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ⓘ Pietro Teulié. Dai registri battesimali della Basilica di SantEufemia apprendiamo che il giorno 3 febbraio 1769 nacque Teulié Pietro Giuseppe Biagio Baldassarre ..




Pietro Teulié
                                     

ⓘ Pietro Teulié

Dai registri battesimali della Basilica di SantEufemia apprendiamo che "il giorno 3 febbraio 1769 nacque Teulié Pietro Giuseppe Biagio Baldassarre, figlio di Filippo e di Teresa Crippa, legittimi coniugi", e che lo stesso giorno fu battezzato. I Teulié ebbero altri sei figli: Antonio fece il commerciante, Giuseppe combatté con Pietro, Remigio cadde in combattimento nel 1799, e poi Anna, Rosalinda e Giusta, i cui discendenti risiedono tuttora a Milano. Il padre funzionario statale, appartenne ad una famiglia borghese originaria della Linguadoca, aveva avviato il figlio alla carriera forense.

Laureato in giurisprudenza alluniversità di Pavia, Pietro Teulié esercitò la professione di avvocato a Milano, ma faceva fatica presso il consigliere Bossi quando i francesi di Bonaparte entrarono a Milano nel maggio del 1796: Teulié fu tra i primi a schierarsi a favore del cambiamento e si arruolò volontario nella Guardia Nazionale comandata dal duca Gian Galeazzo Serbelloni, divenendone subito il braccio destro.

Il 15 ottobre 1796 si arruolò nella Legione Lombarda, primo nucleo del futuro esercito cisalpino, come capo battaglione e aiutante del generale mantovano Giuseppe Lahoz Ortiz. Nellinverno del 1796 fu in Garfagnana e Lucchesia a reprimere una rivolta; nel febbraio dellanno dopo partecipò alla campagna contro lo Stato della Chiesa.

Alla battaglia del Senio, la Legione Lombarda si scontrò con lEsercito Pontificio, truppe non bellicosissime ma preponderanti di numero e ben disposte sul terreno. Ferito il generale La Hoz, Teulié lo sostituì allistante. La Legione sloggiò i pontifici, catturò 4 bandiere, 1000 prigionieri e 14 cannoni. Saputo che un gruppo di nemici si era asserragliato al forte di San Leo, dove due anni prima era morto Cagliostro, lo prese di slancio e proseguì fino a che la pace di Tolentino non lo fermò.

Nel luglio del 1797 fu a Milano, in agosto sul Tagliamento, nellautunno in Romagna, nel 1798 di nuovo negli stati pontifici, poi in Valtellina.

Nel febbraio del 1799 fu al comando della Divisione territoriale di Ferrara. Alla battaglia di Legnano "ebbe morto il cavallo sotto di sé". A Perugia gli affidarono lincarico di Capo di Stato Maggiore della divisione del Generale Garnier. Si batté ad Albano, Marino, Zagarolo e Frascati. Arrivò a Roma con le truppe stremate e rinserrò in Castel SantAngelo. Ne uscirà solo con lonore delle armi e un salvacondotto per imbarcarsi per la Francia.

Napoleone stava per rientrare dallEgitto, ma la prima Repubblica Cisalpina era finita; il suo esercito, battuto dagli austro-russi, riparò in Francia. Teulié si adoperò alla riorganizzazione delle truppe cisalpine in Legione italica; cera una sovrabbondanza di ufficiali e sottufficiali che tuttavia accettarono di servire come semplici soldati.

Il 14 giugno 1800 partecipò alla battaglia di Marengo, ottenendo pochi giorni dopo, con decreto del 10 messidoro dellanno VIII, la promozione a Generale di Brigata. A dicembre la brigata Teulié fu chiamata a far parte del corpo del Generale Brune. La sua missione sarebbe stata quella di attaccare il Tirolo per chiudere la ritirata agli austriaci. La campagna si concluse vittoriosamente con lingresso in Trento. Lordine del giorno del Ministero della Guerra diceva "Si deve ogni elogio allimperturbabile coraggio ed intelligente direzione del Generale Teulié".

Il 22 aprile 1801 2 fiorile dellanno IX fu nominato ministro della Guerra del Regno dItalia; ma si dimise nel luglio dello stesso anno. Anche se dimissionario, egli non rinunciò al suo progetto di una leva obbligatoria e di uno Stato indipendente e libero.

Comandò la Divisione Italica sulla Manica nel 1803. Il 16 agosto 1804, centomila soldati galvanizzati alle parole dellImperatore assistettero alla consegna delle croci della Legion dOnore ai dignitari dellImpero, fra questi Pietro Teulié che fu fatto cavaliere.

Per un complotto dei suoi nemici, nel 1804 fu deposto e arrestato; riabilitato da Napoleone, il 16 febbraio 1805 27 piovoso dellanno XIII fu promosso generale di divisione.

Nel 1806 lImperatore elevò Pietro Teulié alla dignità di Commendatore del neo-costituito ordine della Corona di Ferro.

