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ⓘ Conca dei Marini è un comune italiano di 679 abitanti della provincia di Salerno in Campania, facente parte del territorio della Costiera amalfitana. È il quart ..




Conca dei Marini
                                     

ⓘ Conca dei Marini

Conca dei Marini è un comune italiano di 679 abitanti della provincia di Salerno in Campania, facente parte del territorio della Costiera amalfitana.

È il quarto comune italiano più piccolo per superficie e il meno esteso della Campania, dopo Atrani. Assieme a tutta la Costiera, dal 1997 è stata dichiarata dallUnesco Patrimonio dellUmanità.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

  • Classificazione sismica: zona 3 sismicità bassa, Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.

Clima

La stazione meteorologica più vicina è quella di Amalfi. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10.7 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26.8 °C.

Le precipitazioni medie annue superano i 1.700 mm, distribuite mediamente in 96 giorni, e presentano un minimo estivo, un picco in autunno-inverno ed un massimo secondario in primavera.

                                     

2. Toponimo

Deve il suo nome alla specifica conformazione geografica a forma di conca, con laggiunta della denominazione dei Marini per sottolineare la vicinanza al mare e lantico ruolo svolto dai marinai che vi abitavano, un tempo molto numerosi ed esperti delle tecniche della navigazione, così che il paese è anche definito città dei naviganti.

                                     

3. Storia

Le origini di Conca dei Marini sono piuttosto incerte; si ritiene che sia stata fondata dai Tirreni con il nome di Cossa e, data la conformazione ripida ed irregolare dellentroterra, i primi abitanti si dedicarono subito alle attività marittime. Nel 272 a.C. 481 ab Urbe condita venne conquistata dai Romani, che la trasformarono in colonia; il piccolo borgo marinaro fornì loro un cospicuo contributo nel corso della seconda guerra punica, per poi ribellarglisi contro durante la guerra sociale del I secolo a.C.

Dopo la caduta dellImpero romano dOccidente, Conca divenne una base di supporto per la vicina Repubblica marinara di Amalfi, intrattenendo pertanto rapporti commerciali con gli altri popoli del Mediterraneo e accrescendo ulteriormente la propria bravura nel campo marinaro, poiché iniziò a poter disporre di ben 27 grandi galeoni come attestano le cronache del tempo. In seguito alla capitolazione della repubblica amalfitana nellXI secolo, il paese ebbe un momentaneo periodo di crisi, che poi superò sotto la dominazione degli Svevi e degli Angioini, durante la quale riprese con maggior vigore i traffici marittimi. Nel 1275 era infeudata, come anche altre terre e città in Costiera amalfitana in quel periodo, subito dopo lavvento degli Angioini, ma non si conosce il nome dei suoi signori e, in ogni caso, tale situazione non durò molto. In età moderna, sotto la dominazione degli Aragonesi, degli Asburgo e dei Borbone, gli scambi commerciali si estesero, consentendo così a diversi condottieri conchesi di arricchirsi e potersi elevare socialmente. I porti principali dove approdavano erano quelli di Venezia, Trieste, Costantinopoli e Smirne e più tardi anche Odessa. Proprio in quegli anni, però, cominciarono le attività piratesche dei Turchi, che non solo minacciavano le navi mercantili, ma attaccavano e saccheggiavano i paesi rivieraschi. Nel giugno 1543 5 galeotte turche sbarcarono presso il capo di Conca e misero al sacco tutto il paese, profanando e spogliando di tutti i suoi arredi la chiesa di San Pancrazio martire, che rimase per più anni chiusa e interdetta. Un altro duro colpo per i conchesi fu il flagello della peste che la colpì principalmente negli anni 1528 e 1556.

Da un manoscritto anonimo del 1650 si evince lo stato del paese in quel tempo:" Conca, ha buoni poderi, e frutti particolarmente delle soscelle, quali nella Costiera sono in stima, e si vendono bene nella città di Napoli. Larte più frequente di questa terra è fare calzette di seta; se ne lavorano lanno in essa due mila paia. Vi si è introdotta anco larte di ritorcere le spumiglie e veli per li manti donneschi. Vi sono anche barche e marinari da carico grande per viaggi. Vè il carico di legnami che calano da Agerola, se ne caricano lestate circa dieci vascelli grandi. Questa stessa terra ha bisogno per ciascun anno circa mille e duecento tomola di grano che li vien da Salerno, e di settanta botte di vino dal Cilento. I naturali del luogo si dilettano anche di lavorare palme per la Domenica delle Palme, e comprati gli germogli di esse da per tutta quella Costiera, ove ne abbondano, si conferiscono a lavorarle a Napoli a tempo opportuno.”

