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ⓘ Castelverde. Il territorio comunale di Castelverde è in grandissima parte pianeggiante, a una quota media di circa 50 metri. Il settore occidentale del territor ..




Castelverde
                                     

ⓘ Castelverde

Il territorio comunale di Castelverde è in grandissima parte pianeggiante, a una quota media di circa 50 metri. Il settore occidentale del territorio presenta tuttavia una serie di avvallamenti, terrazzi, scarpate morfologiche che delimitano sia la presunta linea costiera del già citato Lago Gerundo, che si suppone esistito in tempi storici, sia la cosiddetta paleovalle del Morbasco, una valle fluviale di pianura attualmente percorsa da questo modesto corso dacqua ma che si ritiene sia stata scavata da un antico fiume, di portata notevolmente maggiore del Morbasco del giorno doggi, probabilmente un antico ramo dellOglio. Dislivelli e scarpate morfologiche sono facilmente individuabili a nord, in prossimità di Castelnuovo del Zappa, e attorno a Costa SantAbramo.

Oltre al Morbasco, laltro principale corso dacqua che bagna il comune è il Naviglio Civico della Città di Cremona, nel settore orientale del territorio comunale.

                                     

1. Storia

La zona immediatamente a nord di Cremona, dove si trova ora Castelverde, sembra essere stata abitata in modo continuativo già da tempi molto antichi, addirittura dalla media Età del Bronzo. Nelle vicinanze dellodierna Ossalengo, la minore delle frazioni di Castelverde, sono stati rinvenuti nel 1898 i resti di una terramara, ovverosia un insediamento costituito da edifici in legno fondati su palafitte. Occorre infatti accennare, a questo proposito, che larea compresa tra i fiumi Serio, Adda e Oglio, in tempi antichi e fino allepoca romana, era caratterizzata da estese paludi e superfici acquitrinose, periodicamente inondate dalle esondazioni dei suddetti fiumi, i quali seguivano un corso presumibilmente differente dal loro percorso odierno un ramo dellAdda secondo storici e geologi scorreva a nord di Cremona gettandosi nel Po molto più a valle di quanto non avvenga ora e non avevano ancora subito opere di rafforzamento degli argini. Pur non trattandosi di un vero e proprio bacino lacustre, ma piuttosto di un alternarsi non ben definito di zone emerse, pantani, rami fluviali abbandonati e acquitrini, lintera area prese il nome di Lago Gerundo. Il nome della frazione di Costa S.Abramo potrebbe trarre origine, infatti, dallantico litorale del suddetto lago.

La bonifica dellintera zona paludosa iniziò in modo decisivo con la colonizzazione da parte dei Romani nel I secolo d.C. Sono stati rinvenuti, in alcuni cascinali della zona, frammenti di mosaici e resti di tombe, risalenti proprio a quel periodo. Nellintera area di pertinenza comunale sono stati individuati, nel corso di sistematiche ricerche archeologiche di superficie condotte in collaborazione con dipartimenti universitari di Genova e Padova dal ricercatore Piermassimo Ghidotti tra il 1985 e il 1995, numerosi insediamenti romani rurali, la cui catalogazione ha consentito una prima definizione del popolamento rustico di quel periodo in unarea significativa della media pianura padana.

Dopo la fine dellImpero Romano, vale a dire dopo il V secolo, la zona fu interessata dalla continuazione delle opere di bonifica da parte dei monaci, benedettini in un primo tempo, cistercensi a partire dal XII secolo. Furono proprio i monaci cistercensi, stanziati nel monastero di Cavatigozzi, alle porte della città, a detenere il possesso di queste terre e a fondare lantica chiesa del paese, ma di ciò non si hanno notizie precise. Il primo documento ufficiale 1191 che si riferisce al borgo di Castaneto è un atto di investitura da parte del Vescovo di Cremona Sicardo alla famiglia Sommi, a cui il presule affidava il feudo.

