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ⓘ Sanremo è una città italiana di 54 550 abitanti della provincia di Imperia, in Liguria. È il primo comune della provincia per popolazione e il quarto, dopo Geno ..




Sanremo
                                     

ⓘ Sanremo

Sanremo è una città italiana di 54 550 abitanti della provincia di Imperia, in Liguria.

È il primo comune della provincia per popolazione e il quarto, dopo Genova, La Spezia e Savona, della regione. A livello provinciale la sua area urbana conta circa 85 000 abitanti, superando, per popolazione, larea urbana di Imperia 70 000. Dista circa 20 km dal Confine di Stato con la Francia, 24 km dal capoluogo provinciale e 150 km da Genova. La posizione geografica, in una insenatura riparata dalle montagne, è la principale causa del rinomato clima mite della città, che la rende meta di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche curativi.

Posto lungo la Riviera dei Fiori, è una nota località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori celebrata ogni anno con il corso fiorito Sanremo in Fiore, da cui il nome di Città dei Fiori. Inoltre ospita larrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo una delle più importanti classiche del ciclismo, il Festival della canzone italiana, il Premio Tenco, il rally di automobilismo, la tappa italiana dellEuropean Poker Tour, ed è sede del Casinò uno dei tre presenti in Italia.

Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città: i sanremaschi sono coloro che da generazioni sono nati e vissuti a Sanremo; i sanremesi, coloro che risiedono o sono nati in città ma hanno origini forestiere furesti; infine matuziani, usato più raramente, termine che trae origine dallantico sito romano di Villa Matutia che raccoglie nella globalità gli abitanti della città dei fiori.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose, che si originano nel Monte Bignone 1300 m circa e procedono fino al mare: a est, verso il promontorio di Capo Verde sormontato dal Faro di Capo dellArma della Marina, e a ovest fino a Capo Nero.

Loriginario nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio sovrastata dal santuario della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco e San Romolo. A levante, il torrente San Martino e a ponente il torrente Foce danno il nome alle relative zone est e ovest della città.

La prima fascia dellentroterra, a ridosso della città, è ricca di serre e coltivazioni di fiori, stanti a ricordare il ruolo importante della floricoltura nelleconomia cittadina. Alcuni oliveti e resti di fasce coltivazioni a terrazza, oramai quasi completamente abbandonate, costellano le campagne le scoscese colline circostanti.

Le frazioni dellentroterra boschivo distano pochi chilometri dal centro della città, tanto che durante lestate è consuetudine, da parte dei sanremesi, fare le "gite fuori porta" tra i boschi di castagno nella frazione di San Romolo, edificata intorno a un prato che da anni è meta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata vetta del Monte Bignone, da cui è possibile godere della vista da Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.

La fascia boschiva dellentroterra è stata recentemente inserita nellistituendo Parco Naturale di San Romolo-Monte Bignone: unarea di circa 700 ettari, ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente sentieri e mulattiere.

I due promontori a est e a ovest di Sanremo ospitano rispettivamente le frazioni di Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare lultimo tratto in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede della Pinacoteca Rambaldi.

Dal punto di vista amministrativo, la città si estende a est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la più popolosa del comune, che è stata edificata ex novo dopo che il terremoto del 1887 distrusse il centro abitato originario, posto sulle colline retrostanti e oggi noto come Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato fino allinizio degli anni sessanta, quando artisti da tutto il mondo decisero di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura originale.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

La protezione offerta a Sanremo dalla dorsale montuosa che si innalza immediatamente alle sue spalle fa sì che il clima della città sia in assoluto il più mite fra quelli rilevati in Liguria, in Italia settentrionale e nella massima parte di quella centrale condizioni climatologiche simili nella penisola italiana sono riscontrabili solo alle latitudini inferiori a quella della città di Roma.

Nei mesi invernali le temperature medie giornaliere si attestano attorno ai +10/+11 °C, infatti, nonostante una minima assoluta storica di -5.2 °C risalente al 10 febbraio 1986, allindomani della più cospicua nevicata del XX secolo a Sanremo solo eccezionalmente si registrano temperature di 0 °C frequenza media delle gelate attorno a 0.8 giorni/anno e sono complessivamente rare anche le minime notturne inferiori ai +5 °C in gennaio e febbraio i valori minimi medi si attestano attorno ai +7 °C, quelli massimi medi sfiorano i +13 °C; assai rare pure le nevicate; una nevicata ci fu il 28 dicembre 2005 con accumulo di 3-5 cm fino in riva al mare, unaltra l11 febbraio 2010, quando un manto dello spessore di 5 cm imbiancò le vie centrali della città le zone litoranee, mentre lultimo episodio risale alla serata del 28 febbraio 2018, con accumuli esigui di 1-2 cm circa. Un episodio di neve più consistente è datato 9 febbraio 1986, quando sui quartieri costieri caddero circa 18/20 cm di neve.

Le estati sanremesi sono ventilate, moderatamente calde e i mesi di luglio e agosto registrano valori medi giornalieri prossimi ai +24 °C, con minime medie di circa +20 °C e massime attorno ai +28º infatti, nonostante una massima assoluta di +36.6 °C risalente al 4 agosto 1981, valori diurni superiori a +33/+34 °C sono molto rari anche durante le ondate di caldo più intense dalla Tunisia, grazie alle brezze che tendono a mitigare la calura e per effetto dei tassi di umidità relativa media che nellestremo Ponente imperiese sono più contenuti rispetto a quelli del resto della Liguria a Sanremo le giornate afose sono assai meno frequenti che in città come Savona, Genova o La Spezia, che pure hanno regimi termici estivi molto simili. Il record assoluto per il centro della città si è registrato presso lOsservatorio Astronomico e di Fisica Terrestre Europa71 il 5 agosto 2003 ed è pari a +38.4 °C.

In generale le temperature a Sanremo sono un po più alte rispetto ai comuni costieri confinanti anche a causa di un modesto effetto isola di calore.

                                     

2. Origini del nome

Due grafie del toponimo, Sanremo e San Remo, sono state usate in passato; per molto tempo sono convissute pacificamente, pur creando qualche problema, benché lamministrazione tendesse a usare la versione unita. Letimologia ufficiale, di conseguenza, era controversa e a lungo è stata oggetto di disquisizioni che sfociarono in una vera e propria questione, cui si interessarono sia insigni studiosi come Girolamo Rossi, sia cittadini benemeriti come Carlo Alberto. Anticamente, la città era conosciuta come Civitas Matuciana, ma con lavvento del Medioevo, in seguito alla morte di San Romolo, i cittadini vollero onorarlo dedicandogli il nome della città, che così assunse il nome di Civitas Sancti Romuli. Per quanto riguarda la seconda trasformazione, ossia da" San Romolo” a" Sanremo”, furono, allora, elaborate due tesi. La prima afferma che il passaggio da "Romolo" a "Remo" avvenne in seguito alla morte di San Romolo: poiché nel Medioevo le tombe dei santi erano grandemente visitate, il "Sanctum Heremum" in seguito alle modifiche della lingua, col tempo, sarebbe diventato "Santo Eremo" e quindi "San Remo". Questa interpretazione, in passato molto accettata, presenta, tuttavia, una falla, poiché in nessun documento ufficiale si parla di "Santo Eremo", e non spiegherebbe neppure perché alla città sia rimasta la denominazione di "Santo Eremo", mentre alleremo vero e proprio quello di "San Romolo".

La seconda tesi, oggi universalmente accettata, sostiene che la trasformazione del nome da "Romolo" a "Remo" avvenne a causa della fonetica dialettale, ossia per la cadenza tipica del ponente ligure di rendere la "o latina" in "ö". Di conseguenza, la dizione dialettale di "Romolo", ossia "Romu", sarebbe stata pronunciata come "Roemu" e quindi traslata, col tempo, in "Remu", ossia "Remo". Questa tesi è, inoltre, suffragata dai documenti storici: negli archivi, infatti, è possibile trovare documenti, in un lasso di tempo compreso fra il 300 e il 600, in cui i nomi Civitas Sancti Romuli e Civitas Sancti Remuli compaiono in pari frequenza, e anzi in alcuni si trovano entrambi nello stesso atto; per esempio in un rogito del 1359 compare Civitas Sancti Romuli e poco dopo laggettivo Remoretus, mentre in un atto della Repubblica di Genova del 1681 possiamo trovare sia Civitas Sancti Romuli sia Magnifica Comunità di San Remo. La questione delletimologia si incentrò anche sulla corretta grafia, e forse è più su questo punto che si scatenò una vera e propria battaglia, soprattutto dallepoca fascista. Lesempio migliore sullincertezza che vi era al tempo è dato dalla "Storia della Città di Sanremo" di Girolamo Rossi: egli, infatti, in copertina scrive "Sanremo", ma allinterno del testo compare la versione staccata con maggiore frequenza. In passato, come già detto, le due versioni convivevano abbastanza pacificamente, ma dalla fine degli anni venti, tuttavia, lIstat si prodigò affinché il nome venisse scritto nella forma staccata "San Remo", per uniformare il nome della città a quello delle altre località il cui nome è riferito a un santo, e anche perché in molte cartine del passato compariva la forma staccata.

