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ⓘ Boris - Il film è un film del 2011, diretto e co-sceneggiato da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Lopera, tratta dalla serie televisiva Boris ..




Boris - Il film
                                     

ⓘ Boris - Il film

Boris - Il film è un film del 2011, diretto e co-sceneggiato da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo.

Lopera, tratta dalla serie televisiva Boris e interpretata in gran parte dallo stesso cast, mette in scena il dietro le quinte di una produzione cinematografica nellItalia dei primi anni 10 del XXI secolo. Pur essendo la prosecuzione degli eventi già narrati nella serie TV originaria, la pellicola propone un nuovo contesto narrativo, ugualmente godibile anche dai neofiti delluniverso borisiano.

                                     

1. Trama

René Ferretti è sul set della fiction televisiva Il giovane Ratzinger, interpretata da Stanis La Rochelle. Già di per sé disilluso dallinfima qualità dello sceneggiato, il regista prende a pretesto lennesima imposizione dallalto di Lopez e della rete - una scena da girare al rallentatore, in cui il futuro pontefice corre felice tra i campi - per abbandonare il progetto e lasciare il mondo della televisione. Nei mesi successivi René si ritira a vita privata, depresso e in crisi; ma proprio quando è convinto di essere ormai fuori dal giro che conta, lamico Sergio, deciso a dare una svolta alla sua vita dopo aver superato un infarto, gli confida di essere riuscito a ottenere i diritti del best seller dinchiesta La casta: dopo anni passati a girare fiction di quartordine, i due vedono finalmente loccasione di emanciparsi dal mondo del piccolo schermo per sfondare al cinema, girando un film dautore, "alla Gomorra".

Presentano quindi il progetto a Lopez, ormai triste e complessato dopo aver subìto la "retrocessione" alla sezione cinema, il quale, desideroso di riconquistare il suo vecchio ruolo dirigenziale, sembra convincere la rete a dare credito alloperazione. René inizia quindi vari contatti per stendere una sceneggiatura, ma alla fine è costretto a rivolgersi al suo abituale trio di scrittori, i quali lo mettono di fronte al primo compromesso e lo convincono a girare una cosiddetta "impepata di cozze", cioè non una vera opera dinchiesta bensì un film solo metaforico e allusivo.

Il tutto si rivela lo stesso molto interessante, tanto che il regista ottiene i migliori collaboratori sulla piazza; perfino Marilita Loy, la più grande attrice italiana del momento, accetta di prendere parte al progetto. René dà così il benservito al suo storico gruppo di lavoro portandosi dietro solo Alessandro e Arianna, da par loro ancora alle prese coi loro mai sopiti sentimenti, e si getta nella nuova avventura. I suoi sogni artistici, tuttavia, sinfrangono già nei primi giorni di riprese, quando si rende conto di essere alla mercé di professionisti che lo considerano solo un modesto mestierante. Il clima sul set si fa ogni giorno sempre più teso, complice anche le continue irruzioni di Stanis intestarditosi nel voler interpretare a tutti i costi Gianfranco Fini: arrivato al limite della sopportazione, René caccia in malo modo tutti ma, per continuare nelle riprese, assai controvoglia, è costretto a richiamare la sua vecchia e scalcinata troupe televisiva.

Nonostante i problemi e la confusione, il regista riesce comunque a portare a casa le scene, fronteggiando anche limprovvisa insicurezza sul set di Marilita. Le cose sembrano andare per il verso giusto, tanto che Sergio riesce persino a scritturare il giovane attore emergente Francesco Campo. Ciò nasconde però un lato sgradito: appartenendo alla stessa agenzia, assieme a lui è compresa nel "pacchetto" anche Corinna Negri, la "cagna maledetta" che tanto li aveva fatti penare ai tempi del piccolo schermo.

