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ⓘ Collecchio sorge sulla riva destra del fiume Taro, a una decina di chilometri a sud-ovest di Parma, cui è collegato attraverso la strada statale 62 della Cisa e ..




Collecchio
                                     

ⓘ Collecchio

Collecchio sorge sulla riva destra del fiume Taro, a una decina di chilometri a sud-ovest di Parma, cui è collegato attraverso la strada statale 62 della Cisa e la linea ferroviaria Parma-La Spezia.

Il territorio comunale è quasi totalmente pianeggiante, a eccezione della zona collinare su cui si trova una porzione del centro di Collecchio, sviluppata attorno alla pieve di San Prospero. Dal margine sud-ovest dellabitato si sviluppa il parco naturale regionale dei Boschi di Carrega, che prosegue nelladiacente comune di Sala Baganza.

                                     

1. Storia

Le più antiche tracce umane rinvenute nella zona risalgono al Paleolitico, ma i primi insediamenti sorsero probabilmente durante letà del bronzo, quando i Terramaricoli edificarono due villaggi palafitticoli al Torrazzo di Madregolo e sul Poggio di Collecchio.

In epoca romana si sviluppò, forse nella zona del Poggio, il centro di Sustrina o Sustizia, importante per la collocazione lungo la prosecuzione della Via Aemilia Scauri che, passando per Forum Novum, univa Parma a Luni; linsediamento, rivale della vicina città di Parma, fu raso al suolo nel 27 a.C. per volere dellimperatore Ottaviano Augusto.

Dopo la caduta dellImpero romano dOccidente, nella zona i Longobardi fondarono alcuni piccoli centri abitati, come testimoniato dal rinvenimento di alcune sepolture.

Già in epoca altomedievale la vicinanza con la via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti dal Nord Europa alla città di Roma, favorì ledificazione della pieve di San Martino a Mecritulus e di quella di San Prospero a Colliculum col significato di "piccolo colle", oltre alla costruzione di numerosi xenodochi per viandanti.

Tuttavia, il primo documento che attesti lesistenza di un nucleo abitato risale al 929, quando il territorio dipendeva direttamente dallautorità episcopale di Parma; nel 995 il vescovo Sigefredo II donò al Capitolo della Cattedrale di Parma la curte di "Coliclo", insieme a numerose altre del Parmense.

Fu forse costruito nellXI secolo il castello di Collecchio, che, più che un maniero nel senso del termine, era probabilmente un palazzo comitale fortificato; ledificio, che sorgeva sul luogo dellodierna villa Paveri Fontana, fu menzionato in un documento del 1073, in cui il vescovo Everardo confermò alla badessa Berta del monastero di San Paolo la proprietà di alcuni beni nella corte di Collecchio.

Nel 1195 limperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI di Svevia confermò al vescovo Obizzo Fieschi il possesso del feudo; tuttavia, anche il Comune di Parma vantava diritti sul luogo e un accordo fu raggiunto solo nel 1221, in seguito allintervento del papa Onorio III, che assegnò al vescovo di Parma il potere su Collecchio, Colorno, Poviglio, Gualtieri, Montecchio, Castrignano, Corniglio, Rigosa, Vallisnera, Berceto, Terenzo, Pietrabalza, Pietramogolana, Corniana e Bardone.

Nel 1303 i Rossi, da tempo proprietari di numerose terre nella zona di Collecchio, si rifugiarono in seguito alla loro cacciata da Parma nel loro castello di Mancapane, che probabilmente sorgeva sul Poggio; due anni dopo Giberto III da Correggio attaccò il maniero; durante gli aspri scontri, ledificio fu distrutto, ma anche ladiacente borgo di Collecchio fu devastato.

Sorte analoga toccò nel 1325 al castello vescovile, che fu attaccato e raso al suolo dalle truppe dei Pallavicino alleate del signore di Milano Azzone Visconti; nel 1335 i parmigiani lo ricostruirono, ma lanno successivo gli Scaligeri lo assaltarono e lo distrussero nuovamente.

