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ⓘ Capracotta è un comune italiano di 846 abitanti della provincia di Isernia, in Molise. Posta a 1.421 metri sul livello del mare è, dopo Rocca di Cambio in Abruz ..




Capracotta
                                     

ⓘ Capracotta

Capracotta è un comune italiano di 846 abitanti della provincia di Isernia, in Molise. Posta a 1.421 metri sul livello del mare è, dopo Rocca di Cambio in Abruzzo, il comune più alto dellAppennino.

Nonostante le origini medievali, il borgo ha un aspetto moderno a causa della ricostruzione dovuta ai danni della seconda guerra mondiale, eccetto alcuni monumenti come le chiese. Dagli anni 50 in poi è iniziata a diventare una delle principali stazioni sciistiche molisane, assieme a Campitello Matese, determinando lo sviluppo economico e turistico.

                                     

1. Geografia fisica

"Non è difficile scorgere su di una qualsiasi carta geografica dItalia il territorio di Capracotta: basta seguire con lo sguardo da sinistra a destra la linea della latitudine di Roma, e da sotto in su quella longitudinale di Napoli per incontrarlo nella convergenza delle due linee. Perché labitato è posto proprio sul parallelo 41 ½ e sul meridiano del Castel dell’Ovo. Si stende fra lagro di Pescopennataro e SantAngelo del Pesco verso Nord, di quello di Agnone ad Est, di Vastogirardi a Sud e di S.Pietro Avellana e di Castel del Giudice ad ovest per unampiezza approssimativa di 4500 ettari in cifra tonda, tomoli locali 13500 circa di are 33.65 ciascuno".

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Il punto più alto del territorio comunale è la vetta di Monte Campo a 1746 m s.l.m. A valle dellabitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, è sito il Giardino della Flora Appenninica ", orto botanico di alta quota che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dellItalia centro-meridionale.

Capracotta è unimportante località climatica e sciistica. Ha due importanti impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; laltro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: questultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

In inverno non è difficile imbattersi in bufere di neve, specialmente nei mesi di gennaio e febbraio. Per questo Capracotta è nota nel Centro-Sud Italia anche come il paese delle bufere. Il manto nevoso può facilmente superare il metro. Nel marzo 2015, sono stati rilevati 256 centimetri caduti in sole 18 ore, tuttavia questo dato risulta essere notevolmente sovrastimato, le misure a norma hanno registrato un valore di "soli" 90–120 cm, anche se leccezionalità è stata riconosciuta dal Guinness dei primati.

                                     

2. Origini del nome

È piuttosto controversa lorigine del nome. Ugo Mosca, in un vecchio studio, ha sostenuto lipotesi che provenisse dalla combinazione di due presunti termini italici "kapp"- luogo alto e "kott"- luogo roccioso che descrivono due proprietà del territorio cittadino. Altri fanno derivare il toponimo da due termini latini: "Castra cocta", cioè da una presunta presenza di accampamenti militari protetti da un "agger coctus" una recinzione in mattoni.

Recenti studi, infine, attribuiscono le origini del toponimo e della fondazione stessa dellabitato alla tradizione religiosa dei Longobardi di sacrificare una capra in onore del loro dio Thor, appena insediatisi in un luogo appena conquistato, e di mangiarne le carni come rito apotropaico contro lesaurimento delle fonti di sostentamento del gruppo tribale che, diventando stanziale, si faceva comunità. Al periodo longobardo, non a caso, risale la più antica attestazione del nome: un atto di donazione del 1040. Questi studi si basano su un esame particolareggiato delle persistenze storico-toponomastiche dellAlto Molise e di tutti i territori italiani dominati nel Medioevo dai Longobardi. In Italia, infatti, esistono altre "Capracotta": in Campania, Lombardia, Toscana e Umbria. Si tratta di luoghi pianeggianti o vicini al mare ma tutti conquistati e governati dagli Uomini dalle Lunghe barbe.

