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ⓘ Chosŏn Inmin Kun Konggun. La Forza Aerea della Repubblica Democratica Popolare di Corea è lattuale aeronautica militare della Corea del Nord e parte integrante ..




Chosŏn Inmin Kun Konggun
                                     

ⓘ Chosŏn Inmin Kun Konggun

La Forza Aerea della Repubblica Democratica Popolare di Corea è lattuale aeronautica militare della Corea del Nord e parte integrante delle Forze armate della Corea del Nord. È la seconda più grande componente delle Forze armate della Corea del Nord con una stima di 70.000 militari e 1620 aeromobili di diverso tipo, per lo più di origine sovietica e cinese.

                                     

1. Storia

Essa nacque il 20 aprile 1947 e, pur mantenendo la denominazione tradizionale ispirata a quella della Repubblica Popolare Cinese, il 20 agosto 1948 diventò autonoma dallesercito e prese ad ispirazione lorganizzazione le dottrine operative sovietiche. Come obiettivo primario si pose la difesa dello spazio aereo e del territorio nazionale, assumendo quale ruolo secondario lappoggio tattico allesercito e alle forze navali.

                                     

2. Sviluppo

Contestualmente iniziò il riequipaggiamento ad opera dellUnione Sovietica che fornì inizialmente il materiale di volo utile per la formazione dei piloti, come i Polikarpov Po-2 Mule egli Yakovlev Yak-18 Max. Una parte delladdestramento, comunque, si svolse in URSS e Cina. Contestualmente allallestimento di scuole di volo sul territorio nazionale, giunsero nuovi aeroplani: aerei dattacco Ilyushin Il-10 Beast, caccia Lavochkin La-9 Fritz e Yakovlev Yak-9 Frank. Fu con questo equipaggiamento che la forza aerea giunse alla decisione di invadere la Corea del Sud il 25 giugno 1950. Con leccezione degli addestratori Yak-18, il materiale di volo nordcoreano era tutto superato e per questo motivo inizialmente furono compiute soprattutto, missioni notturne. Laviazione si specializzò in missioni di "night harassment", cioè sortite di disturbo mediante i Po-2 e, in misura minore, con gli Yak-18 armati con bombe di piccolo calibro. Ad opporsi alla Joseon Inmingun Gong Gun vi erano le forze aeree che avevano aderito alla risoluzione delle Nazioni Unite, con la leadership statunitense, che disponevano di aeroplani ed elicotteri moderni e la forza aerea nordcoreana, per operare con un minimo di sicurezza, fu costretta a basarsi su aeroporti in territorio cinese. Naturalmente Pyongyang aveva fatto conto sullappoggio sovietico che si concretizzò nellinvio degli allora modernissimi caccia Mikoyan-Gurevich MiG-15 Fagot, inizialmente con piloti russi. Quando il 27 luglio 1953 si arrivò alla sospensione delle ostilità, la forza aerea nordcoreana poteva contare su svariate centinaia di MiG-15bis Fagot-B e biposto MiG-15UTI Midget. Questi aerei rimasero in servizio di prima linea fino alla fine degli anni Cinquanta e linizio dei Sessanta, finché furono sostituiti dai MiG-17 Fresco, mentre gli esemplari biposto rimasero in servizio ancora per almeno un ventennio. Allinizio degli anni Sessanta furono consegnati 24 bombardieri tattici Ilyushin Il-28 Beagle cui si aggiunsero oltre 50 Harbin H-5, cioè la loro versione costruita su licenza in Cina. Nel 1961 vi fu la prima firma di un contratto di mutua assistenza in campo militare con lURSS, a seguito del quale arrivarono Mikoyan-Gurevich MiG-19 Farmer e Mikoyan-Gurevich MiG-21 Fishbed nelle versioni MiG-21F-13 e MiG-21U; nel 1968 si aggiunsero i MiG-21PFM.

                                     

3. LEmbargo internazionale

Con la denuncia da parte di Pyongyang del trattato di non proliferazione nucleare, il 12 marzo 1993 le Nazioni Unite decretavano un embargo e anche la Russia sospendeva le forniture. Alla fine degli anni Novanta vi è stata una richiesta coreana per ottenere parti di ricambio per i MiG-29; i ricambi sono arrivati ma il 55º Reggimento delle Guardie di Kumsong su due squadriglie, parte della I Divisione da Combattimento di Sunchon, attualmente avrebbe solo 15 aeroplani in linea, dei quali cinque operativi, a rotazione, mentre gli altri 10 sono sottoposti a manutenzione. Impossibile dire se lulteriore ventina di aerei citati da diverse agenzie siano esistiti veramente, ma è probabile che il dato si basi su una previsione di fornitura che nella realtà non si è verificata. Lultima consegna della quale si abbia notizia certa è avvenuta negli anni Novanta. La Corea del Nord, infatti, aveva trattato la cessione di 40 MiG-21bis di seconda mano firmando un contratto del valore di circa otto milioni di dollari con la Agroplast della Repubblica Ceca. La Agroplast avrebbe dovuto acquistare gli aerei dalla kazaka Uralsk Metallist Plant che li aveva acquistati dal ministero della difesa del Kazakistan per poi demolirli. Il negoziato si è svolto allinsaputa del governo ed il ministro degli esteri Tokayev, quando sei MiG-21 kazaki sono stati intercettati a Baku, in Azerbaigian, e sequestrati, ha dichiarato di aver scoperto che vi erano già state 5 consegne per un totale di 30 aerei. In precedenza vi erano stati tentativi analoghi di triangolazione con la connivenza del governo della Sierra Leone che, nel 1997, aveva richiesto al Kazakistan di acquistare 133 MiG-21bis ed a seguito del rifiuto, analoga richiesta era stata fatta tramite il Perù, con lo stesso esito; si è parlato anche di ulteriori tentativi ma Tokayev non ha precisato con la complicità di quali paesi. Oggi la linea di MiG-21 è valutabile in 106 aerei, con la possibilità di un massimo di 150. Cè da registrare anche una richiesta alla Cina per lacquisto di cacciabombardieri Xian JH-7, ma Pechino ha preferito rispettare lembargo e non se ne è fatto nulla.



                                     

4. Lo scandalo degli elicotteri Hughes

Le prime immagini di elicotteri statunitensi Hughes con insegne nordcoreane, apparvero in Occidente soltanto il 27 luglio 2013, in occasione della parata militare tenuta a Pyongyang per celebrare i 60 anni dallarmistizio che pose fine alla guerra tra la Corea del Nord e quella del Sud. La loro vicenda si può ricostruire così: tra il 1983 ed il 1985 agenti nordcoreani avevano contattato la Delta Avia GmbH tedesca, unazienda controllata dalla californiana Associates Industries dei fratelli Semler che, tra laltro, distribuiva gli elicotteri Hughes. I nordcoreani richiesero 100 tra MD-500D e MD-500E più uno o due H-300C per valutare lopportunità di acquistare in seguito anche questo tipo più leggero, per un valore di circa 40 milioni di dollari. La Delta Avia richiese gli elicotteri alla Hughes di Mesa, negli Stati Uniti, ufficialmente per venderli ad un operatore nigeriano e invece furono trasportati, via mare, a Hong Kong dove una nave sovietica li trasferì in Corea del Nord. Le autorità americane scoprirono il traffico quando erano già stati consegnati 87 elicotteri e sequestrarono i 13 mancanti; incidenti e difficoltà di manutenzione hanno in seguito ridotto la flotta nordcoreana a circa 60 macchine.