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ⓘ Atrani è un comune italiano di 842 abitanti della provincia di Salerno in Campania. Fa parte del club dei borghi più belli dItalia. Con i suoi 0.1206 km², Atran ..




Atrani
                                     

ⓘ Atrani

Atrani è un comune italiano di 842 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Fa parte del club dei borghi più belli dItalia.

Con i suoi 0.1206 km², Atrani è il più piccolo comune italiano per superficie.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Stretta tra il monte Civita ad est ed il monte Aureo ad ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone, cosiddetto perché la leggenda vuole che ivi si nascondesse un terribile drago che sputava fuoco.

Per la bellezza dei vicoletti, degli archi, dei cortili, delle piazzette, delle caratteristiche" scalinatelle”, delle abitazioni, poste luna sullaltra, per latmosfera suggestiva della sera, quando le luci sono accese, Atrani è stato più volte adoperato come set cinematografico per film e spot pubblicitari entrando a far parte dei borghi più belli dItalia. Atrani, a soli 700 metri dalla più nota Amalfi, è lunico paese della Costiera a conservare intatto il suo antico carattere di piccolo borgo di pescatori.

Le prime case si affacciano direttamente sulla spiaggia, per poi raccogliersi intorno alla piazzetta con la chiesa del San Salvatore e la fontana di pietra, salgono, infine, verso la valle e si arrampicano lungo le pendici rocciose della collina, attraversate dai giardini e dalle coltivazioni di limoni. Isolata dal traffico automobilistico, protetta dalle sue antiche case dai balconi fioriti, la piazzetta di Atrani accede direttamente alla spiaggia ed al mare, attraverso lantico passaggio creato per mettere in salvo le barche dalle mareggiate. Il rispetto e lattenzione alla semplice vocazione originaria fanno, dunque, di Atrani un esempio di sviluppo turistico equilibrato.

                                     

1.2. Geografia fisica Clima

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati moderatamente calde, assolate e quasi mai afose.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10.7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26.8 °C.

                                     

2. Storia

Le origini di Atrani sono ancora oggi sconosciute. Ricerche archeologiche hanno stabilito che nel I secolo d.C. lungo la Costa dAmalfi esistevano delle ville romane, le quali furono, però, coperte dal materiale che, eruttato dal Vesuvio nel 79 d.C., si era depositato sui monti circostanti e da lì, in seguito, era franato a valle. Nel V secolo d.C., a seguito delle invasioni barbariche, numerosi romani fuggiti dalle città si rifugiarono prima sui Monti Lattari e successivamente, lungo le coste, ove crearono insediamenti stabili. La prima prova documentale dellesistenza di Atrani è rappresentata da una lettera del papa Gregorio Magno al vescovo Pimenio datata 596.

Il Ducato di Amalfi si estendeva da Cetara a Positano comprendendo anche Agerola, Pimonte, Lettere, Capri e larcipelago delle Sirenuse Li Galli. Allinterno di questo territorio Atrani era un borgo che si fregiava del titolo di città, città gemellata di Amalfi e sede dellaristocrazia. Ivi risiedevano: i Pantaleoni la famiglia più ricca e potente di Amalfi; gli Alagno; i Comite Mauro; i Comite Iane; gli Augustariccio; i Viarecta. I suoi abitanti conservavano identità di Atranesi, a differenza di tutti gli altri abitanti del Ducato che erano denominati Amalfitani.

Solo agli amalfitani e agli atranesi era riservato il diritto di eleggere o deporre i capi del Ducato. Amalfi fu governata dapprima da conti, poi da prefetti, quindi da giudici ed infine da duchi e non da dogi come erroneamente si dice. Il duca concentrava nella sua persona sia il potere civile che quello militare. Simbolo della sua potestà era un copricapo, il" Birecto”, di cui i duchi venivano insigniti nella cappella palatina del San Salvatore de Birecto di Atrani.

Il borgo di Atrani era più esteso di quello attuale e protetto sui confini da imponenti fortificazioni. Si estendeva fino a Castiglione oggi frazione del comune di Ravello, così chiamata da castellio, un grande castello situato sul promontorio ove oggi sorge la Collegiata di Santa Maria Maddalena. In località Civita era invece situato il Castello di Supramonte, distrutto dagli attacchi dei pisani tra il 1135 e il 1137. Vi era poi la torre costiera del" "Tumulo" o di "San Francesco", costruita nel 500 ad opera di don Parafan de Ribera per difendersi dai Turchi che, dopo la sconfitta della flotta cristiana a Gerbe presso Tunisi, infestavano il litorale.