A partire dalle ricerche di Luigi Campanelli, e in seguito allaffermarsi degli studi romanistici sui riti di "devotio", vè oggi una nuova ipotesi toponomastica che farebbe risalire il nome di Capracotta alla consacrazione di tre capre per la gloria di Gaio Aurelio Cotta, che nel 200 a.C. diventava secondo console contemporaneamente allinvio di dieci commissari ripartitori nel Sannio per la spartizione delle terre requisite ai Sanniti: il nome originario del villaggio, Capræ Cottæ, proverrebbe letteralmente dalle "capre di Cotta".

Lo stemma del paesino testimonia, tuttavia, una leggenda. Questa afferma che alcuni zingari vollero costruire un villaggio e accesero un fuoco per arrostire una capra. Ma questa capra saltò sul fuoco e riuscì a fuggire. Nel punto in cui lanimale si fermò esanime, gli zingari decisero di stabilirsi. In realtà, questo rito, più che a riferirsi a un fatto storicamente verosimile gli zingari arrivarono in Italia soltanto a partire dal XV secolo quando Capracotta contava più di mille abitanti, sembra voler giustificare il carattere eternamente peregrinatorio degli abitanti di Capracotta.



                                     

3. Storia

Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio del Comune di Capracotta risalgono al Paleolitico: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia delluomo di Neandertal.

Il primo insediamento stabile risale, invece, al IX secolo a.C. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla soprintendenza per i beni archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito. Gli scavi archeologici hanno svelato lesistenza di un sito con una vitalità di circa mille anni: da alcune capanne circolari del IX secolo a.C. a edifici in marmo del I secolo d.C. collocati in un contesto urbano ben pianificato.

Lattuale paese di Capracotta, invece, nasce sullo sperone della Terra Vecchia nei primissimi decenni del Medioevo durante la conquista longobarda del Mezzogiorno dItalia fine VI- inizi VII secolo d.C. Si sviluppa nei secoli successivi attraverso la pratica della transumanza, cioè lo spostamento invernale degli armenti dalle alture dellAbruzzo al Tavoliere delle Puglie. Durante la seconda guerra mondiale, Capracotta viene quasi interamente distrutta dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro con il fuoco e la dinamite. Tra i monumenti perduti, vi era una torretta dellorologio, ultimo residuo delle antiche mura di cinta, spazio poi recuperato come fontana.

Negli anni 50 il borgo fu interamente ricostruito e vi fu installato un impianto da sci sopra il Monte Capraro. Il borgo ha avuto una forte vocazione turistica già a partire dalla fine dellOttocento, in modo particolare con lattrazione di turismo da Napoli. Agli inizi del secolo scorso, numerose famiglie dellaristocrazia romana e soprattutto napoletana trascorrevano le vacanze invernali nei comodi e confortevoli alberghi cittadini. In una citazione di Alberto Sordi ne Il conte Max, Capracotta è descritta come la Piccola Cortina DAmpezzo degli Abruzzi. Capracotta è famosa anche per le abbondanti nevicate. Nel mese di marzo del 2015, nel giro di 17 ore, è caduta più di due metri di neve battendo il precedente record di Silver Lake in Colorado Usa dove, nel 1921, erano caduti 193 centimetri di neve in 24 ore.

                                     