Consultando i documenti dellArchivio comunale si può notare come in data 2 settembre 1937 il podestà di allora, Giovanni Guidi, veniva informato che lIstituto Centrale di Statistica aveva elencato il Comune col nome staccato San Remo, in accordo con il Regio Decreto 19 febbraio 1928 n. 453, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20 marzo 1928, in cui era stato disposto laggregazione del Comune di Bussana a quello di San Remo ma in difformità con quanto sino a quel momento effettuato da parte dellAmministrazione Comunale. Lo stesso Istat, inoltre, interveniva direttamente l8 febbraio 1938 per richiamare il Comune allosservanza della disposizione. Tuttavia, allinvito ad adeguarsi del prefetto, il podestà rispondeva: "Insistiamo perché venga modificato il nome in Sanremo". L8 agosto 1940 il presidente dellIstituto centrale di Statistica richiamava nuovamente il Comune scrivendo: ". codesto comune dovrà modificare secondo il nome seguito da questo Istituto lintestazione della carta ufficiale nonché i timbri in uso presso gli uffici comunali", e chiedeva venisse fornita per iscritto l’ "assicurazione di adempimento". Il 30 agosto 1940 il podestà emanava, pertanto, la seguente ordinanza prot. n. 15411: "Vi prego di disporre perché dora in poi negli stampati il nome del Comune venga scritto San Remo anziché Sanremo ".

Il secondo conflitto mondiale bloccò la questione, e il nome della città continuò a essere usato unito, ma nellimmediato dopoguerra si riaccese; di conseguenza il sindaco, con ordine di servizio datato 24 marzo 1954, prot. n. 89/6, trasmetteva a tutti gli uffici la seguente lettera: "Si porta a conoscenza delle SS.LL. che lesatta grafia del nome della nostra città è la seguente: San Remo. Tanto si comunica per opportuna conoscenza e norma con preghiera di volerne rendere edotto il personale dipendente, affinché tanto negli stampati che sulle comunicazioni venga adoperata la esatta onomastica". Questordine di servizio non è mai stato applicato dagli organi comunali: nonostante, infatti, tale "decisione" ufficiale del Comune, il nome di San Remo ha continuato a essere rifiutato a livello locale, dovera utilizzata principalmente laltra versione, come, ad esempio, nelle indicazioni stradali, ferroviarie, turistiche, e praticamente ovunque nella documentazione del Comune, della Provincia e spesso della regione; anche le cartoline per le consultazioni elettorali hanno sempre riportato il nome Sanremo. Nella documentazione prodotta a livello centrale, proveniente dalla Gazzetta Ufficiale, dallAnagrafe tributaria e dai documenti dellIstituto di Statistica, tuttavia, ha continuato a essere mantenuta la forma San Remo. Grazie alla disputa, però, si giunse a dimostrare come sia più corretta la versione attaccata.

Un primo motivo è che nella cristianità non esiste un santo di nome Remo cui eventualmente riferirsi.

Il secondo è che contrariamente agli altri dialetti gallo-italici, il sanremasco conserva le atone finali, salvo dopo la "r" e la "n": "ö" e "ü" si fondono in "ü", mentre nella lingua italiana in "ö"; per chiarire con un esempio: uomo latino homo diventa omu, mentre orto latino hortus diventa ortu ; a questo, inoltre, si aggiunge la spiccata tendenza a ridurre in dittongo due o più vocali che vengano a trovarsi vicine per la caduta delle consonanti ad esempio laurà e lavurà che vogliono entrambi significare lavorare. Ecco, quindi, che "Roemu", "Romolo", sarebbe diventato "Remu" a causa del dialetto, e quindi, trascritto male, divenne "Remu", ossia "Remo". Solo in seguito allapprovazione dello Statuto, seguito a varie Deliberazioni Consiliari tenutesi tra il 1991 e il 2002, si sancì definitivamente che la denominazione ufficiale della Città fosse nella forma monoverbo Sanremo.



                                     

3. Storia

Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dallepoca romana che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo. Viene quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta, proseguimento della via consolare Aurelia e intitolata probabilmente a Caio Matutio, che intorno all oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dellattuale Casinò, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe labitato detto Villa Matutia. Unaltra interpretazione fa riferimento alla divinità romana Mater Matuta, dea dellAurora, mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.

Quale che ne sia lorigine, tuttavia è certo che, dopo la conversione della popolazione al Cristianesimo da parte del beato Ormisda, del diacono Siro poi Vescovo di Genova e del Vescovo San Romolo poi eremita, nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti.

Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nellattuale zona di San Siro e della Pigna così detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita per motivi difensivi, circondato da mura e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in cui alcune famiglie chiedono al vescovo Teodolfo un appezzamento di terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo che "ormai considerato santo e venerato dalla popolazione che nella sua tomba prega ed invoca la protezione divina contro i nemici, che continuavano a saccheggiare e ad uccidere".

La città appartenne prima alla diocesi di Albenga, quindi ai conti di Ventimiglia, e infine passò sotto il controllo dei vescovi di Genova. Nel 1170 la città prese parte a una battaglia marittima, accanto alla Repubblica di Genova, contro la Repubblica di Pisa, con una galea costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti lattuale frazione di San Romolo.

Nel 1297 Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di Oberto Doria e Giorgio De Mari, che modificarono lamministrazione cittadina e lo statuto comunale; nel 1361 passò sotto la Repubblica di Genova, fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova, ma con proprio statuto.

La città, a partire dal Medioevo, fece della navigazione marittima un suo punto dorgoglio. In particolare, visto che il clima era particolarmente mite, ed era fiorente la coltivazione degli agrumi, veniva effettuato il commercio di tali frutti quasi esclusivamente via mare, poiché le strade erano allepoca alquanto disastrate e pericolose. A conferma dellabilità marinara, un vecchio detto provenzale diceva che Li gens de San Remu navigou san remu la gente di Sanremo naviga senza usare i remi, in quanto esperta nelluso delle vele. Gli annali di Sanremo riportano infatti, a partire dal 1435, un costante ampliamento e ammodernamento del porto, di cui allepoca si diceva "non vi è spiaggia in tutto il dominio della Serenissima più numerosa di barche. come di gente marinara".

Il XVI secolo è per Sanremo, e tutta la Riviera e la Costa Azzurra, il periodo delle incursioni saracene tra cui quelle del corsaro barbaresco Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città e depredò la chiesa di San Siro, che avrebbero afflitto la zona per più di cento anni. In quel periodo, inoltre, la lotta tra Francia e Spagna, ossia tra Francesco I e Carlo V, portò la Francia ad allearsi con i Turchi, e la cosa sfociò in ulteriori sconquassi e va ricordato che nel 1538 Sanremo ospitò il Papa Paolo III che si recava in Francia per tentare di mediare.

La battaglia della Parà è uno dei momenti gloriosi della storia cittadina nella lotta ai barbareschi. Le date in merito sono discordanti, cosa dovuta anche alla poca disponibilità di documenti; tuttavia le ricerche di Giuseppe Ferrari hanno consentito di fare chiarezza. Nel 1543, con la ripresa delle ostilità tra Francia e Spagna, Nizza si apprestava a venire assediata dalla flotta turca. In quel periodo era podestà di Sanremo il genovese Luca Spinola, futuro doge, che decise di inviare degli osservatori per controllare i movimenti della flotta nemica, la quale il 5 agosto, lasciata la base e unitasi a quella francese ancorata a Marsiglia, aveva raggiunto Nizza. Il 6 agosto fallivano le speranze di un accordo diplomatico, poiché i nizzardi si rifiutarono di arrendersi ai Turchi.

In attesa di sferrare lattacco, nella notte, un gruppo di circa 13 galeoni di appoggio alla flotta del sultano Solimano II, al comando del corsaro Barbarossa probabilmente di origine algerina non rinunciarono alla loro indole piratesca e mossero alla volta di Sanremo, sperando di cogliere, allalba, gli abitanti ancora nel sonno. La città, però, si era preparata e poteva contare su un pari numero di uomini validi e armati. I saraceni cercarono prima di saccheggiare la città, ma dopo uno scontro molto duro non vi riuscirono e finsero di abbandonarla. Sbarcarono, tuttavia, nei pressi dellallora borgo di San Martino, ma nonostante lespediente, trovarono gli abitanti ad aspettarli, al comando del podestà Spinola. La battaglia, allora, si spostò nei pressi di un colle ai piedi del quale, molto più avanti, sarebbe sorta Verezzo. La lotta fu molto aspra, con grandi perdite da entrambe le parti, ma dopo ore di combattimenti gli invasori furono rigettati indietro e costretti a imbarcarsi in tutta fretta sulle loro navi.