Gli atranesi collaborarono allo sviluppo economico-sociale del ducato. Rilevanti erano i pastifici le fabbriche di tessuti che producevano sajette e drappi preziosi, per i quali gli atranesi detennero il vanto tra i centri della costiera. Essi furono particolarmente attivi nella zona orientale extra-ducato: a Paestum, a Cava de Tirreni e a Vietri sul Mare.

Nel 987 Amalfi fu promossa a rango di arcidiocesi da papa Giovanni XV. Il primo arcivescovo fu latranese Leone di Sergio di Urso Comite.

Ad Atrani era fiorente la vita religiosa: circa trecento erano le chiese le cappelle private. Il Monte Maggiore oggi Monte Aureo ospitava sei cenobi, i più antichi del Ducato.

Il maremoto del 25 novembre 1343 di cui ha lasciato unefficace descrizione il Petrarca in una nota epistola delle" Epistole Familiari” sommerse buona parte del litorale e pose fine allo splendore di Amalfi e di Atrani, già provate dalle continue incursioni dei pisani del XII secolo. Negli anni che seguirono, le sorti di Atrani furono legate a quelle di Amalfi, il cui ducato, oramai decaduto, venne inglobato nel principato di Salerno.

Nella seconda metà del 1100, Manfredi, per punire gli atranesi per essersi schierati a favore del papa nella lotta tra papato ed impero, inviò contro di loro 1000 marinai alessandrini. Gli atranesi fuggirono ad Amalfi e i mercenari si stabilirono nel borgo che abbandonarono soltanto molti anni dopo evento attribuito allintercessione di Santa Maria Maddalena a cui gli atranesi si erano votati. Delloccupazione rimangono tracce, ancora oggi, nella cadenza ed in alcune parole del dialetto locale.

Nel 1647, braccato dai soldati del viceré di Napoli, fece ritorno ad Atrani Masaniello, per nascondersi in quella che da allora viene chiamata" Grotta di Masaniello”, una cavità poco distante dalla casa materna delleroe. Nato a Napoli nel 1620 Tommaso Aniello dAmalfi, detto Masaniello, figlio di Francesco dAmalfi ed Antonia Gargano di Atrani, di mestiere faceva il pescivendolo, ma era noto in piazza del Mercato a Napoli per la sua abilità di contrabbandiere reale per il quale fu imprigionato insieme alla moglie. Uscito di galera per nulla domato, il 7 luglio 1647 Masaniello insieme a Giulio Genoino fu a capo della "rivolta dei fichi" scoppiata per protesta contro il rincaro dei dazi sulla frutta e sui principali prodotti agricoli. La rivolta da Napoli si estese a tutto il regno.

Venne proclamata la Real Repubblica sotto la protezione della Francia e Masaniello fu acclamato" Capitano generale del popolo Napolitano”. Il potere gli diede alla testa e si abbandonò ad una serie di eccessi che lo resero inviso dal popolo. Il 16 luglio 1647 cadde vittima di una congiura: il cadavere decapitato, e la testa su di un palo, fu portata in trionfo per le vie della città. La Real Repubblica resistette fino allaprile successivo, poi soccombette agli spagnoli. Nel 1643 la Grande Peste miete numerose vittime anche ad Atrani. Negli anni che seguono non si registrarono nel borgo eventi particolari fino al 22 giugno 1807, data in cui Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, si recò in visita ufficiale in Costiera Amalfitana. Colpito dalle bellezze del luogo e da Amalfi ed Atrani in particolare, promise di far costruire una strada che rendesse più facile laccesso al Regno dei paesi della Costiera. Tale strada fu realizzata però per iniziativa di Gioacchino Murat a partire dal 1816, ma terminata solo nel 1854.



                                     

2.1. Storia Alluvione del 2010

Il 9 settembre 2010, in seguito ad una violentissima alluvione, il fiume Dragone rompe gli argini ed esonda, invadendo la stradina principale della città. Colmo di fango, travolge tutto ciò che lo ostacola, compresa la giovane Francesca Mansi, il cui cadavere verrà ritrovato in mare solo il 2 ottobre 2010 nei pressi delle isole Eolie.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Salvatore de Birecto

Costruita nel X secolo, la chiesa ha pianta quadrata con pronao antistante ed è suddivisa in tre navate con volte a botte. In origine era orientata ad ovest con ingresso in Via Arte della Lana. In epoca barocca venne realizzata lattuale facciata con lorologio, la scalinata e latrio. Al tempo della Repubblica di Amalfi la chiesa era la cappella palatina dove venivano incoronati i duchi e dove si depositavano le loro ceneri.

