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ⓘ Storia dellAlgeria. La storia dellAlgeria fu, fin dallantichità, fortemente legata alle vicende dellarea del Mediterraneo. Controllata in successione da Fenici, ..




Storia dellAlgeria
                                     

ⓘ Storia dellAlgeria

La storia dellAlgeria fu, fin dallantichità, fortemente legata alle vicende dellarea del Mediterraneo. Controllata in successione da Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini, la regione divenne parte dellimpero ottomano, per entrare poi nei domini francesi durante il colonialismo. Come per molti altri Stati, lindipendenza fu seguita da un lungo periodo di instabilità politica.

                                     

1. Dalla preistoria alla conquista romana

Abitata fin dai progenitori delluomo, nella preistoria, la regione dellAlgeria era una savana, abitata da popolazioni di cacciatori-raccoglitori, fino al passaggio alleconomia di produzione allevatori-agricoltori tipica del Neolitico VI millennio a.C., come attestano numerose pitture rupestri, ad esempio nel Tassili nAjjer estremo sud-est dellAlgeria, oggi parco nazionale.

Successivamente si stanziarono nellarea antiche popolazioni berbere come i Numidi a est, i Mauri a ovest e i Getuli, tutti antenati degli attuali berberi. Gli antichi algerini comprendevano gruppi sia stanziali che nomadi, erano organizzati in tribù patriarcali e seguivano la religione animista. Come in altre parti dellAfrica, anche in Mauritania e Numidia le tribù si unirono formando talvolta veri e propri regni.

La maggior parte delle informazioni che abbiamo su di essi provengono da iscrizioni funerarie di età romana, ma sono sopravvissute anche molte costruzioni indigene, come le cosiddette tombe a ciuffo e alcuni siti archeologici, come Cirta Costantina, Cuicul Djémila e il mausoleo dei re di Mauritania vicino a Tipasa. Più recenti età romano-cristiana o epoche successive sono invece i dolmen, i cromlech e i menhir.

Dal VI secolo a.C., i popoli dellantica Algeria entrarono in rapporti alternatamente conflittuali e collaborativi con la ex-colonia fenicia di Cartagine, che tendeva a espandere il proprio dominio lungo la costa mediterranea. Quando questa entrò in guerra con Roma, anche i Mauritani e soprattutto i Numidi si trovarono coinvolti: il re numida Massinissa fu il principale alleato di Roma in Africa. Vinta Cartagine, dalla metà del II secolo a.C. lalternarsi di collaborazione e conflitto si replicò con Roma specie sotto i re Giugurta di numidia e Bocco di Mauritania alla fine del II secolo; anche i Numidi, che opposero una strenua resistenza sotto il re Giuba I, caddero tra il 46 e il 44 a.C. sconfitti dallesercito di Cesare in quanto alleati di Pompeo. Tuttavia, la Numidia e la Mauritania restarono autonome, almeno nominalmente, con Giuba II, fino al 40 d.C., quando vennero integrate amministrativamente nellImpero Romano. Oggi in Algeria restano numerosi siti archeologici romani: Tipasa, Timgad, Calama, Tigzirt, Ippona, Tébessa, Tidisse, e altri ancora.

A partire dal II secolo d.C. e certamente dal 256 d.C., la regione venne cristianizzata, presumibilmente a partire da Cartagine e dalle città della costa, e diede martiri e santi, il più famoso dei quali fu Agostino, vescovo dIppona. Allinizio del IV secolo, ladesione dei berberi al donatismo fu finalizzata alla ribellione politica contro limperatore romano, ormai cristiano, che si spense solo con la dichiarazione deresia nel 409. Agostino chiese per i donatisti un trattamento caritatevole, contribuendo a riportare la pace religiosa. Nel 428-430 la regione fu strappata al morituro Impero Romano dOccidente dai Vandali, barbari europei provenienti dalla Spagna, cristianizzati ma aderenti alleresia di Ario nel 430 morì Agostino, finché nel 534 non fu ripresa dallImpero Romano dOriente, ossia lImpero Bizantino.

