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ⓘ Marcel Duchamp è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955. Considerato fra i più importanti e influenti artisti del ..




Marcel Duchamp
                                     

ⓘ Marcel Duchamp

Marcel Duchamp è stato un pittore, scultore e scacchista francese naturalizzato statunitense nel 1955.

Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo, nella sua lunga attività si occupò di pittura attraversando le correnti del fauvismo e del cubismo, fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio allarte concettuale, ideando il ready-made e lassemblaggio.

                                     

1. Biografia

Nato da Eugène Duchamp e Lucie Nicolle che avevano avuto 7 figli, uno morto infante, aveva tre fratelli artisti di successo:

  • Suzanne Duchamp-Crotti 1889–1963, pittrice.
  • Raymond Duchamp-Villon 1876–1918, scultore;
  • Jacques Villon 1875–1963, pittore, incisore;

Nel 1915 incontrò il fotografo e pittore statunitense Man Ray con cui strinse unamicizia che durerà tutta la vita. Lanno successivo fondò, con i mecenati Katherine Dreier e Walter Arensberg, la Society of Independent Artists.

Nel 1918 si trasferì a Buenos Aires, dove rimase fino alla metà dellanno seguente, poi nel 1923 tornò a Parigi. A partire dal 1923, Duchamp diradò progressivamente la produzione artistica e per dieci anni si occupò quasi esclusivamente di scacchi, arrivando ad alti livelli fu capitano della squadra olimpica francese, nella quale giocava anche il campione del mondo Alexander Alekhine. Decise di stabilirsi definitivamente a New York nel 1942 dove, nel 1951, fu indagato da Joseph McCarthy ma rimase al sicuro grazie a suoi "amici potenti". Nel 1954 sposò Alexina "Teeny" Sattler Matisse, che gli rimarrà accanto per tutta la vita.

                                     

2. Pseudonimi

  • Rrose Sélavy

Per Duchamp si è trattato in un certo senso di creare un "ready made". La ripetizione della "r" viene da un gioco di parole con "arrose" e Sélavy arroser la vie o con Eros e Sélavy, trasposizione fonetica di Éros, cest la vie. Duchamp arriva fino a farsi fotografare in abiti femminili e firma con questo pseudonimo diverse opere, tra cui Belle Haleine - Eau de Voilette, Fresh Widow e Pourquoi ne pas éternuer? Perché non starnutire?.

  • R. Mutt

Gli orinatoi sono tutti firmati R. Mutt. Secondo lo stesso Duchamp il cognome Mutt era unalterazione di Mott, denominazione della ditta J. L. Mott che gli aveva fornito il suo esemplare. Voleva che "Mutt" rimandasse i suoi contemporanei al fumetto americano, allora molto popolare, Mutt and Jeff, di Bud Fisher, dove Mutt è un personaggio molto piccolo e Jeff uno molto grosso. Il nome Richard rich = ricco è il contrario dellidea di povertà.

Duchamp ha anche fatto credere che "Mutt" fosse lo pseudonimo maschile di una delle sue amiche. Il numero di telefono da lui comunicato alla stampa era effettivamente quello della scrittrice Louise Norton.

Ne sono tuttavia state proposte diverse altre interpretazioni.

  • Marchand du sel

Viene dai colloqui di Duchamp con M. Sanouillet.

                                     

3. Lopera

Il poeta messicano Octavio Paz ha riassunto efficacemente lessenza dellattività di Duchamp: "le tele di Duchamp non raggiungono la cinquantina e furono eseguite in meno di dieci anni: infatti abbandonò la pittura propriamente detta quando aveva appena venticinque anni. Certo, continuò "a dipingere", ma tutto quello che fece a partire dal 1913 si inserisce nel suo tentativo di sostituire la "pittura-pittura" con la "pittura-idea". Questa negazione della pittura che egli chiama olfattiva e retinica puramente visiva fu linizio della sua vera opera. Unopera senza opere: non ci sono quadri se non il Grande Vetro il grande ritardo, i ready-mades, alcuni gesti e un lungo silenzio".

