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ⓘ Brindisi è un comune italiano di 86 053 abitanti, capoluogo dellomonima provincia in Puglia. Centro tra i più popolosi del Salento, in Puglia, la città riveste ..




Brindisi
                                     

ⓘ Brindisi

Brindisi è un comune italiano di 86 053 abitanti, capoluogo dellomonima provincia in Puglia.

Centro tra i più popolosi del Salento, in Puglia, la città riveste un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua fortunata posizione verso Oriente e al suo porto naturale, ancora esistente, sul mare Adriatico. È stata sede provvisoria del governo nel Regno dItalia dal 1943 al 1944. Il comune è membro dellarea vasta brindisina di cui è capofila.

Con un valore aggiunto procapite pari a 25 037 euro nel 2009, Brindisi è al 5º posto tra i comuni della Puglia.

                                     

1. Geografia fisica

Brindisi sorge su un porto naturale, uninsenatura che si incunea profondamente nella costa adriatica della Puglia. Allinterno dei bracci più esterni del porto vi sono le isole Pedagne, un arcipelago minuscolo attualmente non visitabile perché utilizzato per scopi militari Gruppo Scuole Onu, base realizzata ai tempi dellintervento in Bosnia.

Presentando una morfologia del territorio pianeggiante, lintero territorio comunale rientra nella Piana di Brindisi e si caratterizza per lelevata vocazione agricola dei suoi terreni. Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 km dalla valle dItria e quindi dalle prime propaggini delle basse Murge. Poco distante dalla città si trova la Riserva naturale statale Torre Guaceto. Il mar Ionio si trova invece a circa 45 km.

Larea comunale settentrionale è bagnata dal principale corso dacqua del Salento, il Canale Reale che sfocia presso Torre Guaceto.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Il territorio brindisino è caratterizzato da unampia area sub pianeggiante dalla quale emergono depositi calcarenitici e sabbiosi di origine marina; i quali a loro volta presentano un livello più profondo argilloso del pleistocene inferiore, e uno ancora successivo carbonatico composto da calcari mesozoici e da terreni del ciclo sedimentario della Fossa bradanica. Lo sviluppo dellagricoltura, soprattutto intensiva, ha causato un aumento dellutilizzo delle risorse idriche comportando però un aumento indiscriminato degli utilizzi.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

In base alle medie di riferimento trentennale 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9.6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25 con picchi che possono raggiungere anche i +35-40 °C. Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 600 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.

  • Zona climatica C;
  • Classificazione climatica di Brindisi
  • Gradi giorno 1083.
                                     

2. Origini del nome

Il toponimo latino Brundisium, attraverso il greco Brentesion, ricalca il vocabolo messapico Brention: testa di cervo collegato allalbanese bri, brî - pl. brire, brine "corno", "ramificazione" dal Proto-Albanese *brina; *brena.

Il nome della città sembra, quindi, riferirsi alla forma del porto che richiama la forma della testa dellanimale.

                                     

3. Storia

Città antichissima, porta dOriente, in un crocevia di culture e genti, ha vissuto una storia altalenante, caratterizzata da periodi aurei e periodi di decadenza, sempre in stretta correlazione alla sua posizione geografica e allimportanza del suo porto.

                                     

3.1. Storia Origine

Nel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno, è stato individuato un villaggio delletà del bronzo media XVI secolo a.C. dove un gruppo di capanne, protette da un terrapieno di pietre, ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di unorigine micenea per queste popolazioni. La necropoli di Tor Pisana a sud dellattuale centro storico di Brindisi ha restituito vasi protocorinzi della prima metà del VII secolo a.C. La Brindisi messapica intrattenne certamente rapporti commerciali intensi con lopposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dellEgeo: tali rapporti sono oggi documentati da numerosi reperti archeologici mentre fu in contrasto con la vicina Taranto.

                                     

3.2. Storia Il periodo romano

Nel 267 a.C. Brindisi, come lintero Salento, fu conquistata dai Romani e divenne un importantissimo scalo per la Grecia e lOriente, quindi venne elevata al rango di municipio nell83 a.C. e ai brindisini fu riconosciuta la cittadinanza romana 240 a.C. La città conobbe durante il periodo romano la sua età aurea e godette di importanti collegamenti stradali con Roma attraverso le consolari Appia, la Regina Viarum, e la via Traiana. Crocevia culturale, soprattutto per chi si recava in Grecia per motivi culturali, diede i natali al poeta Marco Pacuvio, il più grande tragediografo latino, nipote del leccese Quinto Ennio, che era considerato da Cicerone il "padre della letteratura latina"; Giulio Cesare ed Ottaviano si imbarcarono da Brindisi per raggiungere lEgitto; Marco Tullio Cicerone vi sostò in quanto ospite di Lenio Flacco e qui scrisse le Lettere Brindisine ; a Brindisi si trattenne Orazio, accompagnato da Mecenate; fu meta dello sbarco di Agrippina con le ceneri di Germanico ; il celebre Virgilio vi morì il 21 settembre 19 a.C. proprio tornando da un viaggio in Grecia. Nel periodo di massimo splendore di Roma, Brindisi rappresentava forse il porto più importante di tutto limpero; proprio il suo scalo sarà importante anche nel Medioevo per le crociate in Terrasanta, e nel XIX secolo per il collegamento tra Londra le Indie Orientali molte tombe inglesi risalenti alla seconda metà dellOttocento sono presenti nel principale cimitero comunale.



                                     

3.3. Storia Medioevo

Sede episcopale sin dalletà apostolica, Brindisi fu un centro importante per levangelizzazione della zona. Esaurito il fortunato periodo sotto lImpero romano, la città era già desolata nel VI secolo quando fu occupata dai Goti; nel 674 fu presa dai Longobardi guidati da Romualdo e assaltata dai Saraceni nell838; ritornò quindi stabilmente sotto il controllo degli imperatori bizantini che si preoccuparono di ricostruirla, forse agli inizi dellXI secolo, affidandone lincarico al protospatario Lupo.

Nel 1070 fu presa dai Normanni divenendo parte del Principato di Taranto e del Ducato di Puglia; fu prima signoria dei conti di Conversano e poi, dopo la rivolta baronale del 1132, città demaniale per volere di Ruggero II; la città pugliese recuperò in parte il fasto del passato durante il periodo delle Crociate, quando riottenne la sede episcopale, vide la costruzione della nuova cattedrale e di un nuovo castello con un importante arsenale, divenne porto privilegiato per la Terra santa e anche sede di una delle due zecche del Regno di Sicilia.

Fu nella Cattedrale di Brindisi che ebbero luogo le nozze del principe normanno Ruggero, figlio di re Tancredi che nel 1192 vi lasciò a ricordo una fontana monumentale e quelle dellimperatore Federico II di Svevia, con lerede alla corona di Gerusalemme, Isabella o Jolanda di Brienne 9 novembre 1225 e, sempre Federico II, partì proprio dal porto brindisino nel 1227 per la Sesta crociata.

Fu fortemente colpita dalla peste nera e riguadagnò, lentamente, le antiche dimensioni demografiche grazie a importanti flussi migratori di slavi, albanesi e greci che giungevano doltremare.



                                     

3.4. Storia Storia moderna

Dal 1496 al 1509 appartenne a Venezia per poi passare sotto il dominio spagnolo. Proprio sotto il periodo vicereale iniziò un lungo periodo di declino, di pari passo al progressivo impaludamento del porto. Questo malgoverno portò Brindisi in una situazione alquanto critica, mentre la dominazione spagnola aveva fatto della città un polo strategico per la religione cattolica infatti la città contava circa 36 conventi; laristocrazia viveva nella dissolutezza più assoluta, il popolo viveva nella povertà più disperata. Stanchi di questa drammatica situazione, il 5 giugno del 1647 due piccoli commercianti navali, Teodoro e Donato Marinazzo, organizzarono e aizzarono la folla in una rivolta che vide la prigionia del sindaco, lincendio del palazzo della zecca, lassalto alle dimore dei nobili al servizio della Spagna e culminò con linstaurazione di una specie di "governo autonomo"; la rivolta fu sedata solo un anno dopo, quando fu inviata una flotta ad espugnare la città. I fratelli Marinazzo vennero catturati e impiccati a Napoli il 29 gennaio 1650.