                                     

2. La conquista islamica

Gli Arabi giunsero per la prima volta in Algeria nella seconda metà del VII secolo e non vi crearono insediamenti stabili fino allVIII, anche per laccanita resistenza dei berberi fino al 708. Ancora nel IX secolo e X secolo, i berberi aderiscono al Kharigismo come modo di opporsi politicamente agli arabi, e saranno sconfitti solo dagli Ziridi, dinastia anchessa berbera. Linfluenza araba trasformò completamente la cultura della regione; si diffusero lIslam e la lingua araba, e in seguito lAlgeria conobbe insieme alla Tunisia il dominio di una sequenza di dinastie arabe: gli Aghlabidi sunniti IX secolo e i Fatimidi sciiti X secolo-XII secolo.

Questi ultimi furono seguiti dalla dinastia berbera degli Hammudidi 1014-1152, ramo degli Ziridi di Tunisia 972-1152, e dai berberi Zanata nellovest e sud dellAlgeria e nord del Marocco, a cui succedettero alla fine dellXI secolo gli Almoravidi, una dinastia sanhaja come gli Ziridi originaria del sud del Marocco e più tardi imparentata con gli Zanata.

La ribellione degli Almohadi dorigine Zanata nacque in Marocco verso la metà del XII secolo e, conquistato il Marocco fra il 1143 e il 1147, occupa lAlgeria e la Tunisia nel 1152. Sia gli Almoravidi che gli Almohadi furono anche signori di al-Andalus, sviluppando perciò sia commercio che conflitti con la Spagna cristiana. Quando gli Almohadi caddero nel 1269 e il loro impero si frantumò, in Algeria si imposero e regnarono gli Abdelwadidi del Regno di Tlemcen, una dinastia anchessa di origine Zanata ma lest algerino era soggetto agli Hafsidi dIfriqiya.

Tuttavia, le dinastie eredi degli Almohadi furono soggetti in misura crescente alla pressione dei regni cristiani della riva nord del Mediterraneo occidentale, e in particolare della Spagna, frantumandosi e lasciando autonomia sulla costa ai corsari, con ciò rafforzando la determinazione spagnola. Per questa ragione, già nel 1516-1518 con Khayr al-Din Algeri accettò di diventare uno Stato barbaresco ossia berbero soggetto allimpero ottomano. LAlgeria ottomana perdurò fino al XIX secolo; a questo stato si può ricondurre la moderna identità nazionale algerina precedentemente, lAlgeria non aveva mai avuto sorti indipendenti dai vicini Tunisia e Marocco. Allinizio del XIX secolo gli stati barbareschi furono oggetto di vittoriose azioni militari da parte dei vari paesi occidentali: gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, i Paesi Bassi, e soprattutto la Francia.

                                     

3. La colonizzazione francese

Nel 1794 il Dey di Algeri aveva sostenuto la Francia repubblicana finanziando lacquisto di grano ma il prestito non era stato restituito. Inoltre, nel 1827 i francesi fortificarono un proprio deposito commerciale la Calle in Algeria e il 30 aprile il dey ebbe un acceso diverbio con il console francese. Con il pretesto delloffesa, Carlo X di Francia decise a fini di politica sia interna che estera la conquista dellAlgeria. 37.000 uomini simbarcarono sulla flotta nel maggio 1830, sbarcarono a Sidi Ferruch il 14 giugno e occuparono Algeri il 5 luglio.

Tuttavia, i francesi dovettero fronteggiare trentanni di ostinata guerriglia per giungere a controllare tutto il paese. A ovest dal 21 novembre 1832 lemiro Abd el-Kader oppose una strenua resistenza contro gli invasori europei, punteggiata da trattati e di riprese delle ostilità 15 ottobre 1839 fino alla resa 21 dicembre 1847. A sud, i francesi controllano i limiti del Sahara nel 1852, con la presa di Laghouat e di Touggourt, la capitolazione dei Beni-M’zab dello Mzab e quella del Souf. A est, in Cabilia, Lalla Fadhma nSoumer guida la resistenza dei berberi, fino alla sconfitta nella battaglia di Zaatcha autunno 1849 nellAurès, alla progressiva presa di Costantina, Piccola Cabilia e Grande Cabilia e infine alla cattura l11 luglio 1857; unultima rivolta cabila fu spenta 14 anni dopo, e alla fine del 1871 lAlgeria francese era "pacificata". Tra il 1852 ed il 1871 le vittime ammontarono a circa 1.000.000 di persone, un terzo della popolazione; con la successiva espropriazione delle terre ai contadini, la colonizzazione di massa poteva cominciare.

