Топ-100
Indietro

ⓘ La scomparsa di Patò, film. La scomparsa di Patò è un film girato nel 2010 dal regista Rocco Mortelliti, e uscito nelle sale nel 2012, tratto dallomonimo romanz ..




La scomparsa di Patò (film)
                                     

ⓘ La scomparsa di Patò (film)

La scomparsa di Patò è un film girato nel 2010 dal regista Rocco Mortelliti, e uscito nelle sale nel 2012, tratto dallomonimo romanzo di Andrea Camilleri. Delle opere dellautore siciliano questa è la prima che viene trasposta in un film che è stato girato nei luoghi di origine di Camilleri.

                                     

1. Trama

Lambientazione storica del film e la trama si rifanno a quella del romanzo che si svolge nel 1890.

È antica tradizione del paese di Vigata che il Venerdì della Settimana Santa venga allestita la sacra rappresentazione del "Mortorio", antico dramma della Passione di Gesù. I personaggi della Passione sono scelti tra gli stessi paesani e tra questi quello che ricoprirà il ruolo più odioso, quello di Giuda, sarà interpretato ancora una volta, come ormai è abitudine, dal ragioniere Antonio Patò, padre di famiglia conosciuto per la sua condotta integerrima di funzionario della banca della cittadina.

Il pezzo forte della rappresentazione è la scena in cui il ragioniere-Giuda, dopo aver tradito Cristo, si suiciderà andando allInferno e scomparendo dal palcoscenico tra fiamme e fumo attraverso una apposita botola.

Al termine del "Mortorio" però il ragioniere Patò sembra essere sparito nel nulla e inutilmente il delegato di polizia, Ernesto Bellavia, e il maresciallo dei Reali Carabinieri, Paolo Giummaro, competono tra loro nella ricerca del Patò-Giuda scomparso.

Col passare del tempo incominciano a girare nel paese voci sui motivi della scomparsa e una poesiola apparsa su un muro e canticchiata da alcuni ragazzini ipotizza che Patò abbia fatto la stessa fine di Giuda:

Dopo una lunga indagine, attraverso le testimonianze della signora Patò e dei suoi colleghi, di paesani, mafiosi, preti, politici più o meno "discutibili", medici, prostitute e maniaci religiosi, il delegato e il maresciallo giungeranno alla conclusione che la scomparsa è stata orchestrata dallo stesso Patò per fuggire con la sua amante, Rachele Infantino.

                                     

2. Tecnica narrativa

La principale difficoltà affrontata dagli sceneggiatori del film tra i quali figura lo stesso Camilleri è stata quella di rendere il particolare stile del romanzo, che non sviluppa la trama attraverso una narrazione di tipo tradizionale, ma la svela per così dire a poco a poco attraverso una serie di lettere, messaggi, carteggi, ecc., scritti dai vari protagonisti, ciascuno con il suo peculiare stile e registro linguistico. Essendo ovviamente impossibile riprodurre questo contenuto "epistolare" nel film, gli autori hanno scelto di affiancare alla recitazione in presa diretta dei personaggi una serie di flashback in cui ciascuno di loro, di volta in volta, rievoca un particolare episodio della vicenda, aggiungendo una nuova tessera a un mosaico sempre più complesso. È da notare che spesso lo stesso fatto è rievocato in modo diverso dai vari personaggi, secondo il proprio punto di vista.

Ogni rievocazione si presenta inoltre come una specie di "quadro vivente" che arricchisce e vivacizza la vicenda. Ne nasce così un giallo atipico e avvincente, di cui i due investigatori Bellavia e Giummaro – dapprima rivali, poi necessariamente alleati – procedono progressivamente a dipanare il mistero, introducendo spesso i risultati delle loro indagini attraverso i "quadri teatrali" delle rievocazioni, quadri nei quali entrano a volte direttamente per spiegare o sottolineare meglio i vari passaggi, in una sorta di "teatro nel teatro" cinematografico. Nel film interviene anche la voce di Andrea Camilleri che spiega e sintetizza la vicenda narrata.

                                     

3. Collocazione

Il film è stato girato quasi interamente a Naro, alcune scene sono state girate anche a Canicattì, alla Valle dei templi di Agrigento e alla Scala dei Turchi di Realmonte.

                                     

4. Attori

Gli attori protagonisti sono Maurizio Casagrande e Nino Frassica proseguendo con Neri Marcorè. Piccoli cammei per Roberto Herlitzka il becchino e Guia Jelo la prostituta. Danilo Formaggia il Marchese "cantante" Simone Curtò è nella vita un vero tenore.

                                     

5. Differenze tra il romanzo e il film

  • Il personaggio del becchino Don Carmelo interpretato da Roberto Herlitzka nel romanzo è solo nominato peraltro con un nome diverso, così come quello della prostituta interpretata da Guia Jelo.
  • Nel romanzo, il delegato Bellavia è siciliano, nel film napoletano.
  • Nel libro il cadavere del capomafia Calogero Pirrello viene rinvenuto nella sua casa di campagna; nel film ciò accade tra le rovine dei templi.
  • A differenza di come mostrato nel film, il Marchese Simone Curtò nel romanzo non è un tenore, ma è ugualmente assai legato allanziana madre; nel film, lo si sente cantare "a cappella" laria della Norma Meco allAltar di Venere, mentre nel libro viene invece citata la romanza Dormono entrambi tratta dalla stessa opera.
  • Nel film sono del tutto assenti i personaggi degli scienziati inglesi Alistair ORodd e M.C.Enscher, mentre è inventato quello del barbiere Totò umutu interpretato dallo stesso regista R. Mortelliti.