Con la successiva dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando I delle Due Sicilie, fu riattivato il canale duscita del porto interno e furono risanate le paludi adiacenti alla città.

                                     

3.5. Storia Storia contemporanea

Lannessione al Regno dItalia, nel 1860, e lapertura del canale di Suez, nel 1869, portarono a Brindisi una linfa vitale nuova, che permise di diventare il terminale preferenziale per la Valigia delle Indie e importante snodo mercantile per la grande ex colonia britannica.

Durante la seconda guerra mondiale Brindisi divenne sede del comando alleato per il basso Mare Adriatico, acquisendo una notevole importanza strategica e pagando tale ruolo con diversi bombardamenti nella zona storica.

Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, successivamente alla fuga di Vittorio Emanuele III da Roma, la città offrì rifugio allintera dinastia divenendo per sei mesi sede temporanea di governo.

                                     

3.6. Storia Simboli

Il sito Comuni italiani descrive lo stemma della città in questo modo:

Lo stemma della città di Brindisi, trae origine da alcune caratteristiche peculiari dellantica città di Brindisi, alcune di esse ancora oggi visibili. La testa di cervo deriva dal toponimo messapico della città Brention ", toponimo ispirato dalla forma del porto cittadino, che ricorda, appunto, le ramificazioni delle corna di un cervo: ciò è chiaramente visibile ancora oggi nelle foto satellitari, che evidenziano i due seni, di levante e di ponente, in cui il porto è diviso. Nello stemma sono inoltre presenti le cosiddette "colonne terminali" della Via Appia, visibili oggi in cima a quella che è comunemente denominata la "Scalinata Virgilio".

                                     

4. Monumenti e luoghi dinteresse

La città di Brindisi conserva interessanti testimonianze monumentali dallantichità alletà moderna. Di seguito i luoghi di maggiore interesse.

Periodo recente

  • La chiesa del Sacro Cuore, costruita in stile neoromanico nel 1934 è retta dalla Congregazione salesiana.

Aree naturali

Nellambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione:

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Periodo medievale

  • La chiesa della Santissima Trinità o di Santa Lucia, risale alla fine del XII secolo: di questo periodo conserva la cripta quasi completamente affrescata; è stata modificata nei secoli successivi.
  • La chiesa di San Giovanni al Sepolcro ha una pianta circolare risalente forse agli inizi del XII secolo e tracce di affreschi lungo le pareti interne. Di particolare interesse il portale, sormontato da un protiro con decorazioni in bassorilievo.
  • La Cattedrale, eretta in stile romanico tra lXI e il XII secolo, conserva di quel periodo solo alcuni tratti interessanti del pavimento musivo originale XII secolo.
  • La chiesa di San Paolo eremita, raro esempio di gotico pugliese, fu costruita agli inizi del XIV secolo. Notevoli gli altari barocchi conservati.
  • La chiesa di Santa Maria del Casale fuori dal centro abitato, pregevole esempio di architettura di passaggio dal romanico al gotico, fu costruita intorno al 1300. Nellinterno è possibile ammirare affreschi trecenteschi.
  • La chiesa del Cristo, ultimata intorno al 1232, ha una facciata di stile romanico con un grande rosone di restauro. Allinterno presenta due sculture lignee interessanti: un Crocefisso e una Madonna col Bambino, entrambi riconducibili alla scultura gotica francese del XIII secolo.
  • La chiesa di San Benedetto, costruita nel 1090 circa per le monache benedettine con la intitolazione di Santa Maria Veterana. Il campanile è in puro stile romanico pugliese. Particolarmente suggestivo il chiostro romanico dellXI secolo.


                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Dal Rinascimento allUnità dItalia

  • La Chiesa Ortodossa di san Nicola, edificata nel 1891, situata in Via Indipendenza.
  • La chiesa di Santa Teresa, costruita nel 1671 nel quartiere detto "degli spagnoli", è tipico esempio di architettura barocca.
  • La chiesa di Santa Maria degli Angeli, fu costruita nel 1609 per iniziativa di San Lorenzo per le clarisse di Brindisi.
  • La facciata e il campanile della Cattedrale risalgono alla seconda metà del Settecento, quando ledificio venne ricostruito a seguito del terremoto del 1743.

Il suolo di proprietà di Salvatore Perrone, su cui doveva erigersi la Chiesa greco-ortodossa, dedicata a San Nicola, fu acquistato il 12 aprile 1891 da Malvina Omero sposa di Giuseppe Nervagna e Socrate Cocotò, vice console ellenico a nome e per conto della comunità greca di Brindisi. Poté costruirsi per volontaria sottoscrizione e grazie ad una contribuzione dello zar Alessandro III 1881-94. Ne fu primo archimandrita Nicandro: nel 1910 ricopriva lufficio Macario Papinikos. Era allora frequentata da alcune decine di greco-ortodossi abitualmente in Brindisi domiciliati. La chiesa fu inizialmente compresa giurisdizione ecclesiastica corfiota: successivamente come tutte le parrocchie in territorio non greco passò sotto la dipendenza del vescovo di Londra che aveva pertinenza sullintera Europa occidentale. Costituitosi,lesarcato dItalia fu compreso nella metropolia dAustria-Italia con sede in Vienna e sempre riferentesi al patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Dal 5 novembre 1991 la chiesa di San Nicola è parte della metropolia dItalia ed esarcato dellEuropa del sud con sede in Venezia. La parrocchia brindisina è il punto di riferimento più importante per i greco-ortodossi di Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Il progetto, se come quello di altre fabbriche coeve appare scandito su cadenze neoclassiche, si volge però a movenze neo-gotiche con linserto del campanile la cui cella si apre sui quattro lati con eleganti trifore. Linterno, ad unica navata, è stato arricchito con i restauri del 1987, ricordati dalliscrizione sulla controfacciata e voluti dallarchimandrita padre Eftimios Kulumbis e dal preposto Giorgio Manolas, dalle rappresentazioni dei profeti sulla fascia superiore delle pareti di mezzogiorno, ponente e settentrione e del Cristo Pantocratore sul soffitto, ad opera del pittore ellenico Crità. Linconostasi, che separa il presbiterio dalla navata, presenta un triplice ordine di icone: sul primo da sinistra verso destra, sono le immagini di Santa Marina Martire, San Michele Arcangelo, Madre di Dio con Bambino, Cristo in trono, San Gabriele Arcangelo, San Giovanni Battista. La prima e lultima delle immagini elencate sono state completate il 18 ottobre 1903 da un anonimo; le altre sono state dipinte dal sacerdote Crisanto di Plateo, sullisola di Corfù. Questi è autore anche del San Spiridione, molto venerato a Corfù come anche santa Marina e del San Nicola che salvano quasi le pareti dellaula dellinconostasi. Il secondo ordine di icone comprende la rappresentazione dei Quattro Evangelisti, il terzo la Nascita del Cristo, il Battesimo nel Giordano, il Mistico banchetto, la Crocifissione, la Pietà. Labside è stata con gli interventi del 1987 dipinta dal Crità: su di essa campeggia ora limmagine della Vergine Platitera, ossia più ampia dei cieli. Più in basso sono le immagini di San Basilio, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nasianzeno. Una Natività fedele ai consueti canoni agiografici di tradizione bizantina dallo stesso Crità è stata infine dipinta sul concavo della nicchia che ha funzione di preparazione delle specie e che porta il nome di prothesis. Ledificazione del San Nicola può dirsi coronasse una remota aspirazione; la colonia greca aveva avuto nel settecento come propria chiesa quella abbaziale di SantAntonio Abate che, acquisita dalla Casa di Ammortizzazione e del Demanio Pubblico era stata venduta a don Oronzo Catanzaro. La conseguente rendita a godere dal 1º gennaio 1821 a favore della colonia greca non risultò tuttavia mai incassata tantè che nel 1828 la civica amministrazione ne chiese la conversione a proprio favore. Segno delle difficoltà incontrate dalla comunità ellenica, nella fase che porta allindipendenza della Grecia, perché indiziate da simpatie liberali da parte del governo borbonico. Nel 1877 i sudditi ottomani di rito greco ortodosso, prevalentemente commerciati, chiedono di poter utilizzare San Giovanni dei Greci, demaniale per" compiervi gli uffici della lor religione, mentre essi si offrirebbero a sostenere la spesa necessaria onde ridurre in stato decente il richiesto tempio”. La richiesta non fu accolta in quanto determinò lalienazione di San Giovanni a vantaggio del comericante greco Spiros Cocotò.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Periodo recente