Dopo essere rimasto per qualche tempo nel campo di Boulogne, dallinizio del 1807 operò in Pomerania. Partendo da Berlino, sempre al comando della Divisione Italica, sconfisse i Prussiani a Stargard e Neugarten Pietro Teulié venne nominato Governatore Militare della Prussia. Il 24 febbraio 1807 forzò il fiume Persante e il giorno dopo iniziò linvestimento di Kolberg. Napoleone fece sentire il suo apprezzamento citando gli Italiani nel 63° e 68° bollettino di guerra. Berthier scrisse: "Gli Italiani sono appena arrivati e già si distinguono. Teulié coi suoi va a passo raddoppiato, egli ha completamente battuto il presidio di Kolberg costringendolo a chiudersi nella Piazza.". Pose infine lassedio a Kolberg il 14 marzo 1807; il 25 marzo il generale francese Loison, tornato dalla sua malattia, riprese il comando, ma pregò Teulié di continuare a dirigere le operazioni riservandosi la prerogativa di avallare le decisioni dellesercito italiano. Napoleone, da grande stratega, non amava gli assedi e preferiva la battaglia in campo aperto, tuttavia apprezzò loperato di Teulié.

Il 12 giugno 1807, durante un combattimento in prima linea, una granata uccise due zappatori e gli strappò via un pezzo della coscia sinistra fino allosso; morì sei giorni dopo di tetano. Durante i funerali furono sospesi i combattimenti e gli stessi difensori prussiani resero onore al suo coraggio sparando a salve dalle mura.

Prima di morire, Pietro Teulié aveva chiesto di essere sepolto nellOrfanotrofio Militare per Figli di Militari Caduti al Fronte di Milano oggi Scuola militare "Teulié" "fra i miei figli". Il suo corpo, imbalsamato dal capo chirurgo Giuseppe de Filippi e racchiuso in una triplice cassa, fu portato a Milano lanno successivo e deposto nei sotterranei del Collegio degli orfani militari come da lui desiderato; successivamente fu trasferito presso loratorio della chiesa di San Celso e finalmente, nel 1836, sepolto dal fratello Giuseppe, tenente colonnello al servizio della Francia, al cimitero di Porta Ticinese. I visceri furono sepolti a Kolberg, dove gli stessi Prussiani eressero un monumento.

Alla morte del generale sorse una vivace polemica tra Foscolo e lavvocato Giuseppe Marrocco, autore dellelogio funebre. Marrocco chiamò in causa Foscolo, lamentandosi del suo silenzio: "Perché non ti alzi tu, prosatore robusto, originale poeta, Foscolo, tiranno del sentimento nelle lettere del buon Jacopo, persuasore ai supremi elogi nel tuo immaginario canto de Sepolcri: ti lagni che sulle tombe delluom grande non sieda il cantore e su quella del prode Teulié tu passi taciturno?". In risposta, Foscolo fece pubblicare un articolo intitolato "Osservazioni critiche intorno a un elogio funebre di Pietro Teulié". Accanto a pungenti osservazioni sullo stile dellelogio e sulle lacune di contenuto, Foscolo si rammaricava per essere stato preceduto nellelogio del suo generale: "Unico fra i nominati, Ugo Foscolo è uomo militare e fu amico di Teulié, e militò con lui nellesercito delle coste dellOceano; e possiamo asserire che Ugo Foscolo raccolse i documenti per unorazione da pronunciarsi ne funerali del suo generale, e sappiamo che ne mesi addietro la stava scrivendo: se poi labbia compiuta, e quando intenda pubblicarla non possiamo dirlo". Marrocco controreplicò con un nuovo scritto, in calce al quale collocò una "Formale dichiarazione" per prevenire una qualsiasi ulteriore risposta del Foscolo. Lautore dei Sepolcri non si diede mai pace di questa sua manchevolezza. Scrivendo a Saverio Bettinelli concludeva: "A dì passati io viveva tutto a miei studi, ed oggi, nel momento che vi scrivo, ho inchiodato nellanimo un tremendo dolore che porterò sempre con me. Il Generale Teulié morì a Colbergo; morì glorioso, e in battaglia: ma io ad ogni modo lho perduto! Vorrei pure consacrare allombra dellamico mio alcuna prova di questo mio poco ingegno, di cui egli andava compiacendo con tanto amore: ma lanimo geme, e lingegno geme con tutte laltre mie facoltà. Tenterò nondimeno, se non per onorare lamico mio che non sente più, almeno per mostrare allItalia qual figlio ha perduto, e per consolare langoscia di un vecchio padre, a cui non resta forse in tanta sciagura che la speranza della morte: Solatia luctus / Exigua ingentis, misero sed debita patri.".

                                     

1. Riconoscimenti

  • Giuseppe Marini pubblicò l"Ode in lode al valoroso Generale Pietro Teulié".
  • Alla Scala si tenne una rappresentazione scenica. Le parole erano del senatore Luigi Mambretti, cantava il contralto Elisabetta Gafforini, la più famosa primadonna del tempo, che nel 1810 avrebbe dato alla Scala il primato delle cinquantaquattro repliche consecutive.
  • Ha dato il nome alla Scuola Militare "Teulié" di Milano.
  • Il principe Eugenio, viceré dItalia, fece ribattezzare la nave Friedland con il nome di Pietro Teulié e il 30 giugno 1809 gli decretò gli onori del Pantheon.
  • A Pietro Teulié è intitolata una via di Milano, continuazione di Corso Italia. Nel 1951, al n. 1 di via Teulié venne fondato il Movimento Nucleare dagli artisti Enrico Baj e Sergio Dangelo e vi abitò lartista danese Asger Jorn, ispiratore del Situazionismo.
  • Napoleone sommò un gesto di stima e di onore ordinando che il suo nome fosse scolpito nella 17ª colonna sullArc de Triomphe de lÉtoile a Parigi, accanto a quello degli eroi dellArmée.