René cede anche stavolta, ricorrendo a mille stratagemmi pur di mascherare alla cinepresa la pessima recitazione della ragazza; i sacrifici sono tuttavia ripagati dalle magistrali interpretazioni di Campo il quale però, schiavo delleroina, muore improvvisamente nel mezzo delle riprese. Ai funerali dellattore, René e Sergio scoprono che Lopez li ha in realtà presi in giro, poiché la rete non ha mai avallato il loro progetto: la notizia è quasi fatale a Sergio, vittima di un nuovo infarto. Con lamico fin di vita e la produzione bloccata, il regista affronta a muso duro il dirigente e lo costringe ad assumersi le sue responsabilità.

Lopez elabora quindi unardita soluzione per salvare il tutto, proponendo alla rete di trasformare quanto girato fin lì in un cinepanettone. Inaspettatamente, questa si mostra entusiasta allidea, e dà subito il benestare alla cosa. René si arrende per lultima volta al sistema e, con laiuto del collega Glauco, reinventa la sua opera dautore in un commerciale Natale con la casta, adesso basato esclusivamente su una comicità greve e volgare, sullo sfoggio di belle donne e su battute di dubbio gusto. Alla prima, il film si rivela un autentico successo di pubblico; il solo René sembra essere lunica persona letteralmente schifata dal risultato. Il regista capisce così che la gente del cinema è forse peggiore di quella della televisione, e decide di tornare nel suo vecchio mondo, riprendendo in mano Il giovane Ratzinger e girando quella sequenza al rallentatore, stavolta senza batter ciglio.

                                     

2.1. Produzione Regia

Boris - Il film riprende le vicende delleponima serie televisiva, spostandone lattenzione dal mondo della televisione a quello del cinema.

I tre registi, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, hanno cercato il modo migliore per far sì che anche il pubblico senza il retaggio della serie TV potesse apprezzare ugualmente la pellicola. Come lopera televisiva, anche il film vuole utilizzare il microcosmo di una produzione - in questo caso, cinematografica - come pretesto per analizzare, nella maniera più ampia e meno autoreferenziale possibile, lItalia del tempo. Il racconto della cosiddetta classe lavoratrice del bel paese non ha implicato un registro stilistico giocoforza serioso: similmente alla serie TV, è stata adottata una regia sui toni della commedia, a tratti perfino farsesca; dispirazione sono stati i precedenti lavori sul tema di Ken Loach.

La pellicola cerca però anche di staccarsi dalla serie madre, proponendo una storia volutamente diversa. Ciò è evidente in diversi aspetti, come la rinuncia alla classica colonna sonora della serie TV, rifuggendo inoltre da precedenti espedienti comici già trattati sul piccolo schermo. Come detto, nel film lanalisi passa dalla televisione al mondo della settima arte oltreché della corrente culturale a essa collegata, mettendone a nudo gli aspetti meno edificanti.

                                     

2.2. Produzione Cast

Il cast principale della pellicola è pressoché lo stesso della serie TV. Tra gli altri attori di Boris, Massimiliano Bruno Nando Martellone, Karin Proia Karin ed Eugenia Costantini Cristina partecipano al film in ruoli minori, mentre Arnaldo Ninchi Il Dottor Cane e Angelica Leo Fabiana compaiono solo in dei fugaci camei. Le new entry del gruppo sono Claudio Gioè, interprete della star emergente Francesco Campo, e Rosanna Gentili, la quale nei panni di Marilita Loy propone una non troppo velata parodia di Margherita Buy.

Per quanto riguarda i camei dei fan di Boris, il compositore Nicola Piovani compare durante una partita a poker coi tre sceneggiatori, in cui perde lOscar vinto nel 1999 per La vita è bella ; il rapper Frankie hi-nrg mc interviene brevemente durante lorazione funebre di Francesco Campo, nel ruolo di un amico di questultimo; infine lattore e doppiatore Massimo Popolizio interpreta un decano del teatro italiano che, pur di guadagnare, è costretto a recitare in un improbabile cinepanettone "spaziale".



                                     

3. Riconoscimenti

  • Migliore attrice non protagonista a Carolina Crescentini ex aequo per 20 sigarette
  • 2011 – Nastro dargento
  • Candidato alla migliore commedia
  • 2011 – Ciak doro
  • Migliore attrice non protagonista a Carolina Crescentini