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ⓘ Telestreet è una rete di microemittenti televisive senza fini di lucro, che trasmettono via etere attraverso tecnologie analogiche e digitale terrestre a basso ..




                                     

ⓘ Telestreet

Telestreet è una rete di microemittenti televisive senza fini di lucro, che trasmettono via etere attraverso tecnologie analogiche e digitale terrestre a basso costo.

                                     

1. Gli antecedenti storici

Telebiella, prima tv libera italiana creata da Giuseppe Sacchi nel 1971 merita di essere considerata la progenitrice italiana delle telestreet. Il fondatore di Telebiella aveva creato un sistema di televisori collegati via cavo coassiale; gli studi erano in un ex convitto biellese oggi raso al suolo, e uno dei televisori era posto in un bar sotto i portici del centro. Il successo delliniziativa fu clamoroso ma portò al taglio del cavo di trasmissione, il 3 giugno 1973, in quanto lemittente, secondo la Rai e la polizia postale, trasmetteva Contra legem violando il monopolio delle radioteletrasmissioni allora vigente in Italia. La situazione fu ribaltata con un doppio pronunciamento della Corte Costituzionale sulla vicenda di Telebiella. Il primo del 9 luglio 1974 ammise la possibilità di trasmettere via cavo, il secondo, emittenti televisive no-profit con finalità sociali e culturali diffuse negli Stati Uniti e nei paesi del Nord Europa.

                                     

2. Le telestreet propriamente dette

Il progetto, rinato in Italia tra il 2001 e il 2002, si ispira allinversione del tradizionale flusso unidirezionale che caratterizza la comunicazione televisiva: anziché grossi network che trasmettono un segnale verso una massa indistinta di telespettatori in una vasta area, le telestreet sono emittenti televisive che trasmettono un debole segnale via etere che si rivolge a poche centinaia di telespettatori di un territorio ristretto - una strada, un quartiere, un gruppo di case. Il costo limitato delle apparecchiature circa un migliaio di euro e la facile reperibilità della strumentazione permettono infatti a chiunque di realizzare la propria televisione.

Il progetto è partito dallesperienza di TeleMonteOrlando, una microemittente che trasmette nella città di Gaeta, nata il 24 dicembre 2001 per iniziativa di un gruppo di mediattivisti. Lo studio di TeleMonteOrlando è un negozio che si affaccia sulla pubblica strada le trasmissioni in diretta sono aperte a tutti i cittadini. Senza conoscere lesistenza di TeleMonteOrlando, circa sei mesi più tardi, il 21 giugno 2002, un altro gruppo di mediattivisti dà vita a OrfeoTv, unemittente che affaccia i propri studi sulla via omonima del centro di Bologna trasmettendo in un cono dombra del canale 51, non raggiunto, in quella zona, dal segnale di MTV.

Sin dalla sua fondazione, OrfeoTv indica nella creazione di un circuito di microemittenti lo strumento per intraprendere una battaglia politica per la liberalizzazione dal basso delletere: nel manifesto "Larcipelago delle ombre eteree" viene per la prima volta utilizzato il nome di Telestreet per definire il network delle televisioni di strada italiane. Nei mesi successivi si raccolgono attorno alla rete numerose emittenti italiane, molte delle quali venute a conoscenza della possibilità di trasmissione a basso costo dalle esperienze di Bologna e di Gaeta.

Questa formula si è in seguito sviluppata con decine di televisioni in tutto il territorio nazionale e allestero, in paesi che utilizzano la trasmissione televisiva via etere, in modo simile a ciò che era accaduto negli anni 1970 con le "radio libere", che trasmettevano il proprio segnale pur in condizioni di illegalità, sino alla regolamentazione del settore e alla fine del monopolio statale sulle frequenze radiofoniche. Anche lavventura delle prime televisioni private italiane ha in comune con la nascita delle telestreet le medesime condizioni di illegalità in cui esse operarono prima di una sentenza della Corte Costituzionale del 1976 che ne autorizzò lesistenza. Nel 2005 il progetto Telestreet ed NGVision archivio online di contenuti video si sono aggiudicati un Award of distinction nella categoria "Comunità digitali" del premio Ars Electronica di Linz, il più noto premio internazionale per le arti, le tecnologie le pratiche sociali sui media digitali.

                                     

3. Le telestreet e la regolamentazione dello stato

La regolamentazione del sistema televisivo italiano avviata nei primi anni ottanta allo scopo di uscire dalla fase di "far west delletere" ha di fatto impedito laccesso allo strumento televisivo per finalità diverse da quelle di natura commerciale. Lintervento dei legislatori ha lasciato in mano alla RAI il monopolio del "servizio pubblico" e non ha previsto la possibilità di costituire televisioni comunitarie da parte di enti locali, come è invece accaduto in altri paesi.

Le leggi vigenti in materia televisiva suddividono letere in un numero definito di canali assegnati attraverso concessioni. Ma la copertura di un canale da parte di un segnale televisivo via etere non è uniforme allinterno di un territorio: in ogni città esistono numerosi "coni dombra", ovvero luoghi in cui un segnale non arriva perché ostacolato fisicamente. Sfruttando la debolezza del proprio segnale, le telestreet occupano abusivamente i coni dombra trasmettendovi sopra, senza però coprire alcunaltra emittente televisiva in possesso di concessione il segnale non vi arriva in ogni caso. Le telestreet hanno dunque ampliato il panorama dei canali a disposizione del telespettatore.

Le telestreet vengono solitamente promosse da associazioni, gruppi di persone o singoli cittadini che utilizzano lo strumento televisivo a fini di utilità sociale e aggregativa senza scopo di lucro, con lo scopo di far diventare il mezzo televisivo un libero strumento di comunicazione alla stregua di un giornale o di un sito web.

