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ⓘ Caretta caretta. La tartaruga comune o tartaruga caretta è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo. La specie è diffusa in molti mari del mondo ma è ..




Caretta caretta
                                     

ⓘ Caretta caretta

La tartaruga comune o tartaruga caretta) è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo. La specie è diffusa in molti mari del mondo ma è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dellestinzione nelle acque territoriali italiane.

                                     

1. Descrizione

Sono animali che si sono adattati alla vita acquatica grazie alla forma allungata del corpo ricoperto da un robusto guscio ed alla presenza di" zampe” trasformate in pinne. Alla nascita è lunga circa 5 cm. La lunghezza di un esemplare adulto è di 80 – 140 cm, con massa variabile tra i 100 ed i 160 kg.

La testa è grande, con il rostro molto incurvato. Gli arti sono molto sviluppati, specie gli anteriori, e muniti di due unghie negli individui giovani che si riducono ad una negli adulti.

Ha un carapace di colore rosso marrone, striato di scuro nei giovani esemplari, e un piastrone giallastro, a forma di cuore, spesso con larghe macchie arancioni, dotato di due placche prefrontali ed un becco corneo molto robusto. Lo scudo dorsale del carapace è dotato di cinque coppie di scuti costali; lo scudo frontale singolo porta cinque placche. Ponte laterale fra carapace e piastrone con tre di rado 4-7 scudi inframarginali a contatto sia con gli scudi marginali che con quelli del piastrone.

Gli esemplari giovani spesso mostrano una carena dorsale dentellata che conferisce un aspetto di "dorso a sega". I maschi si distinguono dalle femmine per la lunga coda che si sviluppa con il raggiungimento della maturità sessuale, che avviene intorno ai 13 anni. Anche le unghie degli arti anteriori nel maschio sono più sviluppate che nella femmina.

                                     

2. Biologia

Di Caretta caretta, come della maggior parte delle tartarughe marine, si conosce ancora molto poco. Come tutti i rettili, hanno sangue freddo, il che le porta a prediligere le acque temperate. Respirano aria, essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori. Sono animali onnivori: si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse, ma nei loro stomaci è stato trovato di tutto: dalle buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi ed altri oggetti di plastica, ami scambiati per pesci, reti e fili scambiati per alghe.

                                     

2.1. Biologia Riproduzione

In estate maschi e femmine si danno convegno nelle zone di riproduzione, al largo delle spiagge dove le seconde sono probabilmente nate. Hanno infatti uneccezionale capacità di ritrovare la spiaggia di origine, dopo migrazioni in cui percorrono anche migliaia di chilometri. Alcuni studi hanno dimostrato che le piccole appena nate sono capaci di immagazzinare le coordinate geomagnetiche del nido ed altre caratteristiche ambientali che consentono un imprinting della zona di origine.

Gli accoppiamenti avvengono in acqua: le femmine si accoppiano con diversi maschi, collezionandone il seme per le successive nidiate della stagione; il maschio si porta sul dorso della femmina e si aggrappa saldamente alla sua corazza, utilizzando le unghie ad uncino degli arti anteriori, poi ripiega la coda e mette in contatto la sua cloaca con quella della femmina. La copula può durare diversi giorni.

Avvenuto laccoppiamento, le femmine attendono per qualche giorno in acque calde e poco profonde il momento propizio per deporre le uova; in ciò sono facilmente disturbate dalla presenza di persone, animali, rumori e luci. Giunte, con una certa fatica, sulla spiaggia vi depongono fino a 200 uova, grandi come palline da ping pong, disponendole in buche profonde, scavate con le zampe posteriori. Quindi le ricoprono con cura, per garantire una temperatura dincubazione costante e per nascondere la loro presenza ai predatori. Completata loperazione, fanno ritorno al mare. È un rito che si può ripetere più volte nella stessa stagione, ad intervalli di 10-20 giorni.

Le uova hanno unincubazione tra i 42 e i 65 giorni si è registrato un periodo lungo di 90 giorni, a causa di una deposizione tardiva che è coincisa con il raffreddamento del suolo, e, grazie a meccanismi non ancora chiariti, si schiudono quasi tutte simultaneamente; con differenze sostanziali tra i vari substrati che costituiscono la spiaggia dove è stata fatta la deposizione: la temperatura e lumidità del suolo, la granulometria della sabbia sono fattori determinanti per la riuscita della schiusa. I suoli molto umidi determinano spesso la perdita delle uova poiché molte malattie batteriche e fungine possono attaccare le uova; inoltre alcuni coleotteri possono raggiungere il nido e parassitarle. La temperatura del suolo determinerà il sesso dei nascituri: le uova che si trovano in superficie si avvantaggiano di una somma termica superiore a quelle che giacciono in profondità, pertanto le uova di superficie daranno esemplari di sesso femminile e quelle sottostanti di sesso maschile.