Già il 14 luglio 1865 Napoleone III attribuì il diritto alla nazionalità francese su domanda a tutti gli indigeni algerini tra le proteste dei coloni. Alla caduta di Napoleone, Adolphe Crémieux con lomonimo decreto del 24 ottobre 1870 attribuì automaticamente la cittadinanza ai soli 37.000 ebrei dAlgeria. In questo modo si faceva spazio allimmigrazione dei profughi da Alsazia e Lorena, spossessati dai tedeschi. Il 28 giugno 1881 il code de lindigénat, valido per tutte le colonie e applicato dal 1887, completò la discriminazione contro i musulmani dAlgeria distinguendo tra cittadini metropolitani e sudditi indigeni, questi ultimi privi di quasi tutti i diritti politici in particolare, minoritari per legge nei consigli municipali, soggetti alla sharia anziché al code civil e di fatto non tenuti, ad esempio, allistruzione obbligatoria pubblica. Al contrario, già nel 1889 la cittadinanza francese fu concessa agli stranieri residenti, in gran parte coloni provenienti dalla Spagna o dallItalia come gli Italo-algerini, così da unificare tutti i coloni europei pieds-noirs nel consenso politico alla discriminazione. Fra il 1865 e il 1930 solo 3.600 musulmani algerini otterranno, rinunciando solennemente alla legge coranica, la cittadinanza. Non soddisfatte, le lobby colonialiste non cessarono di domandare labrogazione del decreto Crémieux, che ottennero solo nel 1940 dal regime di Vichy. Solo dopo la seconda guerra mondiale, il 25 aprile 1945, la legge Lamine Guèye estese la cittadinanza francese a tutti i sudditi dellimpero coloniale.

I francesi ebbero sullAlgeria uninfluenza politica, culturale e demografica che ha pochissimi paralleli nella storia del colonialismo in Africa, tanto che nel 1947 lAlgeria sarebbe stata parificata al territorio metropolitano francese. Uno degli effetti più evidenti è la diffusione della lingua francese, che Kateb Yacine definì "bottino di guerra", ma che incontra oggi notevoli ostacoli per via di una rigida politica di arabizzazione da parte dei governi fin qui succedutisi al potere. questa guerra è durata circa 130 anni con 5.000.000 morti, non per dire ma in soli 7 anni circa 3.000.000 di morti per la patria.



                                     

4. La decolonizzazione

I primi movimenti nazionalisti erano già sorti dopo la prima guerra mondiale. La Stella Nord-Africana ENA, Etoile Nord-Africaine viene fondata, sotto legida del PCF Partito Comunista Francese nel 1925 fra il proletariato algerino residente in Francia. Il primo segretario fu Hadj Abd-el-Kader, membro del comitato direttivo del PCF, mentre il presidente era Messali Hadj, membro anchegli del PCF. Nel programma dellENA lindipendenza nazionale era collegata alla liberazione sociale e si rivendicava la nazionalizzazione di banche, miniere, porti, ferrovie e servizi pubblici. LENA passò da 3.000 iscritti nel 1927 a 40.000 nel 1931. Il più noto e diffuso è il Partito del Popolo Algerino PPA, fondato nel 1937 da Messali Hadj; messo fuorilegge dai francesi, fu rifondato nel 1946 con il nome di Movimento per il Trionfo della Libertà e della Democrazia MTLD dallo stesso Hadj, cui si accompagnava unOrganizzazione segreta OS dedita a sporadiche azioni armate. Nel periodo della seconda guerra mondiale, come altrove in Africa, ancor più in Algeria si consolidò il sentimento nazionalista e indipendentista. Nel 1945, i primi moti furono repressi duramente dai francesi in Cabilia.

Nel 1954 in Algeria vivevano 8 milioni di algerini musulmani arabi e berberi e 1 milione di "francesi dAlgeria" pieds-noirs e ebrei. Nel 1954 erano presenti diverse organizzazioni politiche indipendentiste, fra cui lUnion démocratique du manifeste algérien UDMA di Ferhat Abbas che nel maggio 1955 si unirà al FLN, il Mouvement national algérien MNA socialdemocratico di Messali Hadj e lAssociazione degli ulema musulmani algerini. Tuttavia, il ruolo decisivo sarà giocato dalla più radicale, il Comitato Rivoluzionario dUnione e dAzione CRUA, fondato nel marzo 1954 da Hocine Aït Ahmed, Ahmed Ben Bella, Krim Belkacem, Mostefa Ben Boulaïd, Larbi Ben MHidi, Rabah Bitat, Mohamed Boudiaf, Mourad Didouche e Mohamed Khider, molti dei quali provenivano dallesperienza del PPA, del MTLD e soprattutto dellOS. Mentre alcuni erano a capo delle zone interne, altri Ait Ahmed, Ben Bella e Khider operavano dallestero per esempio dal Cairo gestendo limportazione clandestina di armi verso lAlgeria; Boudiaf coordinava le zone e presiedeva il CRUA.

