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ⓘ Città SantAngelo è un comune italiano di 15 029 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Città SantAngelo è il diciottesimo comune abruzzese per popolazi ..




Città SantAngelo
                                     

ⓘ Città SantAngelo

Città SantAngelo è un comune italiano di 15 029 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Città SantAngelo è il diciottesimo comune abruzzese per popolazione, e il quarto della provincia di Pescara. Fa parte dellarea metropolitana di Pescara, e grazie alla vicinanza con il capoluogo presenta uno dei maggiori tassi di crescita demografica sia a livello provinciale che regionale. Appartiene al club dei borghi più belli dItalia, allassociazione nazionale città dellolio, allassociazione nazionale città del vino e a Cittaslow.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Città SantAngelo è ubicata su una collina posta a 317 m slm a diciotto chilometri da Pescara. Il territorio è il terzo per estensione della Provincia di Pescara, preceduto da Penne e Caramanico Terme, e trentottesimo a livello regionale. Esso ha una connotazione morfologica prettamente collinare che culmina in un lembo di terra, bagnato dalle acque del Mare Adriatico, il quale divide i comuni di Silvi e di Montesilvano distanziandoli per una misura inferiore al chilometro. Città SantAngelo è bagnata dal fiume Fino e dal fiume Tavo. Tra la zona di Marina di Città SantAngelo e Silvi Marina sfocia il fiume Piomba, mentre tra Città SantAngelo e Montesilvano sfocia il fiume Saline.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

Il clima del territorio di Città SantAngelo è tipicamente sublitoraneo marittimo, definibile dunque come clima mediterraneo, con marcate differenze ravvisabili tra la zona costiera e quella collinare. Generalmente, le estati sono calde e secche media massime luglio 28 °C, media minime luglio 18 °C nella zona collinare ma ventilate e gradevoli per via dellesposizione al Mare Adriatico, mentre sulla stretta fascia litoranea le massime superano spesso i 30 °C, e per via del notevole tasso di umidità ivi presente vengono percepiti valori ancor più elevati. Gli inverni media massime gennaio 10 °C media minime gennaio 5 °C - zona collinare si mantengono sostanzialmente miti se la circolazione in quota è prevalentemente occidentale, per via dei caldi e secchi venti di caduta appenninici; con queste configurazioni non è inusuale che la temperatura superi spesso i 20 °C anche in gennaio. Comuni sono le inversioni termiche diurne tra la costa e la collina durante soprattutto il semestre freddo, con differenze di temperatura anche di 5- 6 °C.

Quando la circolazione dei venti si dispone invece dai quadranti nord-orientali, la forte esposizione riesce a regalare picchi di freddo notevoli ed inusuali per la latitudine a tutto il territorio, con significative precipitazioni nevose da stau che interessano principalmente larea collinare con tempi di ritorno di circa 3-4 anni. Le precipitazioni tendono a concentrarsi nel tardo autunno, e il loro livello medio è leggermente inferiore alla media nazionale, aggirandosi attorno agli 800 mm ; infatti, per via della copertura montuosa del Gran Sasso sul lato occidentale, talvolta le classiche perturbazioni atlantiche non riescono a sfondare ed il territorio rimane in ombra pluviometrica, con tesi venti di caduta.

Il livello medio di umidità è elevato sulla zona costiera per via della presenza dellarea umida protetta del fiume Saline: fenomeno caratteristico, soprattutto in autunno e inverno con venti da SE, è quello della cosiddetta guazza, con la risalita dellumidità dai bassi strati e la formazione di fitte nebbie che risalgono dalla costa fino a raggiungere e coprire a volte lintera area collinare.

                                     