4. Monumenti e luoghi dinteresse

Aree naturali

  • Sorgente dell Acqua Zolfa ;
  • Parco fluviale del Verrino;
  • Riserva naturale di Pescobertino;
  • Villa comunale.
  • Giardino della flora appenninica;
  • Prato Gentile;
                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Cielo Assunta Si trova sulla parte più alta del paese, nel rione Terra Vecchia, e fu sede della collegiata. Non si sa come fosse la chiesa preesistente quella attuale, fatto che è frutto di un rifacimento totale del 1725. Lantichità della chiesa è testimoniata da un bassorilievo del campanile, che reca il simbolo dellAlbero della Vita, depoca rinascimentale, i muri adiacente, con il portale della cappella della Visitazione, mostrano delle buche per le campane. Il campanile in pietra, a pianta quadrata, ha lattuale aspetto frutto del restauro del 1898. Alla chiesa arcaica è anche riconducibile il fonte battesimale in legno di noce, con decorazioni in oro, restaurato nel 1980, e un fonte in pietra. Nel XVIII secolo lo stemma civico fu spostato sullaltare maggiore dal Municipio, e la chiesa divenne simbolo dellintera comunità capracottese. La vecchia chiesa era citata sin dal 1673, divisa in tre navate, come quella attuale, col capo altare e altri laterali, mentre allesterno sorgeva il campanile a torre, ancora oggi esistente, a testimonianza del cambiamento di orientamento dellasse della nuova chiesa, per delle disomogeneità evidenti nellallineamento dei due edifici. La peste del 1656 decimò la popolazione, mentre lanno successivo uninvasione di briganti danneggiò la chiesa, sicché i progetti per un restauro della chiesa furono suggeriti dal lombardo Carlo Piazzola, attivo nellAbruzzo. La chiesa fu trasformata completamente, con interno a tre navate, la cui lunghezza doveva raggiungere 35 metri, e larghezza 18 al transetto, la cupola fu posta a 15 metri, allaltezza del transetto centrale. La facciata in pietra sarebbe stata fiancheggiata da due state, alta 9 metri, larga 20, e orientata a sud-est, il dislivello tra le mura ed ovest e contrafforti ad est erano di 20 metri. Larchitettura interna, con labbellimento a stucchi e pennacchi, fu parzialmente completata tra il 1749 e il 57, le stuccature sono in oro zecchino, grazie al lavoro degli artigiani di Pescocostanzo AQ, anche se la maggior parte dellopera nei secoli seguenti fu sostituita da porporina, le pareti furono dipinte in azzurro, affrescate con una schiera di 40 angeli che reggono medaglioni dedicati a vari santi, dipinti solo nella prima metà del XX secolo, e non tutti. Gli altari sono dedicati allAssunta capo altare e a San Sebastiano, con delle preziosi reliquie ossee. Le statue sono quelle dellAssunta, dellAddolorata col Cristo morto, di San Sebastiano, del Sacro Cuore di Gesù, di San Giovanni Bosco, di pregevole fattura il gruppo della Visitazione e quella dellImmacolata Concezione. Allingresso della chiesa ci sono vari dipinti, sotto lorgano presso il capo altare, cè quella dellUltima Cena del Solimena, sopra il battistero cè la tela di SantAnna con Maria bambina; nella sacrestia si trova un dipinto a forma ellittica con la raffigurazione della Natività di Gesù, nella parte sottostante le scale cè la pittura dello Spirito Santo a motivi floreali. La chiesa di Santa Maria Assunta fu consacrata il 14 settembre 1755, sotto la diocesi di Trivento CB, laltare maggiore completato lanno precedente dal napoletano Biagio Salvati, interamente in marmo intarsiato con il tabernacolo sul quale poggiano due angeli e il paliotto dellAssunta. Lorgano in legno si trova nellaltare maggiore, rappresenta il punto cardine della prospettiva architettonica della chiesa, realizzato tra il 1750 e il 1779, dotato d 700 canne. Di interesse anche lattigua cappella della Visitazione, con soffitto a lacunari a motivi floreali, alcuni dipinti derivanti da opere classiche, come lAssunta di Tiziano Vecellio. Limpianto è del progetto di Luca DOnofrio, fu restaurata nel 1913, con la rimozione delle lapide delle antiche sepolture presso la chiesa, dato che Capracotta sino al XIX secolo non dispose di un cimitero pubblico. Dopo i danni della guerra mondiale, nuovi restauri, con pittura delle parti lasciate spoglie degli interni, ci sono stati nel 1954. Chiesa di SantAntonio di Padova Piccola chiesa che si trova nella parte finale del Corso SantAntonio, risalente al XVIII secolo, ma forse edificata su una preesistente costruzione. La cappella è dedicata al Santo protettore degli animali, molto venerato in paese, ha pianta rettangolare in pietra con ordine di finestre laterali, e facciata semplice a capanna, sormontata da un campanile centrale a vela. Linterno è a navata unica, riccamente stuccato, con nicchie laterali per le statue dei santi, e qualche tela di scuola napoletana. Laltare maggiore ha la nicchia maggiore del santo, è sovrastato da una balaustra con la cantoria, e da un piccolo organo a canlle nella cassa lignea finemente decorato.