A ricordo dellavvenimento glorioso, il colle venne ribattezzato Parà, ossia parata, poiché era stata parata la mossa audace del corsaro. Ancora oggi, nella campagna di Verezzo, una croce segna il punto in cui si svolse la vittoriosa battaglia contro i pirati barbareschi. NellArchivio di stato di Genova, inoltre, è ancora presente la lettera con cui Luca Spinola informa il governo della Superba dellaccaduto.

Per quasi due secoli rimase sotto il protettorato genovese. Nel 1748, con la fine della Guerra di Successione austriaca durante la quale Genova si era alleata con i francesi e gli spagnoli, causando il bombardamento inglese di Sanremo nel 1745 la presenza asburgica in Italia si era alquanto assottigliata. I rapporti tra lAustria e la Repubblica genovese non erano mai stati buoni, e la Superba pensò di sfruttare la situazione a suo vantaggio, assicurandosi definitivamente il dominio su Sanremo, che, sebbene godesse dello statuto di comune convenzionato, rappresentava tuttavia una spina nel fianco per la Repubblica, sia per la concorrenza dei traffici portuali, sia per le continue rivolte. Sanremo, infatti, si considerava sabauda.

Il pretesto per attuare il progetto fu linvio, lanno successivo, del nuovo commissario, Gio Batta Raggio, incaricato di distaccare Coldirodi da Sanremo, nellottica di una più equa ripartizione delle spese della guerra appena conclusa. In realtà, Genova voleva rafforzare la sua presenza nel ponente, preoccupata da diverse infiltrazioni sabaude, come Finale e Seborga. Va aggiunto, inoltre, che tra Sanremo e Coldirodi vi erano sempre state incomprensioni e angherie reciproche.

Nel 1752, i collantini presentarono una formale richiesta di distacco da Sanremo, giustificandola con gli eccessivi soprusi subiti nel passato, tra cui lobbligo di pagare gabelle senza benefici e il non aver mai ottenuto una rappresentanza nel parlamento locale. Il 1º febbraio 1753, così, Genova stabilì che da quel momento Coldirodi, al tempo La Colla, doveva ritenersi separata dalla Magnifica Comunità di Sanremo, e contemporaneamente inviava il colonnello cartografo Matteo Vinzoni per tracciare i nuovi confini tra i due comuni. Egli, il 6 giugno, chiese la collaborazione di due deputati per stabilire i nuovi termini, ma il Consiglio rispose che la scelta andava fatta dallintero Parlamento, ma mentre era in corso la seduta convocata dal commissario, un gruppo di cittadini invase la sala chiedendo che fosse convocato il Parlamento. Seguirono momenti concitati, e lintervento di un gran numero di soldati e un colpo di archibugio sparato dal palazzo del commissario costituirono il segnale della rivolta. La folla disarmò i soldati e imprigionò il commissario Doria, assieme alla sua famiglia, e Vinzoni.

Poco dopo venne fatto suonare solennemente il campanone di San Siro per chiamare a raccolta la popolazione, che si radunava gridando gioiosamente "Viva San Romolo" e "Viva Savoia" e veniva convocato il Parlamento, che il giorno successivo decideva di presentare una solenne petizione di annessione al Regno di Sardegna direttamente al re Carlo Emanuele III, e, al contempo, intimò a Vinzoni di rinunciare al proprio incarico, pena la morte. La città, inoltre, cominciò a prepararsi allinevitabile scontro, per cui si apprestarono armi e difese, e si nominò in magistrato di guerra. La cosa, tuttavia, non prese il verso giusto e sin dallinizio non diede i risultati sperati: la delegazione sanremese non venne neppure ricevuta dal re di Sardegna e inoltre i comuni di Ventimiglia, Bordighera, Taggia, Porto Maurizio e Ceriana si dissociarono subito dalla sollevazione. Genova, intanto, aveva cominciato ad arrestare tutti i cittadini sanremesi presenti nei vari comuni della repubblica, e bloccato tutte le navi nei porti convenzionati. La mattina del 13 giugno giunsero, con tre galee e varie navi minori, ben 1027 soldati al comando del generale Agostino Pinelli, che chiese la liberazione del commissario e del cartografo. Ottenuto un secco rifiuto, diede ordine di sparare sulla città. Il bombardamento proseguì per tutta la giornata, compresa la notte, e parte del giorno successivo, in cui cominciò anche lo sbarco delle truppe, in diverse zone, tra Capo Nero, la Pietra Lunga e la Foce. Lo scontro si spostò verso la città vecchia, dove i sanremesi, dalla Porta dei Cappuccini, risposero ai bombardamenti cannoneggiando a loro volta e uccidendo 2 soldati e ferendone altri 14.

In seguito, i matuziani preferirono ritirarsi nella città vecchia, per meglio concentrare le forze, lasciando così le posizioni meno importanti in mano ai genovesi. Nel frattempo, i fucilieri della repubblica erano riusciti a occupare il convento dei nicoliti ossia lattuale cottolengo e pertanto avevano conquistato la parte alta della città senza praticamente sparare un colpo. A questo punto, il generale Pinelli, visto che la situazione gli era ormai diventata favorevole, decise, molto astutamente, di proporre un accordo alla cittadinanza, avvalendosi dellaiuto dei padri Balbi e Curlo: se i rivoltosi si fossero arresi e avessero liberato i prigionieri, sarebbero stati graziati dalla repubblica e lui stesso si sarebbe adoperato per mitigare il castigo; in caso contrario, invece, le ostilità sarebbero continuate "fino allultimo sterminio". I sanremesi, ormai stanchi e disorganizzati, decisero di accettare in maniera troppo affrettata, e così Pinelli poté entrare in città senza alcuna difficoltà. Dopo due giorni di relativa tranquillità, nella notte, il generale Pinelli cominciò a non rispettare i patti, facendo arrestare molte persone coinvolte nella sollevazione. Gli imprigionati furono talmente tanti che fu necessario incarcerarne molti nel palazzo Borea, divenuto, nel frattempo, quartier generale dei genovesi.

Il 16 giugno fu convocato il Consiglio e Pinelli ordinò che in due ore fosse pagata la somma altissima di 80000 lire come risarcimento dei danni. Siccome la popolazione non riuscì a racimolarla in tempo, il generale prese in ostaggio i consiglieri e dilazionò il pagamento in due giorni, ma, come ebbe la somma, ordinò che gli fossero consegnate altre 100000 lire nei successivi otto giorni. I sanremesi, terrorizzati, non riuscirono comunque a riunire lintero ammontare, per cui una parte fu pagata sotto forma di barili dolio, che, prontamente, furono spediti a Genova. Pinelli, poi, continuò la sua opera da tiranno. Abolì gli Statuti e tutti i privilegi che, nel tempo, erano stati accordati alla città, ordinò il saccheggio delle frazioni di Verezzo e Poggio, decise di calare a terra il campanone di San Siro, che aveva dato lavvio alla rivolta, inviandolo a Genova assieme agli archivi della città, e, in aggiunta, fece mozzare la torre campanaria, stabilendo che, allinterno della chiesa, al posto della cattedra vescovile fosse sistemata quella del rappresentante della Repubblica. Fu una vera e propria ondata di terrore, che non risparmiò da razzie neppure le chiese della città, che vennero spogliate di qualsiasi oggetto di valore. Le persone arrestate, inoltre, furono rapidamente processate: quattro di essi furono impiccate e condannate allesposizione post mortem della testa, qualcuno venne esiliato, e altri condannati a 10 anni di reclusione, oppure a pubbliche pene corporali. Di conseguenza, i cittadini che potevano fuggirono in città vicine, come Pigna, Apricale e Seborga, che erano parte del Regno di Sardegna.

La notizia di quanto stava avvenendo, per fortuna, si sparse rapidamente in tutta Europa, e si mosse in difesa di Sanremo addirittura lImpero Asburgico. Poco dopo, allora, il 4 settembre, Genova emetteva un indulto generale, dal quale, tuttavia, rimanevano esclusi i 14 principali artefici della rivolta. Di essi, qualcuno morì in carcere, mentre altri restarono condannati allesilio a vita; furono duemila gli esuli, tra i condannati e quelli spinti dalla paura. Gli atti di Pinelli furono però denunciati al Senato genovese, che aprì uninchiesta. Saltarono, così, alla luce tutte le nefandezze da lui compiute, e di conseguenza, il 12 ottobre, dopo essersi scusato e giustificato, fu costretto al congedo.