  • La chiesa del Sacro Cuore, costruita in stile neoromanico nel 1934 è retta dalla Congregazione salesiana.
                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Età antica

  • Le vasche limarie dellantico acquedotto.
  • Le colonne romane, da sempre il simbolo della città di Brindisi, riferimento portuale per gli antichi naviganti. Furono costruite forse nel II secolo d.C. o anche successivamente con marmo proconnesio.
                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Età medioevale

  • La fontana Tancredi, sullantica via Appia, restaurata da Tancredi, ultimo re normanno, nel 1192, a ricordo del matrimonio tra suo figlio Ruggero e Irene Angela.
  • Il cosiddetto portico dei Cavalieri Templari, loggia del più antico palazzo vescovile realizzata nel XIII secolo, e oggi ingresso del Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo.
  • La Porta Mesagne che è la più antica porta dingresso alla città.
  • La loggia del palazzo Balsamo è in realtà un balcone su mensole decorate appartenente alla zecca di fine del XIII secolo in stile gotico.
                                     

4.6. Monumenti e luoghi dinteresse Età moderna

  • Il Palazzo Granafei-Nervegna, è un esempio di architettura tardo-rinascimentale con influenze catalane.
  • La Fontana De Torres, voluta nel 1619 dal governatore spagnolo Pedro Aloysio de Torres per condurre lacqua nella piazza del Mercato, ha una bella vasca di marmo, forse un fonte battesimale di epoca medievale.
  • Il Palazzo del Seminario, realizzato nel 1720 su progetto di Mauro Manieri, ospita il Museo diocesano Giovanni Tarantini e la prestigiosa Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo.
  • Il Palazzo Montenegro, oggi sede del Prefetto; fu edificato nella seconda metà del XVII secolo da unagiata famiglia di commercianti di origine montenegrina.
                                     

4.7. Monumenti e luoghi dinteresse Età contemporanea

  • Il Monumento a Virgilio nel giardinetto posto sul lungomare è una scultura di Floriano Bodini del 1988.
  • Il Collegio navale Niccolò Tommaseo è un edificio razionalista 1934-1937 dellarchitetto Gaetano Minnucci: è destinato a sede universitaria.
  • La Fontana dellImpero ai piedi di piazza Santa Teresa 1940.
  • Il Teatro Verdi, realizzato su progetto dellarchitetto Nespega 1970 circa, ma inaugurato solo nel 2006, è un grande edificio moderno che incombe sui resti archeologici della Brindisi romana.
  • Il Palazzo di Giustizia è opera degli architetti Sergio Lenci e Carlo Aymonino.
  • Il Monumento ai Caduti 1926-1931 è una interessante scultura in marmo bianco di Carrara dellartista brindisino Edgardo Simone.
  • La Fontana delle Ancore di Piazza Cairoli 1937.
  • Il Monumento al Marinaio disegnato da Luigi Brunati 1933-1934, ha la forma di un timone alto 53 m in pietra di càrparo che spicca sul porto della città.
                                     

4.8. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

  • Il Castello alfonsino o Aragonese, più conosciuto come Forte a mare, è una fortezza realizzata sullisola di SantAndrea antistante il porto di Brindisi, da Ferdinando I dAragona 1445 e ampliata nel XVI-XVII secolo.
  • Il Castello svevo voluto da Federico II, risale al 1227, ma al nucleo originario fu aggiunto un antemurale con poderosi torri angolari ad opera degli Aragonesi.
  • Torre Testa, Torre Penna e Torre Mattarelle sono delle Torri costiere di difesa ancora visibili.
  • Fanno parte dellantico muro di difesa della città: il Bastione inferno, Porta Napoli, Bastione San Giacomo, Porta Lecce, Bastione Levante.
                                     

4.9. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

  • Larea archeologica di San Pietro degli Schiavoni sotto il nuovo Teatro Verdi, in cui si riconoscono una strada lastricata di età romana le abitazioni, le botteghe le terme che vi si affacciano.
                                     

4.10. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

Nellambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione:

                                     

4.11. Monumenti e luoghi dinteresse Aree ambientali protette

  • LOasi di protezione dellinvaso artificiale e del parco del Cillarese: invaso artificiale a nord-ovest di Brindisi di circa 170 ettari;
  • La Riserva naturale statale Torre Guaceto e la Riserva naturale marina Torre Guaceto: ricadenti in massima parte nel territorio del comune di Carovigno, sono gestite da un Consorzio di cui fanno parte i Comuni di Brindisi, Carovigno e il WWF.
  • Il Parco naturale regionale Salina di Punta della Contessa: zona umida, ampia 214 ettari, che si sviluppa tra Capo di Torre Cavallo e Punta della Contessa;
  • La Riserva naturale regionale orientata Bosco di Cerano: unarea naturale protetta che ricade nel territorio di Brindisi e San Pietro Vernotico;
  • La Riserva naturale regionale orientata Boschi di Santa Teresa e dei Lucci: è unarea naturale protetta composta dai due boschi di cui porta il nome. Con la Direttiva dellUnione europea 92/43 CEE, è stata inserita nellelenco dei Siti di interesse comunitario SIC;
                                     

4.12. Monumenti e luoghi dinteresse Parchi comunali

  • Parco comunale di Brindisi 19 maggio 2012 Parco urbano del Cillarese.
  • Parco comunale di Brindisi Tonino Di Giulio Parco Palmarini - Patri.
  • Parco naturale comunale di Brindisi Punta Penne Punta del Serrone.
  • Parco comunale e Centro Polisportivo R. Buscicchio Q.re Santelia.
  • Parco Cesare Braico.
  • Parco comunale di Brindisi Sbitri.
                                     

5.1. Società Migrazioni

Brindisi è stata oggetto di unampia emigrazione durante il Novecento, così come tutte le città del Mezzogiorno. Lemigrazione riguardava soprattutto le fasce sociali più basse che abbandonavano le campagne. Lemigrazione può essere ricondotta in due grandi ondate. La prima, che ha il suo picco negli anni immediatamente precedenti e seguenti la prima guerra mondiale, ha per meta esclusiva le Americhe, per poi dirigersi verso lEuropa centro-settentrionale, che diviene così la destinazione principale dellemigrazione pugliese. Quella dopo la seconda guerra mondiale, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese: il Piemonte e la Lombardia, in particolare Milano.

A partire dagli anni sessanta con la realizzazione del grande petrolchimico che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, Brindisi poté garantire opportunità di lavoro a tecnici e operai. La città conobbe quindi una piccola immigrazione regionale, attirando famiglie dalle province e regioni limitrofe.

Un altro importante capitolo nella demografia cittadina fu sicuramente lesodo albanese del 1990-1991 che in realtà durò almeno un decennio che portò nel porto di Brindisi ondate di sbarchi immigrati. Nellemergenza i cittadini di Brindisi si distinsero per la grande solidarietà. Moltissimi portarono beni di prima necessità, offrirono cibo e acqua ai migliaia di Albanesi che giungevano in navi-rottame super affollate dopo lattraversamento del canale dOtranto.

Se durante gli anni novanta lemigrazione verso il nord si era affievolita, nellultimo decennio la crisi dellindustria labour intensive, non supportata da una diffusione di piccole e medie imprese nel territorio, e gli anni di stasi delleconomia italiana e, ancor più, meridionale hanno fatto sì che il fenomeno, soprattutto giovanile, si riaccendesse. A beneficiarne maggiormente sono stati i poli più attrattivi del Paese: le industrie del nord est, le grandi città come Roma, Milano e Bologna che, tuttoggi, sono sia per motivi di lavoro, che per motivi di studio le mete privilegiate di migliaia di brindisini. Il circolo vizioso di Brindisi nonché del Mezzogiorno è che, essendo luogo di partenza di lavoratori e studenti universitari in movimento, si impoverisce di capitale umano, provocando nel medio e nel lungo periodo un ritardo di sviluppo nel tessuto economico e sociale.

Oggi Brindisi è una città che conosce anche una regolare immigrazione extracomunitaria, sebbene i valori siano lontani dalle città del Nord Italia.