Il borgo di Collecchio, dipendente dal Comune di Parma, subì nel 1417 le scorrerie di Alberico II da Barbiano; per questo gli abitanti nel 1428 edificarono una bastia difensiva, ma il podestà di Parma Rolando Lampugnani la fece demolire per evitare che potesse cadere in mani nemiche. Nel 1449 la località fu interessata ancora da scontri tra Jacopo Piccinino, che, alleato dai parmigiani, si asserragliò a Collecchio, e Pier Maria II de Rossi, che, alleato di Francesco Sforza, si stanziò nel castello di Felino.

Tornato nelle mani dei parmigiani, il feudo nel 1513 fu occupato dalla contessa Sanvitale di Sala Baganza, ma nel 1522 il conte Girolamo lo rivendette al Comune di Parma.

Nei decenni seguenti i marchesi Prati, poi Dalla Rosa Prati, iniziarono ad acquistare terre ed edifici a Collecchio, ove nel 1574 fecero costruire, sui resti del palazzo comitale, la loro villa estiva; si occuparono anche, in nome dei Farnese, di incarichi amministrativi sia in città che nel borgo. Nel 1777 furono insigniti da parte del duca Ferdinando di Borbone dei diritti feudali su Collecchio, Collecchiello e Madregolo, che mantennero fino alla loro abolizione sancita da Napoleone nel 1805.

Lanno seguente Collecchio divenne sede di Comune o mairie, comprendente anche le frazioni di Collecchiello, Madregolo e Giarola; Gaiano, appartenente a Sala Baganza, e Ozzano Taro, appartenente a Fornovo di Taro, furono aggregate dopo lUnità dItalia; San Martino Sinzano, comune autonomo istituito per decreto napoleonico, fu annesso nel 1866, perdendo parte del territorio a vantaggio dei comuni limitrofi di Parma e San Pancrazio Parmense.

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944 Collecchio subì in più occasioni le incursioni degli aerei alleati, che causarono molteplici vittime; oltre al centro abitato, nel mese di luglio di quellanno fu colpita la polveriera che sorgeva nei pressi di Pontescodogna. Il paese fu liberato il 27 aprile del 1945 grazie allazione dei soldati dellesercito brasiliano.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Pieve di San Prospero

Edificata originariamente in stile romanico lombardo verso la fine dellXI secolo, la pieve, posta lungo la Via Francigena, fu ampliata nel XIII secolo e parzialmente modificata nel XV, nel XVI e nel XVIII; nel XX secolo fu avviata una serie di lavori finalizzata a ripristinare laspetto romanico lombardo della chiesa, che comportarono nel 1912 la demolizione delle cappelle laterali cinquecentesche, nel 1922 ledificazione della torre campanaria e nel 1935 la ricostruzione della facciata; delledificio originario restano le absidi laterali e i pilastri con capitelli della navata centrale, mentre della ristrutturazione duecentesca rimangono labside rettangolare nel mezzo, la torre-tiburio, il portale dingresso e limpianto basilicale a tre navate, coperte da quattrocentesche volte a crociera; allinterno sono inoltre conservati la calcarea fonte battesimale romanica e un marmoreo bassorilievo raffigurante il Battesimo di Cristo, in stile bizantino, entrambi risalenti al XIII secolo.

                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Martino

Edificata probabilmente nel XII secolo, dopo la distruzione della pieve di Garfagnana a causa di una rovinosa piena del fiume Taro, la chiesa romanica di Madregolo fu quasi completamente ricostruita in stile barocco nel 1636, riutilizzando parte dei materiali dellantico edificio; il tempio conserva, murati negli spigoli del campanile, quattro capitelli raffiguranti gli Evangelisti, risalenti al XII secolo; allinterno sono inoltre presenti vari dipinti seicenteschi, settecenteschi e ottocenteschi, tra cui la pala rappresentante San Martino e il povero.