Lo sostituì Francesco Maria Sauli, ma la situazione non migliorò, poiché la delegazione sanremese a Vienna si adoperò per ottenere la protezione imperiale e lannessione al Regno di Sardegna. La notizia giunse al commissario genovese, che ordinò una nuova ondata di arresti e violenze, causando nuove fughe dei cittadini impauriti. Alla fine di novembre, la città era ormai popolata solo da donne, vecchi, e bambini. Genova, così, decise di emettere un nuovo indulto il 4 marzo 1754, ma nonostante tutto gli esuli non tornavano. La situazione, inoltre, si arenò, poiché Vienna prese posizioni formali contro Genova; ma la Repubblica continuava nella sua opera, parendo quasi impossibile un intervento armato imperiale. Sauli, così, pubblicò il nuovo regolamento economico della città, in cui, ovviamente, le tasse erano aumentate al fine di tenere oppressa la popolazione. Lultimo atto del commissario fu lapprovazione del progetto di costruzione del forte Santa Tecla che assunse nel tempo varie destinazioni, e fu carcere fino al 1997, in modo che si potesse "tenere a dovere" i sanremesi. La posa della prima pietra avvenne il 6 luglio 1755 e in un anno si conclusero i lavori. Vinzoni, poi, fu incaricato di terminare lopera di separazione della Colla e il catasto venne aggiornato.

Contemporaneamente, la delegazione sanremese a Vienna proseguiva la sua opera, e Maria Teresa si pose come intermediaria con Genova. La Repubblica, così, concesse il perdono agli esuli, restituì molti beni confiscati, scontò dalle tasse annue trentamila lire e restituì una campana ma quella originaria di San Siro è ancora nella cattedrale di San Lorenzo a Genova. La città, però, rimase abbandonata a se stessa, e lunica cosa positiva fu la ricostruzione del porto, abbandonato dai tempi di Pinelli, i cui lavori terminarono nel 1786. La dominazione genovese sarebbe cessata solo nel 1815, quando, con la Restaurazione, tutta la Liguria venne annessa al tanto sospirato Regno di Sardegna.

Le truppe napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che divenne capoluogo del Dipartimento delle Palme, poi "Giurisdizione" con lo stesso nome dal 1798 con capoluogo Sanremo. Nel 1805, con lannessione della Liguria alla Francia, con il territorio della Giurisdizione delle Palme ed il vicino Monegasco fu formato larrondissement di Sanremo, appartenente al Dipartimento delle Alpi Marittime. Dopo la restaurazione dei Savoia 1814 venne annessa al Regno di Sardegna. La decadenza cittadina aveva portato scarse condizioni igieniche, che culminarono in una grave epidemia di colera nel 1837: è di questo periodo la costruzione di un nuovo cimitero suburbano e lallestimento di un lavatoio pubblico.

                                     

3.1. Storia Regno dItalia

Da quegli anni la città incominciò a crescere dal punto di vista turistico: nel 1864 la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per "svernare", aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà russa, attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche lImperatrice Elisabetta di Baviera Sissi, Imperatrice dAustria tra i suoi numerosi e lunghi viaggi per lEuropa 1870-1890 si recò diverse volte a Sanremo.

In quel periodo vennero edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile liberty, per laristocrazia europea che divenne semi-stanziale nella cittadina. Sempre a fine 800 la cittadina vide il passaggio dallagricoltura basata sugli agrumeti, molto fiorente, alla floricoltura.

Allinizio del 900 cominciarono a sorgere le strutture di intrattenimento più qualificate per lesigente élite della Belle époque: il Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte Bignone, allepoca la più lunga del mondo, lippodromo, lo stadio, eccetera.

Al termine della prima guerra mondiale Sanremo venne scelta per la Conferenza Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa, tra gli Alleati, la redistribuzione delle terre dellex Impero Ottomano, tra cui la Palestina assegnata alla Gran Bretagna, la Siria, Cilicia e Libano alla Francia.

Intorno agli anni trenta si ebbe la massima espansione turistica della cittadina: la città continuò a incrementare le proprie strutture ricettive da un lato, e leconomia basata sulla floricoltura dallaltro. Con lapprossimarsi della Seconda guerra mondiale ebbe inizio un lento declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la città vide lincremento del nuovo turismo di massa; conseguentemente, vennero spostati i periodi di soggiorno dallinverno allestate. Questa enorme crescita economica, le grandi opportunità di lavoro nella floricoltura, attirarono soprattutto dallAbruzzo tantissimi lavoratori, che di fatto contribuirono in maniera notevole ad accrescere la città.

Con listituzione, inoltre, del Festival, Sanremo acquistò ancora di più un ruolo nellimmaginario collettivo di cittadina frequentata da personaggi famosi, e come tale vide il turismo incrementare in modo notevole. Pertanto le attività ludiche e ricreative per il nuovo tipo di esigenze crebbero di pari passo con la speculazione edilizia degli anni sessanta e settanta, che apportò una trasformazione tuttaltro che positiva in molte parti della città: la cementificazione selvaggia impedì di fatto uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel frattempo sempre più popoloso e caotico. Un affresco di questa crescita spasmodica dellattività turistica e dellespansione urbanistica incontrollata che caratterizzarono la città dalla metà degli anni cinquanta è tracciato con occhio critico dallo scrittore sanremese Italo Calvino nel suo breve romanzo La speculazione edilizia.

La nascita del nuovo porto turistico, Portosole, alla fine degli anni settanta, consolidò il turismo come fulcro delleconomia cittadina. Da allora prese inizio, complice una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione delle aree meno curate della città, e un nuovo piano regolatore pose un freno alla cementificazione selvaggia.

Attualmente la città sta attraversando un periodo di riqualificazione generalizzata, nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare una lenta decrescita del turismo cominciata alla metà degli anni novanta e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico, paesaggistico.

                                     

3.2. Storia Simboli

Lo stemma ufficiale è stato approvato con reale decreto del re Vittorio Emanuele III di Savoia il 17 dicembre del 1928; il gonfalone è stato invece concesso il 25 ottobre del 1928.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Santuario della Madonna della Costa, chiamato dai cittadini e meglio noto ai turisti come Madonna della Costa, è da sempre un punto di riferimento per naviganti in quanto è stata edificata in cima alla collina della Pigna, sede del nucleo primitivo della città. La chiesa venne edificata nel 1361 per festeggiare la liberazione di Sanremo dallegemonia dei genovesi, i Doria. Attualmente la chiesa ha architettura seicentesca, e conserva, tra numerose decorazioni barocche e affreschi sei-settecenteschi, quattro statue lignee settecentesche e una Madonna con Bambino del Trecento: ed è proprio questa la Madonna della Costa da cui la chiesa prende il nome.
  • Insigne Basilica Collegiata Concattedrale di San Siro costruita nel XII secolo, sui resti di una chiesa paleocristiana, probabilmente dai Maestri Comacini. Attualmente di architettura romanico-gotica, a tre navate, fu rimaneggiata e ampliata nel XVII secolo, quando anche il campanile, con 12 campane, venne ricostruito in seguito a un bombardamento navale inglese.
  • Chiesa di Cristo Salvatore, costruita alla fine dellOttocento dalla nobiltà russa su progetto dellarchitetto Aleksej Scusev e poi ripreso da Pietro Agosti. Ledificio è tuttoggi in uso ed è uno dei simboli della città. Si trova a pochi metri dal Casinò, verso occidente.
  • Eremo di San Michele è un antico luogo di culto situato a metà strada lungo la via che dal Golf porta alla frazione di San Romolo. Partendo dai resti di un antico cenobio medievale, è stato ristrutturato da Michele Toffetti nella seconda metà del XIX secolo, ne divenne la sua ultima residenza durante lesilio-eremitaggio che fu costretto a condurre in seguito ai moti rivoluzionari indipendentisti. Lesterno oggi è visitabile, mentre linterno è aperto poche volte lanno, in occasione di ricorrenze religiose o matrimoni.


