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ⓘ Storia di Castrocaro. La storia di Castrocaro è legata a quella della sua antica rocca. La fortezza arroccata, che domina tutto labitato, è stata anche il princ ..




Storia di Castrocaro
                                     

ⓘ Storia di Castrocaro

La storia di Castrocaro è legata a quella della sua antica rocca. La fortezza arroccata, che domina tutto labitato, è stata anche il principale centro urbano dellentroterra romagnolo in epoca medievale. Il sito era già frequentato in epoca preistorica; questa zona infatti per la sua altezza era facilmente difendibile e fortemente strategica. La presenza delluomo è attestata dal ritrovamento di frammenti fittili attribuibili a una popolazione della cultura appenninica, rinvenuti sul luogo nel 1979.

                                     

1. Origine del Toponimo

Il nome di Castrocaro ha unorigine incerta. Sono state proposte quattro interpretazioni:

  • Caster” +" Car” - Storicamente si ritiene che i Galli Senoni, stanziatisi nella zona di Castrocaro a partire dal IV secolo a.C., costruirono il castello dandogli il nome di Castercar, formato dalle locuzioni celtiche Caster e Car, "luogo caro";
  • Salsubium” - Per le abbondanti acque salse che vi si trovano.
  • Castro Sassubio” - In un passo del Liber Pontificalis o "Libro dei Papi", si dice che attorno al 754 il re dei Franchi Pipino il Breve, dopo aver sconfitto il re longobardo Astolfo concesse, per mano dellabate Fulrado, alcune località dellEsarcato e della Pentapoli, fra cui Forum Livii cum castro Sussubio ;
  • Castrocarium” - Il nome pare riferirsi a due persone presenti al rogito a Ravenna di una transazione del monastero di SantApollinare Nuovo nel 1059, un certo Carus o Carinus, vissuto nel III secolo d.C.;
                                     

2. Medioevo

NellXI secolo si ha la prima attestazione certa della presenza di un insediamento fortificato, chiamato Castrum Carium. Nel 1059 si ha la prima testimonianza scritta, in una pergamena in cui si cita come teste un certo" Guido de Castrocario”.

Dal 1118 il castello appartenne alla famiglia dei "Conti di Castrocaro".

Questi Pagani, infatti, andarono a costituire un comitato rurale che si estendeva al di fuori dei limiti territoriali della Pieve di Santa Reparata, un centro religioso situato più a nord rispetto allinsediamento medievale di Castrocaro, esistente almeno dallVIII secolo e che sicuramente fino al X e XI secolo aveva avuto unimportante consistenza demica.

Il comitato dei Pagani assumeva così una configurazione autonoma rispetto a Forlì e Ravenna, vulnerando lunità del centro maggiore, Forlì, di cui era titolare larcivescovo di Ravenna Guiberto, cioè lantipapa filo-imperiale Clemente III, assecondato dal vescovo di Forlì. Un complesso gioco di relazioni, dunque, che dimostra certamente come i Pagani, anti-forlivesi e anti-ravennati, si fossero inseriti fra i dominii dei conti Guidi Modigliana e Dovadola e quelli della Chiesa ravennate a indebolire i tradizionali equilibri di potere locali.

Una conferma di questo stato di cose, anche se per ora ha soltanto carattere di ipotesi, potrebbe venire da questevento: Matilde di Canossa nel 1118 tenne un placito nella Pieve di Santa Reparata per dirimere una controversia dovuta al fatto che il vescovo di Forlì - secondo la querela della controparte, cioè la badia benedettina di Santa Maria foris portam di Faenza - aveva occupato i beni le rendite della pieve di Santa Reparata che i suoi predecessori avevano donato al monastero fiorentino; il giudizio di Matilde fu a favore dei monaci di Santa Maria; suo garante ed esecutore venne designato proprio Bonifacio, conte di Castrocaro.

Tra il 12 ottobre 1160 e il 23 gennaio 1164 limperatore Federico Barbarossa fu presente nel castello di Castrocaro: il fatto dimostra limportanza che il luogo aveva raggiunto dal punto di vista strategico.

Nel 1179 il castello fu assediato dallesercito imperiale per il sospetto di contatti fra Castrocaro e la Lega Lombarda, ma resistette grazie anche allappoggio dei Faentini.

Nel 1213 il castello fu assediato dai forlivesi nel tentativo di estendere il loro controllo sul contado

Nella seconda metà del XIII secolo Castrocaro fu un possedimento Gianciotto Malatesta marito di Francesca da Polenta, la celeberrima Francesca cantata da Dante Alighieri.

Alla metà del XIV secolo il cardinale Egidio Albornoz riportò Castrocaro e il suo contado sotto il controllo della Santa Sede. Il successore del cardinale Albornoz, Anglico de Grimoard, nuovo legato pontificio della provincia di Romagna, fu incaricato dalla Santa Sede di censire la presenza di città, il numero di nuclei abitativi, fortilizi, suddivisioni feudali, forze finanziarie e capacità contributive dei singoli centri e dei presidi militari della Provincia. La relazione, denominata Descriptio provinciæ Romandiolæ, fu pubblicata nel 1371.

Di Castrocaro si descrive la posizione nella provincia di Romagna nella diocesi di Forlì se ne elencano le località confinanti: Oriolo comune di Faenza, Faenza, Modigliana, Dovadola, Salutare, casa Petrignano a nord-est di Marsignano, comune di Predappio e Colmano. LAnglico passa poi a parlare del castello, strutturato in una parte superiore, dove si trova una torre chiamata "girone", e in una inferiore, che è chiamata rocca. A custodia della rocca è posto un castellano con venti soldati e una provvisione annuale di 10 fiorini.

La Descriptio afferma che fra la rocca ed i borghi è presente una cerchia di mura denominata" Murata”, elenca le quattro porte di accesso al castello e parla delle varie ville presenti sul territorio. Il cardinale registra anche il numero di" focolari” capifamiglia con una minima capacità di solvenza fiscale ed attesta la presenza di: un Podestà, un notaio e un famiglio, con i rispettivi salari.

Le condizioni economiche dello Stato Pontificio, peggiorate anche causa della "cattività avignonese)", nel XIV secolo non permisero più un controllo efficace della" Provincia Romandiole”. Così, papa Bonifacio IX nel 1394 diede in pegno ai Fiorentini il castello e il contado di Castrocaro per 18.000 fiorini doro; però il castellano, Tommaso conte di Novi, non permise ai Fiorentini laccesso al paese. Il 19 maggio 1403 i Fiorentini riuscirono ad entrare in possesso della fortezza, solo dopo aver pagato altri 2.000 fiorini.

Tra 1300 e 1400 la Repubblica di Firenze, per mezzo di acquisti, conquiste militari, trasformazioni di rapporti di accomandigia in rapporti di sudditanza, estese il suo dominio sulla Romagna. I territori acquisiti, negli statuti fiorentini del 1415 figurano come" Provinciae Florentiae in partibus Romandiolae”. Dagli statuti del 1415 di Firenze emerge come Castrocaro era considerata una delle 21 castellanie maggiori del territorio soggetto. Fino al 1454, anno della pace di Lodi, con la quale iniziò una fase di relativa stabilità fra gli stati italiani, è registrata la presenza di fanti alla difesa del castello.

La rocca di Castrocaro rimase inespugnata agli assalti di Agnolo della Pergola e di Cecco di Montagnana nel 1424 e 25, di Nicolò Piccinino nel 1440 e di Bartolomeo Colleoni nel 1467. Verso la fine del 400 tuttavia, cominciò a preoccupare larretratezza della struttura del castello rispetto alle moderne tecniche di assalto.