Documenti dei secoli successivi, suggeriscono che i nuclei abitati che attualmente costituiscono le frazioni di Castelverde abbiano avuto storia autonoma, anche dal punto di vista amministrativo, sino allunità dItalia. Le carte corografiche del Lombardo-Veneto ad esempio, che risalgono al 1836, mostrano il territorio attuale diviso in dieci comuni. Costituirono comune autonomo le attuali frazioni di Castelnuovo del Zappa allora chiamato Castelnuovo del Zappa Corrado, Costa SantAbramo, Livrasco, Ossalengo, Marzalengo e San Martino in Beliseto, come pure altre località che oggi non detengono neppure lo status di frazione, ossia Cavallara Cavalera, Breda de Bugni, Costa Santa Caterina, Licengo e Dosso Baroardo. Il centro abitato di Castagnino, attuale capoluogo comunale, non viene neppure menzionato ma si suppone che fosse frazione di Breda de Bugni. Un dato curioso a proposito della suddivisione amministrativa prima del 1861, è mostrato nella medesima carta: i comuni di Breda, Castelnuovo, Licengo e Costa erano compresi nel circondario di Pizzighettone, mentre tutti gli altri facevano parte del circondario di Robecco.

La fusione dei vari comuni storici è avvenuta in più fasi. Nel primo dopoguerra esistevano i comuni di Castelverde con sede nellabitato di Castagnino Secco, San Martino in Beliseto e Tredossi, risultanti da una prima ridefinizione degli enti amministrativi pre-unitari. A seguito dellaccorpamento di questi tre comuni, fu formato lattuale territorio comunale. Si trattava allepoca di un comune sparso, in quanto il toponimo Castelverde non identificava ancora un preciso centro abitato bensì lintero territorio. Il municipio fu istituito a Castagnino Secco, in posizione centrale rispetto alle altre frazioni e già sede di uffici di pubblica utilità oltre che dellospedale tuttora esistente come istituzione, anche se trasformato in casa di riposo per anziani e istituto per disabili. La differente denominazione del comune e del suo capoluogo dava tuttavia luogo a confusione, amplificata dal curioso fatto che lufficio postale, il quale pure aveva sede nel capoluogo, portava il nome della frazione di Livrasco. Per sanare tale situazione il consiglio comunale deliberò il 13 novembre 1954 di modificare il nome della frazione capoluogo da Castagnino Secco in Castelverde: il Presidente della Repubblica, con suo decreto del 14 ottobre 1957 accolse la proposta del consiglio e da allora la denominazione "Castagnino Secco" scomparve da qualsiasi documento ufficiale. Il cambiamento fu accolto con favore dalla popolazione locale, in quanto laggettivo "secco" poteva dare adito ad errate interpretazioni. Il nuovo toponimo si riferisce a un castello, che compare anche nello stemma comunale pur non essendo probabilmente mai esistito, e al colore della campagna. Ciò nonostante, permane specialmente da parte di persone anziane luso del vecchio toponimo Castegnìn in vernacolo cremonese per indicare sia il capoluogo, sia il comune.

Attualmente costituisce il più popoloso comune della fascia suburbana di Cremona, e recentemente, proprio grazie alla vicinanza con il capoluogo e alla facilità di raggiungerlo, si è notevolmente espanso passando dai poco più di 3000 abitanti del 1970 agli oltre 5000 attuali; lespansione è tuttora in corso e si prevede che entro il 2015 il comune possa superare i 6000 abitanti, diventando così il 10º comune più popoloso dellintera provincia di Cremona.

                                     

2. Monumenti e luoghi dinteresse

Castelverde le sue frazioni, esclusi Livrasco e Castelnuovo del Zappa che sono agglomerati di vecchi cascinali, sono centri abitati di aspetto prevalentemente moderno; scarse sono le testimonianze visibili del passato, soprattutto nel capoluogo comunale che risulta formato per il 90% da edifici costruiti dopo il 1950.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Chiesa Parrocchiale di Castelverde