                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

  • Palazzo Borea dOlmo - Costruito in momenti diversi, a partire da unabitazione del tardo Medioevo, il palazzo, nella centralissima via Matteotti a pochi metri dal teatro Ariston, ha assunto lattuale aspetto tra i secoli XVII e XVIII, e rappresenta uno dei più importanti edifici barocchi della Liguria occidentale. Il portale cinquecentesco è sormontato da una statua della Madonna del Montorsoli, un allievo di Michelangelo, nonché da affreschi seicenteschi di Giovanni Battista Merano. Sede del Museo Civico cittadino al secondo piano nobile, è tuttora interamente in mano a privati ed è la residenza di un ramo della famiglia Borea dOlmo.
  • Palazzo Bellevue - Costruito tra il 1893 e il 1894 su progetto di Pietro Agosti, la sua destinazione fu per quasi 70 anni quella di albergo di lusso per una selezionata clientela: al suo interno infatti erano presenti ampi locali di rappresentanza, suites signorili, ampie camere, un rinomato ristorante, e spazi dedicati alla servitù dei signori che si recavano in visita alla città, per lo più finanzieri e nobili europei. Allepoca celava una seconda struttura a carattere terapico curativo, una kurhaus una sorta di spa ante litteram, poi in seguito divenuta Hotel Excelsior. La facciata presenta ricchi motivi decorativi di vario genere, di sapore vagamente orientale. Dal 1963, quando il complesso alberghiero venne acquistato dal Comune, è sede municipale.
  • Villa Nobel - Nel 1870 il farmacista rivolese Pietro Vaccheri fece edificare sulle coste di levante della città unelegante palazzina che "per la sveltezza e leleganza delle sue forme piace ai più scrupolosi nel voler adempiute le regole dellarte". In stile moresco, questa fu lultima residenza di Alfred Nobel, che acquistò nel 1892, ristrutturò su progetto di Pio Soli sopraelevandola di un piano, rinominò "Villa Mio Nido" e dove vi si trasferì principalmente per motivi di salute. Dal 1969 appartiene alla comunità, ed è da allora sede di incontri, eventi o manifestazioni culturali. Dal 2002 la villa, completamente restaurata nelle sue forme originali, è aperta al pubblico e visitabile, e ospita un museo sulle scoperte le invenzioni dellOttocento, inoltre i giardini della villa sono gestiti dalla scuola media superiore I. P.A.A, Istituto Professionale per lAgricoltura e lAmbiente di Sanremo.
  • Villa Ormond - Nota principalmente per il suo ampio parco, ricco di piante esotiche, la villa apparteneva a una famiglia svizzera, come racconta il poeta Pastonchi: "Linvisibile madame Ormond si era comprata la solitaria casa Rambaldi, un rettangolo bianco dentro un grande uliveto: laveva demolita per rifarla completamente, con portici e logge spiantandovi gli ulivi per sistemarci un giardino allinglese". Michel Louis Ormond 1828-1901 acquistò nel 1875 la vecchia villa Rambaldi per volere della moglie francese Marie Marguerite Renet 1847–1925, e quando il terremoto del 1887 lesionò seriamente la struttura originaria, affidò allarchitetto svizzero Emile Réverdin la ricostruzione completata nel 1889. Nel 1928, dopo la morte di Marie Marguerite, la villa venne acquistata in solido con il parco dal comune di Sanremo, che ne ha fatto, negli anni, sede di cerimonie di premiazione e di manifestazioni varie: dal 1936 al 1977 vi si sono tenute mostre floreali a carattere internazionale. Attualmente ospita in unala lIstituto internazionale di diritto umanitario. Il parco è stato diviso dalla via Aurelia in due parti: a nord si trova la villa, il "Giardino dinverno", e un settore in stile giapponese, che ricorda il gemellaggio tra Sanremo e la città di Atami; nel lato sud, oltre alla fontana con putti in pietra disegnata da Pietro Agosti, sono presenti le statue erette in memoria di due tra i molti ospiti illustri di Sanremo, il "poeta, historiador, politico, orador" messicano Ignacio Manuel Altamirano che morì a Sanremo nel 1893 e Nicola I sovrano del Montenegro. Villa Ormond è oggi sede dellIstituto internazionale di diritto umanitario.
  • Villa King - Nel quartiere di San Martino vicino a Villa Nobel questa palazzina in stile liberty, costruita da Pietro Agosti nel 1909 e in origine chiamata Villa Spinola, venne donata dal barone tedesco Thiem alla figlia in occasione del suo matrimonio con il conte Spinola di Genova. Adibita ad albergo fin dagli anni trenta, è stata recentemente parzialmente distrutta da un incendio, è attualmente in fase di ristrutturazione. Il cancello di ingresso alla proprietà è interamente in ferro battuto, assemblato con borchie ribattute una a una. Il cancello venne realizzato da un fabbro ferraio locale, "Baccicin" Giordano, la cui famiglia, da metà Ottocento fino agli anni cinquanta realizzò, nella sua bottega di via Canessa, lavori in ferro battuto per grandi ville e giardini della Riviera e della Costa Azzurra.
  • Castello Devachan - Costruzione di fine Ottocento, in stile liberty, posto tra le colline a ridosso del corso degli Inglesi, su progetto di Pietro Agosti del 1905, completato nel 1909. A pianta centrale, preceduto da un ampio ingresso circolare, è interamente in pietra bugnata con minime rivisitazioni di neogotico. La cava di Capo Nero fornì il materiale da costruzione. Venne acquistato dal nobile inglese John Horace Savile quinto conte di Mexbourough, e inizialmente chiamato villa Sylvia Mexborough in onore della seconda moglie, Sylvia Cecilia Maria de Ser-Antoni vedova Clerk, di origini lucchesi, sposata nel 1906. A causa della carriera militare, il conte aveva trascorso molti anni in Oriente, tanto da abbracciare, a inizio novecento, la religione buddista. Pertanto alla morte della moglie, nel 1915, il settantaduenne conte sposò in terze nozze la giovane vedova Anne Ritche, nel gennaio del 1916, e decise di rinominare il castello in Devachan. Questo termine proviene dal tibetano bde-wa-ca, e indica in teosofia lo stato di coscienza in cui si trova lego dopo la morte del corpo prima di reincarnarsi, in una condizione di illusoria beatitudine. A soli sei mesi dal terzo matrimonio, nel giugno del 1916, il conte rese nuovamente vedova la moglie. Quando alcuni anni dopo il comandante Edoardo Marcegaglia divenne proprietario del castello, lo concesse al governo italiano per farne la sede, tra il 19 aprile e il 24 aprile 1920, della Conferenza di Sanremo nota anche come Conferenza degli stretti, dove vennero risolte le questioni di assegnamento territoriale tra gli alleati riguardanti lex Impero ottomano, al termine della grande guerra. In tale occasione, nonostante le speranze italiane, non venne deliberato niente riguardo a Fiume, da dove un contrariatissimo Gabriele DAnnunzio inviò ai partecipanti alla conferenza la famosa missiva Ai biscazzieri di Sanremo, definendo tra laltro il castello una grossa villa di pessimo gusto. Nonostante tale giudizio, negli anni seguenti DAnnunzio acquistò, a unasta giudiziaria, parte degli originali arredi in stile Luigi XVI presenti nel castello. Negli anni seguenti il castello passò di mano varie volte: prima venne venduta a Roberto Cibrario, quindi divenne del colonnello Spencer Stenfield, che sposò una cantante lirica russa e divenne punto di riferimento per la comunità ortodossa locale. Intorno agli anni trenta un inglese, Archdale, commissionò una campagna fotografica delledificio. Nel corso della seconda guerra mondiale il castello divenne sede del comando delle SS di stanza a Sanremo. Attualmente la villa è un residence per vacanze.
                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

  • Nel quartiere di San Martino trova sede la caserma dellex 157º Reggimento fanteria "Leoni di Liguria", ora adibita a riposo militare.
  • Torre dellArma - datata 1563, è un edificio difensivo sito nello storico territorio del borgo di Taggia.
  • Torre della Ciapela - La torre della Ciapela è un antico baluardo difensivo situato ai confini del centro storico di Sanremo. Venne eretto dai genovesi intorno al 1550 a scopi difensivi e di contrasto verso le incursioni saracene. Per ottenere ledificazione di tale struttura la popolazione locale dovette giurare fedeltà alla Repubblica di Genova.
  • Forte di Santa Tecla - costruita nel 1576 su ordine della Repubblica di Genova, ha pianta triangolare e disponeva di 16 pezzi di artiglieria. Dal 1864 al 1997 venne utilizzato come carcere giudiziario, per poi essere abbandonato. Dopo un lungo periodo di incuria, gli interni sono stati restaurati, e ad oggi è utilizzabile come sala polivalente
  • Agli estremi della città zona "tre ponti" a levante e zona "capo nero" a ponente sono presenti due bunker risalenti alla Seconda guerra mondiale. Lungo la costa sono anche riconoscibili tratti di muro anti-sbarco e postazioni di mitragliatrici contraeree.
                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

  • Villa romana di Bussana, in località Bussana
  • Villa Matutia, detta anche la Villa Romana della Foce. La prima campagna di scavi cominciò nel 1925 su iniziativa dellispettore di zona Pietro Barocelli, in unarea nella quale si progettava lampliamento del cimitero comunale. Pochi anni prima lingegner Pietro Agosti aveva già ipotizzato larea di sviluppo dei ruderi che in alcuni casi affioravano dal terreno. Larea era talmente estesa che anche sotto il livello del mare si intuivano resti di muratura romana. Già nel febbraio 1926 larea venne vincolata, ma non si riuscì a coinvolgere lamministrazione comunale nellacquisizione delle aree per poter proseguire gli scavi. Solo nel 1936 larcheologo Nino Lamboglia riuscì a ottenere dal Comune di Sanremo i fondi necessari per poter proseguire i lavori portando alla luce nuovi ambienti nella zona a sud, presumibilmente pertinenti di un piccolo bagno privato. Lamboglia identificò larea come "una modesta villa rustica". Solo nel 1960, in seguito allesproprio dellarea che conservava i ruderi meglio conservati e allabbattimento di una casupola settecentesca, fu possibile proseguire le campagne di scavo. Ancora una volta gli scavi furono effettuati da Lamboglia e portarono a datare larea al II secolo d.C. La villa è costituita da vari ambienti anche se nella maggior parte dei casi restano solo le fondamenta e nulla riguardo alla pavimentazione. Linsieme dei vani più importanti costituivano le terme, mentre le altre sale costituivano ambienti di servizio, forse depositi e sicuramente una latrina.