Malgrado linarrestabile decadenza, il suo porto fu frequentato da mercantili ancora fino alla metà del XIX secolo e la tonnara, unica in tutta la Costiera, creata intorno al 1700, sopravvisse fino al 1956. Nel 1861, dopo la cacciata dei Borbone di Napoli, Conca dei Marini passò al Regno dItalia. Nel periodo fascista, con il regio decreto n. 2202 del 6 febbraio 1928, a Conca fu unito il paese di Furore, ma alla fine della seconda guerra mondiale i due comuni tornarono ad essere separati. Attualmente la principale risorsa economica del paese è costituita dal turismo di massa; seguono poi seppur in tono minore rispetto al passato la pesca e lagricoltura, caratterizzata soprattutto dalle coltivazioni di limoni e pomodorini "del pendolo" in napoletano "d o piennolo".



                                     

3.1. Storia Stemma

Lorigine dello stemma comunale di Conca dei Marini risale al periodo angioino. Esso è formato da una corona ed uno scudo, allinterno del quale sono raffigurati 3 gigli simbolo araldico della casa DAngiò in un campo blu nella parte superiore ed un vaso doro in un campo argenteo nella parte inferiore. I gigli Angioini testimoniano lo sviluppo che Conca ha avuto durante il regno di questa dinastia.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi di interesse Marina di Conca

La Marina di Conca è una piccola baia circondata da numerose casettine bianche e rappresenta il principale stabilimento balneare del paese, nonché il porto in cui attraccano tuttora le imbarcazioni dei pescatori locali. In tempi molto remoti era proprio in questa baia che si concentravano tutte le attività del paese, dalla pesca con la tonnara ai traffici marittimi; in più, qui vi era lusanza, a partire dal XVII secolo, di eleggere pubblicamente il sindaco nel mese di agosto. Al suo interno sorge una graziosa cappella dedicata alla Madonna della Neve, cui viene celebrata una solenne festa il 5 agosto con una processione via mare. La cappella, di origine antica, fu edificata appositamente nella Marina per permettere ai marinai e ai visitatori di giungervi con notevole facilità. Vi si venera un altorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino, proveniente dalloriente come lascia credere liscrizione che reca nella parte inferiore in greco cirillico.

La Marina di Conca, inoltre, è divenuta celebre tra gli anni sessanta e gli anni settanta per aver ospitato molti personaggi famosi, tra cui spiccano Gianni Agnelli, la principessa Margaret dInghilterra e Jacqueline Kennedy Onassis.

Nel maggio del 1996 la zona fu colpita da una grossa frana, dovuta al distaccamento delle pareti rocciose retrostanti; non provocò vittime, ma distrusse alcune costruzioni situate nei pressi della Marina e rese inagibile la spiaggia per sei anni. Nel 2003, invece, è stata segnalata da Legambiente tra le 11 migliori spiagge dItalia.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi di interesse Torre del Capo di Conca

La Torre del Capo di Conca, detta anche Torre Saracena o Torre Bianca, è unantica torre di guardia cinquecentesca che sorge sul promontorio chiamato Capo di Conca. Fu fatta costruire dal viceré di Napoli Pedro de Toledo, a difesa del territorio contro le invasioni dei Turchi. Si scelse di erigerla su pianta quadrata anziché su pianta circolare, dal momento che, a partire da Carlo V in poi, la resistenza delle torri circolari, largamente impiegate in passato, fu messa in dubbio. La torre è composta da ununica grande sala, al di sopra della quale sono situate due stanzette riservate alle guardie. Dopo la sconfitta dei Turchi a Lepanto la torre, come molte altre, perse di importanza e fu abbandonata al suo destino e usata a scopo cimiteriale a causa della bassa mortalità. Ciò non cambiò il suo fascino: infatti si racconta che due signore americane, rimaste affascinate dal luogo, si inginocchiarono e pregarono Dio affinché fossero sepolte lì. La torre fu destinata a questo uso fino al 1949, finché fu restaurata dallamministrazione comunale che ne è proprietaria e destinata a museo.