                                     

5.2. Società Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri regolari residenti sono 2 708 pari al 3.1% della popolazione brindisina. La più grande comunità è stata per molto tempo quella albanese, attualmente superata da quella rumena. Il numero di albanesi che hanno deciso di rimanere nella città pugliese è, comunque, molto trascurabile rispetto al totale di immigrati che vi sono transitati. Brindisi, infatti, ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, per questo popolo balcanico il primo passo verso lItalia e lEuropa occidentale.

Il gran numero di statunitensi è spiegato dal fatto che, tra Brindisi e San Vito dei Normanni fu installata, e ha operato in tutta la seconda metà del Novecento, una stazione dellaeronautica militare statunitense. Nonostante la base non sia più operativa da anni, molti militari hanno deciso di restare a vivere nella città pugliese.

La presenza britannica è il risultato di un fenomeno che, da almeno un decennio a questa parte, sembra consolidarsi nel territorio: unimmigrazione da parte di famiglie del Nord Europa, soprattutto inglesi e irlandesi. Queste famiglie, di solito composte da pensionati, decidono di comprare delle ville nella campagna brindisina e godere tutto lanno delle gradevoli temperature locali. Tale fenomeno, relativamente recente in Puglia, è conosciuto come "Salentoshire", neologismo scherzoso sulla falsariga del "Chiantishire", relativo al consolidato turismo britannico in Toscana.

Di seguito i dati statistici della composizione migratoria nella città di Brindisi:

                                     

5.3. Società Lingue e dialetti

Il dialetto brindisino è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze minime tra i vari comuni, la radice resta invariata. Esso è parlato, oltre che a Brindisi, nel territorio di alcuni comuni limitrofi e, con piccole differenze, in alcuni comuni della provincia di Taranto. Il brindisino, inoltre, influenza alcuni dialetti del nord leccese e del sud brindisino.

Dal dialetto salentino standard si distingue, oltre che per la pronuncia di alcune parole, la caratteristica di trasformare la "e" finale di parola in italiano in "i". Ad esempio:

  • Il mare diventa lu mare in salentino standard e lu mari in brindisino. Il melone diventa lu milune in salentino standard e lu muloni in brindisino.

Il gruppo della doppia ll in italiano, diventa dd in brindisino. Ad esempio:

  • Il Cavallo diventa lu cava dd u in salentino standard e lu cavaddu in brindisino.
                                     

5.4. Società Religione

  • Resta viva traccia della presenza dellantica Chiesa ortodossa della parrocchia di San Nicola di Myra di rito bizantino, la presenza del rito greco a Brindisi è stata a lungo maggioritaria durante il dominio dellImpero bizantino con una fortissima diffusione dei Monaci basiliani.
  • Solo alcune tracce archeologiche e documentarie restano della presenza ebraica. Gli ebrei furono presenti in città con una piccola ma laboriosa comunità dal 53 d.C. sino alla seconda metà del XVI secolo.
  • I nuovi flussi migratori ha portato al riproporsi dopo il XVI secolo della religione islamica e alla presenza per la prima volta di Induisti.
  • Brindisi, insieme a Ostuni, è sede dellomonima arcidiocesi Archidioecesis Brundusina-Ostunensis in latino, sede della Chiesa cattolica suffraganea dellarcidiocesi di Lecce e appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. La diocesi fu eretta nel IV secolo, il suo primo vescovo fu san Leucio. Nel X secolo in seguito alla distruzione della città ad opera dei saraceni, i vescovi stabilirono la propria residenza ad Oria. Fu in questo secolo che fu stabilita la diocesi di Ostuni, dapprima unita alla diocesi di Monopoli e probabilmente erede dellantica diocesi di Egnazia. Sempre nel X secolo o in quello successivo che la sede di Brindisi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Già nel 1010 comunque Brindisi aveva due suffraganee: Ostuni e Monopoli. Nel 1591 larcidiocesi oritana e brindisina venne smembrata: Brindisi conservò il titolo di arcidiocesi mentre Oria divenne sede vescovile indipendente. Il 30 settembre 1986, con decreto della Congregazione per i vescovi, larcidiocesi di Brindisi e la diocesi di Ostuni furono unite sede plena nellarcidiocesi di Brindisi-Ostuni. La nuova diocesi fu riconosciuta civilmente il 20 ottobre 1986, con decreto del Ministero dellInterno. Il santo patrono della città di Brindisi è san Teodoro di Amasea, le cui reliquie sono conservate nella pontificia basilica Cattedrale in piazza Duomo. Per questa ragione, la città è da secoli meta di pellegrinaggi, anche da parte dei cristiani ortodossi. Nella seconda metà del Novecento anche san Lorenzo da Brindisi, a seguito della sua proclamazione a dottore della Chiesa, è divenuto patrono assieme a san Teodoro di Amasea.
                                     

5.5. Società Tradizioni e folclore

Significativo in terra di Brindisi è il culto del tarantismo, che mescola tradizioni pagane e cristiane in passato si credeva, infatti, che le donne che mostravano forme di isteria, fossero contaminate dalle punture di tarantola. Lunico rimedio conosciuto era quello di ballare ininterrottamente per giorni, in modo che il veleno non facesse effetto.

Attraverso la musica e la danza era, quindi, possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, i suonatori di tamburello, violino, mandolino, chitarra e organetto si recavano nellabitazione del tarantato e cominciavano a suonare la pizzica, musica dal ritmo sfrenato. La pizzica brindisina, a differenza di quella leccese, si presenta scevra da riferimenti cristiani e con un repertorio terapeutico-musicale particolare.

  • Il Cavallo parato si svolge nel giorno del Corpus Domini.
                                     

5.6. Società Installazioni militari

La città di Brindisi ha da sempre costituito un importante avamposto delle Forze armate italiane, in particolare della Marina militare e dellAeronautica Militare. Attualmente ospita le seguenti installazioni militari:

  • Comando Stazione navale marittima;
  • 2º Reggimento "San Marco";
  • Comando Terza Divisione Navale del CINCNAV della Marina Militare, con alle dirette dipendenze le navi da assalto anfibio della Classe San Giorgio e la portaelicotteri Giuseppe Garibaldi. Si tratta della componente della Marina Militare che costituisce la forza di proiezione dal mare;
  • 1º Reggimento "San Marco"; acquartierato presso la Caserma "Ermanno Carlotto";
  • Distaccamento Aeroportuale dellAeronautica Militare.
  • Comando Forze da sbarco della Marina Militare;
  • Gruppo mezzi da sbarco;
  • Compagnia Servizio Difesa Installazioni di Brindisi del Battaglione SDI Sud di Taranto;
  • Distaccamento dellArsenale militare marittimo di Taranto, presso il Castello Svevo, in via Dei Mille;
  • Battaglione Comando della Brigata marina "San Marco";
  • Comando Brigata marina "San Marco";
                                     

5.7. Società La presenza delle Nazioni Unite

A Brindisi hanno sede una base logistica delle Nazioni Unite UNLB e la prima delle Basi di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite. LUNLB, attivo dal 1994, riceve materiale proveniente dalle missioni in chiusura o ridimensionamento, ispeziona, ripara, immagazzina e invia tale materiale alle operazioni di pace che ne fanno richiesta; appronta e mantiene in condizioni di efficienza i cosiddetti start up kits, ossia tutti quei materiali ed attrezzature necessarie allapertura di una nuova missione; opera da centro di smistamento, o hub, delle telecomunicazioni satellitari per le Nazioni Unite.

La base UNHRD, attiva dal 2000, è parte dellagenzia ONU World Food Programme. Attraverso il pre-posizionamento di beni di prima necessità, come ad esempio tende, coperte, medicine, kit da cucina ed igienici, e di attrezzature logistiche, UNHRD permette alle organizzazioni umanitarie governative, non-governative ed altre agenzie ONU di intervenire nelle aree di crisi per assistere le popolazioni colpite da disastri naturali o da altro tipo di emergenze umanitarie.

Per anni Brindisi ha rappresentato un punto nevralgico del traffico di sigarette di contrabbando e, in misura minore, di droga proveniente dai Paesi balcanici.

La città pugliese era la soglia che permetteva laccesso illecito di sigarette, di fattura per lo più cinese, in Italia e in altre destinazioni comunitarie. Fortunatamente lo Stato, in questo caso, è riuscito a decapitare la criminalità pugliese e a inferire un grosso colpo al contrabbando brindisino. Il fenomeno, infatti, è considerato quasi del tutto scomparso, mentre, secondo la Direzione Investigativa Antimafia oggi la criminalità organizzata pugliese è stata molto indebolita e marginalizzata, presentando ad oggi unalta frammentazione e frequenti ricambi interni.