I piccoli per uscire dal guscio utilizzano una struttura particolare, il "dente da uovo", che verrà poi riassorbito in un paio di settimane. Usciti dal guscio impiegano dai due ai sette giorni per scavare lo strato di sabbia che sormonta il nido e raggiungere la superficie e quindi, in genere col calare della sera, dirigersi verso il mare. In condizioni naturali corrono prontamente verso il mare. Possiamo considerare il piccolo appena nato come una sorta di "robot" il cui programma biologico attiva la ricerca in automatico della fonte più luminosa in un arco sullorizzonte di 15 gradi. Questa in condizioni normali è rappresentata dallorizzonte marino su cui luna e/o stelle si riflettono. Ma ormai la forte antropizzazione determina una concentrazione di luci artificiali che spesso disorientano le piccole appena nate, facendole deviare dal cammino, determinando talora la perdita di tutta la nidiata.

Solo una piccola parte dei neonati riesce nellimpresa, cadendo spesso vittima dei predatori; di quelli che raggiungono il mare infine, solo una minima parte riesce a sopravvivere sino alletà adulta.

Giunte al mare nuotano ininterrottamente per oltre 24 ore per allontanarsi dalla costa e raggiungere la piattaforma continentale, dove le correnti concentrano una gran quantità di nutrienti.

Dove esattamente trascorrano i primi anni della loro vita è un mistero che i biologi non sono ancora riusciti a spiegare, il cosiddetto "periodo buio"; solo dopo alcuni anni di vita, raggiunte dimensioni che le mettano al riparo dai predatori, fanno ritorno alle zone costiere. Alcune osservazioni, fatte in collaborazione con i pescatori della costa jonica calabrese, hanno consentito di censire diverse centinaia di esemplari quasi coetanei che soggiornano in un punto determinato, di fronte al faro di Capospartivento, dove si incontrano correnti importanti in una zona di calma: al confine delle correnti le tartarughe passerebbero diversi anni prima di iniziare la grande migrazione verso altri mari.

Di tanto in tanto emergono dallo specchio dacqua con la punta del loro naso per la respirazione.



                                     

3. Distribuzione e habitat

La specie, le sue sottospecie, risiedono di preferenza in acque profonde e tiepide, prossime alle coste, dellOceano Atlantico, del Mar Mediterraneo e del Mar Nero nonché dellOceano Indiano e dellOceano Pacifico. Le maggiori concentrazioni di questo animale si trovano in Sud-Africa, Florida, Australia, Mozambico e Oman.

Nel Mar Mediterraneo frequenta soprattutto le acque dellItalia, della Grecia, della Turchia e di Cipro ma anche di Tunisia, Libia, Siria e Israele.

                                     

3.1. Distribuzione e habitat Siti di nidificazione nel Mar Mediterraneo

Nel Mediterraneo gli ambienti di riproduzione sono ormai limitatissimi per il disturbo umano dovuto al turismo balneare.

                                     

3.2. Distribuzione e habitat Italia

Le principali zone di nidificazione in Italia sono:

  • la spiaggia dellIsola dei Conigli di Lampedusa;
  • la spiaggia della Pozzolana di Ponente di Linosa;
  • il tratto di costa tra Condofuri Marina e Africo in provincia di Reggio Calabria sito principale con 10/20 nidi lanno.
  • Oasi faunistica di Vendicari Noto - Contrada Cittadella-Spiaggia di circa 800 metri, area protetta e tutelata dal corpo forestale regionale.

Deposizioni occasionali sono state segnalate anche in altre zone:

  • Nel 2016 tre siti di nidificazione sono stati recensiti in provincia di Ragusa: A Pozzallo, a Punta Secca e a Santa Maria del Focallo
  • Poggio dellArena Gela sporadicamente nidificano alcuni esemplari. Lultimo esemplare è stato avvistato il 25 agosto 2011 tra il promontorio di Femmina Morta e Manfria.
  • spiaggia di Giallonardo, vicino Siculiana AG: nellestate 2005 ci sono state due nidificazioni evento mai registrato in precedenza; censite 169 uova, ventisette delle quali si sono schiuse, venti tartarughine hanno raggiunto il mare. Levento si è ripetuto nel 2011;
  • Spiaggia di Lido dei Pini - Anzio, dove il 22 maggio 2018 sono state rilasciate, dopo un periodo di cura, due esemplari.
  • spiaggia di Mondello, nel comune di Palermo, in data 15 luglio 2013.
  • Spiaggia San Marco di Calatabiano
  • spiaggia di San Lorenzo Noto nellagosto 2010 cè stata una nidificazione e negli anni successivi vengono liberate delle tartarughe salvate.
  • Sicilia
  • Spiaggia di Santa Maria del Focallo - Ispica: prima nidificazione estate 2017 - a giugno 2018 si assiste alla seconda nidificazione sullo stesso arenile dellanno precedente.
  • spiaggia di San Marco presso Sciacca AG: a luglio 2015 vengono scoperti due nidi, da uno di essi il 24 agosto sono nate 102 tartarughine tutte le operazioni sono state seguite dai volontari WWF dello.a. Sicilia Area Mediterranea. Nellestate 2013 si sono verificate quattro presunte nidificazioni. Il 24 luglio, il 30 luglio ed i primi di agosto sono stati rinvenuti i segni di deposizione o è stata vista direttamente la femmina mentre deponeva; il 13 agosto invece sono stati avvistati due piccoli raggiungere il mare in un tratto di costa distante dagli altri nidi. Nellestate 2011 da una nidificazione circa 80 tartarughine hanno raggiunto il mare.
  • Spiaggia di Tre Fontane a Campobello di Mazara 5 settembre 2016 oltre 50 neonati, con laiuto del Cnr di Torretta Granitola, dei volontari WWF dello.a. Sicilia Area Mediterranea, dellassociazione lavola, hanno raggiunto sane e salve il mare.
  • spiaggia di Piccio Avola settembre 2011 e 11 settembre 2013
  • Lungo la costa catanese, sulla riva sabbiosa della Playa, intorno agli anni 2010 è tornata la caretta dopo 35 anni con una media di nidificazione di una ogni due anni. Le recenti nidificazioni sono state registrate alla fine di luglio 2015 presso il Lido Jolly e nello stesso mese, lanno seguente.
  • Calabria: in oltre 10 anni sulle spiagge calabresi, si è assistito alla nascita di quasi 2000 tartarughe, la media di sopravvivenza è di una su mille. I luoghi di nidificazione sono su tutta la costa jonica della provincia di Reggio, tra San Lorenzo e Ferruzzano si sono avute negli anni una media di 19 nidi
  • Brancaleone da 0 a 5 nidi per anno;
  • Ferruzzano da 0 a 3 nidi per anno;
  • Marina di San Lorenzo da 0 a 1 nido per anno;
  • Galati, da 0 a 3 nidi per anno;
  • Bova Marina, da 0 a 5 nidi per anno e da 0 a 1 nido per anno;
  • spiaggia di Torre Lupo, Reggio Calabria, il 21 agosto 2007.
  • Bruzzano da 0 a 3 nidi per anno;
  • spiaggia di Falerna, deposte 96 uova, schiuse il 31 agosto 2013.
  • spiaggia di Torre dellOrso LE uova deposte il 13 luglio 2006; censite 46 uova, non fecondate, nessuna schiusa;
  • spiagge di Santa Maria di Leuca LE;
  • spiaggia di Torre Guaceto BR;
  • spiaggia di Castellaneta Marina TA 86 uova deposte il 14 giugno 2017
  • spiaggia di San Basilio - San Foca LE uova deposte il 15 luglio 2007; 42 uova schiuse il 10 settembre 2007.
  • spiaggia di Marina di Lizzano TA Agosto 2015; 72 uova schiuse su 90 censite.
  • spiaggia di Porto Cesareo LE uova deposte il 19 luglio 2011;
  • spiaggia di Pescoluse LE uova deposte il 23 giugno 2013
  • Puglia
  • spiaggia di Campomarino di Maruggio TA uova deposte il 5 agosto 2011; 22 uova schiuse il 27 agosto 2011)
  • Platamona SS uova schiuse il 2 ottobre 2014
  • Spiaggia di Capo Malfatano, Teulada schiusa dell8 agosto 2016 dopo 57 giorni di incubazione
  • spiaggia di Scivu CA
  • spiaggia di Geremeas CA uova deposte il 29 luglio 2006.
  • Spiaggia del Poetto, comune di Quartu S. Elena CA - due nidi scoperti in data 29 agosto 2018
  • Sardegna
  • spiaggia di Policoro MT
  • Basilicata
  • spiaggia di Pisticci MT
  • spiaggia delle Saline in località Palinuro nel Cilento giu-lug 2013 con lindividuazione di tre diversi nidi;
  • spiaggia di Ogliastro Marina nel Cilento uova deposte il 27 luglio 2006; censite 69 uova, 31 delle quali si sono schiuse; uova deposte il 22 luglio 2018 e schiuse l8 settembre con 102 tartarughe nate;
  • spiaggia di Cellole CE nel 2002, prima nidificazione accertata negli ultimi anni;
  • Campania
  • spiaggia di Ascea Marina nel Cilento in provincia di Salerno 18 luglio 2015., altra schiusa il 17 settembre 2016. spiaggia di Cala Sono stati rinvenuti ben quattro nidi tra luglio e agosto 2019. Cefalo, Marina di Camerota in provincia di Salerno 30 giugno 2015, due diversi nidi.
  • spiaggia di Cuma.
  • spiaggia di Acciaroli, Pollica in provincia di Salerno luglio 2014 e agosto 2019
  • spiaggia di Roseto degli Abruzzi prime schiuse documentate 14 settembre 2013
  • Abruzzo
  • Toscana
  • spiaggia di Scarlino 3 ottobre 2013
  • spiaggia di Marina di Campo, Isola dElba 17 agosto 2017, nati 103 esemplari.
  • spiaggia di Straccoligno Capoliveri, Isola dElba, 19 agosto 2018, nati 67 esemplari
  • Isola di Ventotene 21 luglio 2018
  • Tor San Lorenzo 5 luglio 2017
  • Lazio
  • Montalto di Castro luglio 2018: 89 uova, schiuse nellagosto 2018.
  • Marche
  • Pesaro 30 luglio 2019 attualmente il luogo di deposizione più a nord del mediterraneo. Nate 38 tartarughe i primi di ottobre.

