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Noi credevamo
                                     

ⓘ Noi credevamo

Noi credevamo è un film del 2010 diretto da Mario Martone su sceneggiatura dello stesso regista e di Giancarlo De Cataldo, liberamente ispirato a vicende storiche realmente accadute e al romanzo omonimo di Anna Banti.

Ambientato durante il Risorgimento, il film segue le vicende di tre giovani che si uniscono alla Giovine Italia animati da ideali patriottici e repubblicani.

Presentato in concorso alla 67ª Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia, il film è uscito nelle sale cinematografiche il 12 novembre 2010. Candidato a tredici David di Donatello, ne ha vinti sette, tra cui quelli per il miglior film e la miglior sceneggiatura.

                                     

1. Trama

Il film, articolato in quattro capitoli, racconta la storia di tre ragazzi del Cilento: Salvatore, con spirito patriota, Domenico, che crede nellamicizia, e Angelo, votato allazione violenta. Nel 1828 scelgono di prendere parte al movimento politico repubblicano della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le loro vite, in seguito a questa decisione, prenderanno strade diverse, ripercorrendo alcuni episodi della storia del Risorgimento italiano.

                                     

1.1. Trama 1 - Le scelte

Nel 1828 in Cilento, dopo la restaurazione del governo borbonico, il giovane Salvatore Tambasco vede morire dei cospiratori della Carboneria, i fratelli Capozzoli, decapitati dellesercito borbonico. Suo padre vuole che pensi alla proprietà e alle terre, ma Salvatore condivide sentimenti repubblicani insieme a Domenico Lopresti e Angelo Cammarota. Costui frequenta la nobile Cristina Trivulzio di Belgiojoso, che ha già finanziato una rivolta di carbonari fallita. Angelo prende contatti con Giuseppe Mazzini a Torino, fondatore della Giovine Italia, insieme a Salvatore, per attentare alla vita di Carlo Alberto. Salvatore dovrebbe ricevere un coltello da consegnare ad un compagno chiamato "Procida" altri non è che Antonio Gallenga, offertosi per lattentato, mentre Angelo avrebbe tentato lassalto a sorpresa contro lesercito sabaudo. Tuttavia una cospirazione impedisce limpresa, e Salvatore fugge in Cilento, per tornare alla sua tranquilla vita. Angelo lo insegue, credendo che sia il traditore, e al colmo dellira lo uccide.

                                     

1.2. Trama 2 - Domenico

Siamo intorno al 1850; Domenico è arrestato dopo la dissoluzione della Repubblica romana e rinchiuso nel carcere borbonico di Montefusco, nellentroterra campano. Altri prigionieri di rilievo sono il napoletano Carlo Poerio e il pugliese Sigismondo di Castromediano, lunico con cui Domenico, di carattere schivo e rude, ma schietto, riesca a simpatizzare. La vita del carcere è durissima: i prigionieri non possono ricevere notizie degli eventi politici e sociali e tra i carcerati si diffonde un clima di ostilità a causa delle tensioni tra monarchici e mazziniani. Di queste divisioni interne le autorità politiche approfittano, favorendo ad arte la liberazione di Castromediano e alimentando così tra i prigionieri un clima di reciproca diffidenza. Il barone tuttavia fa presto ritorno in carcere e comunica ai compagni di cella che il Piemonte parteciperà con un proprio contingente militare alla guerra di Crimea, scoppiata nel 1853.

                                     

1.3. Trama 3 - Angelo

La prima parte è ambientata a Londra nel 1857, dove ritroviamo un Angelo Cammarota invecchiato e deluso a causa delle occasioni perdute e che, abbandonato Mazzini, si unisce a Felice Orsini per attentare alla vita di Napoleone III, colpevole di avere causato la caduta della Repubblica Romana nel 1849. A Londra vive anche Mazzini, che ha un colloquio con Francesco Crispi e che partecipa alla veglia del morente rivoluzionario polacco Stanisław Worcell. Proprio in questo frangente Angelo incontra dopo anni Gallenga, al quale cerca di strappare una rivelazione sul vero motivo del tradimento di Salvatore Tambasco. La scena si sposta a Parigi, dove Orsini, con Angelo e altri cospiratori, prepara degli ordigni esplosivi per uccidere Napoleone III davanti al teatro dellOpera la sera del 14 gennaio 1858. Angelo però è immediatamente scoperto, mentre le bombe degli altri cospiratori non uccidono limperatore, pur provocando comunque numerose vittime. In breve tempo anche gli altri attentatori sono arrestati e processati, ma solo Orsini e Cammarota sono condannati a morte, mentre agli altri complici viene comminato lergastolo.