Chiesa di San Giovanni Battista

Si trova nella parte alta del paese, in piazza Emanuele Gianturco, è una piccola cappella rettangolare, con facciata a capanna, portale architravato in pietra concia, e sovrastante campanile a vela, simile alla chiesa di SantAntonio. Linterno a navata unica è più umile quanto a decorazione di questa precedente. Anticamente era dedicata ai SS. Giovanni, Sebastiano e Rocco. Santuario della Madonna di Loreto Si trova fuori il paese, dirigendosi verso Monte Capraro. Esistente già dal 1622, aveva 8 sacerdoti, possedeva molti feudi, nel 1950 dopo i danni della guerra è stata ricostruita, seguendo lo stile neo romanico e neogotico, è sede di una confraternita che organizza ogni 3 anni a ciclo una processione di cavalli bardati. Nella stagione di transumanza, da questa chiesa partivano gli armenti. La chiesa è semplice, con la facciata neo romanica, loculo centrale del rosone, e il portale ad arco ogivale strombato in pietra bianca, linterno è a navata unica semplice, che mostra ancora le reminiscenza barocche, soprattutto per laltare in legno, con la statua della Madonna col Bambino. Chiesa di giuspatronato di San Vincenzo Ferreri Si trova in via Roma, è del XVIII secolo, ha facciata semplice a capanna, con portale architravato e finestrone centrale sovrastante.

Chiesa di Santa Lucia di Siracusa

Chiesetta campestre del XVIII-XIX secolo, costruita fuori il paese, nella località omonima. Consta di una pianta rettangolare a capanna, con portale architravato e in cima il campanile a vela.


                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

  • Sorgente dell Acqua Zolfa ;
  • Parco fluviale del Verrino;
  • Riserva naturale di Pescobertino;
  • Villa comunale.
  • Giardino della flora appenninica;
  • Prato Gentile;
                                     

5. Cultura

Dal 1962, in località Prato Gentile, viene celebrata La Pezzata, sagra della pecora bollita che si tiene ogni prima domenica di agosto. La tradizione di bollire la pecora risale alla pratica della pastorizia transumante lungo il tratturo. Nel 2014 questo piatto è stata inserito tra le "eccellenze" dalla rivista Gambero Rosso. Appena 2 km fuori dal paese, in direzione Prato Gentile, Capracotta ospita il giardino della flora appenninica, un orto botanico naturale fra i più alti di Italia 1525 m s.l.m., in cui vengono conservate e tutelate le specie vegetali della flora montana e altomontana autoctona dell’Appennino centro-meridionale. Si tratta dell’unico orto botanico della regione Molise, ponendolo come un importante osservatorio sulla biodiversità situato in un contesto suggestivo per la presenza di numerosi habitat naturali, tra i quali praterie, faggete, roccaglie, zone umide, arbusteti, insieme a zone tematiche curate dedicate alle piante officinali, alle varietà orticole autoctone. La ricchezza di specie endemiche, rare e protette, fa di questo orto un laboratorio attivo sulle misure di protezione e conservazione della flora montana e alto-montana. Attualmente, il giardino è gestito da un consorzio tra il comune di Capracotta, l’Università degli Studi del Molise e la Regione Molise, le cui attività di ricerca e promozione sono gestite e assicurate dal Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’ateneo molisano con sede a Pesche.

