Топ-100
Indietro

ⓘ Gilabert de Próixita, anche noto, nella storiografia italiana, come Gilberto da Procida è stato un poeta valenzano della cui opera ci sono pervenuti ventuno com ..




Gilabert de Próixita
                                     

ⓘ Gilabert de Próixita

Gilabert de Próixita, anche noto, nella storiografia italiana, come Gilberto da Procida è stato un poeta valenzano della cui opera ci sono pervenuti ventuno componimenti in lingua occitana. Dal suo primo curatore, gli viene attribuito un renovellament della poesia catalana attraverso lincorporazione di idee italiane e francesi allinterno del modello dellamor cortese attinto dai trovatori classici.

                                     

1. Biografia

Gilabert era un membro di una famiglia di origine napoletana, i da Procida, favorita dagli Hohenstaufen e poi da Pietro III dAragona, e che era emigrata nel Regno di Valencia agli inizi del XIV secolo. Gilabert era il quinto figlio di Nicolau de Próxita Nicola da Procida, secondo la storiografia italiana ed Elvira de Centelles. Con i suoi fratelli più anziani Olfo e Tommaso partecipa alla spedizione di Sicilia sotto Martino lUmanista nel 1392. Nel 1395 lui e suoi fratelli prendono parte nella spedizione di Giovanni per la Sardegna e Sicilia.

Di ritorno a Valencia nel 1396, Gilabert viene coinvolto nel conflitto tra i Centelles e i Vilaragut e nel maggio di questanno viene dichiarato, insieme ai capi delle fazioni, in esilio dal consiglio cittadino. L11 novembre del 1398, lui e qualche altro cavaliere capeggiano una banda di Centelles, tra cui quaranta uomini darme, in una scaramuccia contro Pere de Vilaragut; viene imprigionato di nuovo e riottiene la sua libertà solo nellottobre del 1399.

Il 4 dicembre del 1405, secondo un documento scoperto nellArxiu Municipal de València archivio municipale di Valencia da Lluís Cerveró i Gomis, Gilabert muore a Genova mentre era al servizio di papa Benedetto XIII, lasciando una vedova, Bernarda de Valeriola, la quale si risposa con Guillem Ramon de Centelles, e una figlia Joana. Viene sepolto nella cappella familiare di Sant Honorat nel convento di Sant Domingo de València.

                                     

2. Poesia

Gilabert era praticamente sconosciuto fino a quando le sue poesie non vennero pubblicate in unedizione moderna di Martí de Riquer in Poesies Els Nostres Clàssics: Barcellona, 1954. Molte delle sue poesie si trovano soltanto nel Cançoner Vega-Aguiló, il quale ha subito danneggiamenti a causa della scarsa umidità, rendendo molta parte del suo lavoro illegibile ad occhio nudo. Le tecniche innovative allultravioletto hanno, tuttavia, permesso che queste difficoltà venissero superate e adesso le sue poesie sono state copiate nella loro interezza. Il Vega-Aguiló registra soltanto il loro autore come "Próxita", ma la biblioteca dellEscorial contiene un canzoniere occitano del XVI secolo con alcuni lavori di "Mossèn Gilabert de Próxita", poeta.

                                     

2.1. Poesia Prosodia e lingua

Gilabert usava diversi metri: settenario, ottonario e soprattutto decasillabo. Alcune poesie variano il metro, ma sempre intenzionalmente: Gilabert non è secondo a nessuno tra la storica o oggettiva e non è mai narrativa o aneddotica. I soli "indizi" che possono essere raccolti nel complesso della sua opera riguardano il fatto che egli fosse un cavaliere, sua moglie proveniva da uno strato sociale più elevato e una delle sue poesie venne presentata a un novell consistori nuovo concistoro, probabilmente il Consistori de Barcelona, fondato nel 1393.

I temi che dominavano la poesia occitana alla fine del XIII secolo dominano la poesia di Gilabert alla fine del XIV, in un forma particolarmente esagerata. Egli è più grande dei trovatori, comunque, nei suoi dettagli originali e nellaccuratezza della sua espressione. Alla signora a cui promette il vassallaggio, si presenta come un umile e fedele servitore, disposto a soddisfare qualsiasi desiderio di lei, anche a costo di essere ucciso. Gilabert è essenzialmente feudale nella sua terminologia.

Gilabert si sofferma sulla crudeltà cruseltat granda della signora e il llanguiment infermità del poeta, il suo amore, che lo spinge agli estremi come la morte e allossessione. Questo lo proietta ad altezze più grandi di eloquenza poetica rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei catalani. Tale ossessione la condivide con Andreu Febrer. I versi

del Pus que vos play, dompna, que res no us dia erano quasi certamente nella mente di Jordi de Sant Jordi quando egli iniziava il suo famoso Stramps.



                                     

2.2. Poesia Stile

Gilabert, nonostante la sua espressività e soggettività, non è un poeta introspettivo; può essere ripetitivo e artificiale. Sebbene talvolta si perda in spiegazioni lunghe e prolisse, non si smarrisce nel trobar ric, come il suo contemporaneo Andreu Febrer. La sua scrittura è grammaticalmente impeccabile. La maggior parte delle sue immagini e metafore non sono originali, come il "Castell dAmor" castello damore, ma sono attuali per il suo tempo. Le sue allusioni militari sono più efficaci perché originano da esperienze personali. Altri ornamenti della poesia di Gilabert, come percorso di una possibile lettura del poeta, sono la storia delluccello bruciato per aver volato in prossimità del sole e lalchimista folle.

Per due poesie Gilabert adotta una ballade in stile francese, allora una novità in Catalogna: Mals perladors vulh per tostemps maldir e Lo cor e lhs huelhs man lo cors mis en pena. I temi, come il lausengiers il geloso, restano trobadorici le composizioni sono pervase da un ambiente semi-cavalleresco della Valenza del 1400 ca.

Vi è similarità tra la frase di Gilabert, de valor coronada, e quella di Dante coronata e vestita dumilitate, ma lincoronazione è la sola cosa in comune. L"umiltate" di Dante dà un senso di virtù, ma il "valor" di Gilabert è nel tenore puramente feudale/cavalleresco. Egli si considera de la mainada "della mesnada" della sua dona signora, come lo era del re e della fazione durante la sua carriera militare. Era più vicino al suo antico trovatore classico del 1200 ca. che agli italiani del suo tempo, sebbene la sua poesia mostri una certa familiarità con Dante. In Dona del mon no s pens que per amors Gilabert tenta di mantenere il nome della signora e sua amante nel segreto, per timore che lei abbia altri che credano di essere amati da lei. Inserisce alcune parole nella poesia specificamente per questa signora alla quale è dedicata, e a cui è stato servitore per nove anni. Esiste un parallelo tra la signora innominata di Gilabert e la donna-schermo della Vita nuova di Dante.