                                     

2.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Nicomede

Edificata originariamente in stile romanico allinterno della corte rurale medievale di Giarola, allepoca appartenente al monastero di San Paolo di Parma, la chiesa fu menzionata per la prima volta in una bolla pontificia del 1187; modificata nel 1760 in stile neoclassico, fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale; ricostruita nel 1950 nelle originarie forme romaniche, fu restaurata nel 2014; il luogo di culto conserva della struttura originaria parte dei muri esterni, decorati con un motivo ad archetti pensili in cotto; allinterno ospita alcune opere di pregio risalenti al XVII e XVIII secolo.

                                     

2.4. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Martino

Edificata originariamente entro il XIII secolo, la chiesa di San Martino Sinzano divenne sede parrocchiale soltanto alla fine del XV; completamente ricostruita in stile barocco nel 1753, fu successivamente restaurata nel 1959, nel 1983 e nel 2003; al suo interno conserva due antichi dipinti di pregio, raffiguranti il Sacro Cuore, realizzato da Domenico Muzzi, e l Adorazione dei pastori.

                                     

2.5. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Pietro

Menzionata per la prima volta nel 1141, la chiesa di Ozzano Taro fu completamente ricostruita in stile barocco tra il 1750 e il 1756; restaurata a più riprese, fu ristrutturata internamente nel 1964; il luogo di culto conserva alcune opere di pregio, tra cui i dipinti raffiguranti la Madonna col Bambino e santi e il Battesimo di Gesù, risalenti al XVII secolo, e la Madonna dellUmiltà, realizzata nel XVIII secolo.

                                     

2.6. Monumenti e luoghi dinteresse Castello di Collecchio

Costruito forse nellXI secolo, ledificio, benché noto come "castello di Collecchio", era probabilmente un palazzo comitale fortificato, eretto per volere dei vescovi di Parma quale presidio del borgo; menzionato per la prima volta nel 1073, nel 1325 fu raso al suolo dalle truppe dei Pallavicino alleate dei Visconti; ricostruito dai parmigiani nel 1335, fu nuovamente distrutto lanno seguente dagli Scaligeri; riedificato dai collecchiesi nel 1428 in forme di bastia difensiva, fu demolito per ordine del podestà di Parma e sui suoi resti fu costruita nel 1574 la villa Paveri Fontana.

                                     

2.7. Monumenti e luoghi dinteresse Castello di Mancapane

Edificato probabilmente sul Poggio entro il XIII secolo, forse per volere dei Rossi, il maniero nel 1303 fu scelto come rifugio dalla famiglia, in seguito alla sua cacciata da Parma, ma fu distrutto nel 1305 da Giberto III da Correggio; in parte ricostruito, secondo la tradizione pochi anni dopo avrebbe ospitato per una notte Dante Alighieri, che, lamentandosi del trattamento ricevuto, avrebbe rinominato ledificio "castello di Mancapane" o "Manchapan"; abbandonato al degrado nei secoli successivi, durante la seconda guerra mondiale divenne la sede del comando locale delle truppe tedesche e fu per questo distrutto dagli alleati; i suoi ultimi resti furono demoliti nel 1963.

                                     

2.8. Monumenti e luoghi dinteresse Castello di Madregolo

Donato nel 1081 da Enrico IV di Franconia alla Diocesi di Parma, il castello di Madregolo fu assegnato verso il 1400 al condottiero Ugolotto Biancardo e nel 1409 ai conti Sanvitale; acquisito dai Terzi nel 1421 grazie allintervento di Filippo Maria Visconti, fu successivamente abbattuto per ordine del Duca; ricostruito probabilmente nei decenni seguenti, fu forse successivamente distrutto da un incendio; secondo alcune ipotesi sui suoi resti fu edificata la corte dei Torrioni, ma secondo altre la fortezza originaria sarebbe sorta più a nord, lungo strada Castellarso, oppure in corrispondenza dellodierno alveo del fiume Taro.