2. Storia

Le origini di Città SantAngelo sono incerte ed hanno costituito sempre motivo di discussione storica: probabilmente i primi a creare un insediamento sul colle furono i Vestini, ma il primo atto ufficiale reperito dove si parla del comune menziona di una concessione da parte dellimperatore Ludovico II che accorda un privilegio al Monastero di Casauria sul luogo chiamato "CIVITATE S. ANGELI" dove si trovavano un castello ed un porto ed è datato 13 ottobre 875. I numerosi ritrovamenti archeologici, decisamente più antichi, tra la foce del Piomba e quella del Saline, e la presenza di piccoli aggregati urbani in corrispondenza della località oggi denominata Marina di Città SantAngelo fanno risalire le origini della città al periodo romano, quando Angulum, di cui gli abitanti ne conservano ancora il nome di "angolani", viene nominata da Plinio il Vecchio nella sua descrizione delle terre vestine nel libro Naturalis Historia libro II 12.106; non è da escludere lipotesi di qualche storico che la Angulum citata fosse invece la vicina Spoltore. Comunque intorno al 400 sorsero le prime chiese nella zona tra Città SantAngelo e Atri. Labitato vestino-romano, che sarebbe stato ubicato nel vicinissimo Colle di Sale, fu probabilmente distrutto nellalto Medioevo; i Longobardi avrebbero ricostruito il paese ex novo nellodierna ubicazione, lasciando, come traccia della loro presenza, il culto dellAngelo. Testimonianze di questo culto sono presenti sia nel toponimo, sia nello stemma comunale, che rappresenta, appunto, San Michele Arcangelo che uccide il dragone.

Nel XII secolo è aggregata alla contea di Loreto, e nel secolo successivo 1239 fu distrutta da Boemondo Pissone o Pissonus, giustiziere di Federico II, in quanto Città SantAngelo, città guelfa, era troppo schierata in favore di Papa Gregorio IX, nella lotta contro il Sacro Romano Impero. Successivamente, lo stesso Imperatore svevo concesse ai superstiti la facoltà di ricostruire labitato in tre casali. Lo sviluppo urbano seguì tre diversi momenti storici: la ricostruzione, iniziata dopo il 1240, del nucleo fortificato a semicerchio, delimitato attualmente da Strada Castello, Strada Minerva, Via del Ghetto e Via del Grottone. I nomi più altisonanti furono quelli degli Zizza e dei Salomone che rivestirono sempre ruoli primari allinterno della comunità angolana dellAncien Régime. Con la venuta degli ordini monastici nella prima metà del XIV secolo si vide lampliamento delle chiese esistenti e la realizzazione di monasteri.

In questa era, Città SantAngelo fu una delle tre città principali della diocesi Penne-Atri, insieme alle due sedi vescovili. Questa rivalità spesso si traduceva in guerre, soprattutto per il controllo del porto, al confine tra le attuali Silvi Marina e Pineto, in provincia di Teramo. Nel XVI secolo fu marchesato della famiglia Castriota insieme con le terre di Spoltore, Moscufo e Montesilvano. Successivamente fu de Piccolomini conti di Celano, che poi la cedettero ai Pinelli. Nel XVII secolo si conclude la ricostruzione vera e propria con il completamento di case e palazzi gentilizi della borghesia agraria. Questo è il motivo per lattuale impianto "a fuso": esso si è costituito, man mano, grazie a successive espansioni ed aggregazioni dei nuclei abitativi precedenti, fino a formare un forte coagulo urbanistico determinando la sistemazione del centro storico così come ancora oggi lo vediamo.

Detto impianto è attraversato da un lungo corso, intersecato da una serie di stradine e vicoli chiusi, denominati in dialetto locale li ruve, entro la cinta muraria e con le porte parzialmente conservate. Il 18 febbraio 1699 Lucrezia Camerlengo compra per conto del figlio Francesco Figliola il marchesato angolano dai Pinelli per 130000 ducati. Francesco Figliola trasformò il marchesato in ducato. Tra il 1300 e il 1700, Città SantAngelo, nonostante numerosi attacchi di Francesi e Spagnoli, conobbe un periodo di splendore. Nel Trattato di Aquisgrana del 1748 la città passò definitivamente sotto il Regno di Napoli fino allUnità dItalia. Nel marzo del 1814 Città SantAngelo unitamente ai comuni di Penne, Castiglione Messer Raimondo e Penna SantAndrea fu protagonisti delle prime sollevazioni della Carboneria del Risorgimento Italiano.

La rivolta fu repressa dalle truppe di Gioacchino Murat, guidate dal generale Florestano Pepe, grazie al tradimento di un congiurato ed alla mancata adesione di diversi comuni che dopo aver dato il loro parere positivo rimasero quieti. I capi angolani della rivolta, Filippo La Noce e Domenico Marulli vennero fucilati a Penne le loro teste furono barbaramente esposte sulla Porta SantAngelo, porta principale del paese, mentre Michelangelo Castagna, un altro capo della rivolta riuscì a scappare trovando ricovero dalla sorella nella città di Atri. Prima dellannessione al Regno di Sardegna, il futuro Regno dItalia, Città SantAngelo fu capoluogo dal 1837 al 1848 del Distretto di Città SantAngelo, ununità amministrativa dellAbruzzo Ulteriore Primo la futura Provincia di Teramo, provincia del Regno delle Due Sicilie, in seguito tornato Distretto di Penne quando il capoluogo venne rispostato a Penne. Nel 1932, lattuale zona di Marina di Città SantAngelo si scorporò da Atri entrando a far parte di Città SantAngelo.