Il 10 ottobre dello stesso 1954 il CRUA decise di passare alle armi e formò il Fronte di Liberazione Nazionale FLN, avente per obiettivo lindipendenza, il cui esercito prese il nome di ALN. La guerra civile esplose il primo di novembre, simultaneamente ad un appello radiofonico al popolo algerino, allargandosi a macchia dolio dalla Cabilia a tutto il paese. Essendo il FLN politicamente ancora minoritario, lALN basava la propria azione su azioni non solo di guerriglia ma anche di terrorismo, così come daltra parte fecero anche i francesi in diverse occasioni.

Nel gennaio 1955 morì in combattimento Didouche e in marzo fu arrestato Bitat, capo del FLN ad Algeri; prese le sue veci Abane Ramdane, mandato dalla Cabilia; nel maggio lUDMA aderì al FLN, isolando il pacifista MNA; il 22 marzo 1956 morì Ben Boulaid. Nel settembre del 1955, lONU iniziò a occuparsi della situazione algerina e nel 1956, appena ottenuta lindipendenza, Marocco e Tunisia tentarono una mediazione. Il 10 agosto 1956 la Casbah di Algeri subì il primo attentato organizzato dai coloni 73 vittime; la risposta venne il 30 settembre con il primo attentato nella parte europea della città 4 morti e 52 feriti. Il 20 agosto 1956 il FLN tenne un congresso nella valle della Soummam, in Cabilia, per porre le basi politiche dellAlgeria indipendente. A questo proposito, Ramdane, che aveva organizzato il congresso assieme a Ben MHidi, espresse chiaramente la necessità di subordinare il potere militare a quello politico. Altri membri dellFLN Ben Bella, Belkacem e altri avevano però progetti diversi; Ramdane sarebbe stato assassinato il 27 dicembre 1957 a Tetuan Marocco. Il 22 ottobre 1956 furono arrestati diversi capi dellFLN in seguito a un dirottamento dellaereo che li portava a un incontro con il presidente della Tunisia e il re del Marocco. Il 1º dicembre il generale Raoul Salan viene nominato a capo della regione militare dAlgeria. Il 4 gennaio 1957 il presidente del consiglio francese Guy Mollet decise di affidare i pieni poteri civili e militari nel dipartimento di Algeri al generale Jacques Massu, a far data dal 7. Quello stesso giorno, una nuova azione di polizia, passata alla storia come battaglia di Algeri, fu intrapresa dai francesi per riprendere il controllo della città e privare la ribellione dei suoi leader ; conclusasi l8 ottobre, fu tecnicamente un successo. La resistenza tuttavia rimase attiva sulle montagne e soprattutto vinse la battaglia dellopinione pubblica internazionale.

Nel 1958, anno di costituzione del Governo Provvisorio della Repubblica Algerina GPRA di Ferhat Abbas da parte del FLN, la questione algerina giunse a una svolta: approfittando di uninterminabile crisi di governo il 13 maggio i vertici delle forze armate ad Algeri, Raoul Salan esercito, Philippe Auboyneau marina e Edmond Jouhaud aviazione, alleati ai coloni, presero il potere ad Algeri, seconda città di Francia, e il 1º giugno, di fronte al rischio di un colpo di Stato a Parigi, il presidente della repubblica René Coty delegò i poteri al generale Charles de Gaulle, eroe della seconda guerra mondiale, che formò un governo di salute pubblica e annunciò una nuova costituzione, che verrà approvata con referendum popolare il 28 settembre: dal crollo della IV repubblica nasce la V repubblica. Il 21 dicembre de Gaulle sarà eletto presidente dai francesi.