                                     

5.1. Cultura Riferimenti a Capracotta

  • Ernest Hemingway, nel suo capolavoro A Farewell to Arms Scribner, 1929, conosciuto in Italia come Addio alle armi 1965, in cui racconta le proprie esperienze di guerra, cita un cappellano di Capracotta che parla con commozione del paese altomolisano, dove "cerano le trote nel torrente sotto la città. Era proibito suonare il flauto la notte.Quando i giovanotti facevano le serenate, soltanto il flauto era proibito. I contadini chiamano tutti Don e quando incontrano qualcuno si tolgono il cappello".
  • Uys Krige, soldato sudafricano detenuto presso il campo di prigionia di Fonte dAmore Sulmona durante la Seconda guerra mondiale, parlando della sua fuga per raggiungere gli alleati a sud, scala in modo rocambolesco alcune alture di Capracotta, raccontando il tutto nel suo The way out Miller, 1955, tradotto in italiano col titolo Libertà sulla Maiella Vallecchi, 1965.
  • Lo scrittore napoletano Antonio Pascale ha descritto lo spettacolo dei misconosciuti pascoli molisani nel suo Non è per cattiveria Laterza, 2006 e ha avvicinato la bellezza di Capracotta a quella di Courmayeur.
  • Clotilde Marghieri, nel suo Vita in villa Ricciardi, 1960, loda un certo Vincenzo Carnevale di Capracotta, domestico "malinconicissimo, un uomo di innata nobiltà e saggezza, un vero filosofo".
  • Il grande filologo Francesco DOvidio narra la vicenda del bandito Ippolito Amicarelli, imboscatosi a Capracotta "che certo fu uno de suoi rifugi", nei suoi Rimpianti Sandron, 1903.
  • Lina Pietravalle, giornalista primonovecentesca, nel volume Molise Nemi, 1931, scrisse che "gli alberghi di Capracotta Sannita, bellissima a 1.480 metri, e di Rivisondoli rassomigliano alle vecchie case provinciali".
  • Lisernino Franco Ciampitti, grande narratore della vita contadina e pastorale del centro-sud, prima ne Il tratturo Larte tipografica, 1968 e poi nel suo racconto Il grande viaggio, contenuto nellomonima raccolta Varesina, 1971, resterà estasiato dal suo primo incontro con Capracotta innevata.
  • Nella biografia di Tommaso Besozzi curata da Enrico Mannucci, questultimo racconta un episodio che lillustre giornalista vigevanese visse a Campobasso allorquando conobbe Emanuele Paglione, procaccia di Capracotta, il quale, incurante della bufera di neve che aveva isolato il villaggio altomolisano, aveva raggiunto a cavallo il capoluogo per effettuare il servizio postale.
  • Nel film Il conte Max, diretto da Giorgio Bianchi e interpretato da Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Tina Pica, viene menzionato spesso il nome di Capracotta quale meta di vacanza invernale. Nel film, il protagonista Alberto Boccetti interpretato da Sordi la definisce "piccola Cortina degli Abruzzi" allepoca del film Abruzzo e Molise erano ancora ununica regione.
  • Lo scrittore belga Christian Beck visita Capracotta nellestate del 1909. Trascorre le sue giornate passeggiando tra i boschi. Si innamora della giovanissima Maria Pia Falconi che immortala, col nome di Trianon, nel suo capolavoro Le Papillon. Journal dun romantique Bénard, 1910.
  • Edmondo De Amicis, durante il viaggio transoceanico raccontato in Sulloceano Treves, 1889, nella moltitudine di persone incontrate a bordo cita testualmente "la faccetta rotonda della contadina di Capracotta".
  • Della giornalista nonché storico delle migrazioni Amy Allemand Bernardy, allinterno della raccolta Italia randagia attraverso gli Stati Uniti Bocca, 1913, spicca la descrizione: "ora che là verso Capracotta sale la luna, la gran luna bionda, lattea, pallida, opalina, che vela di agreste dolcezza il mondo".
  • Lo scrittore Eugenio Corti nel suo secondo romanzo I poveri cristi Garzanti, 1951, racconta la propria esperienza nellesercito italiano in seguito allarmistizio dell8 settembre 1943. Durante il tragitto che lo porterà ad unirsi alle truppe alleate, sosterà a Capracotta dicendo che "dei luoghi di villeggiatura aveva infatti la riduzione di tutto a superficie e la sgargiante monotonia". A dispetto della popolazione, gli albergatori del posto gli rifiutarono ospitalità.