Memorie più recenti raccontano la triste storia della seconda guerra mondiale quando nellaprile del 1940 il Ministero dellInterno inquadrò e prese in affitto lo stabile dellEx Manifattura Tabacchi, nel centro storico della città, per adibirlo ad unico campo di concentramento della provincia di Pescara con circa 200 posti letto dove furono carcerati uomini per lo più di nazionalità jugoslava. Dalle relazioni inviate alla Prefettura circa landamento del campo, risultava che, nonostante lattivo lavoro di vigilanza degli agenti di P. S., gli internati riuscivano ad avere troppi rapporti con gli abitanti del comune, di indole troppo ospitali. Il campo rimase attivo fino allaprile del 1944. Attualmente oltre ad essere un "Luogo della Memoria" ospita permanentemente il Museo Laboratorio dArte Contemporanea. Il 22 maggio 1944 lAeronautica Militare statunitense bombardò il rione di Marina; persero la vita diciassette angolani, oltre ai militari tedeschi. La Germania però non rese noti il numero dei militari morti nel bombardamento alleato. Lunedì 12 giugno 1944 Città SantAngelo viene liberata dagli Alleati.



                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

  • Collegiata di San Michele Arcangelo, ornata in facciata da un campanile alto 48 metri. Costruita anteriormente al Mille, fu ricostruita nel Trecento: il portale, decorato con un ciclo di figure simboliche è del 1326. Conserva notevoli resti di un pulpito alto-medioevale in pietra, databile tra il VII e VIII secolo. La tomba di Amico di Buonamicizia, angolano Vescovo della Diocesi di Atri-Penne, che cercò di portare la sede vescovile a Città SantAngelo, e il portico sono quattrocenteschi. Il sarcofago, addossato al muro, è sviluppato in senso plastico su più piani. Quello centrale è occupato dallimmagine del defunto e da una lunga iscrizione che ne riassume la vita. La fabbrica continuò ad essere ampliata nel Rinascimento: il campanile, a base quadrata con un tamburo poligonale sormontato da una cuspide, è derivato da quello del Duomo di Atri, e fu rimaneggiato dopo il terremoto del 1706.
  • Chiesa di San Francesco, costruita nel 1300, si trova lungo il corso principale del paese ed è inserita in un ampio edificio conventuale oggi occupato nella massima parte dagli uffici del Comune; la chiesa rimaneggiata nel tempo a seguito dei terremoti del 1706 e 1730 ha uno stile leggermente barocco con pavimento a mosaico di diverse forme e colori con disegni floreali, la torre campanaria a pianta quadrata ne esalta la parte più antica edificata chiaramente in epoca quattrocentesca. Spiccano il pavimento a mosaico, realizzato nel 1845, e la tela che raffigurano la Madonna del Rosario e San Domenico, a opera del pittore angolano Paolo De Cecco.
  • Di sicura importanza, sono presenti nella periferia e nelle campagne del paese, la Chiesa della Madonna della Pace, la Chiesa di SantAgnese, la Chiesa dellAnnunziata tutte situate nelle omonime contrade nonché la Chiesa di SantAntonio nella frazione di Villa Cipressi e quella di SantAgostino di recentissima costruzione a Marina di Città SantAngelo. Altresì visitabile nella stessa area i Palazzi Comunali ed il Teatro Comunale, antico edificio ecclesiale trasformato in refettorio del convento francescano ed adibita dal 1856 alla sua attuale funzione nonché il Cisternone, esempio di cisterna pubblica della fine del XIX secolo, accessibile da un cunicolo, si trova al di sotto del giardino comunale. Lex Manifattura Tabacchi, utilizzato dal regime fascista come campo di concentramento per uomini di nazionalità jugoslava, è ora un museo-laboratorio che ospita un ricco patrimonio di opere di artisti nazionali e internazionali, situato nel centro storico della città, a poca distanza dalla chiesa di Santa Chiara.
  • Fuori dalle antiche mura, di cui restano preservate le quattro porte chiamate Porta Borea o Licina, Porta Casale, Porta SantEgidio e Porta Nuova, sorge sul colle di Santa Chiara, vicino al presidio sanitario locale, la Chiesa di SantAntonio da Padova originaria del XIII secolo. Essa ha allinterno, una serie di decorazioni Barocche, animate da nicchie, edicole ed arredi sacri, il tutto decorato di stucchi con tonalità giallo, rosa ed azzurro; qui vengono conservate una reliquia del Santo, donato dalla Basilica di Padova le reliquie di San Felice martire.