                                     

4.3. Monumenti e luoghi di interesse Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa che va sotto il titolo parrocchiale di San Giovanni Battista, nota anche come Chiesa di SantAntonio di Padova patrono ufficiale di Conca dei Marini dal 26 dicembre 1694, è un edificio religioso di remota fondazione, di cui si ignorano le origini. Tra i documenti ufficiali, si attesta che nel 1416 un signore locale, Giacomo Sarcaya, aveva il diritto di nominare il rettore della parrocchia di San Giovanni.

La chiesa di San Giovanni Battista si erge su unalta rupe e domina lintero specchio dacqua della conca e serve i fedeli del rione di Penne. La chiesa è caratterizzata da un campanile con la volta a cuspide ricoperta da piastrelle in maiolica e da una facciata barocca, che presenta unimmagine di SantAntonio accompagnata dalla frase latina PROTEGAM CIVITATEM ISTAM "Proteggerò questa città" aggiunti nel restauro del 1909. Ledificio è stato restaurato per la seconda volta nel 1990, a causa del terremoto dellIrpinia del novembre 1980.

                                     

4.4. Monumenti e luoghi di interesse Complesso monumentale Chiesa di Santa Maria di Grado e Conservatorio di Santa Rosa da Lima

Il complesso è composto da due parti: sul lato sinistro vi è la chiesa dedicata a Santa Maria di Grado, mentre su quello destro sorge il Conservatorio di Santa Rosa da Lima, un ex-monastero di suore domenicane.

                                     

4.5. Monumenti e luoghi di interesse Chiesa di San Pancrazio martire

Come per la precedente chiesa, non si conoscono fonti ufficiali che attestino lepoca esatta della fondazione della chiesa dedicata a San Pancrazio martire. Il documento storico più antico che ne fa cenno è unattestazione risalente al 30 gennaio 1370, redatta dallArcivescovo di Amalfi allora in carica, Monsignor Marino, in cui si afferma che la chiesa era un patronato della famiglia Mele a partire dal 1362. Nel 1543 la chiesa di San Pancrazio venne saccheggiata da un attacco ordito dai pirati, restando inagibile per lungo tempo. Il 20 novembre 1908 subì il crollo del campanile, successivamente ricostruito.

In una splendida posizione, ledificio religioso è circondato da un ampio cortile, su cui sono disposte due file laterali di palme davanti alle tre porte dingresso, al di sopra delle quali sono presenti mosaici di scuola ravennate realizzati nel 1957 raffiguranti San Pancrazio a destra, SantAntonio di Padova a sinistra e al centro alla Madonna del Carmine. Allinterno la chiesa è formata da tre navate e tre absidi. Le navate laterali sono sovrastate da volte a crociera e possiedono tre piccole cappelle a testa: a destra quelle dedicate a San Gaetano, alla Madonna della Neve e a SantAnna, e a sinistra quelle dedicate al Sacro Cuore di Gesù, al Cristo Crocifisso e a San Raffaele. Nella chiesa, inoltre, è venerata anche la Madonna del Carmelo, la quale viene celebrata con una solenne processione in occasione della festa del 16 luglio. Nei pressi della chiesa è presente un belvedere che affaccia direttamente sul mare, denominato Punta "Vreca", poiché ha la forma di una nave, sul quale sorge una croce di ferro battuto.

                                     

4.6. Monumenti e luoghi di interesse Chiesa di San Michele Arcangelo

Tra la vegetazione tipica della zona limoni, carrubi e ulivi, in località "Penne", sorge la chiesa di San Michele Arcangelo. Anche di questo edificio religioso non si conosce la data della fondazione e la tradizione vuole che sia molto antico. In un atto notarile si apprende che la chiesa esisteva prima del 1208.

La chiesa consiste in unaula, terminante con unabside piatta, formata da due moduli di egual misura. Sono del Settecento laltare maggiore, le due balaustre di marmo che dividono il presbiterio, le tele di scuola napoletana che si trovano nelle 4 cappelle laterali della prima campata, lantico organo e il pavimento che si può vedere ormai solo nella parte absidale. Caratteristico è il piccolo pulpito ligneo. La sacrestia fu completata nel 1824. Il campanile costituito da due registi quadrati termina nella parte superiore in una cella cilindrica con sei monofore. Ledificio ha attraversato anni di incuria, è stato oggetto di continui furti lhanno spogliato di tutti gli arredi sacri ed è stato pesantemente colpito dal terremoto del 1980. È stato restaurato ed è attualmente riaperto al culto.