La chiesa parrocchiale del capoluogo, dedicata a S. Archelao Diacono e Martire, è uno dei più importanti esempi di barocco cremonese. Iniziata nel 1677 su progetto dellarchitetto Francesco Pescaroli e ultimata pochi anni dopo, venne ampliata nel 1874 dallarchitetto Visioli, con laggiunta del transetto e dellabside e linnalzamento dellampia cupola. Linterno del tempio è barocco con una forte impronta classica forse basato su quello della basilica di S. Andrea a Mantova. Di rilievo si segnalano la pala dellaltare maggiore Martirio di S. Archelao, realizzata da Francesco Boccaccino 1660-1740 e, del medesimo artista, la pala daltare della prima cappella di sinistra S. Francesco Saverio. Al noto pittore cremonese Angelo Massarotti 1653-1723 sono attribuiti la Pietà con Santi nella prima cappella di destra e gli affreschi nel presbiterio, attorno allaltare. Alcune delle pregevoli ancone in legno sono da ascrivere a Giuseppe Bertesi 1643-1710, celebre scultore padano. Inoltre, sono conservate nella chiesa le uniche due opere conosciute di Stefano Lami, pittore cremonese vissuto nel XVII secolo: il Martirio di San Sebastiano e il Martirio di SantOrsola. Nel tempio sono conservate, dal 1907, le reliquie e il corpo del martire romano a cui la chiesa stessa è dedicata. Sulla sinistra delledificio si eleva il caratteristico campanile, coevo alla chiesa; è alto 42 metri. Lorgano "Marzoli & Rossi" venne inaugurato nel maggio 1924 da Federico Caudana.

Chiesa di San Michele a Castelnuovo del Zappa

Riedificata in stile neogotico sul precedente tempio, allinizio del Novecento.

Chiesa di San Martino a San Martino in Beliseto

Costruzione ottocentesca recentemente restaurata. Il suo interno è a tre navate.

Chiesa di Marzalengo

Elegante edificio del XVI secolo, è la chiesa più antica del territorio comunale tuttora esistente. Al suo interno si conserva una tela del Moncalvo.

Santuario della Madonna della Speranza

Moderna chiesa edificata negli anni settanta del XX secolo, situata allingresso nella frazione di Livrasco lungo la provinciale che conduce a Bettenesco.



                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

Palazzo Comunale

Il Palazzo sede del Comune si trova nel centro del capoluogo. Si tratta di un edificio di origine rinascimentale tardo XV secolo o inizio XVI secolo profondamente rimaneggiato e alterato nel tempo a seconda della funzione a cui fu destinato. Pare appartenesse in origine alla famiglia Visconti. La facciata, rivolta verso lappartata Piazza del Comune, è caratterizzata da una loggia a tre archi su colonne in marmo.

Castello Trecchi

Il castello Trecchi si trova nella località di Breda de Bugni, piccolo gruppo di rustiche abitazioni situato circa 1 km a sud del paese. Si tratta di un edificio di origine tardo-medievale secolo XIV, costruito dalla famiglia Bugni probabilmente sopra i resti di un precedente fortilizio. Il castello subì in seguito alcune importanti modifiche allorché venne acquisito dai marchesi Trecchi tra il XV e il XVI secolo allo scopo di renderlo una sontuosa residenza di campagna; ulteriori interventi vennero apportati alla struttura nei secoli successivi, sino allultimo grande restauro compiuto nel 1998. Attualmente ledificio, inserito al centro di unampia corte rettangolare, si presenta come un unico corpo lineare delimitato da due torri, di diverse dimensioni, che presentano alle sommità gli elementi funzionali e decorativi beccatelli e merlature cieche tipici dellarchitettura cremonese del quattrocento; lingresso principale è rappresentato da un arco a tutto sesto, ed è caratterizzato dai resti dellapparato di manovra delloriginario ponte levatoio, oggi scomparso così come il fossato, che è stato interrato. La facciata posteriore, rivolta verso la campagna, presenta una loggetta con caratteristiche rinascimentali. Attualmente il castello, di proprietà privata, ospita nei suoi locali un agriturismo con annesso ristorante.