  • Nelle immediate vicinanze dellAuditorium si trova la Chiesa del Salvatore o di San Liberatore, di modeste dimensioni a navata unica, fu ricostruita nel 1788 con successivo restauro nel 1850 si presenta con una facciata classica con finestra centrale ai lati della quale sono state situate due nicchie che ospitano le statue in gesso raffiguranti lImmacolata ed il Salvatore; è ancora visibile linteressante torre campanaria ormai distrutta di palese ispirazione borromiana.
  • Chiesa di SantAgostino, a navata unica alle cui pareti sono stati addossati quattro altari ornati di stucchi e bassorilievi è attualmente adibita ad Auditorium; è ipotizzabile che nella zona retrostante la chiesa fosse, preesistente alla distruzione della città nel 1239, presente un castello. Tali ipotesi vengo fatte in considerazione del toponimo originario dellantistante via strada del castello", dal fatto che il luogo sia il più elevato della città e che sono stati ritrovati scritti in cui si accenna ad una donazione del re Roberto dAngiò nel 1314 ai frati dellordine degli Eremitani di SantAgostino per la costruzione del convento.
  • Chiesa di San Bernardo, costruita nel XIV secolo, inizialmente dedicata a San Nicola, ma dal 1626 cambiò nome in quello odierno; ha allinterno una cripta con alcune decorazioni e due arcate che ne identificano loriginaria costruzione del 1300 successivamente la chiesa fu ceduta ai frati Riformati di San Bernardo i quali iniziarono subito la costruzione del convento che oggi è Palazzo Coppa; lattuale chiesa fu progettata intorno alla seconda metà del Settecento con modifiche strutturali radicali.
  • Chiesa di Santa Chiara, edificata allinterno dellintera area conventuale delle Clarisse, è a pianta inconsueta ha la forma di un triangolo equilatero inserito in un cerchio su cui poggia la cupola. È certamente quella che più di altre ha avuto meno modifiche nel corso degli anni come è avvenuto con altre chiese cittadine, la struttura architettonica di epoca seicentesca risulta collocata in uno spazio obbligato addossato ad un precedente edificio fortificato, lesigua dimensione della struttura fa pensare che fosse adibita a cappella privata per le Clarisse che ne occupavano lattiguo Convento. Lattuale aspetto della chiesa è frutto di un rifacimento in stile barocco antecedente al 1730. Adiacente alla Chiesa, in Corso Umberto I, è presente la Cappella/Parlatoio del convento stesso, dove è possibile vedere "La ruota degli esposti", un dispositivo in legno girevole aperto solo su un lato che, incastonato in un muro con una apertura verso il convento e una apertura verso la cappella, permetteva in anonimato, di collocare lesposto, ovvero il neonato da abbandonare. Una volta allocato linfante, il meccanismo permetteva che la ruota girasse e tirando una corda collegata ad una campanella avvertiva chi di dovere ad accogliere il bambino. Percorrendo il vicino Vallone Ghiotti, si raggiunge il "Giardino delle Clarisse", un giardino addossato alle mura della città e al monastero.
                                     

4.1. Società Evoluzione demografica

Nel 1840 la popolazione ammontava a 5 441 persone. Nel primo censimento del Regno dItalia, nel 1861, la popolazione angolana era di 6341 abitanti. Dopo lUnità dItalia, Città SantAngelo è arrivata a contare 9453 abitanti nel 1921. La popolazione è però scesa nel 1931. Negli anni del miracolo economico, Città SantAngelo, così come molti altri centri rurali, ha perso residenti a vantaggio delle città maggiori. Tuttavia, a partire dagli anni 90, specie dall 1993, le giovani coppie hanno scelto le zone a valle, portando alla nascita delle frazioni di San Martino e Fonte Umano. Oggi Città SantAngelo vive un periodo di discreta crescita demografica, favorita anche dalle industrie e dai centri commerciali nella parte bassa.