Le testimonianze più antiche sono: una pietra tombale del XIV secolo raffigurante la nobil dama atranese Filippa Napolitano; una lastra marmorea del XII secolo raffigurante due pavoni. Il pavone, sacro a Giunone, era venerato da molti popoli orientali: in quanto simbolo della vanità e dellorgoglio, ben rappresentava le qualità preponderanti nei nobili di Amalfi; era però anche simbolo di resurrezione; le porte di bronzo, realizzate nel 1087, donate alla chiesa dal nobile atranese Pantaleone Viarecta, lo stesso che aveva inviato ventanni prima la porta del Duomo amalfitano. Suddivise in formelle di pregevole valore artistico, contengono leffigie di Cristo, quella della Madonna e di alcuni Santi. Attualmente sono custodite presso la chiesa di Santa Maria Maddalena.

                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa dellImmacolata

Attigua alla chiesa di San Salvatore de Birecto, essa è costituita da ununica navata con volta a botte. Curiosamente laltare principale, in marmi policromi, è rivolto ad ovest, contrariamente al modello medievale. Incastonata nel muro vi è unurna cineraria romana adibita a serbatoio dacqua. Originariamente le porte di bronzo della chiesa di San Salvatore de Birecto erano destinate ad essa.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Michele Arcangelo "Camposantino"

Detta San Michele Fuori le Mura, perché situata allesterno dellantica cinta muraria della città, in prossimità della Porta Nord, al confine con Ravello. Fu costruita tra lXI e il XII secolo Salazaro, ricavandola da una cavità dal monte Civita. Vi si accede tramite una rampa di scale alla cui sommità è posto il campanile, sotto cui passa la via pedonale. Linterno della chiesa, di forma trapezoidale, mostra le pareti inclinate della roccia, occupate in lunghezza da tombe. La chiesa infatti era adibita a cimitero fino al 1927 e fu una vera e propria fossa comune in occasione della pestilenza del 1656. Sullaltare, di stile barocco, è collocato un dipinto del Cretella datato 1930, raffigurante il Santo Guerriero. Alla sinistra dellaltare, una scala conduce ad una piccola cappella, molto simile alla III cappella della badia di Santa Maria Oleari Maiori.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Torre dello Ziro

La fortezza situata sul Monte Aureo, sovrasta le città di Amalfi e di Atrani e sorge sul territorio di Scala. Non si conosce la data certa di costruzione, ma limpronta aragonese fa pensare al XV secolo. La torre risulta priva di entrate e si suppone che per accedervi si usassero delle scale levatoie. La struttura, fiancheggiata da bastioni e torrette, era in comunicazione con un altro castello posto a settentrione, nei pressi di Pontone. I ruderi di detto castello ancora oggi si possono vedere. Il nome Ziro deriverebbe: da Siri, cioè dei serbatoi scavati nel terreno e chiusi ermeticamente, di cui era dotata la torre; da San Salvatore de Ciro, che era un insediamento eremitico rupestre ubicato sotto la torre.

La fama della costruzione è legata alla vicenda di Giovanna la Pazza: Giovanna dAragona era figlia illegittima di Enrico, figlio a sua volta illegittimo di Ferdinando I dAragona. A dodici anni, nel 1490, si sposò con Alfonso Piccolomini, duca di Amalfi, che, ne 1498, la lasciò vedova e madre di due figli alla guida del ducato, che in quel tempo versava in cattive condizioni finanziarie. La giovane donna rimise in sesto il ducato e contro la volontà dei fratelli sposò Antonio Bologna, suo maggiordomo, con il quale visse una travolgente storia damore sulla cui intensità abbondano le cronache del tempo. I fratelli simpegnarono a reprimere lo scandalo e, dopo alterne vicende e rocambolesche fughe, imprigionarono Giovanna oramai soprannominata la Pazza ed i suoi bambini nella Torre dello Ziro. Qui furono lasciati morire di fame o, secondo cronache più accreditate, sgozzati mentre il Bologna fu fatto pugnalare per mano di sicari. Tali eventi ispirarono a Matteo Bandello la XXIV delle sue novelle dalla quale poi furono tratte due tragedie: The duchess of Amalfi di John Febster e El Mayordomo de la Duquesa de Amalfi di Felipe Lope de Vega.