                                     

1.4. Trama 4 - Lalba della nazione

È il 1862 e lItalia è ormai sovrana e unita, ma il meridione è dilaniato dai briganti e dallazione repressiva dellesercito. Domenico, sempre più anziano ma pur sempre combattivo, uscito dalla prigione, torna in Cilento e apprende che le terre di famiglia sono state confiscate dallex stato borbonico a beneficio di un ricco notaio locale, a causa della sua precedente attività politica sovversiva. Ma il vero motivo del suo ritorno è un altro. Garibaldi ha organizzato una nuova spedizione di volontari, dopo quella dei Mille di due anni prima; stavolta lobiettivo è liberare Roma dal dominio temporale del papa e Domenico è diretto in Calabria per unirsi ai volontari in marcia verso il Lazio. Durante il percorso, casualmente, incontra il giovane Saverio, riconoscendo in lui il figlio del suo amico Salvatore, anchegli pronto a unirsi ai garibaldini. Tuttavia il drappello di Garibaldi, arrivato sullAspromonte, subisce unimboscata da parte dellesercito italiano. Domenico e i suoi compagni davventura sono catturati e il giorno seguente Saverio è fucilato insieme ad altri due giovani con laccusa di diserzione. Domenico si salva, ma ormai si sente troppo deluso e amareggiato per partecipare agli eventi futuri del Paese. Il film si conclude al palazzo Carignano di Torino, sede del primo parlamento del Regno, con un monologo interiore dello stesso protagonista che medita sullUnità realizzata da uomini di potere per i propri interessi, senza un autentico coinvolgimento del popolo.

                                     

2.1. Produzione Riprese

Il regista preciserà in un articolo scritto su LEspresso: "Ho girato Noi credevamo mirando a ciò che è sotto la pelle della storia, ho cercato di cogliere il clima esistenziale vissuto da ragazzi diventati uomini e mai piegati sotto il peso di una lotta disperata, quei mazziniani antenati dei partigiani, dei movimenti degli anni 60 e 70, dei democratici che in Italia conoscono una storia drammaticamente altalenante, tra faticate vittorie e continue sconfitte. Giravo per Londra con la macchina fotografica alla ricerca dei luoghi vissuti dai cospiratori italiani in esilio, che avrei raccontato sullo schermo".

Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano in provincia di Salerno è stato uno dei set principali della pellicola, in particolar modo le riprese hanno riguardato Roscigno Vecchia, Pollica, Castellabate e Camerota. Altre location del film risorgimentale sono i due castelli dauni di Bovino e Deliceto, in cui sono state ricostruite alcune scene del carcere irpino di Montefusco, attualmente visitabile presso la sede del municipio di Montefusco. La maggior parte del film è stata però realizzata in Piemonte, con il sostegno finanziario e logistico della locale Film Commission e con molte scene realizzate nel Pinerolese anche gran parte degli episodi francesi e inglesi sono girati in Piemonte.



                                     

2.2. Produzione Colonna sonora

La colonna sonora del film comprende musiche da opere di Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini Il pirata, eseguite dallOrchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Roberto Abbado. I titoli di coda sono accompagnati dal canto popolare Camicia rossa. Per la scelta dei brani, avvenuta assieme ad Abbado, Cesare Mazzonis e Michele DallOngaro, Martone ha voluto musiche "di carattere introspettivo, struggenti, meditative", evitando "scelte trionfalistiche, ovvie" già legate al comune immaginario risorgimentale.

                                     

3. Distribuzione

Il film è stato presentato in anteprima il 7 settembre 2010 alla 67ª Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia, dove ha concorso per il Leone dOro, in una versione dalla durata di 205 minuti. Questa versione è stata proiettata anche in occasione dellanteprima torinese del film, tenutasi il 13 settembre al Teatro Carignano.

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 12 novembre 2010 da 01 Distribution, in una versione ridotta di 170 minuti.

                                     

4. Accoglienza

Incassi

Il film ha incassato complessivamente € 1.5 milioni al botteghino italiano di cui € 124.000 durante il primo fine settimana di programmazione, a fronte di un budget di € 7 milioni.