                                     

4.7. Monumenti e luoghi di interesse Cappella dellImmacolata Concezione

Sul lato ovest della piazza principale del paese, nota come Piazza Olmo per la presenza appunto di olmi, sorge la piccola cappella gentilizia dellImmacolata Concezione eretta sul finire del XVII secolo dalla famiglia Pandolfi. La cappella fu eretta a servizio della propria casa non lontana dalla piazza. Laspetto è di gusto tipicamente spagnolo con il piccolo campanile a vele che domina la facciata. Il portale sovrasta tre scalini ed è affiancato sul lato destro da unedicola votiva raffigurante la Vergine con il bambino. Il piccolo ambiente è costituito da unaula rettangolare con volta a botte lunettata decorata con riquadri con motivi in stucco. La cappella fu sensibilmente ristrutturata nel 1895 come attesta la lapide posta sopra il portone:

Della fase precedente restano laltare, lorgano, e la parte absidale decorata nelle due estremità da due medaglioni raffiguranti i santi Antonio di Padova e Domenico con al centro la tela raffigurante la Madonna racchiusa in una spessa cornice dorata. Laltare è affiancato dai due ingressi della piccola sagrestia.

                                     

4.8. Monumenti e luoghi di interesse Cappella della Madonna della Neve

A protezione dei marinai fu eretta sulla spiaggia una cappella dedicata alla Madonna della Neve. Questo luogo di culto ancora caro ai conchesi si trova incastonato nella roccia. Le sue dimensioni sono esigue e per questo motivo il 5 agosto la messa viene celebrata sulla spiaggia. La legenda racconta che lalto rilievo che si trova sullaltare, raffigurante la Madonna con il bambino Gesù, fu trovato dai marinai di Conca su una spiaggia presso Costantinopoli, dopo il saccheggio della città da parte degli ottomani.

                                     

4.9. Monumenti e luoghi di interesse Cappella di San Cristoforo

Nel rione Penne, ai confini del paesino, si trova una cappella dedicata al santo traghettatore. Fondata intorno al 1300 e priva di particolari decorazioni, presenta sopra l’altare una nicchia decorata con un affresco.

                                     

5.1. Società Religione

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenenti allArcidiocesi di Amalfi-Cava de Tirreni.

                                     

5.2. Società Feste religiose

  • Festa della lingua di SantAntonio da Padova 15 febbraio
  • Domenica delle Palme

Il giorno della Domenica delle Palme i fedeli si recano in chiesa portando con sé foglie di palma intrecciate dette in gergo popolare il "pesce di palma" o "latr". Per poter essere intrecciate, le foglie devono essere recise da una palma che viene chiusa tutto lanno per evitare che la foglia al suo interno cresca e che diventi verde. Ormai sono pochi quelli che conoscono questa arte. Infatti nelle loro mani la foglia prende le forme più svariate che riconducono a simboli della terra con scopo augurale. Fra i tanti simboli si possono riscontrare la spiga di grano, luccello, il cestino, la foglia di quercia, la pagnotta, lostensorio. Con le foglie che vengono tolte per poter essere lavorate si possono creare anche piccole croci che gli uomini pongono al bavero della giacca o cestini dette panarelle che vengono riempiti di fiori. Finita la funzione religiosa, le palme benedette vengono riportate a casa e vengono poste allentrata dellabitazione o nel luogo preferito, come simbolo di protezione.

  • Lunedì dellAngelo
  • Settimana Santa con processione del Cristo Morto il Venerdì Santo

In questo giorno si venera la statua di SantAntonio di Padova che viene portata in processione fino alla chiesa di San Michele.

  • Festa patronale di SantAntonio da Padova 13 giugno
  • Inizio della tredicina in onore di SantAntonio da Padova, con lesposizione della statua e con la benedizione del pane e dei gigli 30 maggio
  • Festa di San Pancrazio martire 12 maggio
Di grande importanza per la popolazione è la festa del Santo Patrono che ogni anno il 13 giugno richiama i fedeli al Suo santuario. I devoti vengono da posti vicini come Praiano, Furore, Agerola e Amalfi ma anche da luoghi lontani. E tradizione donare tra le offerte anche oggetti preziosi, soprattutto anelli che rimandano al miracolo dellanello perduto.