                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa della Madonna del Carmine

Costruita nel 1601 su iniziativa di Scipione Cretella e Giambattista Vollaro, la chiesa presenta una facciata alquanto semplice; pregevole risulta invece il campanile realizzato in stile moresco. Linterno, decorato in stile Barocco, è costituito da ununica navata con volte a botte. Sullaltare è collocato un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna, che la tradizione vuole derivante da unedicola che sorgeva al posto della chiesa. Ledificio custodisce un presepe settecentesco, allestito durante le festività natalizie, i cui personaggi sono fedeli riproduzioni di uomini e donne atranesi dellepoca. La collocazione e la grandezza delle statuine sono direttamente proporzionali al censo del rappresentato: erano infatti gli stessi cittadini a commissionare e pagare i personaggi. Vi erano poi i popolani che, anche se nullatenenti, occupavano un posto preminente nella rappresentazione: Catolla, Puparuolo, etc…., erano i loro nomi.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Grotta e casa di Masaniello

In questa grotta la tradizione vuole che vi sia rifugiato per qualche tempo Masaniello, braccato dai soldati del viceré di Napoli. Storicamente accertato, invece, che la casa poco distante apparteneva alla famiglia materna di Masaniello, che quindi era per metà atranese.

                                     

3.7. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di Santa Maria del Bando

Edificata nel X secolo in cima al monte Aureo. In seguito a restauri, eseguiti tra il XII ed il XIII secolo, presenta motivi decorativi tipici di quellepoca. La chiesa è ad aula unica con una piccola sagrestia. Il pavimento messo in opera nel XIX secolo, è in maioliche quadrate a motivi geometrici, proveniente dalla collegiata di Santa Maria Maddalena. La chiesa è chiamata così perché la leggenda tramanda che la Vergine concesse la grazia ad un uomo, bandito ingiustamente e condannato allimpiccagione. Lepisodio è ritratto nellaffresco quattrocentesco che sormonta laltare, dove sono raffigurati la Madonna col Bambino e, sul lato sinistro, un uomo in procinto di essere impiccato. Secondo unaltra versione, il nome deriva dal fatto che da quellalta rupe, grazie ad unacustica particolare, venivano banditi al popolo i nomi degli eletti al ducato.

Allinterno delledificio è conservata unurna cineraria di marmo bianco, risalente agli anni della dinastia Giulio-Claudia, appartenuta ad un liberto di Claudio o di Nerone. Lepigrafe dellurna testimonia laffrancamento che un liberto imperiale concedeva ad una donna che, di conseguenza, assumeva il gentilizio della casa regnante divenendo, spesso, moglie del suo padrone usanza particolarmente frequente nel periodo tra Augusto e Marco Aurelio.



                                     

3.8. Monumenti e luoghi dinteresse Grotta dei Santi

Al di sotto e poco distante dalla Torre dello Ziro troviamo la Grotta dei Santi. Una piccola cavità naturale, che si apre su un terrazzamento coltivato a limoni, dal perimetro di un quadrilatero irregolare e dalle pareti decorate da affreschi in stile bizantino, risalenti al XII secolo e raffiguranti i 4 Evangelisti. Tale grotta è quello che rimane del monastero benedettino maschile dei Santi Quirico e Giulitta, fondato nel 986 dallarcivescovo Leone I.

                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2007 ad Atrani risultano residenti 33 cittadini stranieri.

Religione

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana cattolica, appartenente allarcidiocesi di Amalfi-Cava de Tirreni.

                                     

5. Infrastrutture e trasporti

Strade

Le strade statali e provinciali che attraversano il territorio comunale sono:

  • strada provinciale 155 Innesto strada statale 163 Amalfitana-Atrani.
  • strada statale 163 Amalfitana

Mobilità urbana

I trasporti urbani e interurbani di Atrani vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società SITA.

                                     
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  • Picentino e Salerno. I comuni compresi nel distretto sono: Acerno, Amalfi, Atrani Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Cava de Tirreni, Cetara
  • montana Monti Lattari. La comunità comprendeva quindici comuni: Amalfi Atrani Cetara Corbara Conca dei Marini Furore Maiori Minori Positano Praiano Ravello
  • suo bacino idrico è compreso nei territori dei comuni di Scala, Ravello e Atrani e ne comprende buona parte dei centri abitati. Nasce con regime torrentizio
  • circoscrizione Campania. È formato dal territorio di 33 comuni: Amalfi, Angri, Atrani Baronissi, Bracigliano, Castel San Giorgio, Cava de Tirreni, Cetara, Conca
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  • Mandamento di Maiori: Maiori, Minori, Tramonti Mandamento di Amalfi: Amalfi, Atrani Scala, Ravello, Conca dei Marini Mandamento di Positano: Positano, Furore