Le nidificazioni al di fuori del contesto delle aree riproduttive è spesso ad opera di tartarughe primipare, o non perfettamente in salute che vinte dalle correnti sono costrette a nidificare in località lontane e diverse da quelle naturali. Si assiste in questo caso alla perdita di quasi tutte le uova, per fattori diversi, come mancata fecondazione, uova non perfettamente formate e soprattutto per fattori ambientali legati al clima ed ai suoli.



                                     

3.3. Distribuzione e habitat Libia

La Libia è un paese ancora fuori dai circuiti turistici, ricco di spiagge incontaminate. Qui nidificano migliaia di tartarughe ogni anno. Lungo i 1.250 chilometri di costa è stata calcolata la presenza di 9.000 nidi.

  • Golfo della Sirte
  • spiagge di Kiparissia anche qui è attiva la Archelon e numerose sono state le nidificazioni negli ultimi anni e Lakonikos, nel Peloponneso
  • spiagge di Elafonissi, Retimo, Kommos e della Canea a Creta.
  • isola di Rodi
  • isola di Cefalonia, Ammes Beach. Il 21 agosto 2018, verso le ore 18.00, alla presenza di molti turisti, è avvenuta una schiusa da uno dei vari nidi presenti nella spiaggia. Le tartarughe sono state censite e guidate verso il mare dai volontari locali.
  • Cirenaica
  • isola di Cefalonia, Spiagge di Kaminia, Xi, Lepeda.
  • spiagge di Gerakas, Dafni, Sekania, Kalamaki, Laganas e isolotto di Marathonissi, a Zante. Il Parco nazionale marino di Zante, istituito il 22 dicembre 1999, rappresenta uno dei maggiori siti di nidificazione nel Mediterraneo, con una media di oltre 1300 nidi allanno. Qui il volontariato per la protezione dei nidi è curato dallassociazione Archelon che gestisce anche un ospedale per il recupero degli esemplari feriti.
                                     

4. Tassonomia

Sottospecie

Esistono due sottospecie:

  • la C. caretta caretta, diffusa nellOceano Atlantico e nel Mar Mediterraneo. La sottospecie del Mediterraneo ha sviluppato un corredo genetico peculiare, a dimostrazione del fatto che la popolazione mediterranea è sostanzialmente indipendente e isolata. Più piccola rispetto alle conspecifiche di altri mari, eccezionalmente arriva al metro di lunghezza per massimo 140 kg di peso.
  • la C. caretta gigas, diffusa nellOceano Pacifico e nellOceano indiano

Specie simili

Superficialmente i giovani possono assomigliare alla tartaruga di Kemp Lepidochelys kempii. Gli adulti hanno qualche somiglianza con la tartaruga franca o tartaruga verde Chelonia mydas e con la tartaruga embricata Eretmochelys imbricata.

                                     

5. Conservazione

La IUCN Red List classifica caretta come specie vulnerabile Vulnerable.

La specie è minacciata dallinquinamento marino, dalla riduzione degli habitat di nidificazione, dalle collisioni con le imbarcazioni, e dagli incidenti causati dalle reti a strascico e dagli altri sistemi di pesca.

La specie è inserita nella Appendice I della Convention on International Trade of Endangered Species CITES.