                                     

4. La pittura

Se Duchamp avesse realizzato solo le tele dipinte prima del Grande Vetro, si sarebbe abbondantemente guadagnato un ruolo di primo piano nella storia delle avanguardie storiche. Dopo una giovinezza influenzata dallimpressionismo, nel 1911, a ventiquattro anni realizzò i notevoli Corrente daria sul melo del Giappone, Giovane e fanciulla in primavera e Macinino da caffè, di gusto fauve. I celebri dipinti del 1912: Nudo che scende le scale n. 2, Il passaggio dalla vergine alla sposa, Sposa, La sposa messa a nudo dagli scapoli, segnano un passaggio importantissimo nella storia del cubismo e del futurismo, per lo studio del movimento, e allo stesso tempo chiudono definitivamente lesperienza di Duchamp con la pittura comunemente intesa. Le tele "in movimento" culminate nel Nudo che scende le scale n. 2 potrebbero essere etichettate come futuriste, ma il contatto di Duchamp con questi artisti fu nullo, e lunica ispirazione dichiarata era la cronofotografia di Eadweard Muybridge. Il trattamento del movimento nel futurismo era infatti ben lontano dagli obiettivi di Duchamp, che virò ben presto verso la Sposa e il suo mondo. Il resto dellopera grafica sarà rivolto a schemi, disegni e studi per elementi del Grande Vetro, o variazioni sullo stesso tema la Macinatrice di cioccolato 1913, Cols alités 1959, Il Grande Vetro completato 1965, ai disegni degli ultimi due anni, e a clamorosi gesti di "ritocco" come i baffi affibbiati alla Monna Lisa di L.H.O.O.Q. 1919.

Unesperienza emblematica del valore della casualità nel pensiero dellartista potrebbe considerarsi 3 stoppages étalon 3 rammendi tipo del 1913 che esprime appunto luso pianificato e incondizionato di un procedimento aleatorio. In essa 3 fili di un metro ciascuno vennero fissati per sempre, mediante lacca, nelle tre diverse curve che essi assunsero, naturalmente e casualmente, una volta lasciati cadere da un metro daltezza su di una superficie di stoffa blu. Quelle tre curve costituirono il profilo di altrettante sagome in legno conservate come "campioni" metrici: una unità di misura fissata per sempre da un evento istantaneo e casuale.

Come sempre, il più vasto e completo materiale interpretativo su Duchamp è fornito da Duchamp stesso, che durante la sua vita lavorò spesso a stretto contatto con i critici impegnati nel decifrare le sue opere, dispensando indizi e suggerimenti ambigui. A questi si aggiungono, nelle interviste, numerose prese di posizione estremamente nette riguardo al concetto di arte e alla pittura: tra le più famose, il rifiuto della pittura "retinica" o "olfattiva" con riferimento allodore di trementina puramente superficiale, nata dallimpressionismo e proseguita con le avanguardie storiche cubiste e futuriste.



                                     

5. Il Grande Vetro

A partire dal 1915, Duchamp lavorò La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche traduzione di La Mariée mise à nu par ses célibataires, même, chiamato anche Il grande vetro: questo "quadro" è formato da due enormi lastre di vetro 277 x 176 cm che racchiudono lamine di metallo dipinto, polvere, e fili di piombo. Nel 1923, lo lasciò "definitivamente incompiuto". Il Vetro contiene e sviluppa tutta lattività passata e futura di Duchamp, e nel tempo ha dato origine a una tale quantità di interpretazioni da farlo ritenere una delle opere più complesse e affascinanti di tutta la storia dellarte occidentale. Durante un trasporto, subì dei danni consistenti, ma lartista decise di non riparare lopera proprio per dimostrare di accettare, complice del caso, la completa riassunzione-integrazione nellopera del suo carattere inerziale di "cosa". Lopera può avere anche unaltra lettura: "La mariée mise à nu par ses célibataires" si può leggere come "La Marie est mise à nue per ses céli-batteurs" cioè "Maria è messa nella nuvola dei propri trebbiatori". Maria messa nella nuvola sarebbe la Vergine e in effetti il Grande Vetro è diviso in due metà come nelle iconografie tradizionali in cui nella metà superiore una nuvola composta da tre quadrati sta per accogliere la Madonna. Dal 1954, è conservato al Philadelphia Museum of Art. La sua descrizione comincia dal nome: Duchamp prescrive di non chiamarlo "quadro", ma "macchina agricola", "mondo in giallo" o "ritardo in vetro". Se la seconda denominazione ha dato adito alle più disparate interpretazioni, la "macchina agricola" è un attributo facilmente riconoscibile, dalla "fioritura arborea" della Sposa ai complessi meccanismi di trebbiatura dell"apparecchio scapolo". Tutta la complessa attività del Grande Vetro è descritta in dettaglio dallo stesso Duchamp anche se in forma frammentaria, ermetica e allusiva nelle due raccolte di appunti, la Scatola verde e la Scatola bianca.