Appena ricevuti i poteri dal Parlamento, il 4 giugno, de Gaulle aveva pronunciato un discorso ad Algeri, con laffermazione Je vous ai compris e due giorni dopo a Mostaganem aveva gridato Vive lAlgérie française!. A sorpresa, già il 23 ottobre de Gaulle propose una "pace dei coraggiosi", rifiutata dal FLN e a dicembre rimosse Salan. Un anno dopo, il 16 settembre 1959 de Gaulle riconobbe pubblicamente il diritto allautodeterminazione degli algerini, provocando tra laltro gravissimi disordini e proteste da parte dei cittadini francesi in Algeria le cosiddette "giornate delle barricate", del gennaio 1960; con il suo intervento diretto, De Gaulle ottenne la fedeltà dei militari e fece così fallire politicamente le proteste. Il 3 dicembre 1960 il generale Raoul Salan, il deputato Pierre Lagaillarde guida dei coloni nel maggio 1958 e nel gennaio 1960, Jean-Jacques Susini e Joseph Ortiz fondarono lOrganizzazione dellArmata Segreta OAS. L8 gennaio 1961, un referendum tra i francesi della madrepatria convocato da De Gaulle riconobbe il diritto allautodeterminazione dellAlgeria. Di conseguenza si organizzarono e tennero gli incontri franco-algerini di Evian. In reazione a questi fatti, da un lato lOAS firmò la sua prima azione pubblica l11 marzo, dallaltro, dal 21 al 26 aprile fu tentato un colpo di Stato ad Algeri, guidato da quattro generali in pensione, che fallì anche grazie a un discorso televisivo del presidente De Gaulle in divisa da generale il 23 aprile. In seguito a questo fallimento Salan entrò in clandestinità e prese forza lOAS, che si oppose al GPRA, mettendo in atto diverse azioni terroristiche, soprattutto verso i francesi favorevoli allautodeterminazione e verso civili musulmani, culminanti nella insurrezione di Bab el-Oued 13 marzo 1962 e nelloperazione RocknRoll 15 marzo 1962.

Il conflitto si concluse il 19 marzo 1962 con un trattato firmato ancora a Evian, che prevedeva il cessate-il-fuoco e la legalizzazione del FLN. I piani insurrezionali dellOAS fallirono, così come i tentativi di impedire il rimpatrio dei coloni e, infine la politica della terra bruciata. Il 25 marzo Jouhaud venne arrestato a Orano e il 20 aprile Salan venne arrestato ad Algeri. 100.000 coloni lasciarono lAlgeria in maggio. Il 17 giugno Susini a nome dellOAS firmò un accordo di cessazione delle ostilità contro il GPRA. In seguito a un referendum per lautodeterminazione, tenutosi il 1º luglio 1962 con esito positivo, il 3 luglio la Francia dichiarò lAlgeria indipendente. Alla fine dellanno restavano solo 100.000 "francesi dAlgeria", un decimo rispetto a solo 8 anni prima.

                                     

5. LAlgeria indipendente

Immediatamente dopo aver ottenuto lindipendenza, lAlgeria fu scossa dai conflitti interni fra le diverse fazioni che aspiravano al potere, in particolare tra il GPRA Governo Provvisorio della Repubblica Algerina, firmatario degli accordi di pace di Evian con la Francia, più pluralista diretto da Abbas e Belkacem, e lesercito partigiano ANP Armata Nazionale Popolare, più militarista e dittatoriale condotto da Houari Boumedienne sostenuto da Ben Bella e Khider.

In un primo tempo, lo stesso Houari Boumedienne cercò lappoggio del capo storico dellinterno Mohamed Boudiaf promettendogli il sostegno dellEsercito qualora avesse accettato di guidare la nuova Algeria, soprattutto, per ricomporre la frattura tra politici e militari. Lo stesso Mohamed Boudiaf rifiutò qualsiasi investitura che provenisse dallEsercito e si dichiarò disponibile solo attraverso un normale processo democratico con elezioni libere e pluraliste. Houari Boumedienne offrì, allora, il sostegno militare allaltro capo storico dellesterno, cioè, Ben Bella a condizione che egli avviasse la costruzione di un socialismo di tipo sovietico e con gli aiuti sovietici ANP è stata equipaggiata dallURSS e formata da istruttori sovietici fino ai tempi di Chadli.

Nonostante questa crisi, il 20 settembre 1962 si tennero le elezioni per lAssemblea Costituente, da cui uscì vincitore lo stesso Ben Bella, designato primo capo di governo dellAlgeria indipendente. Tra il 1962 e il 1963 furono vietati il Partito Comunista Algerino PCA, ma anche le formazioni politiche di vecchi militanti del FLN come il Partito delle Rivoluzione Socialista PRS di Boudiaf e il Fronte delle Forze Socialiste FFS di Ait Ahmed.