Ville e cascine
  • Villa Sommi-Picenardi a Licengo, 2 km a nord di Castelnuovo del Zappa. Residenza di campagna al centro di un vasto possedimento agricolo, si presenta come una corte chiusa, con casa padronale di linee ottocentesche e annessa cappella gentilizia. Anche in questo caso due eleganti torri a base quadrata e coronamento ottagonale delimitano a nord il complesso di edifici.
  • Villa Schinchinelli, in località Cavallara, è un palazzo risalente al XVII secolo, residenza di campagna di una nobile famiglia cremonese. La corte su cui troneggia la facciata delledificio è delimitata anteriormente da due caratteristiche torrette angolari, disposte in modo perfettamente simmetrico rispetto allingresso centrale. Il complesso si presenta attualmente in stato di cattiva conservazione.
  • Villa Vernaschi a Ossalengo, con annessa cappella settecentesca, deriva probabilmente da un antico fortilizio di cui non si hanno ulteriori notizie, a giudicare da alcuni elementi rimasti nellarchitettura della villa, tra cui la base fortemente "a scarpa". Ledificio attuale risale al settecento.
  • Cascina Mancapane, 6 km a nord di Castelverde al confine con il comune di Casalbuttano. La corte ottocentesca è caratterizzata da una facciata, rivolta verso ovest, che richiama elementi castellani di gusto nordico. Le due torrette angolari hanno la sommità cinta da merli.
Itinerari naturalistici

Il territorio di Castelverde è fortemente caratterizzato dallagricoltura: gran parte della campagna è occupata da coltivazioni intensive di mais, orzo, soja e altre specie vegetali. Tuttavia permangono, in particolare lungo i grandi canali di irrigazione che solcano la pianura, lembi delloriginaria vegetazione spontanea che un tempo doveva coprire vaste estensioni della Pianura Padana. Le aree lungo le rive del Morbasco e del Naviglio Civico sono tuttora oasi di tranquillità e di contatto con la natura, ove non è difficile imbattersi, inoltre, nelle specie animali tipiche della zona, dalle lepri, ai fagiani selvatici, e alle gallinelle dacqua, tuttora molto diffusi. Sono stati completati, allo scopo di rendere accessibile a tutti questi luoghi caratteristici, alcuni itinerari percorribili a piedi o in bicicletta che partono nella maggior parte dei casi dalla piazza principale di Castelverde.

  • Pista ciclopedonale dei Dossi, così chiamata perché tocca due dei cosiddetti dossi Dosso Cavallino e Dosso Baroardo, ossia porzioni di campagna leggermente più elevate del resto della pianura circostante, anticamente luoghi fortificati. Parte dalla piazza centrale di Castelverde, percorre via Ubaldo Ferrari sino alla torre piezometrica dellacquedotto, poi svolta a destra, raggiungendo la Cappelletta della Madonna dei Morti del Dosso, piccolo luogo sacro caro alla gente del paese, tra le acque della roggia Trecca e quelle della roggia Trecchina. La pista prosegue oltre, rasentando lo stadio comunale e innestandosi poi sul tracciato della vecchia strada Cremona-Bergamo, soppiantata dalla ex statale "Soncinese", che corre pochi metri a lato. Si oltrepassa la cascina Dosso Baroardo e si raggiunge San Martino in Beliseto, dopo un percorso di 4 km completamente asfaltati.
  • Pista Ciclopedonale del Naviglio Civico: costeggia il Naviglio da Cremona a Casalbuttano lungo un percorso di 15 km. Completamente asfaltata, tranne il tratto km 2 dallincrocio con la provinciale 40 tra Livrasco e Ossalengo e la località Scanno della Magia tra Marzalengo e Casalsigone, che ricalca il tracciato dellantica strada comunale tra le due località, utilizzata prima che venisse realizzata la provinciale asfaltata. A metà cammino si incontra unantica pietra miliare, opportunamente segnalata, che indicava lantico confine tra i due comuni quando ancora essi erano entità autonome
                                     

3. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti nel comune di Castelverde in totale sono 308. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:

  • India, 65
  • Romania, 73
  • Marocco, 34
  • Egitto, 54

Qualità della vita e riconoscimenti

  • Comune Riciclone 2011 - Premio RAEE: un importante riconoscimento che premia Castelverde come primo comune del nord Italia per il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
                                     

4. Geografia antropica

Il comune di Castelverde ha sede nel centro omonimo, e si compone del capoluogo, 6 frazioni e alcuni nuclei sparsi che non costituiscono centro abitato.