                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Via Matteotti

Via Giacomo Matteotti, comunemente detta "la vasca", è larteria principale di Sanremo.

Tracciata a metà Ottocento come Strada Nuova, venne poi dedicata al re Vittorio Emanuele II e per un breve periodo dal 1943 al 1945 a Ettore Muti, il segretario del Partito Nazionale Fascista, ucciso a Fregene nel 1943. Infine, nel dopoguerra, fu intitolata a Giacomo Matteotti, il deputato del Partito Socialista Unitario ucciso a Roma nel 1924 dai fascisti.

Era soprannominata via Vittorio dai sanremaschi e, tuttoggi, non è difficile incontrare alcuni anziani che la chiamano ancora così.

Via Matteotti è la concentrazione di ogni aspetto commerciale della città, con negozi e ristoranti. Numerosi sono anche i bar le caffetterie con gelati di produzione artigianale.

Questa lunga via pedonalizzata accoglie due cinema, tra cui il famoso Teatro Ariston dove si svolgono ogni anno il Festival della canzone italiana e il Premio Tenco, lo storico Palazzo Borea dOlmo, dove è ospitato il museo civico locale, e in via Carli, una delle sue piccole traverse, la Biblioteca Corradi di Sanremo, ritrovo di studenti e intellettuali. Inoltre si trova in Via Matteotti anche il Casinò Municipale, anche se amministrativamente appartiene a Corso degli Inglesi, dato che vi trova pochi metri dopo lincrocio tra le due vie. Durante il Festival di Sanremo 2013, è stata inaugurata, allincrocio tra Via Matteotti e Via Escoffier, una statua di Mike Bongiorno, in onore dei festival presentati dallo stesso superato solo da Pippo Baudo per numero di Festival presentati.

Dal luglio 2010 il primo tratto, tra il Teatro Ariston e via Feraldi, è isola pedonale. Dal febbraio 2011 anche il secondo tratto di Via Matteotti, fino al Casinò, è diventata isola pedonale e sono in corso i lavori per adeguare il sedime e uniformarlo a quello del primo tratto.

Il primo tratto è pavimentato in pietra, con al centro una serie continua di grate di scolo in ottone, intermezzate da pannelli in ottone con impresso i nomi degli artisti e relative canzoni che hanno vinto i Festival di Sanremo fino allanno 2018.

                                     

5.1. Società Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Sanremo sono 6 287, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

                                     

5.2. Società Religione

La maggioranza dei cittadini è di religione cattolica. Dal 9 marzo 2014 il Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-San Remo è Mons. Antonio Suetta. Nella città è presente la Basilica Collegiale di San Siro, Concattedrale della Diocesi. Nella chiesa di Santo Stefano piazza Cassini, ex Gesuiti, viene celebrata quotidianamente la Messa tridentina.

Vi è inoltre una numerosa comunità di cristiani ortodossi di lingua russa che celebrano messa nella antica chiesa di Cristo Salvatore - detta "chiesa russa" - vicino al Casinò e una di lingua rumena a cui è stata affidata la chiesa dellex convento delle carmelitane, in Corso Cavallotti vicino alla stazione nuova.

Inoltre sono presenti anche alcune piccole comunità di cristiani Valdesi chiesa in via Roma e di protestanti C.so Garibaldi le cui chiese ospitano spesso bei concerti di musica sacra, da J.S. Bach a Mendelssohn; sono presenti altresì alcuni appartenenti alla Comunità dei Santi dellUltimo Giorno.

                                     

5.3. Società Qualità della vita

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia Foundation for Environmental Education il conferimento della Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico "Portosole" nel 2014 e successivamente nel 2019.

                                     

6. Cultura

Cucina

  • Coniglio alla Sanremese
  • Brandacujun" Brand de Cujun ”
  • Sardenaira
  • Le "Pumate secche"

Radio

Dal 2019 il Comune di Sanremo fornisce a RadioImmaginaria una redazione. Inoltre la Radio è presente a ogni edizione del Festival della canzone italiana.

                                     

6.1. Cultura Scuole

Sanremo è sede di quattro Istituti comprensivi comprendenti 8 plessi di scuola primaria e 5 di scuola media inferiore. È sede anche dei seguenti istituti scolastici statali di scuola secondaria di secondo grado:

  • Istituto professionale per lagricoltura e lambiente "Domenico Aicardi"
  • Liceo delle scienze umane "Carlo Amoretti" che comprende anche lindirizzo economico-sociale
  • Istituto tecnico del turismo e Istituto professionale dei servizi socio-sanitari, aggregati allistituto "Domenico Aicardi"
  • Liceo Classico G.D. Cassini che comprende, oltre allindirizzo Classico, anche quello Scientifico e Linguistico
  • Istituto professionale dellindustria e dellartigianato "Guglielmo Marconi"
  • Istituto tecnico commerciale e per geometri "Cristoforo Colombo" che comprende anche lindirizzo Scientifico opzione scienze applicate e Scientifico opzione sportiva
                                     

6.2. Cultura Musica

  • Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo e della Liguria.
  • Banda "P.S. Rambaldi", fondata nel corso dellOttocento a Coldirodi.
  • Banda Canta e sciuscia espressione ligure che significa "Canta e soffia", fondata a Sanremo nel 1949. Inizialmente era costituita da chitarre, mandolini, fisarmoniche e una serie di strumenti "allegorici" costruiti in proprio. A partire dagli anni sessanta gli strumenti a fiato hanno via sostituito le chitarre e i mandolini, mantenendo tuttavia la sezione degli allegorici, che costituiscono il tratto distintivo della formazione; il gruppo originario si è così trasformato in una vera e propria banda musicale, con accompagnamento di majorettes. La "Canta e Sciuscia" ha partecipato a numerose manifestazioni italiane e internazionali.
                                     

6.3. Cultura Cucina

  • Coniglio alla Sanremese
  • Brandacujun" Brand de Cujun ”
  • Sardenaira
  • Le "Pumate secche"
                                     

6.4. Cultura Radio

Dal 2019 il Comune di Sanremo fornisce a RadioImmaginaria una redazione. Inoltre la Radio è presente a ogni edizione del Festival della canzone italiana.

                                     

6.5. Cultura Eventi

  • la Classicissima Milano-Sanremo a marzo
  • il Corso fiorito Sanremo in Fiore a marzo, dal 2011. Fino al 2010 la manifestazione si svolgeva nel mese di gennaio.
  • il MOAC, la mostra mercato dellartigianato ad agosto
  • la Gara internazionale di Triathlon a maggio
  • il Festival internazionale delle bande musicali a marzo
  • il Rally di Sanremo prova valida per lInternational Rally Challenge a settembre
  • il Trofeo Topolino di golf a giugno
  • il Gran Premio delle Nazioni di Tiro a Volo a novembre e dicembre, attualmente non più in programma
  • la Regata della Giraglia a giugno
  • il Rassegna della Canzone dAutore Premio Tenco a novembre
  • il Trofeo internazionale di Minigolf a maggio
  • Rock in the casbah, manifestazione musicale che si svolge nella città vecchia ad agosto
  • il Campionato della PGA italiana di Golf ad aprile
  • la Notte Bianca a settembre
  • la Gran fondo Milano-Sanremo amatoriale a giugno
  • il Sanremo Olympic Triathlon a settembre
  • Pigna daMar Teatro, Musica, Gastronomia a maggio
  • il Rally Storico di Sanremo - Coppa dei Fiori ad aprile
  • il Festival della canzone italiana a febbraio
  • Sanremo Giovani, per la scelta degli artisti che si esibiranno nella sezione "Nuove Proposte" del Festival del febbraio successivo. Si tiene a fine novembre.
  • la Notte Azzurra a giugno
  • il Torneo Internazionale Sanremo di calcio per squadre Primavera ad agosto
                                     

7.1. Geografia antropica Frazioni

  • Pian Della Castagna
  • Villetta
  • Gozo Superiore
  • Bussana, di cui fa parte anche il villaggio artistico di Bussana Vecchia
  • Coldirodi
  • San Bartolomeo
  • Poggio
  • Picchetta
  • Gozo Inferiore
  • San Romolo
  • San Giacomo
  • Borello
  • Verezzo, che si divide in Verezzo San Donato e Verezzo SantAntonio che sono due parrocchie separate
  • San Pietro
  • San Giovanni
  • Bevino
                                     

7.2. Geografia antropica Quartieri

  • Polo Nord
  • San Martino
  • Pian di Poma, limite occidentale della città
  • Madonna della Costa
  • Baragallo
  • Foce
  • Solaro
  • San Lorenzo
  • San Lazzaro
  • Pigna, centro storico della città
  • Borgo, il quartiere più popoloso della città
  • Borgo Tinasso
                                     

7.3. Geografia antropica Borgo Tinasso Sanremo

Borgo Tinasso è il più grande quartiere per numero di abitanti di Sanremo.