                                     

2.9. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Paveri Fontana

Edificata nel 1574 sui resti del "castello di Collecchio", la villa rinascimentale, residenza estiva del marchese di Collecchio Marcello Prati il seniore, fu probabilmente progettata dallarchitetto Giovanni Boscoli, che si occupò anche del restauro dellarco del Bargello daccesso al parco; modificata nel 1631 con la sopraelevazione della torretta, nel 1687 e nel 1703 fu internamente decorata per volere dei marchesi Dalla Rosa Prati con scenografici affreschi dai fratelli Ferdinando e Francesco Galli da Bibbiena, che ricostruirono anche la facciata in stile barocco e progettarono la monumentale fontana dei Tritoni posta al centro del cortile dingresso; ereditata alla fine del XIX secolo dai marchesi Paveri Fontana, lampia tenuta, trasmessa nel XX secolo ai conti Santucci Fontanelli, comprende inoltre lantica corte a fianco della villa, con lex oratorio seicentesco intitolato alla Croce, dal 1976 sede della corale Collecchiese "Mario Dellapina"; accanto allarco trionfale daccesso sorge infine loratorio della Madonna di Loreto, costruito intorno al 1709 per volere della marchesa Fiorita Bajardi Prati.



                                     

2.10. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Soragna

Edificata nelle forme neoclassiche dalla famiglia Tarchioni agli inizi del XIX secolo, la villa, alienata nel 1900 al marchese Guido Maria Meli Lupi di Soragna, fu ristrutturata in stile liberty probabilmente dallarchitetto Antonio Citterio; acquistata nel 1972 dal Comune di Collecchio, fu dapprima adibita a scuola elementare e, dopo un accurato restauro effettuato nel 1997, a sede del centro culturale "Villa Soragna", della biblioteca comunale e di parte degli uffici comunali. Caratterizzata esternamente dallelegante loggiato dingresso a sud e dallalta torre panoramica, la struttura presenta al suo interno una pregevole sala interamente affrescata, oggi destinata a stanza di lettura, oltre a vari ambienti utilizzati per esposizioni temporanee. Il vasto parco, intitolato allantifascista Fortunato Nevicati, è aperto al pubblico e ospita un bar, spazi attrezzati e recinti per animali da cortile, oltre a una colonia di conigli nani in libertà.



                                     

2.11. Monumenti e luoghi dinteresse Villa del Ferlaro

Costruita nei pressi di Sala Baganza sul luogo di un preesistente casino di caccia tra il 1828 e il 1831, la villa neoclassica, commissionata allarchitetto Paolo Gazola dalla duchessa di Parma Maria Luigia quale residenza estiva dei due figli Albertina e Guglielmo di Montenuovo, fu contestualmente arricchita di un grande giardino allinglese progettato da Carlo Barvitius, che la collegò al vicino Casino dei Boschi attraverso un viale di cedri; donata nel 1835 alla Camera ducale di Parma, limmensa tenuta passò nel 1847 ai duchi Borbone e, dopo lUnità dItalia, ai Savoia, che nel 1870 la cedettero in gran parte allingegner Severino Grattoni; alienata nel 1881 ai principi Carrega di Lucedio, fu successivamente frazionata tra gli eredi; acquistata nel secondo dopoguerra dallimprenditore Renzo Salvarani, la villa del Ferlaro, circondata da un parco di 18 ettari, fu nuovamente rivenduta verso il 1980; completamente restaurata e adibita a sede per cerimonie, sfilate o manifestazioni, fu nuovamente messa in vendita nel 2016.



                                     

2.12. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Bertozzi

Edificata a Collecchiello nel 1818 per volere del marchese Ludovico Bergonzi, la villa neoclassica, progettata secondo la tradizione dallarchitetto Paolo Gazola o più probabilmente dallarchitetto Gaetano Canevari, fu acquistata successivamente dai conti Anguissola Scotti e nel XX secolo dagli imprenditori Bertozzi; nota anche come Villa Madonna degli Angeli, la grandiosa costruzione, sviluppata simmetricamente su tre corpi collegati da gallerie e caratterizzata dallimponente pronao su due livelli coronato da frontone, sorge allinterno di un parco allinglese di 30 000 m²; al suo interno contiene vari saloni decorati con stucchi e affreschi, tra cui la sala da pranzo ellittica con colonnato corinzio.

