli ebrei già morti furono simbolicamente messi al rogo tre fantocci-simulacri, mentre i due ebrei ancora viventi vennero dilaniati con tenaglie incandescenti. I conversi ottennero un trattamento considerato più mite: furono sottoposti al sacramento della Penitenza e strangolati prima del rogo.

                                     

2.5. Storia Conseguenze geopolitiche

Il "crudele" e "grottesco processo spettacolo", caparbiamente perseguito da Tomás de Torquemada fino al suo esito più estremo, diede un grande contributo ad alimentare il clima di odio anti-ebraico, necessario retroterra culturale per giustificare, di lì a pochi mesi, lemanazione delleditto di Granada, con cui, nel marzo 1492, fu disposta lespulsione del Regno di Spagna delle comunità ebraiche che non accettassero la conversione al cristianesimo. Il caso del presunto martirio si rivelò infatti decisivo per propiziare lavallo del decreto da parte di Ferdinando II dAragona, anche se sarebbe esagerato attribuire alla vicenda del Santo Niño un peso esclusivo nel determinare la decisione reale.

                                     

2.6. Storia Il culto del Santo Niño de La Guardia

Il culto del Santo Niño de La Guardia iniziò subito, accompagnato da manifestazioni miracolose, ed è proseguito fino al ventunesimo secolo, anche se la Santa Sede vaticana non ha mai riconosciuto la santità del supposto martire cristiano.

Le credenze e il culto del bambino di La Guardia possono assumere forti connotati antisemiti, come facilmente verificabile con una ricerca in rete: nel sito di una sedicente Radio Cristianidad, la vicenda si arricchisce perfino di particolari, come il nome dei genitori e la cecità della madre, mentre il bambino viene definito come "martire dei sanguinari giudei", vittima di uno degli "atti ripugnanti commessi dalla sinagoga di Satana", la cui vicenda avrebbe perso i propri contorni storici assunto contorni leggendari solo per effetto di quel revisionismo storico, che secondo correnti del tradizionalismo cattolico, sarebbe leffetto dellonnipresente complotto giudaico contro la religione cattolica, così pervasivo da aver perfino mosso i fili del Concilio Vaticano II.



                                     

3. La vicenda nei documenti, in letteratura e nellarte

Oltre ai frammenti degli atti del processo, unelaborazione secondaria più tarda è costituita da un manoscritto del 1544, redatto da Damián de Vegas, notaio apostolico La Guardia, che si conserva ora alla Biblioteca Nacional de España di Madrid.

Nel 1569 il licenziato Sancho Busto de Villegas, membro del Consejo General de la Inquisición "la Suprema", governatore dellarcivescovado di Toledo e futuro vescovo di Avila, basandosi sui documenti del processo, che si conservavano negli archivi del tribunale di Valladolid, scrisse una Relación autorizada del martirio del Santo Inocente, che era depositata nellarchivio municipale della città di La Guardia.

Risale al 1583 lo scritto Historia de la muerte y glorioso martirio del santo inocente que llaman de Laguardia, pubblicato a Madrid dal frate gerosolimitano Rodrigo de Yepes, che ispirò Lope de Vega a comporre la pièce dal titolo El niño inocente de La Guardia, poi adattata da José de Cañizares in La viva imagen de Cristo: El Santo Niño de la Villa de la Guardia.

Lepisodio è anche il soggetto di un affresco settecentesco, opera del pittore Francisco Bayeu 1734-95, che adorna entrambi i lati di una porticina di accesso al chiostro della cattedrale di Toledo: nella scena sulla destra un uomo dallaspetto demoniaco trascina con sé un bambino, mentre sul lato sinistro lo stesso bambino è messo in croce sotto lo sguardo gongolante dei suoi carnefici.

La storia del bambino crocifisso di La Guardia, benché frutto di pura invenzione, ha avuto un séguito non solo nella bassa credulità popolare, ma anche nelle convinzioni di studiosi di vaglia, come Amador de los Ríos 1818-1878, che la tenne per vera nella sua Historia social, política y religiosa de los judíos de España