Normalmente a Borgo Tinasso vengono aggregati i contigui quartieri di Borgo Ponente e Borgo Opaco, con cui forma il popolare Borgo.

Si trova nella parte nord occidentale della città, sviluppandosi lungo il tratto finale del torrente San Romolo attualmente coperto tramite uno scolmatore.

La via principale che lattraversa tramite un percorso a V rovesciata è Via Galileo Galilei che è la via urbana più lunga e popolata di Sanremo da cui si diramano alcune vie laterali. Altre vie importanti sono Via Pietro Agosti e Via Martiri della Libertà.

Inoltre in Via Galilei vi è una piazzetta detta "del Borgo" dove arriva il tratto finale della Tangenziale di Sanremo e da cui si origina Via Pietro Agosti.

La zona del Borgo è servita dal servizio urbano di Bus svolto dalla RT con una corsa diurna ogni 20 minuti in media.

Il Borgo nasce dalla volontà del dopoguerra, grazie ai piani regolatori, di sviluppare una parte della città facendone un quartiere popolare pieno di palazzi.

                                     

8. Economia

Non esistendovi industrie e fabbriche, dipende in gran parte dal turismo, floricoltura e dal Casinò Municipale e dal suo indotto. Altro motore cittadino sono gli alberghi, fondamentali per una città turistica.

                                     

9.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Sanremo è attraversata dalla strada provinciale 1 Aurelia ex SS 1 Via Aurelia, dalla tangenziale Aurelia bis che si estende dalla stazione ferroviaria di Taggia-Arma al centro città, dalla filovia Ventimiglia - Sanremo - Taggia. Inoltre è raggiungibile da due uscite dellautostrada A10: casello Arma di Taggia-Sanremo est e casello Sanremo ovest-Coldirodi.

                                     

9.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

Sanremo è dotata di una fermata ferroviaria sulla linea ferroviaria Ventimiglia – Genova. La stazione originaria era stata edificata nella seconda metà del XIX secolo sul lungomare, a ridosso del casinò e della chiesa russa, poiché il tracciato ferroviario, a unico binario, seguiva il profilo costiero.

Nel 2001 fu completato lo spostamento a monte e il raddoppio della linea nella tratta San Lorenzo al Mare - Ospedaletti, con contestuale apertura della nuova fermata sotterranea nei pressi della rotatoria Garibaldi, circa un chilometro più a est rispetto alla originaria. Il sedime del tracciato ferroviario originario è stato parzialmente convertito nella Pista ciclabile della Riviera Ligure inaugurata nellestate del 2008, mentre larea della ex stazione è stata usata quale parcheggio per auto.

                                     

9.3. Infrastrutture e trasporti Tranvie

Dal 1913 al 1942 Sanremo era servita anche da alcuni servizi tranviari che operavano sulla rete a scartamento metrico esercita dalla Società Tranvie Elettriche Liguri STEL. In particolare erano attivi un collegamento urbano "Servizio Città" fra passo Poggio e passo Coldirodi le due linee extraurbane per Ospedaletti e Taggia. Nelle ore serali veniva inoltre svolto, in talune giornate, un servizio speciale con capolinea di fronte al casinò. La rete era costituita dai tracciati di penetrazione urbana della tranvia Ospedaletti-Sanremo-Taggia completati da un binario di raccordo che dal capolinea di piazza Colombo si dirigeva verso via Vittorio Emanuele II e da un raccordo merci verso la stazione ferroviaria.

                                     

9.4. Infrastrutture e trasporti Porti

Sanremo dispone di un porto turistico, il Portosole, di 900 posti barca circa, e di un porto commerciale, che i sanremesi chiamano Porto Vecchio.

                                     

9.5. Infrastrutture e trasporti Funivie

Nel 1936 fu inaugurata la funivia Sanremo-Monte Bignone, che collegava il centro della città con il Campo Golf, San Romolo e la vetta del Monte Bignone. È stato uno dei principali impianti funiviari in Italia, e detentore di vari primati mondiali per diverso tempo, tra cui quello per la campata più lunga del mondo San Romolo-Monte Bignone. Dopo alcuni anni di fermo fu chiusa definitivamente nel 1981. Ad oggi sono ancora visibili i piloni di sostegno dei cavi.

La funivia era suddivisa in tre tratte: Sanremo-campo golf, campo golf-San Romolo e San Romolo-Monte Bignone.

La stazione di partenza di Sanremo è stato convertito in un asilo nido, mentre la stazione di arrivo di Monte Bignone è adibita come sede secondaria per la Protezione civile e per lAssociazione Radioamatori Italiani.

Le altre stazioni invece, versano in uno stato di totale abbandono.

Autobus

Il servizio di Trasporto pubblico locale su gomma è affidato alla Riviera Trasporti, che gestisce 16 linee urbane, 3 extraurbane e una linea a lunga percorrenza per Torino, tutte facenti capolinea nellautostazione di Piazza Colombo.

A Sanremo fanno fermata i pullman a lunga percorrenza di Flixbus per Torino, Milano e altre importanti mete, anche internazionali.

Aeroporto

La città è servita dal vicino Aeroporto della costa azzurra.

                                     

10. Sport

Il 6 dicembre 2017 Sanremo è stata nominata" Città Europea dello Sport 2018” al Parlamento europeo di Bruxelles durante il" Gran Galà Aces Europe Awards”.

Scherma

Sanremo fu sede del Campionato internazionale di scherma 1936.

Vela

Sanremo è una delle tradizionali tappe della classica regata della Giraglia oggi Rolex Cup, che si disputa dal 1953 con un percorso tra Marsiglia, Saint-Tropez, la Corsica e Genova.

Società sportive

A Sanremo hanno sede le seguenti società sportive di:

Atletica leggera

  • La A.S. Foce Sanremo, fondata nel 1959

Altri sport

  • Waves Sanremo, società di football americano.
  • Sanremo Rugby, societá di rugby.
  • Riviera Triathlon 1992, società di triathlon, atletica leggera e ciclismo.
                                     

10.1. Sport Automobilismo

Il Rally di Sanremo è una competizione rallistica che si disputa sulle strade di questa città ed altre vicine in alcune edizioni del passato fino alla Toscana. La prima edizione fu organizzata nel 1928: la gara ha quindi fatto parte del Campionato Mondiale Rally fino al 2003 la tappa italiana divenne allora il Rally di Sardegna e di quello europeo e italiano.

                                     

10.2. Sport Ciclismo

Ogni anno Sanremo è la sede darrivo della gara ciclistica Milano-Sanremo. Fa parte del comune di Sanremo anche la salita del Poggio, posta a pochi chilometri dalla fine, che è risultata più volte decisiva per lesito della gara. Larrivo storico era in corso Cavallotti, ma dal 1949 tranneché dal 1986 al 1993, quando ritornò provvisoriamente in corso Cavallotti per motivi di viabilità è sempre stato posto in via Roma allaltezza del monumento ai caduti, ma negli ultimi anni è stato posto in vari posti a causa di lavori in corso in città. Attualmente larrivo, dopo essere stato per alcuni anni sul lungomare Italo Calvino, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria, è tornato in via Roma.

Il 6 giugno 2001 la 17ª tappa del Giro dItalia 2001, il "circuito dei fiori" 119 km, con partenza e arrivo a Sanremo si è conclusa con la vittoria di Pietro Caucchioli. Tale tappa rimase nella storia del Giro per la retata dei NAS in città la sera del 6 giugno, al fine di trovare eventuali sostanze dopanti. A causa di tale retata, i corridori si rifiutarono di svolgere la tappa del giorno successivo in partenza da Imperia che di conseguenza fu annullata.