La statua, risalente al XVII, giunse a Conca nel 1692 con una solenne processione, come è narrato da don Nicola Rispolo, parroco di quellepoca e promotore della venerazione a questo santo. Essa rappresenta un giovane glabro, in atteggiamento di estasi, e ha nella mano destra il giglio, simbolo di candore e purezza, e nellaltra un libro aperto su cui poggia il Bambino a indicare il miracolo dellapparizione, mentre il saio, decorato con cornucopie in stile tardo barocco, rimanda alliconografia spagnola. Venerando con fede questa effigie, molti hanno trovato protezione, e prova tangibile di questa devozione sono i tantissimi ex voto donati nei secoli dai devoti: ogni anno, nel giorno della festa, essi vengono esposti sulla statua. SantAntonio fu eletto patrono del paese il 26 dicembre del 1694 con un gran fervore cittadino. Fino agli anni 80 si svolgeva il rito delle" zitelle”, un gruppo di tredici ragazze a piedi nudi, vestite di bianco e con una coroncina di edera nei capelli, dai dodici ai quindici anni che su commissione di un devoto, partivano dalla casa del miracolato o di colui che sperava di ricevere la grazia. Durante il tragitto intonavano un canto di ringraziamento se la grazia era già stata ricevuta o di lode per riceverla, e giunte sulla soglia della porta principale della chiesa si inginocchiavano e camminavano fino ai piedi della statua che viene ancora esposta sullaltare. Dopo le celebrazioni delle messe dette in onore del Santo, viene distribuito il pane benedetto ai fedeli, offerto da un miracolato, a indicare il miracolo del Santo che fece risuscitare il bambino annegato. Allinizio della tredicina i tredici giorni che precedono la festa che culmina in una solenne processione che attraversa le strade del paese, insieme al pane vengono distribuiti i petali benedetti dei gigli essiccati che fungono da talismani protettivi contro le avversità. Durante la processione, viene più volte cantato dai fedeli linno popolare.

Salve, Antonio, il santo salve ed acceso damore il popolo del Signore canta festoso a te. Salve di Spagna il figlio dItalia nuovo splendore tempio di Dio signore splendi qual astro divin. Salve di Dio la voce di Dio la mano potente fiume del ciel fluente darcano divin saper. Salve ineffabile miniera dei portenti terrore dei furenti nemici di santa fe. Salve il dominatore del mare e degli elementi della morte dei furenti mali del fallo primier. Salve di Conca linclito vetusto Proteggitore tenero benefattore salve di Conca lonor.
  • Festa di San Giovanni Battista 24 giugno

Viene celebrata la nascita di San Giovanni Battista con una solenne processione con la cinquecentesca statua che parte dalla chiesa a lui dedicata e arriva fino a Piazza Olmo, la piazza principale del paese e fuochi dartificio.

  • Festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo 16 luglio

con una processione che parte dalla chiesa di san Pancrazio martire e fuochi dartificio.

  • Festa della Madonna della Neve 5 agosto

La marina di Conca festeggia la Madonna della Neve che viene considerata protettrice dei pescatori. Dopo la Santa Messa celebrata sulla spiaggia, inizia una lunga processione in mare sulle imbarcazioni tipiche dei pescatori. Si arriva ad Amalfi e si ritorna indietro fino al Fiordo di Furore per poi ritornare sulla spiaggia di Conca.

  • Festa della Madonna Assunta 15 agosto

Nella chiesa di Santa Maria di Grado si venera una piccola statua raffigurante la Madonna, che viene portata in processione per un breve tratto, fino al palazzo del Municipio

  • Festa dellImmacolata Concezione 8 dicembre
  • Festa di San Michele Arcangelo 29 settembre
  • Festa di Santa Rosa da Lima 23 agosto

Con la festa dellImmacolata Concezione nel paese si apre il periodo natalizio. La processione, allietata dalla zampogna e dalla ciaramella, con la piccola statua dellImmacolata Concezione parte dalla cappella a lei dedicata, situata in piazza Olmo, per arrivare nella chiesa di Santa Maria di Grado dove avviene la Messa. Alla fine della funzione si ritorna in piazza e dopo aver riposto la statua vengono distribuite le zeppole, le caramelle e i cioccolatini sagra delle zeppole al miele, delle caramelle e della cioccolata. Al termine fuochi dartificio.