L8 settembre 1963, lAssemblea Costituente emise una nuova Costituzione in cui lAlgeria veniva dichiarata repubblica presidenziale, e Ben Bella divenne presidente. La manovra di Ben Bella fu vista da molte parti come il primo passo verso linstaurazione di un regime militare e comunque a partito unico il "nuovo" FLN. Un movimento armato ribelle, nato in Cabilia e guidato da Aït Ahmed, fu represso nel sangue. In seguito, Ben Bella mise in atto una serie di riforme di ispirazione socialista, perché in tutta lAlgeria si stava diffondendo lautogestione spontanea, cioè, la sistematica appropriazione dei processi produttivi da parte dei lavoratori che conoscevano ancora i processi di lavorazione dopo essere rimasti senza i" padroni francesi”.

Le risoluzioni finali del 3º congresso del FLN aprile 1964 esimevano il presidente da ogni responsabilità sia verso il FLN sia verso lAssemblea Nazionale. Ben Bella ne approfittò per cercare di isolare lormai troppo potente Houari Boumedienne, primo vicepresidente e Ministro della difesa e da sempre suo sostenitore, licenziando man mano i suoi seguaci fino al ministro degli esteri Abdelaziz Bouteflika.

Il 19 giugno 1965, il colonnello Boumedienne diede luogo al" raddrizzamento rivoluzionario” che nientaltro era se non un colpo di Stato, appoggiato fra gli altri da Bitat, a cui seguirono violenti disordini, arresti in massa di militanti di sinistra, condanne allesilio e la nascita di nuove organizzazioni armate antigovernative. In realtà Houari Boumedienne rimproverava a Ben Bella la sua incapacità a trasformare lautogestione, diffusa ma popolare, in gestione di Stato del socialismo su modello sovietico. Per questo, lo stesso Houari Boumedienne definì la propria operazione un" Raddrizzamento Rivoluzionario”.

Un primo tentativo di rovesciare Boumedienne ebbe luogo nel 1967, ma non ebbe successo. Boumedienne fece probabilmente uccidere dai servizi segreti Khider in esilio in Spagna nel 1967 e Belkacem in esilio in Germania nel 1970. Sempre nel 1967, lAlgeria dichiarò guerra ad Israele, prendendo così parte nella guerra arabo-israeliana, anche se truppe algerine non entrarono di fatto mai in azione.

Boumedienne proseguì la politica socialista statalista di Ben Bella, statalizzando lindustria petrolifera nel 1971, per poi sviluppare ulteriormente la riforma agraria e istituire un servizio di assistenza nazionale. Il tutto, mantenendo il FLN come partito unico ma continuando a sottoporlo alle forze armate. Nel 1976, la costituzione venne modificata dichiarando ufficialmente lAlgeria stato socialista.

Alla morte di Boumedienne 27 dicembre 1978 salì al potere Chadli Bendjedid, il più anziano in grado fra i militari, che instaurò un regime presidenziale con mandato quinquennale del presidente. Chadli riconfermato nel 1984 e poi ancora nel 1988 mise in atto una politica più moderata dei suoi predecessori, indebolendo il potere repressivo e cercando anche la riconciliazione fra i diversi gruppi politici algerini. Emarginò Bouteflika, fece rilasciare Ben Bella, favorì il rientro di Ait Ahmed e portò avanti accordi con la Francia per favorire il ritorno in patria di 800.000 profughi che avevano lasciato il paese negli anni precedenti. Nella prima metà dottobre scoppiano dei moti popolari che accelerarono la democratizzazione. Nel 1989, la nuova costituzione introdusse numerose riforme in senso democratico; per la prima volta nella storia dellAlgeria indipendente, divenne possibile formare partiti politici precedentemente, lFLN era lunico partito legale.

                                     

6. La guerra civile

Nel 1990, le elezioni amministrative furono vinte con il 54% dal Fronte Islamico di Salvezza FIS di Abassi Madani e Ali Belhadj, che, guidato da Abdelkader Hachani dopo larresto dei primi due, si aggiudicò anche il primo turno delle successive elezioni politiche 26 dicembre 1991 in tutto il paese fuorché Algeri, il sud e lest. Su 430 seggi 231 furono assegnati in questo modo: FIS 47.3% e 188 seggi, FLN 23.4% e 15, FFS 7.4% e 25, MSP 5.3% e 0, indipendenti 4.5% e 3, altre liste (tutte