Abitanti censiti

                                     

4.2. Società Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2018 i cittadini di origine straniera residenti a Città SantAngelo sono 858 e rappresentano il 5.5% della popolazione totale. Le minoranze maggiormente rappresentate sono quella proveniente dalla Romania 325 abitanti, ovvero il 2.16% della popolazione complessiva, quella proveniente dal Marocco 69 residenti, quindi lo 0.45% e quella proveniente dallAlbania 67 residenti, vale a dire lo 0.44%.

                                     

4.3. Società Lingue e dialetti

Essendo Città Sant’Angelo situata al confine tra la provincia di Pescara e la provincia di Teramo, il dialetto angolano ciusandagnilése è una parlata di transizione tra la famiglia teramana e quella vestina, in cui si verificano i seguenti mutamenti vocalici:

  • É e Ó chiuse rimangono inalterate: vérde, mahéštre per maestro-a, curóne, rósce per rosso-a, ecc.;
  • U diventa Ó oppure ÉU: póre per pure, léune per luna ;
  • A e I diventano È aperta: paradèse per paradiso, ciardène per giardino, chèse per casa, uardè per guardare, ecc.;
  • É chiusa finale accentata diventa À, per cui tà per te, piccà per perché.

Vigono poi gli infiniti in -are che volgono in -ì se in posizione pretonica allundanì per allontanare, cucinì per cucinare: è un fenomeno tipico di molti dialetti della provincia di Teramo, specie a Teramo città, nonché lungo le vallate del Tordino e del Vomano e lungo la costa da Silvi fino a Roseto degli Abruzzi.



                                     

4.4. Società Il carnevale

In occasione della festività del carnevale si svolge lormai classica sfilata a tema delle varie contrade per le vie della città; la manifestazione è un richiamo per tutte le persone della provincia. Il carnevale di Città SantAngelo ha radici antiche e ruota attorno alla figura di "Ndirucce" al secolo Antero De Tollis, personaggio realmente esistito alla fine dellOttocento che svolgeva il lavoro di calzolaio, ed animava il carnevale paesano salendo in cattedra nella piazza principale e sfoggiando i suoi ttavitte, sonetti in rima baciata e con ritmo e musica particolare coi quali Ndirucce riportava i fatti di cronaca scandalistica cittadina, malefatte, contestava le disposizioni amministrative comunali e prendeva in giro vari personaggi.

                                     

4.5. Società DallEtna al Gran Sasso

Manifestazione culturale nata nel 2003 dal gemellaggio tra il comune di Città SantAngelo e Nicolosi, comune nella città metropolitana di Catania, in Sicilia. Si tiene ogni anno, solitamente a luglio, dove è possibile mangiare prodotti tipici delle due città e conoscere le tradizioni popolari della cultura abruzzese e quella siciliana.

                                     

5.1. Cultura Pirandello a Città SantAngelo

Luigi Pirandello, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, fu presidente della Commissione nella sessione desame 1905-1906 nellIstituto Magistrale "Bertrando Spaventa". Della sua presenza a Città SantAngelo resta una traccia indelebile nella novella Notte, compresa nel I volume di Novelle per un anno. A giudicare dal testo non sembra che lo scrittore sia rimasto particolarmente entusiasta del paese:

La città da sempre ha posseduto unistituzione come la scuola, in quanto listituto "Bertrando Spaventa" esiste dal 1º maggio 1878. Esso comprende il liceo linguistico, il liceo scientifico sportivo, e il liceo delle scienze umane con lopzione economico-sociale. Latto ufficiale della nascita è rappresentato da un manifesto di notifica ancora presente negli archivi della scuola dal quale si evince che in base allarticolo 13 della legge Coppino sullistruzione obbligatoria quella di Città SantAngelo è la prima scuola governativa maschile sorta in Abruzzo per leducazione magistrale, nonché la prima in tutto il Regno fra le scuole Magistrali Rurali in base al Decreto Ministeriale 1º maggio 1878 promulgato dal ministro Francesco De Sanctis. Detto Istituto occupa lo stesso stabile dal 1884.



                                     

5.2. Cultura Cucina

Considerando la posizione geografica del comune è possibile assaporare sia la cucina di terra che quella di mare. Le colline angolane ricoperte di vigneti ed oliveti offrono degli ottimi prodotti in particolar modo il vino Montepulciano dAbruzzo. I prodotti tipici sono i maccheroni alla chitarra, la pasta alla mugnaia, gli immancabili arrosticini spiedini di pecora, il cace e ove letteralmente formaggio ed uova con carne di agnello, le neole, i cagionetti ed il fiadone.