                                     

5.1. Il Grande Vetro La macchina celibe

La parte inferiore del Vetro è composta da un complesso meccanismo costituito dal mulino ad acqua, dalle forbici, dai setacci, dalla macinatrice di cioccolato e dai testimoni oculari. Sopra il mulino è situato il "cimitero delle livree e delle uniformi", dove i nove stampi maschi rappresentano le diverse identità dello scapolo.

Questo mondo inferiore è il regno del molteplice i nove stampi, della complessità e della materia: tutti gli elementi sono rappresentati in una rigida prospettiva, che accentua leffetto di corporeità delle lamine metalliche. Lo scapolo, al suono delle sue litanie, "macina da solo la sua cioccolata": è identificato col "gas illuminante", che subisce una serie di complicate trasformazioni e passaggi di stato, secondo una "fisica divertente", passando attraverso i vari ingranaggi dellapparecchio.

                                     

6. Nudo che scende le scale n.2

Il dipinto realizzato nel 1912, il Nudo che scende le scale n.2 sovverte le regole del Cubismo per arrivare ad una nuova ricerca della vivacità e del movimento. Duchamp non è dunque interessato alla rappresentazione di più punti di vista nello stesso momento, bensì alla descrizione dello stesso soggetto scomposto in più punti di vista, ma ripetuto in diversi momenti successivi, traendo ispirazione dalle recenti scoperte della cronofotografia di Marey. In questo modo, non solo lartista risolve la più grande debolezza del Cubismo, ovvero lestrema staticità, ma compie il primo passo verso un uso del mezzo pittorico che porterà alla sperimentazione astratta. La figura anatomica si scompone in piani e linee che lasciano solamente intuire la presenza ed il ritmico succedersi dei movimenti della figura, il quale è visivamente accompagnato da veri e propri segni iconici che lo rappresentano, come potrebbe accadere in un fumetto. La scala su cui si plasma la figura è pura forma, si innesta su se stessa, è contemporaneamente in salita ed in discesa, in infinito movimento, si fonde in una danza col soggetto, in un paradosso di Zenone in cui più la figura si divide, più sembra dividersi. Lopera fu rifiutata dal Salon des Independénts: la giuria si convinse che lintenzione di Duchamp volgesse a prendersi gioco del Cubismo, adducendo come aggravante il fatto che il titolo avesse sembianze sin troppo" fumettistiche”. Nel 1913 lopera fu inviata allArmory Show di New York, dove fece scandalo e allo stesso tempo suscito lammirazione di alcuni artisti americani. Fu anche la vivacità del dibattito ad indurre Marcel a trasferirsi a New York nel 1917.



                                     

7. Etant donnés

Étant donnés è considerato il lavoro finale di Duchamp, sconvolse il mondo artistico che credeva che egli avesse abbandonato larte venticinque anni prima per dedicarsi unicamente agli scacchi. Egli ci lavorò segretamente per ventanni nascondendo la sua esistenza anche agli amici più cari.

                                     

8. Fortuna di Duchamp e influenza sullarte contemporanea

Lorinatoio Fontana 1917 e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q. 1919, benché probabilmente travisati come semplici gesti iconoclasti, sono certamente tra gli oggetti più famosi dellarte del XX secolo. Linfluenza di Duchamp sugli artisti successivi, benché enorme e ingombrante, è molto mediata, tanto che non è facile riconoscere degli epigoni diretti. Di sicuro, il concetto di ready-made, insieme al problema del gesto dellartista come "selettore" delloggetto darte, sono stati il punto di partenza per le varie forme di arte concettuale. Il ready-made è un comune manufatto di uso quotidiano che assurge ad opera darte una volta prelevato dallartista e posto così comè in una situazione diversa da quella di utilizzo, che gli sarebbe propria. Il valore aggiunto dellartista è loperazione di scelta, o più propriamente di individuazione casuale delloggetto, di acquisizione e di isolamento delloggetto. Ma alcune ricerche recenti fanno capire anche quali investimenti simbolici ci fossero nel momento cui Duchamp attribuiva alloggetto un titolo.

                                     

9. Morte

Marcel Duchamp muore il 2 ottobre 1968 a Neuilly-sur-Seine e viene sepolto nel cimitero di Rouen. Sulla sua tomba si può leggere lepitaffio, composto da lui stesso: "Dailleurs cest toujours les autres qui meurent" "Daltronde sono sempre gli altri che muoiono".