                                     

6.1. Cultura Biblioteche

  • La Biblioteca provinciale è una biblioteca di pubblica lettura sita in viale Commenda molto frequentata dallutenza: possiede oltre 100.000 libri e una ricca emeroteca. Aderisce al Servizio bibliotecario nazionale. Al suo interno funzionano un moderno auditorium, una mediateca le segreterie universitarie delle sedi di Bari e Lecce.
  • La Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo è una prestigiosa biblioteca pubblica che ha sede nel Seminario arcivescovile di Brindisi, in piazza Duomo. Fondata nel 1798 dallarcivescovo brindisino Annibale de Leo, con un fondo di circa 6.000 volumi, oggi ne conta oltre 20.000 volumi, 17 incunaboli, oltre 200 cinquecentine e altrettanti manoscritti. Tra questi ci sono alcune opere rarissime, nonché varie collezioni manoscritte.
                                     

6.2. Cultura Ricerca

LAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, lenergia e lo sviluppo economico sostenibile ENEA è presente a Brindisi fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 lENEA ha consolidato la propria presenza a Brindisi, rilevando le strutture del Centro nazionale per la ricerca e lo sviluppo dei materiali CNRSM e creando un proprio Centro di ricerca allinterno del Campus "Cittadella della Ricerca" ubicato sulla strada statale 7 Via Appia.

Attualmente operano nel Centro lUnità tecnico scientifica materiali e nuove tecnologie MAT, lUnità tecnico scientifica fusione FUS, lUnità tecnico scientifica tecnologie fisiche avanzate FIS e il Progetto speciale clima globale CLIM.

                                     

6.3. Cultura Scuole

  • Scuole secondarie di I grado: 5 scuole in diverse sedi
  • Scuole secondarie di II grado: 15 scuole

Da segnalare la presenza a Brindisi dellIstituto tecnico nautico "Carnaro" 44 in tutta Italia e dellIstituto Professionale Alberghiero "Sandro Pertini" inserito nel novero dei 44 istituti alberghieri deccellenza dItalia. Da sottolineare la presenza sul territorio dellistituto "Ettore Majorana" che entrato a far parte delle 15 scuole Tecnologiche 2.0 dItalia.

                                     

6.4. Cultura Università

  • LUniversità del Salento ha alcune succursali anche a Brindisi con la facoltà di Scienze sociali, politiche e del territorio con i corsi di Sociologia, Servizi sociali e Scienze politiche dellarea mediterranea, le facoltà di Ingegneria industriale laurea di primo grado e Ingegneria Aerospaziale tenuta in lingua inglese "aerospace engineering" laurea magistrale.
  • LUniversità degli Studi di Bari Aldo Moro è presente in città con i corsi di Economia aziendale, Amministrazione e Consulenza aziendale attivo solo il II anno, L. S. in Economia e Management delle Organizzazioni marittime e della logistica attivo solo il II anno, Informatica, Progettazione e Gestione delle Attività Culturali, Infermieristica e Fisioterapia.
                                     

6.5. Cultura Musei

  • Il Museo etnico della civiltà salentina offre al turista la possibilità di osservare molte statue in legno e in pietra riguardanti lagricoltura e presenta inoltre interessanti attrezzi di lavoro della cultura contadina.
  • Il Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo si trova in piazza Duomo e dispone di numerosi e ampi locali, offrendo ai visitatori sei sezioni: epigrafica, statuaria, l antiquarium, preistorica, numismatica, medioevale, moderna e i bronzi di punta del Serrone.
  • Il Museo diocesano Giovanni Tarantini è di recente istituzione e ha sede nel Palazzo del Seminario. Conserva dipinti, statue, suppellettili e paramenti sacri provenienti dalle chiese della diocesi. Particolarmente importante lArca dargento sbalzato che conservava i resti di San Teodoro e una idria del VII secolo, nella quale la tradizione riconoscere una di quelle dellepisodio delle Nozze di Cana.
                                     

6.6. Cultura Stampa

Per quanto riguarda la stampa, è presente La Gazzetta del Mezzogiorno con la redazione della Gazzetta di Brindisi, venduta in tutta la provincia.

Il Nuovo Quotidiano di Puglia, giornale del Salento, che ha anchesso una redazione provinciale a Brindisi.

"Il7 Magazine" è un settimanale provinciale con redazione a Brindisi e corrispondenze dai comuni della Provincia.

Il Nautilus testata scientifica nazionale con sede a Brindisi che tratta di mare, porti, trasporti e nautica da diporto; fondata il 22.03.2006 dalla S.C.Editore Brindisi.

Altri quotidiani che hanno sede in città sono BrindisiSera, Senzacolonne, Brindisireport, Brindisi News e Premier Magazine.

                                     

6.7. Cultura Radio

Unimportante realtà brindisina è CiccioRiccio, emittente radiofonica storica e che è ascoltata in tutta la Puglia, Basilicata, parte del Molise, Campania e Calabria.

Sede nella città ha anche Radio Dara, nata nel 1980 da un progetto partito in un seminario, oggi trasmette in tutta la provincia.

                                     

6.8. Cultura Televisione

Brindisi ospita alcune emittenti televisive come Teleradio Agricoltura e, la più importante, Puglia TV che ha cominciato a trasmettere nel gennaio del 1988 a Brindisi e nella sua provincia. Lautorizzazione è stata concessa dal Ministero delle Comunicazioni e sono iniziate le prove in digitale terrestre.

A Brindisi vi sono degli studi di TV locali che hanno sede in altre città. È il caso di BS Television con sede a Taranto, emittente che nasce nel 1987 e che nel 1994 ottiene dal Ministero delle comunicazioni la concessione di emittente commerciale. Alcuni programmi del palinsesto sono trasmessi anche da Puglia Channel canale dalla piattaforma Sky. Altre emittenti che hanno base nella città sono Studio 100 Tv, nata nel 1978 a Taranto, che trasmette in tutte le province salentine, e Telerama, emittente fondata a Lecce e avente sede anche a Lecce e Taranto.

                                     

6.9. Cultura Musica e Teatro

La musica e il teatro a Brindisi non hanno mai caratterizzato sensibilmente la vita culturale della città, seppur rilevanti risultino le varie compagnie di tradizione teatrale che in alcuni periodi dellanno riportano scene quotidiane in dialetto del passato sul palcoscenico. Non avendo mai ospitato istituti di formazione teatrale e musicale riconosciuti, la città vive queste due arti semplicemente valorizzando limpegno di compagnie amatoriali. Negli ultimi dieci anni nella Città sono sorte e consolidate compagnie teatrali non amatoriali, alcune si occupano di teatro ambientale altre di teatro di ricerca e formazione attoriale. La compagnia gruppo Mòtumus ad esempio ha realizzato diversi progetti socioculturali per la promozione della cultura teatrale, anche per le persone diversamente abili. Lo stesso gruppo ha prodotto sei spettacoli non amatoriali. Nel campo della musica lunico celebre esponente cittadino a livello mondiale è Stefano Miceli, direttore dorchestra e pianista, insegnante alla Boston University, nato e cresciuto a Brindisi, di scuola napoletana, poiché si è esibito nei teatri più importanti del mondo a New York, Berlino, Lipsia, Pechino, Milano, Melbourne, Boston e Roma e ha ricevuto una medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premio alla carriera a New York "Bravo Award"

                                     

6.10. Cultura Cinema

Nel 1998 il regista Nanni Moretti ha girato a Brindisi il film a colori Aprile.

                                     

6.11. Cultura Cucina

La cucina brindisina presenta numerosi prodotti della tradizione agricola e del mare.

È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per luso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per limpiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo lunico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini.

Tra le ricette tipiche meritano di essere ricordate, in particolare "li pettuli" frittelle di pasta lievitata da gustare dolci o salate magari ripiene di baccalà o acciughe sotto sale, di cavolfiore o broccoli, "tajedda di riso patani e cozzi" riso, patate e cozze al forno, zuppa di pesce, purè di fave, fave e cozze, "cozze racanate", "scuma ti mari" bianchetti, alici marinate nel limone ricetta tipica delle "sciabiche", zona nel porto di Brindisi.