                                     

6. Economia

Sino agli anni 60-60 leconomia angolana era basata sullagricoltura. Successivamente, con la progressiva espansione del comune di Montesilvano e di Silvi Marina lungo il fiume Saline, e con la successiva realizzazione dellAutostrada A14, con casello "Pescara Nord-Città SantAngelo" in località San Martino Bassa-Marina, il comune ha visto sempre di più crescere il settore dellindustria, con la realizzazione di concessionarie, officine, mercati allingresso, poi in epoca recente una fabbrica di fuochi pirotecnici di fama regionale e qualche centro commerciale. Quanto a turismo, il centro storico essendo stato decorato con la bandiera dellassociazione italiana dei borghi più belli dItalia, attira visitatori per le bellezze storico-artistiche ed eno-gastronomiche, mentre il quartiere della Marina, sviluppatosi a mare, tra Montesilvano Marina nord e Silvi Marina sud, offre un diretto collegamento allingresso dellautostrada, e lestate servizi turistici per la stagiona balneare.

                                     

6.1. Economia Artigianato

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di sculture in ferro.

                                     

6.2. Economia Agricoltura

Importanti sono le aziende agricole, sparse su tutto il territorio angolano, che producono vino, olio, patate e altri prodotti della campagna angolana. Città SantAngelo fa parte dellAssociazione Nazionale Città dellolio e di Città Slow.

                                     

7.1. Geografia antropica Centro storico

Il centro storico costituisce il nucleo principale di Città SantAngelo, sviluppato ad ellisse molto allungata, delimitato da una circonvallazione a sud che mediante viale DAnnunzio permette laccesso al corso Vittorio Emanuele da est, allaltezza dellistituto superiore "B. Spaventa", e alla circonvallazione nord Cavour, che parte dal prato del giardino comunale, presso la chiesa di SantAntonio. Lasse viario maggiore che divise orizzontalmente in due il centro è il corso Vittorio Emanuele, parallelo alla seconda grande strada del corso Umberto I, che lambisce i due complessi monastici di San Bernardo e Santa Chiara. Lungo il corso, da oriente a occidente, si trovano la chiesa collegiata di San Michele, i palazzi signorili come il Coppa Zuccari, il palazzo baronale, il Municipio con accanto lex convento di San Francesco, il Palazzo Castagna e il sagrato della chiesa di SantAgostino, posta nel rione Casale, il primitivo nucleo longobardo dove si trovano i resti del castello. Dietro questo crinale, in posizione sud-ovest, si trova il sobborgo del ghetto ebraico.

                                     

7.2. Geografia antropica Frazioni

Alzano, Annunziata, Centro Storico, Crocifisso, Fagnano, Fonte Umano, Gaglierano, Maddalena, Madonna della Pace, Marina di Città SantAngelo, Piano della Cona, Piano di Sacco, Ponticelli, SantAgnese, San Giacomo, San Martino, San Pietro, San Rocco, San Vittorito, Sorricchio, Sorripe, Vertonica, Villa Cipressi

                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Strade

Luscita autostradale Pescara Nord - Città SantAngelo è posta sullAutostrada A14 Adriatica/E55. In prossimità al casello autostradale si trova la Strada statale 16 Adriatica, strada statale che collega Padova a Otranto.

                                     

9. Amministrazione

Gemellaggi

Città SantAngelo è gemellata dal 2001 con Nicolosi, comune alle pendici dellEtna nella città metropolitana di Catania. Da questo gemellaggio ha preso vita la manifestazione DallEtna al Gran Sasso, che si tiene una settimana allanno nel periodo estivo e nel quale è possibile osservare lo sfoggio di costumi e consuetudini delle due comunità, contornate dallesposizione dei prodotti tipici abruzzesi e siciliani.

                                     

10. Sport

Le principali squadre cittadine sono la società di Pallamano Città SantAngelo, fondata nel 1978, le società calcistiche Renato Curi Angolana, fondata nel 1949 e militante in Eccellenza, Angelese e Città SantAngelo, che militano in Seconda Categoria. La squadra di calcio a 5 è la società Acqua e Sapone Calcio a 5, fondata nel 2000, che milita in Serie A e nel 2017-2018 si è laureata Campione dItalia.

Nel 2010 ha avuto luogo la dodicesima tappa del Giro dItalia, Città SantAngelo-Porto Recanati.