                                     

5. Riconoscimenti

  • Migliori acconciature a Aldo Signoretti
  • 2011 - David di Donatello
  • Miglior film
  • Candidatura per la miglior regia a Mario Martone
  • Miglior trucco a Vittorio Sodano
  • Candidatura per il miglior montaggio a Jacopo Quadri
  • Miglior sceneggiatura a Mario Martone e Giancarlo De Cataldo
  • Candidatura per il miglior sonoro a Gaetano Carito e Maricetta Lombardo
  • Candidatura per il David giovani a Mario Martone
  • Candidatura per la miglior colonna sonora a Hubert Westkemper
  • Miglior scenografia a Emita Frigato
  • Candidatura per il miglior produttore a Carlo Degli Espositi, Conchita Airoldi e Giorgio Magliulo
  • Migliori costumi a Ursula Patzak
  • Miglior fotografia a Renato Berta
  • Nastro dargento dellanno
  • 2011 - Nastro dargento
  • Candidatura per la miglior regia a Mario Martone
  • Gran Premio della Stampa Estera a Mario Martone
  • Candidatura per la miglior sceneggiatura a Mario Martone e Giancarlo De Cataldo
  • 2011 - Globo doro
  • Candidatura per la miglior fotografia a Luca Bigazzi
  • Candidatura per il miglior film a Mario Martone
  • Candidatura al Leone doro a Mario Martone
  • 2010 - Mostra internazionale darte cinematografica di Venezia
  • Miglior sceneggiatura a Mario Martone e Giancarlo De Cataldo
  • 2011 - Alabarda doro
  • Miglior film a Mario Martone
  • Premio Migliore Attore a Toni Servillo
  • 2011 - Bobbio Film Festival
  • 2011 - Capri Hollywood International Film Festival
  • Capri Cult Award a Mario Martone
  • Miglior attore drammatico a Luigi Lo Cascio
  • Candidatura per il miglior attore drammatico a Valerio Binasco
  • Candidatura per il miglior attore drammatico a Michele Riondino
  • 2012 - Golden Graal
  • Premio SNGCI del pubblico a Mario Martone
  • 2011 - Kineo Awards
  • Miglior film italiano
  • Premio Giovani ad Andrea Bosca
  • 2011 - Primavera del Cinema Italiano Festival


                                     
  • Donatello 2011 - Miglior film per Noi credevamo David di Donatello 2011 - Miglior sceneggiatura per Noi credevamo Nastri d argento 1993 - Miglior regista
  • 7 aprile. Il film con il maggior numero di nomination 13 è stato Noi credevamo di Mario Martone, a seguire Benvenuti al Sud di Luca Miniero 10 Basilicata
  • Kamkari Noi credevamo regia di Mario Martone Noi credevamo regia di Mario Martone Emidio Greco - Notizie degli scavi Mario Martone - Noi credevamo Saverio
  • ricevuto il David di Donatello per il miglior scenografo per il film Noi credevamo Negli anni 1980 ha lavorato con lo scenografo Paolo Biagetti Miranda
  • Noi credevamo con T.Servillo, L.Lo Cascio, L.Zingaretti e tanti altri. Per il grande schermo viene diretto anche da M.Filiberti e C.De Caro. Noi credevamo
  • cinematografiche più recenti quelle nelle pellicole Pranzo di Ferragosto 2008 Noi credevamo 2010 La città ideale 2012 e L intrepido 2013 Palombella rossa
  • Donatello per Il divo di Paolo Sorrentino 2011 - David di Donatello per Noi credevamo di Mario Martone 2010 - nomination Oscar al miglior trucco per Il divo
  • regia di Alfredo Peyretti. Nel 2010 recita sul grande schermo con Noi credevamo di Mario Martone e, nel ruolo di protagonista, con Febbre da Fieno
  • eccezionalità il caso artistico e produttivo dell annata, è andato a Noi credevamo di Mario Martone. I vincitori sono indicati in grassetto, a seguire
  • Marco Bellocchio 2010 - L uomo che verrà di Giorgio Diritti 2011 - Noi credevamo di Mario Martone 2012 - Il primo uomo di Gianni Amelio 2013 - L intervallo
  • bellezza, presentati al 61º e al 62 festival di SanRemo, ed è nel cast di Noi credevamo di Mario Martone, presentato nello stesso anno alla mostra del cinema