                                     

6.12. Cultura Bevande alcoliche, distillati, liquori

  • Limoncello: è un liquore dolce ottenuto dalla buccia del limone e arricchita da acqua, zucchero e alcool.
  • Latte di mandorla: realizzato mettendo in infusione in acqua le mandorle finemente tritate e spremendo poi le stesse per farne uscire tutto il succo. La regione Puglia ha inserito il latte di mandorla nellelenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani.
                                     

6.13. Cultura Formaggi

I formaggi brindisini sono per lo più di origine ovina, data la diffusione dellallevamento delle pecore e delle capre. Nella stagione estiva si producono il cacioricotta, che si può consumare fresco o stagionato per qualche mese in modo che assuma un sapore più deciso e il caciocavallo.

Tipici della stagione invernale sono invece il formaggio pecorino, la ricotta e la ricotta forte o ricotta scante per via del sapore che pizzica il palato. Questultima si presenta come una crema spalmabile e si ottiene dalla fermentazione della ricotta. Viene impiegata per insaporire il ragù o spalmate sulla bruschetta.

I formaggi freschi i più diffusi sono la burrata, la giuncata, la manteca, la mozzarella o fiordilatte.

                                     

6.14. Cultura Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati

Le verdure sono il vero protagonista della dieta tradizionale del Salento. Secondo la stagione, si trovano le cime di rapa, vari tipi di cavolo, le bietole da erbette, il cardo, i peperoni, le melanzane le zucchine tutti serviti secchi al Sole o sottolio, i carciofi di cui Brindisi è grande produttrice. Numerose sono anche le verdure selvatiche impiegate nella cucina tradizionale: le cicorie selvatiche, il tarassaco o zangune, gli asparagi selvatici preparati sottolio, la senape selvatica, i cardi selvatici, i lampascioni detti anche pampasciuni o pampasciuli, i capperi. I funghi, pure spontanei, sono essiccati sole o serviti sottolio.

Frequentissimo, nella cucina brindisina, è anche limpiego di pomodori verdi o maturi: questi ultimi sono impiegati principalmente per la salsa di pomodoro, ma vengono consumati anche sottolio, dopo un processo di essiccamento naturale. Significativo è anche il consumo di olive nere e verdi, schiacciate o in salamoia. Infine, diffusi sono anche legumi, quali i fagioli, i ceci, i piselli le fave, da consumarsi fresche in primavera o secche durante la stagione invernale.

Tra le specialità preparate con la frutta si menziona la cotognata, il cotto di fico e i fichi secchi preparati con un ripieno di mandorle, marmellata di arancio e limone e marmellata di fichi.

                                     

6.15. Cultura Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria

La pasta, come il pane, viene prodotta con farina poco raffinata e, quindi, assume un colorito scuro. Oggi si utilizzano anche farine di semola rimacinate mescolate in una certa percentuale con la farina tradizionale che, comunque, resta fondamentale. Tra i piatti tipici troviamo le lagane con legumi e, naturalmente, pasta al sugo: cavatelli, le celebri orecchiette stacchioddi in dialetto brindisino, i ravioli con ripieno di ricotta.

Per quanto riguarda il pane, importanti specialità sono quello di grano duro, pane di semola e pane di orzo. Per la produzione del pane si utilizza il lievito naturale detto criscituni e la cottura avviene nel forno di pietra, utilizzando fascine di rami di ulivo che danno al pane un profumo particolare. Una tipologia tradizionale è il pane con le olive detto anche puccia. Questultimo è realizzato con una farina di grano molto più raffinata rispetto al pane semplice al quale vengono aggiunte olive nere di dimensioni piccole.

Fra i prodotti da forno importantissima anche la frisella, una sorta di pane duro disidratato, che serviva per essere conservato a lungo in casa; i taralli e i tarallini, anchessi facilmente conservabili per lunghi periodi. Tipiche anche le focacce: le pucce le uliate.

Tra i dolci brindisini il posto centrale è occupato dalla pasta di mandorle, ottenuta dalla macinazione di mandorle sgusciate e zucchero. Di solito si trova farcita con marmellata, tipicamente la cotognata o la mostarda marmellata duva di varietà negroamaro. Unaltra specialità sono le cartellate, dei nastri di una sottile sfoglia di pasta, ottenuta con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su sé stessa sino a formare una sorta di "rosa" coreografica con cavità e aperture, che poi verrà fritta nellolio. Secondo la ricetta tipica, una volta fritte le cartellate sono condite con vincotto tiepido o miele, e poi spolverizzate con cannella, zucchero a velo o confettini colorati.

                                     

6.16. Cultura Vino

Nel territorio di Brindisi è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi Rosso DOC, Brindisi Rosato DOC e Puglia Igt.

Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni:

  • Malvasia nera di Brindisi,
  • Susumaniello
  • Sangiovese;
  • Negroamaro;
  • Ottavianello;
                                     

7.1. Geografia antropica Origine

Da un punto di vista urbanistico, la città conosce i più antichi segni di antropizzazione nel territorio sul promontorio di Punta le Terrare, unarea costiera esterna al porto, ma si deve ai Messapi la formazione di una città nellarea dellattuale centro urbano. Dellimpianto urbanistico della città messapica e di altre emergenze non se ne hanno riscontri archeologici certi: gli scavi occasionali hanno restituito soprattutto tombe.

                                     

7.2. Geografia antropica Periodo romano

Dopo che a Brindisi fu dedotta una colonia romana 244 a.C., la città conobbe una espansione urbanistica notevole per lo sviluppo economico e sociale che ne conseguì. Secondo Plinio il Vecchio Brindisi era una delle più importanti città italiane Brundisium. in primis Italiae portu nobile.

                                     

7.3. Geografia antropica Medioevo

Durante lalto Medioevo Brindisi subì un forte declino; dopo che fu devastata dai Goti nel VI secolo, Procopio la descrive come una piccola città senza mura difensive: labitato si restrinse in un ambito più piccolo, probabilmente attorno al tempio di San Leucio, fuori dal centro antico. Il porto fu abbandonato per alcuni secoli. La rinascita avvenne con lultima dominazione bizantina XI secolo e soprattutto coi Normanni e con gli Svevi XII e XIII secolo, quando diviene scalo privilegiato per le Crociate e per tutti i traffici con lOriente. Successivamente la città si sviluppò intorno alla "rua maestra", sulla quale si affacciavano i più importanti edifici privati cittadini. La città era divisa in tre rioni o "pittachi": Santo Stefano nelle vicinanze delle colonne, SantEufemia nella zona di Santa Teresa e San Toma nella zona di Santa Lucia. Se il passaggio della peste del 1348 le seguenti discordie cittadine furono devastanti per Brindisi, il fatto che portò al collasso la città fu linopportuna ostruzione del canale di accesso al porto per timore di un attacco dal mare da parte dei Veneziani 1446: il conseguente impaludamento delle acque spopolò Brindisi. Sotto gli Aragonesi e gli spagnoli, i maggiori sforzi furono rivolti essenzialmente intorno alle fortificazioni mura, castello di terra e forte a mare e a fornire agevolazioni a popolazioni di immigrati soprattutto greci, albanesi e slavoni.

                                     

7.4. Geografia antropica Epoca moderna

Solo attraverso la riapertura del canale Pigonati 1775 la città conobbe un nuovo slancio che si riaprì ai traffici con lOriente soprattutto grazie alla istituzione della Valigia delle Indie sul finire dellOttocento.

                                     

7.5. Geografia antropica Epoca contemporanea

Lo sviluppo demografico e urbanistico del Novecento ha portato al nuovo disegno della città moderna sovrapposta a quella antica a costo di sventramenti e demolizioni.

Oggi una nuova concezione urbanistica, per quanto tardiva, consente di programmare gli insediamenti di maggiore impatto architettonico fuori dal centro storico. Nel frattempo la città si espande oltre le mura del centro storico costituendo nuovi quartieri periferici: Commenda, Cappuccini, SantAngelo negli anni 1950-1970 e poi Santa Chiara, SantElia, Bozzano anni 1980-2000.