Nel luglio 1948 arrivò a Sanremo lundicesima tappa del Tour de France, vinta dallitaliano Gino Sciardis; il tour di quellanno è noto per limpresa che Gino Bartali compì due giorni dopo sul Colle dellIzoard, che gli consentì di vincere la corsa.

                                     

10.3. Sport Scherma

Sanremo fu sede del Campionato internazionale di scherma 1936.

                                     

10.4. Sport Triathlon

Sanremo è la sede del Sanremo Olympic Triathlon dal 2000 per volere dell’allora segretario della Riviera Triathlon 1992, Daniele Rambaldi.

Alla prima edizione presero parte 225 atleti tra uomini e donne e i vincitori furono Danilo Palmucci e Nadia Cortassa. Uno dei più grandi interpreti italiani degli anni 90 a livello mondiale, il primo, e la più grande atleta italiana che il triathlon abbia mai avuto, la seconda.

Nel corso dei successivi anni la manifestazione è cresciuta sempre più, i numeri dei partecipanti erano in costante crescita così come il livello dei vincitori che arrivavano da ogni parte del mondo come Luke Colthup che nel 2001, appena arrivato dall’Australia, vinse la sua prima gara su territorio italiano.

Una delle edizioni dal più alto valore tecnico fu certamente quella del 2002 che vide ai nastri di partenza l’intera squadra olimpica inglese e tanti altri atleti di spessore. Tra gli uomini vinse Simon Lessing, seguito da Vladimir Polikarpenko e Stuart Hayes. Primo degli italiani Alessandro Degasperi che timbrerà la vittoria nell’edizione del 2004. Tra le donne, invece, la vittoria andò a Michelle Dillon, seconda Nadia Cortassa, il cui nome ricorrerà per tre anni consecutivi 2003-2005 nell’albo d’oro dei vincitori, terza Henrietta Fremann.

Nella lungimiranza di Daniele Rambaldi, accorto regista della manifestazione, c’era la volontà di ampliare la" cabina di regia” ed è così, nel 2003, che chiede a un giovane Daniele Moraglia di aiutarlo nell’organizzazione. Il progetto di Rambaldi è quello di portare nella città dei fiori una tappa di World Cup. Ed è così che nel 2004 parte la candidatura ufficiale per l’organizzazione dei Campionati Italiani Assoluti di triathlon su distanza Olimpica per il 2005. Candidatura accolta dalla FITRI nonostante la morte prematura e improvvisa, proprio di Daniele Rambaldi e il passaggio ufficiale nel dietro le quinte a Daniele Moraglia. Il 2005 vide l’incoronazione a Campioni Italiani di Emilio D’Aquino e Nadia Cortassa.

A ricordo di Daniele Rambaldi, l’edizione 2005 vide l’introduzione del Trofeo in sua memoria da assegnare al miglior U23.

Le edizioni del 2006 e del 2007 entrarono a far parte del circuito ETU Premium European Cup e vedevano lo svolgersi di 4 gare: 2 dedicate ai migliori interpreti mondiali della disciplina sulla distanza olimpica e 2 dedicate agli Age Group, sulla distanza sprint. Ivan Rana e Magali Messmer Di Marco vinsero l’edizione 2006; Giuseppe Ferraro e Lenka Zemanova quella 2007.

Nel 2008 la manifestazione, che avrebbe potuto diventare una tappa di World Cup, non si disputò a causa di forti contrasti con l’allora Presidente FITRI e il Presidente della società organizzatrice. Anche l’edizione 2010 non si disputò, in quel caso la causa fu la mancata approvazione dell’intero calendario manifestazioni da parte del commissario prefettizio che sostituì per circa un anno il sindaco dimissionario.

L’edizione del 2009 fu organizzata per la sola categoria Age Group su distanza Olimpica, i vincitori furono Davide Bettini e Ilaria Zavanone.

Dall’edizione 2011 il Sanremo Olympic Triathlon ha deciso di diventare una manifestazione dedicata sia agli adulti che ai giovani e giovanissimi. La manifestazione è così stata suddivisa su due giorni.

Nel 2011 e 2012 le gare giovanili hanno assegnato i titoli regionali. Inoltre, sempre per le categorie giovanili, nel 2012 sono stati assegnati i titoli nazionali individuali e a staffetta di Duathlon.

Le gare riservate agli adulti si sono, invece, disputate sulla distanza sprint. Karl Shaw e Alessandro Degasperi i vincitori in campo maschile, rispettivamente nel 2011 e nel 2012. Giorgia Priarone, invece, vincitrice femminile di entrambe le edizioni. L’edizione 2012 ha portato ai nastri di partenza 753 atleti ed è risultata essere la 9a manifestazione in assoluto più partecipata in Italia su oltre 200 disputate.

Gli anni 2013, 2014 e 2015 vedono lo svolgimento delle gare giovanili il sabato e di quelle riservate a Elite e Age Group la domenica su distanza olimpica. Il percorso bike torna a essere quello originale con il passaggio a Bussana, Poggio e Ceriana.

Dal 2016, per questioni di sicurezza a seguito dell’attentato terroristico di Nizza, il centro nevralgico viene spostato dal Piazzale Carlo Dapporto a Corso Salvo D’Acquisto.

Nel 2017 Portosole entra tra i partner ed è così che nel 2018 il Sanremo Olympic Triathlon è diventato il contenitore dei Campionati Italiani Crono Giovani e della Coppa delle Regioni ed è risultato la 10ima manifestazione più partecipata in Italia.

Lo stesso impianto organizzativo, con l’aggiunta delle gare dedicate a cuccioli ed esordienti e della Finale di Coppa Italia, si ripeterà nel 2019 e 2020.

                                     

10.5. Sport Vela

Sanremo è una delle tradizionali tappe della classica regata della Giraglia oggi Rolex Cup, che si disputa dal 1953 con un percorso tra Marsiglia, Saint-Tropez, la Corsica e Genova.

                                     

10.6. Sport Impianti sportivi

  • Stadio comunale
  • Campi di tennis in zona Foce e in zona Solaro
  • Palestre comunali di Villa Citera e del Mercato dei Fiori precedentemente a Villa Ormond
  • Piscina comunale in zona San Martino
  • La pista di atletica nella zona di Pian di Poma
                                     

10.7. Sport Società sportive

A Sanremo hanno sede le seguenti società sportive di:

Atletica leggera

  • La A.S. Foce Sanremo, fondata nel 1959
                                     

10.8. Sport Calcio

  • LA.S.D. Sanremo 80, squadra di calcio fondata nel 2016, militante in Prima Categoria Liguria girone A.
  • La S.S.D. Carlins Boys, squadra di calcio rifondata nel 2017, dopo due anni dal precedente cambio di denominazione, che riparte dalla Seconda Categoria Liguria girone A.
  • LA.S.D. Virtus Sanremo Calcio 2011, squadra di calcio fondata nel 2011, militante in Seconda Categoria Liguria girone A.
  • La S.S.D. Sanremese Calcio già A.S.D. Carlins Boys e S.S.D. Unione Sanremo, club fondato da Carlo Carcano nel 1947, è la principale squadra di calcio cittadino militando nel campionato di Serie D. Dal 2015 è la rifondazione dellUnione Sportiva Sanremese, storica squadra nata nel 1904, fallita nel 1987 e rifondata per quattro volte.
                                     

10.9. Sport Altri sport

  • Waves Sanremo, società di football americano.
  • Sanremo Rugby, societá di rugby.
  • Riviera Triathlon 1992, società di triathlon, atletica leggera e ciclismo.
                                     

11. Curiosità

  • Sanremo è stata per due volte la sede in cui si svolsero le finali del concorso di bellezza Miss Italia: nel 1951 quando vinse Isabella Valdettaro 1933 e nel 1982 quando vinse Federica Moro 1965.
  • Per celebrare il 150º anniversario dellUnità dItalia, la Hasbro creò unedizione speciale del gioco da tavolo Monopoli in cui le strade furono ribattezzate con nomi di città italiane, scelte tramite un referendum; in questa versione, Sanremo occupa il posto di Vicolo Stretto con 47 364 preferenze.
  • Lodierno nome di Sanremo deriva da un adattamento dialettale del nome di San Romolo, il santo vescovo di Genova cui la città era consacrata. In dialetto il nome Romolo si alterava tanto da essere più vicino a Remo che a Romolo: San Römu, con la normale caduta della sillaba finale, e lalterazione tipica ligure della vocale o in ö, da leggersi pressappoco e; ma non era certo logico, traducendo in italiano, sostituire addirittura Remo con Romolo. Di qui la necessità di creare un nome quasi nuovo che tenesse conto della pronunzia dialettale senza creare un santo nuovo.