                                     

5.3. Società Altre feste

  • Sagra della Sfogliatella Santarosa 2 agosto: ripristinata nel 2011 dopo una lunga sospensione nel corso degli anni duemila, si tratta di una ricorrenza in memoria delle suore inventrici di questo dolce. Oltre alla degustazione della sfogliatella, vengono proposti altri piatti gastronomici della cucina conchese.
  • Carnevale delle Janare: si tiene il sabato che precede il martedì grasso, rievocando il mito di donne streghe che infestavano il paese.
  • Festa del mare 23 luglio: sagra paesana a base di pesce, celebrata nella Marina di Conca, in onore dei caduti in mare, in pace e in guerra.
                                     

5.4. Società Manifestazioni passate

  • Chamber Music on the Amalfi Coast 2004-2009, da luglio a settembre: serie di concerti di musica classica da camera eseguiti nella chiesa del Monastero di Santa Rosa.
  • Conca Porte Aperte 2006-2010, da fine luglio a fine agosto: insieme di spettacoli di vario genere, che spaziano dalla musica popolare al cinema con proiezione di film in collaborazione con Rai Trade. Allinterno della manifestazione è presente il Premio Santa Rosa, destinato a personaggi che si sono particolarmente distinti nel loro campo. I premiati delle 3 edizioni sono stati: nel 2006 Andrea Carrano, professore; nel 2007 Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dellAmbiente; nel 2008 Antonio Gambardella, ingegnere e Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in carica.
                                     

6. Cultura

Cucina

  • Sfogliatella Santarosa

Si narra che la sfogliatella Santarosa sia nata per caso. Infatti, nel Settecento, le suore domenicane di clausura del Conservatorio di Santa Rosa da Lima di Conca dei Marini, che erano dedite alla preparazione del pane e di dolci, diedero vita a questo dolce di cui non immaginarono nellimmediato la fama che avrebbe avuto. Era rimasta una porzione di pasta e una delle pie suore decise di non disfarsene ma stendendola in una pirofila e ponendovi della crema fatta con semola di farina, latte e zucchero, con pezzi di frutta secca di loro produzione e amarene sciroppate, e dopo aver coperto il tutto con lalta parte della pasta infornò il tutto nel forno caldo del pane. Quindi il primo prototipo della sfogliatella fu una torta che col tempo ha assunto la forma attuale.

  • Coniglio nelle foglie di limone

Un piatto tipico di Conca è il coniglio nelle foglie di limone. Qui è possibile consultarne la ricetta.

                                     

7. Geografia antropica

Le case di Conca sono sparse sul territorio e i nuclei abitativi si concentrano dove il territorio ha reso possibile linsediamento. Le tecniche costruttive sono simili in tutta la zona costiera e dimostrano, con unarchitettura semplice, quali erano le esigenze principali della vita contadina. Ogni famiglia infatti aveva uneconomia dove tutto veniva prodotto e consumato ed erano pochi i beni di consumo che venivano acquistati mediante il baratto, data la mancanza del denaro. Le case tipiche, quelle rustiche e non, si sviluppano su due livelli, conformandosi con landamento del terreno. Al primo livello vi erano i locali per le attività rustiche e che servivano per isolare la casa dal terreno. Sono locali non molto profondi rispetto a quelli del livello superiore il quale viene elevato grazie ad alte e possenti volte a botte e sono sempre preceduti da un atrio coperto con archi i quali reggono la loggia del secondo piano. Per accedere a questultimo bisogna percorrere una scala esterna. Le stanze di questo piano si affacciano tutte sulla loggia e poche sono quelle retrostanti. Sono coperte da volte le quali sono ricoperte a loro volta da altere volte a botte per creare una camera daria. Allestremità del terrazzo cè sempre un piccolo ambiente che sporge dal fabbricato, il bagno, e allinterno ha un piccolo sediolino di pietra con un foro che si collegava mediante tubi di terracotta con il pozzo nero. Naturalmente con il progresso hanno perso la loro funzione e sono solo degli elementi decorativi.

                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Strade

  • Strada Regionale 366 di Agerola Innesto SS 163 fino al confine della provincia.
  • Strada Provinciale 160 Santa Rosa-Olmo di Conca dei Marini.
  • Strada statale 163 Amalfitana.