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ⓘ Valentino Parlato. Nato a Tripoli da genitori siciliani, trasferitisi in Libia alla fine degli anni 20 del Novecento: la madre, Angela Sajeva, proviene da Favar ..




Valentino Parlato
                                     

ⓘ Valentino Parlato

Nato a Tripoli da genitori siciliani, trasferitisi in Libia alla fine degli anni 20 del Novecento: la madre, Angela Sajeva, proviene da Favara, il padre, Giuseppe, da Comitini, due località dellagrigentino. La tranquilla infanzia nella società coloniale tripolina, termina con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. La famiglia si trasferisce nella campagna di Sorman, dove il nonno materno possiede una concessione agricola. Non potendo studiare, divora la modesta biblioteca familiare, è il germe di una cultura onnivora curiosa che lo accompagnerà per tutta la vita; con il nonno impara a conoscere la vita di campagna, molto diversa da quella piccolo-borghese vissuta a Tripoli. Dopo la guerra, la Libia passa sotto lamministrazione britannica. In questi anni forma la propria coscienza politica, conosce Clara Valenziano che in seguito sposerà ed è tra i fondatori del Partito Comunista Libico, fatto che ne provocherà nel 1951 lespulsione dal paese. Si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, conosce Luciana Castellina e lavora per il giornale del partito, LUnità. Dal 1953 si trasferisce ad Agrigento dove lavora per la locale federazione del PCI, divenendo funzionario di partito. Tornato a Roma, prosegue il lavoro con LUnità, collabora con Giorgio Amendola e diviene giornalista di economia per la rivista Rinascita. Nel giugno 1969 è tra i fondatori de Il manifesto di cui è stato, a più riprese, direttore. Il 24 novembre 1969 viene espulso dal partito comunista, assieme ad Aldo Natoli, Rossana Rossanda e Luigi Pintor in seguito alle esplicite critiche mosse al partito, che non aveva condannato linvasione sovietica della Cecoslovacchia. Ha introdotto, tra le altre, ledizione di opere di Adam Smith, Lenin, Antonio Gramsci e Muammar Gheddafi.

È morto a Roma il 2 maggio 2017, alletà di 86 anni.

                                     

1. Opere

  • Segnali di fumo. Locali per fumatori, secondo Valentino Parlato, a cura di Livia e Marcantonio Borghese, Roma-Milano, Il Manifesto, 2005. ISBN 88-7285-459-8
  • Il nuovo macchinismo. Lavoro e qualità totale. I casi FIAT, Zanussi & Italtel, con altri, Roma, Datanews, 1992.
  • un saggio in Vittorio Moioli, Made in Italy. Il mercato svizzero del lavoro italiano, Roma, Alfani, 1976.
  • Dibattito sulla mostra storico-documentaria Il Partito comunista italiano. Settantanni di storia dItalia, con Luciano Canfora, Massimo DAlema e Armando Cossutta, Milano, Teti, 1996.
  • Il blocco edilizio, Venezia, Marsilio, 1971.
  • Spazio e ruolo del riformismo, a cura di, Bologna, Il mulino, 1974.
  • La rivoluzione non russa. Quarantanni di storia del Manifesto, San Cesario di Lecce, Manni, 2012. ISBN 978-88-6266-450-9.
                                     

1.1. Opere Curatele

  • con Franco De Felice, Antonio Gramsci, La questione meridionale, Roma, Editori Riuniti, 1966.
  • Vladimir Ilic Lenin, Limperialismo fase suprema del capitalismo, Roma, Editori Riuniti, 1964.
  • con Massimo Loche, Una crisi mai vista. Suggerimenti per una sinistra cieca, Roma, Manifestolibri, 2014. ISBN 978-88-7285-783-0.
  • Maria Esther Gilio, Guerriglia tupamara. Interviste-testimonianze. Appendici: Schede sui tupamaros e sulla guerriglia, documenti politici, Verona, Bertani, 1972.
                                     

1.2. Opere Traduzioni

  • Adam Smith, La ricchezza delle nazioni. Abbozzo, Torino, Boringhieri, 1959.
  • Pierre Sorlin, Breve storia della società sovietica, Bari, Laterza, 1966.