  • Castelverde è il centro maggiore e capoluogo comunale. Ha 2750 abitanti e in esso si concentra la maggior parte delle strutture, dei locali pubblici e dei servizi. È prevalentemente moderno, e in rapida espansione dal punto di vista edilizio e quindi anche dal punto di vista demografico. Vi ha sede il nuovo plesso scolastico che accoglie, dal 2001, tutti gli alunni del comune dopo la soppressione degli istituti scolastici di San Martino e Costa S. Abramo. In Castelverde si trovano anche il nuovo stadio comunale e il palazzetto dello sport. La casa di riposo Opera Pia SS. Redentore è tra le più grandi della provincia.

Frazioni

  • Castelnuovo del Zappa
  • Costa SantAbramo
  • Livrasco e Ossalengo sono due nuclei distinti, separati dal corso del Naviglio, che costituiscono amministrativamente la medesima frazione. Complessivamente la loro popolazione arriva a 310 unità.
  • San Martino in Beliseto è situato 4 km a nord del capoluogo, sulla strada provinciale per Bergamo dove si stacca la diramazione per Quinzano dOglio e quindi per Brescia. Attualmente vi risiedono 460 persone.
  • Marzalengo

Principali località

  • Altre località, costituite da gruppi di cascine isolati nella campagna, sono Breda de Bugni, Licengo, Cavallara, Castelletto Anghinori, Fossadoldo e Dosso Baroardo. Sino a metà del XIX secolo molte di esse costituivano addirittura dei comuni autonomi.


                                     

5. Economia

Su 30.9 chilometri quadrati di superficie, l88.3% pari a 27.29 km² è occupato da colture agricole intensive. Sul territorio operano 36 aziende agricole coltivatrici dirette, di cui 14 assumono manodopera. In tutto gli addetti al settore agricolo residenti entro i confini comunali sono circa cinquanta, quindi una piccola percentuale della forza lavoro.

Nel territorio di Castelverde sono in attività una settantina di piccole e medie imprese, tra le quali la più grande ha circa 1000 dipendenti. I settori più rappresentativi sono il metalmeccanico e lalimentare, ma trovano posto anche alcune aziende tessili e chimiche.

La maggior parte della forza lavoro è impegnata in attività industriali o artigianali, mentre il rimanente è per lo più impiegato nel settore terziario. Poche persone svolgono come primo impiego unattività connessa con lagricoltura. Rilevante il fenomeno del pendolarismo, in gran parte convergente verso la vicina città.

Il tasso di disoccupazione si mantiene, nonostante la crisi che ha colpito anche questa zona della Pianura Padana, ben al di sotto della media nazionale.

                                     

6. Infrastrutture e trasporti

Il territorio comunale di Castelverde è attraversato dalle seguenti strade provinciali ex statali:

  • SP ex SS415 già SS 415 Paullese Milano-Cremona;
  • SP ex SS498 già SS 498 Soncinese Bergamo-Cremona;

dalle seguenti strade provinciali:

  • SP 84 San Martino in Beliseto-Bordolano;
  • SP 40 Paderno Ponchielli-Gadesco di cui un tratto declassato a strada comunale;

e da una rete di strade comunali di collegamento tra i centri abitati le strade provinciali.

Il raccordo autostradale di collegamento tra lex SS 234 e lex SS 415, noto come Peduncolo, interessa il territorio comunale di Castelverde per un breve tratto, nello specifico lo svincolo di terminazione sulla Paullese.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, sia il capoluogo, sia la frazione Costa SantAbramo sono serviti da due linee di autobus che fanno parte della rete urbana di Cremona. Le altre frazioni sono invece servite da linee extraurbane.