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ⓘ Guerra russo-persiana, 1804-1813. La guerra russo-persiana del 1804-1813 fu una guerra tra lImpero russo e quello persiano. Il conflitto ebbe per causa una disp ..




Guerra russo-persiana (1804-1813)
                                     

ⓘ Guerra russo-persiana (1804-1813)

La guerra russo-persiana del 1804-1813 fu una guerra tra lImpero russo e quello persiano.

Il conflitto ebbe per causa una disputa territoriale: il re persiano Fath Ali Shah voleva consolidare i territori settentrionali dellimpero, ovverosia le terre sulla sponda sud occidentale del Caspio lattuale Azerbaigian e la Transcaucasia; analogamente alla sua controparte persiana, lo zar Alessandro I era anchegli nuovo al trono ed egualmente determinato a controllare i territori contesi.

                                     

1. Premesse storiche

Nel 1779, dopo la morte di Karim Khan, il leader della tribù Qajar Agha Mohammad Khan aveva intenzione di riunificare la Persia; nel 1794, tutti i suoi rivali erano stati eliminati incluso Lotf Ali Khan, lultimo della dinastia Zand ed aveva riaffermato la sovranità persiana sugli ex dominii in Georgia e nel Caucaso. Agha Mohammad venne assassinato nel 1797 dopo essere stato formalmente incoronato come shah lanno precedente. A lui succedette il nipote Fath Ali Shah, che tentò di mantenere la sovranità acquisita, ma venne disastrosamente sconfitto dalla Russia in due guerre.

La Persia a quel tempo rivendicava i khanati di Karabakh, Shirvan, Talysh e Shaki tutti situati nellodierno Azerbaigian; tali rivendicazioni, però, apparivano traballanti dopo lannessione della Georgia a sua volta territorio conteso da parte dellImpero russo nel 1801. Questultimo, bramoso di estendere e consolidare il suo vantaggio, si spinse avanti militarmente, pianificando di espandere i propri confini fino allAras, ai confini della moderna Turchia.

                                     

2. Le forze in campo

I russi erano impossibilitati a dedicare una consistente parte delle truppe al Caucaso, in virtù delle concomitanti guerre con la Francia, lImpero ottomano, e la Svezia; di conseguenza, limpero era costretto ad affidarsi su una superiore tecnologia, addestramento e strategia, vista anche la preponderante differenza numerica alcune stime asseriscono che il rapporto tra le forze persiane e quelle russe fosse di cinque a uno. Lerede dello Shah Fath Ali, Abbas Mirza, provò a modernizzare lesercito, cercando laiuto di esperti francesi attraverso lalleanza franco-persiana e successivamente inglesi, ma questo servì solamente a ritardare la sconfitta persiana.

                                     

3. Le battaglie

I comandanti russi Gudovič e Čičagov provocarono lo scoppio della guerra attaccando linsediamento persiano di Echmiadzin, celebre per essere la città più sacra dellArmenia; Gudovič però non ebbe successo nellimpresa, stante la mancanza di truppe, e si ritirò a Erevan dove proseguì un altro assedio, anchesso poi rivelatosi fallimentare. Malgrado questi insuccessi, i russi mantennero il vantaggio per la maggior parte del conflitto, grazie alla superiore qualità strategica e delle truppe; lincapacità di schierare più di 10.000 uomini, però, consentì ai persiani di allestire una discreta resistenza, seppur composta da cavalleria irregolare di bassa qualità.

Col proseguire delle ostilità i persiani aumentarono i loro sforzi, proclamando una guerra santa contro la Russia imperiale nel 1810, ma la cosa non sortì risultati apprezzabili; la situazione non cambiò nemmeno con linvasione russa di Napoleone alleato del persiano Abbas Mirza, ma che fornì poco aiuto concreto: persino con Mosca occupata dai francesi, le truppe non vennero ritirate ma continuarono la loro offensiva, che culminò con le vittorie del generale Kotljarevskij ad Aslanduz e Lenkoran, rispettivamente nel 1812 e 1813. La guerra si concluse con il trattato di Gulistan, che cedeva la maggioranza dei territori contesi allImpero russo; questo portò alla decimazione dei khan che si ritrovarono impoveriti e costretti a dover pagare tributi alla Russia.