                                     

6.1. Economia Pista da sci

Capracotta è meta frequentata soprattutto linverno per lo sci, con turisti provenienti prevalentemente dal Lazio, dallAbruzzo e dalla Campania. La pratica più diffusa è quella dello sci di fondo in località Prato Gentile 1.573 m., alle pendici di Monte Campo 1.746 m., presso il prestigioso stadio del fondo "Mario Di Nucci", che nel 1997 ha ospitato i Campionati italiani assoluti e nel 2004 la Coppa Europa. Da quella località si diramano tre piste di diversa difficoltà anello di monte, anello di valle e anello turistico, per una lunghezza complessiva di oltre 15 km.

Dal 1995 sono stati installati impianti per lo sci alpino alle pendici del Monte Civetta, a confluenza col Monte Capraro 1.730 m., che comprendono:

  • Seggiovia Monte Civetta
  • Sciovia "Piana del Monte"

Queste due seggiovie portano alle seguenti piste:

  • Monte Capraro 1630-1380 metri
  • Piana del Monte 1560 m
  • Pista sotto il Monte 1380 m
                                     

6.2. Economia Artigianato

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, che pur non essendo diffuse come nel passato non sono del tutto scomparse, e si distinguono per larte della tessitura finalizzata alla produzione di coperte.

                                     
  • La stazione meteorologica di Capracotta è la stazione meteorologica di riferimento per la località di Capracotta La stazione meteo si trova nell Italia
  • 14.276585 E41.845018 14.276585 Il giardino della flora appenninica di Capracotta è un orto botanico naturale che si trova a 1550 m s.l.m. È tra i più alti
  • Avellana - Capracotta è una fermata ferroviaria, posta sulla ferrovia Sulmona - Isernia, a servizio dei comuni di San Pietro Avellana e di Capracotta situati
  • accedere ad un eremo medievale, mentre Capracotta è racchiusa attorno alla chiesa madre di Santa Maria Assunta. Capracotta e il monte sono meta frequentata
  • fiume Trigno. Il torrente, nasce in località Ara Petracca, in comune di Capracotta 1250 m s.l.m. La sorgente è situata tra il monte Campo 1745 m s.l
  • comuni suddivisi nelle 3 aree locali di Agnone ex settori di Agnone, Capracotta Carovilli e Forlì del Sannio Isernia ex settori di Cantalupo nel Sannio
  • Ortensio Nicola Falconi Capracotta 6 dicembre 1834 Roma, 28 dicembre 1916 è stato un magistrato e politico italiano. Entrato nella magistratura borbonica
  • Torcuato Di Tella Barone di Sessano Capracotta 1892 Buenos Aires, 1948 è stato un imprenditore, antifascista e filantropo italiano naturalizzato argentino
  • si estende per una superficie di 60, 72 km² e confina con i comuni di Capracotta a nord, San Pietro Avellana, Castel di Sangro AQ e Rionero Sannitico
  • prima aprì i giardini come villa comunale e poi si trasferì da Palazzo Capracotta nel 1887. Tra i lavori eseguiti nell Ottocento vi è la soprelevazione
  • Macchiagodena Roccamandolfi Sant Angelo in Grotte mandamento IV di Capracotta comuni di Capracotta Castel del Giudice Pescopennataro San Pietro Avellana Sant Angelo