                                     

7.6. Geografia antropica Frazioni

Tuturano è lunica frazione di Brindisi abitata tutto lanno. Sorge a 10 km a sud della città nella Piana di Brindisi e conta circa 4500 residenti. La frazione sconta la presenza, a pochi chilometri dallabitato, di una delle centrali termoelettriche più grandi dEuropa: la centrale Federico II di proprietà dellEnel. Durante la costruzione e lavviamento della centrale, le zone limitrofe sono state prese dassalto da lavoratori "trasfertisti" creando una vera e propria ricrescita del mercato immobiliare; molta di quella gente affascinata dalle zone ha deciso di rimanervi.

                                     

8. Economia

Pur godendo di una tradizione agricola molto importante, lo sviluppo industriale, veloce e massiccio nel corso del XX secolo, ha comportato cambiamenti radicali al tessuto economico, ma anche urbano e sociale della città con una conseguente cementificazione di parte della costa.

Sfruttando la posizione del porto, Brindisi è uno dei più importanti scali marittimi per la Grecia, la Turchia e lAlbania.

                                     

8.1. Economia Agricoltura

Lagricoltura brindisina raggiunge i suoi "primati" nellorticoltura, viticoltura, frutticoltura e olivicoltura. Sicuramente il settore che ha segnato il territorio per secoli si basa su colture di mandorli, olivi, tabacco, carciofi, cereali. Lagricoltura ha però conosciuto negli ultimi decenni una dinamica sfavorevole, forse da imputare una crisi dovuta allelevata età media degli imprenditori agricoli superiore ai 50 anni. È, quindi, auspicabile un ricambio generazionale del settore per garantire una maggiore dinamicità ed evitare un ulteriore indebolimento, in termini di incidenza del settore nelleconomia totale.

Per quanto concerne la zootecnia è consistente con allevamenti di capi bovini e ovi-caprini.

                                     

8.2. Economia Industria

Lindustria brindisina si identifica principalmente con lindustria chimica e aeronautica.

                                     

8.3. Economia Polo industriale chimico

Lindustria chimica, nelle sue più svariate accezioni è nel territorio brindisino assai sviluppata. La Federchimica riconosce Brindisi e provincia un polo industriale chimico.

I diversi stabilimenti dellENI, dislocati come Polimeri Europa, Snam ed EniPower sono inseriti del resto proprio nel polo petrolchimico di Brindisi, situato alla periferia della città, e si affaccia sul mare Adriatico. Negli ultimi anni, con lentrata in esercizio della nuova centrale, degli impianti originali sono rimasti in esercizio i soli generatori direttamente alimentati con vapore di recupero dalladiacente impianto di "cracking idrocarburi" di altre società Eni e una caldaia come riserva fredda.

Brindisi è filiale produttiva della multinazionale farmaceutica Sanofi.

                                     

8.4. Economia Larea energetica

Brindisi è leader per la produzione di energia elettrica in Italia. Sul territorio comunale insistono tre grandi centrali pertinenti ai gruppi Enel, Edipower ed EniPower ed è inoltre in progetto la realizzazione di unimportante centrale fotovoltaica.

  • Centrale EniPower di Brindisi: la centrale termoelettrica a ciclo combinato di EniPower, una volta completata, con una potenza installata di 1.170 megawatt, sarà la più potente tra quelle della Società Eni.
  • Terminale di rigassificazione di Brindisi: è in progetto nellarea del Porto Esterno di brindisi, denominata Capobianco, la costruzione di un rigassificatore ad opera della società "Brindisi LNG Spa". Liter autorizzativo è al momento in fase di completamento della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, iniziata dalla società nel gennaio 2008.
  • centrale ENEL Federico II: è una centrale termoelettrica articolata su 4 sezioni termoelettriche policombustibili dalla potenza di 660 MW ciascuna, è entrata in servizio tra il 1991 e il 1993.
  • Centrale Edipower di Brindisi: situata presso Costa Morena, nella zona industriale di Brindisi. Ne fu iniziata la costruzione nel luglio del 1964.
  • Impianto fotovoltaico: è in progetto la realizzazione del parco fotovoltaico più grande dEuropa con potenza di 11 MWp, che dovrebbe entrare in funzione nel 2010, sul sito dellex-polo petrolchimico. Il gruppo industriale incaricato della costruzione verrà affiancato dalle Università della Puglia.
  • piattaforma petrolifera dellENI: attiva dal 2008, si trova a 45 km dalla costa brindisina, ed ospita circa 200 addetti h24. Ha un pozzo fra i più profondi al mondo che attinge greggio a 850 metri di profondità sotto il livello del mare e a oltre mille metri dal fondale marino. La piattaforma "Aquila" ha quasi terminato la propria vita utile.
                                     

8.5. Economia Il settore aeronautico

A Brindisi sono dislocati gli stabilimenti di Avio Aero centro di eccellenza per i motori militari e di Leonardo produzione di strutture metalliche e revisione di elicotteri.

                                     

8.6. Economia Servizi

La crescita del settore terziario nella provincia è confermata dallanalisi del trend sempre crescente che ha accompagnato i servizi nella creazione del valore aggiunto tra il 1995 e il 2004 dal 66.8% al 75.5%, dimostrando quindi il fatto che Brindisi ancora più che la provincia si sta indirizzando verso uno sviluppo terziarizzato, abbandonando la forte vocazione industriale.

Ad oggi è in questo settore economico che si può ritrovare il contributo principale alla formazione del valore aggiunto brindisino: una produzione complessiva di quasi 6.000 milioni di euro, pari al 75.5% delloutput totale.

                                     

8.7. Economia Turismo

Negli ultimi anni il Turismo nella città è aumentato in modo massiccio grazie alle tratte crocieristiche che la vedono interessata sia come porto di partenza, che di arrivo. Nel 2017 è stata inserita dalla celebre agenzia di viaggi on-line, Edreams al decimo posto della classifica "Summer Trends 2017", superando località come Mykonos e Amsterdam. Sempre riguardo alla stessa classifica, Brindisi viene definita la città "rivelazione 2017".

                                     

9.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Le principali direttrici stradali di Brindisi sono:

  • Superstrada Bari-Lecce: in realtà unione di vari tratti di strade statali diverse, collega Brindisi con Lecce, con Bari e con lAutostrada A14.
  • Superstrada Brindisi-Taranto collega Brindisi con Taranto.
  • SS 16 Adriatica: costituisce la Tangenziale di Brindisi e collega la città con San Vito dei Normanni e con Lecce.
                                     

9.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

I trasporti ferroviari sono assicurati dalla Stazione di Brindisi, un importante snodo ferroviario della Puglia, punto di incontro tra la Ferrovia Adriatica e la Ferrovia Taranto-Brindisi. La stazione appartiene al circuito Centostazioni e presenta collegamenti verso tutte le località servite dalla linea adriatica e ionica.

È prevista la dismissione della linea ferroviaria Brindisi – Brindisi Marittima che permetterà lallargamento della sede stradale di via del Mare, con la conseguente creazione di nuove zone di sosta per le auto, e consentendo inoltre di risolvere buona parte dei disagi rivenienti proprio dalla carenza di parcheggi.

                                     

9.3. Infrastrutture e trasporti Il porto

Il porto di Brindisi da sempre al centro dei traffici commerciali con la Grecia e lOriente, ha sempre rappresentato la fortuna della città.

Oggi è un porto turistico, commerciale e industriale, uno dei più importanti del mare Adriatico. Il traffico mercantile concerne carbone, olio combustibile, gas naturale, prodotti chimici.

Il porto si compone in tre parti:

  • Il Porto esterno: i cui limiti sono a Sud la terraferma, a est le isole Pedagne, a ovest dallisola SantAndrea e dal molo di Costa Morena e, a Nord, dalla diga di Punta Riso.
  • Il Porto interno è formato da due lunghi bracci che toccano il centro di Brindisi sia a nord che ad est, essi sono il "seno di ponente" e "seno di levante".
  • Il Porto medio è formato dallo specchio di mare che si trova prima del canale Pigonati, laccesso al porto interno, il bacino a nord forma le Bocche di Puglia.

Le banchine di Costa Morena si sviluppano per 1.170 m, con profondità di 14 metri e piazzali per 300.000 m². Lungo la diga di Costa Morena 500 m si sviluppa il sistema, a mezzo nastro e tubature, per lo sbarco dei prodotti destinati allalimentazione delle centrali elettriche di Brindisi sud e nord. A Punta delle Terrare sono operativi 270 m di banchine per il traffico Roll-on/roll-off con possibilità di ormeggio contemporaneo di cinque navi.