                                     

2.13. Monumenti e luoghi dinteresse Corte di Giarola

Costruita originariamente tra lVIII e il IX secolo quale presidio fortificato per volere della casata del nobile franco Ingo, la struttura fu donata nel 1034 al monastero di San Paolo di Parma, che la trasformò in una corte rurale indipendente, dotata di abitazioni, stalle, caseificio, mulino e chiesa romanica interna; modificata e ampliata a più riprese nei secoli successivi, fu confiscata nel 1811 dal governo napoleonico e affittata a imprenditori agricoli; acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, fu adibita a fabbrica di conserva e caseificio con annesso allevamento di suini; danneggiata dai bombardamenti degli aerei alleati del 1945, che distrussero quasi completamente la chiesa di San Nicomede, fu in parte alienata nel 1957 allimprenditore Ercole Azzali; caduta in degrado dopo la cessazione dellattività industriale, nel 1998 fu comprata dallEnte Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione adibendone una parte a propria sede; al suo interno il grande edificio ospita inoltre il Museo del pomodoro, il Museo della pasta, il Museo del Parco del Taro, il Teatro alla Corte, due sale convegni e un ristorante.

                                     

3. Società

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti a Collecchio al 31 dicembre 2013 sono 1.262 e rappresentano l8.8% della popolazione residente.

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 19.9% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dallAlbania 13.1% e dalla Moldavia 9.8%:

  • Albania, 187
  • Romania, 285
  • Moldavia, 140
                                     

4. Cultura

Museo del pomodoro

Collocato al piano terreno dellala ovest della Corte di Giarola, il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni dedicate alla storia del processo di lavorazione del pomodoro.

Museo della pasta

Collocato al primo piano dellala ovest della Corte di Giarola, il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni dedicate al grano e alla storia del processo di produzione della pasta.

Museo Ettore Guatelli

Collocato allinterno del podere Bellafoglia di Ozzano Taro, il museo espone una ricchissima collezione di oggetti di uso quotidiano utilizzati dalle famiglie contadine del Parmense fino agli inizi del XX secolo.

                                     

5. Economia

Il comune divenne sede già alla fine del XIX secolo di numerose industrie appartenenti al settore agro-alimentare, favorite dalla creazione della ferrovia Pontremolese, attiva tra Parma e Collecchio dal 1882; mentre molte delle più piccole furono successivamente chiuse, sono ancora presenti nel territorio, oltre ad altre di dimensioni più modeste, la Parmalat e la Rodolfi Mansueto S.p.A.

                                     

6. Infrastrutture e trasporti

La città è attraversata da nord-est a sud-ovest dalla strada statale 62 della Cisa e dalla linea ferroviaria Pontremolese, che serve il paese grazie alla stazione posta a margine del centro.

Tra il 1910 e il 1954 Collecchio fu servita dalle tranvie Parma-Fornovo e Parma-Marzolara; questultima si diramava dalla prima in località Stradella.

                                     

7. Sport

Calcio

La principale squadra di calcio di Collecchio è l"A.S.D. Polisportiva Il Cervo"; la prima squadra milita nel girone B emiliano-romagnolo di prima categoria.

A Collecchio ha sede dal 1996 il "Villaggio Crociato", centro sportivo del Parma Calcio.

Baseball

Il "Collecchio Baseball Club" è una società polivalente baseball e softball iscritta nei campionati federali dal 1974; la sezione baseball milita in Serie A1 e la sezione softball in Serie A1; la società utilizza limpianto sportivo "Giannino Zinelli", che comprende un campo da baseball, uno da softball e uno per gli allenamenti, oltre alla palestra e alla Club House.