Dal marzo del 2003 gli Anelli Mancanti tv, coordinata dallomonima associazione di volontariato, prima tv di strada a Firenze, si prefisse tra gli scopi di dare voce agli immigrati del quartiere.

Dopo alcuni mesi di sostanziale disinteresse della legge nei confronti delle nuove emittenti televisive, nel luglio 2004 una telestreet è stata chiusa per aver esercitato trasmissioni abusive. Si trattava della tv Disco Volante, promossa da unassociazione di disabili, che trasmetteva in un cono dombra di Senigallia Ancona. Una mobilitazione di esponenti della cultura e parlamentari ha consentito di giungere al proscioglimento di Disco Volante, cui sono stati tolti i sigilli che per alcuni mesi ne avevano bloccato le trasmissioni.

Al meeting tenutosi nel novembre del 2006 a Gaeta le telestreet hanno stilato una bozza di proposta di legge da sottoporre al Parlamento per la regolarizzazione della microemittenza via etere nella futura nuova regolamentazione del sistema radio-televisivo italiano.

Dopo una lunga vertenza, nel dicembre del 2006, insu^tv, una telestreet di Napoli, riesce a farsi restituire la propria frequenza dalla televisione commerciale Telelibera. È la prima volta che il mondo delle tv commerciali riconosce il ruolo insostituibile delle telestreet nel panorama televisivo.

Il 05/09/2008 nella seduta numero 49 e stata presentata una INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE alla V Commissione della Camera dei Deputati che si sono ritrovati il 14/10/2008, la conclusione la Commissione ha deliberato che "far sì che le frequenze libere in ambito locale risultanti dalle zone dombra nellirradiazione di segnali televisivi possano essere utilizzati, su base non interferenziale da associazioni senza fini di lucro che abbiano le caratteristiche di fornitori di contenuti audiovisivi."

In Provincia di Treviso "La Tenda TV" che trasmette solo per la Città di Vittorio Veneto, nel 2010 è stata denunciata dalla Polizia Postale di Treviso perché non aveva lautorizzazione a trasmettere. Il 31 ottobre 2012 il giudice del tribunale di Conegliano ha sentenziato che non cè stato nessuno abuso, "Assolti perché il fatto non sussiste" assolvendo i due responsabili dellEmittente telestreet TV di strada Don Fabrizio Mariani parroco della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Vittorio Veneto e Federico Campo dallOrto, giovane ideatore della tv parrocchiale.



                                     

4. Le telestreet le nuove tecnologie

Le difficoltà economiche congenite nella realizzazione di una microtelevisione hanno stimolato interessanti sperimentazioni nella fusione tra lanalogico e il digitale e nel diffuso utilizzo del web come inesauribile risorsa per riempire il palinsesto. Numerose telestreet trasmettono playlist di materiale audiovisivo tratto dalla rete, la maggior parte del quale fatica ad ottenere spazio nelle televisioni pubbliche o private.

Grazie ad un lavoro congiunto tra sviluppatori di software libero e insu^tv nel 2004 viene implementato per la prima volta SOMA per la gestione da remoto del palinsesto televisivo. SOMA è un progetto basato su piattaforma linux che permette di pianificare ed automatizzare tutto il palinsesto di una televisione. Le telestreet che lo hanno adottato possono così ridurre al minimo i tempi dedicati alla gestione della messa in onda per dedicarsi totalmente alla produzione dei contenuti.

Le telestreet, anche per quel simpatico spirito di compiere atti che violano regimi di monopolio, sono affezionate allidea che tale termine vada usato solo per le trasmissioni via etere che sfruttino i coni dombra delle frequenze delle altre televisioni. Lintroduzione di nuove tecnologie, ora che siamo solo allinizio di una autentica svolta epocale, può, però, portare ad una riflessione sulle forme che le telestreet possono assumere, ad esempio, in una città cablata, dando perciò più attenzione ai contenuti che al mezzo di diffusione. In questo caso il nuovo nome proposto è di micro-web TV

                                     

5. Incontri sulle telestreet

Nel 2002 e nel 2004 le tv di strada italiane hanno dato vita agli incontri nazionali di Eterea, svoltisi rispettivamente a Bologna dicembre 2002 e a Senigallia marzo 2004.

Il 20 dicembre 2004 si è svolto a Napoli presso lUniversità degli studi Suor Orsola Benincasa un seminario dal titolo: "Telestreet: Dalla tele-visione alla proxi-visione", seguito da un workshop a cura della telestreet partenopea insu^tv.

Il 7 marzo 2006 si è svolto a Bologna un convegno dal titolo Città e comunicazione: televisioni locali dal basso come strumento di democrazia partecipativa.

Nel novembre 2006 si è tenuto presso gli studi di TeleMonteOrlando a Gaeta un incontro nazionale di tutte le principali telestreet italiane per la pianificazione delle linee guida di un documento programmatico da presentare al Parlamento in vista della futura discussione per lapprovazione della nuova legge sul sistema radiotelevisivo.

Per il 6 aprile 2008 è organizzato un nuovo raduno nazionale di tutte le telestreet italiane a Cesena FC organizzato da Tele-Osservanza e Tele-Pulce. Intento dellincontro è stato quello di fare un censimento delle emittenti ancora attive e riprendere la discussione per quanto riguarda le problematiche giuridiche-legislative e lutilizzo di nuove tecnologie tra cui il digitale terrestre le possibilità di streaming via internet. È possibile trovare il programma dellevento e altre informazioni aggiornate sul sito di Tele-Osservanza.