                                     

9.4. Infrastrutture e trasporti Aeroporto Internazionale del Salento

Laeroporto di Brindisi ha collegamenti giornalieri con le maggiori città italiane ed europee. Lo scalo, distante 6 km dal centro cittadino, serve lintera provincia di Brindisi, quella di Lecce ed in parte anche quella di Taranto. Nel 2017 sono transitati complessivamente 2.321.147 passeggeri.

Laeroporto nasce negli anni venti con la costruzione di una pista militare e viene intitolato ad Orazio Pierozzi, aviatore della prima guerra mondiale. Le strutture militari sono tuttora operative e mantengono lo stesso nome, ma con decreto interministeriale dell11 settembre 2008, laeroporto ha assunto lo stato giuridico di aeroporto civile appartenente allo Stato, aperto al traffico militare. È attualmente intitolato ad Antonio Papola, in memoria del comandante di aeromobile civile, deceduto il 13 febbraio 1938 per incidente di volo, e del suo stretto legame con la città. È ufficialmente anche denominato "del Casale" in riferimento tanto alla chiesa romanica sita vicinissima alla recinzione dellarea che al quartiere in cui è situato e conosciuto inoltre come "Aeroporto del Salento".

È dotato di due piste, una in direzione NW-SE lunga 3.330 m, laltra in direzione NE-SW lunga 1.950 m. Le loro caratteristiche sono tali da consentire latterraggio anche a grandi aerei da trasporto come lAntonov An-124 Ruslan o il Boeing 747.

Il posizionamento dellaeroporto allinterno dellarea mediterranea, insieme alla sua naturale potenzialità multimodale il porto è a pochi chilometri di distanza, hanno reso la base di importanza strategica, sia per quanto concerne la Difesa nazionale che in unottica NATO. Al riguardo, è da ricordare che fino a pochi anni fa sullaeroporto ha avuto sede il 32º Stormo dellAeronautica Militare e che fino al 2000 era attivo nella zona godendo, in passato, un ruolo strategico per il controllo dellarea dei paesi dellUnione Sovietica con lappoggio della vicina base Nato di San Vito dei Normanni che dista 10 km dalla città un importante centro di Telecomunicazioni dellUSAF, attualmente dismesso.

Per le stesse motivazioni strategiche, negli anni 90 laeroporto è stato scelto come principale base logistica mondiale dalle Nazioni Unite per il supporto alle operazioni di "peacekeeping" e "peace-enforcement" in tutto il globo che fino allora era ospitata presso lAeroporto di Pisa - San Giusto. Operativa a partire dal 1994 come Base logistica delle Nazioni Unite UNLB, a partire dal 2010, è conosciuta, insieme alla Base ONU di supporto di Valencia UNSBV, come Centro servizi globali delle Nazioni Unite UNGSC.

Nel 2000 anche il deposito umanitario delle Nazioni Unite si è trasferito dallaeroporto di Pisa a quello di Brindisi. Da allora è gestito dal World Foood Programme ed è conosciuto come Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite UNHRD. Per conto di organizzazioni governative, altre agenzie ONU e di ONG, dalla base UNHRD di Brindisi partono gli aiuti umanitari verso le aree più remote e disastrate del pianeta.

Laeroporto è stato recentemente rinnovato e ristrutturato. Così sono stati modernizzati i controlli ed il check-in, nonché larea di attesa dei passeggeri e quella dei gate.

                                     

9.5. Infrastrutture e trasporti Mobilità urbana

La Società Trasporti Pubblici di Brindisi, garantisce un servizio di trasporto pubblico urbano e il collegamento del capoluogo con gli altri comuni della provincia.

Inoltre, questa società assicura il servizio di trasporto via mare nelle acque interne del porto di Brindisi.

                                     

10. Amministrazione

Elenco dei sindaci dal 1994:

Consolati

Brindisi è sede dei seguenti consolati:

  • Grecia consolato onorario
  • Danimarca
  • Francia
  • Paesi Bassi

Gemellaggi

Brindisi è gemellata con i seguenti comuni:

  • Corfù.
  • Lushnje;
  • Patrasso;
                                     

11. Sport

La città di Brindisi è stata proclamata Città Europea dello Sport per lanno 2014 dallACES, Associazione delle Capitali Europee dello Sport, in concomitanza con Ascoli Piceno e Latina. Il riconoscimento è stato conferito nel 2012 a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo.

Il Brindisi è la principale squadra di calcio della città. Nel corso della sua storia, ha disputato sei campionati di Serie B. Nella stagione 2019/20 milita nel campionato di Serie D.

Le altre società calcistiche con sede nel comune sono: la Cedas Avio Brindisi, militante in Prima Categoria; per il calcio a 5, il Brindisi Futsal Club calcio a 5 Femminile, fondata nel 2013, e il Futsal Brindisi. La società Gioventù Brindisi Calcio, ha disputato un campionato di Serie C2 ed ha cessato lattività nel 1985.

La principale società di pallacanestro è la New Basket Brindisi, che disputa il campionato di Lega A. Nel comune disputano il loro campionato diverse società minori: lInvicta Brindisi, lEagles BK Brindisi e lAssi Basket Brindisi, tutte militanti in C2. In Promozione militano il Basket Brindisi, lAsteryx Brindisi e altre sette squadre militanti in Prima Divisione. In tutto, quindi, la città di Brindisi può vantare ben dodici società cestistiche maschili.

La squadra di pallacanestro femminile, è la Futura Basket Brindisi che partecipa al campionato di serie A2.

Di Brindisi è la ex campionessa italiana di tennis Flavia Pennetta. La ex-tennista vanta 28 titoli complessivi vinti dal 2000 inizio carriera sportiva professionale al 2015. Flavia è stata la prima italiana ad entrare in Top10 nel singolare, la prima giocatrice italiana tra maschi e femmine ad essere numero 1 al mondo in doppio ed a vincere un torneo del Grande Slam nel doppio stesso. Nel singolare vanta inoltre titoli come Los Angeles, Indian Wells e soprattutto lo US Open torneo del Grande Slam vinto nel 2015 in una storica finale vinta contro laltra pugliese Roberta Vinci. Grazie a questa vittoria ha partecipato al Master di Singapore delle migliori 8 al mondo, battendo anche la futura vincitrice del titolo. Nel singolare ha raggiunto il best ranking a fine 2015 piazzandosi al numero 6 del mondo.

Nel rugby è presente lAppia Rugby che gioca al campo di SantElia e militante in Serie C, mentre in passato hanno rappresentato la città il Nafta Rugby Brindisi e lArtas Rugby.

Nella pallavolo la squadra dellAssi Amatori Volley 2006 che disputa il campionato di Serie B1 Femminile.

Sono presenti anche tre società dilettantistiche di atletica leggera: lAtletica Amatori Brindisi, la Top Running Brindisi e la Folgore Brindisi.

Nel 1971 Brindisi è stata sede di arrivo del prologo del Giro dItalia, una cronometro a squadre di 62 km con partenza da Lecce vinta dalla Salvarani.

Dal 2001 al 2005 ha avuto sede a Bridisi la squadra di football americano dei Dragons Brindisi, trasferita nel 2006 a San Vito dei Normanni e fusa nel 2007 con gli Spiders Salento, avvenimento in seguito al quale la sede è stata spostata a Lecce.

                                     

11.1. Sport Impianti sportivi

  • PalaPentassuglia: palazzetto dello sport
  • Palestra comunale "Galiano"
  • Centro polisportivo "contrada Masseriola": atletica, nuoto, palazzetto dello sport
  • PalaMelfi: palazzetto dello sport
  • Piscina "Marimisti": piscina comunale nel quartiere SantElia.
  • Palazzetto comunale "Giovanni e Carlo Zumbo"ex palazzetto di via castello
  • Campo sportivo "Torretta"
  • Circolo Tennis Brindisi: Campi da tennis
  • Piscina "sottosopra": associazione sportiva dilettantistica quartiere Bozzano
  • Piscina "G.Parodo": piscina della marina militare sede di gare regionali
  • Centro polisportivo di SantElia: campo da rugby, palazzetto dello sport, campo da tennis
  • Stadio Franco Fanuzzi: stadio comunale
  • Pattinodromo comunale di Viale Duca degli Abruzzi