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ⓘ Giancarlo Cocchia. Compie i suoi studi artistici allAccademia di Brera a Milano. Alla fine degli anni quaranta partecipa, anche se da indipendente, alle esposiz ..




Giancarlo Cocchia
                                     

ⓘ Giancarlo Cocchia

Compie i suoi studi artistici allAccademia di Brera a Milano. Alla fine degli anni quaranta partecipa, anche se da indipendente, alle esposizioni dellEaismo, movimento di avanguardia livornese che enfatizza il potere distruttivo dellenergia atomica: è collegabile a questa corrente soprattutto nella deformazione della figura umana.

Negli anni cinquanta porta avanti una pittura improntata ad una forte carica espressionistica con raffigurazioni monocrome e talvolta cupe di personaggi in crisi con sé stessi e con la società. Contemporaneamente sviluppa una ricerca cromatica che risente degli influssi dei primitivi toscani del Trecento. Ad essere rappresentati sono Cristi in croce, apostoli, discepoli o semplici osservatori di vicende altrui.

Nel 1967 viene invitato a partecipare allottava edizione del premio Modigliani, insieme a Pier Paolo Calzolari, Pino Pascali e tredici altri artisti contemporanei italiani. Interessandosi di arte religiosa, Giancarlo Cocchia dipinge anche il ciclo su l Apocalisse.

Nel 1970 lUniversità di Camerino lo invita a decorare un padiglione del suo ateneo, per un totale di 12 m². Realizza tele come La campagna, La città, Il lavoro, Lo studio, Lo spirito.

Negli anni seguenti esegue decorazioni nel convento di San Marco a Firenze, nel coro dellAntoniano di Bologna e nella chiesa di Collinaia a Livorno. Parallelamente al suo lavoro artistico, insegna pittura alla "Libera Accademia Trossi Uberti" di Livorno che fu diretta dal 1966 al 1976 da un altro grande pittore livornese: Voltolino Fontani estensore del manifesto artistico-estetico del già citato Eaismo.

Uno dei suoi allievi è il comico, cabarettista e pittore, Dario Ballantini; Ballantini lo definisce un espressionista e dice di essere stato influenzato dalla sua pittura. Tra le sue mostre, significativa quella a Palazzo Grazioli a Roma 1961. Luciano Castelli ne ha scritto un libro in ricordo nel 1971.

Il 2 settembre 2014 si è aperta presso la Pinacoteca Carlo Servolini di Collesalvetti una mostra retrospettiva sullopera di Giancarlo Cocchia, curata dalla storica dellarte Francesca Cagianelli. Linaugurazione è avvenuta alla presenza di Dario Ballantini. Dal 15 novembre sono esposte tre sue opere a Livorno sua città natale, presso lo studio darte di Emma Faraci in via Verdi n.16.